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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘fondo europeo’

Riforma del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Strasburgo. Abbassata la soglia per permettere a più aziende di accedere ai finanziamenti. Il PE ha approvato la riforma del Fondo UE di adeguamento alla globalizzazione per sostenere anche i lavoratori licenziati a causa dei cambiamenti tecnologici o ambientali.
I deputati hanno cambiato il nome del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEAG) in Fondo europeo per la transizione (FET) e ne hanno ampliato il campo di applicazione per poter affrontare gli effetti negativi non solo della globalizzazione, ma anche delle transizioni tecnologiche, come la digitalizzazione e l’automazione, nonché della transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse.Il Parlamento ha anche abbassato la soglia per poter accedere ai finanziamenti, portandola a 200 o più licenziamenti, requisito necessario per un’impresa UE per presentare una domanda al FET.Il testo legislativo, che chiude la prima lettura del Parlamento, è stato adottato con 570 voti favorevoli, 103 voti contrari e 14 astensioni.

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Riforma del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

Strasburgo Dibattito: martedì 15 gennaio Votazione: mercoledì 16 gennaio. La commissione parlamentare per l’occupazione propone che il Fondo affronti non solo gli effetti negativi della globalizzazione, ma anche quelli della transizione tecnologica, come la digitalizzazione e l’automazione, e della transizione verso un’economia sostenibile.Inoltre, i deputati intendono abbassare la soglia di ammissibilità, fissandola a 200 posti di lavoro persi. Il Parlamento vuole anche cambiare il nome del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in “Fondo europeo per la transizione” (FET).

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Fondo europeo per gli investimenti: più fondi alle economie più bisognose

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

strasburgo-parlamento-europeoNella valutazione sull’utilizzo del FEIS, i deputati hanno chiesto maggiore equilibrio geografico, supporto alle piccole imprese e investimenti innovativi e più rischiosi.
I deputati si dicono preoccupati per il fatto che l’UE-15, dove il divario d’investimento era già al di sotto della media, abbia ricevuto il 91% dei fondi FEIS. Hanno inoltre sottolineato una distribuzione settoriale irregolare, con il 46% del totale dei finanziamenti FEIS utilizzato per progetti legati al settore energetico, mentre solo il 4% dei fondi è destinato alle infrastrutture sociali, alla sanità e all’istruzione. Hanno quindi richiesto un limite del 30% per settore.La finalità del FEIS consiste nell’assicurare l’addizionalità, ovvero un aiuto alle inefficienze del mercato e il sostegno alle operazioni che non si sarebbero potute effettuare senza la partecipazione del Fondo. Il concetto di addizionalità deve essere ulteriormente chiarito, per far sì che i progetti sostenuti siano innovativi e pioneristici, quindi più rischiosi di quelli consuetamente sostenuti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).I progetti di taglia ridotta e transfrontalieri mancano di un sufficiente supporto da parte del FEIS. La BEI e il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) devono promuovere l’utilizzo delle piattaforme d’investimento, raggruppando insieme progetti minori e fornendo assistenza tecnica, al fine di raggiungere la diversificazione geografica e tematica degli investimenti.La risoluzione non legislativa è stata approvata con 477 voti favorevoli, 105 contrari e 35 astenuti.

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Un Fondo europeo per la difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

european commissionBruxelles. La Commissione vara un Fondo europeo per la difesa al fine di aiutare gli Stati membri ad utilizzare il denaro dei contribuenti in modo più efficiente, ridurre le duplicazioni della spesa e ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo nella spesa sostenuta. Annunciato dal Presidente Juncker nel settembre 2016 e avallato dal Consiglio europeo nel dicembre 2016, il Fondo coordinerà, integrerà e amplificherà gli investimenti nazionali per la ricerca nel settore della difesa, nello sviluppo di prototipi e nell’acquisizione di tecnologie e materiali di difesa.Il Fondo europeo per la difesa comprende due sezioni:
Ricerca: l’elemento “ricerca” del Fondo sta già dando risultati. A partire dal 2017 l’UE concederà, per la prima volta, sovvenzioni destinate alla ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti per la difesa innovativi, interamente e direttamente finanziate dal bilancio dell’UE. I progetti ammissibili al finanziamento dell’UE si concentreranno sui settori prioritari precedentemente concordati dagli Stati membri e possono comprendere l’elettronica, i metamateriali, i software cifrati o la robotica. I finanziamenti saranno i seguenti:
90 milioni di EUR stanziati fino alla fine del 2019, con 25 milioni di EUR stanziati per il 2017. Oggi viene pubblicato un invito a presentare proposte per progetti nel settore dei sistemi senza pilota in ambiente navale e dei sistemi per i soldati. La firma delle prime convenzioni di sovvenzione è prevista per la fine dell’anno.
500 milioni di EUR l’anno dopo il 2020. Nel 2018 la Commissione proporrà un programma UE specifico di ricerca nel settore della difesa con una dotazione annua stimata di 500 milioni di EUR, che renderà l’UE uno dei maggiori investitori nella ricerca nel settore della difesa in Europa.
Sviluppo e acquisizione: il Fondo introdurrà incentivi affinché gli Stati membri cooperino nello sviluppo congiunto e nell’acquisizione di tecnologie e materiali di difesa attraverso il cofinanziamento a titolo del bilancio dell’UE e il sostegno pratico della Commissione. Gli Stati membri possono ad esempio investire congiuntamente nello sviluppo della tecnologia dei droni o della comunicazione via satellite, o acquistare in blocco elicotteri per ridurre i costi. Saranno ammissibili solo i progetti collaborativi e una parte della dotazione complessiva sarà destinata ai progetti che comportano la partecipazione transfrontaliera delle PMI. Il cofinanziamento offerto dall’UE sarà pari a:
una dotazione complessiva pari a 500 milioni di EUR per il 2019 e il 2020 nel quadro di un programma specifico di sviluppo del settore industriale della difesa, proposto in data odierna.
1 miliardo di EUR l’anno dopo il 2020. Un programma più ingente verrà preparato per il periodo successivo al 2020, con una dotazione annua stimata di 1 miliardo di EUR.
Guardando al futuro, e a seguito del Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa, la Commissione pubblica anche un documento di riflessione per avviare un dibattito pubblico su come l’UE a 27 potrebbe svilupparsi nel settore della difesa entro il 2025.

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I deputati divisi sui risultati del piano di investimenti della UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

Jean-Claude JunckerA un anno dal suo lancio, i deputati hanno espresso posizioni divergenti sullo stato di avanzamento del “Piano Juncker”, che prevede 315 miliardi di euro in investimenti per l’Europa, durante il dibattito di mercoledì con il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen. Mentre i gruppi PPE e S&D hanno accolto positivamente il lavoro effettuato dal “Fondo europeo per gli investimenti strategici” (FEIS) e l’annuncio della Commissione di estenderne la durata, i deputati appartenenti a gruppi più piccoli si sono detti scettici circa i risultati conseguiti fino ad oggi.Il commissario Katainen ha dichiarato che il “Piano Juncker” ha contribuito a rimuovere gli ostacoli agli investimenti e contribuito ad aiutare le piccole e medie imprese (PMI). Gli oltre 185 accordi tra il FEIS e le banche dovrebbero, infatti, fornire finanziamenti a oltre 150.000 PMI, ha affermato, aggiungendo che la Commissione prevede di presentare, entro la fine dell’anno, la proposta di estendere la durata del FEIS oltre i tre anni previsti e aumentare gli investimenti nei paesi terzi.

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