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Posts Tagged ‘fisco’

Fisco, Calandrini (FdI): governo dia certezze e rinvii le scadenze del 30 giugno

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“Siamo arrivati al 24 di giugno ma ad oggi non abbiamo conferme ufficiali sul possibile differimento delle scadenze fiscali fissate al 30 giugno per i soggetti titolari di Partita IVA. Da giorni sulla stampa si rincorrono notizie sul possibile differimento di questi termini al 20 luglio, ma il governo cosa sta aspettando per dare certezze? Dopo un anno e mezzo di pandemia, con ristori ridicoli, e persino in ritardo come nel caso degli importi previsti dal DL Sostegni e che dovevano essere erogati il 16 giugno, ancora una volta il governo conferma la sua disattenzione per aziende, professionisti e lavoratori autonomi. Questo mondo ha bisogno di risposte concrete e non di chiacchiere. Siamo nel bel mezzo di una crisi senza precedenti e dopo mesi di chiusure e restrizioni, che hanno avuto come conseguenza un pesante calo di fatturato, la galassia delle partite IVA si trova anche alle prese non solo con le scadenze fiscali ma con la perenne confusione del governo. Eppure basterebbe un semplice provvedimento del Ministro Franco per sanare questa situazione e dare un po’ di respiro ai contribuenti. Questa attesa non ha ragioni di esistere. Il governo dia risposte e lo faccia alla svelta”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini

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Fisco amico dei contribuenti se rende semplici i processi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

“Siamo riusciti, grazie a voi che ne siete stati protagonisti, a gestire la delicata fase dei ristori e dei sostegni, garantendo una rapida erogazione delle risorse, in un momento di grande sofferenza per il tessuto produttivo.L’introduzione di questo nuovo meccanismo ha segnato un cambio di paradigma importante e sono certa che, grazie al contributo ed alla professionalità che sapete mettere in campo, riusciremo a fare sempre più interventi mirati, utili a favorire la ripartenza. Sono molto orgogliosa della delega all’Agenzia delle Entrate, che mi ha voluto conferire il Ministro. Ho potuto apprezzare, in questi anni di Governo, il grande lavoro che fate. Con il Direttore Ernesto Maria Ruffini i contatti sono quasi quotidiani e la collaborazione istituzionale, per la quale lo ringrazio, è estremamente proficua”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione della visita istituzionale a Bari, nel corso dell’incontro alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, dove è stata ricevuta dal Direttore Regionale della Puglia, Michele Andriola, dai Responsabili degli Uffici della Direzione regionale, dalla Direttrice provinciale di Bari, Valentina Salice, e da Sabrina Di Bari, Capo Settore gestione risorse.“Il fisco è amico del contribuente se riesce a rendere semplice i processi. È in atto – ha aggiunto – un processo di trasformazione e voi dell’Agenzia lo state accompagnando, quasi tenendo per mano i cittadini. La vera sfida che abbiamo davanti a noi è rappresentata dalla completa digitalizzazione, per semplificare al massimo gli adempimenti e consentire alle imprese di dedicare il loro tempo, e le risorse, nello sviluppo delle attività. È un processo, questo, che va in parallelo con la riforma fiscale, a cui stiamo lavorando con il Parlamento”.

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Fisco. de Bertoldi (FdI): per sindacati riforma è equa distribuzione povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“Profonda delusione per l’audizione dei rappresentanti sindacali nelle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato su tema della riforma fiscale. In particolare Cgil, Cisl e Uil hanno confermato una visione vetero marxista e pauperista, che stride con le reali esigenze del Paese e con i principali potenziali promotori della ripresa economica, cioè le Partite Iva sulle quali oggi ricadono le principali conseguenze della pandemia e dei ripetuti lockdown, e che invece sono indicate come i quasi esclusivi responsabili dell’evasione fiscale. Affermazioni al limite del ridicolo, se non calate nella ideologia comunista che ha mai realmente abbandonato i politicizzati sindacati italiani. Così come la proposta di dichiarazioni fiscali di fatto imposte alle aziende invece che frutto del loro bilancio; oppure la nostalgia per una progressività che arrivi al 60/70 per cento, o l’avversione al sistema della cedolare sui redditi da locazione, che costituisce una delle poche misure in favore dei bistrattati proprietari immobiliari. Ed è inaccettabile e contraddittorio sentire che la riforma fiscale dovrebbe avere una maggiore progressività in funzione precipuamente redistributiva, mentre per Fratelli d’Italia la leva fiscale deve avere un ruolo di stimolo al Pil. Allo stesso modo è insostenibile voler insistere nel proporre soluzioni che disincentivino le imprese, i ricchi e le ricchezze ad investire nel nostro Paese. Insomma, un’audizione che dimostra l’inadeguatezza delle principali sigle sindacali, che insieme alla sinistra italiana vorrebbero soltanto un’equa distribuzione della povertà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Fisco riforma Irpef e austerità

