Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘flessibile’

Il posto di lavoro del nuovo decennio? Decentrato, flessibile e connesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Impostosi in tutto il mondo tra i topic dominanti durante il lockdown per l’emergenza da Covid-19, lo smart working, o “lavoro agile”, rappresenta con ogni probabilità un’eredità che il mondo del lavoro si porterà dietro a lungo, auspicabilmente con migliorie e evoluzioni tecniche. Il successo dello smart working è testimoniato da numerose ricerche. Tra le più recenti spicca quella di Fpa, società del gruppo Digital 360, dedicata al lavoro agile nella pubblica amministrazione italiana. La ricerca è stata condotta su 4.200 dipendenti: il 94% dei lavoratori vorrebbe continuare a lavorare da casa con rientri in ufficio non quotidiani. Il 69,5% degli intervistati ha affermato che organizza meglio il lavoro, il 45,7% che ha più tempo per sé e la famiglia, e il 34,9% che lavora in un clima di maggiore responsabilizzazione. In definitiva, quando i dipendenti sono impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro, lo smart working diventa uno strumento essenziale a garantire operatività e continuità. Tuttavia l’opportunità presenta diverse insidie, a partire dalla difficoltà di pronto intervento sui processi, soprattutto in quelli per cui sono richieste una costante supervisione ed un intervento su diversi sistemi all’interno di un’organizzazione. Serve quindi adottare strategie che possano prevenire perdita d’informazioni e interruzioni del processo produttivo.Del resto quand’è l’ultima volta che vi siete trovati in un’area di lavoro realmente in grado di rendere una giornata produttiva? Forse il quesito più importante riguarda il “dove”. Era in ufficio o a casa? Se il decennio precedente ha visto l’aumento esponenziale del concetto di ufficio “open”, quello che stiamo vivendo vedrà il completo decentramento del posto di lavoro.Possiamo affermare che questo periodo in particolare è stato caratterizzato da un’interruzione dell’attività globale senza precedenti. E man mano che le imprese e le economie vengono ribaltate, lo stato del flusso lavorativo offre sia sfide che opportunità: tutti devono rimanere “agili” e adattarsi ai nuovi modi di lavorare.
Mentre affrontiamo queste topiche sfide, la tecnologia può supportarci offrendo un modo per rendere flessibili le performance dei team di lavoro, salvaguardando al contempo punti fondamentali come la concentrazione e la collaborazione, indipendentemente dalla configurazione dell’ufficio del futuro o delle specifiche aree di lavoro al suo interno.Come le basi stesse del modo in cui lavoriamo cambiano, lo stesso vale per le fonti dei dati che utilizziamo per prendere decisioni aziendali. Mentre la Business Intelligence continuerà a migliorare il futuro degli edifici “intelligenti”, diventerà sempre più importante per le aziende ottimizzare le modalità di lavoro dei dipendenti operativi da remoto. Avanzate tecnologie, per esempio, possono offrire nuovi flussi di dati per aiutare le imprese a valutare l’efficacia di questi nuovi ambienti di lavoro e a prendere decisioni per adattarsi velocemente agli odierni tempi in continua evoluzione, con la certezza che i propri dipendenti siano produttivi e pienamente coinvolti nel processo.
Elementi digitali come i webinar, le lavagne interattive e la condivisione dello schermo diventeranno strumenti sempre più importanti, ulteriormente abilitati da telecamere con campo visivo a 180° che consentono una panoramica completa di tutti i partecipanti in una sala riunioni, aumentando il senso di fiducia attraverso la piena visibilità dell’ambiente.
Il linguaggio del corpo promuoverà anche un maggiore coinvolgimento e una maggiore percezione da parte dei partecipanti attraverso questo insieme di feedback, mentre i vivavoce full duplex consentiranno una comunicazione bidirezionale equa per l’andamento dei meeting e le conversazioni.Nel complesso, la collaborazione virtuale tramite audio, video e software sarà essenziale per qualsiasi organizzazione per gestire il business in modo efficace. Queste strategie dovrebbero essere implementate in anticipo in modo che i fattori esterni che impongono la necessità di pratiche collaborative agili non rallentino in alcun modo il business delle imprese.
Complessivamente, diverse aziende saranno in grado di innovare e di adattarsi in base alle circostanze e ai parametri dei mercati, ma al centro delle nuove modalità del lavoro sarà necessaria la flessibilità.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Oggi più che mai il lavoro è diventato flessibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

