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630 ragazze in visita alla sede internazionale della FAO

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Roma. 630 ragazze (dai 9 ai 14 anni) del Movimento dei Focolari, da 17 nazioni, in visita alla sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) a Roma,
per discutere di #FameZero. I ragazzi e i giovani di oggi possono diventare la prima generazione che riesce a sradicare la fame nel mondo. Lo dicono i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che il 25 settembre del 2015 i 193 Stati Membri delle Nazioni Unite hanno approvato impegnandosi ad attuarli entro quindici anni (2015-2030). Il secondo, l’“Obiettivo Fame Zero”, è al cuore del programma. E per poter quindi raggiungere questi obiettivi, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha accolto oggi, 22 giugno 2018, nella sede in Roma, 630 giovani ragazze (dai 9 ai 14 anni) del Movimento dei Focolari. Seguivano l’evento in collegamento live streaming, tante e tanti altri loro coetanei sparsi nei cinque continenti, in particolare 400 ragazzi riuniti in congresso a Loppiano in Toscana, la Cittadella internazionale dei Focolari. È la prima volta che le giovani generazioni del Movimento ideato da Chiara Lubich varcano i tornelli della FAO. Una grande emozione non solo per queste ragazze che hanno preso posto nella prestigiosa sala Plenaria, ma anche da parte della FAO.“Sono davvero felice di vedere questa sala piena di donne, di donne giovani” ha commentato Marcela Villareal, direttrice FAO per la divisione partenariati e cooperazione Sud-Sud. “Lavoro qui alla FAO da più di 20 anni, parlando infinite volte in questa sala Plenaria, ma non l’ho mai vista così bella, così piena di giovani donne. Grazie di questi vostri sforzi per contribuire a raggiungere l’obiettivo Fame Zero”.Oggi 800 milioni di persone al mondo soffrono la fame. Negli ultimi 10 anni questo dato era diminuito, mentre lo scorso anno a causa di guerre e cambiamenti climatici è ritornato a salire. “Per noi qui alla FAO è lo scandalo più grande che esiste – ha affermato Villareal – E per questo noi ogni giorno lottiamo affinché queste persone abbiano il cibo necessario ma anche una vita bella, buona, dove i bambini possono avere una vita piena. Siamo convinti che con il nostro lavoro possiamo arrivare ad un mondo senza fame”. Nel settembre del 2015 le Nazioni Unite hanno firmato l’agenda dello sviluppo sostenibile, che comprende 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030.“Mai prima d’ora i leader mondiali avevano promesso di impegnarsi tutti insieme in un’agenda così ampia e così universale – ha affermato Sabina Zaccaro dell’ufficio FAO per la comunicazione istituzionale – Per sconfiggere la fame del mondo (obiettivo n°2) abbiamo bisogno di sconfiggere la povertà (obiettivo n°1). Ma per fare questo dobbiamo vivere tutti in maniera sostenibile (obiettivo n°12), cercando di risolvere in concreto la lotta ai cambiamenti climatici (obiettivo n°13)”.

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Papa Francesco andrà a Loppiano

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

loppianoLoppiano (Firenze) Arriva a sorpresa l’annuncio della visita di papa Francesco a Loppiano, cittadella del Movimento dei Focolari, prevista per il 10 maggio 2018. Sarà la presidente Maria Voce ad accoglierlo insieme all’ordinario del luogo, mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole.«L’annuncio ha suscitato in me sorpresa e profonda gioia», ha commentato a caldo Maria Voce. «È un grande onore per il Movimento dei Focolari accogliere un papa tra di noi, in una nostra cittadella. Ma soprattutto è una spinta a intensificare l’impegno a vivere l’amore e l’unità radicati nel vangelo. È questo soffio di vangelo vissuto che vorremmo papa Francesco possa trovare arrivando a Loppiano. E ora che la notizia comincia a diffondersi nelle comunità del Movimento, questa gioia e quest’impegno saranno condivisi in tutto il mondo».
Loppiano è la prima delle cittadelle dei Focolari, sorta nel 1964, sulle colline toscane vicino a Firenze. Attualmente conta circa 850 abitanti: uomini e donne, famiglie, giovani e ragazzi, sacerdoti e religiosi, di 65 nazioni dei cinque continenti. Più di metà degli abitanti vi risiede stabilmente mentre altri partecipano ad una delle 12 scuole internazionali che prevedono una permanenza da 6 a 18 mesi. La componente internazionale e multiculturale, che ha fatto sua la legge dell’amore scambievole, fa di Loppiano un laboratorio di convivenza tra persone diverse per età, condizione sociale, tradizione, cultura e fede religiosa.

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Giornata di studio “Carisma e Istituzione in Movimenti e Comunità ecclesiali”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

paolo VIRoma 18 gennaio 2018, la Sala dei Cento Giorni del Palazzo della Cancelleria (al Corso Vittorio Emmanuele II) accoglie una Giornata di studio su “Carisma e Istituzione in Movimenti e Comunità ecclesiali”. Ad aprire i lavori il saluto di Maria Voce a nome dei Movimenti e Comunità promotori, e l’introduzione del Card. Kevin Farrell. Le relazioni della mattinata saranno tenute da mons. Piero Coda, Mons. Luis Navarro, P. Gianfranco Ghirlanda S.J., dal vescovo Christoph Hegge e moderate dal Card. Francesco Coccopalmerio. La sessione del pomeriggio affronta le “Questioni aperte” poste dai Movimenti e Comunità promotori e le prospettive tracciate da “Canonisti a confronto”: il Prof. J.M. Bahns e la Prof.ssa E. Di Bernardo. Paolo VI, in un discorso tenuto il 17 settembre 1973 al II Congresso internazionale di Diritto canonico, aveva invitato i partecipanti ad «approfondire l’opera dello Spirito che deve esprimersi anche nel Diritto della Chiesa». Dieci anni dopo veniva promulgato da Giovanni Paolo II il nuovo Codice di Diritto canonico e, sette anni più tardi, il Codice dei canoni delle Chiese orientali. In questa mutata situazione normativa della Chiesa cattolica hanno cercato collocazione le nuove realtà carismatiche denominate genericamente «movimenti e comunità ecclesiali».Questa espressione definisce realtà aggregative contemporanee che si presentano alla Chiesa con caratteristiche in parte note e in parte inedite, suscitando problemi canonici nuovi con i quali il legislatore si deve confrontare. D’altronde i due Codici vigenti non conoscono il termine «movimenti e comunità ecclesiali», motivo per il quale queste aggregazioni sono state collocate giuridicamente tra le associazioni di fedeli. Ma sarà il diritto delle associazioni in grado di sostenere le complesse dinamiche relazionali che la natura stessa dei movimenti e comunità ecclesiali suscita? La problematica canonica inoltre è ampliata dalla diversità di queste aggregazioni, originata dagli specifici carismi ricevuti da ciascuna di esse. Carisma collettivo per ogni aggregazione, nel quale però si giovanni paolo IIiscrivono le molteplici e non omogenee vocazioni personali dei singoli membri.Queste e altre questioni di attualità nella vita di movimenti e comunità ecclesiali hanno in questa giornata di studio uno spazio di approfondimento e dibattito aperto, in linea con la Lettera Iuvenescit Ecclesia ai Vescovi della Chiesa cattolica, che richiama «alla luce della relazione tra doni gerarchici e carismatici, quegli elementi teologici ed ecclesiologici la cui comprensione può favorire una feconda ed ordinata partecipazione delle nuove aggregazioni alla comunione ed alla missione della Chiesa» e fa sperare, anche dal punto di vista canonico, nell’individuazione di forme nuove, più adeguate ad esprimere al meglio i loro doni carismatici.Tale spazio di approfondimento e dibattito è anche frutto dell’impegno ad accrescere la comunione tra i movimenti e comunità ecclesiali, per essere un contributo alla comunione della Chiesa. Sono di particolare sprone le parole di papa Francesco del novembre 2014 al III Convegno mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove Comunità a questo proposito: «Non dimenticare che il bene più prezioso, il sigillo dello Spirito Santo, è la comunione», sottolineando che essa non può esistere in un movimento o comunità se non si integra nella comunione più grande che è la Chiesa. E sempre in quella occasione ha ricordato che «se una certa istituzionalizzazione del carisma è necessaria per la sua stessa sopravvivenza, non bisogna illudersi che le strutture esterne possano garantire l’azione dello Spirito Santo».

