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Cedacri annuncia i risultati finanziari 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

CollecchioCollecchio (Parma), 11 aprile 2017 – Cedacri S.p.A., società leader in Italia per lo sviluppo di soluzioni in outsourcing rivolte agli istituti bancari, assicurativi e alle società di servizi, annuncia l’approvazione del bilancio di esercizio della Società e del bilancio consolidato di Gruppo per il 2016.
Cedacri S.p.A. ha chiuso l’esercizio fiscale 2016 con un fatturato di 225,5 Mln di Euro (+7,36% rispetto all’anno precedente). L’EBITDA si è attestato a 30,5 Mln di Euro (-14,28% rispetto al 2015), mentre l’utile netto è stato di 13,5 Mln di Euro (+6,48% rispetto al 2015).Il bilancio consolidato del Gruppo riporta un valore della produzione pari a 274,5 Mln di Euro (+ 6,4% rispetto al 2015), mentre l’EBITDA è stato di 40,9 Mln di Euro (-7,8% rispetto al 2015) e l’utile netto si è attestato sui 16,7 Mln di Euro (+1,8% rispetto all’anno precedente).L’andamento positivo del 2016 e la crescita del valore della produzione rispetto all’esercizio precedente sono dovuti principalmente all’acquisizione di nuovi clienti in Facility Management e in Full Outsourcing, oltre all’incremento delle attività di system integration per i progetti di migrazione e personalizzazione. La flessione dell’EBITDA è da ricondurre agli investimenti effettuati per l’innovazione della piattaforma applicativa e tecnologica finalizzati all’avviamento dei nuovi clienti. La crescita significativa dell’utile risente delle operazioni straordinarie legate alla cessione di partecipazioni non strategiche.Per continuare a crescere e a rappresentare il punto di riferimento degli istituti bancari clienti nel processo di Trasformazione Digitale, Cedacri ha previsto un piano di investimenti di 90 Mln di euro sulla piattaforma applicativa e infrastrutturale nel triennio 2016-2018, di cui oltre un terzo già realizzati nel corso del 2016 (35,1 milioni di euro).“Nell’anno del suo quarantesimo compleanno, uno tra i più difficili della storia del sistema bancario italiano, Cedacri ha consolidato la propria posizione di leadership proseguendo con successo un percorso di crescita che l’ha portata all’acquisizione di nuovi importanti clienti. Gli ottimi risultati del 2016 confermano la realtà Cedacri player di riferimento per il mercato dell’outsourcing bancario italiano”, commenta Renato Dalla Riva, Presidente di Cedacri. “Possiamo affrontare il futuro con la consapevolezza di essere un’azienda solida che, grazie ai forti investimenti nell’innovazione, è sempre più attrattiva sul mercato anche per banche di dimensioni rilevanti. Abbiamo maturato l’esperienza e le professionalità necessarie per vincere le sfide dell’era digitale e supportare i nostri clienti in questa fase di grandi cambiamenti”.

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Perché i costi sono fondamentali negli investimenti finanziari

