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Ottava edizione della Scuola Internazionale di Fisica Teorica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

parma universitàParma Da domenica 4 a sabato 10 settembre si svolgerà, al Centro Sant’Elisabetta (Campus Universitario di via Langhirano), l’VIII edizione della Parma International School of Theoretical Physics,: “Decoding the Path Integral: Resurgence, Lefschetz Thimbles and Non-Perturbative Physics”. Giovani ricercatori, in maggioranza studenti di PhD in Fisica Teorica, arriveranno a Parma da tutto il mondo per arricchire la loro formazione scientifica grazie alle lezioni tenute da esperti riconosciuti a livello internazionale e alla mutua interazione in un ambiente giovane e stimolante.Nata nel 1991 come Seminario Nazionale di Fisica Teorica e organizzata dal gruppo INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Dipartimento di Fisica (ora Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra “Macedonio Melloni” – DiFeST), la Scuola ha esplicitamente assunto dal 2006 carattere internazionale. Rivolta agli studenti di dottorato in Fisica Teorica, ha affrontato nel corso delle sue edizioni diversi temi di attualità in Fisica Teorica delle Interazioni Fondamentali. Il tema di quest’anno riguarda aspetti non-perturbativi delle teorie quantistiche di campo, e in particolare un formalismo che si propone di fornire nuovi strumenti per la comprensione di problemi fondamentali delle teorie di campo.Le lezioni saranno tenute dai prof. G. Dunne (Connecticut University), A. Cherman (INT Seattle), A. Pineda (U.A. Barcellona), Y. Tanizaki (RIKEN Tokio), S. Cremonesi (King’s College Londra) e R. Schiappa (Università di Lisbona). È prevista la partecipazione di una trentina di studenti, provenienti da scuole di dottorato italiane e internazionali.

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Riconoscimento a Fabio Franchini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Fabio Franchini, classe 1976, ricercatore della Sissa di Trieste nel gruppo di fisica statistica, si prepara a partire per il MIT di Cambridge, centro di eccellenza nella formazione e nella ricerca scientifica. A settembre il giovane fisico bolognese, da due anni alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, si trasferirà negli Stati Uniti per un progetto di ricerca congiunto tra la Scuola triestina e il Massachussets Institute of Technology. È vincitore di una borsa Marie Curie (International Outgoing Fellowships ) del programma People della Commissione Europea, dedicato alla valorizzazione internazionale delle risorse umane nella ricerca. Con un sostegno finanziario di300.000 euro, Franchini trascorrerà due anni in America al Centro di fisica teorica del MIT per poi rientrare in Italia e completare il progetto di ricerca alla Sissa. Un percorso per acquisire nuove competenze, un’importante occasione di crescita professionale, un investimento per rendere più competitiva la ricerca in Europa.
Cosa ha a che fare la teoria delle stringhe, l’ambiziosa “teoria del tutto”, con il problema della conduttività elettrica, una proprietà fondamentale della materia? La matematica delle stringhe, tanto affascinante quanto complessa, può essere uno strumento per comprendere la fisica della conduzione. “Cercherò di interpretare – spiega Franchini – la matematica della teoria delle stringhe per spiegare cosa succede quando delle impurità nella materia impediscono a un conduttore di far scorrere al suo interno elettricità. Più di 50 anni fa, P.W. Anderson capì che, aumentando il disordine dovuto a delle impurità, la conducibilità cambia drasticamente e un solido da conduttore arriva a diventare isolante. Un’intuizione che è stata poi premiata con un premio Nobel nel 1977. Ancora non esiste, però, una teoria non-perturbativa in grado di spiegare cosa succede proprio al punto di transizione e la teoria delle stringhe topologiche potrebbe fornirci questa spiegazione”. La matematica e la fisica, da sempre, si sono reciprocamente influenzate, ma si tratterebbe di una delle prime applicazioni della teoria delle stringhe a un fenomeno osservabile. Un progetto di ricerca ambizioso che Franchini condurrà insieme al professor John McGreevy del MIT. Capire cosa succede durante la fase di transizione potrà rivelarsi molto utile per la realizzazione di nuovi materiali e la microelettronica. “L’ambizione è quella di realizzare materiali perfetti. Senza impurità – commenta Franchini – . Ma le impurità esistono. Conoscerle è importante per controllarle e magari usarle a nostro vantaggio per creare nuove tecnologie”.
Fabio Franchini, 35 anni, si è laureato in fisica all’Università di Bologna. A New York, nel 2006, ha conseguito il dottorato di ricerca alla Stony Brook University. È poi arrivato a Trieste, dove è stato ricercatore al Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” fino al 2009, prima di approdare alla Sissa nel gruppo di ricerca di fisica statistica. (fabio franchini)

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Premio Borsellino in biofisica

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

È Fouzia Bano la vincitrice del Premio Borsellino 2010 per la miglior tesi di dottorato in biofisica del biennio 2008-2010.  Fouzia ha conseguito il  dottorato di ricerca alla Sissa di Trieste nel 2009. Dal Pakistan è approdata nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia per studiare al Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam, diplomandosi nel 2005 in fisica della materia condensata. Alla Sissa ha continuato il percorso formativo e ha intrapreso i primi passi nel mondo della ricerca nel settore di fisica statistica e biologica. Ora continua la sua attività al Dipartimento di chimica dell’Università di Liege in Belgio. Il Premio le sarà consegnato domani martedì 14 settembre 2010 nel corso del XX Congresso nazionale della Società italiana di biofisica pura ed applicata (SIBPA) ospitato ad Arcidosso (Grosseto). A Fouzia è stato riconosciuto il merito di aver lavorato, nell’ambito del gruppo di ricerca SENIL (Sissa Elettra Nanoinnovation Laboratory), allo sviluppo di procedure innovative per immobilizzare le proteine, a livello nanometrico, al fine di realizzare analisi molto accurate di disfunzioni proteiche, disfunzioni che sono alla base di moltissime malattie. «Si tratta di nuovi metodi che ci permettono di “vedere” la presenza o meno di anomalie a livello proteico fin dagli stadi primordiali dello sviluppo di alcune malattie, quali per esempio neoplasie, malattie neurologiche, cardiocircolatorie, allergie» spiega Loredana Casalis del Sincrotrone Elettra, supervisor della tesi di Fouzia Bano insieme a Giacinto Scoles della Sissa, già professore della prestigiosa università di Princeton (USA). Il gruppo di ricerca SENIL è attivo dal 2000 per studi nel campo della nanomedicina e nanobiofisica: i ricercatori si prefiggono di capire a livello molecolare i processi biologici utilizzando uno strumento molto avanzato, il microscopio a forza atomica (AFM), che consente di indagare e manipolare la materia su scala nanometrica.
La Società di biofisica pura ed applicata bandisce il premio di dottorato Borsellino intitolato alla memoria di Antonio Borsellino, cofondatore e primo presidente della Società istituita nel 1973. Il premio è destinato a una tesi di dottorato di ricerca di argomento biofisico discussa o depositata presso una università italiana. (premio)

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