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Finanza: La prossima settimana si preannuncia ricca di occasioni per i mercati

Posted by fidest press agency su domenica, 29 gennaio 2023

By Mark Dowding, BlueBay CIO, RBC BlueBay Asset Management. I rendimenti governativi sono rimasti praticamente invariati nel corso della settimana, ma i credit spread sono stati sostenuti da una sana domanda di nuove emissioni e dai dati sui flussi, che hanno confermato le voci di un aumento dell’allocazione degli investitori nel fixed income, all’inizio del 2023. In generale, le prospettive sembrano indicare un certo rallentamento dell’attività economica, ma sono venuti meno i timori di recessione e aleggia una certa speranza che l’inflazione si riduca nei prossimi mesi. Nell’ultimo decennio ci sono state alcune forti tendenze che hanno spinto l’inflazione verso il basso, che ora potrebbero essersi attenuate o addirittura aver iniziato a invertirsi. Tuttavia, sulla scia della pandemia, oggi operiamo in un mondo in cui è necessario mantenere delle scorte “per ogni evenienza”, visto che negli ultimi anni le aziende sono state danneggiate da problemi alle catene di approvvigionamento. A livello societario si nota una maggiore attenzione al raggiungimento degli obiettivi climatici e ESG. Tuttavia, questi cambiamenti non sono privi di costi. Questa tendenza ha compromesso la crescita del reddito reale mediano, a vantaggio dei proprietari di asset. Considerando l’insieme di questi fattori, riteniamo che vi sia una reale possibilità che l’inflazione si normalizzi a un livello compreso tra il 2 e il 4% nel decennio a venire, a differenza dei livelli dello 0-2% visti in precedenza.Queste ipotesi di trend dell’inflazione a lungo termine sono chiaramente molto importanti, in quanto definiscono le aspettative per il livello naturale dei tassi di interesse nel corso del ciclo economico. Il tasso R* potrebbe essere stato intorno all’1,5% in un mondo con un’inflazione dello 0-2%, ma se ora è del 2-4%, questa cifra potrebbe essere più vicina al 3,5% sui tassi di liquidità. Si tratta chiaramente di una discussione teorica.Tuttavia, la rilevanza a breve termine di questo dato è che notiamo che la maggior parte degli investitori inquadrerà ciò che percepisce come “normale”, in base all’esperienza del recente passato. Ciò può spiegare l’opinione di molti che ritengono che sia una questione di quando, e non di se, i Treasury statunitensi a 10 anni torneranno a livelli di rendimento più vicini al 2,5%. Questo desiderio del mercato di ignorare le parole della Fed e delle altre Banche Centrali potrebbe, a tempo debito, portare queste ultime a dover seguire il mercato. All’avvicinarsi del meeting della Fed, ci colpisce il fatto che per gran parte dell’anno passato abbiamo visto una grande attenzione alle condizioni finanziarie, come indicatore dell’operato della politica. In quest’ottica, da settembre questi indici si sono attenuati, anche se la Fed ha alzato i tassi di interesse. Di conseguenza, percepiamo un certo grado di preoccupazione all’interno del FOMC per il fatto che il rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi equivale a un allentamento della politica agli occhi del mercato.Tuttavia, notiamo che il mercato si aspetta che i tassi raggiungano il picco appena sotto il 5% e che la Federal Reserve allenti due volte prima della fine dell’anno in corso – ma ci sono ampi margini per deludere queste proiezioni, a meno che non si verifichi un rallentamento molto più significativo dell’attività economica, che sarebbe comunque una cattiva notizia per gli utili societari e la qualità del credito.Nel breve periodo, il fatto che l’economia continui a reggere piuttosto bene potrebbe dare alle banche centrali, come l’Eurotower, una maggiore copertura per essere più aggressive nel breve periodo, in modo da poter fare una pausa prima del tempo. In questo contesto, ci aspettiamo che i Fed Fund raggiungano un picco appena sopra il 5% e che il tasso di deposito della BCE raggiunga il 3,5% in primavera, prima che la policy si fermi per i sei mesi successivi.Abbiamo anche ridotto l’esposizione ai mercati emergenti, in particolare alle posizioni in real nel mercato del forex brasiliano e ai tassi messicani, che hanno registrato buone performance, consentendo al contempo di spostare il profilo di duration complessivo della strategia verso una posizione corta più sostanziale. In questo contesto, abbiamo adottato un atteggiamento relativamente conservativo, poiché riteniamo che il rally di gennaio stia perdendo slancio e siamo molto scettici sul fatto che le banche centrali faranno qualcosa per dare alle valutazioni un’ulteriore spinta verso l’alto.La Bank of England sembra invece essere la Banca Centrale più incline a sorprendere in termini di policy. In questo caso, gli operatori di mercato si aspettano un rialzo di 50 punti base che porti i tassi al 4%. Anche se ciò sarebbe certamente giustificato dai dati sull’inflazione e sui salari, siamo preoccupati per la diffusione di segnali di debolezza economica.Nel frattempo, i prezzi delle case appaiono molto vulnerabili e riteniamo che sarà molto difficile che i tassi britannici superino il tetto del 4% senza rischiare di far crollare il mercato immobiliare del Regno Unito e con esso l’economia britannica. Su questa base, continuiamo a mantenere una visione ribassista sulla sterlina e siamo strutturalmente propensi ad adottare una posizione più ribassista sui Gilt, anche se per il momento non abbiamo una posizione sui tassi britannici.La prossima settimana si preannuncia ricca di spunti per i mercati. Nel frattempo, anche la guerra in Ucraina sembra essere sparita dalle prime pagine nelle ultime settimane, con una situazione di stallo durante l’inverno. Tuttavia, la decisione di Stati Uniti, Germania e Polonia di seguire l’esempio del Regno Unito nel fornire carri armati all’alleato potrebbe contribuire a spostare l’equilibrio di potere nelle prossime settimane e continuiamo a sperare che la guerra finisca nei prossimi mesi. L’ultima settimana è stata tranquilla, ma è possibile che fosse la calma prima della tempesta. (abstract by verinieassociati.com)

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Le imprese hanno bisogno di servizi di finanza innovativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

La vita di ogni impresa dipende in buona parte dalla gestione delle sue finanze. Una gestione che è in capo ai direttori finanziari: figure professionali che oggi richiedono a gran voce maggiore sinergia con gli interlocutori, più informazioni in tempo reale e soprattutto più digitalizzazione. Sono queste le rilevazioni della ricerca condotta da Opyn (la fintech italiana che offre la sua tecnologia e servizi per il credito in modalità as a service a banche, asset manager e corporate) in collaborazione con le associazioni di settore Andaf e Manager Italia. L’indagine, presentata oggi durante l’evento online Embedded Finance: un’opportunità per i CFO, ha raccolto le testimonianze di 200 direttori finanziari o Chief Financial Officers (CFO) di aziende italiane con +250 dipendenti, con lo scopo primario di identificare gli ambiti di possibile efficientamento del loro lavoro attraverso il fintech e in particolare attraverso lo strumento dell’embedded finance, che consente alle società di qualsiasi settore di fornire servizi finanziari per i propri clienti, fornitori e dipendenti. Il campione evidenzia tre principali aree critiche: la difficoltà di reperire, coordinare e integrare le informazioni; la gestione della relazione con gli istituti finanziari; la scarsa digitalizzazione dei processi finanziari.In particolare, il 56% degli intervistati dichiara che la problematicità principale nella gestione finanziaria dell’impresa sia “verificare la solvibilità dei clienti” (in una scala da 0 a 10, dove 0 = “per nulla d’accordo” e 10 = “molto d’accordo”, il 56% ha votato tra 7 e 10). Inoltre, gli intervistati dichiarano di voler “potenziare la business intelligence” e “realizzare una reportistica più integrata ed efficace”, oltre al desiderio di “avere dati in tempo reale con possibilità di aggregazione flessibile”.Per quanto riguarda la gestione della relazione con gli istituti finanziari (banche e assicurazioni), il 74% degli intervistati dichiara che questa risulti a volte eccessivamente lunga e il 66,5% riferisce che sia un processo frammentato tra molti interlocutori e canali diversi. Infine, secondo il 59,5 % dei CFO i processi finanziari (come pagamenti, transazioni, trasferimenti di denaro, ect.) gioverebbero di una maggiore digitalizzazione che snellirebbe e renderebbe più fluida l’operatività. Dalla ricerca emerge, infine, che le necessità dei CFO oggi sono molte ed eterogenee, così come lo sono le soluzioni possibili. In questo contesto l’embedded finance viene riconosciuta come un’opportunità di efficientamento del lavoro del direttore finanziario attraverso l’applicazione di servizi personalizzabili e facilmente integrabili nei processi interni. “Da questo studio emerge chiaramente che i servizi di finanza digitale aiuterebbero moltissimo il lavoro dei direttori finanziari, andando incontro alle loro eterogenee necessità – dichiara Greta Antonini, Chief Marketing & Communication Officer di Opyn. (abstract by ddlstudio.net

