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Scuola e Covid-19: percentuale di focolai molto bassa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2021

 Il Rapporto dell’Iss Le scuole non rientrano tra i primi tre contesti di trasmissione del virus: tra il 31 agosto e il 27 dicembre 2020 sono stati rilevati 3.173 focolai in ambito scolastico che rappresentano il 2% del totale a livello nazionale. È quanto emerge dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di Sars-CoV-2: la situazione in Italia”, che ha analizzato l’impatto della chiusura/riapertura degli istituti scolastici sulla trasmissione di Covid-19 a livello di comunità. Il Rapporto, online sul sito dell’Iss, ha esaminato l’andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni) nel periodo compreso tra il 24 agosto e il 27 dicembre 2020, e ha rilevato in totale 3.173 focolai in ambito scolastico. La percentuale dei casi in bambini e adolescenti è aumentScuola e Covid-19: percentuale di focolai molto bassa. Il Rapporto dell’Issata dal 21 settembre al 26 ottobre (con un picco del 16% nella settimana dal 12 al 18 ottobre) per poi tornare ai livelli precedenti. Le percentuali di casi in età scolare rispetto al numero dei casi in età non scolare oscillano tra l’8,6% della Valle d’Aosta e il 15,0% della PA di Bolzano. La maggior parte dei casi in età scolare (40%) si è verificata negli adolescenti di età compresa tra 14 e 18 anni, seguiti dai bambini delle scuole primarie di 6-10 anni (27%), dai ragazzi delle scuole medie di 11-13 anni (23%) e dai bambini delle scuole per l’infanzia di 3-5 anni (10%). La percentuale dei focolai in ambito scolastico, sottolinea il rapporto, si è mantenuta sempre bassa e le scuole non rappresentano i primi tre contesti di trasmissione in Italia, che sono nell’ordine il contesto familiare/domiciliare, sanitario assistenziale e lavorativo. “Dopo la riapertura delle scuole, nel mese di settembre 2020, l’andamento dei casi di Covid-19 nella popolazione in età scolastica ha seguito quello della popolazione adulta, rendendo difficile identificare l’effetto sull’epidemia del ritorno all’attività didattica in presenza – concludono gli autori -. Quello che si può notare è che pur con le scuole del primo ciclo sempre in presenza, salvo che su alcuni territori regionali, la curva epidemica mostra a partire da metà novembre un decremento evidenziando un impatto sicuramente limitato dell’apertura delle scuole del primo ciclo sull’andamento dei contagi”.La decisione di riaprire le scuole, sottolinea ancora il rapporto, comporta un difficile compromesso tra le conseguenze epidemiologiche e le esigenze educative e di sviluppo dei bambini. “Per un ritorno a scuola in presenza, dopo le misure restrittive adottate in seguito alla seconda ondata dell’epidemia di Covid-19, è necessario bilanciare le esigenze della didattica con quelle della sicurezza. Le scuole devono far parte di un sistema efficace e tempestivo di test, tracciamento dei contatti, isolamento e supporto con misure di minimizzazione del rischio di trasmissione del virus, compresi i dispositivi di protezione individuale e un’adeguata ventilazione dei locali”. (fonte: Doctor33)

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Coronavirus: la Commissione europea rafforza la preparazione per affrontare futuri focolai

