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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘fondi’

DL rilancio: Fondi cultura insufficienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“L’intervento previsto nel dl Rilancio per la cultura e lo spettacolo è insufficiente, avrà un impatto limitatissimo mentre i teatri, i cinema, i concerti, le scuole di danza, i set cinematografici chiudono e cancellano gli spettacoli. Chiediamo al ministro Franceschini di garantire immediatamente un miliardo all’anno nel Fondo Emergenze per i prossimi 3 anni e il mantenimento e il rafforzamento delle leve fiscali, come la detrazione del consumo culturale individuale – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone, nel corso di “Tg2Italia” – notiamo, comunque, che nel decreto sono inserite numerose delle nostre proposte, come la costituzione di un fondo per la filiera del libro, gli spettacoli e i musei non statali, l’istituzione di un fondo per la promozione della Cultura con Cassa Depositi e Prestiti e l’Istituto per il Credito Sportivo, l’erogazione immediata dei fondi del FUS, un credito d’imposta per le locazioni dei teatri e dei luoghi dello spettacolo, la proroga della sospensione dei versamenti, anche se richiesta fino a dicembre 2020, l’aumento dei termini dei voucher cultura da 12 a 18 mesi. Proposte da noi avanzate sia nella risoluzione presentata e approvata in commissione che nei nostri emendamenti.”

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Regione Lazio: fondi destinati al sostegno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Con lo stanziamento di ulteriori 13 milioni di euro, la Giunta ha aumentano i fondi destinati al sostegno alla locazione. In totale sono 56 i milioni investiti sul tema affitti delle case, la più grande manovra a livello nazionale, che evidenzia e sottolinea l’impegno da parte della Regione Lazio e che va ad aggiungersi a tutte le misure già adottate.Fin da subito, abbiamo cercato di fare in modo che le risorse fossero disponibili in maniera rapida per i Comuni, come dimostra la decisione del 23 aprile scorso di trasferire i fondi a Roma Capitale senza aspettare le graduatorie, dando liquidità immediata e accelerando così l’erogazione dei bonus.Purtroppo, non tutti i Comuni sono riusciti ad attivarsi nell’immediato, tempi lunghi e troppi passaggi burocratici non fanno che aumentare la forbice delle disuguaglianze e tutto questo grava sulle spalle delle cittadine e dei cittadini.
In questo momento di grande difficoltà c’è bisogno, da parte di tutti, di sentire il sostegno da parte delle istituzioni. Ora è necessario e indispensabile che i Comuni non si perdano in procedure e iter farraginosi ma che si adoperino al più presto per consentire a chi ne ha bisogno di ricevere un aiuto.”Così in una nota la Consigliera del Lazio Marta Bonafoni, Capogruppo della Lista Civica Zingaretti.

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Carenza fondi e aiuti agli sfollati yemeniti e rifugiati

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Quasi un milione di sfollati e rifugiati vulnerabili presenti in Yemen sono a rischio di perdere alloggio, assistenza in denaro di vitale importanza per l’acquisto di beni essenziali come cibo e farmaci, e molto altro. Lo ha reso noto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Si tratta di persone già alle prese con condizioni di povertà e privazioni degradanti, per le quali, nelle prossime settimane, è necessario assicurare con urgenza fondi per l’implementazione di programmi di assistenza salvavita.
Quella in corso in Yemen era già considerata la crisi umanitaria di più vaste proporzioni su scala mondiale. Alla gestione di quest’ultima, il Paese ora vede accavallarsi anche la minaccia della pandemia e l’impatto delle piogge torrenziali e delle inondazioni recenti che hanno colpito aree come Aden, Abyan, Lahj, Marib, e i governatorati di Sana’a e di Amanat Al Asemah. Le prime testimonianze riferiscono che in tutto lo Yemen sono oltre 100.000 le persone danneggiate. Piogge e inondazioni improvvise hanno inflitto danni estesi agli insediamenti di sfollati interni e alle infrastrutture pubbliche.Si stima che più di 3,6 milioni di persone siano stati costretti a fuggire dalle proprie case in Yemen dalla recrudescenza del conflitto nel 2015. Solo Siria, Colombia e Repubblica Democratica del Congo accolgono al proprio interno popolazioni sfollate di dimensioni maggiori in fuga da conflitti. Il rapporto annuale sugli sfollati interni nel mondo pubblicato oggi dall’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) stima che, solo nel 2019, siano state quasi 400.000 le persone costrette alla fuga da conflitti e violenze.L’UNHCR mira a raccogliere con urgenza 89,4 milioni di dollari da destinare a programmi di protezione e assistenza salvavita a favore di famiglie di sfollati interni, rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza. Con il conflitto in Yemen che entra nel sesto anno e la maggioranza della popolazione fatica ormai a sopravvivere, questi fondi consentiranno all’UNHCR di continuare ad assicurare aiuti salvavita tanto alle famiglie di sfollati interni, rifugiati, e richiedenti asilo quanto agli yemeniti delle povere comunità che li accolgono. È necessario assicurare gli aiuti con urgenza, dato che queste categorie di persone sono quelle più vulnerabili alla minaccia del COVID-19. La diffusione del virus potrebbe comportare conseguenze gravi se le agenzie umanitarie non dovessero essere in grado di assicurare sostegno adeguato. In assenza dei fondi necessari, l’UNHCR rischia di dover ridurre drasticamente o terminare immediatamente numerosi programmi e piani di sostegno vitali, come l’erogazione diretta di assistenza in denaro contante. Tale eventualità lascerà in stato di disperato bisogno 655.000 sfollati interni e una popolazione di rifugiati e richiedenti asilo che in Yemen comprende circa 281.000 uomini, donne e bambini. Tutte queste persone resteranno senza mezzi adeguati per assicurare cibo alle famiglie o farmaci ai figli malati, trovare riparo, o proteggersi dalle intemperie, costringendo alcune di loro a vivere all’aperto durante la stagione delle piogge in arrivo. Per molti rifugiati e famiglie sfollate, è una questione di vita o di morte. L’UNHCR, inoltre, offre sostegno agli sfollati interni nell’acquisizione di documenti di identità validi, necessari per permettere l’iscrizione dei bambini a scuola e l’accettazione dei pazienti negli ospedali.L’Agenzia, infine, esprime profonda preoccupazione per l’esposizione a rischi più elevati di entrambe le comunità di sfollati e di accoglienza, viste le disperate condizioni abitative e igieniche in cui vivono e le carenze complessive delle strutture sanitarie locali, nel momento in cui, il 10 aprile, nella provincia meridionale di Hadramaut è stato registrato il primo caso confermato di COVID-19. In collaborazione coi partner locali, l’UNHCR sta coinvolgendo le comunità di sfollati interni e rifugiati affinché siano consapevoli dei rischi e delle misure di prevenzione e possano proteggersi dal contagio.Dopo cinque anni di conflitto, oltre l’80 per cento dell’intera popolazione yemenita necessita di una qualche forma di assistenza. Per sopravvivere, attualmente quasi 4 milioni di sfollati interni, rimpatriati, rifugiati, e richiedenti asilo devono fare regolarmente affidamento sugli aiuti umanitari. Ad oggi, l’UNHCR ha raccolto 58,4 milioni di dollari, vale a dire il 28 per cento dei fondi richiesti per proteggere e assicurare aiuti vitali a sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza nell’arco del 2020.

