Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘fiom’

Contratto metalmeccanici

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

fiomIl 22 luglio è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo tra Confimi impresa Meccanica e FIM – CISL, UILM –UIL per il rinnovo del CCNL della piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica.“Il confronto negoziale tra le nostre Organizzazioni – evidenzia Riccardo Chini Presidente di Confimi Impresa Meccanica – è stato trasparente e costruttivo.La FIOM – CGIL è stata invitata a partecipare al tavolo negoziale ed ha deciso di non rispondere ai nostri inviti, come altrettanto liberamente ha deciso di sedersi al tavolo con altre Organizzazioni datoriali. Non è la sola presenza della FIOM che definisce l’esistenza di un tavolo negoziale; nel caso, si tratterebbe di un monologo teatrale.Invitiamo la FIOM ad evitare affermazioni denigratorie e comunque arbitrarie sulla consistenza di altre Organizzazioni, affermazioni peraltro similari a quelle usate da altri nei suoi confronti, per definire la consistenza della partecipazione dei lavoratori alle sue iniziative di sciopero.Il rispetto reciproco delle Istituzioni associative è alla base del dialogo tra le Parti Sociali, la FIOM non può invocare principi di democrazia interna e trasparenza e allo stesso tempo tradirli non rendendo partecipi i lavoratori della scelta di non confrontarsi con la nostra Organizzazione e motivando successivamente la decisione verticistica con futili argomentazioni.Noi siamo e saremo sempre fautori del confronto sul merito delle questioni che interessano veramente le Parti sociali, come il valore del lavoro, dell’impresa e dello sviluppo civile ed economico della società.
Conoscevamo una FIOM differente, le auguriamo di ritrovarsi nei suoi valori e nella sua storia.”

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L’Usb accoglie Bellavita e molti ex dirigenti Cgil

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2016

“Scusate il ritardo”: così Sergio Bellavita, ex componente del direttivo confederale Cgil, ha salutato l’assemblea nazionale che questa mattina a Roma ha sancito l’ingresso nell’USB di numerosi dirigenti, quadri, eletti RSU provenienti da diverse organizzazioni della Cgil. Molti gli ex rappresentanti Fiom, fra cui i delegati alla FCA (ex Fiat) degli stabilimenti di Melfi, Termoli, Mirafiori e della Sevel.“Un nuovo inizio”, il significativo titolo dell’assemblea, in cui sono state approfondite le ragioni della non facile scelta, riassunte in un documento conclusivo: “La Cgil ci ha dichiarati incompatibili Ebbene sì! Siamo incompatibili con chi colpisce i suoi delegati e le sue delegate che lottano nei luoghi di lavoro! Siamo incompatibili con una Fiom che espelle i suoi delegati più combattivi in Fca esponendoli alla rappresaglia di Marchionne! Siamo incompatibili con un sindacato che non è in grado di schierarsi contro il progetto renziano di attacco e riscrittura della Costituzione! Siamo incompatibili con una Cgil che consente passiva e complice la liquidazione del modello sociale!”. Dunque, incompatibili ma non vinti, e pronti a contribuire al percorso per il rafforzamento del sindacato generale “di classe, democratico e conflittuale”, di cui oggi “c’è sempre più bisogno”.Con queste nuove adesioni, l’USB diverrà il primo sindacato di base nel Gruppo FCA. Ma sono anche numerosi gli esponenti di altre organizzazioni della CGIL (FP, FILCTEM, FLC, SPI) che entrano, o si accingono ad entrare, nell’USB.“Pensiamo che l’USB possa esser quella casa comune per tutti e tutte coloro che non si rassegnano al sindacalismo complice ed alle sue pratiche di peggioramento della condizione dei lavoratori. Si avvia un processo – ha detto Bellavita in assemblea – e noi vogliamo essere un esempio per tanti altri”.“Questo progetto deve divenire maggioranza nel Paese – ha dichiarato Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo confederale USB – con la nascita dell’USB abbiamo scelto di uscire dalla nostra singolarità e con l’ultimo congresso abbiamo deciso di superare l’esperienza del sindacato di base, per dare vita ad un sindacato generale e confederale, un sindacato di massa e di classe, che comprenda anche quella confederalità sociale che intercetti nei territori anche i soggetti della precarietà, del non lavoro e di chi lotta per il diritto all’abitare”.“Sulla nostra nuova piattaforma, che rivendica lavoro e stato sociale, e per cacciare il Governo Renzi, che sta distruggendo la nostra Costituzione, proclameremo lo sciopero generale il prossimo autunno a ridosso del referendum costituzionale”, ha concluso Leonardi.

