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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘fisioterapia’

Sanità: Nuovi lea e fisioterapia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Cambia la sanita’, cambia l’assistenza ai cittadini, cambia di conseguenza anche il ruolo del fisioterapista. Non piu’ soltanto uno specialista della riabilitazione, ma anche l’attore principale quando si tratta l’argomento prevenzione, sempre piu’ d’attualita’ con le trasformazioni della societa’ e l’insorgenza sostenuta di malattie croniche tipiche di una aumentata aspettativa di vita. Una discussione che procede di pari passo con quella relativa all’introduzione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, definiti con l’introduzione del Dpcm del 12 gennaio 2017 ma ancora sulla difficile strada del recepimento e dell’attuazione.
“Serve lo sviluppo di nuovi modelli che differiscano dall’unica risposta conosciuta finora, ovvero quella della cura all’acuzie”, spiega il presidente dell’AIFI, Mauro Tavarnelli, durante il convegno sul tema che si e’ tenuto a Bologna nell’ambito di Exposanita’, la mostra internazionale della sanita’ e dell’assistenza. La discussione, organizzata dalla sede dell’Emilia-Romagna dell’Associazione italiana fisioterapisti, e’ servita dunque a ribadire “la necessita’ di un accesso diretto alla nostra figura tramite il superamento del modello ospedalocentrico”, tiene a sottolineare Tavarnelli. E invece “una visione di tipo burocratico sta penalizzando l’approccio multidisciplinare nel trattamento dei pazienti, con il risultato di parcellizzare le cure”, rincara Vincenzo Manigrasso, dirigente delle Professioni sanitarie della riabilitazione al Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.
Dunque come sta proseguendo la discussione? Due sono i livelli di analisi, che tengono conto sia delle esigenze e delle richieste dei cittadini, sia dei rilievi di tecnici e politici.
“Stiamo scontando enormi ritardi nel recepimento dei nuovi Lea- spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato- Oltretutto esiste un problema di disponibilita’ di risorse economiche, derivata anche dalla mancata determinazione delle risorse”. Questo si ripercuote in una “situazione disomogenea tra regione e regione”: al contrario, sarebbe auspicabile “ancorare il percorso riabilitativo dei pazienti in base al loro reale bisogno e non alle risorse erogate”. Dunque per Aceti “ben venga l’accesso diretto al fisioterapista, che potrebbe abbattere i costi delle cure e i tempi di applicazione. Credo infatti che potrebbe salvarci il poter utilizzare al meglio le risorse interne di cui disponiamo, mettendole al servizio della collettivita’”.
Comprese le persone con disabilita’, a patto che anche loro possano essere coinvolte “nel confronto quando si tratta di prendere provvedimenti per la qualita’ della vita dei cittadini”, rivendica Vincenzo Falabella, presidente Fish. “E’ un obbligo per lo Stato, eppure questo coinvolgimento e’ mancato anche nel confronto per l’introduzione dei nuovi Lea. Qui il ruolo del fisioterapista e’ centrale in un concetto riabilitativo che non deve essere piu’ considerato come un risarcimento ma come raggiungimento di un benessere necessario a inserire la persona nel contesto sociale lavorativo e affettivo in cui vive, in modo da garantire i suoi diritti”.