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Duff & Phelps annuncia la finalizzazione della sua acquisizione da parte del consorzio di fondi di investimento internazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

NEW YORK. Duff & Phelps, Società di consulenza che opera a livello globale offrendo servizi rivolti a valutare e ottimizzare il valore d’impresa e a gestire il rischio negli investimenti, conferma la finalizzazione della sua acquisizione, già annunciata in precedenza, da parte di un consorzio di fondi di investimento internazionali guidato da Stone Point Capital e Further Global. In seguito all’operazione, il fondo Permira, che precedentemente deteneva una quota di maggioranza in Duff & Phelps, continua a mantenere una partecipazione rilevante nella Società, in quanto parte del consorzio. Inoltre, il management di Duff & Phelps manterrà un pacchetto significativo di azioni societarie e continuerà a guidare l’azienda.Duff & Phelps assiste i suoi clienti con servizi legati alla valutazione, alla corporate finance, a contenziosi e investigazioni, alla sicurezza informatica, alle ristrutturazioni e a problemi regolatori. Duff & Phelps conta più di 4.000 dipendenti a livello globale e, tra i suoi clienti, ci sono oltre il 50% delle Società che fanno parte dell’indice S&P 500, il 60% delle aziende inserite nella classifica​Fortune 100, l’80% di quelle presenti nell’indice Am Law 100 e il 70% delle principali Società di private equity e hedge fund.Noah Gottdiener, Chief Executive Officer di Duff & Phelps, ha commentato: “Questa operazione segna l’inizio di un entusiasmante nuovo capitolo per Duff & Phelps e sottolinea la versatilità e la resilienza del nostro business in ogni contesto economico. Sono grato a Stone Point Capital, Further Global, Permira e tutto il consorzio di investitori per la loro fiducia in Duff & Phelps e nella nostra capacità di proseguire il percorso di crescita. Ringrazio anche i colleghi di Duff & Phelps che hanno lavorato duramente per raggiungere questo traguardo, così come i nostri clienti che ogni giorno si fidano di noi per affrontare le loro sfide più pressanti.”Chuck Davis, Chief Executive Officer di Stone Point Capital, ha aggiunto: “Duff & Phelps ha un brillante futuro davanti a sè e siamo molto felici di poter ritrovare Noah, Jake e il loro fantastico team per continuare a fornire i migliori servizi ai loro clienti. Permira è stato un eccellente partner per il Gruppo e siamo lieti che possa continuare la sua collaborazione.”Olivier Sarkozy, Founder e Managing Partner di Further Global, ha aggiunto: “Non vediamo l’ora di tornare a lavorare con il management team di Duff & Phelps e con i nostri partner Stone Point Capital e Permira, permettendo a Duff & Phelps di entrare in questo nuovo e promettente capitolo del suo percorso di sviluppo.”

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Subito fondi straordinari per i lavoratori dello spettacolo, cinema, mostre e industria culturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

“Sosteremmo le proposte di Franceschini nell’ottica dell’unità nazionale se finalmente riuscirà a garantire risorse economiche per il settore culturale da Gualtieri e da Conte. L’entità del Fondo emergenze è ridicola: 80 milioni in spesa corrente sono una cifra che rischia di avere un impatto fin troppo limitato su un settore allo stremo, mentre in Europa la liquidità viene erogata subito e, agli operatori culturali vengono dati 5000 euro, come sta avvenendo in Germania. In vista della fase 2, dobbiamo denunciare che le categorie hanno chiesto al Governo un dialogo strutturato con i vari Comitati scientifici per dare il loro contributo e capire insieme come riaprire. Ad oggi il Governo non ha mai dato loro risposta senza dialogare con le Associazioni intermedie che cercano risposte e vorrebbero capire come sarebbe possibile riempire un teatro, una sala cinematografico o un palazzetto per un concerto – dichiara il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato FDI Federico Mollicone, nel corso dell’audizione del ministro Franceschini sulle misure contro la crisi economica relativa al Covid per la cultura e lo spettacolo – i lavoratori dello spettacolo e le imprese culturali sono in enorme difficoltà ed i provvedimenti del governo raggiungono una platea ridotta con strumenti poco incisivi. Abbiamo chiesto al ministro Franceschini se intende adottare misure di prolungamento degli oneri tributari e contributivi, e se intende estendere le misure di ammortizzatori sociali anche ai lavoratori dello spettacoli. Riteniamo, inoltre, urgente e necessaria l’istituzione di un “Fondo salva teatri” che possa erogare prestiti a fondo perduto per il settore.Per quanto riguarda i cinema, è necessario sbloccare le risorse previste dalla legge sul cinema e l’audiovisivo e predisporre un contributo straordinario a fondo perduto a sostegno degli operatori.
Le mostre, in grave crisi, vanno sostenute con misure straordinarie, in particolare per il loro ruolo di “immagine” dell’Italia all’estero nei prossimi anni.Inoltre, auspichiamo – per garantire l’economia culturale tutta – l’estensione della dotazione e del perimetro dei soggetti del Fondo emergenze anche all’industria editoriale libraria, all’industria fonografica, alla produzione discografica, ai servizi museali, alle mostre temporanee, alle imprese culturali e creative, alle attività circensi e agli spettacoli viaggianti, coinvolgendo tutte le principali categorie nella scrittura dei regolamenti attuativi. Infine, per il turismo invitiamo il ministro a considerare l’istituzione di un Fondo per sostenere l’offerta turistica.”