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“Insieme confessiamo, insieme andiamo incontro all’umanità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

Katowice. Dopo Gerusalemme, Istanbul, Londra, Augsburg e altre città simbolo della questione ecumenica, quest’anno tocca a Katowice, nel cuore della Slesia al sud della Polonia, caratterizzata dalla convivenza fra cristiani di diverse confessioni, accogliere il Convegno ecumenico di vescovi amici del Movimento dei Focolari, moderato dal cardinale Francis Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok, assieme a un gruppo di vescovi di varie Chiese tra cui l’evangelico Christian Krause, già presidente della Federazione Luterana Mondiale. Si tratta della 36ª edizionekatowice dal titolo “Insieme confessiamo, insieme andiamo incontro all’umanità”. Convergono 35 vescovi ortodossi, evangelico-luterani, anglicani, metodisti e cattolici, insieme ad una trentina di laici anch’essi di diverse Chiese. Provengono dall’Austria, Brasile, Cipro, Germania, India, Inghilterra, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Democratica del Congo, Svezia, Tailandia, Ungheria e USA. Ad essi hanno rivolto un saluto l’arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio apostolico in Polonia, e l’arcivescovo cattolico di Katowice, Wiktor Skworc. Il Convegno, aperto dalla riflessione di Lesley Ellison, anglicana, su “La spiritualità dell’unità: una spiritualità ecumenica”, avrà come tema centrale “Maria, la Madre di Gesù”. La sua figura sarà tratteggiata da approfondimenti teologici diversi: “Maria, Madre di Gesù e tipo dell’umanità redenta” dalla prospettiva cattolica; “Maria nel Commento di Lutero al Magnificat” dalla prospettiva evangelica; “Maria, Chiesa, Creazione” dalla prospettiva ortodossa. C’è attesa per il contributo su “Maria nell’esperienza e nel pensiero di Chiara Lubich” a cura di Renata Simon del Centro internazionale dei Focolari.Nel corso del Convegno verranno aperte diverse “finestre” sul mondo e sulla situazione delle Chiese, in particolare nell’Europa Centro Orientale e nel Medio Oriente.È prevista la partecipazione a celebrazioni e incontri, come la Conferenza Ecumenica nazionale “Dal conflitto alla comunione”, nella prospettiva delle relazioni interconfessionali in Polonia e nella commemorazione per i 500 anni della Riforma, promossa dalla Facoltà di Teologia dell’Università della Slesia e dalla Chiesa evangelico-luterana in Polonia; la Celebrazione luterana nella Chiesa evangelico-luterana di Confessione augustana, presieduta dal vescovo luterano Marian Niemiec; la Messa cattolica nella Cattedrale di Cristo Re, presieduta dall’arcivescovo Skworc con omelia del cardinale Kriengsak Kovithavanij; la Preghiera di lode nella Chiesa Ortodossa di Sosnowiec.Momento significativo nel programma sarà quello in cui i vescovi partecipanti stringeranno in maniera personale e collettiva il “patto d’amore reciproco”, segno con cui intendono suggellare la comunione fraterna e l’impegno ad “amare la Chiesa altrui come la propria”.Alla realizzazione del Convegno, insieme al Movimento dei Focolari, hanno collaborato l’Arcidiocesi cattolica di Katowice, la Chiesa evangelico-luterana di Confessione augustana di Katowice, la Chiesa ortodossa a Sosnowiec, la Facoltà di Teologia dell’Università della Slesia e la Città di Katowice con il sindaco Marcin Krupa in prima persona.

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50º del Movimento Parrocchiale dei Focolari

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

vallo torineseVallo Torinese 8 ottobre 2017 una giornata per celebrare la ricorrenza del 50º anniversario di questa fondazione. Si svolge a Vallo Torinese – una delle prime parrocchie ad accogliere questo spirito – una giornata aperta a tutti, animata da giovani e adulti, dal titolo “50 anni di storia e una passione per la Chiesa”. Interverranno due testimoni di questa storia: il cardinale João Bráz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, sul tema “Dalle periferie del mondo al Vaticano”; e mons. Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, sul tema “La vocazione del Movimento Parrocchiale alla luce della Iuvenescit Ecclesia”. La giornata è tenuta al Centro Maria Orsola, intitolato alla sedicenne di Vallo Torinese animatrice del Movimento, morta improvvisamente nel 1970 e recentemente dichiarata venerabile con decreto della Congregazione per le Cause dei Santi.
«Sono stata accusata ingiustamente davanti a tutto il consiglio parrocchiale. Sono rimasta in silenzio, ho pianto. Dopo tre giorni una telefonata: “Mi puoi perdonare?”. Rispondo: “Ti ho già perdonata!”. Poi un pensiero: non basta perdonare, posso fare di più. Così la invito a cena e nasce un’amicizia che non si incrinerà più». Questo fatto lo racconta Berenice, madre di tre figli, catechista e ministro della Parola nelle cinque comunità che formano la parrocchia Imaculada Conceição alla periferia di San Paolo, Brasile.
Come per migliaia di persone impegnate nel Movimento Parrocchiale in tutti i continenti, anche l’esperienza di Berenice richiama le parole di Giovanni Paolo II ai partecipanti del 1º Congresso internazionale di questa diramazione dei Focolari: «Le nostre comunità sono chiamate ad essere un’anticipazione della civiltà dell’amore. E ciò significa che, sul modello delle prime comunità cristiane, esse devono realizzare strutture sociali concepite all’insegna della fratellanza, uno stile di rapporti informati dallo spirito di pace e del dono reciproco, una solidarietà che risani il corpo sociale, una vita spirituale comunitaria capace di unire l’amore di Dio e l’amore del prossimo. […] Siate cemento di unità fra tutti i componenti, gruppi, movimenti e associazioni delle vostre comunità!» (Discorso, 3 maggio 1986).
Nel luglio 1966 diversi parroci, venuti a contatto con la spiritualità dell’unità del Movimento dei Focolari, durante un’udienza con Paolo VI furono da lui incoraggiati a portare questo spirito nelle proprie comunità parrocchiali. L’anno successivo Chiara Lubich li invitò, assieme ai loro parrocchiani, ad un raduno al Centro Mariapoli di Rocca di Papa, Roma. Giunsero numerosi e rimasero entusiasti dell’esperienza vissuta. Nacque così il Movimento Parrocchiale, che ben presto si diffuse in parrocchie dei cinque continenti.
Gli appartenenti ai Focolari che operano a servizio della parrocchia cercano di integrarsi «con piacere nella pastorale organica della Chiesa particolare» (EG, 29). Si sentono chiamati ad animarla con la propria vita evangelica, perché diventi sempre più casa e scuola di comunione. Nel lavorare assieme si alimenta un’unità sempre più profonda della comunità parrocchiale, suscitando frutti di servizio e di accoglienza soprattutto verso i più bisognosi. Sostengono inoltre iniziative rivolte alla collaborazione con membri delle diverse Chiese e comunità ecclesiali, con fedeli di altre religioni e con persone di convinzioni non religiose presenti sul territorio. In Italia il Movimento Parrocchiale è attivo in quasi tutte le diocesi.
La specifica consonanza tra l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e i principi che animano l’azione del Movimento Parrocchiale hanno sostenuto la nascita, presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, del Centro Evangelii Gaudium, per contribuire all’approfondimento e all’applicazione del pensiero di papa Francesco anche attraverso corsi accademici di pastorale.