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

borsaLa relazione fra costo pagato e qualità del prodotto/servizio ricevuto, pur con notevoli eccezioni, è un fatto del quale ciascuno di noi ha avuto più volte esperienza diretta. In genere, un prodotto di grande qualità costa di più di un prodotto di scarsa qualità.
Si può dire la stessa cosa anche per i prodotti/servizi finanziari?
La risposta veloce è un “NO” secco e forte. Vediamo perché?
La triade: rischio-rendimento-costo. In finanza esiste un rapporto ineliminabile fra rischio e rendimento atteso (da ribadire l’aggettivo “atteso”). A maggior rendimento atteso corrisponde un aumento del rischio.
Quando sottoscriviamo un prodotto finanziario o acquistiamo uno strumento finanziario lo facciamo puntando ad un certo rendimento atteso. Per far tentare di ottenere un certo rendimento atteso dobbiamo sopportare un certo livello di rischio. Se, nel sottoscrivere un prodotto finanziario subiamo dei costi, il rendimento atteso al quale possiamo puntare, a parità di rischio, sarà necessariamente inferiore. Il costo, quindi, diminuisce direttamente la “qualità” di ciò che vogliamo “comprare” cioè un certo livello di rischio/rendimento. In pratica è come se andassimo dal fruttivendolo a comprare 10 mele e qualcuna di queste fosse già morsa dal fruttivendolo.
L’industria del risparmio gestito “giustifica” questi costi con la “favola del bravo gestore” cioè la presunta capacità di battere il mercato producendo un rendimento maggiore a quello del mercato a parità di rischio. La narrazione che propongono i venditori della finanza è più o meno la seguente: un gestore professionista che si occupa dei tuoi risparmi è in grado di tirare fuori dai mercati un rendimento maggiore di quello medio, per questo si fa pagare. Purtroppo è statisticamente dimostrato che questa presunta capacità di estrarre maggiore rendimento a parità di rischio è semplicemente una favola. A parità di rischio, mediamente, a causa dei costi, si ha un diminuzione del rendimento netto.
In sintesi, quindi, il costo nei prodotti finanziari diminuisce direttamente la “qualità” del prodotto stesso, ovvero lo scopo per il quale lo sottoscriviamo.
Questa è la ragione più diretta per la quale in finanza maggior costo non significa maggior qualità ma l’esatto opposto.
L’incidenza dei costi nel servizio di consulenza
Oltre a fare un danno diretto, come abbiamo visto, nel settore degli investimenti finanziari i costi provocano un danno ancora più grave: influenzano le informazioni che gli investitori ricevono.
I vari venditori della finanza, ovvero i promotori finanziari (che adesso si fanno chiamare “consulenti”, ma rimangono agenti di commercio a tutti gli effetti) ed i bancari che si occupano di suggerire come investire i soldi dei clienti, non sono affatto liberi di proporre ciò che è realmente nell’esclusivo interesse dei clienti. Tutte queste persone consigliano gli investitori sulla base delle informazioni che ricevono dagli stessi intermediari che li pagano. Molto spesso, quindi, non è neppure una questione di mala fede di questi venditori. Le informazioni fuorvianti (quando non proprio ingannevoli) che danno ai clienti derivano da un mix di informazioni sbagliate che loro per primi ricevono dalle banche e varie pressioni commerciali.
Proprio a causa dei costi, agli investitori vengono proposte solo i prodotti tendenzialmente più costosi o comunque quelli che in quella fase sono incentivati dagli intermediari attraverso la propria rete di vendita.
Questo fa si che, di fatto, gli investitori non ricevano una vera consulenza finanziaria basata sui propri bisogni. Al contrario, nel migliore dei casi ricevono informazioni fuorvianti, nel peggiore ricevono informazioni false ed ingannevoli.
L’assenza di una vera consulenza finanziaria implica un danno ancora maggiore rispetto al minor rendimento dovuto ai costi. Il fatto di sottoscrivere prodotti o strumenti finanziari senza una vera consulenza finanziaria ed in presenza di informazioni fuorvianti fa sì che questi prodotti vengano utilizzati male. I clienti tendono a prendere più rischi di quelli che si potrebbero permettere e quando si accorgono che le cose vanno male si spaventano anche oltre il necessario e magari vendono nei momenti peggiori.Le statistiche dimostrano che i rendimenti dei fondi comuni d’investimento sono molto superiori della media dei rendimenti effettivamente percepiti dai clienti. Questo può apparire illogico e contraddittorio, ma è la pura realtà ed è causato dal momento in cui questi fondi sono sottoscritti e riscattati. Dire che un fondo negli ultimi 3 anni ha avuto un rendimento medio annuo, mettiamo, del 5% non significa che i loro sottoscrittori abbiano avuto lo stesso rendimento. Solo l’ipotetico sottoscritto che ha sottoscritto esattamente tre anni fa ed ha mantenuto le stesse quote fino ad oggi ha ottenuto quel rendimento. In genere, però, i fondi vengono sottoscritti nel momento peggiore, quando cioè i prezzi sono molto elevati, perché quando i fondi vanno bene è più facile per i venditori convincere i clienti a sottoscriverli. Viceversa i fondi vengono abbandonati quando vanno male. Le statistiche sulle sottoscrizioni e sui riscatti dei fondi comuni sono impietose. I pochi studi che sono stati pubblicati in materia indicano che il momento in cui i clienti sottoscrivono e disinvestono i fondi comuni d’investimento diminuisce il rendimento medio, rispetto a quello del fondo, di oltre il 2% all’anno! Questo è un problema molto più grande dei costi in sé, ma indirettamente deriva dal problema dei costi del risparmio gestito.