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La Cgil cambia pelle?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

landini-300x198Roma L’Unione Sindacale di Base parteciperà all’Assemblea indetta a Roma l’11 giugno prossimo da Sergio Bellavita e numerosi altri ex Cgil, che si terrà dalle ore 10.00 presso il Centro Congressi Cavour. L’involuzione politica e la trasformazione genetica della Cgil è ormai arrivata al punto di non ritorno e la necessità di uniformarsi alle politiche di Confindustria, Governo, Cisl e Uil sta portando la Camusso e la Fiom ad una “pulizia etnica” senza precedenti. Ridotte le “differenze” tra Confederazione e Fiom, attraverso un accordo di potere le cui conseguenze e condizioni stiamo scoprendo giorno dopo giorno; azzerata di fatto l’opposizione interna al Congresso; messo alla porta Sergio Bellavita, storico leader dell’area di opposizione “Il sindacato è un’altra cosa”; condotta una durissima battaglia interna contro le RSA Fiom della FCA (Fiat) attraverso una delegittimazione politica senza precedenti, Camusso e Landini hanno ormai cambiando del tutto la pelle della Cgil. E’ quindi naturale e scontato che coloro i quali in questi anni hanno ritenuto possibile costruire un’opposizione in Cgil, ed in tal senso hanno lavorato, si ritrovino oggi a riconsiderare la loro collocazione sindacale per continuare a lottare per la costruzione di un vero sindacato conflittuale, di massa e di classe.
Dopo l’uscita dalla Cgil di Giorgio Cremaschi solo un anno fa e l’entrata progressiva in USB di un numero sempre maggiore di iscritti, delegati e sindacalisti precedentemente militanti in quella organizzazione – primi fra tutti Maurizio Scarpa, già vicepresidente del Direttivo nazionale Cgil e Franca Peroni, già componente la segreteria nazionale della Funzione Pubblica – la scelta di Sergio Bellavita e di tanti altri rappresentanti e delegati dell’Area di opposizione “Il sindacato è un’altra cosa” di lasciare la Cgil rappresenta ora un fatto politico e sindacale importante, che prelude una ancor più accentuata crisi di rappresentanza della Cgil.
Ma ancor più importante ed urgente è il rafforzamento di una alternativa sindacale credibile, coerente e democratica, che rivaluti complessivamente il rapporto tra sindacato e lavoratori ed avvii un processo di ricostruzione del sindacato e del conflitto sociale in questo Paese.

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Scioperi e lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

massimiliano_dona6Per il segretario della Fiom, Maurizio Landini, la proposta che ad indire uno sciopero sia il 50% più uno dei lavoratori va contro la nostra Costituzione. “Giusto! Ha ragione. Bastano due persone per avere un’astensione collettiva dal lavoro. La legge può regolare lo sciopero, non impedirlo. Il punto vero è il mancato rispetto della legge attuale, la 146/90: i mancati preavvisi ai consumatori, i finti annunci di scioperi poi revocati, gli scioperi bianchi, le finte assemblee” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Chiediamo al Parlamento di rivedere le sanzioni pecuniarie, che ormai non rappresentano più un efficace deterrente” ha proseguito Dona. L’UNC ricorda che attualmente quella massima va da 2.500 a 50.000 euro. “Proponiamo anche nuove procedure di raffreddamento e di conciliazione nelle quali siano coinvolte anche le associazioni di consumatori e l’introduzione di forme alternative di protesta, come lo sciopero del biglietto e gli scioperi virtuali. In questi ultimi anni, infatti, per avere maggiore visibilità mediatica si è violata la legge avendo come obiettivo principale non quello di danneggiare economicamente il datore di lavoro, come dovrebbe essere, ma il consumatore. Questo è inaccettabile ed è questo che va punito più severamente” ha concluso Dona.