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Brussels. La Commissione ha presentato oggi misure immediate a breve termine volte a rafforzare la preparazione sanitaria dell’UE per affrontare i focolai di COVID-19. Fin dall’inizio la Commissione ha coordinato lo scambio di informazioni e raccomandazioni relativamente alle azioni e alle misure sanitarie a livello transfrontaliero. Una vigilanza costante e una risposta rapida da parte della Commissione e degli Stati membri sono fondamentali per contenere la diffusione del virus ed evitare l’imposizione di nuove misure di blocco generalizzato.La comunicazione presenta una serie di azioni prioritarie per le autorità nazionali, la Commissione e le agenzie dell’UE:
aumentare la copertura dei test, il tracciamento dei contatti e la sorveglianza da parte degli enti sanitari pubblici al fine di mappare i cluster per contenere la diffusione dei focolai; oltre alla comunicazione la Commissione ha adottato oggi una decisione di esecuzione volta a sostenere l’interoperabilità delle applicazioni mobili di tracciamento e di allerta oltre i confini nazionali all’interno dell’UE;
garantire la regolare fornitura di dispositivi di protezione individuale, medicinali e dispositivi medici mediante meccanismi quali appalti comuni di emergenza e scorte strategiche dell’UE;
fare in modo che la sanità pubblica sia capace di attivarsi rapidamente, in qualsiasi momento, per gestire un afflusso massiccio di pazienti senza trascurare altri settori dell’assistenza sanitaria, anche mediante il sostegno finanziario per il trasporto di personale medico e di pazienti tra gli Stati membri e il coordinamento, attraverso il meccanismo unionale di protezione civile, dell’invio di squadre mediche di emergenza e di materiali nei paesi che ne fanno richiesta;
prevedere misure non farmaceutiche mirate e localizzate, basate su ricerche e prove, nonché lo scambio tempestivo di informazioni sull’efficacia delle misure reintrodotte;
sostenere i gruppi vulnerabili, come gli anziani, le persone con patologie pregresse e le persone socialmente emarginate, mediante la condivisione delle migliori pratiche in materia di effettuazione di test, assistenza e cura, anche per quanto riguarda il sostegno psicosociale e per la salute mentale;
ridurre l’impatto dell’influenza stagionale, in modo da evitare una pressione supplementare sui sistemi di assistenza sanitaria già sovraccarichi, mediante l’aumento della copertura vaccinale e altre misure, ad esempio garantendo ulteriori acquisizioni di vaccini antinfluenzali a livello nazionale.

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COVID-19: Save the Children, paura per i primi casi nel nord-est della Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

I focolai coinvolgerebbero migliaia di bambini già fortemente provati da 10 anni di conflitto. “Speriamo disperatamente che questi primi casi di COVID-19 nel nord-est della Siria, possano essere contenuti o avremo conseguenze inimmaginabili” lo ha dichiarato oggi Sonia Khush, Direttrice dell’emergenza in Siria di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio garantire loro un futuro.”Nel nord-est del Paese, sono disponibili meno di 30 letti per la terapia intensiva, solo dieci ventilatori per adulti e un ventilatore pediatrico. Questa carenza, rende fondamentale la prevenzione, ma come si possono lavare le mani spesso nei campi e nelle città dove i rifornimenti idrici non arrivano regolarmente? Come può una persona socializzare a distanza in rifugi che un tempo erano delle scuole e che oggi sono fortemente sovraffollati?” ha proseguito Sonia Khush.”Il conflitto in Siria è ormai entrato nel suo decimo anno. I bambini soffrono di malnutrizione cronica e spesso non sono stati vaccinati contro le malattie. Molti di loro hanno perso le proprie famiglie. Il sistema sanitario è fortemente ridotto. Gli operatori umanitari devono avere la possibilità di raggiungere le comunità in modo da fare tutto il possibile per rallentare il propagarsi dell’infezione, mantenendo le misure di distanziamento sociale, fornendo istruzione a distanza e distribuendo sapone e altri articoli per l’igiene personale. Le famiglie nel nord-est della Siria hanno già vissuto sulla propria pelle tragedie inimmaginabili, dobbiamo agire ora per dare loro i mezzi più efficaci per combattere il coronavirus” ha concluso Sonia Khush.

