Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n°178

Posts Tagged ‘firenze’

Case popolari a Firenze: Meno immigrati. Si rincorre l’onda elettorale?

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Firenze. Si dibatte in citta’ sulle avance del Sindaco Dario Nardella per una maggiore presenza di fiorentini nelle liste per l’assegnazione delle case popolari. Avance che arriva dopo aver scoperto l’acqua calda: la maggior parte in lista sono extracomunitari. E chi altri dovrebbero essere, visto che quasi tutti i “nuovi” poveri non possono che essere i migranti, politici od economici che siano? O forse qualcuno credeva che chi cerca rifugio nella citta’ del Giglio, scappando da guerre e miseria, vi arrivasse carico di soldi e disponibilità? Un minino di conoscenza di queste persone ci porterebbe a valutarle come costrette a lasciare il loro Paese, per colpe di un po’ di tutti, con professionalita’ (quando ci sono) che qui valgono quasi zero, e quindi dovendo rifarsi una vita a partire da questo zero. E -cosa da valutare con molta attenzione demografica ed economica- unici in grado di far fronte a lavori e presenze che il livello di ricchezza dei residenti stabili da diversi anni non hanno intenzione di affrontare.
A parte coloro che plaudono sempre alle politiche di restrizione della presenza dei migranti (che’ altrimenti -loro plaudenti- non avrebbero ragion d’essere), la questione e’ economica, sociale ed umana. E’ innegabile che la maggior parte dei poveri siano tra gli immigrati, e’ per il loro essere tali che dobbiamo penalizzarli? Fa gioco a tutti avere le fasce piu’ deboli in condizioni di vita piu’ precarie, magari per lamentarci dopo che siano piu’ facilmente attratte dalla manovalanza della delinquenza (solo manovalanza, che’ i capi sono quasi sempre italiani)?
Il Sindaco Nardella sembra che abbia chiesto una presenza certificata sul territorio urbano di 10 anni perche’ si possa vantare il diritto alla lista di assegnazione delle case popolari. Se cosi’ fosse, il marziano Sindaco sarebbe anche un po’ pericoloso, perche’ fomentatore di disordini. Dieci anni! Periodo in cui questi piu’ poveri dovrebbero arrangiarsi. E come, in una citta’ che -giustamente visto la prevalenza dell’economia turistica- avere una casa a prezzi decenti e’ molto difficile? E’ solo questa la risposta dell’amministrazione cittadina a questa domanda, cioe’ restringere l’applicazione invece di ampliare l’offerta? Ampliare l’offerta, per l’appunto: ci sono politiche in merito per recuperare -per esempio- la dismissione del patrimonio militare e rilanciare l’edilizia popolare? Sembra di no -sul pratico, che in teoria…. Con una realta’ urbana fatta di servitu’ militari e pubbliche ormai dismesse e di eterno abbandono (Sant’Orsola
e’ solo il caso piu’ eclatante). Osservazioni generiche, le nostre. Ma foriere di un indirizzo che invece crediamo debba essere affrontato: contenitori di Paesi come il nostro vanno attrezzati al meglio per far fronte a tutte le nuove istanze, e in questo le citta’ giocano un ruolo importante: va solo fatto il calcolo di cio’ che gia’ c’e’ e distribuito ai presunti aventi diritto per nascita o presenza temporale, o va aumentata l’offerta?
Non vorremmo che l’avvicinarsi della scadenza elettorale amministrativa possa significare, per un Sindaco ed un’amministrazione che hanno sempre detto e fatto il contrario (nei limiti delle loro capacita’ e possibilita’), per cercare di far crescere il proprio consenso giocando sulle sponde del razzismo.
Sindaco, Firenze non e’ la capitale dell’Ungheria attuale, ma la capitale per eccellenza dell’incrocio di culture ed economie che hanno dato vita alla sua bellezza e importanza. E crediamo che quanto fatto in passato possa servire non solo a guardarci allo specchio e vendere al “ricco” turista, ma anche come riferimento e pratica per dare un indirizzo al futuro, non solo della nostra citta’. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Galleria dell’Accademia presenta i suoi recenti restauri

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Firenze La Galleria dell’Accademia di Firenze presenta un ciclo di sei conferenze, da maggio 2018 a marzo 2019, per raccontare al pubblico i più recenti restauri delle sue opere.Un ciclo di sei conferenze ideato dal direttore Cecilie Hollberg, con cadenza bimestrale da maggio 2018 a marzo 2019, per raccontare al pubblico i più recenti restauri operati dal Museo.
Durante gli incontri, i responsabili dei restauri spiegheranno le problematiche conservative presentate dalle opere, i modi di intervento e i risultati ottenuti. I curatori dei dipartimenti del Museo, ne approfondiranno, invece, i valori storici, culturali e i significati delle opere restaurate. Il Busto di Michelangelo Buonarroti di Daniele da Volterra, l’Annunciazione di Neri di Bicci, l’Incoronazione della Vergine di Giovanni dal Ponte sono alcune delle opere presentate.
La Galleria dell’Accademia presentando i suoi restauri recenti mira ad approfondire la conoscenza delle collezioni museali e l’importanza delle attività conservative già svolte e attualmente in corso. Specifica il direttore Cecilie Hollberg: “I restauri in genere ci rivelano dei risultati sorprendenti. Sotto le vernici ingiallite di un dipinto ci sorridono colori vivaci o trasparenti con dettagli inaspettati. Mi fa sempre piacere condividere queste esperienze e rendere partecipi i cittadini al loro patrimonio culturale offrendo la possibilità di qualche sguardo dietro le quinte.” La prima conferenza sul restauro della Trinità di Mariotto Albertinelli si terrà il 14 maggio 2018, dalle ore 17.30 alle ore 18.30, presso la Tribuna del David. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze. I restauratori sono esperti, non dipendenti del Mibact, scelti di volta in volta a seconda degli interventi da realizzare.
Il programma provvisorio degli incontri, ogni secondo lunedì dei mesi dispari, dalle 17.30 alle 18.30:
14 maggio 2018 Restauro della Trinità di Mariotto Albertinelli
Restauratrice: Silvia Verdianelli – Curatore Dipartimento: Donatella Fratini
9 luglio 2018 Restauro del Busto di Michelangelo Buonarroti di Daniele da Volterra
Restauratore: Nicola Salvioli – Curatore Dipartimento: Donatella Fratini
10 settembre 2018 Restauro della Croce del Maestro del Crocifisso Corsi
Restauratori: Alzeni-Buda-Fürst – Curatore Dipartimento: Angelo Tartuferi
12 novembre 2018 Restauro dell’Annunciazione di Neri di Bicci
Restauratrice: Silvia Bensi – Curatore Dipartimento: Angelo Tartuferi
14 gennaio 2019 Croce di anonimo fiorentino (Inv. 1890 n. 1345)
Resturatrice: Sandra Pucci – Curatore Dipartimento: Angelo Tartuferi
11 marzo 2019 Incoronazione della Vergine di Giovanni Dal Ponte
Restauratrice: Lucia Dori – Curatore Dipartimento: Angelo Tartuferi

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le Gallerie degli Uffizi ricevono in dono il Ritratto di signora in Giardino

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

E’ del 1883. E’ una delle opere più importanti e significative del percorso artistico di Silvestro Lega, dipinta in un periodo in cui l’artista aveva trovato una certa serenità presso la famiglia Tommasi a Bellariva (Firenze). Come afferma il direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, “Un altro capolavoro della pittura macchiaiola si aggiunge alle nostre collezioni. In linea con il pensiero paterno, Josie Taragoni ha voluto destinare quest’opera al museo fiorentino che possiede la raccolta più rilevante di quella corrente artistica: a lei va il pensiero grato delle Gallerie, dei fiorentini e di tutti i visitatori futuri che potranno così ancor meglio comprendere ogni aspetto della creatività di Silvestro Lega”.
Josie Taragoni dichiara: “Sono davvero felice per questa operazione che considero molto importante perché penso che questo quadro, in particolare, possa ulteriormente internazionalizzare la pittura dei Macchiaioli”. Per la densità materica dell’impasto pittorico e l’approccio diretto e quasi fotografico al soggetto, infatti, l’opera è fondamentale per documentare al meglio le risorse formali della pittura macchiaiola, da intendersi come fucina stilistica di sconvolgente modernità e patrimonio di risorse per molte espressioni figurative del Novecento, non soltanto in ambito italiano.
Contro una spalliera di foglie verdi e carnose perché gonfie di linfa, la figura femminile emerge con una forza quasi arcaica, dovuta alla sintesi formale nella resa del volto, isolato e assorto in pensieri distanti e come a disagio, forse per la costrizione della seduta di posa, o per un consapevole distacco psicologico della protagonista rispetto all’immagine di sé vestita a festa che l’artista immortala sulla tela.
Il personaggio ritratto (la signora Frediani, secondo Josie Taragoni) sprigiona come un’aura primordiale che la avvicina alle severe e ruvide eroine sociali della “pittura dei campi”, secondo la visione naturalista del pittore francese Jules Breton, particolarmente apprezzata in Toscana da Adolfo Tommasi ed Egisto Ferroni.
Il risultato è volutamente inquietante, perché se da una parte il pittore sembra voler rapire in velocità l’immagine, esprimendo la forza e la sovranità della donna, dall’altra si sofferma su dettagli che ne dichiarano l’appartenenza alla classe borghese: l’elegante abito celeste polvere, la goletta di pizzo fermata da uno spillo d’oro a forma di freccia, e il tocco gentile del mazzolino di fiori appuntato sul petto.
Da oggi oggi il Ritratto di signora in giardino è esposto nella sala 18 della Galleria d’arte moderna, su una splendida parete dove all’inizio si ammira il Ritratto della Figliastra di Giovanni Fattori del 1889, e al centro un altro capolavoro del pittore livornese, Lo Staffato, del 1880.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Corte Permanente di Arbitrato conclude un accordo per facilitare lo svolgimento di udienze a Firenze