IL PUNTO DI VISTA DEI POLITICI – Dall’altra parte del tavolo interviene chi ha messo la propria firma o ha lavorato sull’introduzione dei nuovi Lea. E’ il caso della deputata del Pd, Elena Carnevali, relatrice del Dpcm. “Con i fisioterapisti abbiamo sempre collaborato e in me hanno anche trovato una sponda per la battaglia dell’istituzione dell’Ordine professionale. I Lea sono stati un grande traguardo ma ora dobbiamo fare in modo che sulla continuita’ assistenziale ci sia una evoluzione mettendo in risalto, rispetto alla parte sanitaria, il benessere complessivo” della persona. “In questo senso il fisioterapista puo’ svolgere un grande ruolo per la valutazione degli ausili e delle protesi ma anche per l’assistenza e la riabilitazione: il dibattito va ripreso e aggiornato”.
Molto diretta la senatrice dell’Udc, Paola Binetti, secondo la quale il fisioterapista ha bisogno “non soltanto di avere piu’ responsabilita’, ma anche piu’ spazio” per quanto riguarda il tema della prevenzione. Abbiamo un bisogno enorme di fisioterapia e a chiederlo e’ il nostro stesso stile di vita, costretto a fare i conti per la maggior parte con sedentarieta’ e sovrappeso, in persone comunque considerate sane”. Secondo Binetti “il vero tema e’ che il fisioterapista dovrebbe entrare nella vita degli anziani e delle persone con malattie croniche e di quelle con disabilita’, raggiungendole a casa con l’assistenza domiciliare o sul posto di lavoro: e’ li’ che va fatta l’opportuna opera di rieducazione e riabilitazione per ridurre il danno a favore dell’autonomia personale e sociale, che ha una ricaduta non solo sotto il profilo del risparmio economico ma soprattutto nel garantire la dignita’ di vita”.
La discussione nazionale si riverbera sulle regioni e sull’effettivo recepimento del decreto da parte loro. “Quella del fisioterapista, intesa come figura autonoma inserita all’interno di una presa in carico globale del paziente, puo’ essere molto importante”, sostiene Raffaella Sensoli, consigliere dell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna. “Dobbiamo sostenere con forza il cambio di paradigma, da un sistema incentrato sulla sanita’ a uno basato sulla salute: con l’aumento dell’eta’ e delle cronicita’, dobbiamo concentrarci sul mantenimento dello stato di salute perche’ una popolazione in salute e’ ricca sotto tutti i punti di vista, fisico, morale, mentale ed economico, perche’ si generano risparmi sul Servizio sanitario nazionale”. Ed e’ proprio questo cambio di passo a vedere impegnati in prima linea i fisioterapisti. “Da tempo stiamo portando avanti il concetto che la presa in carico diretta da parte del fisioterapista crei vantaggi ai cittadini- evidenzia Tavarnelli- In minor numero di visite, minori costi derivati da ticket e diminuzione delle liste d’attesa, generando benefici di conseguenza anche al Sistema nazionale grazie a una vera razionalizzazione delle risorse”. Per questo “crediamo che la vera sfida e l’atto di coraggio che deve compiere la politica oggi vadano in questa direzione. Il fisioterapista puo’ diventare una figura cardine nel passaggio tra presa in carico in ospedale e sul territorio: noi la chiamiamo fisioterapia d’iniziativa e vede il cittadino e il fisioterapista collegati direttamente, come deve avvenire ad esempio nelle Case della Salute. L’arma vincente- conclude il presidente di AIFI- e’ dunque avvicinarsi ai bisogni dei cittadini, evitare la fase acuta e gestire la cronicita’”.