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Interparliamentary Assembly on Orthodoxy in visita al Centro dei Focolari

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

maria voce focolariRoma il 26 e 27 giugno 2017, un incontro dei parlamentari ortodossi con la presidente Maria Voce. Sono 115 i parlamentari della Interparliamentary Assembly on Orthodoxy (I.A.O.) che partecipano alla loro 24ª Assemblea generale, ospiti il 26 e 27 giugno 2017 del Parlamento italiano a Montecitorio. Provengono dai Parlamenti di 46 paesi dei 5 continenti. Particolarmente consistenti le delegazioni di Cipro, Georgia, Grecia, Kazakistan, Federazione Russa, Siria e Ungheria.
Hanno voluto far precedere l’inizio dei lavori da una visita, domenica 25 giugno, al Monastero Bizantino di San Nilo a Grottaferrata, Roma, e da un incontro del Bureau Internazionale della I.A.O. con Maria Voce, al vicino Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa.La I.A.O. è nata nel 1993 da un’iniziativa del Parlamento greco, nel quadro dei profondi cambiamenti che avvenivano in seguito alla caduta dei regimi comunisti in Europa Centrale e Orientale, e dalla constatazione che l’Ortodossia è espressione comune di un grande numero di cittadini europei. All’adesione dei Parlamenti di paesi europei e mediorientali con tradizionale presenza Ortodossa è seguita, dal 2001, la partecipazione di gruppi parlamentari di paesi dell’Africa, America, Asia e Oceania.
Tra gli obiettivi della I.A.O.: la messa in rilievo del ruolo dell’Ortodossia come espressione politica, culturale e spirituale; il contributo dello spirito ecumenico e unificante dell’Ortodossia sia per il superamento di contrasti nazionalistici e confessionali, sia nella ricerca di mezzi efficaci di protezione delle minoranze; lo sviluppo del patrimonio culturale ortodosso come contributo al rispetto dei diritti umani e alla coesistenza pacifica dei popoli; la partecipazione più attiva dell’Ortodossia nella ricerca di soluzioni per l’ambiente. Un campo di azione in consonanza con gli scopi del Movimento dei Focolari, in particolare con le iniziative intraprese da una delle sue espressioni, il Movimento politico per l’unità, con cui la I.A.O. collabora da alcuni anni.A conclusione dei lavori dell’Assemblea generale, il 28 giugno i parlamentari hanno in programma una visita culturale ad alcuni luoghi significativi della Roma cristiana del primo millennio, come il Colosseo, le Catacombe di Domitilla, la tomba di San Cirillo alla Basilica di San Clemente, la partecipazione alla preghiera dei Vespri a Santa Maria in Trastevere con la Comunità di Sant’Egidio. Il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, parteciperanno alla celebrazione eucaristica in Vaticano presieduta da papa Francesco, che a conclusione saluterà personalmente una delegazione della I.A.O.

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Camminando Insieme: Cristiani sulla via verso l’unità

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

castelgandolfoCastel Gandolfo (Roma) 9 – 13 maggio 2017 settimana Ecumenica promossa dai Focolari con la partecipazione di circa 700 cristiani di 70 Chiese e Comunità ecclesiali.
Questa 59° Settimana Ecumenica vuole essere anche espressione del rinnovato impegno ecumenico dei Focolari espresso nella recente Dichiarazione di Ottmaring, che esplicita anche una promessa: fare tutto il possibile «affinché le nostre attività, iniziative e riunioni, a livello internazionale e specialmente locale, siano sostanziate di questo atteggiamento aperto e fraterno tra i cristiani… affidando a Dio il cammino delle nostre Chiese affinché si accelerino i passi verso la celebrazione comune nell’unico calice».
Un momento particolare sarà affidato a S.E. Gennadios Zervos, Metropolita d’Italia e di Malta, del Patriarcato di Costantinopoli, sul tema: “50 anni dal primo incontro di due protagonisti del dialogo: Patriarca ecumenico Athenagoras I e Chiara Lubich”.
Il programma prevede anche la partecipazione all’udienza generale con Papa Francesco in Piazza San Pietro, la visita alle Basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le Mura, e la preghiera comune nelle catacombe di S. Domitilla e S. Sebastiano. «L’unità fra le Chiese ha bisogno di eroi, eroi nella fede, eroi davanti alla storia, ha bisogno di eroi nella spiritualità che hanno uno spirito umile», sono parole di Papa Tawadros II ad Alessandria (Egitto), durante la prima giornata dell’amicizia fra la Chiesa Copta Ortodossa e la Chiesa Cattolica, nel 2015. E Papa Francesco, nel suo recente viaggio al Cairo, ne fa eco: «Al cospetto del Signore, che ci desidera “perfetti nell’unità” non è più possibile nasconderci dietro i pretesti di divergenze interpretative e nemmeno dietro secoli di storia e di tradizioni che ci hanno reso estranei», e invoca la «comunione già effettiva che cresce ogni giorno», i frutti misteriosi e quanto mai attuali di «un vero e proprio ecumenismo del sangue», l’importanza di «un ecumenismo che si fa in cammino… Non esiste un ecumenismo statico». Questa è anche la convinzione di cristiani di molte Chiese, animati dalla spiritualità dell’unità dei Focolari, sulla base di un’esperienza portata avanti da qualche decennio.

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«Cambiare il cuore per cambiare il mondo»

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

Manila_ChinatownDal 30 aprile al 7 maggio 2017 la Settimana Mondo Unito dei giovani e ragazzi dei Focolari. Lancio del Genfest 2018, in programma a Manila tre mesi prima del Sinodo dei vescovi sui giovani.«Il tema di fondo della Settimana Mondo Unito 2017 è la pace. Parliamo della pace interiore, della pace globale, della pace locale. Vogliamo mostrare che la pace genera cambiamento personale e sociale; produce un’economia che pone al centro la persona e una politica che è servizio ai singoli e alle comunità; è motore di processi di integrazione e rinnovamento». Sono parole raccolte tra i giovani organizzatori del Meeting internazionale che tradizionalmente apre la Settimana Mondo Unito a livello mondiale, quest’anno a Loppiano, Firenze, il 29 e 30 aprile, con oltre 500 partecipanti provenienti da 30 paesi. Parole che poggiano sulle azioni di fraternità e di pace in atto quotidianamente in molti luoghi nel mondo.
Nata in seguito al Genfest 1995, la Settimana Mondo Unito ha contribuito negli anni a dare visibilità ad azioni che nascono da singoli e da gruppi. Una di queste è The Besom (La Ramazza), iniziata nel Regno Unito nel 1987 dal desiderio del giovane James Odgers di «contribuire a spazzare via il dolore e la sofferenza». Si legge nel suo sito: «Povertà, isolamento, abusi, malattia, ingiustizia, persone senza fissa dimora. Tutti vediamo l’acuirsi dell’iniquità intorno a noi e l’impatto devastante che questa ha nella vita delle persone. Molti di noi vorrebbero fare qualcosa, ma spesso non sanno “cosa”. The Besom esiste per aiutarti a fare la differenza nella vita degli altri». Oggi sono attive 30 Besoms in tutto il paese, grazie all’impegno e alla collaborazione di molti volontari (www.besom.com).
Dal 30 aprile al 7 maggio 2017, in collaborazione con gruppi, movimenti, associazioni e istituzioni, spesso con una partecipazione di carattere ecumenico e interreligioso, coinvolgendo anche autorità civili e religiose, i giovani dei Focolari animeranno iniziative ovunque sono presenti le comunità del Movimento. Tra queste il tradizionale appuntamento del 1º maggio a Loppiano, previsti oltre 3.000 giovani, che con l’evento “Pulse” (battito) sarà sinonimo di dialogo interreligioso e costruzione sociale attraverso l’impegno e la presenza di diversi imam e dei giovani delle Comunità islamiche d’Italia, come pure teatro di un segno visibile di accoglienza e integrazione attraverso un flash mob simbolo del viaggio di tutti i popoli migranti. Paradigmatica anche la giornata in programma a Santa Lucía Utatlán, città nel sudovest del Guatemala con una popolazione maggioritaria di ascendenza indigena, che radunerà un migliaio di partecipanti.
Il 7 maggio si svolgerà la staffetta mondiale Run4unity (www.run4unity.net), animata soprattutto dai ragazzi, che dalle ore 11 alle 12 in ogni fuso orario vedrà migliaia di partecipanti manifestare l’impegno a costruire la pace e a realizzare insieme azioni di solidarietà. Principale norma di ogni attività è la cosiddetta “Regola d’oro”, che invita a “fare agli altri ciò che vorreste fosse fatto a te”. I primi della staffetta a partire saranno i ragazzi dell’Oceania che a Perth correranno insieme alle famiglie di rifugiati di Siria e Iraq con le quali fanno già molte attività. A Mexicali, Messico, e a Calexico, USA, città divise dal muro che nella zona delimita il confine tra i due paesi, «i giovani stanchi di sentire parole di razzismo e disunione tra due paesi molto diversi ma dove al confine viviamo bene gli uni con gli altri, correremo insieme in due gruppi per circa due chilometri lungo il muro che divide questi due paesi, per dire che pur divisi da un muro siamo insieme per un mondo unito».
La presente edizione della Settimana Mondo Unito sarà anche occasione per il lancio del logo del prossimo Genfest, l’incontro mondiale dei giovani promosso dai Focolari questa volta a Manila, nelle Filippine, nel luglio 2018. Esso vedrà in primo piano i giovani del continente asiatico ad appena tre mesi dal Sinodo dei vescovi al quale papa Francesco chiama i giovani, tutti i giovani, a prendere la parola, perché «ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri… Tutti abbiamo bisogno di sentire voi!». Un invito che interpella anche i giovani dei Focolari che lo considerano «occasione di speranza e fiducia per costruire una relazione nuova e trasparente tra la chiesa e i giovani, allo stesso tempo che ci incoraggia a dare il nostro contributo».

