Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 60

Posts Tagged ‘finanziamento’

È legge il finanziamento della Carta Geologica d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

“Finalmente dopo vent’anni, sei legislature e tredici governi, riparte il progetto della cartografia geologica (CARG). La conoscenza del territorio, sia nei termini degli aspetti fisico-ambientali del contesto geologico e geomorfologico, sia nei termini della compatibilità tra questi e le potenziali trasformazioni di utilizzo del suolo rappresenta uno strumento indispensabile per la gestione del delicato equilibrio ambientale e il mancato completamento del Progetto CARG ha determinato indubbie criticità nel nostro Paese per il patrimonio abitativo, per la prevenzione dai rischi naturali, per lo sviluppo sostenibile del territorio e per la valorizzazione delle risorse naturali”. Lo dichiara il senatore Ruggiero Quarto a valle dell’approvazione dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 su proposta unanime della Commissione Ambiente, relativo agli stanziamenti per riavviare il completamento della carta geologica ufficiale d’Italia alla scala 1:50.000, assegnando all’ISPRA un contributo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022. “Il presente emendamento – continua il senatore Quarto – colma una gravissima lacuna, inconcepibile per un Paese progredito, ad alta densità abitativa, ad elevato rischio idrogeologico-sismico-vulcanico, con georisorse da valorizzare e tutelare, con un ambiente naturale complesso. Per questo sono soddisfatto di questo importante risultato, sia perché cominciano a vedersi i frutti di un mio preciso impegno nella doppia veste di senatore/geologo, sia perché si onora la memoria del senatore Franco Ortolani che tanto si è prodigato per tale obiettivo”.“Dopo una lunga interlocuzione, intrapresa già nella precedente legislatura grazie alla meritevole opera dell’allora senatrice Fabiola Anitori, con cui scrivemmo insieme la prima bozza di legge, oggi finalmente riparte il percorso per il completamento della Carta Geologica d’Italia, iniziato nel lontano 1988 ma mai completato”. Queste le parole di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, che aggiunge: “E’ il risultato di importanti sinergie, di un lavoro d’insieme con altri enti come l’università e la Società Geologica d’Italia, ma dobbiamo dire anche grazie agli amici senatori geologi, il cui contributo è stato determinante, con un pensiero particolare per il senatore Franco Ortolani che purtroppo ci ha lasciati”.Un commento arriva anche da Sandro Conticelli, Presidente della Società Geologica d’Italia. “La Società Geologica Italiana esprime profonda soddisfazione per il finanziamento che è stato accordato al progetto CARG, il primo dopo quasi un ventennio. È importante comunque segnalare che a fronte di 355 fogli ancora mancanti per completare il progetto di cartografia geologica nazionale, lo stanziamento previsto per il prossimo triennio sarà in grado di coprire la realizzazione di circa 20 fogli. La Società Geologica Italiana manterrà il suo impegno sociale nel ricordare ai decisori della politica la necessità per il Paese di completare il progetto CARG unitamente al potenziamento del Servizio Geologico d’Italia”.

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Finanziamento di un impianto eolico da 26 MW

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Molino Facchinelli Zerbini & Partners ha assistito SEA s.r.l., società detenuta da Repower Renewables S.p.A. e controllata da Repower Italia S.p.A., nella negoziazione di un project financing di complessivi Euro 30,4 Mln per il finanziamento di un impianto eolico da 26 MW sito nel comune di Lucera in Puglia e dell’intervento previsto nei prossimi anni di sostituzione di alcuni componenti delle turbine Vestas V90 volto ad un incremento del diametro da 90 mt a 100 mt. Il finanziamento, suddiviso in tre diverse linee, è stato concesso da Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. in qualità di Mandated Lead Arrangers. Una caratteristica distintiva ed innovativa di questo finanziamento è che la linea destinata al finanziamento dell’intervento di reblading sarà rimborsata oltre il termine degli incentivi.
Gli aspetti legali dell’operazione sono stati seguiti per Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. da Grimaldi Studio Legale con un team guidato dal partner Giovanni Bocciardo coadiuvato, per i profili finanziari e societari, dalla senior associate Silvia Beccio e dall’associate Celeste Mastrangelo e, per i profili di diritto amministrativo, dalla partner Daniela Fioretti e dall’associate Clementina Bombacci e per il beneficiario dal team legale interno di Repower guidato dal direttore affari legali e compliance di Repower Italia, Andrea Bordogna, coadiuvato da Sara Mambretti. I profili notarili dell’operazione sono stati seguiti dal prof. Avv. Ubaldo La Porta, coadiuvato dal dott. Cosimo Sampietro.Repower Renewables S.p.A. è la JV tra Repower Italia S.p.A. ed un fondo di investimento gestito da Omnes Capital, nata nel 2018 e finalizzata alla gestione, acquisizione e sviluppo green-field di impianti da fonti rinnovabili.Il team è stato coordinato dal partner Giulio Facchinelli Mazzoleni Berlucchi che con l’associate Federico Ceruti, ha agito come financial e model advisor dello sponsor.