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Mercati finanziari ‘drogati’ dalle banche centrali: la quiete prima della tempesta?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaE’ diventato sempre più difficile (sebbene non sia mai stato facile) “leggere” i mercati finanziari perché da molti anni coloro che avevano la funzione di essere i regolatori dei mercati, diciamo gli “arbitri” sono diventati gli attori principali, diciamo dei super-giocatori. Ci riferiamo, ovviamente, alle banche centrali che con i loro acquisti sui mercati di fatto manipolano i prezzi.
Uno degli effetti di questo comportamento è la diffusione, fra gli operatori, della convinzione che: “fino a quando le banche centrali acquistano, non ci saranno grandi rischi di discesa”.
Questo ha portato anche ad un notevole abbassamento delle volatilità sui mercati azionari, in particolare quello americano.
Così come, da molto tempo, diciamo che i prezzi delle obbligazioni sono certamente anomali, anzi più spesso abbiamo usato – e lo confermiamo – l’aggettivo “folli”, in maniera simile ci sembra che questo andamento del mercato azionario sia decisamente anomalo (in particolare quello USA, perché quello europeo, una buona correzione l’ha già subita).
Mentre il mercato obbligazionario è direttamente beneficiato dagli acquisti delle banche centrali, il mercato azionario – almeno fino a questo momento – è interessato solo marginalmente dagli acquisti diretti, sebbene sia fortemente influenzato indirettamente.
Il mercato azionario, però, per sua natura, è più soggetto ad oscillazioni derivanti dai classici feedback positivi che caratterizzano questo settore (in parole povere, il fatto che le persone acquistano tende a far acquistare altre persone e viceversa).
Anche in presenza di queste politiche delle banche centrali, i mercati azionari potrebbero subire forti oscillazioni, in positivo o in negativo, qualora gli operatori del mercato si convincessero, magari per qualche “catalizzatore” esterno, che i mercati in futuro prenderanno una direzione precisa.
Al momento, specie negli USA, viviamo una sorta di calma insolita. Di fatto è dal 2015 che il mercato azionario USA ha terminato una fase di grandissima espansione. Sta continuando sì a crescere, ma ad un ritmo infinitamente più basso. Dal 2015 lo S&P 500 ha attraversato una fase laterale con due episodi di piccole correzione (agosto 2015 e inizio di quest’anno), con altrettanti recuperi, ed un piccolo sprint che va da Febbraio ad oggi che l’ha portato su nuovi massimi. Sono comunque tutti movimenti che mostrano un passo molto più “stanco” rispetto alla crescita imperiosa iniziata nel 2009.
Il mercato azionario USA è particolarmente importante perché è sempre stato il mercato guida. Qualora il mercato dovesse iniziare a scendere pesantemente non v’è dubbio che anche tutti gli altri mercati azionari, chi più chi meno, inizierà a scendere.
Fare previsioni affidabili sulla direzione che prenderanno i mercati azionari è sostanzialmente impossibile. Ciò non significa, però, che sia impossibile fare qualunque tipo di analisi, anzi. Si può osservare che i mercati, come la storia, tendono a ripetersi anche se in forme sempre nuove. Esiste una certa ciclicità nei mercati ed è anche vero che – per effetto di quei feed-back positivi di cui abbiamo parlato prima – le direzioni dei mercati tendono ad avere una certa persistenza (fino a quando si esauriscono e poi invertono la tendenza). Analizzando i comportamenti passati dei mercati azionari, in particolare quello USA, noi traiamo la conclusione che un andamento così anomalo non ha grandi probabilità di continuare. L’impressione è che siamo all’inizio di una direzionalità molto più accentuata del mercato. E’ impossibile dire se questa direzionalità sarà fortemente positiva o fortemente negativa, ma è ragionevole attendersi che questa “calma” che dura da molti mesi sia destinata a sparire.
Il consiglio che ci sentiamo di dare agli investitori non esperti che dovessero avere quote di azionario non trascurabili in portafoglio è di iniziare a monitorarle con maggiore attenzione di prima. Crediamo che non siano tempi per avere azionario in portafoglio, senza un piano per il controllo del rischio ben progettato. In particolare se non si ha grande esperienza sui mercati finanziari. Sia chiaro, questo non significa che prevediamo un crollo dei mercati azionari. Potrebbe accadere anche l’esatto contrario. Ci sentiamo però di lanciare un campanello d’allarme, in particolare per gli investitori meno esperti, sul detenere quote di azionario senza avere un programma specifico di controllo del rischio, perché le analisi sui mercati finanziari dicono che una fase di accelerazione della direzionalità è decisamente probabile. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Innovazione dei servizi finanziari

