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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘firenze’

Firenze: Premiere mondiale alla Cattedrale dell’Immagine

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2021

Firenze 16 settembre alle ore 10,30 e fino al 16 gennaio 2022 (orario di apertura tutti i giorni dalle 10 alle 18 ultimo accesso ore 17) alla Cattedrale dell’Immagine in Piazza di Santo Stefano, 5 per l’inaugurazione di un progetto straordinario, la premiere mondiale, che siamo orgogliosi di presentare in Italia. Biglietti disponibili su TicketOne. Inside Dalí è un’esperienza multisensoriale in bilico tra immaginazione e realtà. Il visitatore viaggia verso un universo onirico immaginario e riscopre la vita di uno dei maggior pittori del XX secolo e una vera icona del surrealismo: Salvador Dalí.Inside Dalí è stata sviluppata con il supporto della GALA SALVADOR DALÍ Foundation. È una suggestiva creazione artistica e multimediale che si concentra attorno alla vita di Salvador Dalí. Si tratta di un mix di tecnologia all’avanguardia, immagini, veri e propri artefatti, illusioni and allusioni. Il tutto in simbiosi perfetta con l’universo unico dell’artista catalano.Nel cuore della mostra si trova uno spazio multimediale a 360° di 400 m2. Il visitatore è trasportato dentro il mondo del genio in una completa e ‘Daliniana’ immersione di oltre 35 minuti: un momento altamente emotivo che emozionerà gli spettatori come niente prima d’ora. Lo spazio immersivo è preceduto, ad arricchire la natura dell’evento, da un’ampia area museale, in cui il pubblico potrà confrontarsi con il multiforme ingegno di Dalí, venendo a contatto con le produzioni forse meno conosciute del maestro surrealista: i dischi da lui prodotti, i suoi libri, una campagna pubblicitaria per le ferrovie francesi, si aggiungono così al ciclo delle 100 xilografie tirate magistralmente a partire dagli acquerelli disegnati dal pittore catalano per la Divina Commedia. Concepito, creato e prodotto da Crossmedia Group, con la collaborazione di Monogrid (Firenze), Inside Dalí unisce diversi esperti nella creazione e promozione delle mostre immersive. Il catalogo e il merchandise saranno curati dalla casa editrice Sillabe, mentre i servizi aggiuntivi (accoglienza, bookshop e biglietteria) sono affidati ad Opera Laboratori che curerà anche l’allestimento della mostra. Prezzi Adulto: 13 euro Studente: 10 euro Over 65: 10 euro Convenzioni: 10 euro Bambino dai 5 ai 12 anni: 8 euro Disabile: 10 euro (Per gli aventi diritto l’accompagnatore ha ingresso gratuito – Legge 104/92) Famiglia da 4 (2 adulti + 2 bambini): 34 euro Famiglia da 5 (2 adulti + 3 bambini): 40 euro Famiglia da 6 (2 adulti + 4 bambini): 44 euro Gruppi (minimo 10 persone): 9 euro, Scuole: 6 euro.

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Balagan Cafè”. Il giovedì nel giardino della Sinagoga di Firenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

Firenze. Sinagoga in via Farini 6. dal 22 luglio al 2 settembre, ogni giovedì, ad esclusione del 12 agosto, sei appuntamenti per la nona edizione della kermesse culturale estiva in programma nella Sinagoga di Firenze, organizzata dalla Comunità e dal Museo ebraico di Firenze, con il sostegno di Rete Toscana ebraica e della Regione Toscana e realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze nell’ambito del calendario dell’Estate Fiorentina. Le visite guidate alla Sinagoga e al Museo ebraico, tenute da operatori dedicati, avranno luogo a piccoli gruppi ad iniziare dalle ore 18 fino alle 20; per partecipare è necessario prenotare al numero 055290383 e pagare il costo di 10 euro.http://www.firenzebraica.it/

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Anno dantesco senza fine: 16 incontri alla Certosa di Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Firenze Da giovedì 3 giugno 2021 (Programma di appuntamenti – Studium della Certosa di Firenze Pinacoteca o Sala Pio VI della Certosa di Firenze, via della Certosa 1, Galluzzo, (posizione: https://goo.gl/maps/W9tRUyvVBjiUuFuv5) Ingresso gratuito), prende il via “Nei dintorni di un Centenario”, programma di incontri promossi e organizzati dal Comitato scientifico della Certosa e che si svolgeranno nella Pinacoteca o nella Sala Pio VI del monastero alle porte di Firenze.L’obiettivo è di avviare un percorso dialogando, sia pure con libertà e ampiezza di orizzonti, con la testimonianza del grande poeta fiorentino così come ha trovato forma compiuta nel messaggio poetico e spirituale della Divina Commedia.In effetti, le ricerche letterarie, di pensiero, estetiche, anche relative alla contemporaneità, possono essere messe in dialogo con l’esperienza di Dante, in maniera sia esplicita, sia implicita.Dante si conferma una grande presenza anche nella modernità, e non soltanto per il suo valore poetico: la metafora del suo “viaggio” continua a incrociare le riflessioni e gli itinerari di tante ricerche contemporanee. Da qui, la proposta di questo programma iniziale: un percorso di libri e di autori in cui si intrecciano approfondimenti sull’opera dantesca a esperienze di rilettura e di prestito, anche non dichiarato, nei confronti degli interrogativi suscitati nel tempo dall’esperienza di Dante.Il primo appuntamento è fissato per giovedì 3 giugno, alle 18, con la prolusione di Sergio Givone dal titolo “Firenze ‘fra terra e cielo’”.Il mese di giugno prevede poi altri due appuntamenti: l’11 (ore 18) si terrà la conversazione con Simone Marchesi e Roberto Abbiati sul loro volume A proposito di Dante. Cento passi nella Commedia con introduzione di Jason Houston; il 25 (alle 17) Sergio Casprini parlerà de “I luoghi di Dante dal Mugello alla Romagna toscana” mentre Mario Lancisi focalizzerà il suo intervento su “La divina Toscana. Dal Falterona al mare di Dante Alighieri”. Dopo la pausa estiva, il programma prevede due appuntamenti a settembre: il 18 (ore 17), a cura della Comunità di San Leolino, si terrà la lettura commentata di testi dal volume Dante; il 23 è prevista la conversazione con Daniele Piccini su due suoi libri (La gloria della lingua. Sulla sorte dei poeti e della poesia e Luzi) cui interverranno Fernanda Caprilli e Carmelo Mezzasalma.Molto ricco carnet di ottobre: l’8 (ore 17) Jason Houston parlerà sul tema “Dante tetragono”; il 9 alle 16 sono previsti gli interventi del Gruppo Vocale Cantori di San Giovanni, dell’archeologo Mario Pagni, di Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi sul tema “Dante Alighieri e Marco Polo. Viaggi cosmici e terreni nel Trecento”; quindi alle 17.30 spazio a “Il ciel velocissimo”, operina per i canti del Paradiso, musica di Carla Rebora con Paolo Zampini, flauto e Silvia Capra, soprano. Il 17 ottobre alle 16.30 si inaugurerà la mostra di Ernesto Piccolo su Dante Alighieri; alle 17.30 spazio di nuovo alla musica con Passiparsi Ensemble protagonista di “Risonavan per l’aere sanza stelle. L’inferno e i suoi affetti”. Infine il 22 ottobre (ore 17) conversazione con Massimo Naro sul suo libro Alta fantasia. L’altra teologia di Dante Alighieri.Il primo dei due appuntamenti di novembre è fissato per il 5 (ore 17): sarà una conversazione con Giovanna Morelli sul suo libro Poetica dell’incarnazione. Prospettive mitobiografiche nell’analisi filosofica, e gli interventi di Matteo Ferrari, Carmelo Mezzasalma e Fabio Milana. Di sicuro interesse anche l’appuntamento del 19 novembre (ore 17) con Claudia Di Fonzo il cui intervento si intitola “Stai zitta sì o no? Violenza e diritto in Dante”.Chiuderà il 2021 la conferenza di Antonio Natali – già Direttore degli Uffizi e curatore della mostra alla Certosa dedicata al ritratto allegorico di Dante, opera di Bronzino dello scorso ottobre – che il 3 dicembre (ore 17) avrà per titolo “Ritratti di Dante a Firenze nella stagione umanistica”. Nel 2022 gli appuntamenti di “Nei dintorni di un Centenario” riprenderanno il 18 marzo (ore 17) con la presentazione del numero di «Testimonianze» dedicato a Dante, a cura di Severino Saccardi; in aprile altre due conversazioni: il 1° (ore 17) con Sara Salvadori sul suo libro Hildegard von Bingen. Viaggio nelle immagini, con interventi di Michela Pereira e Carmelo Mezzasalma; il 22 con Pierantonio Frare intorno al suo libro Il potere della parola. Dante, Manzoni, Primo Levi.Ultimo appuntamento del programma sarà domenica 8 maggio 2022: si tratterà della seconda parte della lettura commentata di testi dal volume Dante, sempre a cura della Comunità di San Leolino.