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Ogury: Nuovo round di finanziamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Ogury, tech company che ha dato vita alla prima soluzione di marketing alimentata dalla scelta dell’utente, ha annunciato oggi un nuovo round di finanziamento da 50 milioni di dollari, che permetterà all’azienda di accelerare l’innovazione tecnologica e la partnership con nuovi brand in mercati chiave come Europa, Stati Uniti e nella regione APAC. Il finanziamento è stato erogato da Idinvest Partners e altre banche.Da sempre conforme alla GDPR, Ogury punta a guidare lo shift dell’advertising da un approccio “data-driven” ad una cultura “choice first” che mette al primo posto la scelta dell’utente. Il nuovo finanziamento permetterà all’azienda di accelerare l’innovazione del prodotto e la partnership con nuovi brand in mercati chiave come Europa, Stati Uniti e nella regione APAC.Il digitale e i dispositivi mobili sono parte integrante della vita quotidiana, e gli utenti hanno la possibilità di compiere delle scelte. L’entrata in vigore delle nuove normative sulla privacy ha cambiato il digital marketing: le aziende devono coinvolgere i consumatori, massimizzare i ricavi e accrescere la fiducia del consumatore. Ogury ha creato la prima soluzione di marketing alimentata dalla scelta dell’utente, in grado di integrare in un unico ambiente: 1. Consenso di prima parte, informato e tracciabile 2. Insights unici sul consumatore e il suo mobile journey, 3. Attivazione dei dati in un ambiente sicuro. Questa introduzione cambierà la direzione e il futuro dell’intero mercato adtech.
Thomas Pasquet, Co-Founder e Co-CEO di Ogury, ha dichiarato: “Il consenso informato dell’utente è stato al centro della nostra tecnologia sin dalla nascita dell’azienda. Per natura siamo conformi alla GDPR e pronti per la CCPA negli Stati Uniti. Diversamente da molte aziende del settore, non siamo stati penalizzati dalle recenti normative. Collaboriamo infatti con brand, editori e agenzie per offrire un advertising costruito sulla scelta del consumatore, che rispetti i più alti standard di protezione dei dati”.Oltre a innovare i prodotti e rafforzare la presenza di Ogury nei mercati già consolidati, il nuovo investimento accelererà la crescita dell’azienda negli Stati Uniti (Paese chiave dal 2016), e l’espansione in nuove regioni internazionali. All’inizio di quest’anno Ogury ha aperto due nuovi uffici in Germania e in Messico, mentre a settembre è entrata nel BeNeLux e APAC con nuovi uffici ad Amsterdam e Singapore.

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Finanziamento di strumenti diagnostici per gli ambulatori dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

“Giudichiamo positivamente la proposta del Ministro della Salute Roberto Speranza sul finanziamento di strumenti diagnostici per gli ambulatori dei medici di famiglia. Consideriamo questa decisione un passo avanti verso la costituzione di un vero team delle cure primarie che sia in grado di effettuare una presa in carico avanzata e onnicomprensiva dei bisogni della popolazione italiana. Si tratta di una delle priorità nella riorganizzazione del nostro sistema sanitario ed è necessaria soprattutto per il sempre crescente numero di pazienti colpiti da patologie croniche”. E’ quanto dichiara il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). “Abbiamo già configurato gli obiettivi della presa in carico che presenteremo in maniera estesa durante il prossimo congresso SIMG di fine novembre – aggiunge Cricelli -. A questo percorso si affianca la scuola di medicina pratica SIMG Lab che è avviata a livello nazionale. Con le sue 20 postazioni sarà attiva per l’intera durata del nostro congresso e abbiamo già avuto oltre 2.500 iscrizioni ai corsi diagnostici”. “La SIMG – prosegue il Presidente SIMG – ha configurato per la prima volta il pacchetto integrato diagnostico alla fine degli anni 80. Oggi offriamo, alla professione medica, l’opportunità di sviluppare un percorso integrato che risponda alle proposte del Ministro Speranza che sono in linea con le esigenze della popolazione di questo Paese”. “La nostra Società Scientifica si sta impegnando sempre più per migliorare la formazione e l’addestramento dei medici di famiglia sugli esami diagnostici che possono essere eseguiti direttamente nei nostri ambulatori – conclude Cricelli -. Da febbraio 2020 estenderemo programmi di formazione specifici a tutte le 124 sezioni periferiche della SIMG. Grazie anche alla collaborazione di altre associazioni della medicina generale offriremo un percorso completo, associato ad una offerta di servizi e di strumentazione diagnostica adeguata”.

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Sanità Pubblica: in 10 anni un saccheggio da 37 miliardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

«Nell’ultimo decennio – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – tutti i Governi hanno contribuito a sgretolare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la maestosa opera pubblica costruita per tutelare la salute delle persone. Con il nuovo Esecutivo a breve impegnato nell’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019 e, soprattutto, nella stesura della Legge di Bilancio, la Fondazione GIMBE pubblica un report sul definanziamento 2010-2019 del SSN al fine di stimare, al di là dei proclami, la reale entità delle risorse necessarie a rilanciare la sanità pubblica».Il finanziamento pubblico è stato decurtato di oltre € 37 miliardi, di cui circa € 25 miliardi nel 2010-2015 per tagli conseguenti a varie manovre finanziarie ed oltre € 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica.
In termini assoluti il finanziamento pubblico in 10 anni è aumentato di € 8,8 miliardi, crescendo in media dello 0,9% annuo, tasso inferiore a quello dell’inflazione media annua (1,07%).
Il DEF 2019 ha ridotto progressivamente il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% nel 2019-2020 al 6,5% nel 2021 e al 6,4% nel 2022.
L’aumento del fabbisogno sanitario nazionale per gli anni 2020 (+€ 2 miliardi) e 2021 (+€ 1,5 miliardi) è subordinato alla stipula tra Governo e Regioni del Patto per la Salute 2019-2021, tuttora al palo.
I dati OCSE aggiornati al luglio 2019 dimostrano che l’Italia si attesta sotto la media OCSE, sia per la spesa sanitaria totale ($3.428 vs $ 3.980), sia per quella pubblica ($ 2.545 vs $ 3.038), precedendo solo i paesi dell’Europa orientale oltre a Spagna, Portogallo e Grecia. Nel periodo 2009-2018 l’incremento percentuale della spesa sanitaria pubblica si è attestato al 10%, rispetto a una media OCSE del 37%.
Tra i paesi del G7 le differenze assolute sulla spesa pubblica sono ormai incolmabili: ad esempio, se nel 2009 la Germania investiva “solo” $ 1.167 (+50,6%) in più dell’Italia ($ 3.473 vs $ 2.306), nel 2018 la differenza è di $ 2.511 (+97,7%), ovvero $ 5.056 vs $ 2.545. La Fondazione GIMBE lancia dunque un appello al nuovo Governo chiedendo di:
Prendere reale consapevolezza che il rilancio della sanità pubblica richiede volontà politica, investimenti rilevanti, un programma di azioni a medio-lungo termine e innovazioni di rottura.
Definire un piano di rifinanziamento del SSN che, nonostante le criticità della finanza pubblica, dovrebbe già trovare riscontri oggettivi sia nella Nota di Aggiornamento del DEF 2019, sia nella prossima Legge di Bilancio.
Mettere in campo in maniera tempestiva e integrata tutte le azioni per aumentare il ritorno in termini di salute (value for money) delle risorse investite in sanità: dalla ridefinizione del perimetro dei LEA secondo principi di efficacia e costo-efficacia all’integrazione della spesa sanitaria con la spesa sociale di interesse sanitario; dalla revisione delle detrazioni/deduzioni per spese sanitarie e contributi versati a fondi sanitari integrativi, al disinvestimento da sprechi e inefficienze. Il Report GIMBE “Il definanziamento 2010-2019 del Servizio Sanitario Nazionale” è disponibile a: http://www.gimbe.org/definanziamento-SSN.

