Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘fondo’

Agricoltura: approvazione del Fondo complementare al PNRR

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2021

Attraverso i Contratti di Filiera e di Distretto per i settori agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo, il sistema produttivo del Sud Italia potrà finalmente superare la frammentazione aziendale, gli elevati costi operativi, la scarsa integrazione con la rete di distribuzione e con il comparto di trasformazione che purtroppo lo caratterizzano”. Lo dichiara la deputata Maria Marzana, esponente M5S in commissione Agricoltura, a seguito dell’approvazione alla Camera del Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che destina a questi strumenti ben 1.203,3 milioni di euro sino al 2026.“Le imprese meridionali – aggiunge – potranno così superare le proprie criticità, raggiungendo una migliore penetrazione nei mercati, contrastando la volatilità dei prezzi, rafforzando i rapporti tra gli operatori e garantendo una maggiore redditività, soprattutto alla parte più debole, ossia quella agricola. Crediamo fortemente in questi strumenti che valorizzano il lavoro delle filiere agroalimentari italiane e rafforzano le sinergie territoriali”. “Sia i contratti di filiera che quelli distrettuali – prosegue Marzana – saranno indirizzati a incentivare pratiche agronomiche sostenibili, nel solco delle principali strategie comunitarie, come ‘Green Deal’ e ‘Farm to fork’, affinché si possa raggiungere una vera, concreta e proficua transizione ecologica anche nel comparto primario, garantendo sia la sostenibilità ambientale che quella economica e sociale”.“Sarà determinante, dunque, saper cogliere appieno le potenzialità di questi ingenti finanziamenti per ampliare le occasioni commerciali delle imprese agroalimentari del Sud Italia, migliorando la produzione e rispondendo meglio agli indirizzi del mercato e alle richieste dei consumatori. Grazie al PNRR, poi, accompagneremo le imprese potenziando le infrastrutture logistiche per la commercializzazione anche oltre confine, a cui sono destinati ulteriori 800 milioni di euro. Questi fondi serviranno a ridurre l’impatto ambientale del sistema dei trasporti; a migliorare la capacità di stoccaggio delle materie prime per preservare la differenziazione dei prodotti per qualità, sostenibilità, tracciabilità e caratteristiche produttive; a potenziare le capacità di esportazione e la logistica dei mercati all’ingrosso, anche attraverso la digitalizzazione, valorizzando la tracciabilità dei prodotti e riducendo gli sprechi alimentari” conclude.

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Payden & Rygel lancia il Fondo UCITS Global Aggregate Bond Fund

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

Payden & Rygel, tra le principali società di gestione indipendenti e non quotate al mondo, annuncia il lancio del Fondo UCITS Payden Global Aggregate Bond Fund, dedicato a fondi pensione europei, family offices, assicurazioni e aziende.Il nuovo fondo, nato in risposta alla domanda degli attuali clienti di Payden alla ricerca di diversificazione e maggiore esposizione al credito, è strutturato in modo da ottimizzare il rendimento totale investendo principalmente in titoli di debito investment grade, a tasso fisso e variabile, di qualunque regione geografica. L’approccio d’investimento, in particolare, si basa su visione di lungo termine, ricerca e valutazione sui fondamentali e combina una ricerca approfondita sui temi di mercato top-down e sugli emittenti bottom-up per identificare interessanti opportunità d’investimento nei mercati del credito, dei tassi d’interesse e delle valute. Il comparto ha l’obiettivo di massimizzare i rendimenti dell’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate investendo in un portafoglio di obbligazioni a tasso fisso e variabile di qualità. Il profilo di rischio è diversificato per settore, emittenti, Paesi, duration e valute. Il fondo incorpora inoltre i criteri ESG nella valutazione fondamentale di società, enti sovrani, quasi-sovrani e attività cartolarizzate, combinando l’analisi ESG con fattori specifici dell’analisi fondamentale di ogni investimento per ottenere una view d’investimento complessiva.Il dollaro USA è la valuta di riferimento del Fondo Payden Global Aggregate Bond che è offerto in una serie di classi di azioni con copertura valutaria in sterline, euro e corone norvegesi. La commissione di gestione è di 30 punti base, con un TER massimo di 35 punti base. Il fondo ha un profilo di medio rischio, è adatto a investitori con un orizzonte temporale di medio/lungo termine, offre liquidità giornaliera ed è sottoscrivibile con un investimento minimo di $1 milione di dollari. La strategia, sotto la supervisione di Nigel Jenkins, Responsabile del Team di Gestione e Managing Director di Payden & Rygel Londra, è affidata a Timothy J. Crawmer e Paul Saint-Pasteur, entrambi fund manager con comprovate esperienze pluriennali nel mercato del credito.