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Tutto pronto per “I corsi del sabato” della Scuola di Arte Sacra di Firenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Firenze Dal 10 aprile al 29 maggio prende il via il calendario di lezioni pensato per tutti coloro che amano l’arte e desiderano apprendere e affinare le tecniche che caratterizzano il disegno, la pittura, la scultura, lo studio dell’anatomia e l’oreficeria.Grazie a programmi “su misura”, adattabili alle esigenze di ciascun studente, il corso è aperto sia a chi si avvicina per la prima volta a queste discipline sia a chi ha già maturato qualche esperienza nel settore artistico.Si potrà praticare il “disegno” imparando prima le regole della rappresentazione visiva come lo studio delle proporzioni e la descrizione del volume per poi passare a lavorare sul disegno di figura, con la presenza di un modello.Nel corso di “pittura” per approcciarsi alla tecnica, ai materiali e allenare l’occhio, gli studenti avranno l’opportunità di dipingere dal vero, esercitandosi attraverso lo studio di nature morte e drappeggi. Nella seconda parte del corso si affronterà un piccolo dipinto a tema sacro.Chi vorrà potrà invece cimentarsi con la “scultura” con un programma che aiuterà i partecipanti ad osservare i modelli dal vero, i calchi e drappeggi per educare l’occhio a sviluppare la capacità di interpretare la figura umana e a realizzare una composizione, oppure approfondire lo studio dell’anatomia artistica applicata tridimensionalmente che a partire da un’armatura in metallo, porterà gli studenti a prendere confidenza con le nozioni anatomiche e comprendere le funzioni dei principali gruppi muscolari così da poterne riconoscere le componenti fondamentali nello studio del modello dal vivo.Non mancherà poi il corso in “oreficeria” che offrirà l’opportunità di apprendere le basi del mestiere, con particolare attenzione alle tecniche manuali di lavorazione del metallo, sbalzo e cesello.

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Riapre il museo Galileo

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Firenze Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 Da martedì 2 febbraio il Museo Galileo riapre le porte alle straordinarie collezioni di strumenti scientifici dei Medici e ai telescopi di Galileo Galilei e ritorna ad accogliere i visitatori con visite guidate gratuite a gruppi di 10 persone alla volta.Dopo 89 giorni e in attesa della regolare riapertura, il Museo Galileo vuole offrire a tutti l’imperdibile occasione per tornare a visitare una preziosissima collezione antica di strumenti scientifici. Dal 2 febbraio, dal martedì al venerdì, sarà possibile partecipare gratuitamente a visite guidate scegliendo fra tre diversi orari: alle ore 11, 15 e 16.30.Per assicurare il corretto distanziamento e garantire la visita in sicurezza, ad ogni appuntamento potranno partecipare al massimo 10 persone.È richiesta la prenotazione telefonica, gratuita, chiamando il numero: 055 265311 da lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.“È un’occasione importante – spiega Filippo Camerota, vice direttore e responsabile delle collezioni – che permette di mantenere vivo il rapporto tra il museo e la città, stimolando, attraverso la cultura, la ripresa di attività sociali oggi fortemente compromesse dalle restrizioni dell’emergenza sanitaria”. La visita riguarderà la collezione di preziosi strumenti scientifici raccolti dai Granduchi di Toscani della dinastia dei Medici, tra cui gli unici telescopi originali di Galileo esistenti al mondo. Il percorso proseguirà nell’area didattica, dove gli operatori museali proporranno dimostrazioni di suggestive esperienze scientifiche utilizzando repliche degli strumenti antichi.

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IED Firenze rende omaggio a Romeo Gigli

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Le studentesse di IED Firenze del corso di specializzazione in Fashion Design and Styling- – Deborah Bregola, Serena Calabrese, Lara dal Torrione, Giusy Franconeri, Chiara Gracci, Enza La Mura, Roberta Melani, Veronica Pilloni e Alena Pratasevich – hanno reso omaggio a Romeo Gigli attraverso un percorso creativo che le ha condotte ad esplorare colui che ha rivoluzionato il modo di concepire la moda a metà degli anni ’80 creando “capi che prendono forma sul corpo umano con leggerezza e morbidezza, come elementi vivi e organici, passando dal bidimensionale al tridimensionale”. ‘Per Gigli dietro ogni capo realizzato non c’è solo stoffa, bensì un pensiero e un’anima. Così ho cercato di ricreare nel mio abito un concetto di arte senza tempo, per dare il giusto valore a ciò che si indossa, e non creare capi usa e getta”, dichiara Giusy Franconeri. Da qui sono partite le nove giovani designer di IED Firenze che hanno disegnato, prototipato e cucito abiti con colli a scialle e gonne dalla forma a uovo – in tessuti Landini – interpretando nei loro codici creativi contemporanei, il mondo sognate e innovativo dello stilista di Castel Bolognese. “Drappeggi, controrotazioni, fusioni tra occidente e oriente, tra passato e presente. Un percorso di ricerca, sviluppo e realizzazione sartoriale, conclusosi con uno shooting professionale che ha dato la giusta importanza visiva ad un progetto interdisciplinare”, spiega Serena Calabrese. Una collezione che le giovani designer hanno, poi, presentato in un video – occupandosi dello styling e dello shooting -che ha ripercorso il mondo di Gigli attraverso sfocature, movimento e poesia. Girato alla Box House di Firenze il video e le foto, a cura di Stefano Casati, hanno avuto come protagonisti la modella Zosia (11:11 Management) e il ballerino classico Michele Ciacci. Make-up artist di Arianna Loiacono. “Una location moderna dal gusto un po’ retrò, dove i nostri abiti bianchi hanno preso vita addolciti dai passi di danza di Michele Ciacci. E’ stata un’esperienza unica che ci ha permesso di passare dalla progettazione al suo confezionamento sartoriale per poi misurarsi con lo Styling”, aggiunge Roberta Melani. Il corso in Fashion Design and Styling rientra nell’offerta di Formazione Continua avanzata di IED Firenze. Coordinati da Luca Parenti, i corsi prevedono frequenza serale e sono pensati per chi già lavora e ha necessità di aggiornare le proprie competenze o è alla ricerca di nuovi stimoli per arricchire la propria formazione nelle aree della moda (Fashion Design e Styling); del design (Textile Design), della comunicazione (Grafica per la Comunicazione).