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Firenze. Le udienze amministrate dalla Corte permanente di arbitrato dell’Aja potranno ora avere luogo a Firenze. E’ questo il cuore dell’accordo di cooperazione che è stato firmato da Hugo H. Siblesz, segretario generale della Corte Permanente di Arbitrato (PCA, Permanent Court of Arbitration) e Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze alla presenza degli assessori del Comune di Firenze Federico Gianassi e Anna Paola Concia, della presidente del Tribunale di Firenze Marilena Rizzo e del presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.
L’’accordo ha lo scopo di facilitare lo svolgimento dei procedimenti amministrati dalla Corte per la risoluzione di controversie tra Stati e Stati ed enti privati in Italia. Grazie a questo accordo, Firenze viene a far parte di un network globale dell’’arbitrato e si aggiunge ad altre 27 località di tutti i continenti dove la PCA ha siglato accordi di cooperazione.
In base all’’intesa, la Camera di Commercio di Firenze ospiterà le udienze arbitrali amministrate dalla PCA nella propria sede in Piazza dei Giudici. In questo modo, le parti coinvolte in un procedimento avranno la possibilità di adoperare i servizi della PCA in Italia.
«La risoluzione delle controversie internazionali è uno sforzo inerentemente globale», ha sottolineato Hugo H. Siblesz. «Come organizzazione internazionale, la PCA mira ad essere in grado di condurre udienze in qualunque parte del mondo. Gli accordi di cooperazione, come quello siglato oggi, sono cruciali nel consentire alla PCA di portare avanti la sua missione. L’Italia è sempre stata amica e sostenitrice della PCA fin dal principio, più di cent’anni fa, ed è perfettamente opportuno che la PCA possa oggi prontamente condurre udienze in Italia».
«Siamo davvero grati di poter offrire un servizio così importante, attraverso il quale qualunque istituzione o impresa può richiedere di svolgere udienze arbitrali a Firenze – ha detto Leonardo Bassilichi -. E’ uno splendido modo di utilizzare la nuova area digitale della sede WorkinFlorence a disposizione di tutte le imprese italiane e internazionali e allo stesso tempo mettiamo un tassello significativo nel nostro impegno per la risoluzione alternativa delle controversie che ha come scopo finale anche quello di abbattere i tempi di giustizia».
«Ospitare a Firenze, unica città in Italia, la Corte permanente di arbitrato dell’’Aja è per noi motivo di orgoglio perché dimostra ancora una volta come la nostra città sia luogo di sinergie e di incontro. Entrare nel grande network globale dell’’arbitrato insieme ad altri 27 paesi di ogni parte del mondo è un risultato importante che dimostra quanto a Firenze si lavori per gettare ponti sul futuro», ha aggiunto l’assessore del Comune di Firenze, Federico Gianassi.
Istituita nel 1899 per facilitare l’’arbitrato e le altre forme di risoluzione delle controversie tra Stati, la PCA è oggi un’istituzione moderna che conta con 121 Stati membri. L’Italia e parti italiane sono spesso coinvolte in controversie arbitrali o in altri procedimenti amministrati dalla PCA.
L’’accordo prevede che la Camera di Commercio di Firenze potrà organizzare incontri di mediazione della Florence International Mediation Chamber (FIMC) nella sede della PCA all’Aja. Infine, le due istituzioni si impegnano a promuovere e diffondere i metodi di risoluzione alternativa delle controversie internazionali, come la mediazione e l’’arbitrato, attraverso l’’organizzazione di iniziative congiunte.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Middle East Now Festival di Firenze

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

Il 10 aprile, Wajib – Invito al matrimonio. Ambientato nella comunità cristiana di Nazareth, in Palestina, il film – diretto dalla pluripremiata regista palestinese di When I saw you, Annemarie Jacir, e interpretato da due straordinari attori, Mohammed e Saleh Bakri, padre e figlio sullo schermo e nella vita – evidenzia le criticità e le difficoltà del vivere in una terra martoriata, in cui pragmatismo e idealismo non sempre riescono a convivere. Il titolo Wajib, che tradotto in italiano significa “dovere”, fa riferimento alla tradizione palestinese secondo la quale il padre e i fratelli della sposa hanno il dovere sociale di consegnare personalmente gli inviti di matrimonio. Un gesto solenne e culturalmente importante che dà vita a un road-movie profondo ed emozionante, che esplora la complessità del rapporto padre-figlio nel confronto tra liberà e dovere, modernità e tradizione.Il film, che ha ottenuto anche il Premio ISPEC (Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo) al Festival di Locarno 2017, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 19 aprile 2018.
Abu Shadi ha 65 anni e vive a Nazareth, in Palestina. Di professione insegnante, molto stimato, Abu Shadi ha cresciuto da solo i due figli dopo l’abbandono della moglie e la sua fuga in America con un altro uomo, e ora si appresta a vivere quello che è forse il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal. Per l’occasione e per aiutarlo nei preparativi, è tornato nella città natale anche Shadi, l’altro figlio che ormai da tempo vive in Italia, dove lavora come architetto. Pur essendo ormai avvezzo agli usi occidentali e molto critico verso quanto accade nella regione, Shadi non si è sottratto al rispetto della locale consuetudine palestinese che prevede il “Wajib”, il “dovere” da parte dei familiari, di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati. Di casa in casa, con visite a familiari, amici o anche semplicemente vicini, Shadi e Abu Shadi si apprestano a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne così come vuole la tradizione. Le porte di cristiani, mulsulmani e anche atei si aprono al loro arrivo. Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli, la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa affiora man mano in superficie costringendoli a un inevitabile confronto.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Museo Nazionale del Bargello: quattro mostre… mille ragioni per visitarlo

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Firenze Museo nazionale del Bargello Via del Proconsolo, 4.La prima settimana di aprile il Museo Nazionale del Bargello offre agli amanti dell’arte un’occasione unica di visita all’interno della propria maestosa cornice architettonica : oltre ai capolavori della collezione permanente (da Donatello a Verrocchio, da Luca della Robbia a Michelangelo, da Benvenuto Cellini a Giambologna) la concomitanza di quattro diverse mostre permetterà ai visitatori di addentrarsi in un suggestivo dialogo, fatto di incroci e rimandi storico-artistici, con alcune prestigiose opere provenienti da altri importanti musei internazionali.
Dal 31 marzo, infatti, la Sala del Medagliere farà rivivere un’affascinante liason tra l’artista, Lorenzo Bernini, e la sua musa, Costanza Bonarelli: uno accanto all’altro, il celeberrimo ritratto marmoreo di Costanza Bonarelli e il dipinto raffigurante l’Autoritratto maturo del massimo artista del barocco romano, permetteranno di ripercorrere un momento singolare della biografia e della carriera del Bernini, evidenziando lo stretto rapporto tra pittura e scultura nella creazione del cosiddetto “ritratto parlante”.
L’Autoritratto, proveniente dalla collezione della Galleria Borghese di Roma, sarà esposto al Bargello fino al prossimo 20 maggio.
Inoltre, fino all’8 aprile, si potranno ancora ammirare la lunetta di Giovanni della Robbia (proveniente dal Brooklyn Museum di New York), i tre studi dal Vero di Vincenzo Gemito (dalle Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos di Napoli) e il Reliquiario di Montalto (dal Museo Sistino Vescovile della stessa città marchigiana). Un inizio di aprile ricco di novità, suggestioni e spunti per scoprire, o riscoprire, il Museo Nazionale del Bargello con i suoi capolavori e i suoi inediti accostamenti di opere d’arte.www.bargellomusei.beniculturali.it

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dipinto di Johann Paul Schor, ultima importante acquisizione fatta dalle Gallerie degli Uffizi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