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L’inasprimento delle condizioni finanziarie contribuisce al rallentamento della crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2022

A cura di Paul Grainger, Head of Global Fixed Income & Currency, e James Bilson, Fixed Income Strategist, Schroders. Continuiamo a temere che l’impatto dell’inasprimento delle condizioni finanziarie a cui abbiamo assistito nel corso del 2022 non si sia pienamente riflesso nei principali dati economici. Gli indicatori più lenti, come la spesa per i consumi e in particolare il mercato del lavoro, rimangono ancora molto resistenti nonostante il forte indebolimento degli indicatori anticipatori, come quello delle abitazioni. Prevediamo che nei prossimi mesi vedremo segnali più chiari dell’impatto dell’inasprimento delle condizioni finanziarie sulla crescita, soprattutto negli Stati Uniti. Ciò incoraggerà le Banche Centrali a sospendere ulteriori inasprimenti e a rivalutare la situazione. Questa sarà una notizia positiva per le obbligazioni sovrane globali. Tuttavia, per gli asset ciclici come le obbligazioni societarie il quadro è più contrastato: il vento di coda della riduzione dell’inflazione e della volatilità obbligazionaria si scontra con il vento contrario dell’impatto dell’indebolimento dell’economia sugli utili societari, una ricetta per un futuro incerto. Tuttavia, la situazione non è del tutto negativa. Se da un lato riteniamo che l’impatto ritardato dell’inasprimento delle condizioni finanziarie debba ancora manifestarsi appieno, soprattutto negli Stati Uniti, fattore che diventerà più evidente nel 2023, dall’altro vi sono segnali crescenti che indicano che altri importanti venti contrari all’economia potrebbero ridursi d’intensità. Sebbene non crediamo che la crisi del gas e dell’energia che l’Europa sta affrontando sia finita, abbiamo motivo di essere cautamente ottimisti sul fatto che la fase peggiore potrebbe aver raggiunto il suo apice. Questa fase di stasi, se mantenuta, implicherebbe un calo dell’attività più moderato di quanto si temeva. Per i mercati finanziari che guardano al futuro, questo è un aspetto cruciale. Riteniamo che potrebbe portare a una sottoperformance dei Bund tedeschi su base cross-market rispetto ai Treasury statunitensi.

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Finanza: Appesi alla Fed

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

Commento a cura di Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di GAM (Italia) SGR. Ci apprestiamo a concludere anche il mese di dicembre. Il 2022 è stato un anno complicato e difficile. All’emergenza sanitaria si sono aggiunte quella geopolitica, innescata dalla guerra Russia – Ucraina e dalle tensioni USA-Cina, e quella economico finanziaria causata dall’accelerazione dei prezzi con il conseguente irrigidimento delle politiche monetarie delle Banche Centrali. L’indebolimento macroeconomico in atto dovrebbe trasformarsi in una fase recessiva. Questo è il consenso di mercato per il prossimo anno. Il comparto obbligazionario si è mosso di conseguenza con i tassi di interesse dei titoli governativi che, dopo avere sofferto per buona parte dell’anno, negli ultimi due mesi hanno mostrato segni di recupero. Il movimento inizialmente ha riguardato solo le scadenze lunghe, ma recentemente anche la parte breve è risalita dai minimi. Le curve rimangono invertite con il Treasury 10 anni che rende circa 70 basis point in meno del 2 anni. L’azione più rapida e decisa delle Banche Centrali ha favorito il movimento. Questa settimana il dato di inflazione americano più contenuto delle attese ha generato nuovo ottimismo. Il ritracciamento dei prezzi dell’energia ha contribuito a raffreddare l’indice, ma anche la componente “core” ha rallentato. Desta ancora preoccupazione la dinamica dei beni alimentari e degli affitti. I futures sui Fed Fund dal massimo del 7 novembre intorno al 5,2% sono scesi al 4,8%. E da qui non si sono mossi dopo la riunione della FED di mercoledì, forse per i toni meno duri del previsto da parte di Jerome Powell. Il mercato sembra non credere alle nuove aspettative dei membri della FED. Sui 19 governatori ben 17 prevedono un terminal rate sopra al 5%. La mediana si colloca al 5,10%, ma soprattutto non sono previste riduzioni nel corso del 2023. Il mercato, più scettico, stima invece tagli nel corso del prossimo anno per il deterioramento della situazione economica. Teniamo conto che a dicembre dello scorso anno sia gli investitori che la Banca Centrale statunitense si sono sbagliati nel prevedere dove sarebbe finito il tasso sui Fed funds a fine 2022. La previsione mediana era 0,875%, simile a quella di mercato, stimata allo 0,80, siamo invece al 4,50%. Pertanto, in uno scenario ancora complesso, nella prima parte dell’anno pensiamo possa essere opportuno privilegiare la parte medio breve della curva americana, ritenendo quella lunga suscettibile di ulteriore volatilità. Importanti avvertenze legali: I dati esposti in questo documento hanno unicamente scopo informativo e non costituiscono una consulenza in materia di investimenti. Le opinioni e valutazioni contenute in questo documento possono cambiare e riflettono il punto di vista di GAM nell’attuale situazione congiunturale. Non si assume alcuna responsabilità in quanto all’esattezza e alla completezza dei dati. La performance passata non è un indicatore dell’andamento attuale o futuro. Copyright © 2021 GAM (Italia) SGR S.p.A. – tutti i diritti riservati.