Negli ultimi anni, si è parlato molto dei vantaggi dello smart working tra cui miglior produttività, maggior impegno e benessere dei collaboratori. Tuttavia, non tutti i manager si trovano d’accordo con questa visione, anzi alcuni ritengono il lavoro agile addirittura un “rischio” per il business. L’ex CEO di Yahoo, Marissa Mayer, ad esempio, una volta approdata in azienda dichiarò che lavorare da remoto può rappresentare sicuramente un vantaggio per il singolo, ma non sempre è altrettanto positivo per l’azienda. Le migliori intuizioni, infatti, derivano dall’incontro con altre persone, da meeting e brainstorming con il proprio team e ciò è possibile solo essendo tutti presenti in azienda. Il vero lavoro di team, hanno dichiarato alcuni rappresentanti del colosso della tecnologia IBM, si basa sulla collaborazione di persone che lavorano fianco a fianco quotidianamente e si scambiano idee dal vivo.Ciò significa, quindi, che è necessario fare un passo indietro rispetto alle ultime tendenze in materia di smart working? Il lavoro agile può rappresentare realmente uno svantaggio per le imprese? Come è possibile, infine, conciliare la crescente richiesta di maggiore flessibilità da parte dei dipendenti con le esigenze del management? A questi quesiti hanno cercato di dare risposta gli esperti di Hays, società leader nel recruitment specializzato.Per funzionare al meglio, lo smart working deve essere quanto più strutturato possibile, ma non in termini di controllo delle persone, bensì in termini di organizzazione. Spesso, infatti, il lavoro agile viene concesso solo ad alcune risorse con particolari esigenze di flessibilità o viene riservato a quadri e manager o, addirittura, è appannaggio unicamente dei consulenti freelance. Dovrebbe, invece, essere frutto di una politica aziendale vera e propria che incoraggia i dipendenti a usufruirne in modo consapevole. Più le risorse saranno libere di utilizzare lo smart working, più saranno in grado di organizzarsi con il proprio team per portare a termine il lavoro anche virtualmente. Secondo Josh Krichefski, CEO del colosso dell’advertising MediaCom, creare una cultura aziendale in cui le persone si sentono a loro agio nello svolgere il proprio lavoro, indipendentemente da dove si trovino, permette realmente di ottenere il meglio da loro. Mettere al primo posto le persone e non i processi è essenziale per instaurare un rapporto di fiducia reciproca tra il datore di lavoro e le risorse.Un buon escamotage può essere quello di fissare incontri settimanali vis-à-vis per ogni team, in modo che ci si possa confrontare sugli obiettivi da perseguire e sul lavoro da svolgere, offrendo nuovi input. Inoltre, può essere utile organizzare delle valutazioni periodiche, possibilmente mensili o trimestrali, sull’attività di ciascun collaboratore a cui devono partecipare anche coloro che lavorano la maggior parte del tempo da remoto. In questo modo tutti continueranno a sentirsi coinvolti pur non vivendo quotidianamente l’azienda. Con questi accorgimenti è possibile sfruttare al massimo le potenzialità dello smart working senza che il business ne soffra. Anzi, la flessibilità diventa uno strumento fondamentale per attirare e fidelizzare talenti che, in condizioni lavorative diverse, sarebbe impossibile attrarre in azienda.Inoltre, il tempo speso dai collaboratori nello stesso ufficio non dovrebbe essere valutato in termini quantitativi, ma qualitativi. Un team di lavoro dovrebbe incontrarsi perché ha realmente necessità di farlo e non perché è “obbligato” a condividere lo spazio di lavoro quotidianamente. Alcune attività meramente operative, ad esempio, non necessitano della presenza dei colleghi e dovrebbero poter essere svolte dove e quando il professionista desidera. In questo modo, il tempo dedicato alle riunioni di team e allo stare con i colleghi diventa tempo di “qualità” perché riservato alla parte più importante del lavoro, ovvero alla sfera creativa, all’innovazione e, soprattutto, alla strategia.Per fare ciò, chiaramente, è necessario uno sforzo maggiore da parte di manager e dirigenti che devono mettere in chiaro fin da subito gli obiettivi da raggiungere e condividere i valori aziendali con tutti i collaboratori. La cultura organizzativa è l’elemento chiave da cui partire se si vuole implementare con successo il lavoro agile. Un ambiente lavorativo rigido e fortemente gerarchico è sicuramente meno affine al concetto di autonomia e pertanto più esposto alle eventuali insidie dello smart working. Una cultura aziendale basata sulla reciproca fiducia, invece, è fondamentale per concedere a tutti la flessibilità di cui hanno bisogno, mantenendo alta la produttività e ottenendo ottimi risultati di business.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il lavoro flessibile?

