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Roma: stop agli sfratti delle associazioni assegnatarie di spazi del Comune

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

corte dei contiRoma. “La sentenza della Corte dei Conti n. 77/2017, che assolve i dirigenti comunali che non avevano sfrattato le associazioni assegnatarie di spazi del Comune di Roma per fini sociali, obbliga l’amministrazione ad uno stop immediato degli sfratti. La giustizia sta aiutando a fare chiarezza, ma è necessario che la parola torni al Consiglio Comunale e all’amministrazione capitolina. Sono mesi che assistiamo al teatrino delle responsabilità. Ora che la Corte dei Conti si è pronunciata, Roma Capitale non si defili ancora una volta dalle sue responsabilità: si dica stop agli sfratti e si ricominci da capo con un percorso che coinvolga associazioni e mondo del Terzo settore” lo dichiarano in una nota Erica Battaglia e Riccardo Corbucci, coordinatori dei forum “Sociale” e “Legalità” del Partito Democratico di Roma.
“La sentenza spiega chiaramente come i locali individuati e destinati comunque a usi di pubblica utilità sociale e culturale non li rendeva utilizzabili e sfruttabili alla stregua di locali da affittare sul libero mercato, perché rientranti tra quelli per i quali era prevista, dai regolamenti comunali n. 5625/1983, 26/1995 e 202/1996, una utilizzazione a prezzo ridotto e agevolato per le loro finalità” spiegano i democratici. “Ne consegue che la scadenza del termine, senza che fosse intervenuta la concessione definitiva o senza che la stessa fosse stata rinnovata, non poteva di per se cambiare la natura del bene e la sua utilizzabilità alle stesse condizioni agevolate attuate con il provvedimento originario, con conseguente impossibilità di praticare automaticamente, per esso, un prezzo di mercato” continuano Battaglia e Corbucci. “La sentenza sostiene che sarebbe alquanto singolare che l’inosservanza da parte del Comune del rispetto del termine per la conclusione o per il rinnovo del procedimento concessorio, possa persino risolversi in un pregiudizio per la parte che lo subisce” concludono Corbucci e Battaglia. “In sostanza, quindi, dal silenzio dell’amministrazione non può automaticamente derivare la risoluzione del rapporto, in quanto ciò contrasterebbe con l’art. 20 della legge n. 241/1990 di rango superiore rispetto ai regolamenti, che qualifica appunto il silenzio dell’Amministrazione come silenzio assenso”.

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Torino: immobili destinati a fini sociali e culturali

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2015

La Città metropolitana di Torino ha escluso dal Piano di alienazioni alcuni immobili che verranno destinati a fini sociali e culturali. Lo ha annunciato il consigliere delegato al patrimonio Mauro Carena a margine del seminario che si è tenuto oggi presso l’Auditorium della Città metropolitana di Torino dedicato alla valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare e ai nuovi strumenti finanziari disponibili.
Fra gli immobili esclusi dal Piano di alienazioni vi è la scuola della frazione Cudine di Corio, simbolo della lotta partigiana e sede dell’Ecomuseo minerario di Balangero e Corio e del museo etnografico. Inaugurata nel 1973 e di proprietà dell’Anpi, è stata utilizzata per cinque anni a uso scolastico. In seguito l’edificio è stato donato alla Provincia di Torino con i vincoli giuridici e morali per poter dare continuità all’opera di memoria fortemente sentita in tutta la zona. Per il suo inserimento in un percorso museale sono stati attivati accordi con associazioni locali e con la RSA, la società incaricata del risanamento e lo sviluppo ambientale dell’ex miniera di amianto di Balangero. Oltre alla scuola, esclusi anche due alloggi di corso Gramsci ad Avigliana e uno in corso Arimondi a Torino. “Dopo un’attenta analisi della situazione – ha dichiarato Carena – è stato deciso di intervenire su alcune scelte, in particolare dove sono emerse esigenze sociali, con la conseguente esclusione dall’elenco degli immobili inizialmente destinati alla vendita. La Città metropolitana è attenta ai fini etici e sociali cui il nostro ente deve far riferimento per impostare la sua azione, non solo a livello di principi ma anche nell’operare quotidianamente in modo concreto”.Il seminario sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare, a cui ha preso parte il sindaco metropolitano Piero Fassino, è nato come approfondimento, nella logica di sostegno e sviluppo della aree omogenee della Città metropolitana e dei Comuni che ne fanno parte, di una mozione approvata a maggio dal Consiglio metropolitano e promossa dal consigliere Andrea Tronzano.Obiettivo dell’incontro, rivolto agli amministratori pubblici è affrontare la gestione del patrimonio immobiliare, tema sempre più determinante per i Comuni e per tutti gli enti pubblici che vivono una situazione di forte difficoltà finanziaria, con approcci innovativi: fra questi vi è la “gestione attiva del patrimonio”, vista non solo come strumento di risanamento dei bilanci ma come motore di sviluppo locale, anche grazie a nuovi strumenti finanziari mirati agli enti locali.

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