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Ma il Covid è di destra o di sinistra?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Lezione fiorentina, e non solo. Immaginiamo masse di persone che si stanno ponendo questa domanda come fosse l’amletico “essere o non essere”: il covid è di destra o di sinistra? Prendiamo un caso fiorentino. Secondo Palazzo Vecchio sarebbero in tanti che, fatto il loro acquisto da asporto da ristoratori al dettaglio, si fermano davanti agli stessi locali e consumano anche conversando con altre persone. Il Sindaco della città gigliata ha fatto un’ordinanza: vietata ogni forma di consumo entro 50 metri da dove si è fatto l’acquisto. Confesercenti (area sinistra), Confommercio (area destra) e Fratelli d’Italia (destra) si fanno sentire: così ci danno la mazzata finale dicono le associazioni di categoria; non è vero che ci sono gli assembramenti dicono da Fdi (che sono all’opposzione in Comune e in Regione).Quello che il governo e il Parlamento non sono riusciti a fare per la gestione nazionale della crisi (qualcosa tipo un governo di unità nazionale), è invece riuscito a chi non è al governo nazionale: destra e sinistra unite nella lotta contro le ordinanze.Siamo andati a farci un giretto per la città ed abbiamo constatato che, mediamente, davanti ad ogni bar ci sono persone ferme che, ovviamente con la mascherina abbassata, sorbiscono il caffè e conversano tra di loro. E quindi hanno ragione alcuni contestarori dell’ordinanza che sostengono che il “ristretto” e non solo, se te lo bevi dopo 50 metri – d’inverno poi – è una ciofeca? E’ vero, confermiamo che è una ciofeca. Ma non è questo il punto. Che l’espresso da asporto, senza le labbra che toccano la calda (al punto giusto) tazzina, sia sempre stato una ciofeca, non è una novità. Quindi il punto è che se qualcuno vuole farsi male prendendo un espresso da asporto, che se lo beva senza creare pericoli per sé e per gli altri, e non ci rompa. Al bar si possono prendere paste e salati che, anche se portati a casa o in ufficio, sono sempre buoni. Occorre ficcarsi in testa che espresso, succo di frutta, spuma e tutto quello che siamo abituati a prendere al banco, ora non si può fare. E se non lo facciamo non stiamo male noi e il danno economico del bar fa parte del gioco che stiamo giocando per cercare di farci meno male tutti, baristi inclusi. “Eh, allora è vero che ce l’hanno con noi baristi…”, dirà sicuramente qualche barista e le sue associazioni di destra e di sinistra. E gli rispondiamo: “non ce l’hanno coi baristi, ma sta di fatto che gli assembramenti (pericolosi per il covid) si registrano davanti ai bar e non davanti alle gioiellerie… o no?”. Da qualche parte bisogna bloccare l’epidemia che, se è dovuta ai contatti umani, non è che ci sono tante altre strade, o no? Chiarito questo, possiamo asserire con certezza che il covid non né di destra né di sinistra, ma è “solo” covid. Mentre destra e sinistra continuano ad esistere per ipotizzare e realizzare due diverse società ed economie. E in questi schieramenti ci sono gli emuli di uno e dell’altro che, talvolta, pur di farsi notare e cercare consensi (non importa se razionali o meno) dicono quel che gli sembra più opportuno per procacciarseli.Per questo non possiamo non esclamare: grazie covid, ci stai facendo capire tante cose della vita e della politica. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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La didattica degli Uffizi compie 50 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Firenze. Generazioni di fiorentini si sono formati all’arte nei primi cinquanta anni di vita del Dipartimento per l’Educazione delle Gallerie degli Uffizi: è un risultato senza precedenti che ha prodotto grandi frutti mettendo i giovani al centro di ogni attività. L’anniversario è celebrato con una diretta sulla pagina Facebook degli Uffizi e con il volume “L’arte incontra i giovani 1970-2020. Comunicare il patrimonio alle Gallerie degli Uffizi”a cura di Lucia Mascalchi (casa editrice Sillabe, Livorno) La pubblicazione, corredata da un ricco apparato di foto storiche e contemporanee, di documenti d’epoca e testimonianze, racconta gli anni di attività di un Dipartimento vivo e creativo, vera fucina di grandi progetti. Nel 1970 nascono le Sezioni Didattiche all’interno dei musei statali, ma l’autorizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione che le aveva convalidate rappresentava soltanto la formalizzazione di un servizio già in fieri a Firenze. Fino ad allora, però, tutto era stato svolto in forma quasi volontaria grazie al carisma di Maria Fossi Todorow. A lei si deve l’idea pioneristica di una “Sezione Didattica” – come si chiamava fino al 2015- all’interno di un museo italiano. La Fossi Todorow, aperta a nuove metodologie grazie alla sua formazione internazionale, volle creare all’interno della Galleria degli Uffizi un centro specializzato per l’insegnamento museale dove pensare e realizzare modalità e tecniche educative per avvicinare tutti i cittadini al patrimonio artistico fiorentino, stimolando nei giovani una coscienza del patrimonio di grande valore civico. Questo nuovo ufficio si qualificò subito fra i primi esperimenti italiani nel genere, e certamente fu subito tra i più efficaci. L’attività continua ancora oggi all’interno delle due sezioni di cui è composto il Dipartimento: una è dedicata al lavoro con scuole, famiglie con bambini e adulti, l’altra è dedicata ai pubblici speciali e alla multiculturalità. A ognuno di questi gruppi sono destinati programmi e percorsi differenziati, molti dei quali hanno visto negli ultimi anni un forte incremento delle adesioni. In occasione dell’emergenza pandemica è stata attivata una serie di programmi di didattica a distanza, fra cui gli “Ambasciatori digitali dell’Arte”, un progetto di PCTO (già alternanza scuola/lavoro) che coinvolgerà circa 1800 studenti delle scuole superiori su tutto il territorio nazionale: si tratta di un’iniziativa pilota, che premia l’inventiva e le capacità degli allievi.

