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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘foibe’

Foibe. FdI: intollerabile gesto vandalico che va condannato

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

“Quanto avvenuto a Manerba del Garda è per noi intollerabile” sostiene il senatore di Fratelli d’Italia, Gianpietro Maffoni, Coordinatore Provinciale di FdI Brescia.“Siamo molto vicini al Comitato 10 febbraio e al Comune di Manerba e condanniamo il vile atto vandalico contro la targa commemorativa dedicata a Norma Cossetto e Nidia Cernecca, due donne – sostiene l’onorevole Paola Frassinetti vicepresidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma delle Foibe”.Anche il capo delegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, l’onorevole Carlo Fidanza, esprime il proprio sdegno per quanto avvenuto: “Nonostante questo ignobile gesto, non potranno mai fermare tutti coloro che vogliono riportare la verità su un tema così delicato che per anni ha nascosto molte verità sugli italiani infoibati ed uccisi nella terra istriana”.

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“La tragedia delle Foibe è una storia italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

“E’ una storia di tutti, non un ricordo di parte da interpretare e cercare di delegittimare. Gobetti sta tentando un’operazione ai limiti del negazionismo: ci sono foto che lo ritraggono di fronte monumenti in onore dei partigiani titini massacratori di italiani con indosso magliette con il viso di Tito. Laterza era a conoscenza di questi inquietanti aspetti del sedicente “storico” nostalgico di Tito? Operazioni editoriali come quella di Eric Gobetti, osannata dalla sinistra estrema, dall’Anpi e di chi cerca facili vie al giustificazionismo, sono inaccettabili e minano lo spirito stesso della commemorazione: Fassino, Violante, Napolitano, nonostante la propria storia politica, hanno condiviso la memoria, nell’ottica della pacificazione nazionale. Una mistificazione dal basso valore scientifico e dal dubbio gusto, a partire dal titolo “E allora le foibe?”, una pubblicazione inconsistente stroncata da accademici e giornalisti. Tanto più che scopriamo che Gobetti ha proprie foto con la bandiera dei partigiani titini, gli stessi che trucidarono migliaia di italiani, un nostalgico titino. Rispettiamo la libertà di manifestazione del pensiero di Gobetti ma il rispetto di chi perse la vita deve essere anch’esso garantito: chiediamo a Laterza di ritirare il libro e le scuse di Gobetti. È necessario e urgente istituire una commissione presso il Mibact composta da storici indipendenti così da poter garantire un insegnamento più oggettivo possibile sui fatti tragici della Nazione.” Così in una nota i deputati componenti della commissione Cultura Federico Mollicone e Paola Frassinetti.

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“La tragedia delle foibe e l’esodo degli italiani di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

“Sono avvenimenti che fanno parte della nostra storia. Una storia alla quale, per troppo tempo, non è stato riservato il rilievo che le sarebbe spettato ma che fa riflettere sulla responsabilità e sulla necessità di essere testimoni per non dimenticare”. E’ il commento del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, in occasione del ‘Giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata’.
“Le sofferenze subite, infatti, devono servire da insegnamento perché non vengano mai negati i diritti delle persone e perché ognuno, nel proprio quotidiano, combatta l’indifferenza rafforzando la difesa della democrazia e della pace e creando reti tra persone che sanno e vogliono dialogare camminando nella stessa direzione” ha concluso De Vito.

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Il 10 febbraio di ogni anno rinnova la memoria delle vittime italiane dei massacri delle foibe

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Lo è stato ad opera del regime comunista jugoslavo tra il 1943 e il 1947, e la memoria dell’esodo dalle proprie terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.Lo studioso e storico torinese Eric Gobetti, attraverso una video intervista girata negli spazi della Soms di Progetto Cantoregi a Racconigi, illustra la ricerca che sta alla base del suo nuovo libro “E allora foibe?” (Laterza): un prezioso contributo per meglio comprendere gli scenari storici e i fatti che caratterizzarono uno degli avvenimenti più dolorosi della storia italiana del Novecento, un capitolo buio, sul quale per tanto tempo è calato il silenzio. Il video sarà online dal 10 febbraio sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale You Tube di Progetto Cantoregi.«E allora le foibe?» è diventato il refrain tipico di chi sostiene il risorgente nazionalismo italico e vuole zittire l’avversario. Ma di cosa parliamo quando parliamo di foibe? Cosa è successo realmente? «Decine di migliaia», poi «centinaia di migliaia», fino a «oltre un milione»: a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, è difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. Negli anni, tutta la vicenda dell’esodo italiano dall’Istria e dalla Dalmazia è diventata oggetto di polemiche sempre più forti e violente. Questo libro è rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell’esodo o a chi pensa di sapere già tutto, pur non avendo mai avuto l’opportunità di studiare realmente questo tema. Questo “Fact Checking” non propone un’altra verità storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. Vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Con l’intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una ‘versione ufficiale’ molto lontana dalla realtà dei fatti. È un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto è accaduto in anni terribili.
Eric Gobetti è studioso di fascismo, seconda guerra mondiale, Resistenza e storia della Jugoslavia nel Novecento. Autore di due documentari (Partizani e Sarajevo Rewind), esperto in divulgazione storica e politiche della memoria, ha collaborato più volte con il canale televisivo RaiStoria. Per Laterza ha pubblicato Alleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943) (2013). http://www.progettocantoregi.it

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Foibe: partecipazione a Basovizza presidente sloveno è evento storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

“Apprendiamo con soddisfazione che il prossimo 13 luglio il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor andrà in visita alla Foiba di Basovizza insieme al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Si tratta di un evento storico in quanto per la prima volta un presidente sloveno renderà omaggio a un simbolo della tragedia e dell’odio etnico che colpì migliaia di nostri connazionali, uccisi nelle foibe o costretti ad abbandonare per sempre la propria terra”. Lo dichiarano il presidente di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani e il vicepresidente vicario dei senatori di FdI, Isabella Rauti.”Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Di Maio un’interrogazione proprio sulle questioni rimaste ancora aperte con le Repubbliche di Slovenia e di Croazia riguardo i diritti negati agli esuli istriani, fiumani e dalmati nonché ai loro discendenti. Chiedendolo con più forza di sempre perché il governo italiano ha deciso di dare alla minoranza slovena di Trieste il palazzo che oggi è dell’Università di Trieste e che cento anni fa ospitava l’Hotel Balkan e il Narodni Dom. Una concessione che causerà un esborso di oltre 10 milioni di euro e che vede, oltre alla nostra, l’opposizione di gran parte della popolazione triestina e delle associazioni degli esuli visto che alla minoranza slovena sono stati concessi, negli anni scorsi, numerosi immobili a Trieste tra cui, come risarcimento diretto per il palazzo dov’era il Narodni Dom, il Teatro Stabile Sloveno di via Petronio. Ora ci auguriamo che la notizia della visita del presidente sloveno presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza per commemorare i morti italiani nelle foibe e la tragedia dell’esodo, evento mai accaduto prima, renda possibile affrontare in un clima più disteso e costruttivo le tante questioni ancora aperte e soprattutto consentire che i diritti degli esuli e dei loro discendenti, finora negati, possano trovare il loro giusto e meritato riconoscimento”, concludono i senatori Ciriani e Rauti.

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Foibe: nuova scoperta in Croazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

“Il silenzio assordante sulla scoperta di una nuova foiba in Croazia dove hanno perso la vita anche dei connazionali per mano dei comunisti partigiani di Tito, fa tristemente comprendere come ancora oggi viene nascosta la verità storica sugli spietati massacri avvenuti sul confine orientale. Vogliamo giustizia, vogliamo verità. Chiediamo che il governo sia parte diligente per far luce sugli eccidi avvenuti presso la contea di Sebenico nell’isola di Zuri, dove sono stati trovati gli scheletri di un migliaio di vittime, fucilate e gettate nella fossa di Gradina. Alcuni a quanto pare erano prigionieri di guerra italiani dell’Istria e di Fiume, di Trieste e Zara. Una volta per tutte, si rendano pubblici i documenti storici anche interpellando i governi croato e sloveno. Lo dobbiamo in memoria dei nostri connazionali brutalmente uccisi di cui non sappiamo neanche i nomi”. È quanto dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, deputato, Claudio Giacomelli, consigliere regionale e Nicole Matteoni, vice segretario provinciale di Trieste.

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Foibe: da che parte stare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

foibe«Oggi in occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo, sono alla cerimonia ufficiale alla foiba di Basovizza. Dispiace l’assenza del Presidente della Repubblica Mattarella. Perché il ricordo di quei figli d’Italia massacrati è doveroso, e perché ci ricorda che la nostra libertà non è scontata. Oggi come ieri bisogna scegliere da che parte stare, se a difesa degli italiani o a subire i diktat stranieri. Noi non abbiamo dubbi da che parte stare». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che questa mattina ha partecipato alla commemorazione istituzionale organizzata alla foiba di Basovizza in occasione del Giorno del Ricordo. (n.r. genocidi, eccidi e quanto altro sono così odiosi che si commentano da soli. Non crediamo che il Presidente della Repubblica rinunciando a recarsi alla cerimonia ufficiale di Basovizza abbia voluto fare una distinzione tra il furore nazista e la violenza dei partigiani di Tito. Non lo ha fatto nemmeno il comune di Roma deponendo una corona sull’altare della patria. E’ stato un gesto di rispetto per le tante vittime innocenti che sono state immolate sull’ara della lotta condotta sino alle estreme e crudeli conseguenze. Diamo merito a Giorgia Meloni nell’aver saputo portare avanti una storia tanto dolorosa da risentirne il peso e la vergogna per il come l’umanità possa macchiarsi di tali infamie e solo l’idea che restino nell’oblio non ci fa certo onore. Non vorremmo nemmeno pensarlo.

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Ricordo della tragedia delle foibe

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

foibe«Si avvicina il 10 febbraio, data in cui ricorre il Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Nell’imminenza di questa celebrazione torno a rivolgere il mio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché partecipi alle commemorazioni ufficiali di una ricorrenza istituita per legge dal Parlamento italiano. Sarebbe incomprensibile, e francamente scandaloso, se il Presidente della Repubblica ritenesse per il secondo anno consecutivo di non essere presente alla foiba di Basovizza. Io ci sarò, Fratelli d’Italia ci sarà come ogni anno, e chiediamo a tutti i politici di partecipare a questo evento, semmai per sopperire all’assenza del Capo dello Stato. In ogni caso speriamo che Mattarella ci ripensi». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Foibe: io non scordo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2012

Italiano: Tempio nazionale dell'internato igno...

Image via Wikipedia

“10 febbraio: io non scordo” che vedrà venerdì dalle 11 alle 12 centinaia di siti internet, blog e forum, con Tricolore listato a lutto, osservare un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano dei titini. Come ogni anno, CasaPound Italia si mobilita per tenere viva la memoria dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia. ‘’Dopo anni di oblio e di minimizzazioni di un genocidio che costò la vita a decine di migliaia di italiani, impegnarsi per tenere viva la memoria di quei fatti è un dovere – sottolinea Cpi in una nota – Purtroppo, però, a quasi otto anni dalla legge che ha istituito il giorno del ricordo, assistiamo a una nuova ondata di negazionismo strisciante, che trova breccia nell’insipienza, quando non nella vera e propria complicità, delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Come a Napoli, dove il sindaco Luigi de Magistris ha deciso che le foibe quest’anno non saranno commemorate perché ‘l’evento non era stato inserito nei programmi dell’Amministrazione comunale’. O come a Ostia, dove, per fare spazio a iniziative pretestuose del Coordinamento Antifascista, il presidente del XIII Municipio, l’alemanniano Giacomo Vizzani, ha concesso per tre giorni consecutivi, il 10, l’11 e il 12 febbraio, piazza Anco Marzio a Prc, Pd e giovani democratici, utilizzando poi proprio la scusa della presenza in piazza dell’estrema sinistra per negare a CasaPound Italia la possibilità di tenere, nel giorno del ricordo, una commemorazione davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza della stazione Vecchia. Tutto questo mentre l’11 febbraio al Teatro del Lido, struttura occupata da oltre due anni da un non meglio precisato ‘Comitato per la riapertura’, andrà in scena una conferenza negazionista organizzata dal Collettivo l’Officina in collaborazione con il Collettivo Militant’’.‘’Cortei vietati, spazi non concessi, manifestazioni non autorizzate  per sedicenti problemi burocratici o di ordine pubblico, boicottaggi: anche questo è un modo per tradire la memoria degli italiani infoibati – sottolinea Cpi – Tuttavia, uno Stato degno di questo nome ha il dovere di far rispettare una legge, come la 92 del 2004, votata da un parlamento che fino a prova contraria è ancora sovrano, e ci aspettiamo che i tanti che si sono battuti per farla approvare reagiscano ai sempre più evidenti tentativi di ributtare nel dimenticatoio una tragedia su cui il silenzio l’ha fatta da padrone già per oltre sessant’anni. Dal canto suo CasaPound Italia, come ogni anno, sarà in piazza in tutta Italia per dire ‘la verità non può essere infoibata’’

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Foibe: Il giorno del ricordo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

“Questo e’ un 10 febbraio particolare, perché si celebra nell’anno del Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. E allora lasciatemi portare memoria, riflessione e pensiero oltre e più in là dei fatti tragici del secolo scorso che quel giorno evoca, dalle foibe al grande esodo. Perché, nell’inghiottitoio della damnatio memoriae sono finiti uomini e fatti, luoghi e pensieri che furono e sono parte della comune identità nazionale. Se padre Dante cantava nell’Inferno “sí come a Pola presso del Carnaro che Italia chiude e i suoi termini bagna”, e’ proprio la grande Arena, che precorre il Colosseo, a testimoniare con le pietre mute l’antica radice romana. I profughi di Pola (la latina Pietas Julia) lasciavano nel ’47 la città cantando sulla motonave Toscana il “Va’ pensiero”: loro sí, la Patria l’avevano perduta. Non come chi vagheggia un’inesistente Padania. Istriani, fiumani, dalmati illustrarono la storia d’Italia ed il nostro Risorgimento: da Niccoló Tommaseo da Sebenico (che scrive il primo dizionario dei sinonimi della lingua italiana) che con Daniele Manin proclama la Repubblica di San Marco sorta dai moti antiaustriaci del 1848, a Francesco Rismondo da Spalato, città di Diocleziano, che Gabriele d’Annunzio battezzó “l’Assunto di Dalmazia”; da Fabio Filzi, di Pisino d’Istria, impiccato con Cesare Battisti al Castello del Buon Consiglio, a Nazario Sauro, martire capodistriano, che lascia al figlio parole d’amore e di fede: “su questa Patria giura, e fallo giurare ai tuoi fratelli, che sarete sempre, dovunque e prima di tutto italiani”. La figura, il pensiero e l’azione di questi grandi, con il ricordo delle città da cui venivano, con i loro archi, le loro chiese, i loro monumenti, i loro leoni alati, va oggi associato alla memoria di Norma Cossetto e delle migliaia di caduti senza croce, scomparsi nelle voragini del Carso, quelle foibe che monsignor Santin, allora vescovo di Trieste e Capodistria definí “Calvari con il vertice sprofondato nelle viscere della terra”. Così come, il nostro pensiero deve andare a quei 350.000 che scelsero la via dell’esilio pur di rimanere liberi ed italiani. Scrisse Kipling: “nulla può dirsi concluso se non è concluso con giustizia”. Mi chiedo: per loro quel tempo è mai venuto? E noi, soprattutto, saremo capaci di fare acquisire tutto ciò alla comune coscienza nazionale? Oppure molti continueranno a considerare questa una piccola e fastidiosa storia di periferia? Il 10 febbraio serve -io credo – ad ammonire sulle tragedie della storia e a fare rigermogliare il seme dell’italianità. A casa nostra, dove molti l’han smarrita e lì dove e’ stata sepolta nelle profondità della terra, ma rifiorisce nella lingua che non muore e spera nell’Europa.
Quanto si legge in  un editoriale sul sito dell’associazione AreaNazionale (www.areanazionale.it), firmato dall’on. Roberto Menia (FLI), promotore della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo.

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Maturità: bene tema foibe

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

“Positiva la presenza tra le tracce degli scritti di maturità del tema delle Foibe. Finalmente viene “riconosciuta”  a partire dalla scuola una pagina della nostra storia che per lungo tempo è stata dimenticata. E’, infatti, un importante passo affinché le giovani generazioni abbiano una conoscenza completa della storia del ‘900. In tale direzione si inserisce il percorso di studio sulla “civiltà istriano – dalmata” che l’amministrazione capitolina ha introdotto, per la prima volta, ampliando il progetto didattico educativo “Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del ‘900”, e che ha visto in due anni il coinvolgimento di oltre 3 mila studenti delle scuole superiori romane, che hanno potuto approfondire il dramma delle foibe sia in classe che visitando i luoghi dove si è consumata questa tragedia”.  E’ quando dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, Laura Marsilio.

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Le foibe e l’esodo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2010

Cagliari 24 maggio alle 17.00 presso il teatro Alfieri, in occasione della conferenza stampa per le elezioni del Consiglio Provinciale di Cagliari del 30 e 31 maggio, una giovane ricercatrice dell’Università degli Studi di Cagliari consegnerà al Ministro della Gioventù Giorgia Meloni la prima copia della pubblicazione “Il confine orientale italiano: l’armistizio, le foibe e l’esodo”, patrocinata dal Ministero della Gioventù e realizzata dall’Associazione Caravella grazie al contributo del Comune di Cagliari, della Provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna. La pubblicazione è l’atto finale di un progetto che ha compreso, nel mese di febbraio 2010, una serie di iniziative tra cui un seminario ed un cineforum intorno ad un tema molto discusso della recente storia italiana ed europea: la storia del confine orientale italiano, in particolare la questione delle foibe e degli infoibati nella Venezia Giulia, e le ondate di violenza che portarono all’esodo dei fiumani e giuliano-dalmati. “La mattina del 15 febbraio 1947 – spiega la dott.ssa Margherita Sulas – Nerina Milia lascia la città di Pola sul Piroscafo Toscana. In quella domenica mattina lei saluta per l’ultima volta la terra in cui è nata con la triste certezza nel cuore di non potervi fare ritorno. I profughi partiti con lei arrivano ad Ancona, da qui vengono portati a Roma e, in seguito, a Cagliari. La storia dell’esodo, cosi come viene raccontata da Nerina, è una testimonianza importantissima della storia del ‘900”. (giorgia meloni)

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