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22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Pictet Asset Management nuovamente protagonista nell’ambito degli investimenti socialmente responsabili con il Pictet – Global Environmental Opportunities (GEO). Il fondo, lanciato nel 2011, ben prima dell’esplosione degli investimenti ESG, è stato insignito del 22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente” che viene assegnato al fondo con il miglior rendimento a un anno e che ha evidenziato uno score ESG sopra la media della categoria, grazie a una performance di +36,76% registrata nel 2019 (+8,41% rispetto alla categoria Morningstar e +10,16% rispetto all’indice MSCI World USD). Un prestigioso riconoscimento che ribadisce il ruolo pionieristico della società di gestione nell’ambito della sostenibilità e dell’approccio tematico.
Il fondo azionario globale, gestito da Luciano Diana, investe in azioni di società che operano nella catena di valore ambientale dell’energia pulita e dell’acqua, dell’agricoltura, del legno e che contribuiscono alla salvaguardia delle risorse naturali mondiali. Il tutto si traduce in un portafoglio globale concentrato, diversificato a livello settoriale e con un forte orientamento alla crescita, costruito con un approccio bottom-up nella selezione dei titoli. L’efficacia della strategia di investimento nasce da una combinazione di un approccio rigoroso dalle solide basi scientifiche e della decennale esperienza di Pictet Asset Management nell’ambito degli investimenti responsabili.

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COVID-19: Bene proposta fondi per ricerca, UE sia meglio attrezzata in futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

La Commissione europea propone un pacchetto finanziario significativo per lottare contro la pandemia
I deputati della Commissione Ricerca del Parlamento europeo considerano positive queste misure urgenti. Ma dobbiamo aumentare gli investimenti nella ricerca in modo da essere pronti per una prossima crisi. Le misure di risposta alle crisi dovrebbero essere combinate con un impegno a lungo termine nei programmi di ricerca dell’UE, affermano i deputati della commissione ricerca del PE.”Apprezziamo le misure adottate dal commissario Gabriel e la messa in comune di quasi 140 milioni di euro per la ricerca contro il COVID 19. La Commissione è stata molto veloce nel lanciare una call straordinaria nel quadro del programma Horizon 2020 e nel coinvolgere le parti interessate al partenariato pubblico-privato nell’ambito dell’Iniziativa sui medicinali innovativi (IMI)”, ha affermato il relatore di Horizon Europa Christian Ehler (PPE, DE).”Ora dobbiamo iniziare ad anticipare possibili nuove crisi per essere meglio attrezzati in futuro. La ricerca ha chiaramente un ruolo importante da svolgere nell’affrontare le sfide globali. Questa è una ragione ulteriore per sostenere la nostra proposta di 120 miliardi di euro per Horizon Europa”, ha aggiunto. “La crisi sanitaria determinata dal COVID-19 sta concentrando tutte le attenzioni e le energie. La priorità assoluta è ora quella di arginare la diffusione del virus. Dietro le quinte, dei ricercatori si sforzano, in una situazione di massima urgenza, ad individuare un trattamento ed un vaccino. Lo straordinario tasso di contagio del virus dovrebbe renderci consapevoli del fatto che il nostro mondo interconnesso si è notevolmente ridotto e che un’azione comune e coordinata tra Stati è l’unico modo per affrontare questa crisi “, ha affermato ancora Ehler.”Questa crisi è una prova della nostra capacità di lavorare insieme in una situazione di emergenza, rimanendo al tempo stesso fedeli ai nostri obiettivi a lungo termine”, ha aggiunto.
“Al termine di questa crisi, dobbiamo immediatamente prepararci per la prossima. Ciò significa investire di più nella ricerca e garantire che programmi come Horizon Europa non diventino ostaggi di scontri tra Stati membri”, ha concluso.

