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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘follia’

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi” diceva Einstein

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

In altre parole, se non siamo soddisfatti dei risultati che otteniamo nella vita, conviene cambiare qualcosa nei nostri comportamenti oppure ci toccherà fare i conti con gli stessi immutabili risultati insoddisfacenti… “Cambiare è difficile perché le conseguenze possono essere pesanti: incrinare rapporti di anni, rompere equilibri sottili, far perdere relazioni e lavori Il limite di molti percorsi di psicoterapia è che producono consapevolezza senza reali cambiamenti. In pratica, le persone divengono consapevoli delle ragioni che li spingono ad agire in un certo modo (spesso per motivazioni che affondano lontane radici nella storia personale e familiare) ma poi non trovano il coraggio e la forza di agire in maniera diversa”.
Cosa fare allora? Una via sicura è la teatro terapia. Si prova sul palco quello che si vuole cambiare nella vita sotto la guida di uno psicoterapeuta. E’ divertente, non ci sono conseguenze nella vita reale, si può provare ad essere come si vorrebbe senza avere conseguenze. “La teatro-terapia può rappresentare un’utile palestra per il cambiamento perché il suo fulcro è proprio portare sulla scena se stessi e le proprie difficoltà, in maniera da sperimentare direttamente come potrebbe essere un cambiamento. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Provare, sbagliare, riprovare, fino ad arrivare a un equilibrio soddisfacente all’interno di un contesto protetto in cui la finzione teatrale è la rete che permette di non farsi troppo male cadendo”. Ispirato a una miscela di psicoterapia della gestalt, analisi caratteriale ed esercizi di formazione attoriale, la teatro-terapia proposta da Giovanni Porta propone esperienze di movimento, meditazione, recitazione e introspezione al fine di raggiungere un maggior livello di benessere nella propria vita reale. Sperimentare nel virtuale ciò che poi si desidera portare nel reale.

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“Destino, la Follia di Achille”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Cagliari Venerdì 15 giugno alle ore 21, nell’Auditorium comunale di Cagliari in piazza Dettori 8, andrà in scena “Destino, la Follia di Achille” opera rock del complesso musicale dei VADE dedicata all’eroe omerico Achille. L’opera, reinterpretando alcuni frammenti meno conosciuti della poesia omerica, racconta gli avvenimenti della vita di Achille successivi a quelli narrati nell’Iliade.Il dilemma della scelta tra una vita lunga e anonima e una gloriosa ma breve è stato sciolto con l’uccisione di Ettore e ora Achille si accinge a pagarne il prezzo L’eroe, avvezzo a vincere ogni battaglia, si trova ora ad affrontare una lotta con il destino dalla quale sa già uscirà soccombente. Achille, tuttavia, non si arrenderà e, al contrario, proverà in ogni modo a opporsi a una sorte segnata. Ne deriverà una discesa via via più rapida nei vortici della follia caratterizzata da feroci duelli, atti di inusitata brutalità, momenti di illusione alternati ad altri di scoramento.L’esibizione dell’opera sarà introdotta dai versi degli autori del sodalizio letterario “Scriviamo con Carmen” in un percorso ideale che pone in collegamento poesia e musica.
I VADE sono un complesso musicale nato dall’incontro tra rock e classicità. Eseguono in teatro opere musicali ispirate alla mitologia greca che si basano su codici espressivi contemporanei. I VADE si esibiscono indossando delle maschere quale omaggio al teatro dell’antica Grecia. Lo stile musicale si caratterizza per un approccio aspro, nel quale la durezza dei canoni musicali rock rimarca la drammaticità dei fatti narrati. Una Produzione La Casa di Prometeo, Ente Concerti Città di Iglesias, onA.I.R. Intersteno Italia, con il supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari.

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Cosa fa esattamente un ricercatore che studia il cervello?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