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“Nei panni degli operai”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Roma 18 luglio alle 20.30 Palco della libreria “L’Eternauta” Festa dell’Unità 2011 Terme di Caracalla presentazione editoriale di “Nei panni degli operai”, il libro scritto dal giornalista dell’Unità, Massimo Franchi, ed edito da “Fuori onda”, che sarà in libreria dal prossimo 3 agosto. Intervengono insieme all’autore, l’ex Ministro del lavoro, Cesare Damiano, e la responsabile nazionale organizzazione della Fiom, Francesca Re David. Prefazione di Gad Lerner Intervengono insieme all’autore e giornalista dell’Unità, Massimo Franchi, l’ex Ministro del lavoro, Cesare Damiano, e la responsabile nazionale organizzazione della Fiom-Cigl, Francesca Re David
La storia del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini raccontata attraverso le lotte condotte negli anni al fianco dei lavoratori. Le sfide, le vittorie e le sconfitte. La storia dell’uomo che il 16 ottobre 2010 ha portato a piazza San Giovanni un milione di persone, non solo operai, per difendere il contratto nazionale. L’uomo che sta mettendo in difficoltà il “più grande manager della storia della Fiat e dell’Italia”, Sergio Marchionne. Perché adesso, la denuncia del ricatto da parte dei metalmeccanici della Cgil da voce «isolata e retrograda» è diventata un coro che ha attraversato l’Italia, spaccandola in due, dalle urne di Pomigliano e Mirafiori ai grandi dibattiti su giornali e televisioni. E a guidare questa lotta c’è il cinquantenne Maurizio Landini, l’alter ego di Marchionne. Un sindacalista che guadagna 2300 euro al mese, circa un centesimo del manager Fiat. Non ha un briciolo dei suoi 150 milioni in stock options, al posto dei maglioni di cachemire indossa magliette della salute. Un uomo che a sedici anni ha dovuto lasciare la scuola per la fabbrica: nove anni da saldatore nella provincia reggiana, terra di cocciuti e di grandi sindacalisti nell’Emilia rossa degli ex comunisti pragmatici. Finito suo malgrado sotto i riflettori, Landini ora è convinto di batterlo. Per ridare speranza e dignità ai lavoratori e alla sinistra in Italia. Partendo da un concetto molto semplice: “Mettersi nei panni degli operai, per vedere il mondo dalla parte dei più deboli e costruire una società più giusta”. Alleandosi con gli studenti e sfatando il mito che vuole il suo sindacato come “quello che dice sempre no”. Una figura complessa di leader sindacale quella di Landini. Assieme moderna e contemporaneamente legata alle radici storiche della lotta operaia.
Massimo Franchi è nato a Bologna il 5 dicembre 1975. Giornalista professionista dal 2003, ha lavorato a «La Repubblica » di Bologna e poi a «L’Unità». Cronista sportivo, ha seguito i principali avvenimenti da Calciopoli ai Mondiali di pallavolo. Nel 2007 ha pubblicato insieme a Barbara Liverzani un libro sui mondiali di nuoto Roma 2009 Sulla cresta dell’onda (Riccardo Viola Editore). Dal 2008 si occupa di cronaca sindacale, inviato a Pomigliano e Atessa. Ha un blog sul sito de «L’Unità» che si chiama Bartali.
Fuori onda nasce dall’esperienza quindicennale di Limina Edizioni. Una nuova casa editrice,nata per dare voce a fatti e misfatti dell’Italia di oggi, di cui solo si sussurra, per tacito assenso o compiacenza. Un modo per capire e analizzare le contraddizioni della società in cui viviamo.