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Raccolta fondi per la terapia intensiva al Niguarda

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

La fondazione Angelo De Gasperis ha avviato una raccolta fondi per le terapie intensive del Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis dell’AAST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. La fondazione lavora da cinquant’anni per sostenere l’attività e la ricerca del Cardiocenter e in questo momento focalizza la sua attività per supportare Niguarda durante l’emergenza legata al Covid-19. I fondi raccolti saranno utilizzati per la creazione di nuovi posti letto nel reparto di terapia intensiva: ogni unità posto letto nel reparto di terapia intensiva è composto da un letto, un respiratore, pompe infusionali e monitor. Il prezzo di ogni postazione si avvicina alla cifra di 70mila euro. Le donazioni possono essere effettuate collegandosi al link: https://www.degasperis.it/vuoi_aiutarci/donazione_online.htmlRicordiamo che il soggetto cardiopatico è più vulnerabile nei confronti delle possibili complicanze (soprattutto respiratorie) della sindrome influenzale, in particolare in presenza di insufficienza cardiaca e/o co-morbità come il diabete o le malattie polmonari croniche, come dimostrano i dati di quest’epidemia. La fondazione Angelo De Gasperis organizza ogni anno il Convegno nazionale di Cardiologia da cui questi dati sono puntualmente confermati: l’influenza, come altre malattie febbrili, può determinare incrementi anche molto rilevanti della frequenza cardiaca (uno dei principali determinanti del fabbisogno di ossigeno da parte del cuore) e determina un cosiddetto “stato ipercinetico” del nostro sistema circolatorio per cui il sangue deve essere pompato con maggior celerità. Il cuore quindi è chiamato a svolgere un superlavoro che può metterlo a dura prova. «Dobbiamo diffondere queste conoscenze» ricorda il presidente della fondazione Angelo De Gasperis Benito Benedini. «In questo momento drammatico per l’Italia – spiega – la corretta informazione allunga la vita».Come si può desumere anche dagli studi e dall’attività clinica finanziati dalla fondazione in questi anni, anche nel soggetto senza cardiopatia nota, l’influenza può aumentare il rischio di infarto fino a sei volte rispetto alla norma, soprattutto nei soggetti anziani o con evidenti fattori di rischio cardiovascolare. Inoltre in alcuni casi (di solito rari, fortunatamente) il virus influenzale può attaccare direttamente anche il muscolo cardiaco danneggiandolo in modo più o meno grave. È quindi evidente l’importanza di attuare tutte quelle misure igieniche e di stile di vita che possono ridurre la probabilità di contrarre la sindrome influenzale (ancora più tassativa l’abolizione del fumo, evitare i forti sbalzi di temperatura ed i luoghi particolarmente affollati) ma soprattutto emerge il ruolo fondamentale della vaccinazione che, in assenza di specifiche controindicazioni, dovrebbe essere consigliata ad ogni soggetto cardiopatico o ad aumentato rischio cardiovascolare. Un’ulteriore attenzione va poi riservata all’eventuale terapia “fai da te”: deve essere il Medico ad indicare la terapia più adatta (sintomatica, antipiretica, ecc) e l’eventuale ricorso agli antibiotici che vanno assunti correttamente e solo quando realmente necessari.

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Parlamento mobilitato per convogliare i fondi UE in favore delle persone colpite da Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Il Presidente della commissione per lo sviluppo regionale del PE, Younous Omarjee (GUE/NGL, FR) ha dichiarato: “L’Europa deve mostrare solidarietà in questo momento. La politica di coesione è intrinsecamente legata alla solidarietà e ora più che mai deve essere all’altezza della sfida, in modo che sia attuata nel modo più efficiente possibile. La commissione per lo sviluppo regionale farà tutto il possibile per garantire che i fondi siano a disposizione dove è più necessario”.La modifica delle regole di finanziamento dell’UE rientra nella procedura di codecisione, quindi sia il Parlamento che il Consiglio dovranno adottare l’atto. L’ufficio di presidenza e i coordinatori della commissione per lo sviluppo regionale discuteranno la procedura e annunceranno i prossimi passi da compiere il prima possibile. La commissione si adopererà per concludere l’esame della proposta il più rapidamente possibile.L’adozione della proposta consentirà di convogliare i finanziamenti verso le aree e i settori interessati.Il 10 marzo, la Commissione europea ha annunciato che avrebbe lanciato una “Corona Response Investment Initiative” diretta ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e ad altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri dell’UE. Il 13 marzo è stata pubblicata una proposta legislativa per modificare il regolamento sulle disposizioni comuni, il Fondo europeo di sviluppo regionale e i regolamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.La Commissione ha proposto di destinare 37 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione alla lotta contro la crisi del Coronavirus, rinunciando quest’anno all’obbligo di chiedere la restituzione dei prefinanziamenti per i fondi strutturali. Si tratta di circa 8 miliardi di euro del bilancio dell’UE, che gli Stati membri potranno utilizzare per integrare 29 miliardi di euro di fondi strutturali, per tutta l’UE. Inoltre, la Commissione ha proposto di estendere il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE includendo anche la crisi della sanità pubblica, in vista di una eventuale mobilitazione per gli Stati membri più duramente colpiti.

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Coronavirus. de Bertoldi (FdI): governo aumenta fondi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“Come ha ribadito la nostra leader Giorgia Meloni siamo contenti di aver convinto il governo che uno stanziamento di 7,5 miliardi sarebbe stato non soltanto insufficiente, ma anche un pessimo segnale al mondo produttivo. E quindi apprezziamo lo sforzo fatto di aumentare i fondi. Fratelli d’Italia fin dall’inizio di questa emergenza ha mostrato un atteggiamento collaborativo, ma adesso è importante capire come queste risorse saranno utilizzate. Bisogna provvedere interventi per tutti i lavoratori, e quindi anche a professionisti e partite Iva che invece questo governo ha finora dimenticato. Inoltre, come dimostra il tonfo di ieri della Borsa, è indispensabile mettere in cantiere provvedimenti per tutelare l’Italia da manovre speculative, oltre a prevedere la sospensione di tutte le scadenze comprese le impugnative degli atti tributari e gli adempimenti contabili e fiscali, come l’imminente liquidazione Iva del prossimo 16 marzo. Infine, Fratelli d’Italia vuole chiarezza sulla riforma del Mes, e non bastano le timide risposte del ministro Gualtieri da cui, invece, attendo una parola chiara alla mia interpellanza. In queste ore drammatiche è impensabile che lunedì prossimo l’Ue abbia come priorità questa riforma. Il governo dichiari senza indugio che non accetterà alcuna discussione sul Mes, mentre l’Ue si impegni attraverso risposte solidali e non vessatorie a contrastare un’emergenza che ormai coinvolge tutta l’Europa”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro nel corso dell’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