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October, prima piattaforma di finanziamento alle PMI in Europa continentale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

CNH Industrial (NYSE: CNHI / MI: CNHI), leader globale attivo nel campo dei capital goods, attraverso la sua divisione di captive financing, hanno siglato un accordo per promuovere l’accesso delle PMI a strumenti di finanziamento alternativi. La partnership mira a stimolare l’utilizzo da parte delle piccole e medie imprese del peer-to-peer (P2P) lending come modalità di finanziamento complementare al tradizionale canale bancario, al fine di diversificare le fonti di credito.I grandi gruppi sono ormai abituati a finanziarsi al di fuori del sistema bancario tradizionale mentre per le PMI la disintermediazione del credito è solo agli inizi. Per mostrare ai suoi partner la strada della diversificazione delle fonti di finanziamento, CNH Industrial otterrà simbolicamente un finanziamento di 100 mila euro da prestatori privati sulla piattaforma October. In questo modo, il Gruppo consentirà al suo network di PMI di ottenere un finanziamento sulla piattaforma October a condizioni agevolate (0€ commissioni) per la fase di lancio con l’obiettivo di creare un ecosistema più forte dove i gruppi di grandi dimensioni supportano le realtà più piccole nell’accesso al credito.Grazie alla sua consolidata rete commerciale e alla sua organizzazione, CNH Industrial contribuirà a promuovere richieste di finanziamento da parte di piccole e medie imprese che potranno contare sul sostegno della vasta community internazionale di 17.000 prestatori privati e investitori istituzionali di October.
Questa collaborazione rappresenta un passo importante nel processo di trasformazione digitale di CNH Industrial, un cambiamento cruciale nel modo in cui il Gruppo contribuirà a creare valore per i propri clienti nei prossimi anni. Ad oggi, attraverso la divisione di captive financing, sotto i marchi CNH Industrial Capital e IVECO Capital, i 12 marchi commerciali di CNH Industrial offrono ai loro concessionari e clienti servizi finanziari su misura per l’acquisto, il leasing o il noleggio dei loro prodotti.October completa così l’offerta di servizi finanziari di CNH Industrial Capital proponendo finanziamenti da 30 mila a 5 milioni di euro a favore di progetti innovativi specifici da parte di alcuni selezionati clienti di CASE Construction Equipment e IVECO, tramite un processo online semplice e veloce nei 5 paesi in cui opera (Italia, Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi).Il modello di business di October permette alle imprese di ottenere finanziamenti da prestatori privati (attraverso la piattaforma) e investitori istituzionali (attraverso veicoli dedicati), in pochi giorni. I prestatori possono investire i propri risparmi in modo utile e profittevole oltre che supportare l’economia reale. Le PMI si rivolgono alla piattaforma per singoli progetti di sviluppo di natura diversa: ad esempio dall’acquisto di impianti e macchinari, all’assunzione di dipendenti fino a investimenti immateriali come campagne di marketing o attività di ricerca e sviluppo.
October, a livello globale, a fine giugno 2019 ha erogato più di € 318 milioni a favore di oltre 640 progetti imprenditoriali. I prestatori attivi sono 17.000 e sono già stati rimborsati oltre 129 milioni di euro e oltre 18 milioni di interessi; solo in Italia quasi 13 milioni di euro e 1.8 milioni di interessi. Per quanto riguarda l’Italia in particolare, nel mese di giugno 2019, October ha superato la soglia di € 50 milioni di erogato (da inception) con 88 progetti finanziati (su un totale di mercato di €103 milioni). Il primo semestre si è chiuso con un erogato di oltre € 15 milioni di finanziamenti (+27% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

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“Le ONG del mare dicano chi le finanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Se navigano nelle nostre acque devono comunicare paternità e entità dei finanziamenti. Gli italiani devono sapere chi c è dietro a quanto sta avvenendo nel Mar Mediterraneo. Questo e’ il contenuto di un emendamento presentato da Fratelli d’Italia al decreto Sicurezza bis. Ci auguriamo che la maggioranza voglia unirsi a questa richiesta di trasparenza e accogliere questo emendamento che ha comunque superato oggi il giudizio di ammissibilità. Non si capisce perché la trasparenza valga per tutti tranne per Carola & co. Ad oggi è impossibile avere il dettaglio dei nomi e cognomi di chi mantiene le ricche tedesche o i finti disobbedienti. C’è chi peregrina nel nostro mare in cerca di disperati facendone una professione ingenerando nei migranti la consapevolezza di porsi in condizioni di pericolo per ottenere poi passaggi spacciati per aiuti. Di questo scempio mascherato da missione umanitaria gli italiani devono sapere tutto e poter giudicare con chi abbiamo a che fare. Chi non ha nulla da nascondere sarebbe il primo ad auspicare l’approvazione del nostro emendamento”. Lo dichiara Augusta Montaruli, deputato di Fratelli d’Italia.