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

Crazy Streets of Las VegasA Las Vegas dal 25 al 28 ottobre l’Operatore Telefonico OLO sarà presente al Money20/20, il più importante evento globale sull’innovazione dei pagamenti e dei servizi finanziari. Un altro importante evento internazionale per Ubiquity, Operatore Telefonico OLO (Other Licenced Operator) che dal 1999 gestisce i servizi mobile professionali per conto di grandi aziende. All’evento, che si terrà nel palcoscenico dorato del Venetian di Las Vegas, sono attesi oltre 10.000 partecipanti (inclusi più di 1.000 amministratori delegati), più di 3.000 aziende da 75 nazioni nel mondo con oltre 500 speaker accreditati per un programma convegnistico di livello assoluto: sarà interessante così ascoltare dalle voci di Jack Dorsey (creatore di Twitter ed ora CEO di Square), Dan Schulman (CEO di PayPal), Sridhar Ramaswamy (SVP di Google) o Deborah Liu (Head of Payments & Commerce di Facebook) quali saranno gli sviluppi futuro del mercato Mobile Finance soprattutto dal punto di vista delle innovazioni tecnologiche e di sistema.La partecipazione a questo evento internazionale si inserisce perfettamente nella nuova strategia di Ubiquity che, dopo aver conquistato la leadership italiana nella gestione di servizi mobile per large account, ha ora manifestato l’intenzione di “esportare” le proprie eccellenze su palcoscenici più ampi.E così l’azienda di Via Teodosio presenterà al pubblico americano (ed internazionale) servizi come gli SMS, E-MAIL e Push Notification utilizzati nel settore bancario, core business aziendale, quest’ultimo, che ha portato Ubiquity a essere leader nel campo del messaging in Italia.Nicola Junior Vitto, VP Marketing di Ubiquity, e Filippo Monastra, VP International Projects, saranno presenti a Las Vegas portando l’esperienza e la filosofia di Ubiquity nel campo del messaging all’interno di un contesto mondiale. “Con l’ambizioso obiettivo di espanderci a livello internazionale – afferma Nicola Junior Vitto – gli Stati Uniti non possono che essere un punto di riferimento in cui estendere la nostra offerta e cercare partner affidabili che possano supportarci in attività di system integration e supporto nel mercato Americano”.

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HomeAway, Inc.: risultati finanziari del quarto trimestre e dell’anno 2011

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2012

Image of Austin, Texas

Image via Wikipedia

Austin, Texas Oggi HomeAway, Inc. (NASDAQ: AWAY), la più grande piattaforma online del mondo dedicata agli immobili in affitto per periodi di vacanza, ha diffuso i propri risultati finanziari relativi a tutto il 2011 e al quarto trimestre 2011. “Il 2011 è stato un anno di notevoli progressi per HomeAway®, caratterizzato da solide prestazioni finanziarie, costante innovazione dei prodotti e ulteriore ottimizzazione della piattaforma”, ha spiegato Brian Sharples, amministratore delegato di HomeAway. “A partire da giugno, mese di inizio della nostra quotazione in borsa, abbiamo compiuto straordinari progressi in tema di iniziative di crescita previste, registrando ottimi risultati in termini di ricavi, EBITDA e flusso di cassa disponibile. Allo stesso tempo abbiamo ampliato la portata della nostra piattaforma online dedicata agli immobili in affitto per periodi di vacanza, fino a un totale di oltre 640mila inserzioni in più di 168 paesi del mondo. Gestire una piattaforma che offra valore agli utenti è e rimarrà sempre il nostro obiettivo principale. Il 2011 è stato caratterizzato dall’introduzione di nuovi prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, tra cui tariffe organizzate su più livelli e inserzioni suddivise per area geografica – destinate ai proprietari e ai gestori di immobili – e nuovi prodotti assicurativi – rivolti ai viaggiatori”. “Per tutto il 2012”, ha aggiunto Sharples, “continueremo a concentrarci sulle iniziative di espansione della nostra piattaforma online, distribuendo i nostri servizi ad alto valore aggiunto in modo sempre più concorrenziale e ottimizzandone ulteriormente l’efficienza. Siamo consapevoli di essere ancora ai primi passi nella costruzione della nostra azienda e siamo quindi impazienti di sfruttare la nostra attuale posizione di leader del mercato per cogliere tutte le opportunità che si presenteranno in futuro”.