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

“Sorprende che sulla riforma dell’Irpef e del fisco il Ministero dell’Economia si stia nascondendo, assumendo un atteggiamento quanto mai defilato e poco incisivo, che alla fine porta l’Agenzia delle Entrate ad assumere un ruolo più deciso ed evidente. Questo, purtroppo, porta a un’alterazione di quella che è la divisione dei poteri dello Stato e in particolare di quello legislativo che spetta al Parlamento e, in via eccezionale e d’urgenza, al governo. Infatti, su un tema così delicato quale è la riforma dell’Irpef sarebbe logico che il governo svolgesse un ruolo di impulso e propositivo, lasciando invece all’Agenzia delle Entrate il compito di consigliare ed aiutare i decisori politici nel loro lavoro”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.
“A sua volta preoccupa che nel corso dell’audizione del responsabile fisco della Banca d’Italia in Commissione Finanze, sia stata ventilata l’ipotesi di introdurre una patrimoniale nel nostro Paese. Non vorrei che si trattassero delle prime avvisaglie di politiche di austerità in conseguenza del via libera al Recovery Plan. Sarebbe una scelta pericolosa che l’Italia e gli italiani non vogliono e non possono sopportare, oltre al fatto che gli eventi hanno dimostrato del tutto inutile e penalizzante in termini di sviluppo e crescita”, conclude il senatore de Bertoldi.

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Fisco. Ricchiuti (FdI): Isa vanno aboliti non solo sospesi per il 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

“Gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) non solo non vanno applicati per il 2020, ma vanno completamente aboliti. Gli studi di settore prima e gli ISA ora, rappresentano un ricatto bello e buono. In molti hanno chiuso con amarezza la propria attività, altri sono rimasti disoccupati, altri ancora sono ‘spariti’ nel sommerso, ma la maggioranza ha sborsato allo Stato soldi non dovuti, magari accendendo mutui o chiedendo prestiti. Chi ha fortuna di guadagnare di più, anche moltissimo rispetto a quanto la legge decide, sta tranquillo e paga molto volentieri, sapendo che tutto il maggior reddito lo può ‘evadere’ con facilità e totale tranquillità, una specie di condono permanente. Se poi gli onesti saranno costretti a chiudere, guadagnerà ancor di più. Queste sono leggi che vengono partorite da chi non ha la minima idea di cosa significhi portare avanti una piccola azienda. Se proprio si vogliono mantenere gli Isa che siano applicati solo al governo e poi vediamo quale grado di affidabilità riscuoterà nel Paese”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Alleggerire il fisco per favorire la ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

“Quest’anno saremo impegnati con la riforma fiscale, proseguendo con la riduzione delle tasse, che abbiamo già avviato. Alleggerire il fisco, soprattutto in questo momento, è fondamentale per favorire la ripresa. Due i fronti su cui stiamo già agendo: – il primo per ridimensionare la crisi e le difficoltà che hanno imprese e autonomi. Lavoriamo per far ripartire le rateizzazioni decadute, prevedendo le sospensioni della rottamazione “ter”, un saldo e stralcio e impostando una rottamazione “quater”. Questo sarà accompagnato da una riforma della riscossione che stralci le vecchie cartelle che non sono più riscuotibili; – il secondo per intervenire, fin da subito, sulla pressione fiscale degli autonomi, che non possono più aspettare. Interverremo attraverso meccanismi di semplificazione e accordi tra Imprese e Fisco, capaci di ridare slancio alla colonna vertebrale di questo paese che è fatta di PMI. Ma anche abolendo tutte quelle piccole tasse che infastidiscono solo i cittadini e non portano nulla. È un lavoro di riforma e semplificazione importante, anzi fondamentale, che passa anche dalla realizzazione di Testi unici, che mettano ordine tra le centinaia, quasi migliaia, di norme.Aiutare l’economia a ripartire vuol dire anche favorire il rapporto tra il fisco, i cittadini e le imprese. E per questo serve un fisco semplice, giusto e trasparente”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Fisco: Riduciamo tasse innovando