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Il papa dei Medici ritorna a Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Firenze Dopo più di due anni di restauro all’Opificio delle Pietre dure e la trasferta a Roma per la grande esposizione alle Scuderie del Quirinale che celebrava i 500 anni dalla morte di Raffaello, il Ritratto di Leone X tra i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, capolavoro del genio urbinate, rientra finalmente a casa, alle Gallerie degli Uffizi. Lo fa da protagonista, con una mostra interamente dedicata all’opera: “Raffaello e il ritorno del Papa Medici – restauri e scoperte”, curata dal soprintendente dell’Opificio Marco Ciatti e dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt, nella sala delle Nicchie della Galleria Palatina di Palazzo Pitti (dal 27 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021). L’allestimento è concepito per documentare e spiegare il complesso restauro e le numerose analisi scientifiche effettuate sull’opera, ora di nuovo completamente godibile nella lussuosa ricchezza cromatica dei dominanti toni rossi e nella straordinaria varietà dei dettagli, che l’hanno resa una delle creazioni più famose del Sanzio. Grazie alle molte tecniche di indagine preliminari (radiografiche, fotografiche, di imaging, di microscopia ottica, a scansione microprofilimetrica, solo per citarne alcune) è stato possibile rintracciare integralmente la ‘trama’ del dipinto disegnata in origine da Raffaello e stabilire che tutta l’opera è integralmente dovuta alla sua mano, fugando una volta per tutte il dubbio – avanzato da alcuni studiosi – che le figure dei cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi fossero state aggiunte in un momento successivo. Al termine dell’esposizione nella Sala delle Nicchie in Galleria Palatina, il Ritratto di Leone X tra due cardinali troverà collocazione nella Sala di Saturno dello stesso museo, in compagnia di una serie di capolavori dell’Urbinate, tra i quali i ritratti di altri due importanti prelati: quello di Papa Giulio II e quello del Cardinal Bibbiena, ha annunciato il direttore delle Gallerie Eike Schmidt. Realizzato dagli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sotto la supervisione del soprintendente Marco Ciatti e con la direzione di Cecilia Frosinini, l’intervento, iniziato nell’autunno 2017, si era reso necessario per la presenza di numerosi piccoli, pericolosi sollevamenti degli strati pittorici originari, collocati in un’area del dipinto caratterizzata da numerose creste di colore malamente schiacciate e frantumate durante antichi restauri e causati principalmente dalla compressione di forze contrastanti che le traverse ottocentesche scaricavano sulla superficie pittorica. L’opera risultava inoltre integrata pittoricamente nell’intervento precedente con una cura meticolosa, ma che allo stesso tempo comunicava l’impressione di una generale mancanza di definizione, a causa del sovrapporsi di abbondanti, ancorché raffinate velature di restauro. Tale fenomeno era accentuato anche dall’alterazione della vernice che si è scoperto essere leggermente pigmentata. Il certosino lavoro effettuato ha restituito al dipinto la sua originaria e amplissima gamma di sfumature del colore, la perfezione del dettaglio impressa dalla mano di Raffaello agli abiti, alle stoffe ed agli oggetti presenti nell’opera; e ha permesso un recupero della spazialità dell’ambientazione architettonica, che prima risultava quasi totalmente appiattita. Anche il supporto ligneo, che iniziava a mostrare alcune rigidità, è stato restaurato e il sistema di traversatura è stato reso reso più ‘flessibile’ ad assecondare i naturali movimenti del legno.

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La Galleria dell’Accademia di Firenze riapre al pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Firenze Galleria dell’Accademia di Firenze Via Ricasoli, 58-60 la sala di Giotto e della sua scuola e la sala di Giovanni da Milano e degli Orcagna. La Galleria dell’Accademia di Firenze apre nuovamente al pubblico le sale al piano terra dedicate alla pittura del Duecento e Trecento, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, dovute all’emergenza Covid-19. I visitatori potranno tornare ad ammirare, da vicino, nella sala di destra, i capolavori di Giotto e della sua scuola mentre, in quella di sinistra, le opere di Giovanni da Milano e dei fratelli Orcagna. Tra i dipinti di questi grandi maestri toscani, qui conservati, troviamo un prezioso frammento di affresco di Giotto raffigurante una testa di pastore e armenti, accompagnato da preziose opere dei suoi diretti seguaci, come le numerose formelle polilobate di Taddeo Gaddi, raffiguranti storie di Cristo e di San Francesco, provenienti dalla sagrestia della Basilica di Santa Croce di Firenze, oppure la grande croce dipinta di Bernardo Daddi.Nell’altra sala sono esposti altrettanti capolavori di cui ricordiamo la splendida Deposizione di Giovanni da Milano, datata 1365, e la monumentale Incoronazione della Vergine di Jacopo di Cione, fratello di Nardo e Andrea Orcagna, nota coma la Pala della Zecca, così denominata per essere stata commissionata dalla zecca fiorentina, intorno al 1373 circa. In questa sezione della Galleria dell’Accademia, si trova anche il trittico della Pentecoste, realizzata da Andrea Orcagna, opera tra le più rappresentative della straordinaria collezione di fondi oro del museo, che è stata soggetto di un importante restauro terminato proprio l’anno scorso.Orario di apertura al pubblico: Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Lunedì chiuso.L’ultimo ingresso consentito sarà 30 minuti prima della chiusura.È raccomandata la prenotazione (€ 4,00) tramite Firenze Musei, tel. +39 055 294883, oppure acquistando il biglietto tramite la piattaforma B-Ticket http://www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it/galleria/1/visita/Si ricorda inoltre la diminuzione del costo del biglietto intero da € 12,00 a € 8,00, ferme restando le gratuità di legge e le riduzioni già in atto.

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“Moovart Co-Expo Firenze 2020”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

Firenze riapre martedì 1° settembre (dal 01.09.2020 al 06.09.2020), sala della musica della Fondazione Franco Zeffirelli. Ingresso gratuito. La mostra è aperta tutti i giorni orario dalle 10 alle 18. La mostra fu chiusa lo scorso 8 marzo a causa della pandemia da Covid 19, dopo solo sei giorni di apertura.L’esposizione temporanea d’arte – progetto ideato e realizzato dalla Fondazione di Ricerca Scientifica Amedeo Modigliani, in partnership con la MOOV LTD, teso a promuovere e valorizzare nuovi artisti emergenti a livello internazionale – tornerà visibile e proseguirà fino a domenica 6 settembre nella Sala della musica della Fondazione Franco Zeffirelli, in piazza San Firenze del capoluogo toscano. Patrocinata dal Comune di Firenze, la mostra tornerà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18 con ingresso libero. Nella storica sala dell’oratorio di San Filippo Neri – tra le poche architetture barocche di Firenze e oggi sala della musica della Fondazione Zeffirelli – si potranno ammirare i lavori di 85 artisti (di cui 23 provenienti dall’estero), il più giovane dei quali ha 16 anni; si tratta di opere di pittura, scultura, fotografia, ceramica, arte orafa e arte digitale che ben rappresentano un variegato insieme di esperienze e sensibilità a confronto. Inoltre il pubblico potrà incontrare direttamente gli artisti scambiando opinioni, idee e giudizi sul mondo dell’arte.