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Chiara Lubich e la famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

chiara lubichIl prossimo 14 marzo ricorre il 9º anniversario della morte di Chiara Lubich. L’argomento che verrà preso in considerazione sarà la famiglia, sullo sfondo delle dinamiche aperte dal Sinodo dei vescovi e dalla successiva esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco. Inoltre questo anno ricorre il 50º della fondazione di Famiglie Nuove, la diramazione dei Focolari fondata nel 1967 dalla Lubich per il mondo della famiglia.
Chiara vedeva la famiglia come «seme di comunione per l’umanità del terzo millennio», come ebbe a dire nel suo messaggio al Familyfest del 1993, augurandosi che «i valori ad essa connaturati – la gratuità, lo spirito di servizio, la reciprocità – possano essere trasferiti all’intera famiglia umana».
È sotto questa chiave che si possono leggere le iniziative che lungo il 2017 si realizzano in vari paesi del mondo. La finalità è quella di cogliere il percorso di vita e di pensiero di questi cinquant’anni e mettere in luce il valore antropologico e universale delle famiglie nella prospettiva della “famiglia umana”.
Il primo appuntamento, sul tema “La famiglia fonte di speranza e gioia”, si è tenuto al Cairo, in Egitto, con oltre 300 partecipanti: un programma di festa e di testimonianze, dove è venuto in evidenza il protagonismo dei più giovani e il rapporto tra le generazioni in famiglia. Quello di Panama, “Essere sempre famiglia”, ha avuto luogo il 12 febbraio: in una società caratterizzata dai ritmi frenetici, oltre 400 persone si sono date appuntamento nel parco cittadino per una giornata di dialogo, giochi e passeggiate.
Un evento di respiro mondiale avrà luogo alla Cittadella di Loppiano, Firenze, dal 10 al 12 marzo 2017, con la partecipazione di famiglie provenienti dai cinque continenti. In programma workshop per genitori, figli, nonni. Un gruppo qualificato darà vita ad un Seminario culturale in cui si rifletterà su “Il patto di reciprocità nella vita familiare, generativo della fiducia e della relazione”. Si svolgerà in collaborazione con l’Istituto Universitario Sophia, e da esso prenderà il via un Centro studi sulla famiglia, nel quadro dell’attività accademica di Sophia, con l’obiettivo di approfondire il contributo della spiritualità dell’unità per la famiglia oggi.
Momento centrale dell’evento di Loppiano sarà il pomeriggio di sabato 11 marzo, con un programma articolato in tre tempi: “Famiglia, trama di rapporti”: relazioni all’interno della coppia, con i figli, tra le generazioni; “L’amore, strumento e risposta alle criticità nella famiglia”: condivisione di ferite, sfide, dolori; “Famiglia, risorsa creativa per il tessuto sociale di ogni popolo”: reti di famiglie, solidarietà e accoglienza, impegno nei confronti della società. Si alterneranno storie reali di famiglie, riflessioni qualificate e contributi colti dal patrimonio di pensiero e di vita di Chiara Lubich sulla famiglia. Il programma sarà diffuso in diretta streaming.
Ogni anno la ricorrenza della morte di Chiara Lubich è per le comunità dei Focolari nel mondo occasione di incontro, di festa, di testimonianza e di rinnovato impegno. Anche il 2017 vede quindi moltiplicarsi gli appuntamenti, da Singapore a Vilnius (Lituania), da Sydney (Australia) a Houston (USA), da Manaus (Brasile) a Bujumbura (Burundi). Una sorta di costellazione che letteralmente abbraccia il mondo e richiama la consegna di Chiara: «Siate una famiglia».

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I 50 anni dei Focolari tra il popolo Bangwa del Camerun

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2016

camerunA Fontem, dal 14 al 17 dicembre 2016, la solenne celebrazione a conclusione dell’anno di ringraziamento indetto dal vescovo di Mamfe, mons. Andrew Nkea«Attraverso il Movimento dei Focolari Dio ha visitato il popolo Bangwa […] Hanno vissuto il patto dell’amore scambievole con il popolo Bangwa e insegnato la spiritualità dell’unità e la fraternità universale […] Hanno ridotto la mortalità infantile dal 90% a praticamente lo zero; hanno lavorato duramente per eliminare la mortifera mosca Tsetse che faceva di Fontem una valle di morte; migliaia di persone non avrebbero avuto una buona formazione scolastica senza di loro; hanno messo alla portata di tutti buone condizioni sanitarie […] Ora è il momento di celebrare l’amore di Dio per tutto il popolo di Lebialem».Questi alcuni passaggi della lettera con cui mons. Andrew Nkea, vescovo di Mamfe, aveva indetto il 2016 come anno giubilare di ringraziamento a Dio per l’arrivo dei Focolari tra il popolo Bangwa. Assieme ad una preghiera da recitare ogni giorno, la lettera ripercorre i momenti salienti di questi 50 anni, ricordandone i protagonisti e quanti nel corso di questa storia hanno dato la vita. Essa esprime anche il sentire dei Fon – re dei territori della regione –, dei responsabili delle istituzioni e di tutta la popolazione.Risale al 1966 l’arrivo dei primi focolarini medici a Fontem. Rispondere all’emergenza in cui si trovava allora il popolo Bangwa diventò una priorità per tutto il Movimento dei Focolari. Chiara Lubich vi fece la prima visita nello stesso anno, accolta con grande festa dal re, il Fon Defang, dai notabili e da tutto il popolo. Vi ritornerà altre due volte. Nel maggio 2000 così si rivolge ai Bangwa radunati nella grande spianata davanti al palazzo del Fon: «Non mi sento di staccarmi da voi senza avere fatto un patto solenne. Un patto d’amore vicendevole, forte e vincolante. È come una specie di giuramento, in cui ci impegniamo ad essere sempre nella piena pace fra noi e a ricomporla ogni volta si fosse incrinata».
A conclusione di quest’anno giubilare, dal 14 al 17 dicembre 2016, si terrà la celebrazione solenne del 50º, alla cui preparazione sono stati parte attiva i Fon e i responsabili delle istituzioni, e che nell’ottobre scorso ha acquisito dimensione nazionale con la sua presentazione, a Yaoundé, al Primo Ministro Philémon Yang.In programma il giubileo del college Our Lady Seat of Wisdom, che con 500 allievi all’anno è tra i cinque migliori istituti pre-universitari nel sistema anglofono del Camerun; testimonianze sulla vita e il lavoro dei Focolari a Fontem; una Conferenza Internazionale sul Dialogo Interreligioso tra Cristianesimo e Religione tradizionale africana, nell’esperienza degli ultimi 50 anni tra il popolo Bangwa.
Oggi è forse l’inculturazione del cristianesimo a venire più in evidenza. Per il filosofo e teologo africano Martin Nkafu, direttore del Dipartimento delle Scienze Umane e Sociali dell’Area Internazionale di Ricerca alla Pontificia Università Lateranense di Roma, «il cristianesimo non ha cambiato la mentalità della gente; nell’aderire a Cristo, il Bangwa mantiene la sua personalità, la sua cultura, una visione integra della realtà, e ciò gli permette – per usare le parole di Giovanni Paolo II a Nairobi nel 1982 – di potere essere autenticamente africano e profondamente cristiano».
Tra le iniziative realizzate durante l’anno, il pellegrinaggio dei Fon a Roma nel settembre scorso, per celebrare il Giubileo della Misericordia con papa Francesco e ripercorrere i luoghi di Mafua Ndem, la “regina inviata da Dio”, come fu intitolata Chiara Lubich dal Fon Lucas Njifua Fontem in occasione del suo ultimo viaggio in Camerun. Ma anche un concorso dal titolo “L’intervento di Dio nella storia e vita del popolo Nweh Mundani”, promosso lungo tutto l’anno tra le scuole elementari e secondarie del distretto, con poesie, canzoni, composizioni letterarie e quiz; hanno partecipato con i propri lavori 700 ragazzi di 21 scuole, con il coinvolgimento di altri 4000.
La ricorrenza mobilita e collega anche i Bangwa che negli ultimi decenni hanno lasciato il Camerun. Una Commissione per lo Sviluppo, con esponenti in Camerun e in altri Paesi, ha iniziato un dialogo con gli enti dello Stato in vista di azioni concrete nel campo dell’educazione, della salute, della gioventù e della condizione della donna.
La celebrazione di questo 50º è seguita con partecipazione dai Focolari nel mondo. La presidente Maria Voce ha accompagnato da vicino il cammino di preparazione, mentre a Fontem saranno presenti il copresidente Jesús Morán e i consiglieri centrali per l’Africa.