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Fondi per la messa in sicurezza delle strade in Lombardia e per il resto del paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

“Per l’attività straordinaria sulle strade provinciali di tutta Italia sono stati assegnati oggi ulteriori 995 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Lo ha comunicato il Viceministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, parlando del “Fondo manutenzione strade.”Il Consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco così commenta la situazione lombarda: “Bene che il Governo Conte stanzi quasi un miliardo di euro per la manutenzione straordinaria della rete stradale. Per Regione Lombardia ciò significa la disponibilità di 114 milioni di euro, risorse fondamentali soprattutto per quei tratti periferici delle nostre infrastrutture che spesso sono stati trascurati. Gli interventi finanziabili sono spalmati su 4 anni: ciò consentirà di dare respiro alla pianificazione degli enti locali. Fra i fini di questa misura ridurre l’incidentalità e consentire il diritto alla mobilità in tutte le aree della Regione. Dal Governo Conte arriva quindi un segnale deciso e doveroso in sostegno a quei territori che vogliono superare il gap con la rete infrastrutturale di altri Paesi europei. Ciò al contempo consentirà di migliorare la mobilità e quindi la qualità della vita, rilanciando l’economia tramite opere infrastrutturali necessarie e investimenti pubblici nella nostra Regione”.

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Persi fondi piano sviluppo regionale Puglia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Agricoltura. Dalla Regione si denota una manifesta inefficienza, “Fratelli d’Italia già da alcuni mesi, a causa dell’inefficienza della Giunta regionale della Puglia, ha lanciato l’allarme sul pericolo della perdita dei finanziamenti del Piano di Sviluppo Regionale (PSR). Purtroppo oggi questo pericolo sta diventando realtà. Infatti, al 31 dicembre è scattato il disimpegno automatico e gli agricoltori pugliesi dovranno rinunciare a 86 milioni di euro di risorse del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FAESAR) e a 142 milioni di euro di risorse pubbliche. Queste ultime relative al 2016 e su cui l’intero sistema agricolo poteva contare, dato che la clausola di disimpegno automatico prevede che gli stanziamenti devono essere erogati entro il terzo anno successivo, appunto il 31 dicembre 2019. Si tratta di un danno enorme per lo sviluppo agricolo regionale, già messo sotto pressione a causa di enormi criticità, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’olio di oliva. E di fronte a questa emergenza risalta sempre di più l’inadeguatezza di una Regione a guida Pd, incapace di mettere in campo scelte per arrestare la crisi. Una ragione in più per voltare pagina con le prossime elezioni di primavera”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, componente della Commissione Agricoltura.

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Appello a Franceschini per aumento fondi ai Teatri

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

“Lanciamo un appello al ministro Franceschini affinché nella lettura alla Camera della legge di bilancio venga introdotto un aumento dei fondi destinati ai Teatri di rilevante interesse culturale (TRIC) di almeno 20 milioni di euro, su cui FDI già ha presentato emendamenti al passaggio al Senato, garantendo equità e trasparenza nell’attribuzione. Il mancato aumento rischia di minare la stabilità produttiva di molti dei TRIC, tra cui il Teatro Eliseo – su cui fu posto un vincolo proprio da Franceschini per la garanzia delle finalità artistiche della struttura per il bene della comunità culturale nazionale e romana – con possibili rischi per la situazione dei lavoratori, a cui va la nostra solidarietà. Presenteremo emendamenti e ordini del giorno affinché i TRIC, presidi di arte e cultura, ricevano i giusti finanziamenti. Il sistema dei teatri pubblici e privati in Italia è nettamente sottofinanziato rispetto la media europea: l’Italia, per fare un esempio, non supera lo 0,2% del PIL mentre la Francia supera l’1% per cento.” È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone.