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La finanza può fare di più per la biodiversità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2022

A cura di Laurent Ramsey, Managing Partner del Gruppo Pictet. Negli ultimi 30 anni, la prosperità umana è cresciuta più che in tutti i secoli passati. Abbiamo costruito strade, ponti, edifici, macchine; viviamo più a lungo e godiamo, nella maggior parte dei casi, di un welfare evoluto e di una solida educazione. Dal 1820, il PIL pro capite medio è cresciuto di oltre 15 volte. Più del 95% dei neonati arriva al quindicesimo anno d’età: nel diciannovesimo secolo era solo uno su tre. Tutto questo progresso, però, ha avuto un prezzo enorme: se è vero che, da millenni, lo sviluppo umano si è concentrato sul consumo del capitale naturale come cibo, aria pulita, acqua e suolo fertile, in questi ultimi tre decenni le risorse sono state utilizzate a un ritmo più rapido di quanto necessario per reintegrarle: gli uomini consumano più risorse naturali di quelle che la Terra è in grado di rigenerare naturalmente in un periodo di 12 mesi, riducendone la disponibilità per le generazioni future. L’umanità sta portando all’estinzione le specie animali e vegetali, distruggendo il loro habitat per nutrire la popolazione in continua crescita. Per mettere fine a questo rapporto insostenibile è necessaria una comprensione più approfondita dell’impatto che il mutamento della biosfera può avere sul benessere umano e sul suo contributo alla crescita economica. I policymaker considerano ormai la protezione della biodiversità una priorità tanto urgente quanto il mettere un freno al riscaldamento globale. La biodiversità si contende con il cambiamento climatico la corona di preoccupazione ambientale predominante. Per questo motivo, è probabile che le autorità di regolamentazione e policymaker introducano nel tempo sempre più tasse, permessi e compensazioni correlati alla biodiversità e che integrino il capitale naturale nelle statistiche economiche nazionali, tra cui la rilevazione sul PIL. Attraverso la comprensione delle diverse minacce che la perdita di biodiversità pone alle aziende, gli investitori possono iniziare a dare un prezzo esatto a tali rischi, identificare le lacune nell’attuale modello ESG e scoprire nuovi modi per investire nel capitale naturale. Aziende e investitori, infatti, hanno bisogno di una comprensione più chiara dei rischi che il venir meno della biodiversità presenta per i loro bilanci e i loro portafogli. Le minacce non sono solo fisiche, ma anche normative, legali e reputazionali. L’OCSE stima che gli investimenti volti a proteggere la biodiversità ammontino attualmente a meno di 100 miliardi di dollari l’anno, una somma modesta se paragonata ai 632 miliardi impiegati nella lotta al cambiamento climatico. Le opportunità di crescita restano enormi: secondo una ricerca condotta dalla Food and Land Use Coalition, gli sforzi per integrare pratiche sostenibili nell’attuale mercato del cibo e del suolo, rivoluzioneranno le catene del valore e apriranno a nuovi modelli di business. Nel rapporto si stima che una tale trasformazione potrebbe creare un mercato della biodiversità del valore di 4.500 miliardi di dollari entro il 2030. Negli ultimi anni sono notevolmente aumentati gli investimenti in biodiversità che hanno l’obiettivo di minimizzarne la perdita, garantendo una crescita di capitale nel lungo periodo. È un trend già evidente nel mercato obbligazionario. Sempre l’OCSE stima che siano stati emessi 4-5 miliardi di dollari in obbligazioni per finanziare progetti legati all’uso sostenibile del territorio, che possono apportare benefici alla biodiversità. Anche gli strumenti a reddito fisso ideati per finanziare progetti sostenibili nel settore marino e della pesca – blue bond – stanno guadagnando terreno. E il mercato delle obbligazioni sostenibili continuerà a crescere: una ricerca condotta per Pictet Asset Management dall’Institute of International Finance suggerisce che l’emissione potrebbe raggiungere un ritmo di 4.500 miliardi di dollari all’anno entro il 2025, rispetto a poco più di mille miliardi di dollari nel 2021. A ciò si aggiunge che più di 100 istituzioni finanziarie – che insieme gestiscono circa 14 mila miliardi di euro di attività in 19 Paesi – hanno già firmato un impegno a proteggere e ripristinare la biodiversità attraverso le loro attività finanziarie e investimenti. Gli obiettivi comprendono il coinvolgimento delle imprese, la valutazione dell’impatto delle loro attività di finanziamento e degli investimenti e la divulgazione annuale dei contribuiti agli obiettivi globali su biodiversità. (abstract by http://www.bc-communication.it

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Il Gruppo Monrif sviluppa un progetto multimediale dedicato alla finanza sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2022

Per tutto il mese di ottobre, QN Economia & Lavoro, il settimanale economico di QN Quotidiano Nazionale, dedica uno spazio alle PMI, alle start up e alle famiglie, all’interno del dossier estraibile Educazione Finanziaria, un vero e proprio vademecum con nozioni legate agli strumenti bancari, finanziari, assicurativi e previdenziali, declinato on line in un main stream di approfondimenti, interviste a esperti e materiale didattico aggiornato quotidianamente. Luce!, il magazine on line di QN dedicato all’inclusione e alla parità di genere, accompagna l’intero percorso con interviste, video e testimonianze dei protagonisti del mondo della finanza al femminile e delle istituzioni. Inoltre, in partnership con Global Thinking Foundation, promuove il tour Libere di… VIVERE: un progetto sviluppato dalla Fondazione con lo scopo di contrastare la violenza economica e sensibilizzare alla parità di genere, rivolto principalmente ad adulti e studenti appartenenti alle fasce più deboli e che prevede l’esposizione di una mostra culturale sui temi dell’inclusione sociale attraverso la letteratura disegnata, oltre alla realizzazione di incontri dedicati ai temi dell’indipendenza economica e della sicurezza digitale (https://www.liberedivivere.com).Il 31 ottobre il Gruppo Monrif dedicherà alla Giornata Mondiale del Risparmio un’edizione monografica di QN Economia & Lavoro e una tavola rotonda, in streaming, moderata da Sandro Neri, Responsabile Economia di QN, che prevede la partecipazione di Claudia Segre – Presidente di GTFoltre; Marco Giorgino – Coordinatore dell’Orientamento “Finanza” del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano; Germana Martano, Direttore Generale di Anasf, oltre ad altri protagonisti del mondo della finanza, che disquisiranno di educazione finanziaria, investimenti consapevoli e finanza sostenibile. Sempre in questa occasione, QN Quotidiano Nazionale sarà in edicola vestito da una fake cover dedicata alla Giornata Mondiale del Risparmio.Hanno aderito all’invito di QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno Alleanza Assicurazioni, Arca Fondi, Assicurazioni Generali, Banca Generali, Banca Mediolanum, Columbia Threadneedle, Credem, Fineco Asset Management, Iccrea, Illimity Bank, Ubs, Zurich Investment.

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Stati generali della finanza alternativa sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Milano giovedì 27 ottobre 2022, a partire dalle ore 17, presso la sede «Le Village» di Crédit Agricole, in corso di Porta Romana 6, ed è pensato come un momento di incontro tra i vari stakeholder che possono potenziare e beneficiare della transizione energetica sostenibile, grazie alla finanza alternativa green lanciata in Italia proprio dalla piattaforma Ener2Crowd.com. «Imprenditori, manager, investitori, osservatori ed esperti del settore dell’energia e del fintech si confronteranno in una serie di panel che hanno lo scopo di avvicinare le persone alle imprese ed i capitali alle opportunità, creando e condividendo ricchezza economica, ambientale e sociale» spiega Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd nonché chief analyst del GreenVesting Forum, il forum della finanza alternativa verde. Si parlerà poi della nuova APP di Ener2Crowd e delle successive implementazioni tecnologiche che permetteranno ad ogni persona di attivare un portafoglio di risparmio o di investimento sostenibile in modo ancora più semplice ed efficace. L’evento proseguirà con un panel dedicato al dialogo con le società proponenti, in cui si svolgerà una sessione con i responsabili delle più importanti multinazionali che hanno scelto il crowdfunding come strada per coinvolgere le comunità locali in relazione allo sviluppo di grandi impianti per la generazione di energia da fonti rinnovabili.Poi ancora vi sarà un panel dedicato al comitato etico, per parlare del suo ruolo, di come abbia contribuito allo sviluppo della piattaforma e di come continuerà a farlo nel futuro.Quindi un panel dedicato all’educazione ed al lancio in anteprima del secondo episodio del format artistico-educativo “Notizie dal 2050”, la cui produzione è finanziata da Ener2Crowd. Ed infine una sessione conclusiva dedicata alle domande degli investitori: i GreenVestor.