ospedale bresciaBrescia. La risposta il 29 settembre a Brescia in collaborazione con l’Università degli Studi e l’Università Cattolica di Brescia per avvicinare i ricercatori ai cittadini di tutte le età, ma soprattutto ai giovani. Nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Università di Brescia, in collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia, l’IRCCS Fatebenefratelli contribuirà all’allestimento dello stand scientifico, espositivo e dimostrativo: Universo cervello: parla e gioca con noi. Dai laboratori di neuroscienze, ricerche, microscopi, giochi e quiz per scoprire il nostro cervello (in collaborazione con Zeiss Italia). Lo stand, allestito presso negli spazi dell’Università degli Studi di Brescia, nel chiostro di San Faustino (Via San Faustino 74b, Brescia) sarà aperto al pubblico dalle ore 14.30-17.30 di Venerdì 29 Settembre. Queste saranno le attività:
1- Quiz interattivo CHI VUOL ESSERE…SCIENZIATO? (allestito dal Laboratorio di Marcatori Molecolari, Laboratorio di Genetica, Laboratorio di Psichiatria Biologica) Sarà proposto al pubblico (partecipazione libera) un Quiz interattivo che descriva la professione del ricercatore IRCCS. Saranno presentate una serie di domande a cui i partecipanti potranno rispondere liberamente scegliendo una tra più alternative possibili. Le domande verteranno su diversi aspetti della ricerca scientifica con particolare riferimento alla ricerca traslazionale ed allo studio di marcatori molecolari per le malattie neurodegenerative e psichiatriche.
2- Brain Game (allestito dall’Unità di Psichiatria) Si tratta di un gioco che ha l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti sul tema della malattia mentale e di ridurre gli stereotipi e le attitudini negative verso la malattia. Il gioco è stato da noi utilizzato in un progetto che ha coinvolto le scuole superiori del nostro territorio, adattandolo e traducendolo dall’originale (“Breaking the silence: Teaching the Next Generation About Mental Illness” http://www.btslessonplans.org/). Si tratta di una serie di domande di carattere generale sulle conoscenze circa la salute mentale e di domande riguardanti potenziali la folliasituazioni interpersonali con persone affette da disturbi mentali.
3-Test di riconoscimento emotivo (allestito dall’Unità di Psichiatria e dall’Unità di Neuropsicologia)
Si tratta di un test standardizzato che misura l’abilità di riconoscimento emotivo attraverso l’espressione facciale (Kerr & Neale, 1993). Ha la durata di circa 10 minuti e permette di valutare sia l’accuratezza della risposta che il tempo di reazione. Può diventare un modo per introdurre il tema della gestione delle emozioni e della disregolazione emotiva, tema cardine delle nostre ricerche.
4- Video divulgativo sulla malattia mentale (allestito dall’Unità di Psichiatria) Si tratta di un breve video, della durata di circa 3 minuti, dove vengono presentati personaggi della storia o personaggi famosi attuali che hanno sofferto o soffrono di un disturbo mentale. Lo scopo del video, preparato per le scuole e per incontri divulgativi sulla malattia mentale, mostra come non necessariamente la malattia mentale sia un impedimento per il raggiungimento di obiettivi di vita importanti.
5- Il cervello in 3D Blocchi di cristallo con impressa l’immagine in 3D del cervello, ottenuta tramite Risonanza Magnetica e stampata con il laser: uno strumento di impatto che mostra precisamente tutte le strutture cerebrali in alta risoluzione e che permette di evidenziare quali aree vengono colpite dalle diverse malattie neurodegenerative e come la ricerca nell’ambito del “neuroimaging” può aiutare ad effettuare diagnosi precoci e ad aprire nuove strade per la cura.
Durante tutta la durata del banchetto sarà distribuito materiale informativo che riguarda l’attività di ricerca svolta dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia. Saranno inoltre disponibili informazioni specifiche riguardanti i progetti:
– Salute mentale e prevenzione: promuovere la salute mentale ed il benessere nei figli di pazienti affetti da disturbi mentali (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa)
– La salute mentale nei giovani: una priorità per la sanità pubblica (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa)
– VIORMED Studio multicentrico sul rischio di violenza in persone affette da disturbi mentali gravi (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa) (n.r. Richiamiamo a questo riguardo il libro edito dalla Fidest “La follia” che parte dalle osservazioni sulle funzioni cerebrali per capire i comportamenti umani estremi: aggressività, violenza di genere, serial killer, antropofagia, ecc. Ma vi è anche un altro aspetto che concerne uno studio (non scientifico) ma fondato sull’osservazione di alcuni volontari, del decadimento cerebrale in età senile e la sua gradualità.)