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La fisioterapia alle Olimpiadi

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Studiare, studiare e ancora studiare. Perche’ non si arriva alle Olimpiadi per caso, nello sport come nella fisioterapia: a contendersi una medaglia non ci sono solo gli atleti più forti al mondo ma anche il loro staff pronto a prendersi cura del loro organismo nel complesso. Dietro ogni risultato o prestazione, c’e’ un pezzetto di un lavoro di gruppo che vede il fisioterapista tra i protagonisti.
Lo sa bene Nicola Sepulcri, che segue la nazionale italiana di salto con gli sci, reduce dai Giochi di PyeongChang 2018. Tesserato dell’Aifi, l’Associazione italiana fisioterapisti, segue anche gli atleti delle Fiamme Oro che fanno discipline alpine e in particolare nordiche come fondo, combinata, salto e biathlon. “Una vita sempre in viaggio” la sua, “tanto che avere una famiglia adesso sarebbe difficile. Ma finche’ c’e’ la passione, sono felice di questi ritmi intensi”. Ci si gioca tutto in pochi giorni, in gara come sul lettino del fisioterapista. Soprattutto in competizioni come quelle invernali, dove c’e’ un nemico in piu’ da affrontare: il freddo. “Un atleta puo’ restare magari a una temperatura di -20 gradi con vento gelido anche per venti minuti, aspettando il suo turno. E’ normale che quando arriva giu’ dopo il salto sia congelato, soprattutto mani e piedi”, racconta Sepulcri all’agenzia Dire.
E qui entra in scena lui. “Io sono un termosifone ecologico multifunzione- spiega ridendo- e mi capita spesso che l’atleta mi chieda di scaldarlo. I rimedi principali che uso sono prodotti come creme specifiche che mi permettono di gestire le temperature, ma quando ha finito di gareggiare, io sono sempre pronto a coprirlo con la sopratuta e con i vestiti riscaldati, oltre che a fornire scarpe di ricambio. Nel mio caso, il fisioterapista non fa solo il fisioterapista, ma supervisiona e ‘fa da chioccia’ per controllare anche che il suo ‘paziente’ abbia bevande calde, energetiche e ipotoniche, barrette varie e frutta secca, ovviamente sempre in rapporto con il medico dello sport, con i suoi consigli o prescrizioni”.
A proposito. Spesso si dice che il fisioterapista e’ il miglior amico (durante certi trattamenti dolorosi, anche il peggior nemico pero’!) di un atleta. “Verissimo. Ci vuole tempo per avere la fiducia ma poi diventiamo i confidenti principali e i ragazzi si aprono con noi, soprattutto perche’ non chiediamo prestazioni ma chiediamo ‘come stai’, ‘come posso farti sentire meglio’. Ovviamente io sono obbligato a riferire all’allenatore cosa non torna dal punto di vista fisico”. Un approccio che non cambia neanche in vista di una gara importante come quella di un’Olimpiade. “Piuttosto e’ la tensione dell’atleta a cambiare, il suo essere a disagio oppure lo stato psicologico magari dovuto a un trauma o a insicurezze”. Ma il lavoro parte da lontano, specialmente in discipline particolari dove non c’e’ un lungo periodo di stop tra una stagione e l’altra. “Prevenzione e cura vanno di pari passo- evidenzia Sepulcri- Se faccio l’esempio della Coppa del mondo di salto, non c’e’ soluzione di continuita’. Si gareggia anche d’estate sull’erba in plastica e c’e’ al massimo un mese di stacco tra le due stagioni. Poi ci sono gli interventi per infortuni, e li’ bisogna agire con il gioco di squadra, chiamando anche lo psicologo. L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo: nel salto, ad esempio, dobbiamo mantenere un peso forma al grammo perche’ basta un solo etto in piu’ per essere magari squalificati. L’attenzione va prestata a ogni dettaglio, dalla digestione all’aspetto mentale, in una continua registrazione del sistema”.
Come immagina la fisioterapia sportiva dei prossimi anni, dal suo punto di vista? Sono all’orizzonte tecniche particolari da applicare in questo campo? “Io personalmente sto studiando osteopatia per integrare le mie competenze, in particolare mi sto dedicando alla specializzazione in neuro-osteopatia. Questo mi aiuta molto non tanto per lavorare sulla muscolatura, quanto sulla tensione generale del corpo e del sistema nervoso centrale, a volte anche prima della competizione con due o tre trattamenti. Credo che in futuro puntero’ molto su queste tecniche certificate”. Ma va fatta una precisazione fondamentale: “Sono comunque gli studi in fisioterapia a darmi la certezza di quello che sto facendo. In base alla mia esperienza, sono convinto che si deve modificare il percorso formativo del fisioterapista, ma anche la sua durata. Tre anni danno un’ottima formazione, ma cinque sarebbero l’ideale, e sicuramente inserirei nei corsi materie come psicologia dello sport e approccio all’alimentazione. Noi, infatti, spesso siamo la prima persona a cui si rivolge un atleta e dobbiamo essere in grado di indirizzarlo al meglio e rassicurarlo sull’intervento del medico. Io sono stato fortunato ad aver studiato al San Raffaele a Milano dove tutto questo era previsto, ma non e’ una prassi omogenea. Secondo me si dovrebbe dare un’infarinatura di queste nozioni anche alle scuole superiori, ormai. E’ questo tipo di formazione che ti fa distinguere professionalmente e ti consente di progredire, fino a raggiungere la vetta di un’Olimpiade”. Nel caso di Sepulcri, PyeongChang e’ stata la prima esperienza a cinque cerchi. “Un’esperienza strana, bella, brutta e intensa allo stesso tempo. In squadra abbiamo dovuto modificare la gestione degli eventi, passando da una competizione di solito in un weekend a una gara su piu’ giorni, oltre a modificare gli orari proprio di vita, con colazione alle 11, pranzo alle 17 e cena alle 2 di notte per trattare gli atleti. Poi, certo, c’e’ il fascino dell’appartenenza a una nazione. Insomma- chiude Sepulcri- alla fine e’ un’esperienza che rifarei assolutamente”.

