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Posts Tagged ‘finanziamenti’

In Europa i finanziamenti Early Stage superano i 3,6 miliardi di €.

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

LISBONA (Web Summit) Nonostante le incertezze legate alla Brexit, le startup del Regno Unito mantengono il primato relativo (24,59%) dei fondi ricevuti dalle startup tecnologiche Early Stage, ma i dati di trend prevedono un sorpasso al vertice da parte della Francia (oggi al 24,04%).L’accesso a un mercato che sappia offrire sviluppatori qualificati è uno dei principali motivi a frenare il dato di paesi come Spagna (3,9%), Italia (1,92%), o Portogallo (0,26%).A livello di numero assoluto di impiegati nel settore, infatti, gli sviluppatori italiani rappresentano intorno al 2% del numero globale (dietro solamente a UK, Francia e Germania), ma se rapportiamo il numero al dato della popolazione l’Italia scivola tra le ultime posizioni.Queste alcune delle evidenze presentate oggi al Web Summit di Lisbona da Tech.eu, Stripe e Techstars, che per comprendere meglio lo stato della tecnologia in Europa hanno rilasciato il primo di una serie di tre report suddivisi per segmento: Early Stage Technology (EST), Growth Stage e Late Stage Technology.Gli investimenti nelle imprese EST europee hanno raggiunto un nuovo massimo storicoLa tecnologia europea si sta rafforzando grazie a un capitale totale investito pari a 19 miliardi di euro nel 2017, con un aumento del 36% rispetto ai 14,3 miliardi di euro del 2016. Nello specifico, negli ultimi tre anni, gli investimenti nella Early Stage Technology in Europa hanno registrato una crescita senza precedenti sia nel finanziamento totale che nel volume degli investimenti effettuati. Secondo la nuova ricerca pubblicata oggi, gli investimenti nella Early Stage Technology [1] (EST) in Europa sono aumentati di quattro volte nel periodo che parte dal primo semestre 2015, passando da 875 milioni di euro investiti nei primi sei mesi del 2015 a più di 3,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2018.La Francia e il Regno Unito sono più forti quando si tratta di investimenti EST, ma il resto dell’Europa è in ritardo. I dati rivelano come la Francia e il Regno Unito si trovino testa a testa quando si tratta di investimenti EST. La Francia ha raccolto quasi un quarto (24,04%) degli accordi EST in Europa, appena meno del 24,59% del Regno Unito (a sottolineare la forte crescita dello scenario startup francese negli ultimi cinque anni). Le imprese EST francesi ed inglesi ricevono quindi una fetta maggiore della torta rispetto ad altri paesi europei come la Spagna (3,9%), l’Italia (1,92%), o il Portogallo (0,26%). Una serie di fattori, tra cui l’accesso al talento degli sviluppatori, può influenzare significativamente la quantità di investimenti nei vari paesi: Regno Unito, Francia e Germania hanno infatti il maggior numero di sviluppatori in Europa.
Le prime due città in Italia per numero di sviluppatori (una stima calcolata sul numero di account attivi sulla piattaforma GitHub) sono invece Milano e Roma, rispettivamente 29esima e 31esima per numero assoluto di iscritti, un dato paragonabile a quello di città dal più ridotto numero di abitanti come Breslavia e Edimburgo.

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Ricerca: finanziamenti a giovani reumatologi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Assegnati anche questo anno i due finanziamenti per progetti di ricerca destinati ai giovani reumatologi messi in palio dalla FIRA ONLUS, la Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artrite. Il bando del 2017, che consiste in due assegni rispettivamente di 25.000 Euro, è stato vinto dal Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze e dal Dipartimento di Medicina interna e Specialità mediche dell’Università Sapienza di Roma. “Non conosciamo ancora l’origine precisa di molte malattie reumatiche, ma è certo che hanno pesanti riflessi sulla qualità di vita dei malati – afferma il prof. Carlomaurizio Montecucco, Presidente di FIRA Onlus -. Non bisogna poi dimenticare che nei Paesi Occidentali rappresentano la prima causa di disabilità. Per questo la nostra Fondazione è da anni impegnata nel promuovere a 360 gradi la ricerca medico-scientifica contro queste gravi malattie. In particolare è per noi motivo di grande orgoglio aiutare i giovani medici a realizzare le loro intuizioni. E’ questo un modo anche per contribuire concretamente al rinnovamento generazionale della reumatologia italiana. I fondi elargiti serviranno per la messa a punto di ricerche mirate a produrre conoscenze innovative con impatto sulla trasferibilità dei risultati nella pratica clinica”. I titoli dei due progetti vincitori del bando sono: In Search for the pernchymal and vascular Features in SSc-ILD: How to address the Challenge of Quantitative Analysis of CT Images and Correlation with Clinical and Instrumental Data (presentato dall’Università di Firenze) ed Ex Vivo and in Vitro Effect of Tofacitinib on Autophagy, Apoptosis and Proliferation in lymphocytes from Rheumatoid Arthritis Patients (presentato dall’Università di Roma). Saranno realizzati con un finanziamento erogato da FIRA ONLUS grazie al contributo incondizionato di MSD Italia S.r.l.