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Tra Legge di Bilancio, Recovery Plan e collegati, daremo la risposta migliore a quanto emerso dall’indice internazionale sulla competitività fiscale, elaborato dal centro studi Epicenter, che indica il sistema fiscale italiano come il meno competitivo tra tutti quelli dei 36 Paesi più industrializzati aderenti all’Ocse.Continueremo a ridurre le tasse, come abbiamo iniziato a fare con la scorsa Manovra, ma innovando. Sempre di più, perché non ha senso parlare di riforma se non si alza il livello della digitalizzazione, dell’automazione dei processi, della semplificazione normativa. Così aumentiamo la competitività del Paese.Andiamo per ordine, perché stiamo lavorando ad una revisione complessiva dell’intero sistema.Partiamo dalla digitalizzazione del Fisco, che possiamo fare anche attingendo alle risorse del Recovery Fund. Questo vuol dire semplificare il complicato processo di accertamento e riscossione attraverso: – una più organica collaborazione, e in prospettiva l’unificazione, tra le diverse banche dati degli uffici pubblici, che permetta di sgravare contribuenti ed imprese dalla presentazione di documenti e dati già posseduti dalla pubblica amministrazione (ad esempio: Isa automatici); – l’incentivazione dei pagamenti elettronici, con i meccanismi del Cashback e della Lotteria degli Scontrini, anche per approfondire la lotta all’evasione fiscale; – la digitalizzazione di Agenzia delle Entrate (migliorare il cassetto fiscale, rendendolo al passo con i tempi, e passare dallo sportello fisico allo sportello virtuale e dalle file negli uffici pubblici all’ufficio per appuntamento, investire nell’assistenza telefonica e digitale diffusa); – estendere, il più possibile, su base volontaria, la fattura elettronica anche a chi oggi non la fa. Stiamo poi, raccogliendo e riordinando, in un Testo Unico del Contribuente le centinaia di norme fiscali sparse in mille rivoli, favorendo così un processo che ci porta all’eliminazione di quelle inutili o ridondanti, in un’ottica di trasparenza dell’amministrazione pubblica e di semplificazione.Vogliamo anche semplificare la vita a 4 milioni di lavoratori autonomi soggetti all’Irpef, superando gli squilibri che provoca il sistema del “saldo-acconto” e basando la riscossione delle imposte su quanto effettivamente incassato dal contribuente, non più sull’incasso presunto. Si tratta di sfruttare le potenzialità tecnologiche per arrivare ad una riscossione mensile o al massimo trimestrale, così da consentire al contribuente di pianificare al meglio la gestione della liquidità e anche di scontare più rapidamente eventuali crediti di imposta e agevolazioni fiscali.In cantiere c’è anche la “bonifica” della giungla di detrazioni e spese fiscali, le Tax Expenditures, che oggi complicano il sistema fiscale e minacciano il principio della progressività. Diversi miliardi possono essere ottenuti dai “sussidi ambientalmente dannosi” e dal tetto alle detrazioni fiscali per i redditi sopra una certa soglia. Fondi utili a finanziare parte della riforma fiscale complessiva.Questo ci aiuta anche a costruire un assegno unico che accorpi assegni familiari e bonus vari, spesso difficili da attivare, aggiungendo risorse aggiuntive, così da finanziare una politica ad hoc per la famiglia, capace di stimolare consumi e natalità. Una politica che ha funzionato bene in Francia e in Germania e che semplifica la vita al cittadino, che oggi rischia di non ricevere un bonus o un assegno perché non lo conosce e non sa di averne diritto.Ma semplificare vuol dire anche cancellare una serie di tributi di dimensioni insignificanti che complicano il quadro tributario. È un’operazione, pienamente gestibile, che rende necessario un piccolo sforzo del bilancio pubblico, ma che aiuta il rapporto tra cittadino e fisco.Stiamo sviluppando una fiscalità di vantaggio per le filiere più colpite dalla pandemia Covid e per i territori che si trovano in una situazione di “svantaggio”, stabilizzando ad esempio la decontribuzione al 30% per le imprese del Mezzogiorno sui dipendenti, introdotta con il Decreto Agosto.È una riforma importante, e complessa, su cui stiamo lavorando 24 ore su 24, perché sono provvedimenti che non possono più aspettare”.Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, in un lungo post sui social, delinea