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Eccellenze della fisioterapia

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

associazione fisioterapistiRoma giovedì 12 e venerdì 13 ottobre all’hotel Capannelle di Roma (via Siderno 37). Per questa edizione 2017 AIFI ha scelto di organizzare l’evento in strettissima collaborazione con le principali realtà scientifiche di ambito fisioterapico presenti in Italia, come la Società Italiana di Fisioterapia (SIF), la Società Italiana di Fisioterapia e Riabilitazione (SIFIR), l’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR), l’Associazione Italiana Riabilitazione Mano (AIRM) e con tutti i Gruppi di interesse Specialistico oggi attivi all’interno di AIFI: Gruppo di Terapia Manuale (GTM), GIS Sport (GISPT), G IS Neuroscienze, GIS Fisioterapia pediatrica (GIS FP), GIS Fisioterapia geriatrica (GIS FG), GIS Terapie Fisiche e Tecnologie Riabilitative (GIS TFTR).
La due giorni sarà dunque dedicata all’Esercizio Terapeutico, spiega il presidente del Congresso scientifico, Simone Cecchetto, “ossia quella interazione pedagogica programmata tra fisioterapista e paziente volta a facilitare in quest’ultimo determinate modificazioni, come ad esempio il miglioramento di una funzione, la modifica di una struttura corporea, la riduzione di un rischio, la prevenzione di una disfunzione o di un danno, il miglioramento di una performance, il superamento di una limitazione di attività, il contenimento o la riduzione della disabilità. Tutto questo attraverso un approfondimento delle recenti acquisizioni sui fondamenti, sulle prove di efficacia e sul ragionamento clinico”.
In particolare, spiega il presidente dell’AIFI, Mauro Tavarnelli, “venerdì pomeriggio ci sarà una tavola rotonda con vari esponenti delle istituzioni e delle organizzazioni dei cittadini, in cui si discuterà sulle opportunità di disegnare e condividere nuovi modelli organizzativi per il cambiamento dei servizi per la Salute dei cittadini”. Questo perché “i sistemi sanitari detengono il primato della complessità organizzativa e come tali rappresentano una sfida per chi si occupa della loro gestione, dovuta alla straordinaria differenziazione di obiettivi, attività, competenze e processi lavorativi. L’AIFI e le realtà che hanno collaborato considerano l’evento un’altra tappa fondamentale nel percorso di sviluppo della cultura, della scienza e della disciplina della fisioterapia, perseguendo le migliori soluzioni e stimolando la crescita in ogni contesto. Tutto questo- conclude- nell’ottica di promozione della salute del cittadino”.

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“La fisioterapia rimette in moto la vita”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