Johann Paul SchorFirenze “Spettacolare e raro” – così il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha definito il grande dipinto di Johan Paul Schor, datato 1664, appena acquistato dalle Gallerie degli Uffizi. – “La tela mostra un centinaio di figure vestite in abiti dorati che sfilano per il carnevale del 1664 insieme alle antiche maschere della commedia dell’arte. Il corteo accompagna gioiosamente un monumentale carro trionfale – capolavoro dello stesso Schor, documentato dalle fonti – e una carrozza che ospita personaggi dell’aristocrazia romana. Facendoci rivivere i fasti del barocco nell’Urbe, l’artista immortala e contestualizza un capolavoro effimero e pertanto ora perduto, appunto un monumentale carro trionfale dorato, e inoltre ritrae se stesso in basso a destra, nell’atto di mostrare orgogliosamente il foglio con la firma: Gio. Paul Schor de Insprvh fat(to) il carro e il quadro anno 1664. Il quadro quindi si inserisce anche nella raccolta di autoritratti iniziata proprio in quegli anni da Leopoldo de’ Medici, lo straordinario collezionista che celebriamo ancora fino al 25 febbraio con una grande mostra a Palazzo Pitti. Da ricordare che Schor, originario di Innsbruck in Austria, raggiunse fama internazionale a Roma, dove risiedette dal 1640 fino alla morte nel 1679: egli pertanto rappresenta in maniera emblematica la dimensione veramente europea della scena artistica italiana nel periodo barocco. Anche per questo motivo, l’acquisto del dipinto sottolinea la statura nazionale ed europea delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi.” Aggiunge la Curatrice della Pittura del Seicento Maria Matilde Simari: “Lo scenografo e artista austriaco – che in Italia veniva chiamato Giovanni Paolo Todesco (1615 -1679) – ha dato in questo dipinto una originale testimonianza della sua straripante fantasia barocca. Schor era capace di concepire scenografie urbane di straordinaria inventiva, ma anche di eseguire pregevoli pitture ad affresco e su tela, oltre a progettare arredi e oggetti di uso quotidiano. Fu un assiduo collaboratore di Gian Lorenzo Bernini che in questo maestro nordico trovò affinità nella realizzazione di macchine e apparati esuberanti che espressero al massimo grado il gusto tipico del loro periodo storico.” Conclude la Curatrice della pittura del Settecento, degli Arazzi, dei Mobili e delle Carrozze Alessandra Griffo: “La destinazione prevista in apertura del nuovo Museo delle Carrozze di Palazzo Pitti valorizzerà appieno il significato e la particolarità iconografica del dipinto che corrispondeva a una specialità dell’artista. Al tema delle carrozze esaminate in dettaglio per le loro potenzialità decorative e rappresentative si riconducono infatti numerosi fogli di Johann Paul Schor e del suo ambito, patrimonio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e di altre collezioni internazionali.” (foto: Johann Paul Schor)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Firenze Moschea: Ancora il clericalismo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

firenze

Firenze. La questione della costruzione di una mosche musulmana a Firenze e’ arrivata ad un livello pericoloso per la libertà di tutti, credenti e non credenti: la clericalizzazione. Certo, siamo abituati a doverci confrontare, sulle questioni del clero, in termini di commistione, privilegi, favoritismi, etc… del resto, lo dice anche la nostra Costituzione all’articolo 7, dove, in contraddizione con altri articoli che propugnano la libertà di religione, si da’ il canale privilegiato alla confessione cattolica romana. Esiste, quindi, una sorta di DNA del confronto e delle decisioni civiche che ci induce a considerare doveroso e legittimo l’intervento dello Stato nella sfera del religioso e, ovviamente -ius primae noctis-, il contrario. E questo accade quando, da una parte, il Sindaco di Firenze dice e decide la sua su dove e come edificare la moschea musulmana, mentre dall’altra, il cosiddetto imam di Firenze pretende e fa istanza al pubblico per la costruzione degli edifici del suo culto. La situazione, per chi non ha ben seguito. Sindaco di Firenze dice che da’ un’ex-caserma per la moschea; imam fa il sostenuto e dice che potrebbe andare bene; Sindaco di Firenze viene bloccato da capo del governo nazionale che gli dice che quella caserma e’ normativamente non concedibile; Sindaco incassa e continua a cercare; imam aspetta; Sindaco trova terreno edificabile di proprieta’ della curia cattolica, intercede e dice che e’ vendibile; imam fa notare che e’ in territorio di Comune Sesto fiorentino e che andrebbe bene solo per quel Comune, restando irrisolto il problema Firenze; Sindaco dice: io sono anche il Sindaco della citta’ metropolitana e ti dico che quel luogo va bene per tutta l’area; imam dice che non se ne parla. Questo ping pong mentre i fedeli musulmani continuano a pregare per strada, trasformando un quartiere del centro cittadino, dove ha anche sede una minuscola moschea, in un bivacco pericoloso per tutti (i pazzi non sono solo i musulmani fanatici che ammazzano inermi civili in giro per il mondo, ma anche i cristiani intolleranti… e poi ci sono anche i comuni residenti dei quartieri e le attivita’ economiche di quelle zone, le principali vittime del ping pong). Aspettiamo la prossima puntata.
Sta accedendo qualcosa che ci porta in un vicolo buio, dove ci aspettano dei bravi per bastonarci coi colpi dell’intolleranza, della commistione, della violenza istituzionale. Il clericalismo. Praticato da entrambi i soggetti in gioco. Il Comune di Firenze che vuole decidere il bello e cattivo tempo per gli spazi dei musulmani, l’imam di questi ultimi che aspetta la benevolenza del potere pubblico (per tanti motivi, non ultimi quelli economici e politici). In mezzo: la nostra vita di tutti i giorni, violentata. Certo, la pratica della religione musulmana e’ un fenomeno piu’ ampio di quella, per esempio, induista… ma perche’ questi ultimi devono fare da se’ per trovarsi i propri spazi e i musulmani no? Non e’ forse da questo metodo che nasce il clericalismo di chi concede e di chi pretende? Certo, in Italia siamo maestri di clericalismo ma, mentre crediamo sia opportuno combattere quello imperante della chiesa cattolica romana, perche’ dobbiamo far si’ che tutto quello che ha a che fare con una religione debba essere trattato in modo clericale: senza distinzione delle reciproche liberta’ d’azione e di pensiero. Noi crediamo che il nodo del problema sia tutto qui. Ognuno si faccia la mosche che vuole, anche chiedendo che gli vengano venduti o affittati degli spazi pubblici, ma non aspetti che sia l’istituzione a trovargliela; mentre quest’ultima non si impegni a trovarla, ma applichi la legge come fa con tutti. Oppure -abbiamo capito male?- il Comune vuole decidere per i musulmani come e’ abituato a fare per i cattolici romani (coi quali c’e’ piu’ di una commistione, ma una sorta di tutt’uno), si’ che i primi si abituino cosi’ come i secondi?
Per rispetto verso la civiltà giuridica, umana, politica ed economica, non smetteremo mai nel perorare l’abolizione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica e dell’art.7 della Costituzione (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Carabinieri: stupro di Firenze, violata consegna e peculato