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Agricoltura UE: deputati chiedono politica moderna e con finanziamenti equi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì scorso con 468 voti in favore, 123 contrari e 89 astensioni le sue priorità per la riforma della Politica agricola comune (PAC) dopo il 2020.
Più flessibilità ma nessuna “ri-nazionalizzazione” della PAC. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero essere in grado di applicare le norme della PAC secondo le proprie esigenze, hanno dichiarato i deputati, respingendo tuttavia l’ipotesi di “ri-nazionalizzazione”, in quanto potrebbe falsare la concorrenza nel mercato unico.La PAC deve basarsi su una serie comune di obiettivi, norme, strumenti e controlli.Da un lato, gli Stati membri dovrebbero poter elaborare delle strategie nazionali adeguate alle loro esigenze. Dall’altro, tutte le attività agricole dovrebbero essere soggette agli stessi standard elevati e la loro violazione dovrebbe dar luogo a sanzioni simili in tutti gli Stati membri, affermano i deputati.
Oltre a consentire alle aziende agricole dell’UE di continuare a produrre alimenti sicuri e di qualità a prezzi accessibili, la futura PAC dovrebbe renderli anche più sostenibili da un punto di vista ambientale e pienamente integrati nell’economia circolare. Dovrebbe infatti promuovere l’innovazione, la ricerca e le pratiche agricole intelligenti, sostengono gli eurodeputati. A tal fine, chiedono di mantenere il bilancio della PAC almeno al livello attuale.
Il Parlamento chiede inoltre:
· Pagamenti diretti che continuino a essere interamente finanziati dal bilancio UE
· Esclusione dei settori più sensibili dai negoziati commerciali;
· Un maggiore sostegno ai giovani e ai nuovi agricoltori, nonché a quelli colpiti dalla volatilità di redditi e prezzi;
· Distribuzione più equa dei fondi UE tra gli Stati membri, tenendo conto degli importi ricevuti e delle differenze, ad esempio, di costi di produzione o di potere d’acquisto;
· Un nuovo metodo europeo per calcolare i pagamenti diretti al fine di eliminare gradualmente i “criteri storici”;
· Metodi più efficaci per garantire che il sostegno finanziario sia destinato davvero agli agricoltori;
· Meno denaro per le aziende più grandi, con un massimale di pagamento obbligatorio a livello UE;
· Nessun finanziamento per l’allevamento di tori destinati alle corride (tauromachia)
· Riduzione della burocrazia per le misure obbligatorie di rinverdita per renderle più orientate ai risultati, insieme alla semplificazione delle misure volontarie.

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Investimenti e finanziamenti alternativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Milano 11 e 12 aprile 2018 – Hotel NH President, Largo Augusto 10Iside, in collaborazione con BeBeez propone tre moduli di approfondimento sugli strumenti alternativi di finanziamento per le pmi. Strumenti che visti nell’ottica dell’investimento, costituiscono interessanti asset alternativi a quelli più tradizionali.Verranno affrontati i concetti di private debt, minibond, finanziamento del circolante tramite cessione di fatture commerciali e verranno esposte le differenze rispetto al private equity. Il tutto con l’intervento di addetti ai lavori e di imprenditori che hanno già provato queste diverse strade per diversificare le fonti di finanziamento rispetto al tradizionale credito bancario.

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605 milioni di euro di finanziamenti dell’UE a oltre 400 giovani ricercatori d’eccellenza

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

european commissionLa Commissione ha annunciato l’assegnazione di sovvenzioni di avviamento del Consiglio europeo della ricerca (CER) a 406 ricercatori d’eccellenza a inizio carriera in tutta Europa. I finanziamenti, del valore di fino a 1,5 milioni di euro a sovvenzione, per un totale di 605 milioni di euro, permetteranno ai beneficiari di costituire i propri gruppi di ricerca e di sviluppare le loro idee innovative.
Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “Per potrersi esprimere, i migliori talenti hanno bisogno di buone condizioni al momento giusto. Grazie alle sovvenzioni di avviamento del CER, l’UE garantisce le migliori condizioni possibili nelle prime fasi della carriera dei ricercatori. Per questo motivo questi finanziamenti sono così essenziali per il futuro dell’Europa come polo scientifico, perché attirano i giovani talenti e li fanno restare nel continente”.
Il presidente del CER, il professor Jean-Pierre Bourguignon, ha aggiunto: “Sono lieto che il bando 2017 per l’assegnazione delle sovvenzioni di avviamento del CER abbia attirato più ricercatrici rispetto ai precedenti e che quattro destinatari delle sovvenzioni su dieci siano donne. Due record dalla nascita del CER. Sono fiducioso che ciò sia di buon auspicio per il futuro della scienza in Europa; dobbiamo trarre il massimo da tutti i talenti disponibili.” I nuovi assegnatari lavoreranno in un’ampia gamma di settori: dalla ricerca medica sulle infezioni croniche o sull’asma alla gestione delle calamità, alla sicurezza delle reti, ai cambiamenti climatici. Le sovvenzioni sono assegnate nell’ambito di Horizon 2020, il programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione.

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Assegnati ad Italtel finanziamenti Ue per la ricerca sul 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

european commissionItaltel – società di telecomunicazioni leader nel campo dell’integrazione di sistemi IT, dei servizi gestiti, dell’NFV (Network Functions Virtualization) e delle soluzioni All-IP – annuncia oggi di essere tra le aziende che promuovono i progetti MATILDA, 5GCITY e 5G ESSENCE, nell’ambito dell’iniziativa Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione che la Commissione Europea ha deciso di finanziare. Per la partecipazione ai tre progetti di ricerca e innovazione sul 5G Italtel riceverà un contributo di circa 1.150.000 euro.
MATILDA (Grant Agreement No. 761898) ha lo scopo di implementare un framework 5G olistico per la progettazione, lo sviluppo e l’orchestrazione di applicazioni 5G-ready e servizi di rete 5G utilizzando i principi del network slicing e della Network Functions Virtualization (NFV). In MATILDA Italtel gioca l’importante ruolo di responsabile della definizione degli use case supportati dall’intero progetto e dei relativi criteri di accettazione, oltre ad essere importante contributore delle attività di integrazione e di dimostrazione finali.Gli obiettivi di 5GCITY (GA No. 761508) sono quelli di creare e distribuire una piattaforma aperta e multi-tenant, che estende il modello cloud centralizzato fino al bordo della rete (edge), con dimostratori finali nelle città di Barcellona, Bristol e Lucca. In questo progetto Italtel svolgerà il ruolo chiave di Innovation Manager, coordinando l’Innovation Board e tutte le attività di innovazione, incluse la gestione degli IPR e le attività di standardizzazione. Inoltre Italtel coordinerà le attività di definizione dei requisiti, use case, architettura generale, aspetti normativi e modelli di business del progetto.In 5G ESSENCE (GA No. 761592) Italtel si focalizzerà principalmente sull’edge della rete, in particolare supportando nuovi use case (es. 5G Crowded Events e 5G In-Flight Enterteinment System) basati su tecniche di accelerazione all’edge. Ulteriori contributi sono previsti nella definizione dell’architettura di sistema, nello sviluppo della piattaforma di edge cloud e della piattaforma di virtualizzazione ultra-low latency. Lo scopo di 5G ESSENCE è quello di fornire una piattaforma altamente flessibile e scalabile in grado di supportare nuovi modelli di business e nuove linee di ricavi attraverso la creazione di un mercato di tipo neutral host e la riduzione dei costi operativi, grazie ad un nuovo approccio per l’ownership, il deployment, il funzionamento e l’ammortamento degli apparati.Il coinvolgimento di Italtel in questi tre nuovi progetti si baserà sul lavoro già effettuato in altri progetti di ricerca europei come MCN, T-NOVA e SESAME. In MATILDA, 5GCITY e 5G ESSENCE Italtel metterà a disposizione dei partner la propria esperienza in ambito Network Function Virtualization (NFV), Internet of Things (IoT), Multi-access Edge Computing (MEC), Virtualizzazione e Cloud Computing.I progetti inizieranno nel mese di giugno 2017 e avranno una durata di 30 mesi.