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Firenze: una nuova mostra virtuale visitabile online sul sito delle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

Se si pensa agli Uffizi, viene subito in mente lo scenografico edificio vasariano contenitore di dipinti famosi e sculture antiche: non si immagina certo di trovare al suo interno anche bellissimi gioielli. Ma quelli, opera del pennello, che si possono ammirare nei dipinti della Galleria, (gli oggetti preziosi di vere gemme e metalli sono custoditi nelle sale del Tesoro dei Granduchi, in Palazzo Pitti), sono ugualmente preziosi perché raccontano di mode passate, rivelano il gusto di un’epoca, spesso costituiscono la memoria di oggetti perduti e, allo stesso tempo, aiutano a comprendere meglio il significato di un’opera o ad identificare un personaggio che vi è ritratto. Che siano descritti con maniacale perfezionismo o resi sommariamente con sintetica eleganza, essi sono sempre ricchi di significato, diventando una chiave supplementare per decifrare l’iconografia di un quadro. Realizzati con materiali preziosi, rari e esotici, i gioielli non rispondono soltanto alla necessità di abbellire e impreziosire il corpo, ma anche all’urgenza di ‘rafforzarlo’ secondo una concezione magica che sopravvive almeno fino al XVII secolo. Grazie a testi antichi, noti come “lapidari”, è oggi possibile decifrare il linguaggio misterioso delle gemme e, interpretando le forme degli ornamenti stessi e i luoghi del corpo ove sono indossati, scoprire significati di volta in volta diversi. Così, i monili raffigurati nei dipinti non restano quasi mai meri dettagli decorativi, ma elementi parlanti di un rebus, indizi, o tracce rivelatorie della cultura dell’artista. Raccontare tutto questo per immagini è l’intento dell’ipervisione intitolata “Gioielli agli Uffizi: un itinerario tra i misteri delle gemme dipinte”. Sul sito delle Gallerie (all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/gioielli-agli-uffizi) è da oggi visitabile un percorso che dal XV secolo arriva agli inizi del XVI, mostrando riproduzioni ad alta definizione di capolavori che vanno dall’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano al Ritratto di Richard Southwell di Hans Holbein, attraverso 26 tappe costituite da opere famosissime, veri e propri pilastri della storia dell’arte, esposte al secondo piano delle Gallerie. L’inedito taglio proposto permette di scoprire ambizioni e valori dei grandi protagonisti dei ritratti, noti e ignoti, di intravederne paure e desideri, ma anche di comprendere meglio le raffigurazioni sacre attraverso il linguaggio delle gemme e la forma dei gioielli restituendo agli artisti inaspettate competenze nell’oreficeria e nella gemmologia. I diamanti sono davvero i migliori amici delle ragazze? Forse non solo in senso frivolo, se si guarda al ritratto di Elisabetta Gonzaga di Raffaello e alla pietra che le brilla in fronte, segno della forza del suo intelletto: anche in questo caso l’Urbinate mostra allo stesso tempo eloquenza psicologica e profonda cultura di oreficeria. E lo stesso può essere detto per tutti gli altri artisti che compaiono in questa luccicante carrellata.

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Tribunale di Firenze: Diritti di famiglia rinviati ad ottobre per mancanza di giudici

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Maggio 2020

Ci dispiace molto dirlo, ma la Giustizia ha dato il peggio di sé in questa emergenza sanitaria, dimostrando chiaramente che il servizio pubblico può essere sospeso, anche in circostanze così drammatiche, senza alcuna responsabilità per la omissione della tutela dei diritti dei cittadini.E’ quanto accade a M. cittadina straniera da oltre sette anni in Italia, che attendeva fiduciosa il giorno 12 maggio, quando era fissata la seconda udienza della sua causa, nella quale il Tribunale di Firenze avrebbe dovuto decidere gli obblighi di mantenimento da parte del padre dei suoi due bambini. Il ricorso era stato depositato nel maggio 2019 (un anno fa!!), la convivenza era cessata, l’accordo non era stato raggiunto, l’ex compagno aveva preferito tornare al Paese di provenienza.
Questa aspettativa fiduciosa di avere il 12 maggio la sicurezza di una somma su cui fare affidamento per poter continuare a vivere in Italia, come la famiglia aveva a suo tempo deciso, è stata recisa dalla fredda e burocratica comunicazione del Presidente del Collegio pervenuta agli avvocati il 30 aprile: “dal momento che mi sono state autorizzate ferie dal 24 aprile al 30 maggio2010, mentre dal giorno 1.06.2020 cesserò dal sevizio, si dispongono i seguenti rinvii d’Ufficio delle udienze innanzi al sottoscritto fissate per il mese di maggio 2020, non avendo provveduto in CSM alla nomina del nuovo Presidente di Sezione, e non potendo i giudici della sezione farsi carico delle udienze medesime, tra l’altro anche a causa della mancata copertura del posto lasciato vacante dal compianto Dott. Florio.” In sintesi: non ci sono giudici per comporre un collegio, tutto rinviato ad ottobre, per la nostra al 15.
“Thank you Claudia for your message. I have just poured myself a glass of wine! The injustice is extraordinary, M…. will be laughing at all of us and the Italian system. But that is no reason to get angry, we just have to forge forward the best we can.” (Grazie Claudia per il tuo messaggio. Mi sono appena versata un bicchiere di vino! L’ingiustizia è straordinaria, M…. rideremo di tutti noi e del sistema italiano. Ma questo non è un motivo per arrabbiarci, dobbiamo solo perseguire il meglio che possiamo). E’ quanto scrive la donna, dimostrando un equilibrio che le fa onore, insieme all’amara tristezza. Ci associamo alle sue parole, di “extraordinary” c’è solo la “injustice”.“I found a paradise for myself here in Florence an affordable home, good school, lovely friends and all of this has been stripped away by Covid 19 and a ridiculous judicial system.” (“Ho trovato un paradiso per me qui a Firenze, una casa economica, una buona scuola, amici adorabili e tutto questo è stato strappato via dal Covid 19 e da un ridicolo sistema giudiziario.”) Dovrà accettare un biglietto di sola andata, per tornare al suo Paese di provenienza, ma ci lascia un testimone che noi accettiamo ed affidiamo a tutte e tutti i cittadini che stanno subendo le medesime ingiustizie e sono tanti.
E’ accettabile che, pur rispettando ferie e pensionamenti il Tribunale non tenga un’udienza di una causa già in corso, in materia alimentare, esclusa dai rinvii, secondo il decreto? Si dibatte tra autorevoli costituzionalisti ed opinionisti se oggi in Italia la Costituzione sia sospesa, non lo è, né lo potrebbe, ma di fatto sono sospesi tutti i nostri diritti se il potere giudiziario preposto alla tutela è paralizzato da un pensionamento, trenta giorni di ferie ed il decesso di un giudice, ma gli altri giudici…. “non possono farsi carico delle udienze medesime ..” , come si legge nella comunicazione del rinvio. Noi riteniamo di no, il giudici che compongono il Tribunale non possono ritenere di avere anch’essi il “diritto” di non farsene carico, perché di diritto in diritto (ferie, carico di lavoro dei magistrati ecc..) non può accadere che l’unico a non avere diritti sia l’ultimo anello della catena, ossia il cittadino, col tradimento della stessa ragione di esistere della funzione pubblica. M. merita una risposta seria, non “ridicola”. (Elisabetta Bavasso e Claudia Moretti, legali, consulenti Aduc)