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Fondo per aiutare i Paesi UE a contrastare le conseguenze negative del recesso del Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla riserva di adeguamento alla Brexit da 5 miliardi di euro (ai prezzi 2018 e 5,4 miliardi di euro ai prezzi correnti). I negoziati con gli Stati membri UE inizieranno il 9 giugno, con l’obiettivo per i deputati di raggiungere un accordo politico il 17 giugno. I punti principali del mandato negoziale del Parlamento sono: • un fondo di prefinanziamento di 4 miliardi di euro, erogato in due rate uguali nel 2021 e nel 2022, con il restante miliardo di euro pagato nel 2025; • un periodo di ammissibilità, che coprirà i costi sostenuti dal 1° luglio 2019 al 31 dicembre 2023 per prepararsi agli effetti negativi e preventivati della Brexit; • un metodo di assegnazione basato su tre fattori: l’importanza del commercio con il Regno Unito, l’importanza della pesca nella zona economica esclusiva del Regno Unito e la popolazione che vive nelle regioni marittime confinanti con il Regno Unito; • un’attenzione a piccole e medie imprese, lavoratori autonomi, alla creazione di posti di lavoro e la reintegrazione dei cittadini europei di ritorno dal Regno Unito; • l’esclusione dei settori finanziari e bancari dal sostegno; • il 7% della dotazione nazionale destinato alla piccola pesca e alle comunità locali dipendenti dalle attività di pesca nelle acque del Regno Unito (per i paesi interessati).

