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Il tema della domenica: La fede

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

Pulpit of the Gesù, Rome, Italy.

Image via Wikipedia

Mi è stata data l’opportunità di visionare on line un film sui Vangeli e le verità mai dette e comunicate per dimostrare la “menzogna” dettata da “una Chiesa che si allontana dalla parola di Gesù per appropriarsi del potere senza mai uscirne. Un film realizzato con spezzoni di scene avanzi scarti …proprio per dimostrare anche nel montaggio che coloro che soffrono hanno il senso creativo della vita e la speranza del futuro. Un dialogo tra Dio e lo stato attuale, lo stato della chiesa – lo stato religioso – il potere gli intrecci e soprattutto quanto hanno nascosto dei Vangeli. La realizzazione del film si basa su ricerche storiche che nessuno può negare a cominciare dal Gesù ebreo palestinese scuro moro e comunista … non biondo con gli occhi azzurri. Un testo un libro un dramma e la soluzione.” Che dire in proposito? Se parliamo di Dio diciamo che è irrilevato dagli uomini se non attraverso interposte persone considerate “speciali”. Si sa che esiste Dio non tanto dalla sua “fisicità” quanto dalle cose che la natura esprime. Come dire? Qualcuno deve aver pur inventato noi e il mondo che ci circonda e questo qualcuno lo chiamiamo Dio. Anche i messaggeri di questo Dio sono speciali da Abramo a Maometto, Cristo e da Cristo ai santi e ai santi uomini e donne. Ma se vogliamo dare al nostro creatore un valore assoluto diciamo che è perfetto e che è sopra le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre tentazioni, avidità e quanto altro. E’ anche un Dio che ha sconfitto la legge del tempo, è eterno. Ma è un requisito assoluto ed unico per noi terrestri che siamo chiamati a nascere e a morire generazione dopo generazione. Solo nel regno dei cieli e a determinate condizioni è possibile sconfiggere la temporalità delle nostre esistenze. Sin qui il concetto può essere accettato sia dai credenti sia dai miscredenti. I distinguo e gli stessi conflitti vengono dopo. Di là della Bibbia dove ci imbattiamo in un Dio guerriero con gli angeli suoi generali che si inseriscono nelle vicende umane correggendo quelle che ritengono delle storture, i Vangeli insegnano qualcosa di diverso. Gesù, ad esempio, non era un potente, ma solo un predicatore, umile ma fermo nei suoi principi. Ebbe la forza morale e il carisma di cacciare i mercanti che sostavano davanti al tempio ma non impose la sua divinità per sottrarsi al martirio. Dalla sua vita qual è l’insegnamento che ne deriva? Che gli uomini giusti sono le vittime designate per i malvagi, ma per i torturati vi è solo la speranza che va oltre la vita. In pratica ci insegna la rassegnazione ma non la rinuncia a testimoniare la propria fede e a sostenere le proprie idee. Oggi dovremmo maturare una terza fase della nostra religiosità nella quale l’impegno corale dovrebbe essere quello di estendere la fermezza, di là del monito ai mercanti del tempio, per costruire un modello di società nel quale la sacralità della vita si coniughi a quella del vivere assicurando ai nuovi venuti il diritto, di là dei natali, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’istruzione, il cibo, una vecchiaia dignitosa. Questo dovrebbe essere il nuovo messaggio. Un Cristo al quale non toccherà più il martirio ma il diritto ad una vita serena nel lavoro e nella meditazione. Nella sacralità del vivere. E a questo punto mi toccherà chiedermi come ha fatto un prete: figliolo ma se non vi sono più peccatori noi che ci stiamo a fare? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Parliamo di cellulite…

