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“Fixed Income – Ma non come lo conoscevate”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A cura di Prashant Agarwal, Senior Investment Manager. Gli investitori europei sono alle prese con un dilemma. Da un lato, desiderano proteggere i loro portafogli a causa di una crescita economica poco brillante, di continue minacce sul fronte commerciale e dell’ascesa di forze populiste.Dall’altro, il bacino degli attivi difensivi disponibili in grado di generare reddito si sta restringendo, soprattutto nei mercati dei titoli sovrani europei e delle obbligazioni ad alto merito creditizio. Malgrado la fine del quantitative easing da parte della Banca Centrale Europea, i rendimenti dei titoli sovrani e di altri titoli di alta qualità a reddito fisso sono quasi pari a zero o addirittura negativi, se si considera l’inflazione.A questo punto, la domanda è: come possono gli investitori garantirsi un reddito sufficiente senza assumersi troppi rischi? Le obbligazioni europee high yield a breve termine potrebbero non sembrare la risposta più scontata, ma riteniamo che nel contesto attuale siano un’opzione percorribile. Per diversi motivi.
Per cominciare, la qualità del mercato obbligazionario high yield europeo è fortemente migliorata nell’ultimo decennio. Si tratta adesso di una classe di attivi liquida e diversificata, che comprende società attive in numerosi settori. Oggi, circa il 71% dell’universo di investimento è composto da obbligazioni BB, il primo rating inferiore al livello investment grade; un dato in crescita dal 54% di dicembre 2008.Le società europee non-investment grade sono state nel complesso molto prudenti nell’indebitarsi dalla crisi del 2008. Ad un rapporto pari a solamente 3,2 volte gli utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti (EBITDA), il loro effetto leva netto è inferiore alla media degli ultimi 15 anni (si veda il grafico). Altri indicatori del livello di indebitamento – compreso il rapporto free cash flow/debito e la copertura degli interessi – mostrano un segmento in buona salute rispetto ai dati storici.Inoltre, il tasso di insolvenza tra gli emittenti obbligazionari high yield europei è solo all’1,5% rispetto al 13% registrato nel corso della grande crisi finanziaria, e si prevede che rimarrà basso anche nel prossimo anno. Ovviamente, in caso di recessione, sarà più difficile per le società rifinanziare le loro obbligazioni e i tassi d’insolvenza saliranno su livelli più alti rispetto ai bassi valori attuali. Ma le conseguenze dovrebbero essere comunque limitate, dato che la maggior parte degli emittenti high yield europei ha già rifinanziato gran parte del debito a breve termine, spostando il cosiddetto “maturity wall”, ovvero la data in cui la maggior parte del debito dovrà essere ripagato o rifinanziato , al 2022.
Inoltre, prima che tutto ciò avvenga, il recente intervento della banca centrale ha ridotto le probabilità di una recessione. La Federal Reserve statunitense ha segnalato una pausa nel percorso di rialzo dei tassi d’interesse. La BCE, nel frattempo, ha promesso di mantenere i tassi invariati fino al 2020, e ha presentato un nuovo programma di stimolo TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine) per supportare il finanziamento da parte delle banche alle aziende nell’eurozona.
La combinazione di tassi d’interesse bassi e crescita economica lenta ma costante è generalmente positiva per i mercati obbligazionari high yield. E, in particolare, concentrandosi sul debito con scadenze più brevi, gli investitori hanno la possibilità di garantirsi livelli di reddito maggiori senza la volatilità normalmente associata a questa classe di attivi.Nei fatti, investire in obbligazioni non-investment grade con duration più breve è una strategia che si è dimostrata indovinata, sia in fasi di mercato turbolente come quella della fine dello scorso anno, sia su orizzonti di più lungo termine.
Dal lancio nel 2012, la massima discesa da un picco della strategia Pictet-EUR Short Term High Yield – o “drawdown” – è stata molto minore di quella dei più ampi universi high yield e investment grade, così come di quella del mercato azionario (si veda il grafico). Sullo stesso periodo di tempo, ha anche registrato una volatilità annualizzata dei rendimenti minore rispetto a ogni altra soluzione di investimento qui analizzata.
La Brexit è un caso esemplare. Sebbene il Regno Unito sia impantanato nell’incertezza relativa alla sua uscita dall’Unione Europea, continuiamo a ritenere che sia ancora una potenza economica con molte aziende solide. Per riflettere entrambe queste considerazioni, abbiamo spostato il baricentro del nostro portafoglio verso i titoli non ciclici, limitando le nostre posizioni in aziende del Regno Unito su obbligazioni che scadranno entro i prossimi due anni.La recente situazione di calma nelle tensioni tra il governo populista italiano e l’UE è un altro sviluppo di cui gli investitori possono beneficiare attraverso il mercato obbligazionario high yield a breve termine. Noi stiamo cercando di aumentare leggermente le nostre posizioni nelle obbligazioni societarie italiane a breve termine in quanto riteniamo che le loro valutazioni sottovalutino il potenziale di un miglioramento delle prospettive economiche in Italia.