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In Algeria la celebrazione dei 50 anni dei Focolari in Nord Africa e Medio Oriente

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

tlemcenIl 16 ottobre 1966 arrivava a Tlemcen, città dell’Algeria, una Citroën 2 CV. A bordo tre focolarini: Salvatore Strippoli e Ulisse Caglioni, italiani, e Pierre Le Vaslot, francese. È l’inizio di un’avventura che in questi giorni festeggia 50 anni di presenza e di vita, e che dall’Algeria si è diffusa un po’ dappertutto in Nord Africa e Medio Oriente.
Racconta Mourad, medico: «Eravamo un gruppo di giovani che non sapevano esattamente cosa volessero fare; un niente ci faceva ridere. Un giorno abbiamo incontrato Gérard che ci ha invitati a prendere un tè a casa sua, il focolare. Varie volte siamo tornati, abbiamo parlato, cantato delle canzoni, erano belle canzoni che dicevano tante cose sulla vita. Si conosceva sempre più un ideale che ci ha riempiti, ci ha insegnato a vivere. Questo cinquant’anni fa. Ora ho 67 anni e continuo a vivere questo ideale, sono contento di viverlo; è un ideale che ci insegna a vivere l’amore tra le persone».
E Samira, studentessa: «Ho 21 anni. Sono molto colpita, riconoscente e incoraggiata dalle sane idee dei Focolari. Soprattutto dalla determinazione nel voler costruire ponti fra gli uomini e nel trasmettere valori morali e umani, per riunirci tra fratelli di tutti gli orizzonti e soprattutto ad Allah, nostro Signore, che è uno».
Omar, infermiere di sala operatoria: «La Pace sia con voi. Il Movimento dei Focolari mi ha insegnato a conoscere l’altro, anche se diverso, a saper apprezzarci, anzi ad arricchirci reciprocamente e ad andare al di là dei pregiudizi, talvolta secolari. Ho imparato a fare il primo passo verso l’altro, ad avvicinarlo come un fratello, con un amore disinteressato che è la chiave della fraternità».
E Mons. Henri Teissier, arcivescovo emerito di Algeri: «La Chiesa d’Algeria non è che un piccolo numero di cristiani, per il quale è importante essere inserito nella società algerina. Il Focolare ha puntato proprio sulla relazione, sul dialogo, senza nascondere la propria identità, ma lasciando agli amici algerini che si avvicinavano il compito di tradurlo nella propria cultura. Penso che il Focolare, così facendo, abbia risposto all’attesa della Chiesa. Evidentemente, questo li ha un po’ tagliati fuori dalla comunità cristiana radunata, ma indubbiamente il nostro obiettivo non è la comunità radunata, ma una comunità che cerca gli altri per ritrovarsi in una realtà che ci supera».
Il centro dei Focolari “Dar es Salam” di Tlemcen accoglie i due eventi che segnano la tappa di questo cinquantesimo:
– il secondo Congresso Internazionale dei Musulmani del Movimento dei Focolari (28-30 ottobre 2016), con partecipanti da tutta l’Algeria, dal bacino mediterraneo (Libano, Egitto, Giordania, Italia, Francia, Svizzera) e dal Canada;
– la Festa dei 50 anni del Movimento dei Focolari in Algeria (1-2 novembre 2016) con partecipanti dalle varie comunità e alcuni dei primi testimoni di quest’avventura, presente anche il copresidente dei Focolari Jesús Morán.

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Gioia e interesse per un Sinodo sui giovani nel 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