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Focolai coronavirus in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Londra. Lo scoppio di alcuni focolai di coronavirus in Italia è stato accompagnato comprensibilmente da grande preoccupazione. Non potrebbe essere altrimenti, vista la portata delle misure preventive che sono state messe in campo dalle autorità per proteggere la salute pubblica e provare a contenere i contagi. Anche i listini globali, e soprattutto quello italiano (su cui il posizionamento di Moneyfarm è limitato), oggi hanno reagito con forte volatilità benché non avessero mostrato alcuna reazione rilevante all’emergenza fino alla scorsa settimana: a spaventare è specialmente l’eventualità che il virus – la cui diffusione in Cina è ormai in rallentamento – possa iniziare a diffondersi altrove. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha riconosciuto che questo potrebbe ripercuotersi in negativo sull’economia globale.Si tratta, se confermata, di una frenata non irrilevante. In un contesto di valutazioni generalmente alte e con i fondamentali societari ed economici in fragile equilibrio dopo due anni volatili, qualsiasi fattore di rischio per la crescita globale è ovviamente di grande importanza.Se dal punto di vista della salute pubblica sono opportune misure cautelative, per quanto riguarda gli investimenti è bene valutare con razionalità gli scenari, evitando reazioni istintive. Senza la pretesa di lanciarsi in considerazioni azzardate su come la vicenda si snoderà, ecco alcuni punti chiave da tenere in considerazione:La diffusione del contagio al di fuori della Cina era prevedibile ed è ragionevole aspettarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la diffusione di altri contagi in giro per il mondo. D’altra parte, l’incidenza dei casi fuori dalla Cina (in particolare in Italia, in Corea, a Singapore e in Iran) è ancora piuttosto limitata per creare allarme, considerando che il virus – per quello che sappiamo – è stato contenuto con successo in tutte le aree fuori dall’epicentro della regione di Wuhan: in nessuna regione o nazione si sono per il momento registrati più di 1.300 contagi.
Questo non vuol dire che non bisogna prepararsi a scenari peggiori, ma vuol dire che – per quanto riguarda gli investimenti – bisogna evitare assolutamente reazioni istintive e ragionare in ottica di controllo, gestione del rischio e di obiettivi di investimento (specialmente dal punto di vista dell’orizzonte temporale). In Cina la diffusione dei casi sembra registrare un netto rallentamento, come dimostra il grafico qui sotto che indica il numero di casi registrati attualmente attivi. Da questa settimana sembra anche che l’attività economica si stia ricominciando a risvegliare. Nonostante stiamo assistendo a ritardi nel rilascio di alcuni dati economici da parte delle autorità cinesi, alcuni indicatori più ad altra frequenza ci stanno mostrando un parziale ritorno alla normalità da parte dell’economia asiatica.

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In Amazzonia incendi e deforestazione vanno di pari passo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Negli stati di Rondônia e Pará, ad esempio, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica.
Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19 per cento si è verificato in aree naturali protette, il 6 per cento delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.
“Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone. Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese” dichiara Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile. “Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia stanno distruggendo l’immagine del Brasile a livello internazionale. Perfino il settore agroindustriale ha ammesso che le politiche anti ambientaliste del governo possono causare danni economici. Nel frattempo, Bolsonaro non ha annunciato alcuna misura concreta per combattere la deforestazione”. La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Come è stato ribadito a inizio mese dall’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), proteggere le foreste è fondamentale per affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando.

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Guerra e pace

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

guerraepaceIn un lancio d’agenzia di qualche mese fa abbiamo pubblicato il comunicato che ci è pervenuto da Giovanni D’Agata Presidente dello Sportello dei diritti sul tema della produzione mondiale delle armi e la loro distribuzione di cui al link (https://fidest.wordpress.com/2016/12/27/gli-usa-leader-mondiali-della-vendita-di-armi/. Se al tempo stesso prendiamo in esame i vari focolai di guerra regionali sparsi in tutto il mondo e la Siria, nello specifico, ne è un esempio lampante con i suoi cinque anni di guerra civile con centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati, ci rendiamo conto di quanto possa essere grande la colpa di questi mercanti di armi che si arricchiscono a spese di intere popolazioni e le conseguenze che ne derivano con immani distruzioni e vandalismi di ogni genere. I media in queste circostanze sono prodighi di reportage dove spesso vediamo uomini e donne che sparano, ribelli o governativi che fossero, e il crepitio delle loro armi è spesso continuo come se avessero a loro disposizione un arsenale ben fornito di armamenti e munizioni. A noi tutto questo scenario di violenze ci pone un interrogativo inquietante: possibile che non si riesca a fermare siffatto bagno di sangue e di sofferenze? Perché si permette l’esportazione di tanti strumenti di morte sempre più sofisticati e micidiali? Perché gli stati che li producono e ne consentono l’esportazione non pongono un freno anche se per altri versi sono pronti a coprirsi il capo di cenere e a gridare allo scandalo e a promettere serie contromisure? E’ perché anch’essi sono complici di questa mattanza e la loro critica di facciata è solo rivolta a quella parte dell’opinione pubblica più sensibile, per tacitarla. Finché non avremo il coraggio e la determinazione di smantellare tutte le fabbriche di armi del mondo è inutile ed è ipocrita invocare la pace: essa non si conquista con le armi né si viola con le armi. Essa può nascere e prosperare solo in un modo offrendo all’essere il suo primato sull’avere. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici della Fidest)