san lazzaro di savenaSan Lazzaro di Savena (Bo) 9 settembre presso il palazzetto dello sport: “Una giornata importante per abbattere le barriere”, così l’ha definita Tavarnelli. “Sarà possibile per chiunque provare la scherma, quella in carrozzina e quella per non vedenti con l’aiuto di maestri e tecnici. Ci saranno poi grandi atleti che ci mostreranno dei veri ‘assalti’”, come Emanuele Lambertini vicecampione under 17 e poi 23 fioretto e spada paralimpico, un esempio di grande amore per la scherma che con il supporto della fisioterapia ha cambiato la sua vita dopo l’amputazione di una gamba. “La giornata si concluderà con un momento di musica per dare ancora di più il senso di una festa. Una giornata da ricordare, la festa della fisioterapia, che rimette in movimento la tua vita”, ha detto ancora il presidente AIFI.
La seconda iniziativa organizzata dall’Associazione italiana fisioterapisti si avvale invece della collaborazione e il sostegno di Federfarma, che oggi aderisce alla giornata informativa su tutto il territorio nazionale, presso le farmacie che si renderanno disponibili, dove i fisioterapisti soci AIFI potranno offrire un servizio informativo e consultivo gratuito sulla fisioterapia a tutti i cittadini interessati.
“Abbiamo siglato un accordo con Federfarmarma- ha spiegato Tavarnelli- con il duplice obiettivo di rafforzare nella cittadinanza il ruolo del fisioterapista e la conoscenza di questa figura, e quello dell’aspetto di centro di educazione sanitaria dei cittadini da parte delle farmacie. Saranno presenti i nostri associati per potere dare risposte a tutte le richieste e divulgare materiale informativo sul ruolo del fisioterapista e sulla valenza della fisioterapia”. Lo scopo di queste giornate, è dunque quello di sensibilizzare sulla figura del fisioterapista e sul fenomeno dell’abusivismo professionale: “Noi mettiamo in campo durante tutto l’anno iniziative contro l’abusivismo. Fino a che non ci sarà un Ordine professionale, noi saremo perennemente in campo per aiutare i cittadini a riconoscere il fisioterapista certificato. Proprio per questo l’AIFI è costantemente a disposizione delle amministrazioni pubbliche e dei singoli cittadini per la verifica dei titoli dei fisioterapisti. Tutte le iniziative che organizziamo fanno parte di quell’opera di sensibilizzazione della nostra campagna che si chiama appunto ‘Le mani giuste’”, ha concluso il presidente Tavarnelli.
“E’ assolutamente importante che il cittadino abbia consapevolezza del ruolo del fisioterapista nell’ambito del sistema salute, e sia quindi in grado di compiere scelte informate e consapevoli, in risposta ai propri bisogni. In mancanza di un Ordine professionale è difficoltoso quantificare il numero dei fisioterapisti ‘veri’, abbiamo comunque la certezza che il numero di abusivi sia spaventoso. Basta notare la quantità abnorme di pubblicità ingannevole, le locandine sui pali della luce che promettono di curare tutti i mali. Da anni abbiamo iniziato a ragionare in positivo, dicendo chi siamo e cosa facciamo, raccomandando ai cittadini di fare attenzione, ricordando a tutti che i nostri associati sono veri professionisti”. E’ quanto ha dichiarato Mauro Tavarnelli, presidente dell’AIFI, in merito alla Giornata mondiale della fisioterapia.

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Giornata mondiale della Fisioterapia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

associazione fisioterapisti8 settembre 2017 giornata mondiale della Fisioterapia. Riconoscere il grande lavoro che i fisioterapisti svolgono per i loro pazienti e la comunità. Questo l’obiettivo della Giornata mondiale della Fisioterapia, che dal 1996 la WCPT (World Confederation for Physical Therapy) celebra ogni anno l’8 settembre: un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici e sull’importanza del ruolo del fisioterapista, oltre che l’opportunità per i professionisti e le organizzazioni di tutto il mondo di esaltare il loro contributo alla salute globale.In Italia AIFI, l’Associazione Italiana Fisioterapisti, aderisce con tutte le regioni che hanno organizzato eventi per coinvolgere i cittadini e dimostrare quanto sia importante il sostegno al loro benessere. Un supporto, tuttavia, messo a repentaglio dall’alta percentuale di abusivi presenti sul territorio. Ecco perché AIFI per il ‘suo’ 8 settembre ha dato vita alla campagna caratterizzata dallo slogan #LeManiGiuste, che si svilupperà su diversi canali di promozione come social network e locandine: lo scopo è far capire che il fisioterapista lavora in molti ambiti della riabilitazione ma anche della prevenzione. Ma è fondamentale affidarsi a mani sicure, quelle di un professionista legalmente riconosciuto e competente. Saranno i FisioTipTop, delle cartoline illustrate distribuite in tutta Italia, ad avere il compito di informare il cittadino con consigli pratici e chiarimenti. La campagna si avvale anche del supporto delle farmacie e di Federfarma, con quest’ultima che ha dato il suo patrocinio all’evento permettendo a molti fisioterapisti di offrire gratuitamente le loro consulenze ai cittadini interessati.