Posted by fidest press agency su domenica, 3 dicembre 2017

firenzeLa Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma ha concluso le indagini a carico dell’Appuntato Scelto dei Carabinieri Marco CAMUFFO e del Carabiniere Scelto Pietro COSTA. Lo rivela GrNet.it, il sito web su Sicurezza e Difesa, che specifica nel dettaglio i capi di imputazione. In particolare i due militari sono accusati di:
CONCORSO IN VIOLATA CONSEGNA CONTINUATA E PLURIAGGRAVATA perché, Appuntato Scelto (il CAMUFFO) e Carabiniere Scelto (il COSTA) dell’Arma dei Carabinieri, entrambi effettivi al Nucleo Radiomobile Carabinieri in Firenze, con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso tenute in data 7.9.2017, allorchè si trovavano comandati di servizio di pattuglia automontata in Firenze con turnazione h. 00.45 / 06.45 giusta o.d.s. nr. 48-9-2017, essendo intervenuti – su disposizione della Centrale Operativa del Comando Provinciale – presso una discoteca della città, sita in Piazzale Michelangelo, al termine dell’intervento stesso, alle ore 02.50 circa, senza autorizzazione alcuna, in assenza di ragioni di servizio e senza comunicare alcunchè alla Centrale Operativa facevano accedere nell’autoradio FIAT BRAVO tg. CC DD 190 due persone civili non legittimate e le trasportavano dalla discoteca stessa sino all’abitazione delle medesime, …, per poi sostare all’interno di privato edificio – in assenza di esigenze di servizio, e per fini meramente privati – per circa mezz’ora, lasciando l’autovettura incustodita sulla pubblica via con all’interno le armi lunghe: con la predetta condotta, posta in essere in concorso tra loro, violavano le consegne avute e contenute nel pertinente o.d.s., allorchè modificavano arbitrariamente il previsto itinerario, si portavano in settore di competenza di altra Forza di Polizia e omettevano di riportare nello stesso o.d.s. la modifica in parola e l’accompagnamento delle due civili; violavano altresì le disposizioni disciplinanti le modalità di svolgimento dei servizi esterni automontati, laddove le stesse prevedono che ‘…i militari di pattuglia …percorrono l’itinerario loro fissato prestando la massima attenzione su tutto quanto possa interessare la pubblica sicurezza e la protezione che devono accordare ai cittadini’, che l’autovettura sia parcheggiata ‘senza armi a bordo, in posizione defilata, dopo aver avvisato la Centrale Operativa’, che le uniche categorie di soggetti per i quali è possibile il trasporto a bordo dell’autovetture di servizio siano quelle in condizione di restrizione della libertà personale o per le quali sia necessario un accompagnamento presso un comando Arma per accertamenti più approfonditi, che ‘è tassativamente vietato lasciare le armi individuali o di Reparto non custodite a bordo di automotoveicoli’ e che ‘il capo-equipaggio o capo-pattuglia …in pattugliamento: cura la continuità dei collegamenti e l’ascolto dei messaggi e degli interventi della Centrale Operativa …si pone costantemente in condizione di eseguire le disposizioni impartite dalla Centrale Operativa; …il militare autista… in pattugliamento: in caso di allontanamento del capo-pattuglia o capo-equipaggio, non abbandona il mezzo assicurando il collegamento radio con la Centrale Operativa …durante le soste, deve: assicurare in ogni istante …la vigilanza del mezzo e dei materiali in dotazione’. Con le aggravanti del grado rivestito, dell’essere il fatto commesso nel corso di un servizio armato ed in circostanze di luogo per cui potesse verificarsi pubblico scandalo, nonchè – limitatamente alla persona del CAMUFFO – dell’essere investito del comando dell’equipaggio e concorso nel reato con militare inferiore in grado”.
I due militari, inoltre, in concorso tra loro si appropriavano della stessa e del relativo, occorrendo carburante, effettuando il tragitto da Piazzale Michelangelo e Borgo Santi Apostoli per fini diversi da quelli istituzionali e comunque non consentiti. Con le aggravanti del grado rivestito e – limitatamente alla persona del CAMUFFO – dell’essere investito del comando dell’equipaggio e concorso nel reato con militare inferiore in grado”.Oltre al procedimento penale avviato nei confronti dei due Carabinieri dalla Procura presso il Tribunale di Firenze, quindi, i due militari – difesi dagli avvocati Gianfranco Ceoletta, Cristina Minichini e Giorgio Carta – dovranno quindi essere giudicati anche dalla giustizia militare. (GRNET.IT)

Posted in Diritti/Human rights, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

palazzo pittiFirenze 7 novembre 2017 – 28 gennaio 2018 Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici (Firenze, 1617 – 1675), figlio del granduca Cosimo II e dell’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, oggetti preziosi e in pietre dure, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali. Uomo scrupoloso e di indole riflessiva lasciò traccia delle sue predilezioni nella ricchissima corrispondenza intrattenuta con gli agenti, edita di recente e nota alla critica.«Uno dei più voraci collezionisti non solo nella storia di Firenze e dei Medici, ma d’Europa, il Cardinale era dominato da una passione totale per l’arte. Lo guidava negli acquisti la sua genialità visionaria, che lo portò ad esplorare – e ad accaparrarsi – interi nuovi continenti nella materia collezionistica, e a disporne con finissimo intuito museologico. Si deve a lui, ad esempio, il primo nucleo della raccolta degli autoritratti, ancor oggi unica al mondo per genere e ampiezza» (Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).Alla morte del Cardinale, la maggior parte delle opere a lui appartenute entrarono nelle collezioni granducali e molte di esse furono espressamente destinate dal nipote, il granduca Cosimo III, ad abbellire la Galleria degli Uffizi: l’ingresso sistematico dell’eredità di Leopoldo nelle raccolte del principale museo della Casata toscana provocò uno dei più radicali rinnovamenti nella sua storia.
Nel quarto centenario della nascita di Leopoldo, le Gallerie degli Uffizi hanno voluto dedicare un’esposizione alla sua figura con lo scopo di presentare al pubblico esempi significativi del suo gusto nei diversi campi in cui esercitò la sua azione di conoscitore.
Sotto l’occhio vigile del Principe, presente in mostra con pitture, sculture e miniature che lo raffigurano nel trascorrere del tempo, dal poco noto quadro del castello di Konopiště di Giusto Suttermans, che lo mostra bambino, vestito alla polacca a cavallo di un destriero parato a festa, alle immagini di pittura e scultura che lo ritraggono nella sua nuova veste cardinalizia (dal 1667), si articolano le sezioni dell’esposizione, ospitata nelle prestigiose sale di rappresentanza del Tesoro dei Granduchi a Palazzo Pitti. Proprio nella reggia medicea erano custodite in origine le vastissime raccolte di Leopoldo, ospitate nel suo fastoso appartamento al secondo piano di Palazzo Pitti, allestito con gusto improntato al Barocco romano.
Dotato di una forte memoria visiva, Leopoldo riuscì a predefinire la sua collezione vedendone, già dagli anni precoci dei primi acquisti, la futura morfologia, la struttura portante, lo stile e la qualità che avrebbero assunto un’impalcatura concettuale in grado di resistere e affascinare fino ai nostri tempi. Niente fu lasciato al caso e le circostanze che videro promuovere contrattazioni anche lunghe e articolate, si attennero sempre al rigore di una precisa prassi.
Nel tempo in cui a Roma si effettuavano importanti campagne di scavo, Leopoldo grazie all’apporto dei suoi agenti e consiglieri, tra i quali Ottavio Falconieri, Leonardo Agostini, Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini, Ercole Ferrata, concluse l’acquisto di busti e sculture antichi di notevole pregio artistico, come la statua di fanciullo togato in basalto del II secolo d.C. scoperta nel 1651.
Vicino alla scuola galileiana, il Principe fu, insieme al fratello Ferdinando II, promotore dell’Accademia del Cimento (1657 – 1667), diretta espressione dell’atteggiamento sperimentalista che fiorì nella corte medicea pochi anni dopo la morte di Galileo Galilei. Nella collezione del Cardinale diversi erano gli strumenti appartenuti al grande scienziato, identificati in questa occasione nelle raccolte del Museo Galileo di Firenze. Interessato ai viaggi in terre lontane, vissuti attraverso le cronistorie letterarie, Leopoldo riunì nelle sue collezioni rarità naturali e oggetti preziosi dall’Oriente e dai paesi del Nuovo Mondo: dalle coppe con nautili lavorati in Cina agli oggetti in lacca giapponese, dalle armi indonesiane alla rarissima maschera in travertinite del IV-V secolo d.C. proveniente da Teotihuacan (Messico).
I contatti con il Nord Europa lo portarono a collezionare importanti gruppi scultorei in avorio di carattere sacro e profano, mentre la profonda religiosità che si respirava alla corte medicea lo spinse a commissionare preziosi reliquiari che, dispersi nel corso del XVIII secolo in alcune basiliche della Toscana, sono stati riuniti in occasione dell’esposizione.Se è impossibile ricreare gli ambienti dell’appartamento del Cardinale e riunire i numerosissimi dipinti della sua collezione (i risultati degli studi condotti in occasione della mostra saranno in catalogo e su supporti informatici), una scelta mirata riuscirà comunque a evocare lo sfarzo delle sue stanze dove i quadri di Tiziano, Pontormo, Botticelli, Parmigianino, Veronese, Bassano, Correggio si stagliavano sul fondo rosso delle pareti rivestite di taffetà nel fulgore delle loro cornici dorate, disegnate da artisti di chiara fama, quali Pietro da Cortona o Ciro Ferri.La volontà di lasciar memoria delle fattezze di personaggi di rilievo si manifestò nell’intento di costruire una storia dell’arte europea attraverso i ritratti dei suoi protagonisti: una stanza intera del suo appartamento era dedicata agli autoritratti dei pittori più famosi, una collezione unica al mondo ancor oggi vanto della Galleria degli Uffizi; così come la determinazione con cui perseguì una imponente raccolta di disegni, con l’aiuto dell’esperto Filippo Baldinucci, costituì il nucleo primigenio del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli, Maria Sframeli, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Adrian Paci a Firenze: “Di queste luci si servirà la notte”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