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Finanza internazionale: La Fed nel pallone

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi Come ogni anno, nell’ultima settimana di agosto l’attenzione del mondo della finanza internazionale è puntata sul seminario organizzato dalla Federal Reserve Bank di Kansas City nella cittadina di Jackson Hole tra le montagne del Wyoming. Il tema di quest’anno è “Riesaminare i vincoli su economia e politica”, per cercare di far fronte all’inflazione galoppante e alla recessione incipiente. In altre parole alla stagflazione. Dal discorso del presidente della Fed, Jerome Powell, emerge la mancanza di ammissione degli errori fatti in passato. Invece, egli avverte che, per mettere sotto controllo l’inflazione, sarà necessario uno sforzo prolungato e doloroso per le famiglie e le imprese. Egli parla di alti tassi d’interesse per un periodo più lungo, sperando che “a un certo punto sarà opportuno rallentare il ritmo degli aumenti”. Purtroppo, come sempre, gli effetti delle politiche monetarie della Fed si riverseranno su tutto il resto del mondo, in particolare sui Paesi emergenti e sull’Europa. Per capire sia la grave situazione sia la “pochezza” della visione e della politica del banchiere centrale è il caso di ricordare quanto disse nei due passati incontri di Jackson Hole. Nel 2021 si distinse per le affermazioni relative alla “temporaneità” dell’inflazione, che, secondo lui, sarebbe tornata sotto il fatidico, magico 2%. Un “wishful thinking”, un pio desiderio. Nel 2020, invece, Powell affermò che avrebbe continuato ad acquistare asset fino a ottenere progressi sostanziali quali la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. “La mia opinione, disse, è che il test di un nuovo progresso sostanziale sia stato soddisfacente per quanto riguarda l’inflazione.”. Un altro abbaglio. Oggi il bilancio della Fed è di 9.000 miliardi di dollari, con un aumento di circa 4.800 miliardi dal Covid del 2020. Nel discorso di qualche giorno fa, egli ha spiegato la crisi in corso negli Stati Uniti affermando che “l’alta inflazione attuale è il prodotto di una forte domanda e di un’offerta limitata“. Ancora una volta l’abusata e semplicistica legge del mercato, dove domanda e offerta non trovano equilibrio. In questo modo si cercano delle spiegazioni e delle giustificazioni oggettive per coprire le politiche finanziarie “soggettive”, cioè le decisioni e i comportamenti errati e tolleranti verso le speculazioni e le innumerevoli bolle del debito. La politica del tasso zero e degli acquisti di titoli attraverso i quantitative easing hanno gonfiato a dismisura il debito pubblico e privato. Siamo in una situazione peggiore di quella del 2008, con un’incipiente crisi finanziaria con effetti globali. Infatti, tutti gli strumenti di “gestione della crisi” sono già stati utilizzati! Powell ha affermato che, dalle crisi economiche dei passati cinquanta anni, ha imparato tre lezioni. La prima è che “la banca centrale può e dovrebbe assumersi la responsabilità per raggiungere un’inflazione bassa e stabile”. Troppo ovvia. Ci mancherebbe altro. La seconda lezione riguarda il fatto che “le attese pubbliche rispetto all’inflazione futura possono giocare un ruolo importante nel tracciare il percorso dell’inflazione nel tempo”. Quando mancano i programmi e le politiche ancora una volta si ricorre alla psicologia più spicciola per rimpiazzare l’economia. Powell spera che non ci siano altri “grandi choc” e ricorda la Great Inflation del 1979 quando l’allora governatore della Fed, Paul Volcker, intervenne con alti tassi d’interesse. Dimentica, però, di dire che nel giugno 1981 il tasso era del 20%! La terza e ultima lezione sarebbe stare sul pezzo fino alla fine, a qualunque costo. Ricorda che nei 15 anni precedenti l’inizio degli anni ottanta tutti i tentativi di contenere l’inflazione fallirono. In seguito, Volcker impose “una politica monetaria molto restrittiva per un lungo periodo”. Prospettiva amara. Veramente l’ottimismo è poco. Ovviamente le tensioni geopolitiche tra gli Usa, la Cina e la Russia contribuiscono a ridurre ancora di più le speranze di affrontare insieme anche le grandi sfide economiche, finanziarie e monetarie globali. L’unico spazio operativo rimasto è il G20, che alcuni addirittura vorrebbero smantellare. Spazi enormi per l’Europa si aprono se vuole giocare a tutto campo il ruolo di “pacificatore” da un lato e dall’altro di riformatore del sistema economico, finanziario e monetario tra i Paesi del cosiddetto mondo occidentale e i Paesi degli altri continenti, a partire dalla Cina. Di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Finanza.tech con Supply@ME Capital per dare nuovo valore ai magazzini delle PMI italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2022

Finanza.tech S.p.A. Società Benefit – fintech company quotata su Euronext Growth Milan – e Supply@ME Capital – innovativa piattaforma fintech italiana quotata su London Stock Exchange che fornisce servizio di Inventory Monetisation© alle aziende manifatturiere e commerciali – comunicano la loro partnership commerciale per una maggiore penetrazione del prodotto sul mercato italiano.Un forte focus sulla proposizione di prodotti alternativi attraverso i più moderni sistemi tecnologici e una volontà comune di semplificare lo sviluppo delle PMI – sono questi i due elementi che hanno reso possibile questo progetto sinergico che si prepara a partire. Una partnership di rilievo che ha l’opportunità di dare un supporto concreto all’economia reale in un momento cruciale.La collaborazione tra le due realtà nasce con l’obiettivo di coniugare i servizi di consulenza finanziaria di Finanza.tech con il servizio di Inventory Monetisation di Supply@ME Capital per estendere anche in Italia un modello di business di interesse globale. Un aiuto concreto a 360 gradi per le PMI italiane, in un momento di grave incertezza sul futuro.La peculiarità che accomuna le due realtà è la centralità dell’innovazione di processo (digitale) e di prodotto (nuovi prodotti/paradigmi): mentre Finanza.tech opera grazie all’utilizzo di tecnologie di Intelligenza Artificiale, Supply@ME Capital mette a disposizione delle aziende un innovativo prodotto in grado di monetizzare le scorte di magazzino e migliorare, in generale, la gestione delle informazioni riguardanti il c.d. “inventory”.Finanza.tech è un financial enabler – ovvero abilitatore tecnologico di nuovi prodotti e processi nel mondo finanziario – e si occupa di fornire consulenza finanziaria alle PMI in modo semplice e innovativo. Grazie ad un algoritmo proprietario, è in grado di interpretare i dati finanziari delle imprese e identificare i loro bisogni latenti proponendo all’impresa le soluzioni e i prodotti finanziari più adatti a rispondere alle esigenze emerse durante l’analisi. Tutto avviene in maniera interamente digitale. Tutti gli utenti hanno la possibilità di ottenere, con un click, un dossier che fornisce una fotografia generale dello stato economico-finanziario dell’azienda e di incrociare le proprie esigenze con le offerte di decine di istituti di credito, tradizionali o fintech, in modo automatico e istantaneo.