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Fa bene ai lavoratori, alle aziende, ma anche all’ambiente e all’aria che respiriamo. Una diffusione su vasta scala del lavoro flessibile, infatti, ridurrebbe i livelli di anidride carbonica di 214 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, pari alla CO2 sottratta dall’atmosfera da 5,5 miliardi di alberi in dieci anni.È quanto emerge da The Added Value of Flexible Working, studio commissionato da Regus, leader mondiale per la fornitura di spazi di lavoro, a ricercatori indipendenti, per analizzare i benefici socio-economici del lavoro flessibile nel mondo.Oltre a quello di anidride carbonica, un impiego sempre più diffuso di spazi di lavoro flessibile consentirebbe entro il 2030 anche il risparmio di oltre 3,53 miliardi di ore impiegate ogni anno per raggiungere il posto di lavoro – l’equivalente del tempo passato al lavoro annualmente da 2,01 miliardi di persone.
Per citare un esempio, il Regno Unito risparmierebbe da solo 7,8 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 grazie a una maggiore flessibilità da parte dei pendolari, che eviterebbero 115 milioni di ore annue di spostamenti casa-lavoro. È negli Stati Uniti, però, che si registrerebbe il più grande risparmio annuale di tempo e di emissioni: circa 960 milioni di ore e 100 milioni di tonnellate di CO2, dato ancor più rilevante se si considera che l’auto è il mezzo di trasporto prediletto dagli americani.Lo studio economico condotto da Regus prevede, nel complesso, che un aumento del lavoro flessibile nei 16 Paesi presi in esame apporterebbe un valore aggiunto di oltre 10 trilioni di dollari all’economia mondiale entro il 2030.Mauro Mordini, Country Manager di Regus Italia, ha commentato: “Il lavoro flessibile può fornire un contributo importante alla lotta al cambiamento climatico. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il mondo dovrà ridurre le emissioni annuali di gas a effetto serra di ulteriori 12-14 miliardi di tonnellate entro il 2030 per poter limitare il riscaldamento globale a 2°C. Ogni anno si potrebbero risparmiare milioni di tonnellate di CO2 permettendo alle persone di lavorare in sedi più vicine a casa e limitando il pendolarismo. Aumentare le opportunità di lavoro flessibile non costituisce soltanto una necessità aziendale o personale, ma rappresenta anche un beneficio per l’intero pianeta”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Equitalia: sarà possibile rateizzare i propri debiti in maniera flessibile