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Parlamento europeo: nuove regole di finanziamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Spostare l’attenzione dei finanziamenti dal livello nazionale al regionale. Il Parlamento ha adottato delle nuove regole di finanziamento per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’UE.Le regole aggiornate, che dovrebbero applicarsi dal 2021 al 2027 al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo di coesione (FC), riguarderanno tutte le regioni, in particolare le comunità meno sviluppate, le aree urbane e le regioni ultra periferiche.I deputati hanno convenuto di destinare una parte significativa del FESR, che rappresenta di gran lunga il più importante fondo pubblico dell’UE, sulla crescita intelligente e l’economia verde. Nel testo approvato si stabilisce che le regioni dovrebbero spendere almeno dal 30 al 50% dei finanziamenti ricevuti per un’Europa intelligente e innovativa, mentre un altro 30% dovrà essere destinato alla lotta contro il cambiamento climatico e all’economia circolare.
Il fine da raggiungere è nel tener conto della diversità territoriale, economica e sociale delle regioni europee, che traggono i maggiori benefici dalla politica di coesione. I finanziamenti UE verrebbero pertanto assegnati a livello regionale sulla base del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, piuttosto che a livello nazionale e sulla base del rapporto del reddito nazionale lordo, come avvenuto finora. Inoltre, almeno il 10% delle risorse del FESR a livello nazionale dovrebbe essere destinato allo sviluppo urbano sostenibile, rispetto al 6% proposto dalla Commissione.La legislazione è stata approvata con 475 voti favorevoli, 93 contrari e 53 astensioni.I fondi regionali UE in azione: “Cosa fa per me l’Europa?”
Inoltre, i deputati chiedono che le infrastrutture aeroportuali, lo smaltimento dei rifiuti e il trattamento dei rifiuti residui, nonché gli investimenti legati ai combustibili fossili, siano esclusi dai finanziamenti regionali dell’UE, con poche eccezioni per le regioni ultra-periferiche, e che le soluzioni siano in linea con i principi dell’economia circolare e dell’efficienza energetica. Il nuovo Parlamento e il Consiglio dovrebbero avviare in autunno i negoziati sul finanziamento della futura politica regionale e di coesione.

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DLA Piper e L&B Partners nel finanziamento a E4E

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

DLA Piper e L&B Partners sono gli studi legali coinvolti nel finanziamento, per complessivi Euro 28,7 milioni, concesso da UBI Banca in favore di E4E S.r.l. il cui capitale sociale è interamente detenuto da E2E S.p.A., uno dei primari operatori nazionali nel settore dell’energia rinnovabile derivante da fonte solare.La complessa operazione di finanziamento è finalizzata a finanziare parte dei costi per l’acquisizione da parte di E4E di iniziative per la produzione di energia rinnovabile da fonte solare site in tutta Italia.DLA Piper ha assistito UBI Banca con un team coordinato dal lead lawyer Giampiero Priori con la supervisione del partner Federico Zucconi Galli Fonseca coadiuvati dai lawyers Ivano Sproviero e Oreste Sarra e dai trainee Francesco Cerri e Fabrizia Fania che hanno curato gli aspetti relativi alla strutturazione e negoziazione del finanziamento e della documentazione ancillare dello stesso. UBI Banca ha strutturato l’operazione di finanziamento come Sole Mandated Lead Arranger rafforzando ulteriormente il track record di UBI nello specifico settore del fotovoltaico italiano. Il Gruppo E2E, che ha visto direttamente coinvolti il CFO Fabio Brambilla e l’AD Gianluca Lancellotti, è stato assistito dallo studio L&B Partners con un team guidato dal managing partner Michele Di Terlizzi, coadiuvato dal senior associate Giuseppe Candela per quanto riguarda gli aspetti relativi alla negoziazione del finanziamento e della documentazione ancillare dello stesso.Gli aspetti notarili dell’operazione sono stati curati da Giovannella Condò dello studio notarile Milano Notai.

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Quota 100: fissare un tetto al tasso di finanziamento della liquidazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Grazie ai senatori di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone e Stefano Bertacco, se approvato non potrà superare l’1,5% annuo. Dichiarate inammissibili le altre proposte illustrate in audizione dai dirigenti scolastici Pietro Perziani e Patrizia Costantini. Marcello Pacifico, presidente Udir, caldeggia l’approvazione dell’emendamento. Dichiarato ammissibile un emendamento di Udir al ddl A.S. 1018, con disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Quota 100). La richiesta di modifica all’articolo 23 del provvedimento punta a ridefinire l’importo di finanziamento per la liquidazione. L’emendamento richiesto dal giovane sindacato dei dirigenti scolastici, il 23.12, è stato formalmente presentato dai senatori Antonio Iannone (Fratelli d’Italia) e Stefano Bertacco (Fratelli d’Italia); con esso si punta a una modifica che tutela i lavoratori, fissando un tetto massimo (dell’1,5%) all’aliquota da definire nell’accordo quadro; nello specifico l’emendamento recita così: «all’articolo 23, al comma 2, dopo le parole “comma 5” aggiungere le seguenti: e comunque non superiore all’1,5%». Il 4 febbraio Udir era intervenuta per presentare altri emendamenti al decreto – la maggior parte ritenuti non ammissibili – in XI Commissione del Senato. Il presidente nazionale di Udir, Marcello Pacifico, si augura “che l’emendamento che abbiamo richiesto sia approvato, perché va nella direzione di un miglioramento del testo. Molto altro c’è da fare, consideriamo questo un punto di partenza. Sarebbe giusto tornare a regime alla pre Fornero, o comunque consentire di andare in pensione a 63 anni col massimo dei contributi, ferma restando, su richiesta, la possibilità di permanere in servizio, come accade per i magistrati”.

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Norme rafforzate per combattere il finanziamento del terrorismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Le nuove misure, che costituiscono una priorità politica per il 2018-2019 ermetteranno alla polizia di accedere velocemente a informazioni finanziarie essenziali per le indagini penali, rendendo più efficace la risposta dell’UE al terrorismo e agli altri reati gravi.Il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: “Se vogliamo catturare i criminali e i terroristi, dobbiamo poter tracciare il loro denaro. Le nuove norme approvate oggi assicureranno un rapido accesso alle informazioni finanziarie e una migliore cooperazione in tutta Europa, affinché nessun criminale o sospettato possa più sfuggire ai radar e farla franca col denaro sporco”.
Il Commissario per l’Unione della sicurezza Julian King ha aggiunto: “Abbiamo ristretto lo spazio in cui operano terroristi e criminali, privandoli dei mezzi per sferrare attacchi letali. Da oggi questo spazio sarà ancora più ridotto, perché le autorità di contrasto potranno accedere più facilmente alle informazioni finanziarie e dare un giro di vite al finanziamento del terrorismo. Voglio ringraziare il Parlamento europeo e il Consiglio per questo accordo, che conferma il nostro impegno per costruire un’Europa più sicura”.La Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Věra Jourová ha dichiarato: “Migliorando la cooperazione tra le unità di informazione finanziaria e le autorità di contrasto nell’UE potremo combattere più velocemente ed efficacemente il riciclaggio di denaro. Dobbiamo prestare particolare attenzione ai trasferimenti sospetti di denaro, che possono essere un segnale della preparazione di un attacco terroristico. Le informazioni devono poter essere trasmesse rapidamente e ciò è possibile solo se disponiamo di una rete robusta”.