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Teradata Corporation: risultati finanziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Nel primo trimestre 2011 Teradata ha ottenuto ricavi per 506 milioni di dollari, 18 punti percentuali in più del primo trimestre del 2010, ovvero 77 milioni di dollari in più rispetto ai 429 milioni di dollari registrati nello stesso periodo di riferimento, calcolato a valuta costante. Nell’area Emea Teradata ha fatto registrare nel primo trimestre 2011 ricavi per 125 milioni di dollari, una crescita a valuta costante del 15% rispetto al primo trimestre del 2010 e un utile lordo del 56%, in crescita rispetto al 53,8% del 2010. Segnali molto positivi per l’intero anno 2011: l’azienda ha rivisto al rialzo le aspettative di fatturato e stima un aumento dei ricavi compreso tra i 14 e 16 punti percentuali rispetto al 2010

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Delticon: risultati finanziari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Per Delticom (WKN 514680, ISIN DE0005146807, stock market symbol DEX), leader europeo nell’e-commerce di pneumatici, il 2010 è stato un anno di grandi successi. Come riporta il report finanziario annuale, pubblicato in data odierna, i ricavi nel corso dell’anno fiscale sono aumentati del 34,8%, raggiungendo i 419,6 milioni, mentre l’EBIT è aumentato del 60,1%, raggiungendo i 47,1 milioni di euro. Con un margine EBIT dell’11,2% la profittabilità è ancora cresciuta. L’utile per azione è cresciuto del 59,4%, raggiungendo i 2,72 euro. Come già negli anni precedenti, il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza proporranno di distribuire integralmente l’utile netto tra gli azionisti.

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I debiti finanziari dell’area dell’euro

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2010

Appare oramai chiaro come le principali fonti di instabilità  che possono innescare una crisi includono non solo gli squilibri macroeconomici, ma anche le carenze nei bilanci delle imprese e delle istituzioni finanziarie. In relazione al coinvolgimento del settore privato, infine, sono state avanzate diverse nuove proposte per ovviare ai problemi di coordinamento e informazione e al loro impatto, potenzialmente dirompente, sugli andamenti di mercato. Nessuna delle proposte avanzate, tuttavia, può offrire da sola una soluzione a tutti i problemi che hanno complicato la risoluzione della crisi nel passato più recente. Malgrado i recenti progressi nella risoluzione delle crisi, saranno probabilmente necessari ulteriori sforzi da parte della comunità internazionale per affrontare le problematiche di policy che rimangono irrisolte. Sappiamo a tale riguardo che una delle principali problematiche di policy connesse con le crisi riguarda la difficoltà di trovare il giusto equilibrio fra le tre componenti principali del processo di risoluzione delle crisi stesse. La prima componente è il risanamento interno. La seconda è il coinvolgimento del settore privato (private sector involvement), ovvero i flussi finanziari attinenti ai creditori privati. La terza riguarda i finanziamenti ufficiali, ovvero quelli erogati soprattutto dall’Ifm, dalla Banca Mondiale, dalle banche regionali di sviluppo e, in alcuni casi, dai creditori ufficiali bilaterali. In risposta a tali sfide, la comunità ufficiale internazionale, e soprattutto l’Ifm, sottopone ad un continuo riesame la propria esperienza nella gestione delle crisi, sulla base di rapporti sia interni che esterni. L’independent evolution office, istituito dall’Fmi perr favorire valutazioni  obiettive e indipendenti sulle questioni attinenti la propria attività, potrà essere chiamato a svolgere un ruolo sempre più importante in questo processo di revisione.

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Cisco: risultati finanziari

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Fatturato netto Q1 11: $10,75  miliardi (incremento del 19% anno su anno)
Utile netto Q1 11: $1,9 miliardi GAAP; $2,4 miliardi non-GAAP
Utili per azione Q1 10:  $0,34 GAAP (incremento del 13 % anno su anno); $0,42 non-GAAP (incremento del 17% anno su anno)
Cisco®, leader mondiale nella fornitura di soluzioni di rete che trasformano il modo in cui le persone comunicano e collaborano, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2011, conclusosi il 30 ottobre scorso. Il fatturato è stato pari a 10,75 miliardi di dollari, l’utile netto su base GAAP è stato pari a 1,9 miliardi di dollari o 0,34 dollari per azione, l’utile netto su base non-GAAP è stato pari a 2,4 miliardi di dollari o 0,42 dollari per azione.  Nel commentare l’andamento del trimestre, John Chambers, Presidente e CEO di Cisco ha dichiarato: “Cisco ha annunciato positivi risultati finanziari in un contesto economico non facile. Se è vero che in alcune aree di business gli investimenti sono stati più moderati, i risultati ottenuti nei settori di competenza confermano il successo e la forza della nostra strategia. Il nostro posizionamento sul mercato, caratterizzato da un’innovazione costante, da un dinamico market share e dall’eccellenza operativa,ci dà garanzia di crescita e flessibilità anche in futuro in quanto rafforziamo il nostro ruolo di partner di fiducia per i nostri clienti”