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Vigili del fuoco volontari, più finanziamenti grazie al M5S Lombardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

regione lombardia“E’ fondamentale sostenere i corpi di volontari dei vigili del fuoco sia nella formazione che con mezzi tecnici. La valorizzazione di questi corpi è un obiettivo ambizioso che una regione all’avanguardia deve perseguire senza indugi.Questa legge regionale, inizialmente poco finanziata, ora avrà una dotazione finanziaria di 500 mila euro grazie al nostro lavoro in Commissione.Certo i corpi di volontari, un centinaio di associazioni in Lombardia, meritavano di più, almeno un milione di euro, per acquistare in Regione Lombardia almeno dieci dotazioni base secondo le stime della giunta regionale, composte da autopompa, jeep e altre dotazioni tecniche, per i volontari. Sarebbero stati 10 presidi operativi in più sul territorio per prevenire e intervenire in caso di emergenza. Ragionando su questi dati, le somme investite da questa legge, al momento, non soddisfano appieno i bisogni dei corpi di volontari e in questo campo, anche considerati i tagli del Governo sulla sicurezza dei cittadini, gli investimenti non sono mai abbastanza”, così Andrea Fiasconato, consigliere regionale del M5S Lombardia sull’approvazione delle Norme per il sostegno e la valorizzazione del personale dei distaccamenti dei vigili del fuoco volontari con il voto favorevole del M5S Lombardia.

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Confidi, il Mise sblocca 225 milioni. In arrivo plafond di oltre un miliardo di euro di nuovi finanziamenti per le imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

commissione europeaIl Ministero dello Sviluppo Economico ha ora sbloccato le risorse derivanti dal comma 54 della legge di Stabilità 2014: 225 milioni di euro destinati ad incrementare i fondi rischi dei Confidi e a realizzare un connesso plafond di nuovi finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro. Ad annunciarlo è Pier Giorgio Piccioli, Presidente di Assoconfidi, l’Associazione che rappresenta le Federazioni a cui aderiscono i Confidi italiani di tutti i settori economici.
Il decreto del 3 gennaio 2017, recante “Misure volte a favorire i processi di crescita dimensionale e di rafforzamento della solidità patrimoniale di consorzi di garanzia collettiva dei fidi”, è stato infatti pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2017 ed il medesimo è frutto di due anni di intenso e costruttivo confronto che è stato svolto da Assoconfidi insieme al competente Ministero ed alla Commissione Europea.
Le garanzie rilasciate dai Confidi, a valere sullo specifico fondo rischi, saranno concesse in favore di micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori merceologici di qualsivoglia attività economica e potranno coinvolgere anche le micro PMI che non vantano i parametri per l’accesso ai benefici della garanzia/controgaranzia del Fondo Centrale.
Nel ringraziare le Istituzioni coinvolte per il comune lavoro che ha portato a raggiungere questo importante obiettivo, il Presidente Piccioli auspica che il medesimo provvedimento possa essere replicato negli anni a venire in un contesto di rinnovata e più forte collaborazione tra le parti.

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Il Parlamento Europeo ospita il “Departing for future: sfide e opportunità europee per gli aeroporti siciliani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

siciliaUna strategia comune per puntare all’inserimento degli aeroporti siciliani nei finanziamenti dei fondi strutturali e la richiesta di applicazione di quanto riconosciuto dal Parlamento con la Risoluzione sulla condizione di Insularità, della quale sono stata relatrice, perché i nostri scali non vengano ancora esclusi dagli aiuti di Stato. L’iniziativa è stata voluta dall’on.le Michela Giuffrida la quale ha, tra l’altro, affermato:Per questo ho voluto fortemente questo incontro a Bruxelles – dove per la prima siederanno i Presidenti e gli Amministratori dei quattro scali siciliani, assieme ad Enac, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Commissione Europea – per discutere concretamente delle opportunità di finanziamento e di intervento europeo per i progetti di ampliamento e ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali siciliane. Due, in particolare, saranno le questioni sul tavolo: l’esclusione degli investimenti sugli aeroporti nell’attuale ciclo di programmazione 2014/2020 e gli aiuti diretti (che, stante l’attuale proposta della Commissione, imporrebbero requisiti tali da escludere gli scali siciliani).Per rispondere a queste ed alle altre problematiche bisogna puntare con decisioni alla modifica dei regolamenti comunitari, con norme speciali per le aree “remote” come la Sicilia, proprio sulla direttrice indicata dalla Risoluzione sull’insularità, che consentano di colmare lo svantaggio con il ricorso agli aiuti di stato, ai fondi strutturali ed alle opportunità del Fondo Europeo Investimenti Strategici.
Sarà l’occasione per confrontarsi ed analizzare le sfide e le opportunità future di crescita degli aeroporti siciliani, offrendo agli interlocutori l’opportunità di confrontarsi direttamente con la Commissione sottolineando il potenziale che i nostri scali, al centro del Mediterraneo, devono avere per l’intera Europa.