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Archegos: la bancarotta di un altro fondo speculativo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. La morte in carcere dello speculatore americano Bernie Madoff non chiude un ciclo. Anzi, il susseguirsi di continui fallimenti e di sconquassi finanziari dimostra che dopo la Grande Crisi non sia cambiato proprio niente. Aveva orchestrato il più grande “schema Ponzi”, la piramide finanziaria truffaldina, che pagava i primi investitori con i nuovi capitali raccolti. Un’operazione di almeno 50-60 miliardi di dollari! La vicenda di Madoff, con la sua condanna a 150 anni di prigione, sembra la classica esagerazione americana: punire un singolo, con il massimo della pena e della pubblicità mediatica, e lasciare i meccanismi e il potere della finanza pressoché intatti.Il più recente caso è quello del fondo hedge Archegos, fondato dallo speculatore Bill Hwang. Com’è noto, i fondi hedge gestiscono i capitali degli investitori con l’intento di evitare loro rischi e volatilità dei titoli. Il problema, però, è come lo fanno. Il suo primo fondo, il Tiger Asia Management, fu investito dal crollo della Lehman Brothers. In seguito, fu accusato dalla Security Exchange Commission di insider trading in operazioni di vendita allo scoperto, anche con titoli cinesi. Se la cavò con una multa soft di 44 milioni di dollari. Però, per quattro anni non poté operare sul mercato di Hong Kong. Nel 2014 creò l’Archegos Capital Management. Si tratta di un fondo hedge ancora più ristretto e selezionato, un family fund, con cui gestisce i suoi capitali e quelli di pochi altri privilegiati. In questo modo sfugge ai controlli e alla vigilanza delle agenzie preposte. Fa parte, appunto, del cosiddetto shadow banking. Lo strumento più spregiudicato di Archegos è stato l’utilizzo della leva finanziaria, il leverage, per avere maggiori disponibilità finanziarie partendo da un piccolo capitale. E’ arrivato così a gestire tra 50 e 100 miliardi di dollari. Nell’operazione sono state coinvolte tutte le maggiori banche mondiali, tra cui la giapponese Nomura, le americane Goldman Sachs e Morgan Stanley, il Credit Suisse, la Deutsche Bank, ecc. Con i prestiti, Hwang ha investito, tra l’altro, in azioni americane e cinesi, dando i titoli in garanzia. L’accordo era che, qualora essi dovessero perdere di valore, le banche creditrici avrebbero potuto chiedere di reintegrare le garanzie, la cosiddetta margin call, o, in ultima istanza, vendere i titoli per contenere le perdite. E’ esattamente ciò che è successo. Il Credit Suisse, per la seconda volta in poche settimane, avrebbe perso circa 4 miliardi di euro. Le banche conoscono perfettamente i giochi, per cui le loro “sorprese” sono insostenibili. Esse usano, appunto, detti fondi hedge, entità autonome e separate dalle stesse banche, per fare delle operazioni molto rischiose e incassare commissioni e guadagni consistenti. In una situazione anomala di tassi bassissimi e anche negativi, quando la leva finanziaria è molto alta, basta un piccolo cambiamento della politica monetaria o uno scossone negativo dei titoli messi a garanzia per far cadere il castello di carte. E i derivati emessi su detti titoli sono, ovviamente, i primi a risentirne.Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea nel 2019 il valore nozionale dei derivati finanziari otc ha raggiunto il picco di 640 mila miliardi di dollari. Come abbiamo più volte evidenziato, si tratta di operazioni molto rischiose che sono tenute solitamente fuori dei bilanci delle banche coinvolte e non sottoposti alle regole e alla vigilanza delle autorità preposte. Per esempio, non sono disciplinate dalle cosiddette stanze di compensazione, le clearing house, che garantiscono che le controparti siano in grado di portare a termine i contratti derivati. Gli esperti del settore e taluni economisti, anche molto noti, si affrettano sempre ad affermare che dovrebbe essere preso in considerazione il valore lordo di mercato (gross market value), quello che evidenzia il rischio e cosa sarebbe necessario per chiudere i contratti dei derivati in essere in un determinato momento. Naturalmente, si tratta sempre di parecchie migliaia di miliardi di dollari.Il caso del recente crac di Archegos dimostra, in verità, il contrario. Esso prova che, in caso di crisi, è il nozionale che entra in gioco. E può creare un enorme effetto valanga difficilmente arrestabile.Siamo alle solite. I grandi pescecani della finanza continuano a creare rischi sistemici. Manca, purtroppo, una legislazione stringente e globale. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Carlo Serafini: Il Fondo Sandro Penna

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

COLLANA: BIBLIOTECA DI CULTURA/759 PP: 216 PREZZO: 19,50€ Biblioteca Guglielmo Marconi Biblioteche di Roma.Per espressa volontà del poeta, la biblioteca di Sandro Penna venne donata alla sua morte al Comune di Roma. Dopo alterne vicende, che hanno visto il fondo ridursi a circa la metà della sua originaria consistenza, il patrimonio di libri è oggi conservato presso la Biblioteca Guglielmo Marconi di Roma. Grazie alle ricerche intraprese è stato possibile recuperare gli originari cataloghi cartacei, digitalizzarli e ricostruire così l’intero lascito. Diviso in due parti, il volume offre i risultati di questa ricerca attraverso l’analisi del Fondo (Parte I) e l’esame dettagliato di ogni singolo volume (Parte II). Lo studio mette a disposizione degli studiosi uno strumento di indagine critica sull’officina e sulla poetica di uno dei maggiori poeti del Novecento, entrato con unanime riconoscimento nel canone della Letteratura italiana.Carlo Serafini (Roma, 1969) insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università della Tuscia di Viterbo e Giornalismo culturale a “La Sapienza” Università di Roma. Ha tenuto Laboratori didattici e di scrittura e corsi di Letteratura italiana presso l’Università de L’Aquila. Ha svolto attività di ricerca, studio e catalogazione dei Fondi Baldacci, Caproni e Penna per conto dell’Università per Stranieri di Perugia. È stato collaboratore de “Il Messaggero” e autore e consulente per Rai Educational e Rai Scuola. Ha pubblicato articoli e saggi sui maggiori autori del Novecento e le due monografie: Il Quinto comandamento. Studi su Federigo Tozzi (Vecchiarelli, 2008) e Italo Svevo. Lo scrittore, il critico, il drammaturgo (Aracne, 2012). Membro della redazione della rivista di cultura contemporanea “L’Illuminista” e del progetto su fondi e archivi storici MEMO della MOD. Relatore in numerosi Convegni nazionali e internazionali, è ideatore e curatore del progetto di ricerca su letteratura e giornalismo Parola di scrittore (3 vol. Bulzoni Editore). Nel gennaio 2014 ha ottenuto l’ASN come Professore di II fascia di Letteratura italiana contemporanea.

