Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘fondi pubblici’

Consumatori e fondi pubblici

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Anche in Italia, grazie alle direttive europee e all’azione svolta dalle associazioni consumatori, si è affermata una cultura dei diritti e delle tutele dei consumatori rispetto al mercato. Una realtà, quella delle associazioni consumatori, che la stessa Enciclica del Papa riconosce come fattore di democrazia, di tutela e di educazione ad un consumo critico e responsabile. Ci chiediamo chi ha interesse a soffiare sul vento rivolto a ridimensionare il ruolo del consumerismo nel nostro Paese. Tagliare risorse alle associazioni consumatori e alle regioni significa minore informazione, minore assistenza, minore impegno nell’educazione al consumo responsabile. Ben vengano le denunce sulle zone “grigie”, sui limiti e sui difetti del consumerismo. Noi stessi ne abbiamo indicate alcune (polverizzazione  eccessiva demagogia, business giuridico e legale, verticismo, ecc.).  Ma nulla toglie al notevole contributo dato dalle associazioni in questi anni per una maggiore tutela dei consumatori nel nostro Paese. Tutela che ha contrastato le crescenti pratiche commerciali scorrette nel settore della telefonia, che ha “conciliato”  migliaia di casi evitando di intasare i tribunali, che ha denunciato con documentazione alla mano decine di casi di mancata concorrenza o di pubblicità ingannevole da parte delle imprese ottenendo che le stesse venissero sanzionate dall’Antitrust. Le risorse tagliate dal ministro Tremonti rappresentano una violazione della legge che prevede che una parte delle sanzioni dell’Antitrust siano destinate all’informazione e alla tutela del consumatore, sia attraverso le associazioni sia attraverso le regioni con progetti di informazione, assistenza, educazione.

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Telecom Italia e futuro della rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 Maggio 2009

Dopo mesi di indiscrezioni e lo svelamento del piano sul futuro della banda larga in Italia ad opera di un sito Internet, finalmente è stata annunciata la prima presentazione ufficiale delle analisi condotte per conto del Governo da Francesco Caio: il superconsulente riferirà in Parlamento l’8 giugno prossimo. La partita in ballo è grossa: cosa fare per stimolare la reale fornitura di connettività in banda larga a tutti gli italiani? E’ utile che la rete dell’ultimo miglio (a banda stretta) rimanga proprietà dell’ex monopolista Telecom Italia? E’ meglio scorporarla e farla confluire in una nuova societa’ che, grazie anche all’intervento di fondi pubblici, si occupi di stendere fibra ottica in tutto il Paese? E’ più saggio mantenere al centro del sistema proprio Telecom Italia, affinchè non venga ulteriormente indebolita, così da privilegiare l’italianità di una società che ricopre un ruolo strategico nelle infrastrutture del Paese? Finora il Governo, evidentemente, è stato più attento –in ambito di telecomunicazioni- a consolidare le proprie posizioni nella regina della partitocrazia italiana, la Rai. Speriamo che prima o poi prenda la situazione in mano in modo trasparente e con il fine ultimo di favorire tutti gli italiani (famiglie e imprese). A proposito di quali siano gli interessi nazionali, facciamo notare che: – la cordata italiana che ha rilevato Telecom dalle mani bucate di Tronchetti Provera, fa acqua da tutte le parti, e il padrone in pectore della societa’ e’ la spagnola Telefonica; – tutti gli altri gestori che operano in Italia hanno proprieta’ estera (Vodafone-Tele2, Fastweb, Wind, British Telecom Italia); – l’Italia rimane nelle retrovie delle classifiche dei Paesi con le migliori infrastrutture di rete. Il fatto che vari Governi abbiano favorito il permanere di Telecom Italia al centro del sistema, e’ la causa principale di tale situazione. Non si favorisce l’italianita’ delle aziende dando privilegi a societa’ inefficienti e indebitate. Purtroppo e’ una situazione che ci ricorda da vicino la triste esperienza di Alitalia: regali alla cordata ‘italiana’ -a spese del contribuente- che comunque deve scegliersi un alleato/padrone straniero.

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Dichiarazione di Maria Antonietta Grosso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

Regione Lazio. Presentate in consiglio regionale e approvate due mozioni per sostenere le cooperative sociali e contrastare il lavoro minorile. “Tutti noi conosciamo le problematicità in cui versano le cooperative sociali della nostra regione – dichiara Maria Antonietta Grosso capogruppo del PdCI alla Pisana – soprattutto quelle che sopravvivono esclusivamente con fondi pubblici e sono condizionate, spesso, da pagamenti in ritardo. Ho presentato in aula consiliare una mozione, approvata, che ci impegna – aggiunge il consigliere regionale – a prestare particolare attenzione, oltre che alle imprese nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura e del commercio anche alle cooperative sociali per tutelare non solo i lavoratori che ne fanno parte ma tutti quei servizi che erogano e che sono rivolti all’assistenza e alla riabilitazione dei bambini disabili, agli anziani non autosufficienti ed in genere al sociale. Non stiamo parlando di una cosa marginale visto che sono oltre 150 milioni nel mondo i ragazzi e le ragazze sotto i 15 anni impegnati in attività lavorative senza dignità e vittime di sfruttamento selvaggio in nome del profitto per pochi. Nel nostro paese sono oltre 400 mila. Al dramma di tale incivile realtà si aggiunga quello dell’analfabetismo, di malattie, di divenire vittime della prostituzione o di incidenti mortali. Aver condiviso, in aula, tale mozione, corrisponde ad un atto di civiltà del quale sentivamo la necessità – conclude Maria Antonietta Grosso – se davvero vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli la speranza che un un mondo migliore è possibile”.

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