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3 mld di euro alla Turchia per i rifugiati: interrogativi sul finanziamento

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

turchia-ist3Strasburgo 2 febbraio 2016 nel pomeriggio, durante una discussione comune sull’immigrazione, saranno discussi i tre miliardi di euro di finanziamenti provenienti dai bilanci UE e da quelli nazionali per uno strumento di sostegno ai rifugiati siriani in Turchia.
I deputati dovrebbero chiedere alla Commissione europea da quale linea del bilancio comunitario dovrebbero essere stanziati, quanto sia stato finora promesso da ogni singolo Stato membro e come si possa garantire che gli importi stanziati siano effettivamente destinati a coprire le necessità dei rifugiati.Lo Strumento per i rifugiati in favore della Turchia, lanciato dalla Commissione il 24 novembre 2015, è un meccanismo di coordinamento istituito per aiutare la Turchia a far fronte alle conseguenze del flusso di rifugiati. Il finanziamento dovrebbe essere composto da 500 milioni di euro provenienti dal bilancio dell’UE e da 2,5 miliardi di euro provenienti da contributi degli Stati membri.
Una delegazione della commissione per i bilanci e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni si recherà in Turchia dall’8 all’11 febbraio per verificare sul terreno la situazione dei rifugiati, compresi quelli che non vivono nei campi. I deputati, guidati da Jean Arthuis (ALDE, FR), presidente della commissione per i bilanci e da Sylvie Guillaume (S&D, FR), membro della commissione per le libertà civili, cercheranno di valutare la cooperazione tra la Turchia e l’Unione europea, nel contesto di la crisi migratoria. La delegazione dovrebbe incontrarsi ad Ankara con i ministri competenti per le questioni relative all’immigrazione, nonché con i rappresentanti del Parlamento turco e della società civile.

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Come usare i finanziamenti diretti dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

BariGrande la partecipazione registrata a Bari in occasione del seminario sui finanziamenti diretti dell’Unione europea del 12-13 novembre, organizzato presso l’Università degli Studi Aldo Moro. Oltre cento persone – ben rappresentative delle diverse realtà lavorative: mondo delle imprese, pubblica amministrazione, liberi professionisti, esponenti del Terzo settore, studenti – –hanno preso parte all’appuntamento formativo organizzato dal Dipartimento Politiche Europee, d’intesa con l’Istituto Europeo di Pubblica amministrazione (EIPA) e in collaborazione con Europe Direct Puglia e Unioncamere Puglia, partner della rete Enterprise Europe Network (EEN).Bari è stata la prima tappa della quinta edizione del ciclo di seminari gratuiti organizzati sul territorio italiano per spiegare ai partecipanti – attraverso corsi teorici e pratici – le politiche europee del ciclo finanziario 2014-2020 e insegnare loro concretamente modalità e meccanismi per presentare progetti efficaci, che possano essere finanziati dall’Unione europea.L’Italia, secondo i dati presentati oggi dal Dipartimento Politiche Europee, è al quinto posto in Europa per progetti approvati nel 2013 e al quarto per risorse finanziarie concesse, con 4 miliardi e 271 milioni di euro. Precedono il nostro Paese solo Germania (con 5,5mld di euro), Gran Bretagna (5,3 mld) e Francia (4,9).Nel nostro Paese c’è un buon sistema di accesso ai fondi diretti europei, anche grazie al lavoro di informazione, formazione e progettazione come il ciclo di seminari gratuiti del Dipartimento Politiche Europee che in questi anni ha toccato 45 città italiane e coinvolto oltre 6mila partecipanti.Il progetto dei seminari, che ha tra i suoi strumenti fondamentali il sito http://www.finanziamentidiretti.eu, rappresenta – è stato oggi sottolineato – un passo, piccolo ma importante, sulla strada che porta l’Europa direttamente al centro della vita quotidiana dei suoi cittadini.Entusiasta del progetto Ennio Triggiani, Responsabile scientifico Europe Direct Puglia e Docente di Diritto dell’Unione europea. “Lo Europe Direct Puglia, braccio operativo della Commissione europea sul territorio – ha illustrato Triggiani – promuove attivamente la diffusione e la conoscenza degli strumenti finanziari della programmazione europea 2014-2020 anche attraverso questa iniziativa. Aumentare la conoscenza dei meccanismi di funzionamento dei programmi europei di finanziamento e delle sovvenzioni a gestione diretta – ha spiegato – significa implementare la consapevolezza del senso di appartenenza all’UE, significa favorire l’accesso alle opportunità e ai benefici concreti che derivano da questi strumenti come da tutte le politiche europee, significa far diventare i cittadini della Puglia cittadini europei, attori dello sviluppo del territorio”.Al seminario è intervenuto anche Luigi Triggiani, coordinatore di Unioncamere Puglia, che rappresenta in Puglia la rete EEN, che con oltre 600 punti di contatto in 50 paesi è la più diffusa rete di informazione e assistenza per la competitività e l’innovazione: “Con i finanziamenti diretti – ha detto Triggiani – si offre ad Associazioni, enti pubblici, professionisti ed imprese, la possibilità di accedere direttamente alle risorse comunitarie: è una occasione irripetibile soprattutto per il Mezzogiorno, per realizzare attività cofinanziate coerenti con gli obiettivi comunitari; l’altissima e partecipata presenza a momenti di diffusione e formazione come questo conferma la necessità di continuare a sviluppare azioni concrete a supporto dello sviluppo del tessuto socioeconomico regionale”

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Nuovo round di finanziamenti per D-Orbit