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

Roma Cavalieri dal 7 al nove maggio 2010 via Cadiolo 101 XXXI°congresso nazionale dei medici estetici. Incominciamo con il dire che il “grasso in eccesso” può avere due distinti aspetti. L’uno è l’adiposità localizzata e un’altra è la pannicolopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS), come si definisce scientificamente la cosiddetta ‘cellulite’. E’ determinata da un’alterazione del microcircolo e dai processi degenerativi che ne conseguono, secondo stadi evolutivi (dall’ 1 al 4). Particolarmente predisposte sono le donne con familiarità per insufficienza veno-linfatica; la razza bianca è più esposta delle altre.
Si tratta di due condizioni diverse anche se molto spesso presenti nello stesso paziente. L’adiposità organizzata, a sua volta, è quasi un carattere sessuale secondario femminile che vede l’adipe localizzarsi in alcuni distretti specifici, come la regione trocantere della donna. Nell’adiposità distrettuale, il grasso si deposita in alcune zone ben precise; l’intervento chirurgico di liposuzione può essere in questo caso risolutivo.  Queste due situazioni si diagnosticano facendo una buona anamnesi, con l’esame obiettivo e con un ecografia dell’ipoderma. L’ecografia consente  di distinguere l’ adiposità distrettuale dalla PEFS in uno dei vari stadi evolutivi. Questo ci permette di muoverci in una condizione piuttosto che in un’altra.  Ci sono dei fattori che favoriscono la PEFS, quali le alterazioni posturali, una serie di abitudini scorrette (portare le scarpe troppo alte, portare pantaloni stretti); la stipsi che contribuisce ad alterare il ritorno venoso; errori alimentari (es. un’eccessiva assunzione di sodio), bere alcolici, fumare, aumentare e scendere di peso, le gravidanze. Sono tutte condizioni che favoriscono e aggravano la stasi veno-linfatica e quindi favoriscono ancora di più l’evoluzione verso gradi di PEFS di maggior gravità. Al contrario l’adiposità distrettuale non ne viene influenzata. E’ ovvio, quindi, che queste situazioni vadano affrontate in modo diverso. Nel caso dell’adiposità distrettuale valida e risolutiva è la soluzione chirurgica. Ma ci sono pazienti che preferiscono le metodiche non invasive. Sono tornati di moda dopo un periodo di silenzio tutti i trattamenti a base di ultrasuoni, la cosiddetta cavitazione. Va detto però che allo stato attuale ancora non si dispone di studi scientifici seri in questo campo, che documentino che l’utilizzo di ultrasuoni, anche a bassa frequenza come quelli di ultima generazione, siano realmente utili nel trattamento dell’adiposità distrettuale. Se applico una corrente sulla superficie dello strato adiposo creo, soprattutto se lo infiltro con soluzione fisiologica, facendo cioè la cavitazione con idrolipoclasia, vado a frantumare il tessuto adiposo. Non è ancora chiaro però se questa ‘frantumazione’ possa andare a far danno anche altrove, al di là del tessuto adiposo. Anzi. Questa tecnica non va utilizzata in modo erroneo sull’addome, perché può causare emorragie interne o emorragie uterine. Va fatta da mani esperte, senza improvvisazioni. E’ più che mai necessaria una regolamentazione che sembra purtroppo di là da venire. Si tratta di una tecnica potenzialmente pericolosa.  Gli ultrasuoni sono onde sonore, in questo casa di bassa frequenza (prima si usavano da 1 a 3 Mhz, mentre adesso si usano quelle a più bassa frequenza). La cavitazione è l’effetto provocato dall’onda ultrasonora applicata sui tessuti biologici.  L’infiltrazione di soluzione fisiologica, amplifica l’azione degli ultrasuoni, determinando la ‘rottura’ del tessuto adiposo. Se si utilizza solo l’onda sonora, si ottiene comunque un effetto di cavitazione però molto ridotto rispetto a quello che si può ottenere con il liquido introdotto nella zona da trattare. Le metodiche cercano di essere il meno aggressive possibile perché questo è ciò  che chiede il mercato. Le persone non vogliono tecniche dolorose e quindi la cavitazione con ultrasuoni, può essere per molte preferibile all’idrolipoclasia ultrasonica, anche se meno efficace. La radiofrequenza è un’onda radio che non riscalda la superficie ma il tessuto sottocutaneo; questo determina un’alterazione del tessuto creando una sorta di fibrosi, una contrazione del tessuto che diventa più compatto; questo dovrebbe associare alla riduzione del tessuto anche una maggiore azione tonificante e un ripristino dell’elasticità cutanea. In cosa consiste l’elettrolipolisi associata a mesoterapia? Si tratta della ripresa di una vecchia metodica utilizzata negli anni ‘80. In questo caso di tratta dell’applicazione di onde elettriche per “distruggere” lo strato adiposo. Si tratta di una metodica abbastanza invasiva e dolorosa in quanto fa uso di aghi e onde elettriche.  Nel caso della mesoterapia, che è sempre un evergreen per questa condizione, vengono presentate nuovi principi attivi? Sostanze nuove non ci sono ma stanno venendo alla ribalta le cure omeopatiche. E infine c’è la carbossiterapia… La usiamo da oltre vent’anni, ma all’inizio era vista come una cosa assurda. Oggi sta finalmente prendendo piede, anche se la carbossidoterapia è abbastanza dolorosa; per questo se ne sono in parte appropriati chirurghi plastici, che le propongono magari alla fine di un altro trattamento, dopo aver fatto la liposuzione, o le utilizza su aree di adiposità localizzata che sono rimaste e che non è necessario trattare chirurgicamente. C’è poi l’Ultra-Shape Contour.  Questa macchina, utilizzata da qualche anno, dovrebbe sostituire il trattamento chirurgico dell’adiposità localizzata; emette degli ultrasuoni che focalizzati (più ‘concentrati’ rispetto alle macchine che emettono ultrasuoni) che raggiungono il tessuto adiposo e frantumano le cellule adipose. Il manipolo dell’Ultra Shape, rispetto al manipolo degli ultrasuoni effettua contemporaneamente anche una sorta di massaggio.  E a proposito di massaggi, “per combattere la cellulite ci sono anche le tecniche del massaggio microalveolare, dall’Endermologie alla vibrator stimulation. Vi sono, ovviamente, anche le creme, ma sia chiaro da sole non possono risolvere i problemi, ma possono senz’altro migliorare la superficie cutanea. Inoltre permettono alle persone di avere un contatto con il proprio corpo, con la propria fisicità”.qui,

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