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Finanza.tech e Viceversa diventano partner per promuovere capitali revenue-based

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Finanza.tech S.p.A. Società Benefit – fintech company quotata su Euronext Growth Milan – e Viceversa – fintech innovativa che offre smart capital ad aziende digitali per le spese di marketing – annunciano una partnership di lungo periodo.La collaborazione tra le due realtà nasce con l’obiettivo di veicolare i capitali messi a disposizione da Viceversa, secondo il modello del revenue-based financing, alle PMI identificate da Finanza.tech, che le presenterà al partner solo dopo una prima valutazione sui requisiti di idoneità. L’azienda viene valutata dal software e dal team di Finanza.tech in base a specifici indicatori finanziari. Le aziende selezionate verranno poi analizzate dall’algoritmo di Viceversa per valutarne solidità finanziaria e potenziale di crescita.Ancora una volta, il protagonista del successo della collaborazione è il matching tra la tecnologia e smart capital per rispondere alle necessità, manifeste o latenti, delle PMI, identificate dalle due realtà fintech. La peculiarità che accomuna le due realtà è la centralità del ruolo della tecnologia all’interno dei modelli di business. Il matching finanziario è solo il primo passo di questa collaborazione; l’intento dei due partner è, infatti, quello di lavorare a stretto contatto per co-creare e promuovere nuove forme di finanziamento per PMI, che siano sempre più data-driven e che, quindi, riescano a rispondere con sempre maggiore efficacia alle specifiche necessità di nuovi clienti e nuovi segmenti di mercato.Finanza.tech è un financial enabler – ovvero abilitatore tecnologico di nuovi prodotti e processi nel mondo finanziario – e si occupa di fornire consulenza finanziaria alle PMI in modo semplice e innovativo. Grazie ad un algoritmo proprietario, è in grado di interpretare i dati finanziari delle imprese ed identificare i loro bisogni latenti proponendo all’impresa le soluzioni e i prodotti finanziari più adatti a rispondere alle esigenze emerse durante l’analisi. Tutto avviene in maniera interamente digitale. Tutti gli utenti hanno la possibilità di ottenere, con un click, un dossier che fornisce una fotografia generale dello stato economico-finanziario dell’azienda e di incrociare le proprie esigenze con le offerte di decine di istituti di credito, tradizionali o fintech, in modo automatico e istantaneo.Fabio Pisano, Marketing and Communication Manager di Finanza.tech commenta: “Siamo molto felici di poter annunciare la partnership con Viceversa con cui condividiamo valori e modo di fare. Siamo entrambi forti fautori dell’innovazione digitale e abbiamo messo la tecnologia al centro dei nostri modelli di business. Con questa collaborazione abbiamo l’opportunità di supportare le piccole e medie imprese che operano nel mondo del retail digitale, dando una spinta concreta alla loro crescita, grazie agli investimenti in marketing e comunicazione che Viceversa rende possibili – questo ci rende orgogliosi e ansiosi di metterci all’opera”. Viceversa supporta la crescita di e-commerce e aziende digitali offrendo capitali e advanced analytics per la gestione delle attività di digital marketing. Invece di chiedere garanzie personali o una percentuale del capitale della società, Viceversa viene rimborsata con una percentuale dei ricavi futuri dell’azienda. Gli e-commerce ottengono tra 10K e 1M in 3 giorni senza inviare alcun documento, ma solo collegandosi alla piattaforma di Viceversa, che valuta il potenziale di crescita dell’azienda target grazie ad un algoritmo proprietario. “In Viceversa vogliamo offrire un prodotto semplice, veloce e che impatti in maniera tangibile il tessuto economico e le aziende che lo compongono. Con Finanza.tech abbiamo trovato un partner strategico con cui condividere questa missione. Insieme porteremo risorse ed innovazione ad un’audience sempre più ampia e che vuole crescere” – dichiara Pedro Salvi, CFO & Co-Founder. Un forte focus sull’innovazione tecnologica e una volontà comune di accelerare lo sviluppo delle PMI che operano nel mondo dell’e-commerce – questi i due elementi che hanno reso possibile questo progetto sinergico che si prepara a partire. Una partnership coraggiosa e importante, che ha l’opportunità di dare un supporto concreto all’economia reale in un momento cruciale.

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Indagine: “Il futuro della finanza” realizzata da ANDAF

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Stiamo entrando in una nuova era della finanza. L’emergenza sanitaria e il conflitto in atto hanno ridisegnato le priorità delle organizzazioni sempre più alle prese con un’attenta pianificazione del budget sul lungo periodo, su un’approfondita analisi dei dati e su una gestione del rischio che deve garantire adeguati flussi di cassa anche in periodi d’incertezza. Questi e molti altri temi dell’attualità finanziaria sono stati al centro dell’evento Workday Elevate che si è svolto nella giornata di lunedì 6 giugno a Palazzo Mezzanotte a Milano. La manifestazione è stata organizzata da Workday, azienda multinazionale leader nelle applicazioni cloud aziendali per la gestione finanziaria e delle risorse umane. Numerosi gli argomenti economici sul tavolo discussi dal gotha della finanza italiana (erano presenti oltre 200 C Level ed executive delle più grandi aziende italiane) e raccontati attraverso la ricerca “Finanza del Futuro” realizzata da ANDAF e dalla sezione Lombardia (Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari) sempre in collaborazione con Workday. Lo studio ha messo in luce differenti preoccupazione dei dipartimenti finanziari: se, da una parte, la crisi ha messo sotto pressione i CFO, impegnati non solo a fornire numeri e bilanci ma a dare vere e proprie indicazioni operative sul business aziendale, dall’altra è stata vista come un’opportunità per ridisegnare il modello operativo dell’organizzazione finanziaria all’insegna di flessibilità, velocità e un uso migliore dei dati a disposizione.Il 66% degli intervistati della ricerca ritiene che lo spostamento della gestione finanziaria verso una soluzione cloud native fornirà maggiore agilità ai team dei CFO. “Dobbiamo entrare nell’ottica che i CFO oggi hanno un nuovo ruolo strategico contraddistinto da leadership e da una forte collaborazione con i direttori HR e CIO: per questo hanno bisogno di nuovi strumenti digitali, veloci e in grado di fornire in real time report e insight su come si sta evolvendo il business aziendale – spiega Federico Francini, country manager Workday per l’Italia – Durante i periodi complessi, infatti, è difficile prevedere l’andamento del flusso di cassa aziendale: l’incertezza aumenta la necessità di una pianificazione più dinamica, ma questo è possibile solo con strumenti gestionali che possono aiutare l’azienda ad adattarsi velocemente ai nuovi scenari di business”. Il ruolo del CFO sta evolvendo sempre di più in un business partner che fornisce analisi approfondite dei dati e supporta il business aziendale.

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Finanza: ad Assisi un centro per il recupero dei debitori

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

Si ispira a Dante Alighieri e al suo volto giovanile(dipinto nel Trecento da Puccio Capanna pittore di scuola Fiorentina che fu molto attivo ad Assisi) l’idea del villaggio Da-vi (Dante Vita) Nascerà ad Assisi il villaggio DA.VI (Dante Vita). Un gruppo di studio coordinato dallo Psicologo e psicoterapeuta Gilberto Di Benedetto, sta studiando insieme a medici ed architetti un centro per il recupero e il sostegno psicologico delle persone affette dalla sindrome da debito ingiusto. La sindrome del debito ingiusto colpisce gli imprenditori in difficoltà ed i sintomi vanno da un forte esaurimento che può degenerare in “delirio di rovina” a disturbi cardiocircolatori finanche all’eccesso di alcol e fumo oppure ancora la totale asocialità ed è stata inquadrata fra le malattie del III millennio. L’ideatore è promotore del progetto, Dott Gilberto Di Benedetto, in una breve nota ha affermato: Viviamo in una società” malata, devastata dal consumismo che crea una distonia attraverso la pubblicità tra quello che si desidera e quello che si possiede. Molti sovra indebitati a volte non riescono e gestire la propria azienda e le proprie entrate con accurata pianificazione e spirito di sacrificio. Ne consegue che le uscite a volte sono superiori alle entrate per una cattiva gestione patrimoniale unita ad una tendenza a spendere più di quello che si guadagna. Per rieducare il sovra indebitato ed aiutarlo ad uscire dal baratro del debito dobbiamo eliminare dalla sua vita i rami secchi e le credenze negative accumulatesi a causa dei debiti. In onore a San Francesco tra le varie tecniche di recupero del sovra indebitato ho pensato coinvolgere i pazienti nella coltivazione orto. L’orto è uno spazio di terreno, recintato, destinato a coltivare e produrre vegetali per l’alimentazione. Un adagio toscano recita: “l’orto vuole l’uomo morto”, al di là della rima incerta, il concetto è chiaro: occorre un grande impegno per massimizzare la produzione sul piano quantitativo e qualitativo. Chiederemo alle fondazioni bancarie di sostenere finanziariamente l’iniziativa conclude il dot. Di Benedetto. Alfio Moretti