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La follia: Il male che sconvolge la mente

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

la follia(SCIENZA E VITA Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. Nel momento in cui mi accingo ad affrontare quest’aspetto della vita umana non intendo trattarlo dal punto vista medico-scientifico o analizzandola sotto la lente d’ingrandimento del psicologo. Mi limito ad una riflessione tipica del cronista che nel riportare un certo evento si trova nelle stesse condizioni del suo lettore davanti a comportamenti incomprensibili se non di ardua lettura.
Penso, ad esempio, a una madre che uccide il figlio salvo poi davanti all’inquirente dichiararsi innocente e lo afferma con tanta sincerità, a dispetto delle prove schiaccianti che provano il contrario, da lasciarci perplessi tanto da ingenerare interrogativi più inquietanti sullo stesso delitto che le risultanze investigative hanno fatto emergere.
In un mio libro “Il pendolo” ho affrontato il tema del serial killer e constatato che i suoi atti criminali si compiono con freddezza e determinazione come se il concetto di morale si fosse capovolto e concepisse il male come un bene. Ma è propio così?
In un altro, ancora, mi sono soffermato sulla figura de “L’Antropofago” analizzandone il comportamento e cercando di darvi una motivazione scatenante.
In altri miei lavori, infine, mi sono dilungato a tratteggiare la figura di taluni personaggi della storia che è più vicina ai miei tempi cercando di capire cosa possa frullare nella mente di un dittatore come ad esempio Hitler e lo stesso Stalin che mandarono a morte sicura milioni di persone in quei mattatoi che conosciamo meglio come lager e gulag. Benché questi campi fossero stati pensati per la generalità dei criminali, Il Gulag è noto soprattutto come mezzo di repressione degli oppositori politici in quella che fu l’Unione Sovietica.
E poi che genere di spiegazione può essere data di fronte a un inspiegabile delitto di un marito anziano che dopo 30-40 anni di convivenza uccide improvvisamente la moglie? Di solito è classificato come un raptus. Ma cosa lo ha scatenato? Lo stesso riguarda un delitto dove la violenza si trasforma in barbaria e non si capisce il perchè chi delinque non si limita a rubare o a scippare la sua vittima ma l’aggredisce con brutalità e continua anche dopo che è entrato in possesso del denaro o dei gioielli. Spesso si tratta di una forma di violenza che genera nelle vittime, e anche in chi viene a conoscenza di tali fatti, timori e reazioni sovente eccessivi e irrazionali. Sul fondo resta sempre un perché inappagato che ora nel mio libro cerco di darne una spiegazione.

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Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

bocca della veritàGli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, manipolate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata dal governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, e oer diventare alla fine la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso)

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Mattinata di follia in carcere a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Carcere Regina Coeli alla LungaraRoma. I protagonisti sono stati due detenuti del carcere ristretti nel carcere di Regina Coeli che prima si sono picchiati tra loro e poi hanno aggredito i poliziotti intervenuti per separarli A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Quel che è avvenuto è un fatto gravissimo, che poteva avere pericolosissime ripercussioni sia per l’incolumità di altri poliziotti che sul mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno del carcere di Regina Coeli. La professionalità e l’abnegazione del personale di Polizia Penitenziaria del Reparto, cui va il mio apprezzamento, ha gestito al meglio un evento critico che avrebbe potuto avere drammatiche conseguenze”, commenta il Segretario nazionale del Lazio del SAPPE Maurizio Somma. “Due detenuti si sono picchiati ed hanno poi ferito i poliziotti intervenuti per separarli: tra loro, contusi anche il Comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria, un Ispettore e due Assistenti. I quattro poliziotti penitenziari, a cui va la solidarietà del SAPPE, sono ricorsi alle cure del Pronto Soccorso cittadino”.
“E’ stata un’esperienza allucinante, gestita con grande sangue freddo e professionalità dai bravi Agenti di Polizia Penitenziaria”, commenta il Segretario Generale SAPPE Donato Capece. “Ma conferma la tensione che continua a caratterizzare le carceri, al di là di ogni buona intenzione. Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto”, conclude. “Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria”.

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“E’ stata una follia rendere noti i nomi dei Poliziotti che a Sesto San Giovanni hanno fermato il killer di Berlino”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

anis-amri“C’è infatti il timore che gli Agenti, ma anche le loro famiglie, possano subire delle ritorsioni da parte dei terroristi islamici. Si sarebbe dovuta tutelare l’identità dei Poliziotti, così come avviene per i militari impegnati all’estero nelle attività di contrasto al terrorismo”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “E’ incredibile la superficialità con cui è stata gestita la vicenda da parte dello stesso Governo – dice Maccari -, che rendendo nota l’identità degli Agenti di Polizia, le loro foto e persino i loro comuni di provenienza, ha dimostrato di sottovalutare il rischio di rappresaglie da parte dei terroristi, mettendo a rischio le vite dei nostri colleghi ed anche dei loro familiari. Auspichiamo che almeno si cerchi di porre riparo garantendo la massima tutela dei Poliziotti coinvolti e dei loro familiari, oltre a rafforzare ulteriormente l’azione di controllo e contrasto del rischio terrorismo nell’intero Paese, che con l’uccisione di Anis Amri ha dato un duro colpo all’Isis”.

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La Follia sale in cattedra

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

la folliaPavia Venerdì 20 maggio 2016 – ore 17.30 Aula ‘400 – Disegno – Forlanini – Università di Pavia. Un progetto per combattere lo stigma legato alla malattia mentale favorendo l’integrazione dei pazienti psichiatrici. Capita spesso di immergersi nella lettura di romanzi polizieschi che hanno squilibrati per protagonisti, di assistere a serie televisive in cui la follia la fa da padrona, o di leggere quasi morbosamente gli articoli di cronaca relativi a vicende psichiatriche. Eppure, anche i migliori scrittori, sceneggiatori e giornalisti alimentano un’immagine della follia spesso poco aderente alla realtà. La finzione, consapevolmente o meno, ci difende e ci tiene a distanza dalle persone che soffrono sul piano psicologico: la malattia psichiatrica, infatti, fa paura, perchè suona come qualcosa di particolarmente sconosciuto.Quando un professionista racconta di una malattia mentale dal suo punto di vista, la vede spesso come una raccolta di disabilità, di qualcosa che c’è “in meno”, rispetto alla condizione normale. Per sfatare questa situazione, il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia propone un progetto dal titolo “La follia sale in cattedra”, da un’idea del prof. Pierluigi Politi, Ordinario di Psichiatria dell’Università di Pavia. Il progetto intende affidare la narrazione della follia a chi la vive in prima persona, così da consentire a tutti noi di capire quanto abbiamo in comune e quanto possiamo condividere. Le persone che soffrono di una malattia mentale, nascondono spesso capacità insospettate, e possono essere, a volte, i migliori insegnanti rispetto alla loro condizione. Con una donazione minima di dieci euro è possibile finanziare “seminari di insegnamento” tenuti da persone che hanno attraversato una stagione di malattia mentale e di compromissione della loro salute, ne hanno guadagnato consapevolezza e sono in grado di trasmettere questa esperienza a studenti, professionisti del settore e a chiunque fosse interessato. (foto: la follia)

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Criminalità, ideologia, follia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2012

Quanto accaduto a Brindisi, in quella scuola, potrà avere i colori, i connotati, l’identità che la storia sarà capace do fornire, ma rimane il fatto che il valore della vita umana è inalienabile, il ruolo delle persone è incancellabile, come l’omicidio è imperdonabile.
Più ancora il comando affinchè i bambini, le donne, gli anziani, non si toccano, non si debbono toccare mai.
Chi ha commesso questa nuova strage, ha messo in atto l’infamia più grande, che non avrà un solo rigo di dimenticanza, di indifferenza, di colpevole disattenzione, è infamia più miserabile della propria miserabilità, è infamia che disintegra i sogni, le speranze, la fiducia nel mondo di bambini innocenti, dieci, cento, mille volte innocenti, di più ancora, perché donne bambine dallo sguardo in alto all’inizio della salita, piccole donne con il sorriso alla discesa.
Bambine che camminano nel luogo che è di tutti, nello spazio dove ci vanno tutti a scuola, nel tempio del conoscere e del sapere cos’è il rispetto per se stessi e per gli altri.
Piccole donne nuovamente tradite, ma stavolta non ci saranno foglie di fico sparse qua e là per coprire, mimetizzare, l’infamia più inaccettabile, stavolta non c’è possibilità di licenziare questa tragedia con una scrollata di spalle a breve termine, stavolta se ne deve parlare di questo dolore insopportabile per non scordare, per non spostare il baricentro, per non attenuare ulteriormente quel senso di comunità e di condivisione che nel nostro paese va consumandosi. (Vincenzo Andraous)

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Perchè il cane si mangia le ossa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2011

Roma 25 e sabato 26 marzo (ore 21) al Teatro Biblioteca Quarticciolo debutta Francesco Suriano, autore e regista dello spettacolo “Perchè il cane si mangia le ossa”, un viaggio in una città immaginaria tra gli esclusi e gli ultimi. La storia, tra realtà e follia, di un uomo del Sud che ritorna a Torino dove per anni ha lavorato, ma dove tutti lo scambiano per un nordafricano senza permesso. Uno spettacolo per ricordare anche coloro che sono morti lavorando alla Thyssen Krupp. Un uomo del Sud, Rocco Fuoco, racconta la sua vita come fuga da sé e delirio del sé: è un  ex metalmeccanico che ritorna verso un Nord che lo ha respinto. Transito che favorisce incontri e  scambi dai toni ironici e visionari tra donne e uomini che vivono ai margini: un ostello per   casa, la stazione, il bar, le strade popolate di ragazzi razzisti con i pantaloni larghi e i capelli corti e  ragazzi razzisti con i pantaloni stretti e i capelli rasati, finti poliziotti, donne fatali e innamorate. Tutti lo scambiano per un diverso, un extracomunitario e tentano di fargli credere che facendo parte di una fantomatica associazione risolverà i suoi problemi. La sua corsa furiosa avrà termine in un cimitero dove scoprirà le tombe dei suoi ex compagni di fabbrica: qui il personaggio Rocco Fuoco diventa Carlo Marrapodi, interprete dello spettacolo ed ex operaio della Thyssen Krupp di Torino, che racconta il suo ultimo giorno di lavoro.

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Tatiana Lawresz Lisiecka:Autobiografia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Forte dei Marmi La mostra allestita nel “Museo Ugo Guidi” di Forte dei Marmi – Via M. Civitali 33 a Vittoria Apuana – e presso il Logos Hotel – Via Mazzini 153, sarà inaugurata Sabato 11 DICEMBRE alle ore 16 al MUG. A cura di Filippo Rolla.  “Nella mostra dal titolo Autobiografia di Tatiana Lawresz Lisiecka affiora uno studio del linguaggio corporeo percepito come strumento comunicativo della condizione umana. Questa ricerca è orientata ad analizzare ed indagare l’universo umano, che da anni l’artista rappresenta nelle sue opere d’arte, dai minimi particolari agli aspetti più coinvolgenti, dai sentimenti ai comportamenti, dalla ragione alla follia che giorno dopo giorno si generano nella parte più intima e segreta di ognuno di noi ed affiorano nei volti dell’esistenza. E proprio da questa accurata analisi, hanno origine i disegni e le sculture di Tatiana che nascono da un’inevitabile necessità interiore di rappresentare l’esperienza umana attraverso la forma disegnata e scolpita.” (Filippo Rolla) (guardiani)

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La “follia” nucleare di Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Una trentina di attivisti di Greenpeace bloccano l’ingresso dell’ambasciata italiana a Vienna. Quattro di loro sono saliti sul balcone principale stendendo lo striscione in tedesco “Stop alla follia nucleare di Berlusconi” e hanno attivato una sirena lampeggiante. Altri, invece, misurano la radioattività dell’area provvisti di contatori geiger. Greenpeace chiede all’Italia di svelare i suoi piani nucleari. Il governo italiano ed Enel hanno nascosto per più di un anno le loro ipotesi sui siti nucleari con la scusa della mancata creazione dell’Agenzia per il Nucleare. Sappiamo tutti che hanno già deciso ma, nonostante siano trapelate alcune voci isolate sui siti degli impianti, il governo italiano continua a mantenere il massimo riserbo. «Questo muro di silenzio che nasconde i siti degli impianti nucleari – commenta Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – mostra chiaramente che Berlusconi ha paura della reazione degli italiani». Già l’anno scorso, Berlusconi aveva avviato le procedure legislative e la scelta delle autorità competenti per permettere il ritorno dell’energia nucleare in Italia. Chioggia, città del nord Italia, è considerata un probabile sito per gli impianti nucleari previsti. Chioggia si trova vicino a Venezia e alle famose spiagge di Lignano, Jesolo, Bibione e Caorle, nonché a soli 160 chilometri dal confine austriaco. Greenpeace ha già manifestato a Venezia sui rischi per il turismo che deriverebbero da una centrale nucleare a Chioggia. Uno studio commissionato da Greenpeace mostra la vulnerabilità di ampie zone dell’Italia, in particolare della pianura padana, che potrebbero subire gli effetti delle radiazioni nel caso ci fosse un incidente al reattore di un impianto nucleare a Chioggia.

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Follia Santità Potere Povertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

Milano 5 marzo ore 17.30  Terrazza Martini  Piazza Diaz, 7 – 15° piano Liliana Cavani incontra il pubblico in occasione di una retrospettiva dedicata alla sua opera, intitolata  “Follia Santità Potere Povertà”, che si terrà presso il Cinema Gnomo dal 3 al 7 marzo 2010. Raccontando della sua esperienza di cineasta spesso scomoda, ma sempre attenta alle mutazioni della società contemporanea, la Cavani fa emergere il cuore della sua cinematografia, che parte da un’esigenza intima e che diventa di volta in volta, storia, narrazione, impegno etico, riflessione politica e religiosa, soprattutto nel momento in cui lascia le sue conclusioni aperte a dubbi e interrogativi. Presenta l’evento l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory accompagnato da Fabio Francione, curatore della rassegna cinematografica.

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Discriminazione, emarginazione, razzismo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2009

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) prende posizione contro l’ennesimo episodio di razzismo di cui l’associazione bolzanina Nevo Drom è stata vittima la settimana scorsa. Nevo Drom in una mail ricordava lo sterminio di 3000 Sinti e Rom avvenuto la notte del 2 agosto 1944, e in generale le persecuzioni di cui furono oggetto Sinti e Rom durante il periodo della Seconda guerra mondiale, che portarono alla morte di 500.000 persone appartenenti a questa minoranza. Seguiva l’invito a partecipare a una commemorazione religiosa a Mantova in memoria di queste vittime della follia del periodo nazifascista. Subito dopo arrivava per mail una presa di posizione di Torggler Siegfried, redattore di Radio Südtirol, nella quale si esprimeva il più classico degli stereotipi nei confronti della minoranza Sinti e Rom. Riportiamo qui di seguito la mail: Non sosteniamo questa opinione, in quanto non del tutto veritiero. Quanti contributi ha giá incamerato la Vs. Associazione e verosimili per questo fattore anzi eventi? I Sinti e Rom se non andassero a rubare in giro non sarebbe accaduto quello che accade. I Sinti e Rom purtroppo tengono la cultura nel loro DNA di andare ha rubare al prossimo, e questo non basta ma ne usufruiscono anche dei Servizi Sociali, case e Liquiditá dal padre pantalone. Cordiali Saluti, Torggler Siegfried
Non possiamo da una parte desiderare l’integrazione di Sinti e Rom e dall’altra continuare ad accusarli collettivamente di qualunque tipo di reato ci passi per la mente. Questo dovrebbe essere chiaro anche a certi personaggi di cui ogni società sopporta il peso. In una presa di posizione del genere si cela il classico atteggiamento per cui le colpe degli orrendi crimini commessi sono sempre delle vittime e mai dei carnefici: in questo modo si giustificano sempre i maggiori crimini contro l’umanità e si gettano le basi perché ciò possa accadere di nuovo. Per Sinti e Rom la realtà è molto diversa da quella disegnata dal Sig. Torggler nella sua mail: in Italia e in molti paesi europei Sinti e Rom continuano a vivere in una situazione di degrado insopportabile. Da questo punto di vista la situazione è inaccettabile per paesi civili quali quelli appartenenti all’UE si considerano. Ma se decenni di politiche a favore dell’integrazione di Sinti e Rom si sono rivelati fallimentari, probabilmente il problema deve essere visto anche in relazione alla società di maggioranza che genera con il razzismo e l’intolleranza quel circolo vizioso da cui la nostra società non riesce a venir fuori.

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“Memorie di un pazzo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

memoriePeccioli (PI) 19/7/2009 dalle 17,00 alle 19,00 Atrio del Museo di Icone Russe “F. Bigazzi”, Piazza del Popolo, Anfiteatro Fonte Mazzola Prosa Compagnia Peccioliteatro Andrea Buscemi in “Memorie di un pazzo” di Roberto Lerici da Nikolaj Vasilevic Gogol’ musiche di Niccolò Buscemi messinscena di Andrea Buscemi Tratto da “I racconti di Pietroburgo”, Memorie di un pazzo narra le vicende di un umile consigliere della Russia zarista, continuamente vessato dal proprio capoufficio e perdutamente innamorato della figlia del suo direttore. Le continue angherie subite e le delusioni dovute al suo stato di semplice pedina di una macchina molto più grande di lui, lo spingono pian piano verso la depressione, una depressione rabbiosa che ben presto sfocia in una comica e al contempo struggente insana follia. Un viaggio nella doppiezza, nella schizofrenia, nelle fobie e allucinazioni di un piccolo borghese alle prese con una smisurata ambizione che lo porterà a smarrire identità e ragione. Uno spettacolo comicamente tragico, sicuramente commovente, surreale e al contempo drammaticamente noir. Un viaggio grottesco e tragico nell’esistenza del “piccolo uomo” di tutti i tempi. (memorie)

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