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Rarissima veduta Firenze di Hieronymus Cock

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2020

Una rarissima stampa, risalente alla metà del ‘500 e raffigurante una veduta completa della Firenze del Rinascimento, una delle più antiche giunte ad oggi attraverso i secoli: a rintracciarla ed acquistarla da un antiquario in California, riportandola “a casa”, sono state in questi ultimi mesi le Gallerie degli Uffizi. Si tratta di grandissima incisione su tre fogli di carta (per un totale di oltre 36 centimetri di altezza x 1 metro e 30 di larghezza), realizzata a bulino e acquaforte nel 1557 ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock e ripubblicata a Parigi nel 1601 da Paul van der Houve. La stampa, particolareggiatissima, mostra la Firenze di metà Cinquecento: cinta ancora dalle antiche mura (fatte abbattere dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1865, quando ridisegnò il volto della città aggiungendo i viali) e circondata dai campi. All’interno della cerchia muraria si possono distintamente riconoscere i principali monumento, tra i quali il Duomo, il campanile di Giotto, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, la basilica di Santa Maria Novella, quella di Santa Croce. Non ci sono gli Uffizi, che Cosimo I non aveva ancora commissionato all’ “archistar” toscana del tempo, Giorgio Vasari (avrebbe iniziato a farli costruire di lì a poco, nel 1560): nella porzione di spazio accanto a Palazzo Vecchio è ancora visibile la struttura dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata nel grande complesso voluto dal sovrano per gli uffici delle magistrature fiorentine. Alcuni degli edifici raffigurati, inoltre, non hanno ancora l’aspetto con cui sono conosciuti ed apprezzati oggi: il Duomo presenta ancora la sua antica facciata incompiuta, e così Santa Croce. Palazzo Pitti, da poco acquistato dai Medici, nell’incisione ha un posto prominente e sembra dominare tutta la zona d’Oltrarno. Naturalmente non ha ancora i maestosi rondò laterali (entrambi costruiti secoli dopo), e alle spalle della reggia Boboli è raffigurato come poco più di una enorme distesa di prati, appoggiati sul fianco della collina: erano ancora di là da venire le opere che lo avrebbero trasformato in uno dei più fastosi e riusciti esempi di giardino all’italiana, modello in Europa nel ‘600 e nel ‘700.
L’opera costituisce la seconda più antica veduta di Firenze dopo quella detta “della Catena”, attribuita a Francesco Rosselli, e verrà inclusa nella raccolta del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.
Eseguita ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock, incisore ed editore che nel XVI secolo svolse un ruolo di grande rilievo nel panorama europeo della produzione e diffusione di immagini e cartografia a stampa, l’opera è composta da tre grandi fogli assemblati. Presenta lungo il bordo superiore il titolo “FLORENTIA” tra due putti che sostengono rispettivamente lo stemma mediceo a sinistra e il giglio fiorentino a destra. Nell’angolo inferiore destro una lunga iscrizione decanta le qualità di Firenze e dei suoi cittadini illustri, a partire dalla casata dei Medici e ricordando poi Dante, Poliziano, Petrarca, Boccaccio, Michelangelo. La veduta fu incisa nel 1557 dai fratelli Lucas e Jan Van Doetecum, abituali collaboratori di Cock, sotto l’attenta supervisione di quest’ultimo. Di questa stampa ottenuta dalla matrice originale esiste solo un altro esemplare al mondo: appartenuto in passato a Leo Olschki ed esposto in una mostra alla Galleria dell’Accademia nel 1935, oggi si conserva a Stoccolma alla Kungliga Biblioteket, la biblioteca nazionale di Svezia.

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Ora c’è il primo caso di infezione da coronavirus a Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Un imprenditore italiano tornato qualche settimana fa dalla sua azienda in Oriente e aveva preso un volo da Singapore (neanche dalla Cina….). E quindi non ha gli occhi a mandorla. Come la mettiamo ora che ci avevano detto di stare attenti a tutti i cinesi (o assimilabili ad essi per le caratteristiche somatiche), con il consolato cinese di Firenze in prima fila per quasi costringere i propri connazionali ad ottemperare alle misure di prevenzione anche quando le ipotesi di infezione erano lontanissime, ma sì da fugare qualunque dubbio che facesse della comunità cinese un capro espiatorio? Una situazione che va di pari passo con quella di aver sospeso i voli diretti da/per la Cina e non aver prestato attenzione ai voli che provenivano da qualunque altra parte del mondo in cui un cinese verso l’Italia avrebbe potuto prendere una coincidenza… e invece di fare prevenzione su quelli che arrivavano direttamente dalla Cina, ci si è trovati con zero prevenzione per tutti. Storie di ordinaria amministrazione.Di cui però è più che opportuno farne tesoro e non farci speculazione politica o elettorale. Chè in questo momento politica ed elezioni vengono in secondo piano, essendo il primo problema quello sanitario. Che si può affrontare solo pensando come se fossimo tutti su una stessa barca alla deriva, lo stesso modo in cui dobbiamo comportarci rispetto al Pianeta e all’emergenza ambientale. Consapevoli che sulla barca alla deriva ci sono quelli che buttano a mare i più deboli o i più lontani da loro, e sul Pianeta ci sono quelli (e non sono terrapiattisti…) che negano le evidenze del disastro procurato dal modello di sviluppo imperante. E questi personaggi non vanno soppressi, né emarginati, ma solo aiutati a farsi meno male da soli e per gli altri.