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

Un primo timido segnale di avvicinamento alle esigenze dei cittadini ed imprese nel campo del pagamento di sanzioni e tributi potrebbe giungere dalla bozza del decreto legge sulle “semplificazioni” ora all’esame del Governo. A sostenerlo è Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che si augura che tale norma diventi effettiva per concedere un po’ di sollievo alle famiglie ed aziende italiane già alle prese con i problemi quotidiani aggravati dalla perdurante crisi economica.
Secondo quanto è dato apprendere, i titolari di debiti tributari avranno la possibilità di rateizzare i propri debiti in maniera flessibile, oltre a chiedere la dilazione dei pagamenti in caso di decadenza dalla rateazione.
Nella bozza è, infatti, contenuta una norma secondo cui “Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno”. Una volta ricevuta l’istanza di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca “solo nel caso di mancato accoglimento dell’istanza, ovvero di decadenza”.I piani di rateazione a rata costante, già emessi alla data di entrata in vigore del presente decreto, “non sono soggetti a modificazioni, salvo il caso di proroga” ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 602 del 1973.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Difesa aerea italiana va in Spagna

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Durante il question time alla Camera, sulla questione del trasferimento della base Radar di Poggio Renatico in Spagna, il Ministro della difesa ha dimostrato ancora una volta di essere “prono” e non “flessibile” agli interessi degli americani.” -Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)- “Voglio solo ricordare al Ministro La Russa -prosegue Comellini- che in una nostra interrogazione (4-12486), presentata ieri dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, citiamo un articolo di stampa, pubblicato sul quotidiano La Nuova Ferrara del 25 giugno 2011, in cui si riferiscono le dichiarazioni del generale Mario Renzo Ottone, comandante Coa (Comando operazioni aeree), che rispondendo alla domanda formulata dal giornalista nel corso di una conferenza stampa ha risposto «Più esatto e corretto dire che da un sito spagnolo, con personale Nato che comprenderà una quota di italiani, verrà garantita la sicurezza dei cieli della nostra Nazione».” “Un conto è gestire il controllo dello spazio aereo italiano in Italia e con personale italiano, altro e affidare la sicurezza dei nostri cieli agli spagnoli. Per questo gli abbiamo chiesto quali immediate iniziative intenda adottare per acquisire nuovamente l’effettivo, diretto e pieno controllo dello spazio aereo italiano.Se questo è lo scambio vantaggioso che il Ministro è riuscito a strappare alla Nato allora è il caso che la prossima volta prima di prendere simili decisioni si consulti con i vertici dell’Aeronautica e della difesa aerea perché, o non hanno capito nulla i generali, oppure non ha capito nulla il Ministro. Sicuramente questa volta -conclude Comellini- bisogna dare ragione ai generali.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Stress da lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

“Chi glielo racconta agli imprenditori, alla disperata ricerca di tutto ciò che può rendere competitive le loro imprese per uscire da questo stato di emergenza  che, dal prossimo mese di  gennaio, dovranno misurare anche lo stress da lavoro dei loro dipendenti? E, nel caso, fare indagini psicologiche?” Una ennesima incombenza normativa di provenienza europea a carico delle aziende: l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2011, di misurare il rischio da stress lavoro correlato. Questo adempimento ci sembra una vera e propria presa in giro nel mentre nel nostro Paese si parla di sburocratizzare il più possibile per rendere il lavoro più flessibile e le attività datoriali meno stressanti.  “L’Unione europea è sempre più liberale e permissiva nell’aprire il mercato comunitario alle aziende dei Paesi extra Ue e sempre più rigida ed oppressiva verso le imprese europee costrette al rispetto di un numero esponenziale  di regole, ove già non bastassero le leggi e i regolamenti nazionali.”. “La valutazione dello stress da lavoro correlato è un altro ostacolo per l’attività delle piccole imprese che non dispongono di un’organizzazione aziendale e di personale tale da consentire di gestire questo ulteriore obbligo. Così, nonostante i buoni propositi che proprio l’Europa ha indicato nello Small Business Act, per le piccole imprese il traguardo della semplificazione normativa si allontana sempre più. Avanti di questo passo, bisognerà creare uno strumento per misurare lo stress da burocrazia degli imprenditori”. “Non si discute l’impegno a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Ma altrettanto fondamentali sono i principi sanciti nello Small Business Act per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle piccole imprese e di sostenere le potenzialità di sviluppo delle Pmi”. “Per non ripetere l’esperienza di altri provvedimenti inutilmente complessi, come ad esempio, il Sistri, Confartigianato sollecita modalità semplificate per l’applicazione delle norme sullo stress lavoro correlato alle imprese che occupano fino a 10 dipendenti.  La nostra Confederazione vuole  impegnare il  Governo e il  Parlamento ad ingaggiare gli sforzi dell’Unione Europea su obiettivi di crescita e di sviluppo, non già sulla misurazione dello stress da lavoro!”. Speriamo bene!!!