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Dalla BEI 30 milioni di finanziamento per Ricerca e Sviluppo a Motork

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

MotorK, la scaleup italiana che sta innovando a livello europeo l’intero comparto digitale automotive, annuncia di aver ricevuto un finanziamento di 30 milioni di Euro dalla Bei, Banca europea per gli investimenti. Il finanziamento è rivolto in primis alle attività della sede italiana di MotorK e sarà destinato alle attività di Ricerca e Sviluppo: l’azienda, che attualmente tra gli uffici di Milano e Agrigento ha già sviluppato uno dei dipartimenti R&D più grandi in Italia, con circa 100 componenti, punta a rafforzare lo staff e ad accrescere l’offerta tecnologica per i suoi partner, tra i quali case produttrici, dealer e altri operatori del settore auto. Il contratto di finanziamento è legato a doppio filo al progetto di crescita tecnologica: la scaleup ha infatti programmato di investire quasi 75 milioni di euro nella sua divisione Ricerca & Sviluppo che produce innovazione per tutta l’Europa.

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Finanziamento del SSN: indispensabile invertire la tendenza

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

“I dati dell’OCSE confermano quanto da tempo sostengono i professionisti della salute italiani: il nostro Servizio Sanitario, a quarant’anni dalla sua istituzione, sta subendo un grave sottofinanziamento” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Complessivamente il nostro paese nel 2017 ha fatto registrare una spesa sanitaria inferiore alla media europea: l’8,9% del PIL contro il 9,6%. E va considerato che crescono costantemente da una parte la rinuncia alle cure e, dall’altra, la spesa privata, che nel periodo 2013-2017 è aumentata di poco meno del 10% toccando 37,3 miliardi. E’ evidente che se non si inverte quella che ormai da anni è una tendenza, il perimetro dell’assistenza sanitaria andrà riducendosi al punto da compromettere i principi di universalità ed equità dell’SSN. Già oggi, peraltro, v ediamo come l’accesso alle cure e la loro qualità presentino significative variazioni tra Regione e Regione e all’interno delle singole Regioni”. Il confronto con l’investimento in salute degli altri paesi europei con cui normalmente ci si confronta è ancora più preoccupante: Francia e Germania, per esempio, destinano a questo capitolo di spesa l’11,5 e l’11,3% del PIL. “Il rapporto “Health at a glance” ci ricorda anche la necessità di razionalizzare l’uso delle risorse, visto che per l’Italia si stima una quota di spesa inefficiente pari al 19%” prosegue Mandelli. “C’è ancora molto da fare quindi su questo fronte, per esempio potenziando le cure sul territorio, dove i farmacisti e le farmacie di comunità possono dare un contributo importante. Ma contemporaneamente non si può pensare di affrontare la sempre maggiore incidenza delle malattie cronich e e i costi dell’innovazione farmacologica e tecnologica con un investimento pubblico costantemente inferiore alle necessità. Finora il sistema ha retto ma occorrono correttivi urgenti”.

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Per le PMI opportunità di finanziamento con la Borsa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Buone notizie per le PMI che intendono quotarsi in Borsa: la Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 89-92) ha introdotto il credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza relative alla quotazione sostenute tra l’1.1.2018 e il 31.12-2020. Utilizzabile esclusivamente in compensazione, tale credito è valido per tutte le tipologie di quotazione, con o senza aumento di capitale, sui mercati europei regolamentati e non. L’ammontare complessivo del credito è di 80 milioni di euro ed è stato stimato che potranno usufruire di questa agevolazione un minimo di 160 imprese nell’arco del triennio. Per ciascuna è previsto un tetto massimo di 500.000 euro.
Sono ammissibili al credito d’imposta un ampio elenco di voci:
– attività sostenute per iniziare il processo di IPO (Inital Public Offering), tra cui l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza dell’impresa nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
– attività svolte in fase di ammissione alla quotazione per attestare l’idoneità dell’azienda all’ammissione e permanenza sul mercato;
– azioni necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
– attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, incluse quelle relative allo svolgimento della due diligence finanziaria;
– assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del Regolamento UE n. 596/2014;
– attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattuali (ad esempio, la definizione dell’offerta, l’analisi del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa);
– comunicazione necessaria a offrire la massima visibilità dell’azienda e a divulgare l’investment case tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.
Le spese possono consistere in un importo fisso pattuito in precedenza, oppure possono dipendere parzialmente dal successo della quotazione. Dovranno essere attestate dal Presidente del collegio sindacale, oppure da un Revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili. Per usufruire dell’agevolazione le PMI dovranno inviare una richiesta per via telematica nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo. Il riconoscimento dell’agevolazione (con indicazione dell’importo spettante), o il rifiuto, sarà comunicato alle PMI nei 30 giorni dal termine ultimo.

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UNICAM: finanziamento Bando Cassini 2018 da Institut Français

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

L’Università di Camerino ha partecipato al Bando Cassini 2018, programma ideato dall’Institut Français in collaborazione con l’Ambasciata di Francia in Italia ottenendo il finanziamento di un progetto presentato dalla prof.ssa Lucia Ruggeri, Direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto Civile.L’Institut Français promuove le relazioni franco-italiane nel settore culturale e con il bando Cassini incentiva collaborazioni nel campo universitario. Il progetto risultato vincitore si inserisce nella tematica “lotta al cambiamento climatico: climatologia, analisi del sistema terrestre, scienze e tecnologie nella transizione energetica”.
UNICAM in collaborazione con il prof. Nouredine Hadjsaid dell’INP, Istituto Politecnico di eccellenza dell’Università di Grenoble, realizzerà un evento dal titolo “Energy Market. New Technologies and challenges for improving the access to Energy”.
L’incontro vedrà la partecipazione di studiosi coinvolti in importanti progetti europei dedicati ai problemi posti dalla transizione energetica e sarà incentrato sull’impatto delle nuove normative europee in materia di energia sulle attività umane.
Si discuterà, in particolare, della regolamentazione del mercato immobiliare dopo l’Accordo di Parigi, delle politiche dei trasporti dirette alla riduzione dell’emissione di CO2. Una speciale sessione sarà dedicata a nuove problematiche quali la lotta alla povertà energetica e al perseguimento della concorrenza nel mercato dell’energia elettrica.
Partner dell’iniziativa sarà il Consorzio ENSIEL, Consorzio interuniversitario nazionale per energia e sistemi elettrici, con il quale UNICAM ha avviato una collaborazione che coinvolge la Scuola di Giurisprudenza per attività di studio e di ricerca in àmbito giuridico.
L’incontro di studi è programmato per il 2019 in collegamento con il Forum Mediterraneo dell’Energia in programma in Italia a Napoli nella prossima primavera.