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Benzina: Up, su prezzi pesa fisco

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

Secondo il presidente dell’Unione Petrolifera, il maggior costo alla pompa per gli automobilisti italiani rispetto all’Eurozona è interamente dovuto alla componente fiscale, con un maggior onere fiscale è ora pari a 11 centesimi euro/litro per la benzina e 14,6 centesimi per il gasolio.”Al di là del confronto europeo, che ora lascia il tempo che trova, visto il crollo record della domanda registrato in Italia per via del lockdown, è assolutamente vero che in Italia si pagano troppe imposte sui carburanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati pochi minuti fa, a fronte di un prezzo medio pari 1,388 euro al litro per la benzina, 0,979 euro, pari al 70,5%, se vanno tra accise e Iva, mentre a fronte di un prezzo al litro di 1,263 euro per il gasolio, 0,845 euro, il 66,9%, se ne vanno in imposte. Una percentuale bulgara decisamente inaccettabile” conclude Dona.

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Fisco. Ricchiuti (FdI): dimezzare evasione? Accettiamo sfida ma ad armi pari

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

“Un annuncio che non può certo lasciarci indifferenti quella del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini e cioè di poter ‘dimezzare l’evasione fiscale in 5 anni’. Una sfida importante, purché si giochi ad armi pari. Via l’inversione dell’onere della prova, via il solve et repete, introdurre l’impossibilità per l’Ente di ricorrere in appello se sconfitto in primo grado e pagamento in solido delle spese processuali al funzionario che ha istruito l’accertamento risultato fasullo e per responsabilità oggettiva l’Agenzia delle entrate, condannata a risarcire all’impresa il 30 per cento della richiesta dell’accertamento a titolo di risarcimento morale e materiale. Ecco ora possiamo iniziare a ‘giocare’ questa grande partita!”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Fisco: Unc, si a calo Iva, ma non generalizzato

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

“Siamo molto contenti che il Governo stia valutando la riduzione dell’Iva, considerato che lo stiamo proponendo, inascoltati, dall’11 marzo. Siamo stati gli unici ad averlo chiesto ufficialmente, presentando alla Camera le osservazioni al Cura Italia. Ma devono essere cali mirati, per rilanciare i settori più in crisi, non una riduzione generalizzata dell’aliquota Iva ordinaria” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo perché sarebbe un onere finanziario che lo Stato in questo momento non può oggettivamente permettersi, ma anche perché, in questo periodo di recessione, il rischio è che un calo generico ed indistinto dell’aliquota, ad esempio dal 22 al 21 per cento, non si traduca in un abbassamento dei prezzi a vantaggio del cliente finale, vista anche l’esiguità della riduzione, ma non solo in minori introiti per lo Stato” prosegue Dona.
“Per questo avevamo proposto una riduzione dell’IVA sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, e poi, solo per i settori maggiormente in crisi, come quello turistico, una riduzione dell’Iva rilevante, al 5%, sia per gli alberghi che per i pacchetti turistici, ma per un periodo limitato, fino alla fine dell’anno” aggiunge Dona.”Insomma, come avviene durante il periodo dei saldi, un forte sconto temporaneo, stavolta a carico dello Stato, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a partire per le vacanze, aiutando albergatori ed agenzie turistiche in difficoltà” conclude Dona.