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Corso di laurea in Fisioterapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

università foggia“Un risultato importante che rende giustizia” all’azione intrapresa per “ristabilire regole certe”. Questo il commento di AIFI, l’Associazione italiana fisioterapisti, alla lettera con cui il ministero dell’Universita’ di concerto col ministero della Salute ha intimato all’università di Foggia “di provvedere al piu’ presto al ritiro del provvedimento” che ha consentito l’accesso al terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia a circa 200 studenti senza il bisogno di superare il test di ammissione e senza rispettare il numero programmato di iscrizioni definito per l’ateneo e a livello nazionale.
Nel ringraziare i ministeri, l’AIFI segnala pero’ le “numerose criticita’” che comunque riguardano le richieste di iscrizione al terzo anno da parte di massofisioterapisti, accolte dall’universita’ di Catanzaro, oppure le richieste di trasferimento da studenti del corso di Biologia a quello di Fisioterapia, accolte dall’universita’ di Palermo. La situazione, infatti, “sta diventano insostenibile” e ne e’ dimostrazione “il fatto che anche gli studenti e le loro rappresentanze stanno chiedendo con forza di prendere posizione per dare certezze al proprio futuro”, manifestando con una lettera le proprie preoccupazioni al ministero della Salute e a quello dell’Istruzione.
La richiesta di AIFI ai due dicasteri, dunque, e’ quella di inviare “quanto prima una nota di indirizzo a tutti gli atenei circa le reali possibilita’ di accettazione di domande di iscrizione e/o trasferimento verso i corsi di laurea in Fisioterapia, secondo quanto previsto dalle normative vigenti, al fine di porre rimedio a questioni che mettono a rischio il futuro di tanti giovani studenti che hanno seguito le regole, la qualita’ della fisioterapia futura e, soprattutto, la salute dei cittadini”.

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Giornata Mondiale della Fisioterapia

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

associazione fisioterapistiLe mani giuste questo è l’head line della campagna targata AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti) che oggi parte e che raggiungerà il suo culmine in occasione della giornata mondiale della fisioterapia prevista per l’8 settembre pv.
La WCPT (World Confederation for Physical Therapist) è il promotore ufficiale della giornata da ormai diversi anni. La Giornata Mondiale della Fisioterapia consente ai fisioterapisti e alle organizzazioni di tutto il mondo dicelebrare il loro contributo allasalute delle persone. In Italia AIFI aderisce con tutte le proprie sedi regionali che stanno organizzando eventi per sensibilizzare il cittadino sia sul ruolo del fisioterapista nella propria salute sia su quanto questa sia messa a repentaglio dall’alta percentuale di abusivi presenti sul territorio.Di qui la scelta dello slogan #LeManiGiuste che si svilupperà su diversi canali di promozione dai social network, alla campagna mezzi, affissioni etc. La campagna avrà come protagonista un testimonial d’eccezione Beatrice Vio, campionessa mondiale di fioretto individuale paralimpico.“Il fisioterapista è un professionista che lavora in moltissimi ambiti della riabilitazione – dichiara Mauro Tavarnelli, Presidente AIFI – ma spesso il cittadino non lo sa. Per esempio, può andare dal fisioterapista anche per prevenire il mal di schiena; oppure se ha problemi di incontinenza, il fisioterapista può aiutarlo. E questo può farlo mettendosi in mani sicure, ovvero, un fisioterapista “giusto” perché legalmente riconosciuto, quindi laureato e competente. Saranno i FisioTipTop (cartoline illustrate) distribuiti per la prima volta in tutta Italia ad avere il compito di informare il cittadino con consigli pratici, chiarimenti circa il lavoro del fisioterapista e dei suoi diversi ambiti.
L’8 settembre sarà anche l’occasione per AIFI per festeggiare il suo 57esimo anno di attività, periodo in cui si è battuta e continua a farlo per la tutela della professionalità del fisioterapista e di conseguenza della salute del cittadino.
LeManiGiuste è la campagna diretta al cittadino ma anche ai medici, alla loro federazione maggiormente rappresentativa la FIMMG (Federazione Italiana di Medici di Medicina Generale) con la quale molte sedi regionali AIFI hanno stipulato specifici protocolli di intesa, affinché non si trascuri nulla nella lotta contro l’abusivismo.In tutti gli studi dei fisioterapisti AIFI si potranno trovare ulteriori informazioni e il materiale iconografico prodotto. (foto: le mani giuste)