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UNICAM si aggiudica un finanziamento europeo nel Programma JUSTICE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Camerino. Successo europeo per un progetto di ricerca dell’area giuridica, che si è aggiudicato un importante finanziamento da parte della Commissione europea, nell’ambito del programma Justice.A partire dal 2013 la Commissione Europea ha, infatti, istituito uno specifico programma per la promozione della giustizia nell’Unione Europea espressione della priorità politica data alla realizzazione di un’Europa del diritto e della giustizia.
Nell’àmbito del programma Justice, periodicamente vengono banditi finanziamenti per attività di studio e di ricerca nel settore della giustizia. La Commissione finanzia attività di analisi, come la raccolta di dati e statistiche, attività di formazione, attività di apprendimento reciproco, cooperazione e sensibilizzazione quali lo scambio di buone prassi, di approcci e di esperienze innovativi con lo scopo di migliorare la qualità dei servizi nell’àmbito della giustizia.UNICAM ha partecipato al bando 2017 con un progetto dedicato all’impatto dei nuovi regolamenti europei in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e tra componenti di unioni registrate.
La ricerca intende individuare le principali problematiche poste da famiglie i cui componenti abbiano cittadinanze di Stati diversi e ideare strumenti contrattuali che possano condurre a soluzioni soddisfacenti sia per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali sia per la gestione di eventuali conflittualità.Il progetto è stato presentato dalla prof.ssa Lucia Ruggeri, docente presso la Scuola di Giurisprudenza nonché Direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto Civile, e vede come partner stranieri le università di Rijeka, di Lubjiana e di Almeria. Nei prossimi mesi, grazie al finanziamento ottenuto, sarà costituito un consorzio internazionale composto da tutti i partner del progetto, guidato da UNICAM, il quale opererà nel settore della giustizia civile fungendo da punto di riferimento per i professionisti europei di area giuridica chiamati a confrontarsi con la crescente realtà di famiglie c.dd. transnazionali. La presentazione del progetto è prevista a Bruxelles nel prossimo autunno.

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45,6 milioni di dollari per una nuova università in Ghana

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Contracta Costruzioni Italia (CCIT), SACE (Gruppo CDP) e Deutsche Bank, hanno perfezionato un’operazione di finanziamento destinata a supportare un contratto da 45,6 milioni di dollari per i lavori di costruzione della University of Environment and Sustainable Development di Somanya in Ghana.Il contratto, finanziato attraverso l’intervento di Deutsche Bank con la garanzia di SACE, è stato assegnato dal Ministero dell’Istruzione della Repubblica del Ghana a Contracta Costruzioni Italia per la realizzazione del primo campus universitario dedicato allo studio delle scienze agrarie e ambientali, un ambito strategico per lo sviluppo dell’economia del Ghana che vede oltre il 20% del Pil generato dalle attività agricole.CCIT, filiale italiana del gruppo brasiliano Contracta Engenharia, ha affidato le sub-forniture del progetto a circa 30 PMI italiane grazie alla loro elevata specializzazione e competitività in settori quali costruzioni, infrastrutture, arredo, macchinari per il fitness, elettrodomestici, apparecchi medicali e illuminazione.“Questo progetto, che si realizzerà grazie all’intervento di Contracta, SACE e Deutsche Bank, conferma l’importanza per il nostro Paese di fornire un’istruzione di qualità e una formazione professionale accessibile – ha dichiarato Matthew Opoku Prempeh, Ministro dell’Istruzione del Ghana –. Crediamo fermamente che gli interessi del Ghana siano meglio serviti da un’economia forte basata sulle competenze e le risorse a nostra disposizione, un’economia sempre meno dipendente dagli aiuti internazionali. La realizzazione di questa università attraverso una partnership strategica con attori internazionali di primo piano alimenta la nostra visione di un “Ghana Beyond Aid””. “Siamo sinceramente fieri di essere stati incaricati dal Ministro dell’Istruzione della Repubblica del Ghana della costruzione della nuova Università di Somanya – afferma Fabio Camara, fondatore con Francisco Rapuano ed Elio Sacco alla guida del Gruppo Contracta –. L’iniziativa completa il nostro ricco portafoglio di progetti e fa seguito alle importanti commesse brillantemente finalizzate nel paese, premiando la nostra strategia di internazionalizzazione con un ritorno degli investimenti tecnici, commerciali e finanziari destinati in questi anni alle filiali estere”.“Il continente africano si conferma sempre più strategico per le esportazioni del nostro Paese e le condizioni di finanziamento dei grandi progetti in corso nell’area sono determinanti per l’aggiudicazione dei contratti da parte delle imprese italiane. Questo è un progetto di bandiera per il Ghana, che conferma ancora una volta il cammino di crescita e sostenibilità intrapreso con successo da diversi anni, ma anche per il Made in Italy, con ben 30 PMI italiane altamente specializzate che contribuiranno ai lavori insieme a Contracta Costruzioni Italia. – ha dichiarato Simonetta Acri, Chief Sales Officer di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP –. Ci auguriamo di poter replicare il successo di questa iniziativa con nuovi progetti in geografie ad alto potenziale per le piccole e medie imprese italiane”. “Siamo molto soddisfatti di aver preso parte a questo importante progetto, che riassume al meglio il ruolo di Deutsche Bank come partner chiave di istituzioni, imprese e cittadini su scala globale” – ha aggiunto Paolo Maestri, Co-Head of Corporate Finance Italy and Head of Global Transaction Banking Italy di Deutsche Bank–. Si tratta infatti di un progetto pensato per produrre un impatto positivo su tutte le comunità coinvolte, mettendo insieme know-how ed eccellenze provenienti da diversi settori e da tre continenti, in un’ottica di sviluppo sostenibile”.Una volta completata, la nuova Università diventerà un punto di riferimento nel panorama accademico internazionale per lo studio e la ricerca nel campo della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile, contribuendo alla creazione di circa 2.400 posti di lavoro e allo sviluppo economico e sociale del Paese. Nonostante le dimensioni ancora contenute, infatti, il Ghana è una delle economie più dinamiche di tutto il continente con un Pil in costante crescita da oltre 20 anni (+5,9 nel 2017). Il Paese offre importanti occasioni anche per i beni Made in Italy nei settori delle costruzioni, oil & gas e macchinari per l’industria, in particolare per la trasformazione alimentare, con previsioni di crescita del nostro export intorno al 6,6% in media fino al 2020.