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Finanza.tech annuncia la partnership con Stantup Service

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

Finanza.tech S.p.A. Società Benefit – fintech company quotata su Euronext Growth Milan – comunica la partnership con Stantup Service, leader nello start-up di nuovi reseller nel settore energia. La collaborazione tra le due realtà nasce con l’obiettivo di mettere i servizi di consulenza finanziaria di Finanza.tech a disposizione degli operatori del mercato libero dell’energia che Stantup Service assiste nelle attività di start-up. Un aiuto concreto a 360 gradi, in un momento in cui le PMI, specialmente nei settori energivori, faticano sempre più a conciliare la sostenibilità della produzione con i costi dell’energia in aumento esponenziale. La peculiarità che accomuna le due realtà, oltre alle origini salernitane, è la centralità del ruolo del digitale all’interno dei modelli di business. Finanza.tech è un financial enabler – ovvero abilitatore tecnologico di nuovi prodotti e processi nel mondo finanziario – e si occupa di fornire consulenza finanziaria alle PMI in modo semplice e innovativo. Grazie ad un algoritmo proprietario, è in grado di interpretare i dati finanziari delle imprese ed identificare i loro bisogni latenti proponendo all’impresa le soluzioni e i prodotti finanziari più adatti a rispondere alle esigenze emerse durante l’analisi. Tutto avviene in maniera interamente digitale. Tutti gli utenti hanno la possibilità di ottenere, con un click, un dossier che fornisce una fotografia generale dello stato economico-finanziario dell’azienda e di incrociare le proprie esigenze con le offerte di decine di istituti di credito, tradizionali o fintech, in modo automatico e istantaneo. Stantup Service è una società che, in soli 4 anni, è cresciuta del + 154%. Attiva nei settori di Business Process Outsourcing (BPO) e Information Technology (IT), offre consulenza, servizi in outsourcing, formazione e tecnologia agli operatori del mercato libero dell’energia. Il suo focus specifico è quello di gestire lo start-up di nuovi reseller grazie all’applicazione del metodo “Reseller da Zero”, che consiste in un modello in white label, con tutto ciò che occorre per gestire e far crescere un fornitore di energia elettrica e gas naturale.

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Alitalia/Ita e Montepaschi. Finanza di regime… fallimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

In questa estate si è consumato meno del solito il dibattito su alcune mostruosità finanziarie del nostro Stato, Alitalia/Ita e Montepaschi. I soldi dei contribuenti, però, nonostante urgenze come covid e Afghanistan, vengono indirizzati verso il mantenimento di queste aziende decotte.Alitalia è costata al contribuente una decina di miliardi e verrà mandata a casa non pagando debiti e prestiti. Sarà sostituita da Ita che, nonostante le restrizioni imposte dall’Ue, ha tutte le caratteristiche di gigantismo e pretesa finanziaria di Alitalia, e votata a bilanci in rosso, sempre a spese dello Stato. Ita parte con una cinquantina di aerei e cinquemila dipendenti (tutto pianificato per crescere nel tempo): un gigante che dovrebbe fare concorrenza alle low cost che sono ovunque nei cieli nazionali ed europei, e concorrenza con 7 aerei ai big mondiali intercontinentali. Tra qualche anno sarà piena di debiti e forse si farà avanti qualche big del cielo interessato all’unico patrimonio in loro possesso, gli slot di Linate e Fiumicino. E, ovviamente, siamo pronti al ritornello dell’importanza di avere una compagnia di bandiera e ad altri nostri soldi riversati nel suo nuovo pozzo senza fondo.Montepaschi ci è costata finora 5 miliardi e dovrà essere venduta entro marzo 2022 altrimenti, non potendo restituire i prestiti di Stato, è destinata al fallimento. Unicredit è interessata ad acquistarla senza debiti e tagliando 5.000 lavoratori… un “affare” che i contribuenti pagheranno tra i 6 e gli 8 miliardi. E’ da tempo che avrebbe potuto/dovuto fallire, ma è vigente la filosofia che le banche non falliscono mai.Insomma, una ventina di miliardi che avrebbero potuto ben essere utilizzati per, cancellando il passato, avviare nuove aziende.Perché questo non accade? I partiti al potere, coi loro interessi spacciati per impegni di pubblica utilità, ne sono responsabili. Anche i sindacati, in piccola parte, con politiche di difesa di posti di lavoro dove quest’ultimo è solo quello che viene pagato da altri lavoratori. Questo lo chiamano mercato e concorrenza…. Vincenzo Donvito, Aduc