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Imprese: Ridurre carico fiscale e costo del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

La politica governativa dei bonus una tantum rischia di generare ulteriore burocrazia e incertezza, allungando i tempi per la ripresa e moltiplicando gli adempimenti amministrativi. Per noi di Soggetto Giuridico, la via più veloce ed efficace per dare risposte concrete alle imprese italiane è quella della riduzione del carico fiscale e del costo del lavoro.Crediamo che il Governo debba dare una vera scossa alla nostra economia partendo dalla cancellazione tout court delle imposte che colpiscono il mondo del lavoro quali l’Irap. In questo momento l’abbuono di una rata non è sufficiente, serve molto più coraggio per dare respiro alle aziende e lanciare al tempo stesso un forte segnale di cambiamento e di fiducia al nostro sistema produttivo messo in crisi dall’emergenza sanitaria.Le misure attuali, fondate sui bonus, rischiano invece di creare una babele di situazioni farraginose e complesse da gestire, come lo stesso crollo del sito dell’Inps ha quasi metaforicamente dimostrato. Al contrario, misure stabili e importanti quali l’abolizione dell’Irap, l’eliminazione dell’imposta di bollo e della tassa di proprietà degli auto-moto veicoli, accompagnate da una fortissima riduzione dell’Irpef per i redditi più bassi, contribuirebbero alla ripartenza del Paese in modo quasi immediato.

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Federalisti per unione fiscale europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

“Tra chi lavora per distruggere e chi piange sul latte versato scegliamo di sostenere le iniziative che hanno l’ambizione di costruire una nuova e vera Europa, e per questo sottoscriviamo la proposta dei Federalisti europei: l’Italia si prenda l’onore e l’onere di un’iniziativa politica, proponendo una revisione mirata dei Trattati per creare una competenza fiscale a livello europeo”. Così la senatrice Tatjana Rojc e la deputata Debora Serracchiani, entrambe del Pd, rispondendo positivamente alle proposte contenute in un Memorandum del Movimento Federalista Europeo, preparato per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo di giovedì. Per le parlamentari “è inevitabile affrontare l’emergenza con gli strumenti a disposizione, ma condivido l’approccio federalista che chiede per il momento successivo un grande Piano europeo per la ricostruzione. Questo Piano richiede una linea di bilancio federale, alimentata da tasse europee decise dal Parlamento europeo invece che da 27 Stati membri divisi, che è il punto qualificante della proposta dei Federalisti”. “Sia chiaro, non ‘piu tasse’ ma – precisano le esponenti dem – una base di fiscalità europea per permettere un’emissione di debito comune con cui sostenere le spese affrontate dai Paesi per affrontare l’emergenza del coronavirus”.

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Fisco e Coronavirus: la dichiarazione dei redditi si fa via App

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

In questo momento di emergenza, in cui gli italiani sono bloccati a casa, anche il mondo del Fintech italiano si sta muovendo per dare un suo contributo. Un’esigenza di questo periodo è ad esempio quella di compilare la dichiarazione dei redditi che però oggi, grazie ad una applicazione specifica, si può fare senza uscire di casa.Questa speciale applicazione si chiama TaxMan (www.taxmanapp.it) e permette di fare la dichiarazione dall’App essendo seguiti a distanza da un esperto, senza rischiare di commettere errori. L’App è dedicata alle partite IVA in regime forfettario, una categoria particolarmente colpita dall’emergenza.Come funziona la dichiarazione con TaxMan? La procedura è semplice. Una volta completato l’acquisto è sufficiente caricare la documentazione direttamente dall’applicazione del telefono. Un professionista sarà da qui in poi sempre a disposizione del cittadino in chat, per la corretta compilazione.La predisposizione degli F24, del Modello Unico e l’invio in Agenzia delle Entrate sono inclusi e a carico del professionista di TaxMan, il cui servizio ha un prezzo di 169 euro.L’App di TaxMan è stata lanciata nel 2017, viene ad oggi già utilizzata da centinaia di freelance in regime agevolato, e mai come in questo periodo può risultare utile per fare la dichiarazione dei redditi senza muoversi da casa.Per chi volesse saperne di più sul servizio basta visitare il sito internet http://www.taxmanapp.it.