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I sussidi comunitari finanziano alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Un’inchiesta condotta da Greenpeace incrociando i dati dei finanziamenti diretti nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) e il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) rivela come i sussidi comunitari finanzino alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d’Europa.Oltre la metà (51%) degli allevamenti esaminati in sette diversi Paesi dell’Ue ha ricevuto infatti fondi per un totale di 104 milioni di euro, nonostante si tratti di alcuni tra i maggiori emettitori di ammoniaca nei rispettivi Paesi.Il rilascio di ammoniaca da fertilizzanti o liquami può causare fenomeni di eutrofizzazione in fiumi, laghi e mari per l’eccessivo arricchimento di sostanze nutritive. L’ammoniaca è causa inoltre di inquinamento atmosferico da particolato fine, con conseguenti impatti sulla salute umana.«La tutela ambientale dovrebbe essere uno degli obiettivi della Politica Agricola Europea, ma i fatti certificano che i comportamenti sbagliati vengono costantemente premiati. E l’inquinamento da ammoniaca è solo la punta dell’iceberg», afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «La PAC continua a finanziare gli allevamenti intensivi nonostante gli impatti disastrosi che questi hanno sull’ambiente, sul clima e sulla salute pubblica, mentre dovrebbe promuovere invece l’agricoltura che rispetta la natura e il benessere di tutti», conclude.La ricerca, condotta in collaborazione con alcuni giornalisti investigativi, ha preso in esame allevamenti presenti in Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda e Polonia e inseriti nel Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR). Solo le aziende agricole che emettono più di 10 mila chilogrammi di ammoniaca all’anno sono obbligate a comunicare i dati all’ E-PRTR.Delle 2.374 aziende zootecniche di questi Paesi riconducibili alle emissioni di ammoniaca incluse nell’E-PRTR, 1.209 hanno ricevuto pagamenti PAC per un totale di almeno 104 milioni di EUR all’anno. In Italia, i sussidi alla PAC sono stati erogati a circa il 67% delle 739 società incluse nel registro. La PAC stanzia annualmente 59 miliardi di euro di sovvenzioni, circa il 40% del bilancio complessivo dell’Ue.La ricerca ha inoltre evidenziato la mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio e trasmissione dei dati relativi all’inquinamento agricolo in Europa. L’ammoniaca non è la sola sostanza inquinante derivata dagli allevamenti, ma è l’unica che le singole aziende agricole di grandi dimensioni sono tenute a dichiarare. Nel 2015 – anno per cui sono disponibili i dati più recenti – in Italia 874 allevamenti hanno sforato il valore soglia di 10 tonnellate annue di ammoniaca. In quell’anno queste aziende hanno emesso 46.000 tonnellate di ammoniaca. Ciò rappresenta il 12,8% delle emissioni totali di ammoniaca del comparto agricolo del Paese. In altre parole, l’87,2% delle emissioni di ammoniaca del comparto agricolo non viene registrato nell’E-PRTR.Il prossimo 2 maggio la Commissione europea dovrebbe pubblicare una bozza del prossimo bilancio Ue, a partire dal 2020, che includerà le spese della PAC. All’inizio di giugno, è attesa anche la pubblicazione della sua proposta di riforma della PAC.

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Banco di Napoli e Mediocredito Italiano hanno finanziato Nicolaus

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

Il Gruppo Nicolaus, attraverso operazioni di finanziamento sostenute da Mediocredito Italiano e dal Banco di Napoli, entrambe società del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha definito due operazioni immobiliari: l’acquisizione totale del villaggio Il Gabbiano, in Marina di Pulsano, e l’acquisizione del villaggio Bagamoyo, in Marina di Sibari, di cui diviene proprietaria al 50% insieme al gruppo riconducibile alla famiglia Loi, rafforzando, così, la partnership con ITI Marina Hotels & Resort.Per Nicolaus le due acquisizioni vanno nella direzione di rafforzare le strutture di proprietà, per aumentare la catena del valore in un momento particolarmente favorevole per le presenze turistiche nel mare Italia.Il Nicolaus Club Bagamoyo è un villaggio situato direttamente sul mare ed è dotato di 240 camere, immerso in un’ampia pineta, offre piscine e discoteca sulla spiaggia di fine sabbia bianca. Il Gabbiano è un Nicolaus Club Prime, ideale per una clientela alla ricerca di piccole attenzioni, che anche nel corso di una vacanza al mare, desidera poter usufruire sia dei servizi del villaggio che dei comfort alberghieri. L’hotel si compone di due edifici separati dalla piscina centrale, 92 camere e un accesso diretto alla spiaggia.Nicolaus è un tour operator con sede a Ostuni (Br), creato dai fratelli Giuseppe e Roberto Pagliara, attivo da oltre quindici anni nella programmazione e progettazione di pacchetti turistici. Successivamente al consolidamento della propria posizione nell’ambito dell’offerta pugliese, il gruppo Nicolaus ha diversificato le attività, sviluppando i segmenti del wellness e del luxury travel di medio e lungo raggio e mettendosi in evidenza tra i principali player nel mercato dei villaggi nazionale e mediterraneo. Attualmente gestisce 24 Nicolaus Club in Italia (Puglia, Campania, Basilicata, Sicilia, Sardegna) e 6 Nicolaus Club International all’estero (Minorca, Kos, Creta e Rodi). Il gruppo Nicolaus nel 2017 ha ottenuto ricavi per 80 milioni di euro, resi possibili dalla crescita delle presenze nei Nicolaus Club: dalle 78 mila registrate nel 2016 si è passati alle circa 102 mila del 2017.Mediocredito Italiano ha realizzato le operazioni avvalendosi dell’assistenza specialistica per gli investimenti alle imprese delle Filiali del Banco di Napoli, confermando la capacità di raggiungere capillarmente i migliori operatori economici nazionali sostenendone le ambizioni di crescita e sviluppo nei settori protagonisti della fase di ripresa in atto.Giuseppe Pagliara, Ceo di Nicolaus: “Le operazioni sono state eseguite secondo il nostro piano industriale attento da sempre alla gestione equilibrata dal punto di vista del debito e della patrimonializzazione. Il gruppo Nicolaus, con le strutture di proprietà attraverso le società di gestione e con l’attento lavoro del TO, opera continuamente per migliorare il prodotto secondo le esigenze del cliente. Il supporto di Intesa Sanpaolo è stato prezioso per compiere delle operazioni snelle e compatibili con l’attenzione che ci contraddistingue da sempre sulla posizione finanziaria della nostra società e per noi si è confermato come il miglior partner possibile. Nell’operazione Bagamoyo è strategica per noi la partnership con ITI Marina Hotels & Resort con la quale condividiamo le vedute e l’approccio al business equilibrato e stabile. Per il futuro il nostro piano industriale non esclude altre operazioni del genere, con la presenza sempre più massiccia di Nicolaus sul prodotto mare Italia ed Estero attraverso il consolidamento dei Nicolaus Club e dei Nicolaus Club Prime”.