The GuardiansFirenze 11 novembre 2017 – 11 febbraio 2018 Montelupo Fiorentino – Pelago Museo Novecento e Le Murate. Progetti Arte Contemporanea Mostra promossa da Mus.e a cura di Valentina Gensini. L’acqua come metafora di movimento, flusso, ma anche possibilità di azione e reazione. Questa l’idea che Adrian Paci ha sviluppato per dare vita al progetto artistico “Di queste luci si servirà la notte”, prima personale toscana dell’artista albanese, dall’11 novembre 2017 all’11 febbraio 2018 nelle sedi fiorentine del Museo Novecento e de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e nei comuni di Pelago e Montelupo Fiorentino, co-produttori dell’evento. La mostra, curata da Valentina Gensini, è promossa e organizzata da Mus.e e rientra nel Progetto Riva (la cui direttrice artistica è Valentina Gensini), realizzato grazie alla partnership e al contributo del progetto Sensi Contemporanei nell’ambito dell’accordo di programma quadro tra Regione Toscana, Mibact Direzione Generale Cinema e Agenzia per la Coesione Territoriale. La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo di Herno e Publiacqua.
The Guardians1luciTredici le opere esposte al Museo Novecento, due delle quali inedite, a cui si sommano i lavori in mostra a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea e le video installazioni di Pelago e Montelupo Fiorentino.
“Il progetto di Adrian Paci parte da lontano – spiega Valentina Gensini, curatrice della mostra – sono due anni che lavoriamo insieme, instaurando un rapporto privilegiato con la città e con il fiume. Quest’anno Paci è tornato per produrre una performance ed un video inediti: il poetico passaggio notturno di una barca sul fiume, sinuosa come una medusa con dieci tentacoli luminescenti (particolari fibre ottiche), ha indagato l’archeologia del fiume, con il flusso che nasconde e rivela, tradisce e risignifica. Da qui parte l’installazione prodotta da Murate. Progetti Arte Contemporanea e Museo Novecento per questo progetto, al centro della mostra”. Al Museo Novecento Paci espone due opere inedite, il grande scheletro di un’imbarcazione accompagnato dalla rielaborazione video dell’azione da cui prende il nome la mostra, una performance che ha visto protagonista una piccola barca provvista di tentacoli luminosi calati nell’acqua, immersa a solcare il fiume Arno rivelando la profondità del fiume attraverso un’azione artistica ispirata alla pratica archeologica.
Accanto a questi lavori trovano spazio una selezione di opere tra video, dipinti e fotografie (tra le quali i video The guardians, The column e le opere fotografiche Back Home del 2001) che occupano gli spazi del museo e in alcuni casi vanno a dialogare con le opere della collezione permanente.
Home to goProgetti Arte Contemporanea, la mostra si sviluppa tra la sala Colonne e gli spazi dell’ex carcere duro dove si trova la scultura Home to go e il video dell’opera Rasha, accanto ai quali sono visibili i lavori pittorici e installativi di tre artisti residenti in Toscana, Davide d’Amelio, Gianni Barelli e Lori Lako, selezionati direttamente da Adrian Paci a seguito di un workshop tenuto lo scorso anno negli spazi delle Murate. Di queste luci si servirà la notte coinvolge inoltre, come luoghi satellite, i comuni di Montelupo Fiorentino dove, nella Fornace Cioni Alderighi, si trova esposta la video installazione The Encounter(2011) e Pelago, dove nell’ex Fabbrica Tappeti a San Francesco è stata collocata la video installazione One and Twenty-Four Chairs (2013).
Adrian Paci (Scutari, 1969) è tra gli artisti più noti del panorama artistico internazionale. All’interno delle sue opere (pitture, installazioni, video, fotografie) indaga la condizione umana sempre in transito e la complessità delle dinamiche sociali, politiche e culturali del nostro presente. (foto: The Guardians,Home to go, luci)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mostra I volti della Riforma: Lutero e Cranch nelle collezioni medicee

Posted by fidest press agency su martedì, 31 ottobre 2017

collezioni mediceeIncisioneFirenze, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi 31 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018. Il 31 ottobre 1517 vennero affisse alla porta della Schlosskirche di Wittemberg le Novantacinque tesi contro la prassi della vendita delle indulgenze e l’autorità del papa, evento che aprì la strada alla Riforma protestante.Per celebrare la ricorrenza del cinquecentenario, dal prossimo 31 ottobre gli Uffizi presenteranno in una mostra, allestita in Sala Detti, un prezioso nucleo di dipinti di soggetto luterano appartenenti alle collezioni medicee.Saranno esposte infatti le icone della nuova Chiesa riformata: i ritratti di Martin Lutero e di Filippo Melantone, i due teologi promotori del movimento riformatore; di Lutero, già monaco agostiniano, e della moglie Caterina von Bora, monaca cistercense; dei fratelli Federico III il Saggio e Giovanni, Elettori di Sassonia e sostenitori politici della Riforma. Tutti questi dipinti sono accomunati dall’essere usciti dalla florida bottega di Lucas Cranach il Vecchio, pittore ufficiale della nuova corrente religiosa. A questi si affianca una copia antica di un ritratto di Lutero, il dittico di Adamo ed Eva, capolavoro di Lucas Cranach, e una Madonna col Bambino e il san Giovannino, prove della padronanza del pittore nell’interpretare temi sacri sia attinenti alla nuova spiritualità riformata, sia a quella cattolica.La ricorrenza offre l’occasione di riflettere sulla particolare concentrazione di questi soggetti nelle collezioni medicee, certo dovuta in parte all’efficacia della macchina di propaganda luterana. Infatti, così come le traduzioni della Bibbia – curate personalmente da Lutero e dai suoi più stretti collaboratori, adeguandole ai diversi livelli di alfabetizzazione per una diffusione capillare – rispondevano a un’attenta politica linguistica e delle immagini, in campo prettamente artistico Lucas Cranach il Vecchio (Kronach 1472 – 1553 Weimar), amico personale di Lutero e pittore di corte dell’Elettore Palatino Federico III il Saggio, creò le opere da far circolare come manifesti della nuova ideologia. L’artista, sostenitore di Lutero e del suo programma, formulò così l’iconografia ufficiale della ritrattistica dei capi del movimento, improntandola alla massima semplicità: Lutero e Melantone, e collezioni medicee2anche della moglie del primo, Caterina von Bora, la cui effige in coppia con quella del marito attestava l’abolizione del celibato dei sacerdoti. Anche gli Elettori Palatini Federico III il Saggio e suo fratello Giovanni I il Costante furono oggetto del programma iconografico.
Cranach nel frattempo elaborava anche incisioni di immagini, a corredo dei testi sacri riformati, che in parte pubblicò lui stesso come editore. In mostra sono esposte per la prima volta tre serie di incisioni di altissima qualità, che illustrano argomenti sacri come la Passione di Cristo, gli Apostoli, i Martirii degli Apostoli, oltre ad altre stampe singole. Nel campo dell’incisione Cranach dovette misurarsi con la grandezza di Dürer, cui si ispirò creando soluzioni comunque originali: in mostra sono esposti alcuni significativi esempi di questo fruttuoso confronto fra i due maestri sul tema della penitenza di San Giovanni Crisostomo e del peccato originale. In rappresentanza della produzione di stampe allegoriche che descrivevano satiricamente i vertici ecclesiastici romani, del tutto assente dalle collezioni medicee, in mostra è presente un famoso libretto di Lutero e Melantone illustrato da Cranach (Deüttung der zwu grewlichen figuren Bapstesels zu Rom vnnd Münchkalbs zu Freyberg in Meyssen funde); un genere il cui successo prosperò per almeno un secolo e che avrebbe scatenato una reazione antagonista di pari graffiante potenza.In mostra anche i ritratti di personalità di ambito fiorentino che furono inquisite per aver manifestato il loro interesse verso le nuove teorie religiose: Pietro Carnesecchi di Domenico Puligo e Bartolomeo Panciatichi di Agnolo Bronzino. Infatti il clima circolante a Firenze negli anni Quaranta del Cinquecento, mentre i rapporti fra Cosimo I e la chiesa di Paolo III Farnese erano al massimo della tensione, era imbevuto delle nuove dottrine che si stavano propagando nei circoli intellettuali di letterati, artisti, funzionari di corte, vescovi, e nell’Accademia Fiorentina. Cosimo si spese in una difesa a oltranza di queste personalità, ma non sempre con successo, come nel caso di Carnesecchi, che fu giustiziato. Per tornare ai dipinti fiorentini di Cranach il Vecchio, risale al 1561 la prima citazione inventariale della presenza nelle collezioni medicee delle effigi dei coniugi Lutero. Gli Elettori di Sassonia provengono invece dall’eredità urbinate di Vittoria della Rovere, a riprova della diffusione dei volti della Riforma nelle corti di tutta Europa. Collocati in posizioni defilate, i ritratti di Lutero e Melantone ebbero un momento di grande visibilità nella Sala dei 5701_Durercollezioni medicee3Pittori dell’appartamento del Cardinal Leopoldo, che li separò per inserirli in ricche cornici barocche. Questi ritratti rimasero dunque parte inalterata delle collezioni nonostante l’immagine pubblica della dinastia nel corso del tempo sia stata sempre più fortemente connotata da una strettissima ortodossia cattolica.Come ricorda Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi “La mostra ora alle Gallerie degli Uffizi ci offre testimonianza della grande apertura mentale dei Medici anche verso le nuove tendenze teologiche, al fine di documentare la varietà culturale dell’Europa. Ribadisce inoltre la qualità artistica quale criterio del collezionismo mediceo, come dimostrano le xilografie Lucas Cranach il Vecchio con versi della Bibbia tradotti da Lutero, che sono le più preziosi al mondo. L’esposizione è stata anche occasione per un’importante campagna di restauri, che ha incluso due straordinarie cornici seicentesche attribuite a Vittorio Crosten, pubblicate in catalogo. Tutte le incisioni di Cranach esposte sono state restaurate da Maurizio Boni e Luciano Mori, restauratori del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi”.La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Francesca de Luca e Giovanni Maria Fara, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: collezioni medicee)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Firenze: Invasione Mobike ma le strutture non ci sono e le politiche assenti…