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Relazione annuale del Fondo “Polis” in liquidazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Polis Fondi SGR.p.A. ha approvato la relazione annuale al 31 dicembre 2020 del Fondo “Polis” in liquidazione, dalla quale emerge un valore complessivo netto del Fondo a fine esercizio pari a Euro 5.984.078 e un valore contabile unitario della quota pari a Euro 46,388.Il risultato dell’esercizio 2020, negativo per Euro 808.994, ha determinato una performance annuale del -10,82%.I componenti negativi che hanno determinato il risultato d’esercizio sono rappresentati da perdite da realizzi, da oneri per la gestione di beni immobili, da imposte sugli immobili e da oneri di gestione, mentre i componenti positivi sono rappresentati da ricavi per canoni di locazione, recuperi di spese e altri ricavi.Il rendimento medio annuo composto, calcolato dalla data di inizio dell’attività di gestione, risulta pari allo 0,63%.Per ogni ulteriore dettaglio in merito all’avanzamento della procedura di liquidazione del Fondo – le cui quote sono state cancellate dalla quotazione sul segmento MIV di Borsa Italiana S.p.A. a far data dal 30 dicembre 2020 – si rimanda alla Relazione di gestione annuale, disponibile sul sito internet della Società.Tale Relazione, messa a disposizione dei quotisti del Fondo e del mercato allo scopo di fornire una completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2020, verrà sottoposta all’esame della Società di Revisione incaricata della revisione contabile della stessa.

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Al via il primo fondo Pir che punta a migliorare la sostenibilità delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

AcomeA SGR, società di Gestione del Risparmio specializzata in fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali, aggiunge una nuova strategia azionaria Italia alla propria gamma con il fondo AcomeA PMItalia ESG, il primo fondo in Italia, PIR compliant, che integra criteri ESG all’interno della strategia di investimento sulle aziende che oggi possono offrire il più alto potenziale di miglioramento sul fronte della sostenibilità e ancora attualmente fortemente a sconto in Borsa.Il focus principale del fondo è quello selezionare le società che possono avere il più alto margine di miglioramento nell’integrazione di criteri di sostenibilità tra Small e Mid Cap Italiane, con una quota target di circa il 70-80% del totale investibile dedicato a queste (incluso l’AIM, il cui peso da solo vale oggi oltre il 14%, posizionando il fondo tra i principali investitori di questo mercato).AcomeA PMItalia ESG addotta una policy di investimento ESG e una Policy di Voto, che contempla anche un ingaggio collaborativo con le aziende attraverso un azionariato attivo. Lo stile di gestione è quello che contraddistingue da sempre AcomeA SGR – ossia di tipo value-contrarian – e predilige la selezione di società ritenute a forte sconto sul valore intrinseco, desunto da ratios finanziari e analisi sulla qualità, la crescita, la posizione competitiva nel settore e l’efficacia del management. I titoli, circa 70 oggi in portafoglio, sono analizzati e selezionati sulla base dell’analisi fondamentale, integrata con l’utilizzo di criteri di rischio ESG. Si investe sulle PMI italiane, aiutandole allo stesso tempo a fare un salto culturale verso il percorso di integrazione dei criteri di impatto sostenibile. Lo scopo del fondo non è, quindi, quello di scegliere titoli che abbiano già un alto rating ESG, quanto individuare le società con maggiore potenziale e aiutarle in modo attivo a svilupparlo.L’inclusione di criteri ESG nell’approccio del fondo PIR ha determinato anche la nascita del nuovo Comitato ESG di AcomeA SGR, preposto alla supervisione e implementazione di tutto il processo di investimento. Il comitato, che si tiene di norma mensilmente, è presieduto da Giovanni Brambilla, Direttore Investimenti di AcomeA SGR e riporta al CDA l’attività di guida e selezione delle società e i relativi risultati conseguiti. Il processo di engagement si snoda attraverso un percorso meticoloso di analisi dei possibili rischi e opportunità legati a temi ESG, che si sviluppa lungo diverse fasi: identificazione delle società oggetto di engagement e delle tematiche rilevanti;
formulazione della strategia di engagement; dialogo collaborativo; implementazione; follow-up. Il Comparto AcomeA PMItalia ESG è gestito da Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia.Le PMI italiane, cuore pulsante dell’attività produttiva italiana, hanno oggi più che mai bisogno di sostegno finanziario e risorse. Numerosi inoltre sono gli appuntamenti normativi in tema ESG previsti per il 2021 e 2022 cui il mercato finanziario e le società dovranno adattarsi. Per le imprese di media e piccola dimensione sarà fondamentale quindi prepararsi con largo anticipo alle sfide future: chi riuscirà ad anticipare proattivamente l’evoluzione godrà di un vantaggio competitivo rispetto agli altri.