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Per i 110 anni della Fiom-Cgil

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

A Bologna, si stanno celebrando i 110 anni della Fiom. L’Italia dei valori è stata presente sin dall’apertura della manifestazione e continuerà a esserlo per tutti i tre giorni della festa fino al dibattito di domani sera sul tema “Politica e rappresentanza del lavoro” a cui parteciperò io stesso.
La Fiom è passata per un secolo e un decennio di sconvolgimenti storici e trasformazioni sociali ed economiche: due guerre mondiali, il fascismo, la ricostruzione, gli anni del boom e poi quelli della crisi, la prima repubblica e quello che è venuto dopo. Se con i decenni la Fiom fosse diventata un glorioso monumento sarebbe degna di rispetto ma ben poco interessante per chi, come noi, lavora per cambiare e rinnovare profondamente il nostro Paese. Ma non è affatto così. Uno può pensare quello che vuole delle sue battaglie, manessuno può negare che la Fiom continui a svolgere un ruolo centralissimo nel mondo del lavoro, nei conflitti sociali e nelle relazioni industriali. Dopo un secolo e un decennio dalla sua fondazione continua a tenere insieme fasce di lavoratori molto diverse tra loro: gli ingegneri informatici e gli operai di linea, i giovani precari che non solo pagano da anni il prezzo più caro nella crisi ma devono anche sentirsi insultare indecentemente da uno come il ministro Brunetta e gli immigrati che nelle fabbriche costituiscono ormai il 35% della forza lavoro. Il segreto di questa capacità di restare al passo con la modernità nonostante i cambiamenti immensi che ci sono stati negli ultimi decenni secondo noi ha un nome preciso. Una parola che stava molto a cuore a Claudio Sabattini, ex segretario della Fiom scomparso nel 2003: indipendenza. La Fiom non ha mai fatto l’interesse di nessun partito, non ha mai obbedito a nessun partito, non ha mai considerato le esigenze di qualsiasi partito più urgenti di quelle dei suoi rappresentati. Per questo nell’Italia di oggi è una rarità e per quella di domani che presto dovremo costruire noi un esempio e un modello. Questo non significa che noi dell’Idv dobbiamo essere sempre e per forza d’accordo con la Fiom. Proprio la sua orgogliosa indipendenza dalla politica permette anche a noi, che siamo un partito politico, una uguale indipendenza. Come nel passato anche nel futuro crediamo che su alcune cose saremo d’accordo e su altre avremo da discutere. Vogliamo fare un esempio chiaro: noi crediamo che sia arrivata l’ora di applicare anche quei dettati della Costituzione che sinora sono rimasti lettera morta, fra cui anche quell’art. 46 che parla della partecipazione dei lavoratori al controllo delle imprese. Storicamente non è un tema facile per la cultura della Fiom, molto più segnato dall’aspetto conflittuale delle relazioni industriali. Discuteremo. Ci confronteremo. Forse troveremo un’intesa.
Su un punto però il nostro accordo è e resterà sempre totale: sulla convinzione comune che non si deve più permettere che a sancire accordi di lavoro che riguardano la vita dei lavoratori siano solo le organizzazioni sindacali senza dover rispondere a nessuno delle loro scelte. Quegli accordi devono entrare in vigore davvero solo dopo che i lavoratori hanno deciso, con un voto libero e democratico, se accettarli o no. Per questo abbiamo proposto una legge sulla democrazia e sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro. Indipendenza e democrazia: è in nome di questi due princìpi che della Fiom siamo e resteremo profondamente amici. (Antonio Di Pietro)

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Con la FIOM. Contro la modernità vittoriana