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

d-satD-Orbit, la startup italiana attiva nel settore spaziale, annuncia la chiusura di un nuovo round di investimenti, per un valore di circa 1,83 milioni di euro. Quest’ultimo round è correlato all’emissione di Strumenti Finanziari Partecipativi ed è particolarmente finalizzato a favorire l’ingresso della società sul mercato.Molti i protagonisti coinvolti, tra cui il Club degli Investitori, lead investor del progetto, con un finanziamento di circa 1,3 milioni di euro. La restante parte è stata erogata da due partner finanziari storici di D-Orbit, TTVenture e Como Venture, oltre che da un gruppo di imprenditori dell’area comasca.
Nata nel 2011 da un’intuizione di Luca Rossettini, suo attuale Amministratore Delegato, D-Orbit è oggi considerata tra le 100 startup più promettenti al mondo, grazie al suo innovativo sistema di decommissioning. Questo dispositivo permette di rimuovere i satelliti dallo spazio alla fine del loro ciclo di vita e ricondurli a terra, garantendo così una significativa riduzione dei costi per gli operatori satellitari, un aumento della redditività dei loro satelliti e una maggiore fruibilità dei servizi satellitari in tutto il mondo.In un momento in cui l’industria satellitare rappresenta un giro d’affari di oltre 200 miliardi l’anno, D-Orbit rappresenta una straordinaria opportunità. Ne è certo Giancarlo Rocchietti, presidente del Club degli Investitori, che afferma: “Quando il progetto è davvero innovativo e se ne vedono le potenzialità, i soci del Club non si tirano di certo indietro. Quando entriamo in contatto con un’azienda come D-Orbit, con un team manageriale di altissimo livello che ha già convinto la NASA ed ESA, non possiamo che mettere sul piatto una cifra importante per accelerarne lo sviluppo”.A questo round da oltre 1,8 milioni di euro, si aggiunge il finanziamento di 1,2 milioni di euro erogato da Unicredit S.p.a., grazie al Fondo Centrale di Garanzia per startup innovative.D-Orbit ha potuto così raccogliere nel giro di poche settimane risorse per oltre 3 milioni di euro ed è oggi in grado di portare a termine la Missione D-Sat (prevista per il 2016), con il lancio del primo satellite al mondo che, a fine vita, verrà rimosso dallo spazio in modo sicuro, diretto e controllato.La Società inoltre è stata tra le prime ad utilizzare l’innovativo Strumento Finanziario Partecipativo per startup innovative, istituito dalle recenti riforme in materia di competitività e accesso alle risorse finanziarie da parte delle start up. “Portare principi di sostenibilità strategica nel settore spaziale non solo sta cambiando il modo di progettare satelliti ma aprirà le porte ad una nuova filosofia di mercato spaziale: innovativo, profittevole per tutti gli stakeholders e soprattutto capace di futuro—conferma Luca Rossettini. — La dimostrazione di fiducia da parte di questi nuovi attori finanziari aumenta la motivazione e soprattutto la velocità con cui riusciremo a penetrare il mercato e a proseguire verso le altre fasi di sviluppo di una società che non può che crescere.”Anche TTVenture, il fondo di Venture Capital del Gruppo Quadrivio, conferma il suo supporto a D-Orbit, progetto in cui crede fermamente e al quale partecipa attivamente fin dalla costituzione della società.“La conclusione di questo round è la dimostrazione tangibile dei risultati ottenuti da D-Orbit che nel giuro di pochi anni è passata da una idea di impresa ad una realtà che dialoga a livello internazionale con tutti i big player del settore aerospaziale ” – ha commentato Elizabeth M. Robinson, Investiment Director di TTVenture. – “Siamo molto soddisfatti dell’ingresso nella compagine sociale dei nuovi investitori del Club degli Investitori e di un Club di imprenditori dell’area di Como che potranno dare un ulteriore boost di sviluppo alla società.” Come TTVenture, anche Como Venture ha scelto di investire nuovamente in D-Orbit, promuovendo l’istituzione di un club di Imprenditori comaschi, che hanno sottoscritto un ulteriore finanziamento al progetto, per un totale di 230 mila euro.
“Como Venture ed i suoi Azionisti sono orgogliosi di condividere presupposti tanto innovativi e potenzialmente risolutivi di problematiche globali assai complesse” ha dichiarato Maurizio Traglio, presidente di Como Venture, aggiungendo: “Il progetto del team di D-Orbit e’ molto convincente e particolarmente suggestivo. Le energie congiunte saranno utili alla Società per accelerare i processi di sperimentazione ed implementazione dei sistemi previsti dai protocolli Tecnico- scientifici”Gli aspetti legali dell’operazione, che costituisce uno dei primi casi in Italia di emissione di strumenti finanziari partecipativi da parte di una s.r.l. “innovativa”, sono stati curati dallo studio legale Bird & Bird. Il Club degli Investitori è stato invece assistito dallo studio Benessia – Maccagno. “Gli strumenti finanziari partecipativi – dichiara l’avv. Francesco Torelli dello studio Bird & Bird – rappresentano lo strumento ideale per le start-up che intendono reperire capitali sotto forma di semi-equity (il c.d. convertible loan che costituisce una delle più diffuse modalità di investimento delle startup in Silicon Valley). La legge istitutiva delle start-up innovative consente anche alle s.r.l. innovative di emettere tale tipologia di strumenti che invece, per le società “normali”, sono riservati alle s.p.a.”. (foto: d-sat)

