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Leggende metropolitane: Quanto si dice che l’Europa ti è amica

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Germania e Francia stanno predisponendo due trappole gigantesche ai danni dell’Italia, da far scattare al prossimo Consiglio Europeo del 28-29 giugno, allorché si discuterà del tema della riforma della governance economica dell’Unione Europea. Merkel e Macron stanno preparando con molta cura questo vertice da mesi con l’intento di trovare una posizione comune per ottenere il controllo delle finanze pubbliche dell’Unione Europea.L’accordo è stato raggiunto nei giorni scorsi al castello di Mesemberg, con il presidente francese che è sceso in aiuto della cancelliera tedesca, alle prese con delicati problemi politici interni, alla quale ha strappato il “sì” alla proposta francese di creare un bilancio comune europeo con un ministro unico delle finanze. Macron ha ottenuto il nulla osta tedesco anche sulla proposta, lanciata dalla francese Christine Lagarde, attuale direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, di trasformare l’European Stability Mechanism in un vero e proprio Fondo Monetario Europeo. Considerando che il potere di voto all’interno dell’ESM e del futuro FME dipende dal peso delle quote detenute, che sono poi in proporzione al PIL degli Stati, se la riforma passasse, l’asse franco-tedesco disporrebbe di una percentuale di voto pari a circa il 47%. Con la presumibile aggiunta di qualche altro paese satellite della Germania, come l’Olanda, la maggioranza assoluta verrebbe facilmente raggiunta. A quel punto, un paese in difficoltà verrebbe de facto commissariato e dovrebbe arrendersi ad effettuare tutto quanto gli viene imposto dalla governance del fondo, cioè dalla Francia e dalla Germania. L’altra grossa trappola che l’asse franco-tedesco sta preparando all’Italia riguarda il completamento dell’Unione Bancaria: Parigi e Berlino si sono accordati sulla necessità di introdurre l’obiettivo di ridurre i crediti deteriorati lordi al 5% e quelli netti al 2,5% dei prestiti totali detenuti in bilancio. Se tale proposta passasse, gli istituti italiani, che attualmente detengono NPL lordi per una quota pari all’11% e netti per una quota pari al 6%, dovrebbero fare uno sforzo enorme per rientrare nei parametri, con la quasi certezza che, per raggiungere l’obiettivo, si vedano costretti a ridurre l’ammontare dei prestiti a famiglie e imprese.C’è, infine, un terzo rischio. Il 24 maggio scorso la Commissione Europea ha pubblicato la proposta di regolamento COM 2018/339 di disciplina dei cosiddeti “sovereign bond-backed Securities” (“SBBS”). La Proposta mira ad introdurre nel contesto normativo europeo nuovi strumenti finanziari, gli SBBS appunto, risultanti dalla cartolarizzazione, a mezzo di veicoli di investimento privati costituiti ad hoc, di un paniere predefinito di obbligazioni sovrane europee emesse in Euro. Questi strumenti, nell’intento della Commissione, verranno strutturati secondo lo schema dell’emissione in diverse tranches, tipicamente senior, mezzanine e junior, a seconda del rischio associato e dei rendimenti previsti. Fin troppo facile capire come i titoli di debito tedeschi e francesi, considerati meno rischiosi, finirebbero nelle tranche senior, mentre quelli italiani, finirebbero nelle tranche più rischiose con rendimenti superiori”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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