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

Venerdì 28 gennaio 2011 si svolgerà in tutta Italia lo sciopero generale di 8 ore per turno di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici proclamato dalla FIOM-CGIL, per la difesa del lavoro e dei lavoratori attraverso la salvaguardia del Contratto Nazionale. La Federazione della Sinistra in Europa esprime piena solidarietà alla FIOM, oggetto degli attacchi non solo della Confindustria e della destra ma anche dei sedicenti riformisti, e desidera portare la propria solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori in lotta per la difesa dei diritti e la dignità del lavoro. Così come esprime preoccupazione per la deriva autoritaria seguita dalla dirigenza FIAT che rischia di fungere da cavallo di Troia per la definitiva distruzione delle tutele del lavoro e dei lavoratori. La Federazione della Sinistra in Europa rifiuta, inoltre, di credere che la modernità debba essere rappresentata da un ritorno a forme e rapporti di lavoro che si ispirano direttamente ai modelli ottocenteschi, respingendo l’idea che il rilancio dell’economia italiana ed europea passi attraverso l’abbassamento dei salari, l’umiliazione dei lavoratori e la totale cancellazione dei diritti. La sfida della globalizzazione, invece, può e deve essere affrontata con l’innovazione tecnologica e con gli investimenti nella ricerca: settori, questi, su cui nessuno, né il Governo italiano né la classe imprenditoriale e nemmeno il tanto elogiato Marchionne, focalizza veramente attenzione e risorse, preferendo l’economia speculativa e quindi presiedendo al declino industriale, culturale e morale del Paese.

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Sciopero nazionale metalmeccanici

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

28 gennaio 2011. La riunione dell’esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato ha deliberato lo sciopero nazionale del settore metalmeccanici, proclamato per l’intera giornata del prossimo 28 gennaio. USB parteciperà alle manifestazioni che nella giornata dello sciopero si svolgeranno in tutta Italia. Lo sciopero è indetto a sostegno delle rivendicazioni della categoria dei metalmeccanici, a partire dalla vertenza Fiat, ed a difesa delle condizioni di lavoro, del contratto nazionale e della democrazia nei posti di lavoro. Come lo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale, indetto per il 26 gennaio, e le tante mobilitazioni in atto in altri settori produttivi, per USB l’azione di lotta dei metalmeccanici è inserita nel percorso di preparazione di uno sciopero generale che coinvolga tutti i lavoratori pubblici e privati, generalizzando la piattaforma rivendicativa ed estendendo la partecipazione attiva anche a tutti quei soggetti collettivi che operano nel sociale e sui territori.

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Fiat: una vicenda epocale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