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Evitare gli acciacchi “rovina-vacanze”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

bluvacanzeLa Giornata Mondiale della Fisioterapia consente ai fisioterapisti di tutto il mondo dicelebrare il loro contributo allasalute globale. In Italia l’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) unica associazione di categoria riconosciuta dal Ministero della Salute, aderisce in tutte le regioni organizzando eventi per informare il cittadino sul ruolo del fisioterapista nella salvaguardia della propria salute e quanto questa ultima sia messa a repentaglio dall’alta percentuale di abusivi presenti sul territorio.Ecco i primi consigli utili per la stagione in corso.L’arrivo delle vacanze estive comporta spesso il desiderio di fare sport, di fare camminate in montagna, di mettersi in forma oppure di dedicarsi al relax, alla lettura prolungata, al riposo estremo, sembrerà strano ma in entrambi i casi vi sono dei rischi per il nostro apparato neuro-muscolo-scheletrico che dobbiamo considerare. Il corpo umano si adatta a moltissime situazioni climatiche e ambientali ma i tempi con cui lo fa non sono sempre veloci.Il nostro consiglio nel caso desideriate in vacanza fare sport e movimento è di iniziare tutto a piccoli passi. Per esempio, nel caso della corsa cominciate alternando cammino e corsa su un percorso pedonale. Nel caso decidiate di dedicare tanto spazio alla lettura e al riposo fisico non rimanete seduti o coricati a lungo, ogni 20-30’ alzatevi e camminate per 10’ almeno. Anche se rimane comunque sempre valido il consiglio di camminare almeno 3 o 4 volte la settimana. Il vostro fisioterapista di fiducia saprà darvi consigli ulteriori e precisi per trascorrere le vacanze all’insegna della salute mentale e fisica.Quali sono le nostre parti del corpo a rischio in questa stagione? Prendiamo per esempio i nostri tendini. Queste strutture sopportano spesso carichi di lavoro importanti (come il tendine di Achille per esempio mentre trasportiamo un divano in coppia ai piani superiori di una casa) ma soffrono le variazioni del carico ovvero se non sono abituato alle corse in montagna, con salite e discese anche impegnative, rischio di “irritare” un tendine degli arti inferiori e rovinare alla prima uscita le attività sportive vacanziere.
Stessa cosa può accedere a chi decide di correre sulla battigia di tratti di mare lunghi e sabbiosi che sono comunque in pendenza (a volte anche accentuata) e questa, creando squilibri di azione muscolare e perdita della corretta posizione del bacino e della colonna, può provocare sintomi dolorosi in diverse parti del corpo compreso il collo.Rimanendo al mare è assai frequente riscontrare dolori alla colonna cervicale o lombare causati sia dalla poca attività (spesso sul lavoro ci muoviamo continuamente e in vacanza, di colpo, ci fermiamo e immobilizziamo su sdraio e amache), sia dalle posture inadeguate mantenute a lungo, sia dalla troppa attività e dai movimenti magari “nuovi” e ripetuti come quelli effettuati durante il windsurf, il beach volley, il rafting e altri sport.
Vi sono poi delle parti tendineo-muscolari “a rischio” di maggior infortunio per chi non è un abituale sportivo e che si vuole cimentare in qualche sport durante le vacanze. Citiamo il muscolo sovraspinato della spalla che soffre spesso nelle gare di beach volley; il gemello mediale (la parte interna del polpaccio) che dopo i 35 anni è una sede frequente di lesioni per i tennisti, i calciatori e per chi fa sport sulla sabbia; i tendini flessori delle mani per chi arrampica in montagna sulla roccia.I genitori, di bambini che hanno delle deviazioni alla colonna vertebrale, devono stare attenti a permettere quegli sport che sono utili o comunque non dannosi per lo sviluppo della colonna e, a questo riguardo, il fisioterapista che segue i vostri figli saprà dare giuste indicazioni.