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Fisco: Governo lavora per rimodulare plastic tax

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Il viceministro Misiani sui lavori del Milleproroghe ha annunciato la ripresa di un confronto con gli operatori del settore sulla sugar e la plastic tax, per spazi di miglioramento e la rimodulazione delle imposte.”Bene, ma non basta. Al di là del fatto che il confronto il Governo dovrebbe farlo anche con le associazioni di consumatori, che rappresentano quelli che la tassa la pagheranno, il punto è se intendono cambiare il gettito della plastic tax e le norme di riferimento della Legge di Bilancio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Perché se invece la rimodulazione di cui parla l’on. Misiani consisterà solo in uno spostamento di 2 o 3 mesi dell’entrata in vigore della tassa, magari da luglio a ottobre per equipararla alla sugar tax, allora sarebbe solo un’operazione di facciata. Insomma, se il gettito previsto per la plastic tax resta per il 2021 pari a 521,1 milioni, le famiglie continueranno a pagare 20 euro in più per fare la spesa” conclude Dona.

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Fisco: Furlan, non contraria a revisione Iva

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori interviene sulla proposta del segretario della Cisl, Annamaria Furlan, di una rimodulazione dell’Iva, aumentare l’Iva sui beni di lusso e aprire un tavolo sul Fisco.”Siamo favorevoli ad una rimodulazione dell’Iva, purché l’operazione non sia per fare cassa e, quindi, sia a parità di gettito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Da tempo proponiamo di aggiungere un’aliquota maggiorata per i beni di lusso, in cambio dell’Iva ridotta su prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale, come saponi e detersivi e per le altre spese obbligate, ad esempio estendendo l’aliquota al 10% anche per i consumi di gas superiori ai 480 mc” prosegue Dona.”Chiediamo, quindi, al Governo di aprire un tavolo sul Fisco non solo con i sindacati, ma anche con chi rappresenta i consumatori, che sono quelli che poi l’Iva la pagano” conclude Dona.

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Fisco: Furlan, non contraria a revisione Iva

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori interviene sulla proposta del segretario della Cisl, Annamaria Furlan, di una rimodulazione dell’Iva, aumentare l’Iva sui beni di lusso e aprire un tavolo sul Fisco.”Siamo favorevoli ad una rimodulazione dell’Iva, purché l’operazione non sia per fare cassa e, quindi, sia a parità di gettito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Da tempo proponiamo di aggiungere un’aliquota maggiorata per i beni di lusso, in cambio dell’Iva ridotta su prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale, come saponi e detersivi e per le altre spese obbligate, ad esempio estendendo l’aliquota al 10% anche per i consumi di gas superiori ai 480 mc” prosegue Dona.”Chiediamo, quindi, al Governo di aprire un tavolo sul Fisco non solo con i sindacati, ma anche con chi rappresenta i consumatori, che sono quelli che poi l’Iva la pagano” conclude Dona.

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Riforma fisco: Iniziativa del governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

“C’era un bel clima di collaborazione con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, che hanno compreso il primo importante passo che stiamo facendo come Governo, e soprattutto condividono la prospettiva di una riforma complessiva del fisco. Destinando ciò che entra dalla lotta all’evasione fiscale all’abbassamento delle tasse di chi le paga e le ha sempre pagate, ma soprattutto degli incapienti, fino ad oggi esclusi, e dei pensionati. Sono contenta che la proposta del Governo, a cui abbiamo lavorato in questi giorni con il Ministro dell’Economia, tenga conto di quanto avevamo rappresentato come MoVimento 5 Stelle, a partire dalla necessità che fosse inquadrata come un primo passo della riforma fiscale. Per il taglio del Cuneo da 3 miliardi, utilizzeremo un sistema misto, proprio per evitare incapienti e problemi alle imprese dall’introduzione di metodi nuovi, aumentando l’importo del beneficio a 100 euro con il sistema vigente per gli attuali percettori, mentre con un meccanismo di detrazioni per i nuovi beneficiari”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Fisco: Sindacati, agenzie fiscali in piazza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali in piazza: blocco degli uffici per due ore nel giorno del Fisco-day il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97, insieme ad altre nelle maggiori città. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp aggiungendo che: “I lavoratori delle Agenzie Fiscali rompono gli indugi e scendono in piazza a difesa di un fisco giusto, del loro diritto a fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale”. Non solo, aggiungono i sindacati, “il 23 gennaio prossimo sono previste, in contemporanea per tutti gli uffici sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assemblee di due ore che paralizzeranno la macchina fiscale. Sin dai prossimi giorni, intanto, partiranno forme di mobilitazione a livello locale per sensibilizzare la cittadinanza su una situazione che è ormai diventata drammatica”.I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, “stanno operando – fanno sapere i sindacati – con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.Sinora, proseguono i sindacati, “abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.Nel frattempo, però, aggiungono, “continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge. Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