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Firmato decreto sul Fondo in memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la firma che oggi è stata apposta sul decreto istitutivo del Fondo in memoria di Antonio Megalizzi e del collega Bartosz Orent Niedzielski per sostenere e promuovere l’attività delle radio universitarie”, è il commento di Alessia Rotta presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. “Dalla mia proposta di legge di un anno fa ad oggi, abbiamo svolto un assiduo lavoro parlamentare che ha coinvolto molte altre forze politiche. Quella proposta di legge è diventata un emendamento alla legge di bilancio con cui il fondo è stato finanziato con un milione di euro. E ora questo provvedimento è alla firma della Corte dei Conti per rendere il fondo pienamente operativo. Da oggi, i servizi di trasmissione radiofonica universitaria, i laboratori didattici e le iniziative di formazione all’interno delle università per giornalisti, tecnici e operatori non graveranno più solo sulle università ma potranno contare su questo fondamentale riconoscimento economico da parte dello Stato che afferma un principio a mio avviso sacrosanto: le emittenti radiofoniche universitarie sono un bene pubblico che lo Stato deve tutelare, sostenere e promuovere. Sono parte integrante delle università e dell’informazione”. “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tutto il mondo delle radio universitarie. Nell’arco di dodici mesi, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, abbiamo raggiunto questo grande risultato. Ancora più significativo per il fatto di essere arrivato proprio ora, nei giorni in cui si celebra la memoria e il ricordo di Antonio Megalizzi. Perché celebrarne la memoria significa investire per le cose in cui Antonio credeva, per le battaglie culturali, per la passione per il suo lavoro, per l’impegno civico. E anche per l’Europa solidale e unita, come quella che sta provando a nascere sulle macerie lasciate dal Covid. Continueremo a lavorare per finanziare ancora il fondo e per far diventare questa una esperienza strutturale al servizio delle comunità universitarie e della libera informazione”.

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Piccoli editori: “Bene l’intervento del governo sul fondo da 10 milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

“Accogliamo con grande soddisfazione la scelta del governo di rendere più generoso il sostegno destinato ai piccoli editori e di estendere la platea dei beneficiari, venendo incontro alle nostre osservazioni: così facendo sarà possibile utilizzare al meglio l’intera dotazione di dieci milioni di euro. Un aiuto importante in un momento difficile” lo dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo la pubblicazione del provvedimento del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il provvedimento modifica i criteri di distribuzione del fondo per i piccoli editori raddoppiando il contributo dall’1% al 2% del fatturato e allargando la platea dei beneficiari alle imprese fino a 10 milioni di fatturato con meno di 50 dipendenti. “Le modifiche approvate dal governo vanno incontro alle nostre letture e interpretazioni delle necessità del settore editoriale in questo momento. Grazie a questo provvedimento, potrà accedere agli aiuti una platea di editori che, grosso modo, è quella che ogni anno, a esclusione di questo sfortunato 2020, popola la nostra Fiera di Roma, Più libri più liberi – spiega Diego Guida, vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo Piccoli editori -. I piccoli editori, come abbiamo sempre detto, sono un presidio imprescindibile della pluralità culturale del nostro Paese e l’attenzione del governo verso di loro è per noi un’ottima notizia”.

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Nuovo Fondo europeo per l’innovazione e l’impatto sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Con una garanzia del programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) è stato istituito il Fondo europeo per l’innovazione e l’impatto sociali, gestito dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI). Il Fondo mira a colmare la carenza di finanziamenti cui le imprese sociali devono spesso far fronte, mettendole in contatto con gli investitori. I finanziamenti del Fondo andranno a beneficio degli imprenditori sociali che lavorano per trovare una soluzione a problemi urgenti in settori quali l’istruzione, l’alimentazione, la sanità e i servizi sociali.Il Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, ha dichiarato: “Il valore aggiunto delle imprese sociali è chiaro, ma spesso l’anello mancante è l’accesso ai finanziamenti. Questo Fondo sostenuto dall’UE metterà in contatto le imprese sociali in fase di avvio con gli investitori, affinché i progetti diventino realtà. Dobbiamo continuare a investire nell’economia sociale, creare posti di lavoro, contribuire a migliorare la vita delle persone e rafforzare la resilienza delle nostre società. Ciò è più importante che mai nel contesto della crisi.” Nella prima fase di finanziamento, il Fondo ha già raccolto 4,5 milioni di EUR di capitale e concederà i primi prestiti alle imprese sociali entro la fine del 2020.

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Manovra. Castelli: “Fondo cospicuo per emergenza covid”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Roma – “ Sono giornate intense di lavoro, stiamo per definire la Legge di Bilancio del 2021. Una Legge che cade in un periodo molto particolare, visto che non siamo ancora usciti dall’emergenza, anzi. Parte delle risorse vanno assolutamente riservate per il sostegno ai settori che saranno ancora colpiti dalle chiusure e dalle restrizioni. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo chiesto la creazione di un Fondo cospicuo, sulla Manovra, proprio per affrontare l’emergenza COVID. Per tutelare i settori produttivi e per le spese sanitarie che si renderanno necessarie. Ci saranno ancora molte scelte da fare in questi giorni è da queste dipende il futuro di tutti noi, e del Sistema Paese. È una corsa contro il tempo, certo, che però affrontiamo supportati da un costante monitoraggio di tutti gli indicatori economici e dell’evolversi della pandemia. Se remiamo tutti nella stessa direzione, ognuno per quello che può e deve fare, riusciremo ad uscire da questa emergenza più “forti” di prima. Siamo un grande Paese, non scordiamocelo mai!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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La Commissione europea si appresta ad emettere obbligazioni a titolo del fondo SURE

