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Posts Tagged ‘fondo monetario’

Meloni e la bufala dei soldi del Fondo monetario internazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Sì, ci era proprio sfuggita la notizia agostana della proposta di Giorgia Meloni (FdI), di accedere ai soldi del Fondo monetario internazionale (FMI), utilizzando i Diritti speciali di prelievo. C’è un particolare: non si può fare.L’accesso a questi fondi è riservato ai Paesi più poveri del Mondo. In teoria ci sarebbero 20 miliardi, ma l’Italia dovrebbe essere classificata allo stesso livello del Bangladesh. Ricordiamo alla presidente Meloni che, in questi ultimi due anni, la Banca centrale europea (BCE), ha supportato l’Italia per ben 330 miliardi. Durante la crisi finanziaria del 2008, l’Italia non fece richiesta di accesso ai soldi del FMI e Giorgia Meloni faceva parte dell’allora governo Berlusconi, quindi non si capisce cosa chieda oggi la presidente di FdI. Purtroppo, c’è sempre qualcuno che abbocca alle notizie farlocche. Primo Mastrantoni, Aduc

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Proposta Renzi sul deficit troppo rischiosa per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

cottarelli“L’Italia ha un debito così alto che credo sia rischioso indebitarsi ulteriormente e non credo neanche che possa servire a far ripartire l’economia italiana, vista l’incertezza legata al futuro della finanza pubblica.” Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, intervistato da Sebastiano Barisoni a Focus Economia su Radio 24, commenta così la proposta di Renzi di portare il deficit dell’Italia al 2.9% per 5 anni e spiega: “Abbiamo un debito molto elevato, trovare come via d’uscita per l’economia italiana un ulteriore indebitamento, a me sembra un po’ rischioso. Non mi sembra la soluzione ai problemi dell’economia italiana. Se fossimo un paese con un debito più basso sarebbe una cosa diversa. Ci sono paesi che hanno spazio fiscale come la Germania che anzi non spendono abbastanza, potrebbero avere un deficit più alto”.
“In aggiunta – ha concluso Cottarelli – per ridurre il rapporto debito /pil la storia ci dimostra che non basta far crescere il denominatore, ossia il pil ma deve ridursi anche il numeratore ossia il debito. Per non parlare – ha concluso Cottarelli – del fatto che con un deficit al 2,9% qualunque shock economico inatteso anche di matrice esterna ci porterebbe oltre quella soglia con un immediata reazione dei mercati finanziari”

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Non perdere il treno della crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2015

fondo monetario internazionale“Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sulla riduzione del rapporto deficit/Pil per i prossimi anni rientra in una serie di circostanze favorevoli che non dipendono direttamente da noi: cambio euro-dollaro, prezzo del petrolio basso e Quantitative Easing. A noi spetta non perdere questo treno che va verso la crescita”. A dirlo è Raffaello Vignali, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Attività Produttive e Responsabile Sviluppo Economico per il Nuovo Centrodestra. Per Vignali “in questo momento, la priorità assoluta è sostenere le imprese, soprattutto diminuendo il carico fiscale, che è una zavorra che pesa su competitività e produttività. Solo con la diminuzione delle tasse si possono favorire gli investimenti, che sono il vero motore della crescita economica. Al contempo, occorre stimolare l’edilizia privata, che è la filiera industriale più lunga del Paese e quella che è più in grado di contribuire immediatamente a Pil e occupazione. Perdere questa occasione sarebbe imperdonabile”.

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Ddl Concorrenza: E il mercato? Occorre ancora aspettare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 febbraio 2015

palazzo chigiEsaminiamo il disegno di legge (ddl) del Governo sulla concorrenza, che cosi’ viene presentato dal comunicato stampa ufficiale: “….. che dà attuazione, per la prima volta, al provvedimento annuale sulla concorrenza previsto dalla legge con l’obiettivo di stimolare la crescita economica frenata dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi. Le liberalizzazioni fanno crescere del 3,3% il Pil in 5 anni secondo le stime del Fondo monetario internazionale, migliorano la credibilità del Paese ed il suo rating e costituiscono un elemento importante nel giudizio della Commissione europea sulle riforme italiane”. Importante: e’ un disegno di legge, quindi il Parlamento lo deve discutere e approvare, ragion per cui si tratta di “linee guida” che possono subire variazioni in corso d’opera.Cerchiamo, quindi, di capire se potrebbe rendere l’Italia piu’ credibile e se potrebbe piacere alla Commissione europea, come dice il comunicato ufficiale? Sulla credibilita’ da acquisire (a parte quella delle istituzioni extra-nazionali, di cui possiamo solo prenderne atto), la lasciamo ai singoli cittadini utenti e consumatori che ne saranno fruitori, quindi ci vorra’ tempo. E possiamo anche solo prendere atto dell’ipotetica crescita del PIL del 3,3% in 5 anni secondo le stime del Fondo monetario internazionale (FMI).
Assicurazioni
– Sconti previsti sulla Rc-auto per chi installa sul proprio mezzo la scatola nera: potrebbero essere vanificati dal costo e dalla gestione di quest’ultima? Il ddl dice che gli sconti devono essere maggiori di questi costi, ma non quantifica, per cui -conoscendo i nostri interlocutori- non possiamo escludere che -euro piu’, euro meno- saranno differenze che potrebbero comunque vanificare questi sconti.
– I testimoni da indicare, in caso di incidente solo al momento della denuncia. Ci sembra un aiutino alle compagnie assicurative in violazione dei piu’ elementari diritti alla difesa e denuncia.
– La possibilita’ di recesso dalle polizze accessorie allo scadere della polizza principale. Era ora: positivo.
L’unica novita’ ci sembra l’obbligo per i gestori, ai fini dell’eventuale addebito al cliente delcosto di servizi in abbonamento offerti da terzi, di acquisire la prova del previo consenso espresso del medesimo (chissa’ cosa si inventeranno i gestori per dire che c’e’ questa prova…). Per il resto, e’ stato preso atto di quanto gia’ in vigore con le varie disposizioni delle Autorita’ in merito a stipula dei contratti e portabilita’ degli stessi. Un particolare: nel ddl si parla di “penali”, mentre nelle disposizioni oggi in vigore si parla di “spese”. Che si mettano d’accordo su come chiamare questi soldi che -comunque- l’utente deve sborsare… tanto sono sempre soldi che, notoriamente, non hanno colore.
Poste Eliminato il monopolio di Poste spa per l’invio di notifiche e atti giudiziari. Bene. E’ rumoroso il silenzio sulla qualita’ del servizio universale…
Energia E’ fissato al 2018 la fine del mercato tutelato. In teoria il libero mercato dovrebbe favorire qualita’ e costi bassi. In teoria. Le indagini dell’Autorita’ (AEEG) in merito ci fanno invece sapere che fino ad oggi i prezzi del mercato tutelato sono piu’ bassi di quello libero e -aggiungiamo noi- truffe e illeciti sono piu’ frequenti nel mercato libero. Abbiamo tre anni di tempo per far si’ che questo gap non sia piu’ tale. Ci vorra’ l’impegno di noi associazioni come vigili e denuncianti e, soprattutto, quello dell’AEEG a far capire ai gestori che non gli conviene continuare con le attuali politiche commerciali; convincimento che, a nostro avviso, potra’ svilupparsi solo se i gestori pagheranno in modo molto salato gli sgarri e le truffe.
Banche niente di nuovo rispetto a quanto gia’ oggi offre il mercato ad un consumatore attento che non creda -come dice il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli- che le banche siano come dei nostri confessori in cui avere fiducia completa, piuttosto che informare ed essere trasparenti.
Avvocati L’obbligo del preventivo per i clienti non ci emoziona piu’ di tanto (oggi lo devono fare su richiesta). Mentre ci piacciono le società multiprofessionali e l’ingresso di soci di capitali. Un meccanismo per favorire maggiori e piu’ economiche offerte agli utenti. Non vorremmo, pero’, che il principio fosse vanificato, per esempio, da alcuni limiti percentuali della presenza di questi capitali; limiti che -se fortemente al ribasso- potrebbero non far cambiare nulla nella pratica del rapporto tra studio professionale e cliente, lasciando la decisionalita’ dell’avvocato al centro, piuttosto che la centralita’ di servizi da scegliere da parte dell’utente.
Notai Riduzione degli atti per cui e’ obbligatoria la presenza di un notaio. Ancora troppo poco per chi, come noi, crede che un qualunque professionista oggi potrebbe svolgere la funzione di notaio e, di conseguenza, aumentare l’offerta e far calare i costi per l’utenza.
Farmacie Viene eliminato il limite di titolarita’ di 4 licenze in capo ad un unico soggetto e viene consentito l’ingresso di soci di capitale. Liberalizzazione? Un pochino per chi fa business con il settore. Non per i consumatori: costretti a fruire dei servizi delle farmacie solo perche’ i loro proprietari hanno una potente lobby che impone prezzi di vendita e limitata presenza territoriale (4).
Conclusioni. L’Italia e’ un Paese di libero mercato? No. Sia per le osservazioni che abbiamo fatto sopra, sia per ambiti che mancano completamente o che, fino ad oggi, sono stati completamente ravvisati (la presenza di capitale pubblico, per esempio nelle societa’ di gestione dei servizi locali). Forse e meglio dire che non e’ ancora un Paese a completa economia di mercato? E in base a quali prospettive? Le timidezze dell’attuale Governo sono, a nostro avviso, eccessive. Potremmo quindi solo confidare nell’Europa? In teoria. Perche’ in pratica, finche’ l’economia dell’Unione e’ ancora, e pur sempre, soggetta alle decisioni degli Stati nazionali; manca un un potere politico deciso dagli elettori dell’Unione. Non possiamo quindi arrabbiarci piu’ di tanto se da un ministro nazionale dell’Economia, pretendiamo decisioni anche contrarie ai limiti del suo mandato (nazionale e non comunitario). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Nuovo direttore FMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Per Oxfam, la scelta di Christine Lagarde come nuovo direttore generale del Fondo Monetario Internazionale è stato un ennesimo esercizio di potere. Non sono in discussione la competenza e la preparazione della Lagarde, ma il procedimento di selezione e il peso che i vari paesi hanno all’interno dell’istituzione. Con le economie di diversi paesi europei sull’orlo del collasso e molti altri paesi alle prese con gli alti prezzi di cibo e carburanti, il ruolo del FMI nel rafforzare la stabilità monetaria internazionale è cruciale ora più che mai, così com’è cruciale una forte leadership dell’istituzione. “Il processo di nomina è stato una farsa che ha danneggiato la credibilità del Fondo Monetario Internazionale. Si è parlato di processo aperto, ma la decisione è stata presa prima ancora di intervistare i candidati”, dichiara Sarah Wynn-Williams, portavoce di Oxfam. I mercati mondiali sempre più instabili hanno bisogno di un FMI che goda di legittimazione e autorevolezza a livello globale. Ciò nonostante, il nuovo direttore del Fondo è stato nominato secondo un sistema che sceglie in modo automatico un europeo. Come contropartita, il sistema prevede che il presidente della Banca Mondiale sia uno statunitense. E’ l’eredità del gentlemen’s agreement raggiunto quando le due istituzioni furono create dopo la seconda guerra mondiale. Un tale processo non è né aperto, né democratico e mina la credibilità del Fondo.
Oxfam lavora sul terreno in molti paesi che dipendono dagli aiuti del Fondo per combattere povertà e ineguaglianze, spesso aggravate dalle condizioni che il FMI impone per concedere prestiti. “I paesi che beneficiano dei fondi devono poter partecipare alle decisioni del FMI, che hanno conseguenze così importanti per loro. Non è più possibile che Europa e Stati Uniti dominino le istituzioni finanziarie internazionali. E’ nell’interesse di tutti che il potere sia esercitato secondo principi condivisi”, conclude Petrelli.

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