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1,2 miliardi di dollari a favore dell’UNHCR per finanziare programmi umanitari e di protezione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Ginevra 17 e 18 dicembre 2019 nel Forum Globale sui Rifugiati (Global Refugee Forum/GRF) i donatori hanno già manifestato l’intenzione di impegnare fondi supplementari in quell’occasione. È previsto che Stati, imprese, organizzazioni internazionali, società civile e i rifugiati stessi adottino misure nuove e coraggiose volte ad allentare le pressioni su Paesi e comunità di accoglienza, aiutare i rifugiati a divenire maggiormente autosufficienti grazie alla destinazione di investimenti nello sviluppo dalle prime fasi delle operazioni di emergenza, promuovere la ricerca di soluzione a lungo termine. I contributi volontari di governi, istituzioni intergovernative, imprese private e singoli individui costituiscono quasi la totalità dei finanziamenti dell’UNHCR. Oltre ai fondi promessi ieri dai governati donatori, i rappresentanti di otto partner nazionali dell’UNHCR del settore privato hanno preso parte per la prima volta alla conferenza dei donatori annunciando uno stanziamento iniziale di 250 milioni di dollari per il 2020. L’UNHCR esprime gratitudine per tutti i contributi ricevuti, in particolare quelli che garantiranno finanziamenti flessibili e sostegno pluriennale, essenziali affinché l’organizzazione possa conservare la flessibilità e la dinamicità necessarie per rispondere tempestivamente allo scoppio di nuove crisi e ottenere benefici a lungo termine a favore di rifugiati, sfollati e comunità di accoglienza.
I fondi impegnati prevedono una cifra iniziale di 884,4 milioni di dollari per assicurare a rifugiati e sfollati interni alloggio, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, cure mediche, istruzione e tutela legale, e per aiutare le persone apolidi ad acquisire una nazionalità. Tali fondi ammontano a circa il 9 per cento degli 8,7 miliardi di dollari che l’UNHCR stima essere necessari per poter realizzare i propri programmi l’anno prossimo. Inoltre, circa 310 milioni di dollari sono stati impegnati per la definizione dei piani pluriennali, un atto di fiducia nei confronti dell’organizzazione che consente all’UNHCR di essere più efficiente ed efficace nella programmazione a lungo termine e di sostenere i propri partenariati in modo più sostenibile. “Dopo un decennio in cui la portata degli esodi forzati ha raggiunto livelli record anno dopo anno, le esigenze umanitarie di quanti sono colpiti da guerre e persecuzioni sono aumentate come mai prima”, ha dichiarato Kelly T. Clements, Vice Alto Commissario ONU per i Rifugiati. “Il sostegno promesso rappresenta il modo migliore di cominciare l’anno. L’erogazione di contributi anticipati, flessibili e generosi ci permette di alleviare le sofferenze delle persone e delle comunità che le accolgono aiutandole a far fronte alle pressioni a cui sono esposte nel lungo periodo”.
La tempestività di questi fondi permetterà di garantire continuità nell’erogazione di attività salvavita, comprese quelle implementate nell’ambito di alcune tra le operazioni su più vasta scala a livello mondiale nella risposta alle crisi in corso in Siria, Iraq, Yemen, Sud Sudan, Bangladesh, Venezuela, Repubblica Democratica del Congo e nella regione del Sahel.Tuttavia, il divario tra esigenze e fondi disponibili è in costante crescita. Numerosi conflitti restano irrisolti e il numero di persone sradicate dalla propria terra aumenta, in parte spinte dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla povertà e dalle disuguaglianze.“Gli aiuti umanitari devono completare, non sostituire, l’azione politica”, ha dichiarato Kelly Clements. “Devono andare a braccetto con la più ampia ambizione di negoziare la pace, promuovere lo sviluppo e, in primo luogo, affrontare le cause alla radice della fuga delle persone”.

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Scuola: La legge di Bilancio porterà alla scuola pochi soldi e tagli alle supplenze

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

“Sulla scuola ci aspettavamo un impegno vero, non i soli annunci vuoti di contenuti: dopo il deludente decreto ‘salva precari bis’, contro il quale l’Anief ha proclamato lo sciopero nazionale per il prossimo 12 novembre e chiesto agli altri sindacati di unirsi alla protesta e al sit-in davanti al Parlamento, adesso spunta una manovra che dà al settore davvero poco, producendo pure tagli ad un settore, quello del precariato, che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale e non si andrà di certo ad abbattere con i pochi posti messi a bando attraverso i prossimi concorsi ordinari e riservati”: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lamentando le disposizione che il Governo ha deciso per il settore dell’Istruzione e che nei prossimi giorni saranno al vaglio del Parlamento per l’approvazione finale.
La manovra di Bilancio di fine anno si rivela per la scuola davvero poco proficua: in base alle ultime notizie, vengono stanziati appena 11 milioni in più per il “potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica” e la miseria di 2 milioni in più per “l’innovazione digitale nella didattica”. Poi ci sono 15 milioni nel 2020 e 20, a partire dal 2021, per il funzionamento delle scuole “che operano in contesti socio-economici svantaggiati”. Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti statali, quindi anche docenti e Ata, con la manovra arrivano altri 225 milioni nel 2020 e 1,4 miliardi nel 2021. La bozza di legge di bilancio porta infatti da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021 destinati ai contratti della pubblica amministrazione. Fondi che, scrive oggi Orizzonte Scuola, non saranno sufficienti per aumenti a tre cifre come promessi dal Ministro. Saranno anche stanziati 5 milioni di euro annui per la creazione di nuove posizioni organizzative del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. C’è, infine, lo sgravio per l’acquisto di quotidiani e periodici: “A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente”.
Ma nella manovra figurano pure tagli. Come quello, incomprensibile, che dal 2020 ridimensiona le risorse per attuare le supplenze a tempo determinato del personale docente nei nostri 8.200 istituti scolastici autonomi. Una decisione che cozza decisamente con il record, toccato quest’anno, di 205 mila contratti annuali e con il raddoppio dei supplenti realizzatosi nell’ultimo decennio. “Pensare di invertire la tendenza, a seguito dell’allestimento di concorsi che nella migliore delle ipotesi andranno ad assegnare 48 mila posti in tre anni, appare l’ennesima operazione all’insegna della demagogia”, dice ancora il presidente Anief.

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Brexit senza accordo: mantenere i fondi UE 2020 per il Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

Il Parlamento europeo ha approvato una misura per garantire che i fondi UE per il 2020 restino disponibili nel caso in cui il Regno Unito lasci l’Unione europea senza un accordo. Il progetto di regolamento proroga al 2020 il piano di emergenza approvato dal Parlamento europeo il 17 aprile 2019, limitato al 2019.L’obiettivo è quello di ridurre al minimo l’impatto negativo che il ritiro del Regno Unito potrebbe avere sui beneficiari dei finanziamenti UE e sul bilancio dell’Unione europea in caso di “no deal”. La misura comprende programmi quali Orizzonte 2020, Erasmus+ e le politiche agricole e regionali.La proposta consentirebbe di prorogare i pagamenti ai beneficiari britannici per tutto il 2020, a condizione che il Regno Unito continui a versare i propri contributi e accetti i controlli e le verifiche necessarie.Il progetto di raccomandazione del relatore Johan Van Overtveldt (CRE, BE), Presidente della commissione bilanci, che ha sostenuto l’approvazione della proposta, è stato adottato con 543 voti favorevoli, 30 contrari e 46 astensioni.