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Regole bilancio più flessibili

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Il Parlamento europeo chiede regole di bilancio più  flessibili per far fronte alle future responsabilità  derivanti dal Trattato di Lisbona, quali il nuovo servizio di azione esterna o eventi imprevedibili quali l’attuale crisi finanziaria. I deputati chiedono inoltre di cominciare la discussione politica sulle modifiche al quadro finanziario pluriennale 2007-2013.  In seguito all’entrata in vigore de Trattato di Lisbona, L’Unione europea deve adattare le regole di bilancio per il periodo 2007-2013. I deputati si sono dichiarati insoddisfatti della proposta ricevuta dal Consiglio, poiché questa non terrebbe conto delle nuove priorità e non permetterebbe al Parlamento di attuare appieno il suo ruolo politico. Secondo la relazione interlocutoria di Reimer Böge (PPE, DE), adottata mercoledì, la proposta è “puramente tecnica e insufficiente perché il PE dia il suo assenso”.  I deputati ritengono che anche prima dell’aggiunta di queste nuove necessità risultanti dal trattato di Lisbona, i bilanci annuali hanno potuto essere approvati solo utilizzando i margini esistenti per finanziare le priorità dell’UE come Galileo, lo strumento alimentare o il piano europeo di ripresa economica.  Prima di concedere il consenso al quadro finanziario rivisto, il Parlamento insiste affinché siano apportati dei cambiamenti che permetteranno di far fronte alle nuove responsabilità e priorità a livello europeo. I deputati chiedono una maggiore flessibilità che garantisca la possibilità di attuare cambiamenti fra le differenti linee di bilancio, e la creazione di riserve sufficienti per ciascuna categoria.  È necessario un riassetto delle priorità di bilancio, così da garantire l’adeguato finanziamento delle stesse, prosegue il testo approvato, che chiede a Consiglio e Commissione di proporre la revisione del QFP, già attesa per il 2009, cosi da dar inizio alle discussioni politiche sull’argomento.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Intesa Csc-Zurich financial services

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

CSC (NYSE: CSC) annuncia di aver firmato un accordo della durata di 10 anni e mezzo con Zurich Financial Services Group (Zurich) relativo ai managed service sia del data center sia dell’infrastruttura di information technology.  L’accordo generale sarà coniugato nei vari ambiti regionali dalle due parti e diverrà esecutivo dopo la firma a livello locale. Il contratto ha per obiettivo trasformare l’attuale data center di Zurich in un ambiente pienamente moderno, flessibile e altamente virtuale. Il valore potenziale massimo del contratto è 2.9 miliardi di dollari, cifra raggiungibile se vi aderiranno pienamente tutti gli uffici regionali. I servizi saranno erogati a partire dal 2010.  Tutti gli accordi locali rispetteranno l’ordinamento della giurisdizione alla quale saranno sottoposti e saranno approvati anche dalle parti sociali. L’orientamento generale del contratto, in osservanza di quanto sarà stabilito su base locale, prevede che approssimativamente 1000 dipendenti di Zurich possano passare a CSC nel corso della prima metà del 2010. La relazione fra Zurich e CSC è cominciata nel luglio 2004 quando fu firmato un contratto di outsourcing applicativo del valore di 1,3 miliardi di dollari e della durata di 7 anni. Nel 2008 è stato ampliato l’ambito anche al desktop service in Europa e Nord America.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Scuola: nove abbandoni su 10 dovuti a didattica poco flessibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Una scuola troppo ‘rigida’ e tradizionale è alla base dell’alto tasso di abbandono scolastico del Paese. E’ una delle riflessioni evidenziate dall’indagine promossa dal ministero del Welfare (e condotta a livello nazionale da Ernst e Young, Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali e Cna-Ecipa), presentata in questi giorni a Benevento. La maggior parte dei casi di abbandono (89,7%)  si verifica all’interno del sistema scuola e ciò è probabilmente riconducibile ai contenuti e all’ambiente formativo, come la didattica troppo tradizionale e poco flessibile. Inoltre, incidono in maniera più significativa gli abbandoni nella scuola media superiore (55,3%), registrati prevalentemente nell’area dell’istruzione professionale. Fra gli oltre 1.600 ragazzi intervistati per l’indagine, infatti, ben il 24,4% ha frequentato, come ultimo corso formativo, la scuola media inferiore. La formazione professionale e l’apprendistato, invece, presentano livelli di abbandono piuttosto bassi (10,3%). Per quanto riguarda la motivazione che ha portato all’abbandono della scuola o di un percorso formativo alternativo, sembra che ‘lo scarso interesse per le materie trattate’ sia la più frequente (49,7% dei casi), unita alla ‘difficoltà delle materie’ (39,4%). Ma ad allontanare i ragazzi dalla formazione sono state anche le prospettive di autonomia. Ben il 26% degli intervistati, infatti, dichiara che gli ‘interessava più andare a lavorare’.  A fronte di questi dati resta bassa (in particolare al Sud)  la capacità di assorbire i ‘dispersi’ da parte della formazione professionale. Si va da risultato migliore di Modena (69%) a quello peggiore di Vibo Valentia (10%). Solo poche province, come Modena, Savona e Terni, hanno attuato la ‘rete dell’obbligo formativo’ ossia un sistema di integrazione dei dati delle varie anagrafi (scuola, lavoro, istituzioni), per contrastare il fenomeno della dispersione.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Accordo tra Fujitsu Technology e GE Capital

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

Fujitsu Technology Solutions, leader in Europa nella fornitura di infrastrutture IT , e GE Capital Solutions, divisione della General Electric attiva nel leasing e noleggio di beni strumentali, hanno sottoscritto un accordo che consentirà ai rivenditori e distributori della società giapponese di offrire soluzioni innovative per il noleggio di prodotti informatici e forniture per ufficio. Grazie ad anni di esperienza nel finanziamento di sistemi IT, alla tecnologia all’avanguardia e all’elevata efficienza dei processi, la partnership di GE e Fujitsu intende essere una realtà distintiva nel mercato del leasing, offrendo formule flessibili e convenienti di noleggio e venendo incontro alle esigenze di chi ha la necessità di investire per crescere e sviluppare il proprio business. “GE Capital Solutions è un ottimo partner per l’erogazione dei servizi finanziari agli operatori di canale, grazie alla sua esperienza nel settore IT e alla sua forte presenza a livello globale.”, dichiara Leonardo Bernardi, Channel & Area North Sales Director. “I nostri Partner potranno così accedere a un’ampia gamma di servizi finanziari per incrementare le vendite, gestire portafoglio clienti e ottimizzare le loro performance finanziarie, in modo veloce e flessibile .”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »