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Posts Tagged ‘foibe’

Foibe: nuova scoperta in Croazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

“Il silenzio assordante sulla scoperta di una nuova foiba in Croazia dove hanno perso la vita anche dei connazionali per mano dei comunisti partigiani di Tito, fa tristemente comprendere come ancora oggi viene nascosta la verità storica sugli spietati massacri avvenuti sul confine orientale. Vogliamo giustizia, vogliamo verità. Chiediamo che il governo sia parte diligente per far luce sugli eccidi avvenuti presso la contea di Sebenico nell’isola di Zuri, dove sono stati trovati gli scheletri di un migliaio di vittime, fucilate e gettate nella fossa di Gradina. Alcuni a quanto pare erano prigionieri di guerra italiani dell’Istria e di Fiume, di Trieste e Zara. Una volta per tutte, si rendano pubblici i documenti storici anche interpellando i governi croato e sloveno. Lo dobbiamo in memoria dei nostri connazionali brutalmente uccisi di cui non sappiamo neanche i nomi”. È quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, deputato, Claudio Giacomelli, consigliere regionale e Nicole Matteoni, vice segretario provinciale di Trieste.

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Foibe: da che parte stare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

foibe«Oggi in occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, sono alla cerimonia ufficiale alla foiba di Basovizza. Dispiace l’assenza del Presidente della Repubblica Mattarella. Perché il ricordo di quei figli d’Italia massacrati è doveroso, e perché ci ricorda che la nostra libertà non è scontata. Oggi come ieri bisogna scegliere da che parte stare, se a difesa degli italiani o a subire i diktat stranieri. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che questa mattina ha partecipato alla commemorazione istituzionale organizzata alla foiba di Basovizza in occasione del Giorno del Ricordo. (n.r. genocidi, eccidi e quanto altro sono così odiosi che si commentano da soli. Non crediamo che il Presidente della Repubblica rinunciando a recarsi alla cerimonia ufficiale di Basovizza abbia voluto fare una distinzione tra il furore nazista e la violenza dei partigiani di Tito. Non lo ha fatto nemmeno il comune di Roma deponendo una corona sull’altare della patria. E’ stato un gesto di rispetto per le tante vittime innocenti che sono state immolate sull’ara della lotta condotta sino alle estreme e crudeli conseguenze. Diamo merito a Giorgia Meloni nell’aver saputo portare avanti una storia tanto dolorosa da risentirne il peso e la vergogna per il come l’umanità possa macchiarsi di tali infamie e solo l’idea che restino nell’oblio non ci fa certo onore. Non vorremmo nemmeno pensarlo.

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Ricordo della tragedia delle foibe

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

foibe«Si avvicina il 10 febbraio, data in cui ricorre il Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Nell’imminenza di questa celebrazione torno a rivolgere il mio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché partecipi alle commemorazioni ufficiali di una ricorrenza istituita per legge dal Parlamento italiano. Sarebbe incomprensibile, e francamente scandaloso, se il Presidente della Repubblica ritenesse per il secondo anno consecutivo di non essere presente alla foiba di Basovizza. Io ci sarò, Fratelli d’Italia ci sarà come ogni anno, e chiediamo a tutti i politici di partecipare a questo evento, semmai per sopperire all’assenza del Capo dello Stato. In ogni caso speriamo che Mattarella ci ripensi». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Foibe: io non scordo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2012

Italiano: Tempio nazionale dell'internato igno...

Image via Wikipedia

“10 febbraio: io non scordo” che vedrà venerdì dalle 11 alle 12 centinaia di siti internet, blog e forum, con Tricolore listato a lutto, osservare un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano dei titini. Come ogni anno, CasaPound Italia si mobilita per tenere viva la memoria dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia. ‘’Dopo anni di oblio e di minimizzazioni di un genocidio che costò la vita a decine di migliaia di italiani, impegnarsi per tenere viva la memoria di quei fatti è un dovere – sottolinea Cpi in una nota – Purtroppo, però, a quasi otto anni dalla legge che ha istituito il giorno del ricordo, assistiamo a una nuova ondata di negazionismo strisciante, che trova breccia nell’insipienza, quando non nella vera e propria complicità, delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Come a Napoli, dove il sindaco Luigi de Magistris ha deciso che le foibe quest’anno non saranno commemorate perché ‘l’evento non era stato inserito nei programmi dell’Amministrazione comunale’. O come a Ostia, dove, per fare spazio a iniziative pretestuose del Coordinamento Antifascista, il presidente del XIII Municipio, l’alemanniano Giacomo Vizzani, ha concesso per tre giorni consecutivi, il 10, l’11 e il 12 febbraio, piazza Anco Marzio a Prc, Pd e giovani democratici, utilizzando poi proprio la scusa della presenza in piazza dell’estrema sinistra per negare a CasaPound Italia la possibilità di tenere, nel giorno del ricordo, una commemorazione davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza della stazione Vecchia. Tutto questo mentre l’11 febbraio al Teatro del Lido, struttura occupata da oltre due anni da un non meglio precisato ‘Comitato per la riapertura’, andrà in scena una conferenza negazionista organizzata dal Collettivo l’Officina in collaborazione con il Collettivo Militant’’.‘’Cortei vietati, spazi non concessi, manifestazioni non autorizzate  per sedicenti problemi burocratici o di ordine pubblico, boicottaggi: anche questo è un modo per tradire la memoria degli italiani infoibati – sottolinea Cpi – Tuttavia, uno Stato degno di questo nome ha il dovere di far rispettare una legge, come la 92 del 2004, votata da un parlamento che fino a prova contraria è ancora sovrano, e ci aspettiamo che i tanti che si sono battuti per farla approvare reagiscano ai sempre più evidenti tentativi di ributtare nel dimenticatoio una tragedia su cui il silenzio l’ha fatta da padrone già per oltre sessant’anni. Dal canto suo CasaPound Italia, come ogni anno, sarà in piazza in tutta Italia per dire ‘la verità non può essere infoibata’’

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Foibe: Il giorno del ricordo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

“Questo e’ un 10 febbraio particolare, perché si celebra nell’anno del Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. E allora lasciatemi portare memoria, riflessione e pensiero oltre e più in là dei fatti tragici del secolo scorso che quel giorno evoca, dalle foibe al grande esodo. Perché, nell’inghiottitoio della damnatio memoriae sono finiti uomini e fatti, luoghi e pensieri che furono e sono parte della comune identità nazionale. Se padre Dante cantava nell’Inferno “sí come a Pola presso del Carnaro che Italia chiude e i suoi termini bagna”, e’ proprio la grande Arena, che precorre il Colosseo, a testimoniare con le pietre mute l’antica radice romana. I profughi di Pola (la latina Pietas Julia) lasciavano nel ’47 la città cantando sulla motonave Toscana il “Va’ pensiero”: loro sí, la Patria l’avevano perduta. Non come chi vagheggia un’inesistente Padania. Istriani, fiumani, dalmati illustrarono la storia d’Italia ed il nostro Risorgimento: da Niccoló Tommaseo da Sebenico (che scrive il primo dizionario dei sinonimi della lingua italiana) che con Daniele Manin proclama la Repubblica di San Marco sorta dai moti antiaustriaci del 1848, a Francesco Rismondo da Spalato, città di Diocleziano, che Gabriele d’Annunzio battezzó “l’Assunto di Dalmazia”; da Fabio Filzi, di Pisino d’Istria, impiccato con Cesare Battisti al Castello del Buon Consiglio, a Nazario Sauro, martire capodistriano, che lascia al figlio parole d’amore e di fede: “su questa Patria giura, e fallo giurare ai tuoi fratelli, che sarete sempre, dovunque e prima di tutto italiani”. La figura, il pensiero e l’azione di questi grandi, con il ricordo delle città da cui venivano, con i loro archi, le loro chiese, i loro monumenti, i loro leoni alati, va oggi associato alla memoria di Norma Cossetto e delle migliaia di caduti senza croce, scomparsi nelle voragini del Carso, quelle foibe che monsignor Santin, allora vescovo di Trieste e Capodistria definí “Calvari con il vertice sprofondato nelle viscere della terra”. Così come, il nostro pensiero deve andare a quei 350.000 che scelsero la via dell’esilio pur di rimanere liberi ed italiani. Scrisse Kipling: “nulla può dirsi concluso se non è concluso con giustizia”. Mi chiedo: per loro quel tempo è mai venuto? E noi, soprattutto, saremo capaci di fare acquisire tutto ciò alla comune coscienza nazionale? Oppure molti continueranno a considerare questa una piccola e fastidiosa storia di periferia? Il 10 febbraio serve -io credo – ad ammonire sulle tragedie della storia e a fare rigermogliare il seme dell’italianità. A casa nostra, dove molti l’han smarrita e lì dove e’ stata sepolta nelle profondità della terra, ma rifiorisce nella lingua che non muore e spera nell’Europa.
Quanto si legge in  un editoriale sul sito dell’associazione AreaNazionale (www.areanazionale.it), firmato dall’on. Roberto Menia (FLI), promotore della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo.

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Maturità: bene tema foibe

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

“Positiva la presenza tra le tracce degli scritti di maturità del tema delle Foibe. Finalmente viene “riconosciuta”  a partire dalla scuola una pagina della nostra storia che per lungo tempo è stata dimenticata. E’, infatti, un importante passo affinché le giovani generazioni abbiano una conoscenza completa della storia del ‘900. In tale direzione si inserisce il percorso di studio sulla “civiltà istriano – dalmata” che l’amministrazione capitolina ha introdotto, per la prima volta, ampliando il progetto didattico educativo “Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del ‘900”, e che ha visto in due anni il coinvolgimento di oltre 3 mila studenti delle scuole superiori romane, che hanno potuto approfondire il dramma delle foibe sia in classe che visitando i luoghi dove si è consumata questa tragedia”.  E’ quando dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, Laura Marsilio.

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Le foibe e l’esodo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

Cagliari 24 maggio alle 17.00 presso il teatro Alfieri, in occasione della conferenza stampa per le elezioni del Consiglio Provinciale di Cagliari del 30 e 31 maggio, una giovane ricercatrice dell’Università degli Studi di Cagliari consegnerà al Ministro della Gioventù Giorgia Meloni la prima copia della pubblicazione “Il confine orientale italiano: l’armistizio, le foibe e l’esodo”, patrocinata dal Ministero della Gioventù e realizzata dall’Associazione Caravella grazie al contributo del Comune di Cagliari, della Provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna. La pubblicazione è l’atto finale di un progetto che ha compreso, nel mese di febbraio 2010, una serie di iniziative tra cui un seminario ed un cineforum intorno ad un tema molto discusso della recente storia italiana ed europea: la storia del confine orientale italiano, in particolare la questione delle foibe e degli infoibati nella Venezia Giulia, e le ondate di violenza che portarono all’esodo dei fiumani e giuliano-dalmati. “La mattina del 15 febbraio 1947 – spiega la dott.ssa Margherita Sulas – Nerina Milia lascia la città di Pola sul Piroscafo Toscana. In quella domenica mattina lei saluta per l’ultima volta la terra in cui è nata con la triste certezza nel cuore di non potervi fare ritorno. I profughi partiti con lei arrivano ad Ancona, da qui vengono portati a Roma e, in seguito, a Cagliari. La storia dell’esodo, cosi come viene raccontata da Nerina, è una testimonianza importantissima della storia del ‘900”. (giorgia meloni)

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