vaticanoLa decisione di papa Francesco di dedicare la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, nell’ottobre 2018, è stata accolta con gioia e interesse anche dal Movimento dei Focolari e, con accenti particolarmente significativi, dalle sue diramazioni giovanili. Le nuove generazioni sono sempre state essenziali alla vita dei Focolari, nella reciprocità con la componente adulta che accompagna i giovani anche nel discernere il proprio progetto di vita. La scelta di papa Francesco di porre i giovani all’attenzione della Chiesa universale rafforza e rinnova questo impegno.
Le prime reazioni nei giovani dei Focolari dicono gratitudine, speranza e fiducia di una relazione nuova e trasparente tra la Chiesa e i giovani, voglia di dare il proprio contributo. Gloria, Uganda: “È una buona notizia e anche una risposta. La scelta corrisponde a un bisogno. Stiamo già provando a vivere la vocazione non come scelta a sé stante, ma come realtà unita alla fede. E’ il tempo di unificarle nella nostra vita. Siamo contenti che il Papa pensi a noi!”. Ryan, USA: “Bellissima notizia. Se non si offre un ambiente buono ai giovani nella Chiesa oggi, non ci sarà una cultura buona nella Chiesa domani. Penso che papa Francesco voglia lasciare la Chiesa in buone mani. Occorrono buoni pensieri su come vivere la vocazione. E non soltanto rispetto a scelte future: sposarsi, diventare sacerdote, religioso, focolarino… Nella formazione con i Focolari ho imparato a considerare la vocazione anche nel presente, come risposta da vivere fin da subito. Quindi spero che il Sinodo si concentri anche su questo aspetto per lasciare la Chiesa in buone mani”.
Amanda, Brasile: “È stata una sorpresa. Sono sicura che il Papa saprà arrivare a tutti i giovani. Tanti lontani dalla Chiesa si sono interessati della sua enciclica sull’ambiente. Vedo in questo Sinodo una grande opportunità. Se si arriva a tutti sarà fantastico”.
Aileen, India: “Ciò che si apprende dalla Chiesa cattolica nello Stato dove sono cresciuta, si differenzia in alcuni aspetti rispetto a ciò che si impara in un altro Stato. I pensieri divergono, anche se ci sono strumenti comuni come Youcat. La globalizzazione e i social media ci mettono a contatto anche con quanto la Chiesa insegna in altre parti del mondo. La diversità di approccio su questioni importanti può generare confusione in mancanza di una voce chiara. In questo il Papa e la Chiesa universale hanno un ruolo importante, tenendo conto della diversità delle culture. Vedo nel Sinodo una prospettiva bellissima”.
Jorge, Perú: “Nei giovani cresce l’informazione sui problemi della Chiesa, in particolare su temi scottanti: scandali, questione sociale, Chiesa e politica. Sono argomenti che in Perù, ad esempio, creano sempre maggiore distanza tra la posizione del clero e la realtà dei giovani. La notizia del Sinodo mi dà speranza: potrebbe far vedere un volto più umano della Chiesa, con il contributo dei giovani e delle loro idee, utilizzando i mezzi di comunicazione e le reti sociali in maniera trasparente e convergente”.
Dam, Argentina: “Sono cresciuto in parrocchia. Penso che il tema vocazione e giovani avrebbe dovuto essere affrontato anni fa. Oggi siamo nel pieno di una crisi della vocazione in generale: alla famiglia, alla vita religiosa, come cittadini, ecc. Per questo mi sembra di poter dire: congratulazioni per la scelta, anche se tardi”.
Jorge, El Salvador: “La Chiesa ha dimostrato apertura verso i giovani con le Giornate Mondiali. Con papa Francesco penso che si voglia passare dalla teoria alla pratica mettendo al primo posto i giovani. Anche perché dovremo essere noi a trovare soluzioni a un mondo in conflitto. A volte si pensa che noi giovani non siamo capaci di affrontare i problemi, ma assieme a persone con esperienza e maturità arriviamo a delle soluzioni. È come se il Papa ci dicesse: siete pronti per questa sfida”.
José Luis, Brasile: “Chissà come si svolgerà di fatto questo Sinodo. Ma se i giovani potessero in qualche maniera partecipare di persona sarebbe importante. Penso sia desiderio di tutti avere voce attiva in questo Sinodo”.
I giovani dei Focolari godono anche della concomitanza del Sinodo con l’appuntamento che si sono dati a Manila nel luglio 2018, il Genfest, dove convergeranno dai cinque continenti. Jose Luis, Colombia: “È una bellissima coincidenza. Saremo nelle Filippine, in un continente con tanti giovani e guardato con attenzione dal Papa. Questo tempo di preparazione ci farà capire come potremo dare al Sinodo il nostro contributo”.

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Si conclude a Monaco di Baviera Insieme per l’Europa 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

monaco di bavieraÈ già calato il sole quando sul palco alla Karlsplatz si legge il messaggio finale di Insieme per l’Europa 2016. Il programma, animato da band musicali e dall’entusiasmo creativo dei giovani, prosegue con un concerto rock. I messaggi di papa Francesco e del patriarca Bartolomeo I. Un’Europa aperta al mondo:«Cari amici di Insieme per l’Europa, vi so riuniti a Monaco di Baviera in tanti Movimenti e Gruppi, provenienti da varie Chiese e Comunità. Avete ragione. È ora di mettersi insieme, per affrontare con vero spirito europeo le problematiche del nostro tempo». Inizia così il denso videomessaggio che papa Francesco ha indirizzato ai partecipanti di Insieme per l’Europa radunati oggi alla Karlsplatz (Stachus) di Monaco, Germania. E dopo avere evidenziato le sfide aperte in Europa, papa Bergoglio incoraggia i partecipanti a «portare alla luce testimonianze di una società civile che lavora in rete per l’accoglienza e la solidarietà verso i più deboli e svantaggiati, per costruire ponti, per superare i conflitti dichiarati o latenti». E poi conclude: «Mantenete la freschezza dei vostri carismi; tenete vivo il vostro “Insieme”, e allargatelo! Fate che le vostre case, comunità e città siano laboratori di comunione, di amicizia e di fraternità, capaci di integrare, aperti al mondo intero».
Anche il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha voluto essere presente attraverso un messaggio personale, dove tra altro dice: «Anche quando la tentazione ci suggerisce di non stare insieme, i cristiani in particolare sono chiamati a dimostrare il principio fondamentale della Chiesa, che è comunione (koinonia). È solo quando condividiamo i doni così generosamente e liberamente elargiti da Dio che siamo in grado di farne piena esperienza».
La manifestazione di oggi, che conclude la 4° edizione di Insieme per l’Europa, ha come titolo “500 anni di divisione bastano – l’unità è possibile!”, richiamando i 500 anni di separazione tra la Chiesa cattolica e le Chiese della Riforma protestante. Sul tema dell’unità è intervenuta Maria Voce, presidente dei Focolari: «Ciò che noi possiamo offrire – impegnando la nostra vita – è la novità del Vangelo. Gesù prima di morire ha pregato: “Padre, che tutti siano uno”. Ha mostrato che tutti siamo fratelli, che un’unica “famiglia umana” è possibile, che l’unità è possibile, che l’unità è il nostro destino. Oggi noi qui ci impegniamo ad essere strumenti di questa svolta, strumenti di una nuova visione dell’Europa, strumenti di una accelerazione nel cammino verso l’unità, aprendo con tutti e per tutti gli uomini e donne del nostro pianeta un dialogo profondo».
Altri interventi sono stati quelli di Gerhard Pross (CVJM Esslingen): “Unità in una diversità riconciliata” e di Andrea Riccardi (Comunità di Sant’Egidio): “Niente più muri!”. Su “La riconciliazione apre al futuro – 500 anni di divisione sono abbastanza” hanno parlato insieme dal palco il cardinale Kurt Koch (Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani), il vescovo Frank Otfried July (Federazione Luterana mondiale), il metropolita Serafim Joanta (Metropolita rumeno-ortodosso per la Germania e Centro-Nord Europa) ed il Segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese rev. Olav Fykse Tveit. Un’intervista su “Missione e futuro” ha permesso un interessante dialogo tra il vescovo evangelico Heinrich Bedford-Strohm ed il cardinale Reinhard Marx. Il messaggio finale, letto da esponenti del Comitato di orientamento e distribuito in migliaia di copie fra i presenti, oltre ad affermare «la visione di un insieme in Europa che è più forte di ogni paura ed egoismo», ha manifestato l’impegno comune di quanti aderiscono a Insieme per l’Europa a «percorrere la via della riconciliazione», a «vivere uniti nella diversità», ad «andare incontro a persone di convinzioni e religioni diverse con rispetto e cercando il dialogo», a promuovere nel mondo «umanità e pace».
Nei due giorni precedenti si è tenuto un congresso al Circus-Krone-Bau, articolato in 36 forum e tavole rotonde, con 1.700 responsabili e collaboratori delle oltre 300 Comunità e Movimenti che aderiscono a Insieme per l’Europa. «Riconciliazione sarà la nostra parola chiave», ha affermato Martin Wagner (CVJM Monaco) in apertura, «L’abbiamo già sperimentata e questo è il nostro futuro. Vogliamo condividere, lavorare insieme per l’unità e soprattutto contribuire, come cristiani, a sostenere le sfide dell’Europa oggi». Tavole rotonde e forum sono stati incentrati su integrazione e riconciliazione, solidarietà con i più deboli, sostenibilità e tutela ambientale, ecumenismo, cristiani e musulmani in dialogo, matrimonio e famiglia, economia. Condivisione di esperienze, idee e progetti, ma anche testimonianza di fede. All’affollato forum “Il prezzo e il premio dell’unità”, il cardinale Walter Kasper ha affermato che «la fatica di un’autentica riconciliazione costituisce uno dei maggiori inciampi al movimento ecumenico. Occorre perdono per proseguire il cammino insieme». La tavola rotonda “Cristiani e musulmani in dialogo” ha esplicitato la necessità di conoscersi, incontrarsi e lavorare insieme, coscienti, come ha sottolineato Pasquale Ferrara, neo ambasciatore italiano ad Algeri, che «il dialogo non lo fanno le culture o le religioni, ma le persone». Il dibattito sui cambiamenti climatici e le sfide ecologiche “Verso una sostenibilità in Europa” nel dialogo tra scienze e religioni, è stato sostenuto insieme dal cardinale Peter Turkson, dall’ingegnere ambientale Daniele Renzi e altri esperti. Alla tavola rotonda che si domandava “Che anima per l’Europa?”, Jesús Morán, copresidente dei Focolari, ha evidenziato che «la prospettiva che l’Europa può e deve ancora, e più che mai, dare al mondo è quella di formare una cultura di unità nella diversità a tutti i livelli, dal livello personale e quotidiano a quello istituzionale».