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Infinera: risultati finanziari

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Infinera Corporation (Nasdaq: INFN), produttore di infrastrutture per le reti ottiche ad alta velocità, ha annunciato oggi i risultati finanziari del secondo trimestre, conclusosi il 25 settembre 2010. Il fatturato GAAP per il trimestre ha superato i 130 milioni di dollari, contro i 111,4 milioni del secondo trimestre 2010 e gli 83,4 milioni del terzo trimestre 2009, con una crescita anno su anno pari al 56%. Il margine lordo GAAP per il trimestre è stato del 50%, in confronto al 42% del secondo trimestre 2010 e al 33% del terzo trimestre 2009. L’utile netto per il trimestre è stato di 4,4 milioni di dollari, in confronto ai 9,6 milioni di dollari di perdita nel secondo trimestre 2010 e ai 16,5 milioni di dollari di perdita nel terzo trimestre 2009.

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Quale futuro per i derivati finanziari?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Milano, giovedì 11 novembre 2010 alle ore 17.00, dibattito presso la sede della Borsa Italiana S.p.A. – Palazzo Mezzanotte, Piazza Affari 6 – Sala Blu 70, in occasione della presentazione del volume edito da Giuffrè Editore, “I contratti derivati” di Emilio Girino, partner dello studio Ghidini Girino & Associati di Milano e Docente del Dipartimento Finance del Centro Universitario di Organizzazione Aziendale – CUOA ad Altavilla Vicentina (Vi). Oltre all’autore, interverranno all’incontro, moderato da Stefano Righi – Corriere della Sera, Giorgio De Nova – Ordinario del Diritto Civile dell’Università degli Studi di Milano, Eugenio Fusco – Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano, Marco Onado – Docente Universitario Bocconi, Giuseppe B. Portale – Ordinario di Diritto Commerciale dell’Università Cattolica di Milano, Giovanni Portioli – Responsabile dell’Ufficio Insider Trading Consob (Divisione Mercati) ed Emanuele Rimini – Ordinario di diritto commerciale dell’Università degli Studi di Milano.