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

piazza san marco firenzeFirenze. Grande successo delle Mobike, le bici a due soldi che si possono prendere e lasciare ovunque… come ci hanno ripetuto in continuazione i nostri amministratori in queste poche settimana dall’avvio di questo servizio. Ed è vero, solo che bisogna fare i conti con l’oste. E quest’ultimo non è un granchè, soprattutto perchè ha cercato di vendere vino mediocre come fosse un gallo docg. Il nostro oste è l’amministrazione di Palazzo Vecchio. Che ha fatto bene nel buttarsi nell’impresa di dare una possibilità di mobilità ecologica alternativa, ma, siccome la demagogia è una brutta bestia che alberga ovunque, ecco che sta accadendo il patatrack. Queste bici, letteralmente, gli utenti le lasciano ovunque, anche se gli amministratori con quel “ovunque” avevano giustamente sottinteso “dove la legge lo consente”. Ma questi amministratori non avevano considerato che l’abitudine fa l’uomo ladro. Cioè: l’abitudine a doversi arrangiare il più possibile nell’uso di una bicicletta in una città che è molto carente rispetto ad infrastrutture alla bisogna, essenzialmente parcheggi e piste. Ed ecco quindi che la demagogia della buona azione ecologica si dimostra essere deleteria. Infatti siamo invasi da queste bici arancione, invasione che è tale perche’ sono spesso dove non dovrebbero essere, creando non pochi problemi a mobilità pedonale, automobilistica, decoro, e quindi all’ordine pubblico.
Uno dei motivi conduttori dello “sdegno” per quanto sta accadendo con le Mobike, e’ che gli utenti sono maleducati e menefreghisti. E’ vero! E quindi? Crediamo che non serva, come abbiamo letto da qualche parte, che la presunta task-force della polizia urbana prometta ferro e fuoco contro i trasgressori, tanto non li prenderanno, oppure troveranno due-tre sfigati che si faranno cuccare e che diventeranno il simbolo della efficienza del Comune… proprio come e’ accaduto per la vicenda dell’ordinanza anti prostituzione. Crediamo che occorra mettere i cittadini e gli utenti in condizione di rispettare le leggi, non solo paventando la multa per i trasgressori, ma dandogli opportunita’ di farlo.
Che fare? Secondo noi, nell’immediato, occorre guardarsi allo specchio, agire di conseguenza, e agire per avere uno specchio piu’ grande. Lo specchio attuale e’ che non ci sono infrastrutture sufficienti per accogliere questa mobilita’ a pedali, quindi e’ dannoso aumentare il numero di bici a disposizione. E da subito occorre moltiplicare i parcheggi (costi bassi per questa operazione) e metter mano ad altrettanta moltiplicazione delle piste ciclabili (costi piu’ alti, ma con ampia disponibilita’ da fonti comunitarie, che dovrebbero essere impegnate non -come avviene attualmente- per dirsi addosso quanto è bella la nostra città e la nostra Toscana, ma per dare risposte pratiche a questa fondamentale opzione di mobilità). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prostituzione a Firenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

firenzeFirenze. Dopo il primo giorno di applicazione della nuova ordinanza del Comune di Firenze -cosiddetta contro la tratta degli esseri umani – se ne raccolgono i primi frutti. Un tizio di Siena cuccato mentre consumava in macchina il servizio acquistato. Punto. E basta. E questo mentre le persone che si prostituivano erano sempre in strada, dopo aver dato fiato ad esercizi di narrazione para-romanzata da parte dei media, e col costo di una mini-mobilitazione (pare cinque pattuglie) dei tutori dell’ordine. E allora? Allora, niente! Nei prossimi giorni sara’ cosi’ e anche meno. Forse cuccheranno due o tre puttanieri, ma niente di particolare. Il fenomeno della prostituzione per strada continuera’ in modo indisturbato. Perche’ i problemi (e la prostituzione per strada e’ un problema, sanitario e di ordine pubblico) dovrebbero essere affrontati per risolverli, non per dare immagine ad uso e consumo dei desideri e delle esigenze di chi ci governa. Che sembra proprio quello che e’ accaduto e che continuera’ ad accadere.
Certo, un Sindaco non può legalizzare la contrattazione delle prestazioni sessuali, spetta al legislatore nazionale. Ma potrebbe ridurre il danno. Per esempio: mettendo zone specifiche a disposizione. Non ci sarebbe da aspettarsi la migrazione in massa dei venditori di sesso in queste zone (le posizioni urbane e geografiche giocano un ruolo non secondario anche in questo mercato di domanda e offerta), ma lavorandoci con sistematicità e continuità, qualche risultato si dovrebbe ottenere. Certo, se si dice -come fa l’ordinanza del Comune di Firenze- che non si puo’ comprare sesso per strada, andando contro logiche e abitudini di quasi tutti gli esseri umani e dei loro desideri, ci si predispone solo al fallimento di ogni iniziativa. Queste zone potrebbero essere foriere di provvedimenti contro l’amministrazione che le istituisce? Probabile, con lo stesso livello di probabilita’ che un qualunque ricorso al Tribunale Amministrativo regionale (TAR) mandi in soffitta l’ordinanza entrata in vigore ieri 16 settembre. Quindi, se volessimo essere onesti con noi stessi, coi cittadini e col futuro di entrambi, tanto varrebbe fare qualcosa che potesse servire a questo futuro. E non usare il meccanismo ordinanza come fosse un preservativo che si butta dopo l’uso e si fa mente locale e pratica del vantaggio che si e’ avuto nell’usarlo. Difficile? Non crediamo, basta volerlo. E soprattutto, come purtroppo è e sarà il risultato dell’attuale ordinanza, bisognerebbe muoversi non solo per costruirsi un’immagine (a chi piace questo tipo di immagine) a spese della pubblica collettività. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nancy Pelosi visita la Galleria degli Uffizi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

nancy pelosinancy pelosi1Firenze. Nancy Pelosi, Leader della Minoranza della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, in vacanza con la sua famiglia in Italia, è stata accompagnata ieri pomeriggio dal Direttore Eike Schmidt nella Galleria degli Uffizi. La deputata italo-americana ha espressamente chiesto di poter visitare la Galleria ed è stata accolta dal Direttore che l’ha voluta seguire personalmente nella visita.Durante la visita Nancy Pelosi ha manifestato grande ammirazione davanti ai capolavori custoditi nella Galleria. Stesso entusiasmo e interesse anche da parte dei suoi nipoti che hanno fatto molte domande al Direttore. Nella foto ufficiale è presente anche il Console Generale degli Stati Uniti a Firenze, Benjamin V. Wohlauer)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La notte dei ponti di Firenze