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“Fixed Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

“FixedA cura di Patricia Schuetz, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il mercato obbligazionario cinese, in costante crescita, offre opportunità interessanti. Le strategie absolute return ne possono trarre il massimo profitto, utilizzando coperture a protezione dalla potenziale volatilità.
L’anno è appena iniziato e la Cina è già in prima pagina: la guerra commerciale con gli Stati Uniti continua; ancora una volta Pechino lavora per sostenere la crescita e le società tecnologiche attribuiscono la debolezza degli utili al rallentamento delle vendite in Cina. Tutti questi elementi sollevano una domanda fondamentale: le opportunità di investimento derivanti da questi sviluppi possono compensare i rischi?
Per quanto ci riguarda, in qualità di investitori in obbligazioni, si tratta di trovare il gusto equilibrio tra rischio e possibile rendimento – un’attività nella quale la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income è specializzata, in quanto combina posizioni a lungo termine con investimenti utili per bilanciare, che funzionano da copertura contro i rischi a breve termine.In quanto specialisti del reddito fisso, siamo sempre stati attratti dal potenziale a lungo termine della Cina. Sebbene la crescita cinese sia destinata a rallentare in futuro, dovrebbe anche essere più stabile, in quanto l’economia sta lentamente raggiungendo un punto di equilibrio orientandosi dalle materie prime verso i servizi e il tasso di cambio è stato liberalizzato. La Cina sta anche spostando rapidamente la catena del valore della manifattura dalla quantità alla qualità. Il suo mercato obbligazionario è sempre più maturo, diversificato e internazionale, mentre il renminbi è indicato come la valuta di riserva del futuro. Un ulteriore fattore di attrattiva del mercato è il fatto che le obbligazioni cinesi offrono rendimenti relativamente elevati e non particolarmente correlati con quelli delle altre classi di attivi.Inoltre, negli scorsi mesi il governo si è impegnato ad adottare una politica fiscale più accomodante, unita a sforzi coordinati per sostenere la domanda interna e la crescita del PIL. Una politica che prevede tagli fiscali per aziende e famiglie, e forti investimenti in infrastrutture. La People’s Bank of China è l’unica grande banca centrale che ancora concede uno stimolo monetario (si veda il grafico) e si prevede che immetterà ben oltre 200 miliardi di dollari nell’economia nel corso del 2019. I nostri economisti prevedono una crescita del PIL cinese del 6,4% quest’anno, due volte più veloce rispetto a tutto il resto del mondo e più di tre volte più veloce rispetto alle economie sviluppate.
Laddove la Cina ha successo, altri mercati emergenti tendono a trarne beneficio. Ciò supporta la nostra opinione ampiamente positiva sul debito societario denominato in dollari dei mercati emergenti. Intravediamo anche numerose opportunità specifiche all’interno dello stesso mercato obbligazionario cinese denominato in dollari, dove qualsiasi debolezza valutaria, come accaduto a metà 2018, costituirebbe potenziali punti d’ingresso interessanti.Le società di gestione patrimoniale cinesi, ritenute strategicamente importanti per il Paese, saranno tra i principali beneficiari delle misure di stimolo. Lo stesso vale per le società immobiliari, le cui strutture del capitale mostrano già un miglioramento.
Ciò che è determinante è che riteniamo che le valutazioni delle obbligazioni societarie emesse da società che appartengono a questi settori non riflettano questo potenziale.
Tuttavia, oltre che per il potenziale a lungo termine, i mercati emergenti sono ben noti anche per i picchi di volatilità a breve termine e la Cina non fa eccezione.
Qui entra in gioco la nostra filosofia di bilanciamento dei rischi. E diversificare il rischio in ogni occasione è alla base del nostro processo di investimento per la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income. Per raggiungere questo obiettivo, esaminiamo i rischi e le correlazioni sia nell’ambito dei singoli temi d’investimento sia nell’intero portafoglio.
In termini più generali, la turbolenza sul debito dei mercati emergenti tende ad essere accompagnata dalla debolezza delle valute delle economie in via di sviluppo. Dal nostro punto di vista, quindi, mantenere una posizione corta in un paniere di queste valute rappresenta un contrappeso efficace per bilanciare un investimento sulle obbligazioni societarie dei mercati emergenti. Riteniamo tuttavia essenziale gestire attivamente questa posizione valutaria, date le idiosincrasie dei Paesi in questione.Al momento, mantenere posizioni corte nelle valute asiatiche offre una copertura particolarmente interessante contro ogni temporanea debolezza economica in Cina.Abbiamo anche investito in credit default swap (CDS) del governo cinese, strumenti che proteggono da ogni deterioramento del merito creditizio di un emittente obbligazionario, per garantire ulteriore protezione alle nostre posizioni sul settore immobiliare cinese. Le possibilità per coprire la nostra esposizione aumentano di pari passo con l’espansione dell’universo d’investimento cinese. A nostro avviso, ciò rende questa opportunità di investimento ancora più interessante.Abbiamo a lungo ritenuto che la transizione della Cina da una potenza manifatturiera ad un’economia più aperta e trainata dai servizi avrebbe creato numerose opportunità. Avvalendoci di tutti gli strumenti di investimento a disposizione e concentrandoci sul punto di equilibrio tra i rischi, riteniamo che il nostro approccio agli investimenti in Cina possa da un lato intercettare valore a lungo termine e dall’altro limitare i rischi della volatilità a breve termine, garantendo il migliore equilibrio rischio/rendimento possibile per i nostri investitori. Un approccio così flessibile esula dalla port Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

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