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Minacce di morte a Berlusconi, Fini e Bossi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

“I toni del dibattito politico non dovrebbero mai superare il limite del rispetto delle Istituzioni e delle idee altrui”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo aver appreso la notizia delle minacce di morte inviate al Premier Silvio Berlusconi. Minacce di morte che, a quanto è dato sapere, pare che abbiano una firma precisa, visto che sono state accompagnate da un simbolo inequivocabile, una stella a cinque punte. “E’ anche vero – dice Franco Maccari – che la tensione sociale è salita alle stelle, benché pare che il discutere di altri argomenti che non riguardano strettamente la vita degli italiani, abbia fatto distrarre in qualche modo le Istituzioni stesse che troppo spesso non si sono rese conto che focolai di scontentezza stavano diventando dei veri e propri fuochi, oggi esplosi in minacce scritte, ma che domani purtroppo potrebbero portare a conseguenze ben più gravi”. “Ecco dunque che – conclude Maccari – se da un lato non bisogna piegarsi alla vigliaccheria di frange disoneste della nostra società, dall’altro non bisogna neanche far finta che queste cose siano frutto di azioni isolate. La politica pervada il tessuto sociale del nostro Paese facendo sentire la sua presenza concreta nei fatti, attraverso gli uomini dello Stato, mettendoli in condizioni di salvaguardare anche il dibattito politico e la convivenza democratica.” (n.r. pensiamo al vecchio detto: chi semina vento raccoglie tempesta)

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Influenza allarme ingiustificato

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Roma Campidoglio. “L’allarme che si è diffuso in Italia ed anche a Roma per il giovane ricoverato a Monza per complicanze da influenza A H1N1 è ingiustificato, in quanto si tratta di evento grave avvenuto dopo circa 2000 casi di influenza in Italia”.  Lo dichiara in una nota Fernando Aiuti, presidente Commissione Politiche sanitarie e Commissione Influenza del Comune di Roma. “Nel nostro Paese – spiega Aiuti – finora l’epidemia ha avuto un andamento meno grave rispetto ad altri paesi europei, sia per mortalità che per morbosità. Al momento la decisione di  possibili misure drastiche quali il ritardo dell’inizio dell’anno scolastico prospettata da alcuni esperti non trovano alcuna giustificazione. Poichè la disponibilità del vaccino di massa da impiegare nei giovani con età tra 2 a 27 anni non avverrà prima di febbraio 2010, un ritardo dell’apertura dell’anno scolastico di alcune settimane non sarebbe sufficiente per contenere l’eventuale  epidemia ed avrebbe un impatto negativo sulla vita socio-economica dell’intera nazione. La commissione per l’influenza A del Comune di Roma – continua Aiuti – raccomanda a tutta la popolazione romana la massima serenità e tranquillità senza farsi prendere dal panico ed è in accordo con le dichiarazioni del Ministro Gelmini che si è espressa contro ogni ritardo di apertura dell’anno scolastico. Si auspica comunque che eventuali provvedimenti di ritardo di apertura di asili nido, scuole materne e scuole elementari  o di chiusura di singole scuole che fossero presi perché colpite da probabili focolai epidemici in una città come Roma siano eventualmente effettuate informando tempestivamente il Sindaco”.

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