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L’appello di papa Francesco per regolamentare la finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Che di fronte al dilagare incontrollato della finanza speculativa sia necessario “rivolgersi alla preghiera”, è uno schiaffo morale ai governi e alle istituzioni economiche internazionali preposte al controllo e alla regolamentazione dell’economia, della moneta e dei settori finanziari. E’, però, l’ammissione della loro incapacità d’intervento e della sottomissione al “mercato senza leggi” e al laissez faire più spregiudicato. Dinanzi all’intollerabilità della situazione, papa Francesco si è sentito in dovere di richiamare i credenti e i laici con un video dedicato alla preghiera per una “finanza giusta, inclusiva e sostenibile”. Egli afferma che “mentre l’economia reale, quella che crea lavoro, è in crisi – quanta gente è senza lavoro! – i mercati finanziari non sono mai stati così ipertrofici come sono ora. Quanto è lontano il mondo della grande finanza dalla vita della maggior parte delle persone! La finanza, se non viene regolamentata, diventa pura speculazione animata da politiche monetarie. Questa situazione è insostenibile. È pericolosa. Per evitare che i poveri tornino a pagarne le conseguenze, bisogna regolamentare in modo rigido la speculazione finanziaria.”. Ricorda che la finanza deve essere uno strumento per servire le persone e per prendersi cura della casa comune e fa un appello “perché i responsabili della finanza collaborino con i governi, per regolamentare i mercati finanziari e proteggere i cittadini in pericolo.” In pratica riprende il discorso avviato nel 2015 con l’enciclica Laudato sì” in cui si afferma che “la finanza soffoca l’economia reale. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale”. Secondo Francesco non è una questione di teorie economiche ma della loro applicazione fattuale nell’economia. Il mercato da solo non può garantire lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale, né la protezione dell’ambiente e dei diritti delle generazioni future. Nell’enciclica citata si sostiene: “La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia… Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. Secondo noi la crisi finanziaria del 2007-2008 ne è la prova: sarebbe stata l’occasione per sviluppare una nuova economia, non solo più attenta ai principi etici, ma, soprattutto, per regolamentare l’attività finanziaria speculativa e la ricchezza virtuale. Purtroppo non è stato così. Certo, sono concetti che papa Francesco ripete ormai costantemente. Lo ha fatto anche recentemente nell’enciclica “Fratelli tutti” e con molto coraggio anche nella lettera inviata al meeting della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, svoltosi lo scorso aprile. Egli afferma che “è ora di riconoscere che i mercati — specialmente quelli finanziari — non si governano da soli. I mercati devono essere sorretti da leggi e regolamentazioni che assicurino che operano per il bene comune, garantendo che la finanza – invece di essere meramente speculativa o finanziare solo sé stessa – operi per gli obiettivi sociali tanto necessari nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria globale”. Ci preme sottolineare che la preghiera del papa ha avuto anche qualche orecchio attento. La Federcasse, la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo, una rete di 250 banche cooperative di comunità con un milione e 350 mila soci, l’ha fatta sua. Del resto essa fa della vicinanza al territorio, alle famiglie e ai piccoli imprenditori e artigiani la sua mission. In merito, il direttore generale Sergio Galli ha ribadito che “occorre elaborare nuove forme di economia e finanza realmente orientate al bene comune e rispettose della dignità umana”. Naturalmente le tematiche affrontate da papa Francesco sono tali che oggettivamente impongono ai governi decisioni rapide e stringenti. In questi giorni da più parti si sollecita il superamento dei brevetti sui vaccini. Tema che va affrontato. Si consideri che, mentre nei paesi industrializzati una persona su 4 ha già ricevuto almeno una dose di vaccino, nei paesi poveri, invece, l’ha avuta una su 500. Il caso più odioso è sicuramente quello dell’India, dove si produce il 70% dei vaccini mondiali, ma non per i propri cittadini, bensì per l’export. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Le sfide che attendono banca e finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Il prossimo 11 maggio i principali protagonisti del mondo del credito e della finanza si confronteranno in tre sessioni (ore 9.30 – 16) in diretta streaming su http://www.eccellenzedimpresa.it per un’ampia riflessione a più voci sui grandi temi e le sfide che attendono il mondo del credito alla luce dell’innovazione tecnologica, del processo di raggruppamento degli istituti e della ripresa economica post pandemia. “La ripresa che tutti ci auspichiamo dovrà poter contare sul supporto del sistema bancario. Si dovranno trovare anche nuovi strumenti finanziari per raccogliere e indirizzare il risparmio privato. L’Italia resta uno dei Paesi con i più alti tassi di risparmio personale, una risorsa importante che potrebbe essere utilizzata per favorire la crescita del sistema economico del Paese.” aggiunge Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi SGR e che proprio su questo tema coordinerà la tavola rotonda del pomeriggio.Apriranno i lavori del Forum Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Nella prima sessione, dedicata ai nuovi modelli strategici e operativi che caratterizzano l’evoluzione del sistema bancario, interverranno, moderati da Nazzareno Gregori, presidente di ASSBB e direttore generale di Credito Emiliano: Patrizia Grieco presidente di MPS, Giuseppe Latorre partner e head of Financial Services di KPMG, Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI e Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments.La successiva sessione avrà come tema centrale la riflessione sul vortice della trasformazione digitale. A parlare di nuovi protagonisti, nuova organizzazione e nuovi sistemi di pagamento si alterneranno: Ugo Cotroneo managing director & partner di Boston Consulting Group, Elena Goitini amministratore delegato di BNL BNP Paribas, Alessandra Losito direttrice generale di Pictet Wealth Management Italia, Roberto Nicastro presidente di Aidexa, Ignazio Rocco ceo di Credimi e Pietro Sella ceo di Sella Group, moderati da Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia.L’ultima sessione lancerà uno sguardo oltre la crisi, analizzando gli strumenti finanziari migliori per sostenere lo sviluppo. Coordinati da Ugo Loeser ceo di Arca Fondi SGR, interverranno: Ugo Bassi direttore Mercati finanziari della Commissione europea, Raffaele Jerusalmi amministratore delegato di Borsa Italiana che patrocina l’evento, Monica Mandelli managing director di KKR, Victor Massiah past president di ASSBB, Giovanni Sandri country head for Italy di BlackRock e Giovanni Tamburi presidente di Tamburi Investment Partners.Prima delle conclusioni dell’intensa giornata di lavori, affidate al presidente di GEA – Consulenti di direzione Luigi Consiglio, interverrà Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale di Banca d’Italia.

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Usb: Governo costruito per servire la finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

l governo Draghi è costruito a tavolino per servire la finanza, ristrutturare il lavoro, obbedire alla BCE e all’Unione Europea, con dentro tanti fedelissimi travestiti da tecnici. Preoccupa non poco la pattuglia di politici chiamati a sovrintendere al mondo del lavoro. L’attribuzione del Mise al leghista Giorgetti fa intravvedere una pessima sorte per gli oltre 140 tavoli di crisi in attesa delle soluzioni che non arrivano da troppo tempo, a cominciare dalle sorti di Alitalia e di ArcelorMittal; il ritorno di Brunetta alla Funzione Pubblica rinfocolerà gli attacchi ai lavoratori pubblici e rimetterà in moto quei provvedimenti da lui introdotti col governo Berlusconi e messi in soffitta da tutti i ministri che si sono poi succeduti a Palazzo Vidoni; l’ingresso del vice segretario del PD Orlando al Ministero del Lavoro segnerà di fatto un connubio inscindibile con Cgil Cisl Uil e una stretta obbedienza in materia di salari, pensioni, reddito ai diktat dell’Unione Europea.Il governo di “tutti sul carro del Recovery Fund” si prefigura per quello che si poteva già capire dell’investitura di Draghi, un governo che scaricherà il peso del debito gigantesco sulle spalle delle masse popolari e dei lavoratori, che ristrutturerà ancora il mondo del lavoro in nome di una digitalizzazione e transizione ecologica che verranno declinate attraverso un enorme processo di trasformazione che chiuderà produzioni non competitive, espellerà centinaia di migliaia di lavoratori, riorganizzerà la pubblica amministrazione e utilizzerà la digitalizzazione per tagliare ulteriormente le funzioni sociali dello Stato, favorendo privatizzazioni e svendite di patrimonio collettivo e gioielli di famiglia.Un governo che si prepara a lasciare ancora più indietro il Meridione, privilegiando il sistema delle imprese del Nord e favorendo ancora di più l’aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali.Ci auguriamo che tutti coloro che si sono fatti abbagliare dalle favole belle con cui l’intero mondo dei mass media ha beatificato in queste settimane l’ex presidente della BCE comprendano, leggendo con attenzione i nomi dei ministri, che non un mondo di fiabe abbiamo di fronte ma quello, ben più realistico, della guerra di classe.L’USB è già in movimento per costruire le mobilitazioni per contrastare le scelte antipopolari che il governo Draghi si prepara a promuovere, sia sul piano delle singole categorie che su quello più generale.Ci sarà bisogno di una grande e duratura mobilitazione generale che metta in moto un vasto arco di settori sociali e politici per invertire la tendenza e questo è l’impegno che l’USB assume per i prossimi mesi.

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Introduzione dell’indice DESI nel documento di economia e finanza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

“L’approvazione degli impegni delle mozioni di maggioranza e opposizione, in cui era presenta anche una mozione di FDI, per l’introduzione dell’indice DESI nel documento di economia e finanza, con monitoraggio annuale e non triennale come indicato precedentemente, è un passo in avanti per le politiche pubbliche dell’innovazione e per la centralità del digitale nella politica economica. Inoltre, grazie a Fratelli d’Italia è stata introdotta la “parlamentarizzazione” del dibattito sulle politiche di digitalizzazione, anche in funzione dei progetti da sottoporre alla Commissione Europea per i fondi del Recovery Plan. La maggioranza ha ascoltato l’opposizione sui termini temporali del monitoraggio, che deve essere tempestivo l’Italia si colloca al terzultimo posto dell’indice DESI in questo anno, una posizione che evidenzia la debolezza dell’esecutivo sui temi del digitale e delle infrastrutture per le telecomunicazioni. L’approvazione degli impegni, fra cui quello di Fratelli d’Italia, garantisce un chiaro indirizzo del governo per l’utilizzo dei fondi in arrivo dall’Europa per gli obiettivi di politica digitale e la copertura della banda larga, con meccanismi di misurazione specifici: le reti hanno mostrato di essere parte integrante delle nostre vite, specialmente durante l’emergenza sanitaria”. Lo dichiarano i deputati Alessio Butti e Federico Mollicone, rispettivamente responsabile TLC e responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia.