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I conti bancari degli italiani in Svizzera finiscono sotto la lente del fisco italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Secondo quanto riferiscono i media, Berna si appresta a trasferire all’Italia i dati dei contribuenti italiani, che detenevano conti correnti o depositi nelle maggiori banche elvetiche (UBS, BSI, EFG e altri) tra il 23 febbraio 2015 e il 31 dicembre 2016, ovvero prima che è entrato in vigore lo scambio automatico di informazioni fiscali tra i due paesi. Il fisco italiano, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, incrocerà in particolare i dati delle dichiarazioni dei redditi con l’esistenza e la consistenza di depositi all’estero. Se non sono stati dichiarati scatteranno sanzioni pesanti con riserva di denuncia penale per violazione della normativa sul riciclaggio. In base agli accordi stipulati con l’Italia, le banche svizzere sono obbligate per legge a comunicare alle autorità fiscali i rapporti di conto corrente aperti a favore di non residenti che dovranno essere resi noti al fisco del Paese di appartenenza. In questo modo il conto corrente del contribuente residente in Italia sarà conosciuto dall’Agenzia delle Entrate che verificherà se è stato compilato il quadro RW della dichiarazione dei redditi. Non sono pochi i casi finora accertati in cui l’Agenzia delle Entrate invita i frontalieri o chi detiene conti correnti svizzeri a regolarizzare la propria posizione. Al vaglio anche la lista “Panama Papers”: secondo quanto riferisce Italia Oggi, sarebbero state trasferite anche le informazioni relative ai titolari italiani delle società appartenenti alla lista denominata «Panama Papers», diffusa nel 2016, nonché i dati dei contribuenti elencati nella lista del Credit Suisse del 2014, che non avrebbero ancora regolarizzato la propria posizione fiscale e sui quali indaga la Procura di Milano. Nel 2015, un simile precedente con il fisco spagnolo permise di scoprire 20 miliardi di euro di fondi non dichiarati detenuti da cittadini iberici in Svizzera. La cifra fu indicata dal direttore dell’Agenzia statale dell’amministrazione tributaria (AEAT) Santiago Menéndez durante un’audizione al Congresso.Di questa ventina di miliardi, 14 erano attivi finanziari e 4,8 miliardi erano conti bancari.

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Serve fisco più equo. Reddito di cittadinanza non basta

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il reddito delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello delle famiglie più povere e la quota di individui a rischio povertà è pari al 20,3%.”Si tratta di dati vergognosi, non degni di un Paese civile. Serve un fisco più equo, che rispetti l’art. 53 della Costituzione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Questo report attesta che il problema non sono solo i poveri assoluti, ma anche quelli che si trovano nella condizione di difficoltà precedente, a rischio povertà, e che poi finiscono per diventare definitivamente poveri” prosegue Dona. “Per questo non può bastare il reddito di cittadinanza, visto che non rimuove le cause della povertà, come ad esempio l’iniquità del nostro sistema fiscale. E’ inaccettabile che ci sia uno squilibrio così elevato tra famiglie più abbienti e più povere. Vanno ridotte le diseguaglianze, redistribuendo meglio la ricchezza. Per questo va rivoluzionato il nostro sistema fiscale, nel rispetto del criterio della capacità contributiva” prosegue Dona.”Senza contare che i dati di oggi attestano che il Governo dovrebbe adeguare il famoso importo di 780 euro del reddito di cittadinanza, innalzando il beneficio per i single a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo dello studio Istat sul reddito di cittadinanza, contenuto nel Rapporto annuale 2014, ma i dati di oggi ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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