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Il Madagascar firma un accordo di finanziamento da 53 milioni di dollari con l’IFAD

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

MadagascarUn nuovo accordo finanziario, firmato oggi tra il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e il Madagascar, farà aumentare in modo sostenibile i redditi, la sicurezza alimentare e la qualità dell’alimentazione per 320.000 famiglie rurali malgasce in otto regioni situate nella parte meridionale del paese. L’accordo per il Programma per lo sviluppo di catene del valore agricole inclusive (DEFIS) è stato firmato a Roma da Gilbert F. Houngbo, presidente dell’IFAD, e da Harison Edmond Randriarimanana, ministro dell’agricoltura e dell’allevamento del Madagascar.Il valore complessivo del progetto è di 250 milioni di dollari, e comprende un prestito di 26,5 milioni di dollari e una donazione di 26,5 milioni di dollari da parte dell’IFAD. Il progetto sarà cofinanziato dal governo del Madagascar (33,7 milioni di dollari), dalla Banca Africana di Sviluppo (50 milioni di dollari), dal Fondo per lo sviluppo internazionale dell’OPEC (20 milioni di dollari), dal Fondo Verde per il clima (15 milioni di dollari) e dai beneficiari stessi del progetto (14,3 milioni di dollari). I restanti 64 milioni di dollari potrebbero essere forniti da successivi stanziamenti di risorse da parte dell’IFAD o da altri partner finanziari da individuare durante l’attuazione del DEFIS. Il programma sarà attuato in un periodo di 10 anni, per poter fornire un sostegno finanziario stabile e prevedibile ai produttori.In Madagascar, nonostante la grande biodiversità e la varietà delle colture, la dieta del 76 per cento della popolazione non arriva a coprire il requisito energetico minimo di 2133 kilocalorie al giorno. L’incidenza della malnutrizione cronica nei bambini sotto i cinque anni è tra le più alte al mondo, mentre il tasso di povertà nelle aree rurali supera l’80 per cento. Gli scarsi investimenti nell’agricoltura e nelle aree rurali sono tra le cause principali della povertà, dell’insicurezza alimentare e della qualità inadeguata dell’alimentazione in Madagascar.Sostenendo i sistemi nazionali per lo sviluppo agricolo (Fonds de development agricole, Chambre d’agriculture, Centre de services agricole ecc.), il DEFIS contribuirà all’impegno per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile riproducendo su scala più vasta programmi rivelatisi efficaci nel paese, tra quelli finanziati dall’IFAD e dai suoi partner in Madagascar. Tra questi vanno annoverati anche i risultati ottenuti concentrando gli investimenti in poli produttivi selezionati, per facilitare la fornitura di servizi agricoli, la concentrazione dei prodotti e l’accesso ai mercati; rafforzando e sostenendo le istituzioni nazionali di agricoltori che si occupano di fornire servizi agricoli; e promuovendo l’istituzione di partenariati e di accordi contrattuali tra agricoltori e imprese del settore privato.Per aumentare la produttività delle piccole imprese agricole e per collegarle meglio con i mercati, il nuovo programma concentrerà i suoi investimenti su otto catene del valore prioritarie: riso, mais, manioca, arachidi, caffè, cipolle, piccoli ruminanti e miele, con tre prodotti prioritari selezionati in ogni regione. Inoltre, il DEFIS investirà nella promozione del sorgo per aumentare la capacità di resilienza dei sistemi produttivi dei piccoli agricoltori nelle zone semiaride delle regioni più meridionali del paese, particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico. Ci si aspetta che il DEFIS, tra altri risultati, riabiliti 20.000 ettari di sistemi di irrigazione esistenti, sviluppi 8000 ettari di nuovi sistemi di irrigazione e apporti piccole migliorie su 7000 ettari. Sosterrà inoltre la costruzione di 300 punti di approvvigionamento d’acqua e di 50 bacini idrici sotterranei per i piccoli ruminanti.Inoltre, il DEFIS renderà possibile la formazione di fornitori di servizi finanziari che operino nell’area del programma, mettendoli in condizione di sviluppare e diffondere su scala più vasta prodotti e servizi finanziari adeguati alle necessità dei piccoli agricoltori. Realizzerà anche infrastrutture per immagazzinare i raccolti e per accedere ai mercati. Queste comprenderanno 490 magazzini, 45 centri di raccolta, 50 mercati locali, nonché 800 km di strade rurali riabilitate. Il programma contribuirà anche a mitigare i rischi del cambiamento climatico e ambientali, garantendo che gli investimenti e le nuove infrastrutture siano adeguati agli standard ambientali.Dal 1979, l’IFAD ha finanziato 16 programmi e progetti di sviluppo rurale in Madagascar, con un investimento da parte del Fondo pari a 329,5 milioni di dollari, o a 885,4 milioni di dollari considerando anche i cofinanziamenti, a beneficio di oltre un milione di famiglie rurali.

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