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Extreme Networks: risultati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Extreme Networks Inc. (Nasdaq: EXTR) ha reso noti i risultati finanziari relativi al quarto trimestre e all’intero esercizio 2010, chiusosi il 27 giugno 2010. Nel trimestre in esame il fatturato è stato pari a 85,5 milioni di dollari, in linea con le previsioni della Società, in aumento rispetto sia al trimestre precedente, che aveva registrato 78,2 milioni di dollari, che allo stesso periodo dell’esercizio 2009, durante il quale aveva totalizzato 81,3 milioni di dollari.  Nel quarto trimestre dell’esercizio 2010 l’utile operativo non-GAAP si è assestato a 5,6 milioni di dollari, pari al 6,6% del fatturato netto, in crescita del 17% rispetto ai 4,8 milioni di dollari (equivalenti al 6,2% del fatturato netto) registrati nel trimestre precedente, e in salita addirittura dell’84% rispetto ai 3,1 milioni di dollari, o 3,8% del fatturato netto, totalizzati durante lo stesso trimestre dell’esercizio 2009. Inoltre nel periodo in esame l’utile netto non-GAAP è stato pari a 6,3 milioni di dollari ovvero 0,07 dollari per azione diluita rispetto ai 5,5 milioni (0,06 dollari per azione diluita) del terzo trimestre 2010, e ai 2,3 milioni di dollari (0,03 dollari per azione diluita) dello stesso periodo dello scorso anno. I risultati finanziari non-GAAP escludono l’impatto dei compensi di natura azionaria e dei costi di ristrutturazione. L’utile operativo su base GAAP è stato pari a 2,8 milioni di dollari, in leggero calo rispetto ai 3 milioni di dollari del trimestre precedente ma in crescita nei confronti degli 1,7 milioni di dollari registrati nello stesso trimestre dell’esercizio 2009. L’utile netto GAAP relativo al quarto trimestre 2010 ha raggiunto i 3,4 milioni di dollari, o 0,04 dollari per azione diluita, incluse spese di ristrutturazione pari a 0,2 milioni di dollari, costi per circa 1,7 milioni di dollari inerenti compensi di natura azionaria e costi pari a 1 milione di dollari per la composizione di cause che coinvolgono brevetti. Questo dato va raffrontato a un utile netto su base GAAP pari a 3,7 milioni di dollari, o 0,04 dollari per azione diluita, registrato nel trimestre precedente e a un utile netto di 0,9 milioni di dollari, o 0,01 dollari per azione diluita, riportato nel quarto trimestre dell’esercizio 2009.  Per il primo trimestre dell’esercizio 2011 che si concluderà il prossimo 26 settembre, Extreme Networks prevede un fatturato netto compreso fra 81 e 84 milioni di dollari; il margine lordo è previsto assestarsi sul 57-59%; l’utile operativo non-GAAP dovrebbe raggiungere i 3,5-6,0 milioni di dollari e l’utile netto non-GAAP è atteso fra i 0,04 e i 0,06 dollari per azione diluita.
Extreme Networks produce infrastrutture di rete Ethernet convergenti che supportano il traffico voce, dati e video di aziende e service provider. Le soluzioni per la commutazione di rete si distinguono per eccezionali livelli di performance, disponibilità e scalabilità che consentono alle aziende di superare le sfide più difficili e cogliere le opportunità più interessanti nel mondo delle comunicazioni. Presente in oltre 50 Paesi, Extreme Networks fornisce soluzioni per reti LAN protette wireless e cablate, infrastrutture per data center e trasporto Ethernet per service provider, integrate da servizi di assistenza e supporto globale su base 24×7. Per maggiori informazioni è possibile visitare l’indirizzo http://www.extremenetworks.com.

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McAfee, Inc. risultati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

McAfee, Inc. (NYSE:MFE) ha annunciato i risultati finanziari per il secondo trimestre dell’anno conclusosi il 30 giugno 2010.  Sommario dei risultati del secondo trimestre 2010:
Il fatturato GAAP e non-GAAP è ammontato rispettivamente a 489 e 495 milioni di dollari. Il fatturato non-GAAP rappresenta un secondo trimestre da record con un incremento del 6% anno su anno.
Il fatturato differito ha raggiunto un secondo trimestre record con 1,4 miliardi di dollari pari ad una crescita del 5% anno su anno Il flusso di cassa derivante dalle operazioni ha raggiunto i 134 milioni di dollari, un aumento del 152% anno su anno, portando il totale di liquidità e titoli negoziabili a 804 milioni di dollari alla fine del trimestre Le fluttuazioni di valuta hanno avuto impatto negativo sul fatturato per 12 milioni di dollari trimestre su trimestre e di 5 milioni di dollari anno su anno. Le fluttuazioni di valuta hanno avuto impatto negativo sul fatturato differito per 46 milioni di dollari trimestre su trimestre e di 66 milioni di dollari anno su anno
Gli utili GAAP e non-GAAP per azione diluita sono ammontati rispettivamente a 0,25 e 0,63 dollari. L’utile netto non-GAAP per azione diluita ha raggiunto un record per il secondo trimestre ed è aumentato del 5% anno su anno.

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Crisi commercio

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Il ridimensionamento dei redditi familiari dovuto alla disoccupazione crescente ed alle disponibilità economiche inferiori per i dipendenti posti in cassa integrazione ed in mobilità, crea una spirale perversa tra calo dei consumi ed aumento del numero delle famiglie spinte verso la fascia di povertà. Per la prima volta il calo dei consumi colpisce anche i beni alimentari, chiaro segno della gravità del momento economico del Paese, che registra il 5% di calo del Pil, e l’aumento esponenziale dell’uso degli ammortizzatori sociali, chiaro indicatore di un tessuto produttivo gravemente in crisi. Il Governo – continua Giordano – anziché affermare, non si sa in base a quale calcolo o teoria economica, che il calo dei consumi è compensato dal basso tasso di inflazione, farebbe bene, per rilanciare occupazione e consumi, a varare provvedimenti che detassino il lavoro dipendente, equiparino la tassazione sulle rendite finanziarie ai livelli europei e varino la “cantierizzazione” immediata di opere pubbliche capaci di essere volano di sviluppo occupazionale e produttivo.Le Banche, devono fare la loro parte, secondo Adiconsum, magari distribuendo meno gli enormi dividendi accumulati anche in questo periodo di crisi, e investendoli, dando credito accessibile ad aziende e famiglie e non in prodotti finanziari speculativi.