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Tagli dei fondi alla scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

“Il Ministro Fioramonti il giorno della sua nomina aveva promesso 3 miliardi per la scuola o le dimissioni. Visto che, non solo non hanno trovato i soldi ma hanno anche tagliato il fondo scuola, come Forza Italia chiediamo le dimissioni del Ministro. I 3 miliardi infatti glieli abbiamo trovati noi e sono inseriti nel disegno di legge sull’inserimento dei costi standard nella scuola. Provvedimento che porterebbe a un risparmio di 3 miliardi nelle casse dello Stato oltre che a garantire una scuola migliore per le nuove generazioni. La nostra – ha poi proseguito – è una proposta di legge per una scuola di qualità ed efficiente. L’ultimo rapporto OCSE conferma che In Italia c’è un sistema scolastico iniquo che colpisce principalmente le famiglie più disagiate. Oggi un terzo della popolazione giovanile italiana non studia e non cerca lavoro: un numero inaccettabile per un Paese Civile. Non possiamo perdere tempo – ha infine concluso il Coordinatore – dobbiamo portare avanti la nostra proposta su cui ci aspettiamo l’appoggio della Lega, di FDI e di tutte le regioni del Nord governate dal centrodestra, a partire dalla Lombardia del Presidente Fontana che aveva inserito il tema dei costi standard nel programma elettorale . Questa deve essere la prima battaglia da portare avanti insieme per ottenere l’autonomia di cui si parla tanto ”

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Attivare fondi e progetti per la ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Non si può essere soddisfatti di riconoscere che l’economia italiana è fortemente peggiorata nei passati mesi, come ammette lo stesso Documento di economia e finanza appena presentato. Sarebbe, però, ancora più preoccupante se, di fronte a questa triste ed evidente realtà, il governo volesse continuare a “vivere sulle nuvole”, spargendo illusioni e promesse insostenibili. Palazzo Chigi ha messo nero su bianco che per il 2019 l’aumento del pil dovrebbe passare dall’1% allo 0,2% e che di conseguenza il deficit di bilancio dovrebbe crescere dal 2,04% al 2,4%. Sono stime ancora troppo benevoli che non tengono conto, purtroppo, degli effetti negativi a spirale che solitamente accompagnano la recessione economica. Di ciò siamo fortemente preoccupati, anche perché il confronto politico è soprattutto di natura ideologica ed elettorale e, a volte, anche di rivalsa. Riequilibrare il bilancio dello Stato richiede decisioni chiare e tempi medi poiché si basa sulla ripresa degli investimenti, della produzione, dell’innovazione e dell’occupazione nei settori dell’economia reale. Perciò, mantenere a tutti i costi le promesse fatte durante le campagne elettorali potrebbe sembrare positivo ma, in verità, non fa parte delle leggi che regolano il sano andamento e lo sviluppo dell’economia, sia nella teoria che nella prassi. Vale per tante iniziative, a cominciare dalla flat tax che ha fatto capolino nel Def. Per ora è una semplice enunciazione.Per serietà e credibilità, portare come esempio da seguire nel nostro paese il modello ungherese della flat tax, che sarebbe la ragione del buon andamento dell’economia di Budapest, è un errore.
Per chiarezza è opportuno ricordare, invece, che la recente ripresa economica dell’Ungheria si basa su tre condizioni convergenti: il contributo a fondo perduto di ben 3,5 miliardi di euro annui da parte dell’Unione europea, l’intensa partecipazione economica e industriale della Germania verso i paesi dell’Europa centrale e il basso costo della mano d’opera ungherese, con una qualifica tecnologica mediamente elevata, che ha attirato notevoli investimenti. Tutte condizioni che in Italia non ci sono.Ovviamente, il documento del Def non contempla aumenti nella tassazione: sarebbe una clamorosa ammissione di totale fallimento. Per i prossimi mesi, però, il governo dovrà dimostrare come “bilanciare” l’aumento delle uscite con le minori entrate. Naturalmente, per il bene degli italiani ci si augura che lo sappiano fare. Ma è indubbio che dal prossimo gennaio possa scattare l’aumento delle aliquote Iva. A nostro avviso la priorità dovrebbe essere la ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture per l’effettiva apertura dei cantieri, a partire dal Mezzogiorno dove la situazione economica e occupazionale è a dir poco disperata. Secondo varie stime, oltre ai fondi recuperabili dall’enorme evasione fiscale, ci sarebbero 140 miliardi di euro già stanziati nei bilanci degli anni passati per svariati progetti.
Attraverso un accordo già operativo con la Banca europea per gli investimenti essi potrebbero diventare subito spendibili. Il vero problema sono le lungaggini delle burocrazie statali, regionali e locali. Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) si tratterebbe, tra l’altro, di 60 miliardi del Fondo investimenti e sviluppo infrastrutturale, di 27 miliardi del Fondo sviluppo e coesione, di 15 miliardi di Fondi strutturali europei, ecc. Se si riuscisse a spendere in tempi ragionevolmente brevi i soldi in questione, sarebbe una leva per la ripresa economica. Si ricordi che l’Istat sostiene che ogni euro pubblico investito nelle infrastrutture possa generare una crescita di investimenti diretti e indiretti di 3-4 volte. E’ il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), presso Palazzo Chigi, responsabile della gestione delle risorse sopra menzionate, che non ha svolto un’effettiva azione incisiva nei confronti degli enti e delle amministrazioni beneficiari dei progetti. Bisogna accelerare i processi decisionali, snellendo il codice degli appalti e affidando, contemporaneamente, alle autorità anti corruzione il compito di prevenire e colpire le infiltrazioni malavitose e le mazzette legate ai lavori pubblici. La situazione, nella sua complessità e urgenza, non può ancora essere lasciata alle lentezze burocratiche. Serve, invece, una chiara e netta assunzione di responsabilità da parte del governo e delle altre istituzioni. Il paese non può più aspettare. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Fondi lussemburghesi di Artemis

