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Posts Tagged ‘finanzieri’

E’ nato il Sibas-Finanzieri

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Il SIBAS-Finanzieri [Sindacato di Base del Comparto Sicurezza – Finanzieri] è il primo sindacato di base del Comparto Sicurezza. Dotato di un’organizzazione orizzontale e non verticistica, si propone di non trasformarsi mai in una “struttura di potere”, né di diventare un piedistallo per favorire carriere individuali.Il SIBAS è contrario al sindacalismo di professione, perché si deve fare il finanziere per conoscere a fondo le esigenze del finanziere. Il SIBAS non è una corporazione, intende al contrario superare l’atavica “separatezza” degli apparati militari: vuole costruire ponti verso la società civile e non scavare fossati. Il sindacato è, infatti, per sua natura, un soggetto capace di coniugare gli interessi particolari della categoria che rappresenta con quelli generali dell’intera collettività. Il SIBAS dialogherà perciò col mondo del lavoro e con le confederazioni sindacali. Il SIBAS affermerà e difenderà i diritti civili e sociali dei finanzieri e contribuirà all’efficienza della Guardia di Finanza, nell’interesse della società.Per il SIBAS-Finanzieri la giustizia tributaria è il fondamento della democrazia. Secondo la Costituzione italiana, «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva». Per questo va combattuta la piaga dell’evasione fiscale.Per il SIBAS la sicurezza va intesa come “bene comune”, al pari della sanità, al pari dell’educazione, al pari degli altri beni che sono appannaggio di tutti.Per il SIBAS la parola d’ordine è “patriottismo costituzionale”, perché è doveroso preservare e coltivare i principi della nostra preziosa carta fondamentale, perché è necessario far maturare e consolidare una coscienza professionale democratica e costituzionale negli appartenenti alle forze di polizia.

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Reddito di Cittadinanza: 100 nuovi Ispettori alla Guardia di Finanza

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Roma – “Incrementeremo di 100 unità il ruolo degli Ispettori della Guardia di Finanza, al fine di potenziare le attività di monitoraggio e controllo legate all’attuazione del Reddito di Cittadinanza. Come  è noto, il Governo intende garantire il rispetto di tutte le disposizioni contenute ed il contrasto ad ogni forma di abuso. Dimostreremo, anche attraverso questa nuova previsione normativa, che il Reddito di Cittadinanza ha l’obiettivo di reinserire le persone nel mondo del lavoro, e non lasciarle sul divano, come invece qualcuno ama raccontare”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, annuncia il deposito dell’emendamento al Disegno di Legge di Conversione del Decreto Legge su Reddito di Cittadinanza e Pensioni.

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Militari e forze dell’ordine alzano la testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Roma . Per la prima volta  ieri mattina alle 11,30 davanti al comando generale dei carabinieri in viale Romania e al Ministero della difesa sono scesi in piazza insieme militari e forze dell’ordine.
Non accadeva dagli anni ’70, quando i militari scesero nelle piazze italiane per protestare contro le  loro condizioni di vita e di lavoro. Ora accade di nuovo. Ma tutti insieme: poliziotti, militari,  carabinieri, finanzieri, agenti della polizia penitenziaria, riuniti sotto la sigla del Psd, il Partito  Sicurezza e Difesa, un movimento politico fondato un anno fa da un ex ufficiale dei carabinieri,  Giorgio Carta, oggi avvocato, e da un ex elicotterista della Marina militare, Giuseppe  Paradiso. Alla manifestazione romana, darà il suo appoggio anche il sindacato di polizia Coisp, il  Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, che si batte da sempre per la  tutela dei poliziotti portando in giro per l’Italia le sagome con il poliziotto pugnalato. Hanno organizzato una protesta per difendere la costituzione. “Vogliamo risvegliare le coscienze di politici – dichiara Carta – stampa e cittadini sono abituati a  celebrare i militari solo quando fanno rientro in Italia nelle bare avvolte dal tricolore”. “Per farle  capire lo stato di prostrazione e di malessere in cui vivono i militari italiani, le posso dire che a un  militare volontario dell’esercito impegnato in Afghanistan hanno dato sette giorni di consegna di rigore solo perché la sua branda non era in disordine. L’equivalente agli arresti domiciliari per civili, un provvedimento che quasi sicuramente gli rovinerà le note caratteristiche e gli avanzamenti di carriera”. “L’obbedienza ci deve essere – osserva Giuseppe Paradiso – ma il militare non può rinunciare  alla propria dignità e non può rinunciare a quei diritti riconosciuti nei primi articoli della Costituzione Italiana: dignità, uguaglianza e libertà”.

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Aquila: infiltrazioni camorristiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone appartenenti al clan dei Casalesi ree di aver tentato di mettere le mani su alcuni appalti per la ricostruzione dell’Aquila. L’operazione denominata “untouchable” è scattata a seguito di un lungo periodo di intercettazioni dalle quali è emerso con chiarezza come gli arrestati disponessero l’invio di denaro necessario a finanziare le imprese che venivano poi costituite all’Aquila per loro conto, e attraverso le quali si aggiudicavano i lavori per la ricostruzione. “Posso dire con molta franchezza – ha detto Concetta Alfieri, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti – che stiamo parlando di una non notizia visto che da tempo si sapeva delle infiltrazioni della camorra nella ricostruzione aquilana. Grazie al lavoro svolto dai finanzieri, però, ora il problema sta venendo a galla in tutta la sua gravità, abbiamo i primi arrestati e stanno emergendo anche pesanti coinvolgimenti di costruttori aquilani che hanno fatto affari con persone appartenenti al clan dei Casalesi.” L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha visto impegnati circa 500 militari e ha portato al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro. “Senza intercettazioni – ha proseguito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – l’operazione messa in atto con successo della Guardia di Finanza non sarebbe stata possibile. Mi auguro che questa vicenda possa essere di monito per il governo che sta cercando caparbiamente di far approvare da tempo il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, per limitarle e circoscriverle nel tempo e nei modi. Questa è la riprova della loro importanza e di quanto esse siano determinati ai fine delle indagini messe in atto dalle forze di polizia”.

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