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Riforma sanitaria Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

“Sono convinto che tutti questi soldi hanno una profonda influenza”. Parla il dottor Quentin Young, direttore del Physicians  for a National Health Program, un gruppo che sta spingendo per un sistema sanitario single payer in cui il governo pagherebbe tutte le spese di sanità. In effetti, ciò che avviene in Europa e Canada. L’influenza dei soldi si riferiva ai contributi finanziari che il senatore Max Baucus, democratico del Montana, ha ricevuto dalle aziende assicurative. Baucus, il presidente della commissione finanza al Senato, ha appena annunciato la bozza del nuovo piano sanitario. In grande misura si tratta di un programma che farebbe piacere agli interessi corporativi anche se include qualche osso per i cittadini.Quanto ha ricevuto Baucus dalle aziende assicurative? Fra il 2003 e il 2008 il senatore del Montana ha ottenuto 3,4 milioni di dollari, ossia il 25% di tutti i suoi contributi ricevuti. Una cifra significativa dato che il Montana è uno Stato con una popolazione molto bassa dove le aziende possono avere molta più influenza di quelli con milioni di cittadini. Un voto al Senato vale un voto non importa se viene dalla California (36 milioni di abitanti) o dal Montana (meno di un milione). Un altro membro della commissione finanza ha anche lui ricevuto somme considerevoli da aziende assicurative. Il senatore Charles Grassley, repubblicano dell’Iowa, un altro Stato con popolazione molto bassa, ha anche lui ricevuto 2,3 milioni di dollari, ossia il 23% di tutti i contributi ricevuti. Ovviamente è difficile provare che questi contributi avranno influito sulla bozza del disegno di legge. Grassley si è disassociato dal programma di Baucus riflettendo in  tal modo lo status quo che certamente non sarebbe opposto dalle compagnie di assicurazioni. Ma il vantaggio principale per le compagnie di assicurazione privata nel piano di Baucus sarebbe l’obbligazione di tutti i cittadini di comprare una polizza assicurativa. Si tratta di 30 milioni di nuovi clienti. Per coloro che non potrebbero pagare il costo totale il governo fornirebbe sussidi. I datori di lavoro con più di 50 impiegati che non offrono assicurazione sarebbero obbligati a rimborsare il governo di una parte del sussidio. Fino ad ora sembra che i repubblicani al Senato si opporranno alla riforma sanitaria. L’unica eccezione potrebbe essere Olympia Snowe, repubblicana del Maine, la quale supporterebbe il piano di Baucus se diventerà meno costoso e non aumenterà il deficit. Se Nancy Pelosi, presidente della Camera e Harry Reid, presidente del Senato, insistono che la scelta sarà fra nessun cambiamento e un sistema sanitario progressista, i “blue dogs” saranno costretti ad approvarlo. Si tratta di una riforma sanitaria non ideale ma che si avvicina al sistema usato in Canada ed in Europa. Se i “blue dogs” diserteranno il loro partito commetteranno il suicidio politico che avrebbe serie conseguenze anche per il resto del mandato di Obama.(Domenico Maceri in sintesi)
Domenico Maceri PhD della Università della California a Santa Barbara, è docente di lingue a Allan Hancock College, Santa Maria, California, USA.  I suoi contributi sono stati pubblicati da molti giornali ed alcuni hanno vinto premi dalla  National Association of HispanicPublications.

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Bombardier. Risultati finanziari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Montreal, Quebec Saranno resi noti mercoledì 2 settembre i risultati finanziari di Bombardier Inc. per il secondo trimestre chiuso al 31 luglio 2009. Pierre Beaudoin, Presidente e Amministratore Delegato Bombardier Inc., Guy C. Hachey, Presidente e Direttore delle operazioni Bombardier Aerospace, Andre Navarri, Presidente e Direttore delle operazioni Bombardier Transportation e Pierre Alary, Vicepresidente Senior e Direttore Finanziario Bombardier Inc., terranno una teleconferenza per investitori e analisi finanziari per illustrare i risultati finanziari del secondo trimestre.

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