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Migliore tesi in fisioterapia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Il concorso indetto dall’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) del Lazio per la migliore tesi di Laurea in Fisioterapia per l’Anno Accademico 2008/2009 delle Università della regione ha visto come prima classificata quella di Angelo Scrimitore, studente del Corso presso la Sede Didattica dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. Titolo della tesi “Sit to stand up in pazienti affetti da Malattia di Parkinson. Validazione di una nuova scala clinica e valutazione di specifici esercizi riabilitativi”, relatori Antonella Peppe (Neurologo) e Marco Tramontano (Fisioterapista e Direttore Didattico del Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata presso la Fondazione Santa Lucia). I criteri per valutare le tesi messe a confronto sono stati: originalità, coerenza interna, qualità del lavoro, pertinenza del lavoro sia per lo sviluppo delle conoscenze della Scienza Riabilitativa sia per le applicazioni nella prassi riabilitativa, chiarezza della stesura, pertinenza della bibliografia. Nella Malattia di Parkinson (MdP) i quattro sintomi principali sono rigidità, tremore, bradicinesia e instabilità posturale. Quest’ultima, che solitamente si manifesta nelle fasi più avanzate, è altamente invalidante, poco responsiva alla terapia farmacologica e predispone alla perdita dell’equilibrio con cadute. Infatti, la caduta nei pazienti parkinsoniani è un evento ricorrente e molto comune: la sua incidenza è compresa tra il 33% e il 68%. Ciò, oltre agli esiti fisici, incide negativamente a livello psicologico, minando nel paziente la fiducia nelle proprie capacità motorie. Affinché le cadute non si verifichino, è necessario cercare di diminuire tutte le possibili cause, tra cui quelle provocate nel momento che il paziente prova ad alzarsi o sedersi. Nella tesi elaborata presso la Fondazione Santa Lucia da Angelo Scrimitore è stata definita una Scala STSv (Sit To Stand e viceversa) per questo movimento e proposto uno specifico Training Riabilitativo. La Scala STSv valuta come il paziente parkinsoniano si alza da una sedia, come vi si approccia e come si siede. E’ stata somministrata a un campione di 40 soggetti affetti da Parkinson e a 4 soggetti di controllo. Il Training Riabilitativo, della durata di 10 giorni, è stato effettuato all’interno della Fondazione Santa Lucia su un campione di 5 pazienti. Da un’attenta osservazione dei dati cinematici raccolti grazie all’analisi stereofotogrammetrica, si è notato come il movimento del tronco e del bacino, sia nel Sit To Stand che nello Stand To Sit, si avvicini maggiormente a quello dei soggetti normali. La tesi e i risultati pratici ottenuti portano alla conclusione che è utile inibire la sinergia estensoria del tronco e degli arti inferiori, espressione di schemi motori patologici legati verosimilmente alla paura di cadere (Post Fall Syndrome) e alla rigidità assiale del paziente con Parkinson. Ciò sembra produrre un effetto facilitatorio nel richiamare riflessi filogenetici consolidati nell’uomo, come quello di portarsi in stazione eretta

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Alemanno in ospedale

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si recherà mercoledì 4 agosto presso il reparto di Ortopedia dell’Ospedale San Giovanni di Roma per un intervento chirurgico di osteotomia correttiva della tibia. Dopo l’intervento sono previsti alcuni giorni di degenza presso il nosocomio romano, ai quali seguirà un periodo di riabilitazione e fisioterapia.

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