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Al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I il dottorato h.c. in Cultura dell’unità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

Loppiano (FI) 26 ottobre 2015, ore 17.00, Auditorium del Centro internazionale. Verrà assegnato al Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, il primo dottorato h.c. in Cultura dell’unità dell’Istituto Universitario Sophia, il giovane centro accademico con sede a Loppiano (Firenze) fondato da Chiara Lubich per affrontare con pertinenza e incisività la transizione culturale in atto. Il conferimento avrà luogo il 26 ottobre prossimo alle 17.00 all’Auditorium del Centro internazionale dei Focolari.
Pioniere del dialogo ecumenico e costruttore di pace, il Patriarca è figura di riferimento nel complesso panorama contemporaneo. D’importanza storica alcune tappe recenti che l’hanno visto protagonista di un cammino d’unità su più fronti: la dichiarazione congiunta con Papa Francesco redatta a conclusione del pellegrinaggio a Gerusalemme, il 25 maggio 2014, in cui hanno sottoscritto l’impegno delle rispettive Chiese “verso l’unità per la quale Cristo Signore ha pregato il Padre, ‘perché siano una sola cosa’”; la sua presenza in Vaticano, l’8 giugno 2014, assieme al Presidente Abu Mazen e al Presidente Shimon Peres, per pregare con il Papa per la pace in Terra santa. Bartolomeo I è anche noto come leader spirituale del movimento cristiano per l’ambiente. Il suo pensiero è stato riportato ampiamente da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’. Il 3 dicembre prossimo, a margine della Conferenza ONU a Parigi sul cambiamento climatico, gli è stata affidata la predicazione nella celebrazione ecumenica per la salvaguardia del Creato presso la cattedrale di Notre-Dame.
La motivazione del Dottorato h.c. – «Oggi il mondo ha bisogno di figure che cerchino l’unità della famiglia umana – ha spiegato il teologo Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario – «e il Patriarca svolge un’azione costante e illuminata a servizio di una cultura che mira a riportare la fraternità al centro della storia dell’umanità». La motivazione specifica che: «il Patriarca ecumenico di Costantinopoli si è accreditato quale convinto e attivo protagonista nel cammino ecumenico verso la piena unità dei cristiani e nel dialogo tra le persone di diverse religioni e convinzioni, distinguendosi nella promozione della giustizia, della pace, del rispetto dell’ambiente e della natura, in conformità alla visione dell’umanità, della storia e del cosmo custodita e attualizzata dalla tradizione spirituale e teologica dell’Oriente cristiano».
Il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e i Focolari – La storia ha inizio con l’incontro tra il Patriarca Athenagoras I e chiara lubich «Era il 13 giugno del 1967 – racconta la Lubich –, mi ha accolto come se mi avesse sempre conosciuta e ha voluto che gli narrassi i contatti del Movimento con luterani e anglicani». Sono stati ventitré gli incontri, tra il 1967 e il 1972, di Athenagoras I con la fondatrice dei Focolari, che è così diventata messaggera tra Papa Paolo VI e il Patriarca. I rapporti sono poi continuati con il suo successore Demetrio I.
I contatti con l’attuale Patriarca ecumenico Bartolomeo I sono proseguiti nello stesso spirito di amicizia spirituale. Pochi giorni prima della morte della Lubich (14 marzo 2008) Sua Santità Bartolomeo I le ha fatto visita all’ospedale Gemelli di Roma: «Ho voluto venire qui per portare il saluto mio personale e del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli alla carissima Chiara Lubich, che tanto ha dato e dà con la sua vita alla Chiesa intera. Le ho pure impartito con riconoscenza la mia benedizione. Sono felice di averla incontrata». Due anni dopo ha accolto al Fanar Maria Voce, neoeletta presidente dei Focolari: «Deo gratias per la vostra amicizia, per la vostra visita, per i frutti del vostro Movimento, per la continuazione di quest’opera di Dio che rende gloria al Suo nome».
L’attuale evento s’inserisce nella cornice del 50° anniversario della nascita della cittadella di Loppiano e mette un altro tassello al rapporto di stima e collaborazione tra il Patriarcato di Costantinopoli e il Movimento dei Focolari.

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Maria Voce in Terra Santa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

La presidente dei Focolari, Maria Voce, e il copresidente Giancarlo Faletti, dall’11 febbraio sono in visita alla Terra Santa. Nel loro fitto programma hanno finora incontrato la comunità del movimento sparsa in Israele e nei Territori Palestinesi, in particolare a Betlemme, dove sono convenuti sabato 19 da Ramallah, Gaza, Betlemme, dalla Galilea, da Gerusalemme e da altre città. Ad Haifa, invece, Maria Voce ha avuto modo di partecipare ad un incontro che ha riunito sessanta amici del movimento – ebrei, cristiani e musulmani. Gerusalemme è anche città ecumenica. Il patriarca della Chiesa greco ortodossa Theophilos III ha ricevuto Maria Voce, esprimendo il desiderio di ancorarsi «all’unità dei cristiani “in Cristo”, nel suo amore», come ha precisato. All’Università ebraica di Gerusalemme, nella prestigiosa sede dell’Istituto Truman per la pace e, per iniziativa dello stesso, insieme al Centro per lo studio del cristianesimo, Maria Voce parla del «ruolo del dialogo nel promuovere la pace», moderata dalla professoressa Manuela Consonni. Maria Voce ha poi incontrato il vicesindaco di Gerusalemme, la signora Naomi Tsur, una personalità aperta, che vuole creare una rete di città che possano federarsi insieme come “città del pellegrinaggio”.  Nella seconda settimana di permanenza in Terra Santa, Maria Voce e i suoi più stretti collaboratori dedicano alcuni giorni ad un ritiro spirituale e alla visita dei luoghi santi. Il loro soggiorno a Gerusalemme si conclude oggi 1° marzo.

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Musulmani e Cristiani in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Incisa in Val d’Arno – FI  31 ottobre 2010, ore 10.00 – 17.00 Auditorium di Loppiano: Una giornata nazionale di dialogo tra cristiani e musulmani  Attesi gli Imam di Firenze, Verona, Treviso, Trieste, Perugia, Teramo,  il Presidente delle Comunità Islamiche dell’Abruzzo  e rappresentanti di altre istituzioni musulmane di Milano e Roma  Un comune obiettivo: mostrare che la convivenza è  possibile in risposta a paura e sospetto, intolleranza e difesa radicalizzata delle identità che percorrono le nostre città.  L’appuntamento è promosso dal Movimento dei Focolari e dalle Comunità Islamiche d’Italia per vivere ed approfondire alcune dimensioni del dialogo  alla luce della spiritualità  di comunione di Chiara Lubich.
Il programma, preparato da un comitato composto da cristiani e musulmani, inizierà alle ore 10.00 con un coro di giovani di entrambe le religioni. Seguiranno letture e commenti di passi del Corano e del Vangelo ed una video-conversazione di Chiara Lubich, appassionata apripista del dialogo interreligioso, tenuta a Washington nel 2000 su “Una spiritualità dell’unità per una convivenza armoniosa della famiglia umana”.Infine, alla tavola rotonda “Le sfide del dialogo” parteciperanno Adnane Mokrani (teologo musulmano, docente alla Pontificia Università Gregoriana) Kamel Layachi (Imam delle Comunità islamiche del Veneto), Judith Polivus (vicepreside Istituto universitario Sophia) e Roberto Catalano (Centro del dialogo interreligioso dei Focolari). Coordinerà Shahrzad Houshmand, teologa musulmana dell’Iran.E’ prevista la partecipazione anche di autorità civili, tra cui il dott. Massimo Toschi,Consigliere alla Cooperazione internazionale del presidente della Regione Toscana. Per i bambini è previsto un programma speciale con giochi, canti, e filmati.