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Festival musicale “Da Firenze all’Europa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Firenze Dal 25 al 29 Febbraio Sala Bianca di Palazzo Pitti. Una nuova rassegna del Festival “Da Firenze all’Europa”, frutto della collaborazione tra l’Associazione Musica con le Ali e le Gallerie degli Uffizi.Protagonisti i giovani talenti sostenuti dall’Associazione Musica con le Ali insieme a celebri e affermati interpreti di fama internazionale, in una kermesse che di edizione in edizione promuove l’unione e la reciproca valorizzazione della grande musica classica, dei suoi talentuosi interpreti e del patrimonio culturale italiano.
Ecco il programma in dettaglio. Si parte martedì 25 febbraio alle ore 16 con il concerto di Ludovica Rana (violoncello) e di Maddalena Giacopuzzi (pianoforte) che eseguiranno musiche di Brahms, Debussy e Chopin. Mercoledì 26 febbraio alle ore 16 si svolgerà il concerto di Gaia Gaibazzi (clarinetto) e di Claudio Laureti (viola), che si esibiranno insieme al celebre pianista Giuseppe Andaloro con musiche di Lovreglio, Schumann, Bassi e Mozart. Giovedì 27 febbraio alle ore 11.30 la violoncellista Lorenza Baldo si esibirà con il pianista Filippo Gamba eseguendo brani di Brahms, Schumann e Janáček. Nella stessa giornata, alle ore 16, si terrà il concerto del cornista Martin Owen insieme a Fabiola Tedesco (violino) e Giovanni Bertolazzi: in programma musiche di Beethoven e Ligeti. Anche venerdì 28 febbraio gli appuntamenti saranno due, uno mattutino e uno pomeridiano. Ad iniziare alle ore 11.30 saranno il violinista Indro Borreani e la pianista Clarissa Carafa, che eseguiranno brani di Wieniawski, Grieg, Paganini e Brahms; seguirà, alle ore 16, il concerto del violoncellista Enrico Dindo e della pianista Martina Consonni, che suoneranno Beethoven e Chopin. Sabato 29 febbraio alle ore 11.30 si esibiranno la violinista Francesca Dego e le due musiciste Fabiola Tedesco (violino) e Martina Consonni (pianoforte), eseguendo un programma che spazia da Debussy a Prokofiev, a Poulenc, a Shostakovich. Arriviamo dunque al concerto conclusivo delle ore 16, che vedrà protagonista la pianista Ludovica De Bernardo, che eseguirà musiche di Dvořák e di Mozart accompagnata dall’Ensemble Musica con le Ali, composto da musicisti affermati che si esibiscono insieme ai giovani interpreti sostenuti dall’Associazione, intervenendo come sostegno sinfonico nella proposta di capolavori del repertorio per solista e orchestra. Si tratta di una formazione variabile che in questa rassegna del Festival è composta dai violinisti Leonardo Matucci e Alessia Pazzaglia, dalla violista Camilla Insom, dalla violoncellista Valeria Brunelli e dal contrabbassista Pietro Horvath.
L’Associazione Musica con le Ali, costituita a Milano nel 2016, rappresenta una realtà di Patronage Artistico unica nel suo genere in Italia e all’estero. Sostiene e promuove i migliori giovani talenti italiani della musica classica offrendo loro importanti opportunità di crescita professionale e di visibilità. Per raggiungere questo obiettivo, Musica con le Ali supporta il percorso formativo dei giovani interpreti aiutandoli ad affermarsi nella propria professione attraverso molteplici iniziative in collaborazione con le principali istituzioni culturali e musicali.

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Concluso il restauro della facciata principale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

L’intervento, compiuto dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con la Soprintendenza e costato circa 300mila euro, è durato poco più di un anno. A determinare la necessità di una vasta operazione di restauro di questa parte della facciata era stata la caduta di frammenti delle pietre di rivestimento, che in alcuni punti erano in condizioni di grave degrado. Con il restauro, partito immediatamente, è stata effettuata un’accurata revisione di tutto il prospetto e un consolidamento del bugnato di pietra, anche mediante l’impiego di tecniche innovative. L’intervento è stato accompagnato da un’estesa campagna di indagini diagnostiche, condotte dal laboratorio di restauro della Soprintendenza e dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Per mettere in sicurezza i grandi blocchi di pietra forte, segnati da vene di calcite che ne frammentano la continuità, sono state realizzate legature in cavo di acciaio: un metodo di intervento che costituisce una vera novità tecnica. E’ la prima volta, dagli anni ’90, che una parte delle facciate di Palazzo Pitti viene restaurata. E appena lo scorso anno è stato effettuato un ampio intervento di recupero e consolidamento dei bastioni che cingono la reggia medicea: in questo caso, era da prima della Seconda Guerra mondiale che non veniva svolto un lavoro del genere.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Grazie all’autonomia gestionale dei musei, adesso possiamo provvedere a fondamentali operazioni di conservazione e tutela dei nostri edifici in tempi rapidi. Il restauro dei bastioni e del Rondò meridionale di Palazzo Pitti sono solo i primi due passi di un vasto lavoro di recupero delle facciate che intendiamo portare avanti già a partire dai prossimi mesi. Questa campagna avviene proprio nel momento in cui da parte del Mibact è da poco stato introdotto il “Bonus facciate” per i privati. Anche se noi, come Istituto pubblico, non ne beneficiamo, i risultati ottenuti a Palazzo Pitti potrebbero costituirne un impulso e un esempio”.
Il Soprintendente Andrea Pessina: “Questo restauro, definito e condotto sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, rinnova ancora una volta la stretta ed efficace collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, un esempio di come l’esperienza operativa e la preparazione culturale e scientifica del personale tecnico del mio ufficio sia sempre a disposizione per la definizione delle tecniche e dei metodi più idonei per la conservazione del nostro patrimonio culturale, in questo caso di un testo architettonico di altissimo valore, quale è la vasta mole delle facciate di Palazzo Pitti”.
La costruzione delle due ali laterali che serrano la piazza e concludono la secolare fabbrica di Palazzo Pitti si compie tra la seconda metà del Settecento e la prima metà del secolo successivo. Al suo avvio il cantiere interessa l’ala destra, a definire un corpo di fabbrica denominato nei documenti settecenteschi ‘rondò’ (adattamento del francese rondeau), da destinare a caserma per il corpo di guardia del palazzo. La conclusione dei lavori avviene nel 1840, con la realizzazione di un’analoga struttura anche sull’ala sinistra della reggia (il “rondò di Bacco”) dove vennero accolte rimesse e scuderie.
Due piazzette (oggi piazza Carlo Levi e piazza Anna Maria Ichino) distanziano i due rondò dalle costruzioni circostanti su entrambi i lati, tanto a nord quanto da sud, e contribuiscono a esaltare la dimensione monumentale di Palazzo Pitti nel tessuto urbano dell’Oltrarno.
Il compimento della fabbrica di Palazzo Pitti e la costruzione dei due rondò furono effettuati nel deliberato ed esplicito riferimento al primigenio progetto di Filippo Brunelleschi, a sigillo della persistente, insopprimibile florentinitas nella cultura architettonica cittadina.

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La Porta in bronzo e oro di Andrea Pisano torna a risplendere

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

tre porte del Museo di Santa Maria del FioreFirenze. La Porta Sud in bronzo e oro di Andrea Pisano riprende posto accanto alle due Porte del Battistero di Firenze, nella Sala del Paradiso del nuovo Museo di Santa Maria del Fiore. Dopo un lungo restauro durato tre anni, la maestosa Porta realizzata tra il 1330 e il 1336 dallo scultore toscano, è di nuovo visibile al pubblico, a partire dal 9 dicembre, accanto alle monumentali opere rinascimentali realizzate dal Ghiberti e protette sempre da Goppion: la Porta del Paradiso e la Porta Nord.Un lungo sodalizio è quello che lega l’impresa milanese al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. È il 2012 quando l’azienda leader nella produzione di sistemi espositivi e conservativi in ambito museale, famosa in tutto il mondo per le vetrine della Gioconda e dei gioielli della Corona d’Inghilterra, viene coinvolta nel progetto di restauro del percorso museale, sotto la guida dello studio Guicciardini & Magni Architetti. Un grandioso progetto di rinnovamento volto a raddoppiare l’area espositiva del museo originale, da 2.500 a 6.000 m2, per proteggere oltre 750 opere d’arte rinascimentale.
È in quel momento che a Goppion viene affidato l’incarico di realizzare cinquanta vetrine per il nuovo allestimento, speciali sistemi espositivi concepiti per conservare le opere più fragili e delicate tra cui: la Maddalena di Donatello, l’Altare d’argento – conservato sotto azoto -, la Croce del Pollaiolo, antichi dipinti su tavola, preziose oreficerie, modelli in legno, parati tessili liturgici, delicatissimi pannelli ricamati e manoscritti.Tra le sfide maggiori, un posto speciale occupano le installazioni create appositamente per contenere le famose tre Porte del Battistero. La prima a prendere posto, in ordine cronologico, nella nuova sala a loro dedicata, è stata la Porta del Paradiso nel 2015 e a seguire la Porta Nord. Ora la Porta Sud torna a brillare in una nuova custodia dalle prestazioni hi-tech e connotata da una raffinata sensibilità estetica. Alta 6,30 metri, larga 4,30 e profonda 2 metri circa, la struttura della vetrina, come per le altre due Porte, è in acciaio verniciato con tinte atossiche, sigillata tre porte del Museo di Santa Maria del Fiore1.pngda guarnizioni speciali e caratterizzata da un vetro antisfondamento. La profondità del sistema espositivo consente lo spostamento della pesantissima porta, circa 8 tonnellate, su speciali binari che consentono ai restauratori di monitorare costantemente il prezioso manufatto e intervenire, in caso di necessità, per mezzo di un ponteggio.La vetrina ermetica è dotata di un sistema di controllo della temperatura e dell’umidità di ultima generazione, capace di garantire la perfetta conservazione della scultura. La Porta del Pisano, proprio come le altre due Porte bronzee, necessita di un ambiente estremamente secco – con un tasso di umidità costantemente al di sotto del 15% – per impedire l’ossidazione dei materiali e la formazione di sali instabili tra la superficie bronzea e la pellicola dorata. Attraverso il controllo di valvole e umidificatori riposti all’interno delle vetrine, umidità e temperatura sono così facilmente regolabili.Goppion, in questa occasione, ha anche completato l’allestimento della Sala delle Cantorie con una vetrina gemella di quelle già esistenti, per l’esposizione di una terracotta di Donatello. (foto: tre porte del Museo di Santa Maria del Fiore con copyright)

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Convenzione tra Fondazione Zeffirelli e Università di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

In considerazione la comunanza d’intenti tra le due istituzioni, è stata siglata nei giorni scorsi una convenzione tra la Fondazione Franco Zeffirelli e l’Università degli Studi di Firenze. L’accordo prevede un rapporto privilegiato tra i due enti sia nell’ambito della diffusione culturale, sia in quello della collaborazione su determinati progetti, per ognuno dei quali è prevista comunque la stipula di un protocollo d’intesa specifico.«Su proposta della Fondazione Zeffirelli – ha detto il Rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, che oggi ha visitato la Fondazione Zeffirelli di Firenze -, con la quale avevamo già in essere una convenzione per ospitare i tirocinanti, abbiamo recentemente approvato nel Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione una convenzione più generale per iniziative a 360 gradi tra questa fondamentale e significativa istituzione, da poco qui a Firenze, e la nostra Università perché penso ci siano tanti punti di intersezione. Mi auguro quindi che la nuova convenzione, che è una carta scritta, possa originare anche iniziative concrete, cosa di cui sono certo». Da parte sua Pippo Zeffirelli, Presidente della Fondazione intitolata al Maestro Franco, ha aggiunto di essere «sicuro di questa collaborazione. Per noi si tratta di un importante punto di arrivo e soprattutto mi preme l’opportunità di poter attrarre l’Università in questo mondo straordinario, di fantasia ma anche di grande professionalità, costituito dalle arti dello spettacolo».
http://www.fondazionefrancozeffirelli.com

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XX Congresso Nazionale della Pneumologia Italiana AIPO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Firenze dal 13 al 16 novembre prossimi Fortezza da Basso. un’occasione per fare il punto sulle malattie dell’apparato respiratorio e una panoramica sulle novità più rilevanti e sui nuovi trattamenti che saranno presto disponibili. Circa 2000 specialisti italiani e stranieri si confronteranno su patologie che presentano un alto tasso di crescita dal punto di demografico ed epidemiologico, con un grande impatto emotivo e una ricaduta altrettanto significativa da un punto di vista sociale e della sostenibilità.Le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano la terza causa di morte, dopo malattie cardiovascolari e tumori. La loro incidenza è in continuo aumento anche a causa di fattori quali fumo, inquinamento atmosferico e progressivo invecchiamento della popolazione. “La Pneumologia italiana è forte e si confronta con il resto del mondo. Come recita il titolo del Congresso, dobbiamo guardare ai progressi e alle nuove frontiere introdotte dalla globalizzazione” ha dichiarato Venerino Poletti, Presidente AIPO e del Congresso. “Questo si traduce nella presenza, in sede congressuale, di relatori internazionali che porteranno il punto di vista delle realtà con le quali siamo chiamati a confrontarci.”La prima sfida, come ogni anno, è l’imminente stagione invernale con i continui e rapidi cambiamenti delle temperature che già mostra i suoi effetti. Ciò che preoccupa oltre ai semplici raffreddori o all’arrivo dell’influenza sono i contraccolpi sugli organi della respirazione: bronchite e broncopolmonite. Fumo, inquinamento, inalazione di sostanze tossiche ma anche virus e batteri irritano i bronchi. La bronchite è un’affezione molto comune con un’incidenza di circa 3000 casi su 100.000 abitanti. Oltre a chi abita in zone inquinate, i più esposti sono bambini, anziani, fumatori ma anche chi vive con un fumatore e chi già soffre di malattie polmonari. In Italia ogni anno i morti sono oltre 11.000 per broncopolmonite prevenibili con vaccinazione.
Tra le malattie respiratorie la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una delle patologie più diffuse, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2020 diventerà la terza causa di morte e quinta causa di invalidità a livello mondiale. La prevalenza della BPCO aumenta con l’età fino a raggiungere il 10,8% negli ultrasettantacinquenni, rispetto al 3,1% di prevalenza generale. Il 10% di giovani tra i 20 e i 44 anni presentano segni della malattia (tosse ed espettorato senza o con ostruzione bronchiale (3,6%) sottolineando come la BPCO sia ampiamente sottostimata e sotto-diagnosticata, sempre secondo i dati OMS). Si stima che il 15-50% dei fumatori sviluppi BPCO nel corso della vita. Una volta diagnosticata, il paziente si rivela poco aderente con solo il 26% di soggetti che seguono le indicazioni mediche (OMS e Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali. Rapporto Nazionale 2015). Ma va anche ricordato che la BPCO è una patologia prevenibile e trattabile e, soprattutto, si può intervenire per rallentarne l’evoluzione.
Per quanto riguarda l’asma, in Europa sono oltre 30 milioni le persone che ne soffrono. In Italia l’incidenza è pari al 4,5% della popolazione, ossia circa 2,6 milioni di persone e una buona parte dei casi è causata dalla presenza di una o più allergie. L’asma grave invece riguarda fino al 10% della popolazione complessiva di asmatici e ha un importante impatto sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono.
D’attualità il capitolo dedicato alla medicina di genere e alla salute della donna. “In passato, in ambito medico, le differenze biologiche fra uomo e donna venivano completamente ignorate, ora sappiamo che sono differenti i modi di ammalarsi così come le reazioni ai farmaci e agli stili di vita” ha commentato Sara Tomassetti dell’Unità Operativa di Pneumologia degli Ospedali GB Morgagni di Forlì.
Durante il Congresso AIPO, si parlerà anche di malattie rare.

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