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Ad aprile 2018 Artemis ha lanciato Artemis Funds (Lux), una SICAV di diritto lussemburghese, nell’ambito di una strategia di diversificazione della propria offerta che si propone di venire incontro alle esigenze degli investitori. La Società conta sette comparti attivi, che consentono di accedere ad investimenti quali azioni USA, globali e dei mercati emergenti. Tutti questi fondi si qualificano come OICVM e possono essere distribuiti in tutta l’UE.Artemis è lieta di annunciare che le masse in gestione delle sue SICAV hanno superato i 2 miliardi di sterline (2,4 miliardi di euro) per la prima volta. Tale incremento può essere attribuito alla crescita costante della raccolta e alla decisione dei nostri client europei di riallocare i loro investimenti.Il Responsabile della Distribuzione di Artemis, Jasper Barens, ha così commentato: “Siamo entusiasti del sostegno che stiamo ricevendo dai nostri clienti europei e di vedere come i nostri fondi lussemburghesi attirino costantemente nuovi investimenti. È nostra intenzione ampliare la presenza di questi fondi in tutta Europa e, col tempo, a livello internazionale. A tal fine, prevediamo di lanciare altri fondi, tra cui alcuni di tipo obbligazionario. Il nostro impegno è quello di valorizzare i nostri fondi in modo da poter venire incontro nel miglior modo possibile alle diverse esigenze dei nostri clienti globali.
Artemis, uno dei principali gestori di investimenti con sede nel Regno Unito, offre una gamma di fondi che investono nel Regno Unito stesso, in Europa, negli USA e in tutto il mondo. La Società è specializzata nella gestione attiva degli investimenti per conto di investitori retail e istituzionali. La Società ha masse amministrate pari a circa GBP 28,2 miliardi (EUR 32,7 miliardi/USD 36,7 miliardi) distribuite fra una varietà di fondi, due fondi chiusi, un fondo di venture capital e mandati segregati e gestioni patrimoniali in fondi per investitori istituzionali. Alcuni di questi fondi sono disponibili per gli investitori dell’Europa continentale. https://www.artemisfunds.com

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L’UNHCR chiede con urgenza i fondi necessari per l’assistenza degli sfollati interni e dei rifugiati camerunensi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oggi rivolge un appello a tutti i donatori affinché incrementino il sostegno a favore del mezzo milione di camerunensi costretti alla fuga sopravvissuti ad oltre un anno di violenze ininterrotte in differenti aree del Paese.Gli scontri violenti verificatisi in Camerun fra militari e separatisti armati nell’arco degli ultimi tredici mesi hanno costretto migliaia di persone alla fuga, anche attraversando il confine con la Nigeria.La situazione umanitaria continua ad aggravarsi. Si teme, inoltre, che un numero sempre più elevato di persone sarà costretto a fuggire nei prossimi mesi.Secondo le stime delle Nazioni Unite, attualmente vi sono oltre 437.000 sfollati all’interno del Camerun, di cui 246.000 nella Regione del Sudovest, 105.000 nella Regione del Nordovest e 86.000 nelle Regioni del Litorale e dell’Ovest.La maggior parte di essi sono donne e minori. Tutti le persone in fuga devono far fronte a condizioni estremamente difficili, che si trovino in Camerun o in Nigeria: fuggiti con pochi effetti personali, giungono in comunità di accoglienza povere, con scarsissime scorte alimentari e poche strutture per l’assistenza sanitaria, l’istruzione, l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari.Oltre a generare un elevato numero di sfollati nelle Regioni del Nordovest e del Sudovest, in Camerun, la brutalità del conflitto ha costretto 35.000 camerunensi alla fuga in Nigeria per cercare asilo. Col proseguire degli scontri, è previsto che tale numero aumenti.
L’UNHCR ora chiede 184 milioni di dollari USA per le operazioni in Camerun e Nigeria, di cui 35,4 milioni sono necessari con urgenza per garantire primo soccorso.
A febbraio, il Coordinatore delle operazioni umanitarie in Camerun ha lanciato il Piano di risposta umanitaria 2019 (Humanitarian Response Plan/HRP) che prevede l’intervento nelle Regioni del Sud e del Nordovest. Le attività dell’UNHCR e i fondi necessari relativi per questo programma in Camerun fanno parte del Piano HRP. L’UNHCR chiede che il Piano sia sostenuto da tutta la comunità internazionale.All’interno del Camerun, la maggior parte delle persone sfollate nelle Regioni del Sudovest e del Nordovest vivono in condizioni di sovraffollamento, senza alloggi o servizi medici e igienico-sanitari adeguati.L’insufficienza di fondi e le condizioni di insicurezza hanno ridotto l’erogazione di attività tese a garantire protezione e assistenza alle popolazioni colpite. Per l’UNHCR, la sicurezza di donne, bambini, minori separati e non accompagnati, persone con disabilità, e donne in gravidanza o allattamento costituisce una questione di primaria importanza alla luce del numero crescente di incidenti legati all’impossibilità di garantire protezione e alla grave carenza di fondi. Gli incidenti legati alla sicurezza denunciati con maggior frequenza riguardano la distruzione delle abitazioni e di altre proprietà a uso domestico, estorsioni, torture e trattamenti disumani fra i quali stupro, aggressioni sessuali e sfruttamento sessuale. In Nigeria, attualmente i rifugiati sono accolti all’interno di insediamenti e di oltre 47 villaggi lungo il confine. La pressione a cui sono sottoposti i servizi sociali esistenti e le strutture per l’assistenza sanitaria e l’istruzione è considerevole. Le esigenze di base dei rifugiati che vivono negli insediamenti dipendono dagli aiuti umanitari.

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