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Focolari: sulla piaga degli abusi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Dalla Presidente del Movimento dei Focolari Maria Voce: “In questo momento così grave e doloroso, condividiamo quest’”ora di passione” con il Papa, con la Chiesa tutta e con tutti coloro che sono stati feriti dalla  grave piaga degli abusi.  In particolare, a nome mio personale e dell’intero Movimento  dei Focolari ho espresso al Santo Padre la nostra vicinanza e preghiera in questo momento in cui assistiamo al moltiplicarsi di attacchi alla Sua persona. Ci appaiono come un’insipiente reazione alla linea di chiarezza e fermezza che caratterizza il suo pontificato.  Nella fede che l’Amore del Padre conduce la storia, siamo certi che quest’ora prepara una nuova resurrezione, proprio perché “costringe” noi e tutta la Chiesa ad una nuova radicalità evangelica”.

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Focolari: Maria Voce in Asia

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Prosegue il viaggio della Presidente dei Focolari, Maria Voce in Asia, insieme al co-presidente Giancarlo Faletti. Sono ora nelle Filippine, dove il Movimento dei Focolari ha iniziato a diffondersi dalla metà degli anni Sessanta. L’impatto della spiritualità evangelica dei Focolari nel sociale verrà presentato nell’incontro con la comunità, il 24 gennaio prossimo. Mentre il 27 è attesa la testimonianza di Maria Voce al II Congresso Nazionale del Clero, promosso dei vescovi filippini.I dirigenti dei Focolari provenivano dal Giappone dove è stata segnata una nuova tappa nel cammino di fraternità ormai trentennale con l’Associazione buddista Rissho Kosei-kai. Sulle orme di Chiara Lubich, venerdì 15 gennaio, l’attuale presidente dei Focolari è stata invitata ad intervenire nella Grande Aula Sacra della RKK. “È grande la mia commozione, nel trovarmi qui, in questa Aula Sacra in cui già Chiara Lubich ha parlato ancora nel 1981, facendo dono della sua testimonianza di fede”. Sullo sfondo di un’effige del Buddha alta 30 metri, davanti a oltre 3 mila aderenti alla Rissho Kosei-kai riuniti per la loro cerimonia religiosa quindicinale, Maria Voce ripercorre le tappe del legame fraterno fra Nikkyo Niwano e Chiara Lubich, e tra i due movimenti da loro fondati, i Focolari e la RKK, associazione buddista con 6 milioni di aderenti, diffusa in molti Paesi asiatici, USA, Brasile, Svizzera e Russia.   L’impegno è quello di “lavorare insieme per rendere la famiglia umana più unita con l’amore e la compassione”, come scrive Nikkyo Niwano nel 50° dei Focolari. “La salvezza del mondo di domani dipende da persone che vi portano una corrente d’amore universale”, ribadisce Maria Voce, in conclusione. “Un cammino comune già avviato, che ci porta ad una continua conversione del cuore”.

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Giovane diciottenne presto proclamata beata

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

E’ Chiara Luce Badano (1971-1990). L’annuncio è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Santa Sede  con il decreto di riconoscimento del miracolo approvato da Benedetto XVI Sin dai 9 anni era impegnata nel Movimento Gen dei Focolari Chi è Chiara Luce? A lungo attesa, nasce a Sassello il 29 ottobre 1971 e cresce in una famiglia semplice che la educa alla fede. Ricca di doti naturali, bella e sportiva, ha molti amici che la considerano, al tempo stesso, normale e straordinaria. Aderisce come Gen (Generazione Nuova) al Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, dove scopre Dio come Amore e ideale della vita, e si impegna a compiere in ogni istante, per amore, la sua volontà. Coltiva l’amicizia con Gesù, che riconosce presente nel prossimo; predilige i piccoli, gli umili e i poveri, tra cui i bimbi dell’Africa, ove sogna di recarsi come medico. A 17 anni, colpita da tumore osseo, affronta la malattia affidandosi all’amore di Dio. Di fronte alla sofferenza ripete: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». A chi l’avvicina comunica serenità, pace e gioia. “Chiara Luce” – così amava chiamarla Chiara Lubich – lancia un messaggio ai suoi coetanei: «I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. Hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene». Il 7 ottobre 1990 saluta la mamma dicendo: «Sii felice, io lo sono!» e va incontro allo Sposo. La sua vita è la testimonianza di un sì incondizionato all’amore di Dio, un sì ripetuto fin da piccola, un sì che ha saputo trasformare la malattia in un cammino luminoso verso la pienezza della Vita. Immediato l’eco della sua santità che si è divulgato progressivamente. Il Processo diocesano per la Causa della sua Beatificazione, aperto nel 1999 da Mons. Livio Maritano, vescovo di Acqui, ha avuto seguito con la fase romana. Nel 2008 la Serva di Dio è dichiarata Venerabile; successivamente è stato esaminato e riconosciuto un miracolo di guarigione, avvenuto a Trieste. http://www.focolare.org (chiara)

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Chiara Lubich: Da Loreto al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

Loreto. Al Palacongressi, davanti ad autorità religiose e civili, tra cui numerosi sindaci della regione, e ad un pubblico locale e internazionale, per la partecipazione dei dirigenti dei Focolari, il sindaco ha ricordato l’attualità e la profondità del “messaggio spirituale, culturale e operativo” di Chiara Lubich, “la sua opera incentrata sull’ideale della fraternità, l’impulso da lei dato al rinnovamento della politica, dell’economia, della pedagogia e dei diversi ambiti della società, al dialogo da lei aperto con l’umanità, superando le differenze tra razze, religioni e culture”. Ed ha auspicato che “sia di esempio soprattutto per coloro che operano nel mondo politico”.  La forte esperienza spirituale che Chiara, 19enne, aveva vissuto in quella “casa” – che secondo la tradizione ha accolto la straordinaria famiglia di Nazaret – è risuonata nel Palacongressi, attraverso le sue stesse parole, espresse in un intenso momento artistico. “L’intuizione di Chiara appare un intervento di Dio, che precede i tempi e che non dà spiegazioni razionali” – osserva Maria Voce. “Quando irrompe il divino nella storia, non viene con lo squillare delle trombe, ma sommessamente, come a Nazaret”.   Un’esperienza che si incastona nella storia ed “accomuna semplici fedeli e santi che tra quelle pareti hanno avuto la rivelazione del progetto di Dio sulla loro vita e lì hanno pronunciato il loro “Eccomi”. “Tra quelle pietre che sono state testimoni dell’Incarnazione del Figlio di Dio – come ha evidenziato l’arcivescovo di Loreto, Giovanni Tonucci – nasce in Chiara quell’intuizione da cui si apriranno orizzonti infiniti”, che attendono di essere ampliati e realizzati da tutti coloro che hanno raccolto la sua eredità.  La Presidente del Focolari ha ricordato che è proprio sulla famiglia di Nazaret che si è modellata la nuova famiglia spirituale nata nella Chiesa, il Movimento dei Focolari.  In campo politico, il prof. Baggio ha evidenziato come la fraternità universale assunta come categoria politica, immette fiducia nel tessuto sociale lacerato, ricostruendolo.  Un’esperienza, iniziata anche a Loreto due anni fa, come ha ricordato ancora il sindaco Pieroni, quando la città ha aderito ad una rete che lega Comuni di varie città italiane, impegnati a dar vita ad iniziative “per la pace, i diritti umani, la giustizia sociale e la fraternità universale”. Progetto che va col nome di “Città per la fraternità”.

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