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

notte dei ponti1notte dei ponti2Firenze 4 agosto 2017 alle ore 21.15 Cortile di Palazzo Pitti, ingresso gratuito.Le Gallerie degli Uffizi celebrano anche quest’anno la “notte della memoria”, in ricordo di quella terribile tra il 3 e 4 agosto del 1944, che vide Firenze trasformata in teatro di paura e distruzione da parte delle truppe tedesche in ritirata. Queste, per rallentare l’avanzata degli Alleati che stavano risalendo la penisola, decisero infatti di minare e distruggere tutte le vie di comunicazione dietro di loro e tra queste tutti i ponti della città, ad eccezione di Ponte Vecchio.
Per i fiorentini questo fu forse il momento più dolorosamente emblematico della Guerra, perché dovettero assistere impotenti alla distruzione dei ponti della città e dei quartieri medievali vicino a Ponte Vecchio – in particolare via Por Santa Maria – delle torri antiche e delle botteghe: si colpiva al cuore la loro città, si annientò la vita nei quartieri che vennero rasi al suolo. Venne minato il ponte di Santa Trinita, ideato da Michelangelo e poi realizzato da Bartolomeo Ammannati per ordine di Cosimo I de’ Medici cancellandone in una serie di esplosioni la straordinaria armonia architettonica: fu un’azione simbolicamente criminale che riuscì nell’intento di deprimere la popolazione, creando sgomento e aprendo una ferita indelebile. E poi le case: ma almeno, in quella notte d’agosto i fiorentini d’oltrarno sfollati dalle loro abitazioni ridotte a macerie poterono rifugiarsi a Palazzo Pitti e a Boboli, spazio sicuro e protetto. Vennero allestiti letti e pasti di fortuna, e gli sventurati trovarono temporaneo conforto tra le mura austere e poderose del Palazzo, che nel frattempo aveva aperto le porte per tutti i senza tetto. La rappresentazione di quest’anno vuole evocare le presenze di quella notte, risvegliarne le immagini e le voci. Il racconto rivive non solo attraverso le immagini – fotografiche e cinematografiche – realizzate in quel momento per documentare lo scempio della città e il dramma di tanti fiorentini, ma anche attraverso le parole di chi c’era, e ci ha lasciato materia per ricordare.
La Compagnia delle Seggiole interpreterà (per la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Sabrina Tinalliu) testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. Insieme a frammenti del War Requiem di Benjamin Britten – realizzato per celebrare la ricostruzione della cattedrale gotica di Coventry rasa al suolo durante la seconda Guerra Mondiale – la voce di quei testimoni si alzerà di nuovo nel cortile di Palazzo Pitti, per risvegliare in tutti noi la memoria di quei fatti. La distruzione dei ponti fiorentini e dei quartieri vicini, episodio parziale nella tragedia immane della seconda Guerra Mondiale, assume però valore simbolico universale.
notte dei pontinotte dei ponti3A seguire avrà luogo la proiezione del documentario Dov’era e com’era. La ricostruzione del Ponte a Santa Trinita di Firenze di Riccardo Gizdulich, versione a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Il documentario illustra l’impegno e l’entusiasmo profuso dall’architetto e dai fiorentini nella ricostruzione del Ponte di Santa Trinita, come a voler cancellare il grave colpo inferto alla città. Come ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, «(…) le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane. E dunque diventa urgente, proprio ora – quando in molte parti d’Europa risorge l’ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti – conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo.
In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie che persero la casa nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944. Rimanga viva la memoria di quella notte: come testimonianza della lotta dei fiorentini per i diritti umani, e come impegno di tutti noi contro il ripetersi del crimine.» Per queste ragioni il cortile di Palazzo Pitti sarà aperto alla città, affinché tutti possano assistere gratuitamente allo spettacolo. Il palazzo sarà di nuovo un simbolo di accoglienza per coloro che vorranno testimoniare il proprio impegno nel disconoscere odio e guerra. (foto: notte dei ponti)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’irriverente fiorentino agogna di andare in bicicletta…. ma inciampa nello bike sharing

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

firenzeFirenze. Andare in bici a Firenze. Firenze, a partire dal 1 agosto, avra’ un servizio di “bike sharing” (chissa’ perche’ devono usare l’inglese, nella patria di Dante, poi…), lanciato insieme a Milano, dove invece il servizio partira’ ad ottobre, in aggiunta a quello gia’ esistente. Belline, queste bici, color arancione, e nelle foto di presentazione ci abbiamo visto in sella persone che abitualmente sfrecciano in auto blu coi vetri oscurati: Sindaci, assessori, politici di varia tacca locale, che sicuramente non incontreremo mai in bici nelle prossime settimane, cosi’ come non li incontriamo mai nei bus cittadini. Non possiamo dimenticare che fino a non molto tempo fa, questo “bike sharing” c’era e funzionava nella capitale Roma, dove pero’ il servizio e’ sospeso perche’ hanno rubato tutte le bici, chissa’ se i fiorentini ne hanno fatto tesoro. Un’impresa. Piste ciclabili poche e precarie e che spesso finiscono nel nulla con cartelli tipo “pista interrotta”, e il ciclista “e mo’, dove vado?”, per non doversi mangiare la bici c’e’ solo la possibilita’ di proseguire rischiando la vita in mezzo ad un traffico e a strade nemiche dei ciclisti o -molto piu’ frequente- violare tutti i crismi della logica e del codice della strada. E aggiungiamo la condizione del manto stradale che e’ il contrario di quello che ci vorrebbe per le bici, a meno che -ovviamente- non si vada con una mountain bike. Il comune mortale ciclista (o aspirante tale) che incarniamo si domanda: ma a che servono queste bici se il loro uso comporta pericoli, difficolta’ per la mancanza di infrastrutture? Bella domanda! Ma niente di nuovo, e’ la logica del nostro sistema di infrastrutture stradali. Pensate: costruiscono macchine, e pretendono di convincerci a comprarle, che se non vanno a 200 Km/h sono considerate “fuori mercato”… ma dove vado a 200 all’ora? Da nessuna parte, per fortuna mia e della comunita’, altrimenti sarei un pericolo pubblico per me e per gli altri; in assoluto e perche’ se andassi a 200 all’ora sulle nostre strade del sistema viario… non sarebbe come in un videogioco che -magari- ho cinque vite a disposizione. E poi queste macchine continuano a costruirle e a proporle in tutte le salse, anche se siamo intasati dal metallo e dai gas tossici di scarico (euro 5, 6, 7, 8 e via imperanti). E’ ovvio che da chi tratta la regina della mobilita’ (l’auto) in questo modo, non c’era da aspettarsi chissa’ cosa per il parente povero di sesto grado (la bicicletta). Ma… fa tanto figo per i nostri amministratori, farsi vedere dediti alla promozione di questo mezzo di trasporto… se poi, invece di mezzo di trasporto, e’ concepito e sviluppato essenzialmente come mezzo di passeggiate ludiche… chi se ne frega, buttiamo tutto nel tritacarne mediatico, qualcosa dovrebbe restare. Che e’ quello che purtroppo stanno facendo, coi nostri soldi e quelli degli altri Stati europei che, come noi, li versano all’Ue. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Firenze, multe ai clienti di chi vende sesso per strada

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

prostituzioneFirenze. Pare che l’amministrazione del Comune di Firenze, sull’onda e l’esempio di alcuni piccoli Paesi della provincia, stia per decidere di sguinzagliare le proprie forze dell’ordine, essenzialmente in borghese, per fare multe fino a 500 euro per coloro che si fermeranno per contrattare il prezzo di una prestazione sessuale. Prostitute e prostituti che stazionano alle Cascine e in via di Novoli, sono avvertite/i: non ci sara’ piu’ business in quelle zone. Per l’appunto “in quelle zone”, quindi il Comune sta consigliando di provvedere subito (l’operazione dovrebbe partire dal prossimo 1 luglio) a cambiare zona in cui vendere la propria merce. Perche’ il succo della questione, alla fine, e’ solo questo: un provvedimento inutile di per se’, visto che lo stesso turbamento dell’ordine pubblico (che e’ questa la sostanza del provvedimento) si spostera’ in altro luogo, con gli stessi problemi che aveva sollevato nelle aree che al momento
verranno “salvate”, Cascine e Novoli.
Allora, facciamo il punto. Prostituirsi non e’ reato. L’amministrazione di Firenze e’, sulla carta e per definizione di schieramento (molto ampio in materia, includendo destra e sinistra) non intenzionato ad indicare i comportamenti sessuali giusti. Il sesso continua ad essere una gioiosa e goduriosa merce da acquistare (abbiamo dei dubbi su gioia e goduria di chi vende, ma questo e’ un altro discorso…). La vendita di questa merce continua ad essere un problema, nonostante le numerose app, la gig-economy e la new-economy che ancora non vedono ufficialmente una qualche branca di Uber o Microsot o Amazon o Apple impegnata in merito per fruttare anche loro.
Cosa fa il Comune di Firenze? Sostanzialmente sposta a calci nel sedere le persone che le danno problemi di ordine pubblico. Dove le sposta? Ah, beh! Su questo il Comune non si esprime: problemi di chi vende e di chi dovra’ tenerseli davanti a negozi ed abitazioni… se poi questi problemi comunque ricadranno sui problemi di ordine pubblico della citta’… beh… si vedra’, sperando che magari il luogo di vendita vada a ricadere nel territorio di uno dei tanti Comuni metropolitani non fiorentini.
Che brutto approccio. Non solo, ma con soluzioni che aggravano di piu’ la situazione. Perche’ il venditore di questa merce respinto in questo modo, cosi’ come a suo tempo aveva scelto come mercato le Cascine e Novoli, altrettanto fara’ domani: pensando cioe’ al solo proprio interesse, pur in violazione di ordine pubblico, quiete e quant’altro, tanto l’istituzione preposta alla sua serenita’ e a quella degli abitanti, non e’ in grado di affrontare la questione per trovare una soluzione (per temporanea che sia), ma solo per impedire, mettere i bastoni fra le ruote, far pagare multe, vietare, magari anche mettere in galera… cioe’ tutto il bagaglio armamentale repressivo che spinge coloro che ne sono coinvolti sempre piu’ verso l’illegalita’, il sotterfugio, il fregare l’istituzione.
Soluzione? Viso che non e’ il Comune di Firenze che deve fare le norme per la legalizzazione di questo ambito, e visto che che e’ un ambito ibrido in cui i divieti ci sono e non ci sono (a parte coloro che confondono peccato e reato), cosi’ come gia’ avviene per altri settori (vedi mercatini per i cosiddetti extracomunitari), non ci sembra campata in aria la soluzione che, per semplificare, chiameremo “parchi del sesso”, anche alla Cascine in ore e zone precise. Perche’ no? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pista ciclabile Firenze-Prato? Si’, ma… Demagogia!