La vicenda aperta dagli accordi Fiat è assai complessa. Nessuna delle parti in causa ha solo torti o solo ragioni. Non c’è dubbio che le vicende di Mirafiori e Pomigliano abbiano dimostrato l’importanza delle proposte di Italia dei Valori in materia di nuove regole per la rappresentanza sindacale. Ma da qui a sposare indistintamente le ragioni della Fiom e di avviare forme di resistenza comune e duratura ne passa. Io credo sia necessario, per la portata storica di questa vicenda avviare, piuttosto, un serio e approfondito dibattito anche nel nostro partito per addivenire ad una soluzione comune e condivisa. Perchè, in questo caso, più voci distinte e diverse che si confrontano sono una straordinaria risorsa. Solo i partiti tetragoni, su questioni tanto dirimenti, non nutrono dubbi e procedono come falangi macedoni. Non bisogna, dunque, gridare allo scandalo se, anche all’interno del nostro partito, come in tutti gli altri, vivano posizioni diverse ed il dibattito è aperto e vivace. In una fase così rivoluzionaria, è normale che proprio a sinistra, che da sempre ha a cuore i diritti e la tutela del lavoro, si accendano discussioni a più voci. A mio parere, se da una parte è vero che gli accordi di Mirafiori e Pomigliano, nell’ottica di un recupero di efficienza e di competitività dell’azienda, richiedono ai lavoratori sacrifici significativi, dall’altra sono oggettivamente in linea con gli standard dei principali stabilimenti europei. E’ chiaro che l’azienda dovrà metterci del suo, proprio in virtù dei sacrifici richiesti ai lavoratori. Quello che l’azienda dovrà fare sarà avviare investimenti straordinari ma soprattutto mettere in atto una chiara e lungimirante politica industriale e finanziaria dell’azienda. La sfida della globalizzazione, che ha profondamente cambiato il mercato del lavoro, soprattutto quello automobilistico, impone la necessità di aprire una fase nuova, dove ciascuna parte in causa e per quanto di sua competenza, deve compiere lo sforzo epocale per ricercare una nuova forma di dialogo, rinunciando a posizioni preconcette o a sterili arroccamenti su posizioni precostituite e ormai obsolete. I sindacati, in un quadro che ogni giorno cambia, devono immaginare e reinventare basi nuove, più complesse ed articolate, per mettere in atto la tutela dei diritti dei lavoratori. Un conto è la tutela dei diritti dei lavoratori in settori nuovi ed in crescita come la robotica, un conto sono quei settori asfittici e in crisi come quello automobilistico, a maggior ragione se si producono utilitarie e non suv. Le imprese, dal canto loro, non possono solo chiedere sacrifici in tempi di vacche magre, ma sapere immaginare nuove forme di partecipazione dei lavoratori al piano industriale, agli utili, al futuro e allo sviluppo di nuove realtà e percorsi aziendali in tempo di vacche grasse. Schiacciarsi sulle posizioni della Fiom, come qualcuno a sinistra sta facendo, o su quelle di Marchionne, come qualcuno a destra sta facendo, non aiutano a mio avviso di certo il lavoratore a conservare il suo posto di lavoro. Chi, a maggior ragione a sinistra, non si interroga su cosa si può e si deve fare, mostra solo di voler conservare uno status quo che di fatto non esiste più da un pezzo. Quanto all’esclusione della Fiom dalla rappresentanza sindacale è sicuramente incostituzionale ma ancor di piu’ è una scelta miope, in quanto rischierà di vanificare il contenuto degli accordi, dando vita ad una permanente conflittualità interna all’azienda. Ma anche dalle parti della Fiom, delle riflessioni andranno aperte perchè non è pensabile che un sindacato, così largamente rappresentativo dei metalmeccanici, si arrocchi pregiudizialmente sul fronte del no, rifiutando addirittura di partecipare al tavolo delle trattative e di prendere atto che la globalizzazione dell’impresa e del lavoro non può vedere lavoratori ed imprese come nemici su fronti contrapposti ma richiede necessariamente nuove e straordinarie capacità di confronto. In questo senso, non mi sento di sbagliare quando dico che la Fiom sta mancando l’occasione di diventare quello straordinario sindacato, capace di rappresentare i diritti di tutti i lavoratori. Per quanto riguarda il settore specifico dell’auto, doveva farsi carico di una battaglia per la rivendicazione di un contratto nuovo, che tenesse conto di un mercato con problematiche evidenti rispetto ad altri settori metalmeccanici, che va da quello minerario alla robotica. La Fiom doveva avere il coraggio di sfidare la Fiat su questo, di immaginare una compartecipazione dei lavoratori alla gestione degli utili aziendali, invece di buttare via tutto in nome di una conservazione tout court. Detto questo, credo è tempo per tutti di abbassare i toni, perchè il rischio di una politicizzazione della vicenda Fiat potrebbe far perdere di vista la questione più importante, ovvero quella contrattuale. La parola, dunque, ai lavoratori che si esprimeranno presto attraverso il referendum. (on.le Massimo Donadi idv)

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Fiom: Giornate di azione globale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Roma 16 ottobre ore 15.00 Piazza della Repubblica manifestazione nazionale FIOM L’obiettivo è quello di continuare a rafforzare la costruzione di un Movimento Mondiale per la giustizia ambientale e sociale, per affrontare la difficile sfida posta dalle crisi, climatica, economica, energetica, alimentare, finanziaria e migratoria, che colpiscono ormai miliardi di esseri umani e l’intero ecosistema Terra. Impegnarsi in tutto il paese per impedire le privatizzazioni dei beni comuni, a partire dalla battaglia per l’acqua pubblica, denunciare ed evitare lo scempio di molti territori, avvelenati o vittime di opere faraoniche inutili per gli italiani e le italiane, come il ponte sullo stretto, il treno ad alta velocità in val di Susa o la base militare statunitense in centro città di Vicenza, solo per citarne qualcuna. Rigas sarà impegnata anche per chiedere la costituzione di un Tribunale sulla Giustizia Climatica e soprattutto porta avanti le campagne e le attività in vista di Cancun, Messico, dove il prossimo fine novembre la COP 16 e tutti i Governi della Terra si riuniranno per affrontare la più grave minaccia planetaria: i cambiamenti climatici. Il fallimento del COP 15 lo scorso dicembre a Copenaghen, rappresenta un monito ed un invito all’azione per tutti gli abitanti del pianeta Terra affinché si mobilitino per impedire l’ennesimo fallimento della governance globale, ormai incapace dentro questa cornice di affrontare e risolvere la crisi ecologica. Solo i popoli della Terra possono mettere in moto la spinta per costringere i governi a cambiare, prima che sia troppo tardi.

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La battaglia della Fiom di Pomigliano

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Il PMLI saluta calorosamente le delegate e i delegati del gruppo Fiat e delle grandi aziende del Mezzogiorno riuniti in Assemblea nazionale a Pomigliano d’Arco. “Questa vostra Assemblea – è detto in un comunicato del Pmli –  si tiene a pochi giorni dal referendum sull’accordo separato per la Fiat di Pomigliano, imposto da Marchionne e sottoscritto da Cisl, Uil, Fismic e Ugl. Sapete bene in che condizioni sono stati chiamati a votare le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento: col ricatto della chiusura, dello spostamento delle produzioni in Polonia, del licenziamento di tutti gli addetti; con fortissime pressioni di governo e Confindustria, del PDL e anche del PD, degli amministratori locali, dei mass-media e dei sindacati firmatari dell’accordo”. “Nonostante ciò – si precisa – sono stati tanti, quasi il 40%, ben oltre gli iscritti della Fiom e dello Slai-Cobas, ben oltre ogni aspettativa”. In questo caso opporsi al piano Marchionne, ha significato difendere i diritti acquisiti (come il diritto di sciopero, il diritto alla salute, la tutela contro i licenziamenti senza “giusta causa”) sanciti nel Ccnl e nelle leggi del lavoro, anche salvaguardati da principi costituzionali”. Lo slogan coniato dai lavoratori di Pomigliano: “Senza diritti siamo solo schiavi” rende bene l’idea della posta in gioco. “vogliono cancellare leggi e diritti indisponibili, distruggere con le deroghe il Contratto nazionale e lo Statuto dei lavoratori, intensificare lo sfruttamento”.
“Il referendum – si precisa – ha avuto un esito forse inaspettato e anche per questo ancora più straordinario: 4 lavoratori su 10 hanno detto No; ma quanti altri lavoratori pur essendo contrari hanno votato Si nel timore di perdere il posto di lavoro? Un esito che ha fatto fallire il plebiscito preteso dall’azienda, posto come condizione per fare l’investimento e procedere nella produzione della nuova Panda. Un esito che non ha chiuso la partita, come avrebbe voluto Marchionne, ma che invece la lascia aperta a futuri sviluppi. La lotta dunque deve continuare, non può che andare avanti e svilupparsi ulteriormente per raggiungere risultati diametralmente opposti voluti da quelli di Fiat, di Confindustria e del governo”. “La battaglia della Fiom di Pomigliano – si precisa – riguarda tutta la classe operaia e tutti i lavoratori. Oggi più che mai con una crisi alle porte che fa azzerare i diritti dei lavoratori, e il tentativo di scaricare la crisi economica e finanziaria su lavoratori, pensionati, precari, ceti popolari, demolendo ciò che rimane dello “stato sociale” in campo previdenziale, sanitario, assistenziale e sociale, cancellando diritti e spazi democratici. La modifica dell’art.41 della Costituzione per cancellare qualsiasi vincolo anche formale alla “libertà d’impresa” sta in questo contesto. Il rischio è un ritorno indietro di 80 anni, se non a fine ‘800, allorchè imperava il capitalismo selvaggio, la giornata lavorativa andava dalle 12 alle 14 ore giornaliere, le tutele sindacali, contrattuali e legislative erano inesistenti”.

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