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Banche e credito aziende

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 febbraio 2015

BPM: FABI, OBIETTIVO LISTA MESSORI ARPE CONSIGLIERE DELEGATORiparte il credito alle imprese: nel 2014 i prestiti a medio termine alle aziende sono aumentati di 4,7 miliardi di euro passando da 121,4 miliardi di dicembre 2013 a 126,1 miliardi di dicembre 2014. Il quadro del credito alle imprese resta tuttavia negativo: in un anno la stretta delle banche è stata pari a 5,5 miliardi facendo calare i finanziamenti da 813,9 miliardi a 808,3 miliardi. Giù anche i prestiti alle famiglie di 5,5 miliardi d 602,1 miliardi a 596,6 miliardi. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo cui complessivamente i finanziamenti al settore privato sono diminuiti di 11 miliardi da 1.416 miliardi a 1.405 miliardi.
Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, nell’ultimo anno il credito alle imprese è calato in totale di 5,5 miliardi (-0,68%) passando dagli 813,9 miliardi di dicembre 2013 agli 808,3 miliardi di dicembre 2014. In particolare, è sceso il volume dei finanziamenti a breve termine (fino a 1 anno di durata) di 3,3 miliardi (-1,09%) passando da 305,3 miliardi a 302,01 miliardi; lo stock dei finanziamenti a medio termine (fino a 5 anni) è invece aumentato di 4,7 miliardi (+3,92%) salendo da 121,4 miliardi a 126,1 miliardi; in diminuzione di 6,9 miliardi (-1,79,%) i finanziamenti di lungo periodo (oltre 5 anni) scesi da 387,1 miliardi a 380,1 miliardi.
Continua il credit crunch per le famiglie. Nel 2014 le banche hanno tagliato 5,5 miliardi (-0,92%) di prestiti, scesi da 602,1 miliardi a 596,6 miliardi. E’ sceso il credito al consumo di 1,5 miliardi (-2,57%) da 58,6 miliardi a 57,09 miliardi; giù anche i prestiti personali di 1,7 miliardi (-0,97%) da 182,1 miliardi a 180,4 miliardi; stretta anche sul versante dei mutui per l’acquisto di abitazioni calati di 2,2 miliardi (-0,62%) da 361,3 miliardi a 359,1 miliardi.
In totale, i finanziamenti al settore privato sono calati di 11,09 miliardi (-0,78%) da 1.416 miliardi a 1.405 miliardi. “Pur in un quadro complessivamente negativo, guardiamo con ottimismo all’inversione di tendenza sul versante dei finanziamenti alle aziende: il fatto che sia cresciuto il credito di breve periodo vuol dire che le banche hanno ripreso a dare fiducia agli imprenditori che così possono provare a investire e crescere, con la speranza che si avvicini il momento della sospirata ripresa” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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Taglio lavori stradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

lavori-stradali08Il settore dei lavori stradali è uno di quelli che sta pagando maggiormente il prezzo della crisi. Le attività di costruzione e manutenzione sono praticamente ferme, i consumi di asfalto (conglomerato bituminoso) negli ultimi 8 anni si sono dimezzati, passando dai 44 milioni di tonnellate del 2006 ai 22,5 previsti per quest’anno. Una situazione che pone a rischio la sicurezza degli automobilisti, condanna al depauperamento il nostro patrimonio stradale e alla crisi un settore che conta oltre 4.000 aziende impegnate nella realizzazione delle strade e 400 impianti di lavorazione del bitume, per un totale di 35.000 addetti diretti e un indotto di 500.000 lavoratori. Lo scenario emerge dall’analisi semestrale condotta dal Siteb – l’Associazione Italiana Bitume e Asfalto Stradale – che ha raccolto ed elaborato i dati relativi al consumo di asfalto, principale indicatore dello sviluppo dell’industria stradale.

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Qatar finanzia Isis

Posted by fidest press agency su sabato, 23 agosto 2014

qatar«USA e UE applichino sanzioni al Qatar che finanzia apertamente l’Isis. Analisti e l’intelligence di tutti gli Stati occidentali concordano nel sostenere che esiste un flusso di risorse costante e organizzato che dall’emirato medio orientale giunge a terroristi e integralisti islamici. Si tratta di importi da miliardi di euro che si traducono in armi e risorse che questi utilizzano per seminare morte, fare pulizia etnica e strage della minoranza cristiana in Iraq e in Siria. È dovere dell’Unione Europea e degli Stati Uniti pretendere l’immediata sospensione di questi vergognosi aiuti e ci chiediamo come mai nei confronti del Qatar non ci sia la stessa solerzia con la quale si sono applicate le sanzioni alla Russia. Non vorremmo che la realpolitik valesse solo quando si tratta di difendere gli interessi degli americani – che oltre a quelli economici in Qatar hanno anche una importante base militare – e non quando in gioco ci sono quelli dell’Italia e dell’Europa». E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni.

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Credito:banche tagliano 167 milioni al giorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2013