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

firenze-arno-immaginarioFirenze. Nel corso di un incontro svoltosi martedì alla sede del Governo nazionale tra il Sindaco della Città Metropolitana Dario Nardella, ed alcuni esponenti del Governo, e’ stato fatto il punto sul Patto per Firenze e le risorse assegnate: tra queste i fondi per la superstrada ciclabile Firenze-Prato: il progetto esecutivo e’ pronto e partira’ la gara.Quindi, a breve dovremmo andare in bicicletta da Firenze a Prato senza rischiare, come oggi, di essere travolti dall’abituale traffico delle strade comunali e provinciali che si percorrono. Un progetto avveniristico che e’ in linea con il tipo di investimenti che, per il trasporto ciclabile, viene fatto in Paesi come Danimarca, Olanda e Germania, dove alcune di queste “autostrade” sono gia’ esistenti e costituiscono un punto di riferimento per il decongestionamento del traffico e l’abbattimento dell’inquinamento urbano.
Ne siamo lieti nello stesso modo in cui siamo perplessi. Solo alcuni giorni fa il Sindaco di Firenze (che e’ lo stesso della citta’ metropolitana) in una comunicazione mediatica ai suoi amministrati aveva indicato la sua politica per levare dal caos permanente del traffico e della mobilita’ la sua citta’: tram, taxi e car sharing… bici zero! (1) Un elenco in cui ha fatto il punto di quello che tutti gia’ sanno e subiscono e che, di per se’, nell’immediato dei cantieri della tramvia in corso, non apre nessuna prospettiva nuova. C’e’ da aggiungere che proprio oggi il Sindaco di Firenze ha alzato la voce per la lentezza con cui vanno avanti i cantieri, auspicando turni di lavoro ed esecuzione piu’ stringenti…. Ma sono le stesse cose che aveva detto alcuni mesi fa e che non hanno portato a niente; e siccome oltre a dirlo non ha prospettato niente di nuovo che possa intravedere una modifica dei tempi, crediamo che la cosa finisca li’.
Ma, veniamo alla “autostrada” ciclabile Firenze-Prato. Ci viene una domanda: come raggiungeranno l’imbocco i ciclisti fiorentini, e dove andranno una volta che ritornano a Firenze avendo usto questa “autostrada”? Nelle piste ciclabili oggi esistenti, ovviamente. Cioe’ nel nulla: piste interrotte senza alternative, piste che finiscono nel nulla, piste con una manutenzione che fa a gara con le strade per pericoli e disagi, piste che non esistono o che rubano spazio ai pedoni. Ci risiamo: manca una cultura e una pratica politica della mobilita’ non a motore (o ciclabile), cioe’ considerarla come, per l’appunto, mobilita’, e non un mezzo da inforcare nei giorni festivi per farsi una passeggiata. Questo, per esempio, vorrebbe dire che se la centralita’ fosse il trasporto ciclabile, sarebbe piu’ importante, nel caso fosse obbligatorio scegliere per motivi di fondi, una pista ciclabile che non una strada. E invece no. Non ci siamo! Ora si fa anche la“autostrada” da Firenze a Prato… ma chi la prendera’ se poi di casa a Firenze, non si esce in bicicletta perche’ altrimenti si rischia vita e salute ad ogni pedalata?
Nel nostro approccio razionale alla politica amministrativa, per noi questo investimento Firenze-Prato, si chiama demagogia. Lavarsi la coscienza facendo vedere a se stessi ed agli altri che si fa qualcosa di alternativo alla solita mobilita’ a gas di scarico, ma di fatto lasciando le cose come stanno e -perche’ no- usando fondi che finiranno in un nulla e che, magari, avrebbero potuto essere utilizzati per portare i ciclisti ad esser tali fin dall’uscita della propria abitazione ogni giorno, soprattutto quando si va al lavoro e/o a scuola. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Firenze. Trasporti urbani e caos. Il Sindaco…

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

piazza san marco firenzeFirenze. Il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha scritto una lettera al principale quotidiano della citta’, che ha cosi’ titolato “Cari fiorentini, vi spiego come risolvero’ il caos in citta’”. Abbiamo letto un certo ardore del nostro primo cittadino nel fare l’elenco delle cose in corso, nel difenderle e dire che sono l’alternativa al caos oggi dilagante: tramvia, taxi e car sharing. Tre direttive che dovrebbero “offrire delle alternative piu’ convenienti dal punto di vista economico, dei tempi, dell’accessibilita’, dell’ambiente e della salute”. Importanti? Certamente…. Ma…. a dispetto di quanto lui sostiene che “ci vuole una strategia di lungo respiro che vada al cuore della questione: in troppi usano il mezzo privato la citta’ non puo’ sostenere i numeri attuali”.. noi questa strategia a lungo respiro la vediamo solo in parte, ed anche limitata. Tram. Ok la cosa non puo’ che essere ottima. Abbiamo molto, ma proprio molto da ridire sull’arroganza e il metodo di gestione dei tempi e dei modi. La provvisorieta’ (i cantieri) e’ gestita coi piedi: vedi le inaugurazioni beffa (1) e la totale invivibilita’ logistica, commerciale ed economica. Un velo pietoso sui tempi: promessi lampo, con lavori ben oltre le classiche otto ore di lavoro, ma di fatto ostaggio delle ditte appaltatrici. La situazione avrebbe chiesto lavori 24 ore su 24 (come in tutte le parti del mondo), ma in questo la nostra citta’ sembra faccia ancora parte del pianeta di Stenterello. Le drammatiche conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: mobilita’ privata e pubblica (soprattutto quest’ultima) sconvolta, al limite dell’impossibilita’ d’uso: prendere un autobus, non si sa quando si parte, quando si arriva e dove si arriva, ammesso che si e’ riusciti a trovarlo dove si crede che possa essere.
Taxi. Non ci sembra chissa’ quale rivoluzione si’ da inserire nei tre petali del fiore all’occhiello di cui si e’ cinto il Sindaco. Taxi timidi con solo 70 licenze in piu’, il cui numero, rispetto alle esigenze, ogni volta che il Sindaco lo ricorda, ci sembra roba da paese di Lilliput. E le tariffe proibitive? Sembra che uno dei problemi principali dell’uso di questo mezzo, non esista per il Sindaco (che poi se la deve vedere con Uber e le sue illegalita’ tollerate). Car sharing. Le 600 vetture del car sharing che il Sindaco ricorda che ci sono, ci sembrano problematiche. Buona l’idea, ma da reputarla uno dei petali del fiore, una risposta strategica per il solo fatto che di per se’ vengono valutati come servizi alternativi, ci sembra sbagliato e demagogico. Alternativa al mezzo privato, il car sharing lo e’, ma in piccolissima parte. E’ come combattere il cancro con il cancro. Perche’, fino a prova contraria, le auto, a nolo o meno che siano, fanno code, hanno bisogno di parcheggi e consumano energia inquinante (tranne le piccole eccezioni di quelle elettriche). Non ce ne voglia il Sindaco, ma abbiamo l’impressione che questa del car sharing sia solo una trovata demagogica che, in virtu’ delle parole in lingua inglese e dei presunti benefici della new-economy (tutti da dimostrare, nello specifico e non solo), si crede che possa incantare utenti che il Sindaco sembra considerare solo come pubblico. E finiamo col grande assente: la bicicletta. Siamo fissati? Si’, come i Sindaci di Parigi, Londra, Berlino, Copenaghen, Amsterdam e via cosi’ (2), che hanno fatto della mobilita’ ciclabile il principale strumento ed obiettivo della loro vivibilita’ urbana. Sulle piste ciclabili fiorentine stendiamo un velo pietoso: concepite e realizzate piu’ per essere usate da chi si fa la passeggiata festiva, sono un incubo per assenza, manutenzione e presenza. Famose quelle che finiscono nel nulla o in mezzo al traffico. Piste praticamente inesistenti e che, di conseguenza, favoriscono l’indisciplina dei ciclisti, lo scarso uso di questo mezzo che non si sa quasi mai dove parcheggiare, se non invadendo marciapiedi, etc. Insomma, sono rilievi e critiche gia’ fatte e rifatte e inascoltate (3), e qui rileviamo solo essere un’opzione assente. La principale politica delle piu’ importanti citta’ del mondo, in una lettera come quella di Nardella che si dice impegnato a risolvere il caos, non trova neanche un minimo accenno…. Restiamo di stucco!!
Ne prendiamo atto, mentre con l’auto a car sharing saremo in coda tra gli scarichi di CO2, oppure dentro un taxi che ci costa un capitale, tutto grazie ad una pessima gestione della mobilita’ per affrontare i cantieri dell’unica cosa che -quando ci sara’…- dovrebbe servire alla citta’, la tramvia.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »