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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Il commissariamento dell’Italia da parte dell’Fmi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2011

2000 PTAS - 1994

Image by Landahlauts via Flickr

E’ la prima volta nella storia per un paese del G8, dimostra senza appello il fallimento della politica economica del governo italiano e lascia un’ipoteca pesantissima sui prossimi anni e sul modo con cui l’Italia potrà uscire dalla crisi. Ma il risultato di Cannes non è solo un fallimento per l’Italia, ma anche un de profundis per l’area Euro, incapace di salvare da sola i propri Paesi membri. Di fronte allo psicodramma greco e poi italiano, il G20 ha dimostrato la sua incapacità a promuovere un coordinamento economico e finanziario internazionale che ci faccia emergere fuori dalla crisi affrontando le sue cause strutturali. Ancora una volta tutti ritornano al Fondo monetario, istituzione responsabile di aver promosso un sistema finanziario internazionale fuori controllo e a vantaggio solo di pochi paesi e poche elite. “E’ giunto il momento di ammettere che molto probabilmente vivremo un aggiustamento strutturale come quelli che il Fondo ha imposto al Sud del mondo per decenni”, ha dichiarato a Cannes Antonio Tricarico della CRBM, “Le responsabilità non sono solo a Washington, ma anche a Bruxelles e Berlino. Dopo tante azioni di solidarietà internazionale, forse oggi c’è bisogno che la società civile italiana inizi a ragionare su campagne per la cancellazione del nostro debito, promuovendo un auditing pubblica e identificando chi è stato responsabile della sua creazione e se ogni sua componente è legittima o meno” ha concluso Tricarico.

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FMI e Lagarde: Quando non si è all’altezza

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2011

Christine Lagarde - World Economic Forum Annua...

Image by World Economic Forum via Flickr

La Grecia è a rischi di default, ha dichiarato Cristine Lagarde, Ministro dell’Economia francese e candidata alla guida dell’FMI. Insieme alla valutazione negativa di Fitch, la dichiarazione della Lagarde ha avuto effetto un effetto devastante: giu’ le borse, titoli di stato greci al 25%, fuga verso i piu’ stabili bund. Se la Lagarde e’ la candidata alla guida dell’FMI non possiamo che preoccuparci. E’ irresponsabile che un ministro dell’Economia faccia questi apprezzamenti a mercati aperti e comunque che li faccia. Ci sono gli organismi preposti a cio’ e, comunque, sarebbe stato opportuno una consultazione, anche rapida, dei ministri dell’Economia europei prima di rilasciare dichiarazioni. Ci pare che la Lagarde non sia proprio la persona adatta a ricoprire il delicato ruolo di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Robin Hood Tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

17 febbraio Giornata Mondiale di Mobilitazione per l’introduzione della Robin Hood Tax La Robin Tax – spiega Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – è un’imposta sulle speculazioni a carico delle istituzioni finanziarie, già adottata da oltre 40 Paesi. A suo favore, o comunque dandone un’interpretazione positiva, si sono pronunciate le grandi istituzioni internazionali, dal Fondo Monetario Internazionale alla Commissione europea all’ONU.  Secondo le più recenti stime, la Robin Tax potrebbe raccogliere circa 400 miliardi di dollari l’anno; fondi da utilizzare per attenuare gli effetti della crisi economica, contrastare il cambiamento climatico e combattere la povertà nel mondo. Un’imposta che non graverebbe i cittadini, ma chi è stato artefice della crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo negli ultimi anni falciando posti di lavoro e riducendo gli interventi pubblici anche nei settori più importanti, come quello delle infrastrutture e del sostegno ai redditi più bassi, dei contributi a favore del terzo e del quarto mondo e per la tutela del clima. La tassa – prosegue Giordano – graverebbe esclusivamente sulla compravendita di beni finanziari, obbligazioni e derivati; pertanto sarebbero interessate le istituzioni finanziarie, quali le banche d’investimento e i fondi speculativi, cioè i soggetti maggiormente responsabili della crisi. Più in particolare, la tassa andrebbe a colpire quella miriade di operazioni speculative che le istituzioni finanziarie compiono ormai in frazioni di secondi (high frequency trading – HFT). L’introduzione della Robin Tax avrebbe il non secondario effetto di ridurre la speculazione e quindi produrre una maggiore stabilità dei mercati finanziari.Per tutti questi motivi – conclude Giordano – Adiconsum si attiverà nei prossimi giorni, insieme a Cisl e Fiba Cisl, in vista dell’importante riunione dei Ministri delle Finanze nei giorni 17 e 18 febbraio, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Autorità, per la rapida introduzione della Robin Hood Tax.

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