Ogni giorno le banche hanno tagliato i prestiti alle imprese e alle famiglie italiane per un ammontare pari a 167 milioni di euro. Mentre la media mensile della riduzione degli impieghi è pari a 3,5 miliardi di euro. In totale, tra gennaio 2012 e gennaio 2013, la contrazione del credito alla cosiddetta economia reale è stata pari a 42,2 miliardi. Queste le conclusioni più rilevanti del rapporto del Centro studi Unimpresa sul credito delle banche a famiglie e imprese. La media giornaliera è stata calcolata prendendo in considerazione i soli giorni lavorativi (253 nel 2012). Complessivamente lo stock di finanziamenti erogati dagli istituti di credito si è ridotto del 2,79%, calando dai 1.516,4 miliardi del gennaio 2012 ai 1.474,1 del gennaio 2013. Dati che evidenziano un sensibile credit crunch.
Nel dettaglio, i prestiti alle imprese sono passati da 899,3 miliardi di euro del 2012 a 865,7 miliardi di inizio 2013 con una riduzione del 3,74%, vale a dire 33,6 miliardi in meno nell’arco di un anno; ogni mese, perciò, la riduzione è stata pari a 2,8 miliardi che vuol dire una media giornaliera di 133 milioni. Guardando alla durata dei finanziamenti, sono diminuiti sia quelli a breve (fino a 1 anno) passando da 349,3 miliardi a 334,5 miliardi (-13,8 miliardi cioè -3,95%), sia quelli a medio periodo (fino a 5 anni) calati da 132,3 miliardi a 126,7 miliardi (-5,6 miliardi cioè -4,28%). Giù anche i prestiti al lungo periodo (oltre 5 anni) che hanno fatto registrare una contrazione di 14,1 miliardi (-3,4%) passando da 417,6 miliardi a 403,4 miliardi.
In difficoltà anche le famiglie che si rivolgono alle banche per avere prestiti. La stretta ai rubinetti riguarda sia il credito al consumo sia i mutui per l’acquisto della casa. In totale, l’ammontare dei finanziamenti alle famiglie è passato, tra gennaio 2012 e gennaio 2013, da 617 miliardi a 608,4 con un calo dell’1,39%, cioè 8,5 miliardi; ogni mese, perciò, la riduzione è stata pari a 716 milioni che vuol dire una media giornaliera di 34 milioni. Un volume di denaro assai consistente che poi ha contribuito a determinare, insieme con l’aumento della pressione fiscale (in particolare l’Imu), il crollo del mercato immobiliare. I mutui hanno visto una diminuzione di 2,3 miliardi di euro (-0,65%) da 367,1 miliardi a 364,7. Il credito al credito al consumo e gli altri tipi di prestiti personali sono scesi da 249,5 miliardi a 243,7 con una contrazione pari a 5,8 miliardi (-2,34%).
“Ogni volta che analizziamo i dati sul credito ci convinciamo che uno dei motivi della recessione nasce proprio dal motore dei prestiti fermo” osserva il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “La possibilità di far ripartire l’economia, quindi, si fonda proprio dalla capacità di rimettere in moto i finanziamenti alle imprese e alle famiglie” aggiunge Longobardi convinto che “va rimessa in circolazione liquidità, per consentire alle famiglie di spendere, quindi ai consumi di ripartire, e alle famiglie di fare investimenti e guardare al futuro con fiducia. Se ne occupi il prossimo Governo: quello del credito insieme col fisco deve essere la priorità. Questo dimostra che non intendiamo gettare la croce addossi ai banchieri, i quali devono fare i conti con gli effetti devastanti della crisi e della recessione, a cominciare dall’aumento delle sofferenze, cioè dei prestiti che non vengono rimborsati proprio per l’economia che ristagna. E’ una spirale negativa che va interrotta, ma servono misure da parte dello Stato e altissimo senso di responsabilità da parte dei partiti politici che proprio in queste ore discutono circa la formazione di un nuovo Esecutivo: l’Italia è a un bivio”.

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Partiti: finanziamenti e riforme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

“Fa piacere che ABC abbiano capito quanto noi di Fli suggerimmo loro, e cioè che il vero ‘errore drammatico’ sarebbe stato non dimezzare in tempi rapidi il finanziamento pubblico ai partiti. Adesso è necessario l’impegno di tutti per dimezzare subito anche il numero dei parlamentari e per avviare le riforme strutturali di cui il paese da troppo tempo ha bisogno”. Lo dichiara in una nota il coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, Roberto Menia.

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Di Pietro: un tempo il ladro faceva il latitante oggi va in parlamento

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

“Nel ’92 i ladri, male che andava, facevano i latitanti. Oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare”. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ospite di “24 Mattino” di Radio 24 attacca il Parlamento sul tema della corruzione. “Non è cambiato nulla rispetto al ’92 se non l’ingegnerizzazione del sistema – ha aggiunto Di Pietro a Radio 24 -. Nel ’92 trovavamo la mazzetta nello sciacquone del cesso e nel pouf di casa Poggiolini. Oggi si fa la consulenza, si fa la nomina a Fincantieri come a Belsito, vengono utilizzati strumenti formalmente leciti per raggiungere fini illeciti. Una volta nella guerra tra guardie e ladri, la guardia aveva possibilità di raggiungere il ladro e male che andava il ladro faceva il latitante, oggi il ladro, male che vada, fa il parlamentare. Ci sono in Parlamento oltre 150 tra inquisiti da una parte e avvocati di inquisiti dall’altra. Voi immaginate che questo Parlamento faccia provvedimenti per far funzionare la giustizia? Questi sono tutto tranne che masochisti. Ci sono persone in Parlamento che hanno provvedimenti di cattura a carico”. Di Pietro è tornato sull’accusa già fatta in Parlamento al premier Monti di avere sulla coscienza i suicidi delle persone che si tolgono la vita per disperazione. “Io facevo un discorso all’interno della Camera durante un voto di fiducia che per l’ennesima volta indebitava le famiglie e costringeva le imprese a chiudere mentre non proponeva nulla per la crescita. Non estrapoliamo una frase detta in Parlamento, non in un bar di periferia. Questo sistema sta portando alla disperazione migliaia di famiglie e di lavoratori e imprenditori. E’ una fotografia, non si devono arrabbiare con me se faccio il fotografo. Chi si ammazza non è che si ammazza perché gli fa piacere, ma perché non ce la fa più. Affrontiamo il toro per le corna, invece di dire ‘non mi devi dire questo’”. Di Pietro ha criticato la riforma del mercato del lavoro: “Soprattutto puntiamo al mantenimento fermo dell’articolo 18 che, come direbbe il vecchio Di Pietro, non c’azzecca assolutamente niente con la causa della situazione economica del Paese”. Infine sui rimborsi elettorali, il leader Idv ha ribadito che il suo partito rinuncerà all’ultima tranche in arrivo a luglio di circa 4 milioni: “Noi ritireremo la quota e la gireremo seduta stante con un assegno circolare a Elsa Fornero, il ministro che ha più necessità di venire incontro alle fasce sociali più deboli. Se non li ritirassimo verrebbero ridivisi tra gli altri partiti. Faremo un bell’assegno, poi chiederemo dove li mette e che cosa ci fa”. (maria Luisa Chioda)

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Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Bruxelles, 14 – 18 maggio 2012 VIII EDIZIONE a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana Nell’attuale periodo d’instabilità economica, l’Unione europea si è riproposta l’obiettivo di rilanciare alcuni settori chiave per ciascuno dei Paesi membri, come il turismo, le PMI e le energie rinnovabili, oltre a consolidare la cooperazione tra i Paesi europei con quelli confinanti. Ottenere i fondi messi a disposizione dalla Commissione europea richiede, tuttavia, una conoscenza approfondita delle tecniche di europrogettazione, nonché una buona capacità di sapersi orientare tra le diverse opportunità di finanziamento offerte. La Camera di Commercio Belgo-Italiana, da oltre dieci anni impegnata nel campo dell’Europrogettazione, organizza, con il supporto del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’ottava edizione del Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo che si svolgerà a Bruxelles dal 14 al 18 maggio 2012.Il corso, certificato ISO 9001, ha l’obiettivo di fornire le conoscenze e gli strumenti utili per la redazione di progetti in risposta a bandi europei di finanziamento destinati al potenziamento della competitività, della crescita e della coesione territoriale nel bacino del Mediterraneo. Suddivisi in team di lavoro, i partecipanti svilupperanno tutte le fasi di creazione di un progetto ed avranno l’opportunità di prendere parte a seminari con esperti del settore.Al termine della formazione, i partecipanti potranno beneficiare di tre mesi di consulenzagratuita su progetti europei da parte dell’Ufficio Europa della Camera di Commercio BelgoItaliana impegnato, tra le varie attività, in programmi di cooperazione internazionale con il Canada, con le Camere di Commercio di Argentina e India, ed in Medio Oriente.Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata, per e-mail o per fax, entro il 13 aprile 2012. Si accetteranno candidature pervenute dopo la data di scadenza soltanto in base alla disponibilità dei posti.
Per il programma completo, la lista dei docenti e le informazioni pratiche sul corso, è possibile consultare il sito http://www.euro-mediterraneo.eu oppure contattare la dott.ssa Lucia Sinigaglia all’indirizzo e-mail info@euro-mediterraneo.eu o al numero 0032 2 609 00 81.

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Ripristinare finanziamenti contro l’aids

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2012

Il 28 gennaio il mondo celebra il 10° anniversario della creazione del Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria. Dieci anni fa, il futuro della lotta contro queste tre pandemie era sconfortante e una diagnosi di AIDS era una sentenza di morte per chi viveva nei paesi poveri. Per rispondere a questa drammatica emergenza, venne costituito il Fondo Globale, una partnership unica tra paesi ricchi, paesi poveri, società civile e settore privato. Si stima che ogni mese, 100.000 vite vengano salvate grazie al Fondo. Eppure, è un triste compleanno: con la scusa della crisi economica, molti paesi donatori hanno tagliato i finanziamenti al Fondo Globale, proprio ora che nuove scoperte scientifiche offrono opportunità di prevenzione e cura dell’AIDS prima impensabili.L’Italia, pur avendo svolto un ruolo di primo piano nel lancio del Fondo Globale in occasione del Vertice G8 del 2001 a Genova, ha smesso di sostenere il Fondo ancor prima che la crisi mordesse: non ha ancora versato le quote promesse al Fondo Globale per il 2009 e il 2010, pari a 130 milioni di euro ciascuna e non ha assunto alcun impegno finanziario per gli anni successivi. Se si considera che il nostro paese a partire dagli anni Duemila ha erogato l’80% circa dei propri fondi per la lotta contro l’AIDS nei paesi poveri attraverso il Fondo Globale, si deduce che il disimpegno nei confronti del Fondo ha praticamente azzerato il contributo italiano alla lotta globale contro la pandemia. Per questo, “il nuovo Governo – sottolinea l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’AIDS – ha davanti a sé una grande opportunità per riacquistare quella credibilità a cui tanto tiene a livello internazionale: rinnovare l’impegno dell’Italia nei confronti della lotta contro l’AIDS”.I numeri del Fondo Globale. Negli ultimi dieci anni, il Fondo è diventato il principale strumento di lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria e ha fondamentalmente modificato la capacità della comunità internazionale di combattere queste tre pandemie. Nel 2002 la terapia antiretrovirale era praticamente inesistente nei paesi a risorse limitate; dopo sei anni, negli stessi paesi 7 milioni di persone ne potevano beneficiare, di cui la metà grazie al Fondo Globale. Nel corso di questi anni il Fondo ha fornito il trattamento antitubercolare a quasi 9 milioni di persone e ha distribuito oltre 200 milioni di zanzariere impregnate di insetticida per la prevenzione della malaria.La struttura. Nato come organizzazione di emergenza strutturata per intervenire “verticalmente” ed in modo esclusivo sulle tre malattie, il Fondo Globale si sta trasformando in modo da focalizzarsi più strategicamente su interventi a elevato impatto a favore delle popolazioni vulnerabili e con ricadute positive sui fragili sistemi sanitari dei paesi più poveri. Le scoperte scientifiche. La ricerca potrebbe dare un’accelerazione ai risultati raggiunti finora dal Fondo Globale: è stato dimostrato che i farmaci antiretrovirali rivestono un ruolo strategico per la prevenzione del contagio, oltre che, naturalmente, per la cura dell’infezione. Se usati all’inizio dell’infezione da HIV infatti, assicurano una protezione vicina al 100 per cento contro la trasmissione del virus in coppie eterosessuali in cui uno soltanto dei partner è infettato dal virus. Gli studi hanno dimostrato anche che il trattamento anticipato riduce dell’84% la possibilità di contrarre la tubercolosi, che è la causa principale di morte delle persone con l’HIV. Naturalmente, curare precocemente le persone sieropositive richiede più risorse. Proprio ora che potremmo sperare di sconfiggere queste tre gravi malattie entro la prossima generazione e che la scienza ci chiede di investire di più, i donatori non rispettano le promesse e riducono il sostegno finanziario al Fondo Globale, costringendolo a cancellare l’avvio di nuovi programmi di lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria per i prossimi due anni e a sbattere la porta in faccia a nuovi pazienti. Una condanna a morte per milioni di persone che non hanno ancora accesso alle cure salvavita nei paesi poveri.

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