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I cicli in finanza: perché esistono e cosa farne?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

La maggior parte delle persone che parla dei cicli, lo fa con l’intento di poter prevedere l’andamento futuro dei mercati finanziari. Il fatto che una cosa sia ciclica significa che conoscendo la fase attuale nella quale mi trovo, posso ragionevolmente inferire quale sarà la prossima. In alcuni casi, come in alcune varianti delle così dette “Onde di Elliot”, i cicli sconfinano quasi in una sorta di fede con il risultato che quando i fatti non concordano con le credenze, si cerca di “aggiustare i fatti”, con qualche vigorosa “martellata metaforica”, pur di farceli stare.
Non esiste una definizione rigorosa di ciclo economico o finanziario. E’ un concetto abbastanza sfumato che indica l’alternarsi di periodi nei quali determinati valori hanno la tendenza a crescere, alternati a periodi nei quali vi è una tendenza opposta. Fra i due, in genere, vi sono delle fasi contrastate nelle quali non prevale nessuna delle due tendenze. Essendo il concetto così impreciso è evidente che sia possibile farci rientrare praticamente qualsiasi cosa.
I cicli esistono poiché le interazioni fra le parti di un qualunque sistema in natura sono generalmente fondate su meccanismi di retroazione. Proviamo a spiegare questo semplice concetto in modo più semplice con un esempio. Quando una persona fa un mutuo per comprare una casa, nel momento in cui accende il mutuo, una notevole quantità di denaro viene letteralmente creata nel sistema e questo denaro fa sì che una serie di soggetti economici aumentino il proprio reddito. Questo nuovo reddito verrà in parte speso e genererà ulteriore reddito alimentando l’effetto positivo.E’ come dire che tutti gli esseri umani hanno tendenzialmente due gambe, due braccia, un busto ed una testa. Però le varianti di questa struttura sono praticamente infinite.
Studiare le dinamiche di questo genere di cicli ci aiuta ad ipotizzare alcuni sviluppi, ma in modo comunque troppo vago. E’ molto ragionevole ipotizzare, ad esempio, che dovrà esserci un periodo di reflazione. Questo lo ipotizziamo sulla base della dinamica dei cicli. Non possiamo però sapere a priori se serviranno 3 anni o 5 anni affinché questo fenomeno prenda corpo. Non possiamo sapere se questo aumento sarà molto graduale o più repentino.Sappiamo che i mercati azionari, nel loro complesso, attraversano fasi in ascesa piuttosto prolungati con movimenti, mediamente, meno accentuati seguiti da fasi più brevi di discese forti e talvolta violente. Questo è un fatto ed è dovuto, appunto alle dinamiche interne ai cicli. Non sappiamo esattamente come si verificherà (quando ed in che misura), ma sappiamo che si verificherà con quella struttura. Mentre si verifica una discesa, non potremo dire se terminerà dopo un mese, tre mesi o un anno e non potremo sapere se terminerà con un -20%, -30% o magari -50%! La differenza, apparentemente sottile, ma sostanziale, è fra provare ad anticipare i mercati per tentare di avere degli extra-guadagni, aumentando i rischi, oppure adattarsi alle nuove situazioni sui mercati una volta che queste sono già emerse per aumentare la probabilità di raggiungere i propri obiettivi di vita. Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio. (abstract)

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Da oggi gli score del calciomercato come in finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Qual è la più grande passione degli italiani? Il calcio, ovviamente. Allo stadio o davanti a uno schermo tv ci si trasforma tutti in allenatori e, in attesa che riparta il campionato, a tenere banco nelle discussioni da bar c’è lui: il calciomercato. Croce e delizia del tifoso, si attende con trepidazione di sapere quali siano i colpi delle più importanti società italiane ed europee. Ma esiste un metodo scientifico per valutare un acquisto o una cessione? È qui che scende in campo Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, con il Moneyfarm Score, un algoritmo di valutazione sviluppato esaminando circa 100 colpi di mercato della scorsa estate su cui si è costruito, in base alle statistiche dei giocatori a giugno 2019, un modello predittivo del valore del calciatore. Come consulenti finanziari in Moneyfarm sono abituati a utilizzare numeri e algoritmi per valutare ogni possibile mossa sui mercati finanziari, perché non applicare le stesse logiche agli acquisti del calciomercato? È così che è venuta l’idea di creare un modello ad hoc per dare un voto ai colpi di mercato delle squadre di Serie A. Si tratta di un esperimento che vuole offrire ai tifosi una lettura più scientifica sugli acquisti della propria squadra del cuore, provando a fare luce su alcuni degli aspetti finanziari ed economici legati al calciomercato.Il Moneyfarm Score viene elaborato, basandosi su parametri quantitativi, tramite un modello sviluppato grazie ad alcune delle metodologie e tecnologie che Moneyfarm è solita usare per la gestione degli asset finanziari. Il punteggio mira a offrire una valutazione relativa del colpo di mercato, cioè parametrata a quanto speso dal club e non solo al valore assoluto del giocatore. Ad esempio: se prendo un giocatore parametro 0 lo score sarà nettamente più alto che prendendo lo stesso giocatore pagato 30 milioni. Così un giocatore di buon livello comprato a molto poco potrebbe ottenere lo score più alto di un top player pagato a pieno prezzo. Moneyfarm costruisce il punteggio attraverso la valutazione di alcuni dati statistici dei calciatori e modelli di regressione (sviluppati regredendo statistiche come, per esempio, i gol, l’età, il team di provenienza, i trofei vinti, le presenze in Champions League, il risalto mediatico del calciatore) stimando così il fair value del calciatore. Questo valore viene poi parametrato al costo dello stipendio e al costo del cartellino così da ottenere il punteggio.Moneyfarm ha quindi applicato al calcio le stesse modalità con cui opera per valutare i migliori asset finanziari da inserire nel portafoglio dei propri clienti. Il team di gestione Moneyfarm, infatti, ha sviluppato dei software e degli algoritmi che aiutano a prevedere le prospettive di rischio e rendimento di ogni asset. Il parallelo con il mondo degli investimenti, adesso, è più che evidente. Vincenzo Cuscito, Senior Investment Consultant di Moneyfarm racconta: “Nel calcio, come in finanza, i numeri non sono tutto ed esistono sfumature e aspetti intrinsechi che gli algoritmi non riescono a cogliere, per questo tutte le nostre scelte di investimento sono convalidate da una squadra di esperti. In entrambi i casi si tratta di un’attività che richiede una stima del costo opportunità di ogni asset e di prevedere il loro rendimento nel tempo. Per fare ciò è necessario analizzare la realtà attraverso i dati, osservare i numeri e trasformarli in trend grazie a statistiche e algoritmi. Lo score è un esperimento che mira a offrire ai tifosi uno spunto in più per valutare i colpi di mercato. Non vediamo l’ora di mettere il nostro algoritmo alla prova, così da poter raccogliere i dati necessari per affinarlo ulteriormente in vista delle prossime sessioni di mercato”.Le statistiche di Moneyfarm sul calciomercato si potranno leggere grazie alla collaborazione con Dazn, sui siti di Calciomercato.com, Goal.com e Calcioefinanza.it. Per maggiori informazioni: bit.ly/Moneyfarm_calciomercato.

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