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha annunciato l’emissione, prevista a breve, delle obbligazioni SURE: fino a 100 miliardi di € di obbligazioni sociali. A tal fine la Commissione ha adottato un quadro per le obbligazioni sociali sottoposto a valutazione indipendente. Il quadro è inteso a garantire agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali. L’annuncio fa seguito all’approvazione da parte del Consiglio della concessione di un sostegno finanziario a 16 Stati membri nell’ambito dello strumento SURE per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori.I fondi raccolti saranno trasferiti agli Stati membri beneficiari sotto forma di prestiti che consentiranno loro di coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di misure analoghe adottate in risposta alla pandemia.Il quadro adottato assicura alla comunità degli investitori che i fondi raccolti tramite l’emissione delle obbligazioni SURE saranno usati per perseguire un obiettivo chiaramente definito: attenuare l’impatto sociale della pandemia di coronavirus e le relative conseguenze in tutta l’UE. Gli investitori possono quindi essere certi che gli investimenti in tali obbligazioni concorreranno al finanziamento di misure sociali mirate. Contemporaneamente il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione contribuirà all’ulteriore sviluppo del mercato delle obbligazioni sociali, che costituisce uno dei pilastri del mercato europeo della “finanza sostenibile”.Per attestare che i fondi sono investiti per scopi di interesse sociale, nell’ambito del quadro sulle obbligazioni sociali, che si basa sul regolamento SURE, gli Stati membri sono tenuti a rendicontare l’impiego dei prestiti, nonché a redigere relazioni in merito agli effetti prodotti sul piano sociale dalle obbligazioni SURE. Sulla base delle informazioni contenute in tali relazioni, la Commissione europea potrà dimostrare agli investitori che le obbligazioni SURE sono state utilizzate per finanziare programmi aventi un impatto sociale positivo.Con la preparazione e la presentazione del quadro per le obbligazioni sociali, la Commissione intende attrarre investitori desiderosi di impiegare i propri capitali per scopi di interesse ambientale, sociale e di governance societaria. Il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione è stato istituito nel pieno rispetto dei principi delle obbligazioni sociali pubblicati dall’International Capital Market Association (ICMA) ed è stato sottoposto a valutazione indipendente dall’agenzia esterna Sustainalytics.Con l’annuncio odierno, la Commissione compie un ulteriore passo verso l’emissione delle prime obbligazioni SURE. La prima transazione seguirà nella seconda metà di ottobre. Gli investitori e i partecipanti al mercato otterranno presto maggiori informazioni tramite un invito rivolto agli investitori mondiali.I prestiti concorreranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, rivolte in particolare ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia. SURE potrebbe anche finanziare alcune misure sanitarie, in particolare sul posto di lavoro, volte a garantire una ripresa sicura delle normali attività economiche.Gli Stati membri possono ancora presentare richieste formali di sostegno nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino 100 miliardi di € per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori colpiti dalla pandemia.

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Dl Agosto: emendamento taglia il Fondo Casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

E’ stato approvato in Commissione al Senato, nel Dl agosto, un emendamento che danneggia sicuramente i consumatori, peggiorando l’operatività del Fondo di garanzia sulla prima casa, limitando significativamente l’accesso al credito da parte di coloro che vogliono acquistare una prima casa alle solo categorie che oggi accedono con priorità (es. giovani coppie, detentori alloggi Iacp).”Un taglio indiscriminato e ingiustificato del Fondo Casa, in un momento di già grave difficoltà per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Si tratta del Fondo di cui all’art. 1, comma 48, lettera c) della Legge n. 147/2013, che con l’emendamento 41.0.2 (testo 3) sostituisce le parole ”con priorità” con ”esclusivamente”.”Con 3 sole paroline si limita pesantemente questo importante strumento, riservandolo esclusivamente ai soggetti prioritari, rischiando così di ridurre significativamente l’accesso al credito immobiliare da parte delle famiglie italiane, compromettendo l’efficacia di un fondo che ha rappresentato un importante strumento anticiclico nel mercato immobiliare. Senza considerare che l’accesso al Fondo impedisce alle banche di richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre l’ipoteca, tipo fideiussioni di parenti o amici” conclude Dona. In circa 6 anni dall’avvio della piena operatività del Fondo, ha consentito l’erogazione di circa 220.000 mutui (quindi 220 mila famiglie) per un controvalore di oltre 24,5 miliardi di euro. La domanda delle categorie prioritarie ha rappresentato soltanto l’11% del totale dei mutui erogati.

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Agricoltura: finanziamenti al fondo di garanzia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Prosegue al ritmo di 10 milioni di euro al giorno, festivi inclusi, la presentazione di richieste di garanzia al fondo per le piccole e medie imprese da parte del comparto agricolo. Infatti, ad appena due mesi dall’avvio dell’apertura al comparto primario del Fondo gestito da Mediocredito centrale, l’ammontare dei finanziamenti ha raggiunto quasi i 400 milioni di euro su un totale di 3.579 operazioni. Soddisfacente anche l’importo medio della singola pratica pari a 110mila euro, segno che le banche stanno istruendo pratiche più complesse di quelle sino a 30mila euro, notoriamente più semplici grazie alla garanzia statale al 100%. La palma dell’istituto di credito più operativo spetta a Banca Intesa con circa 109 milioni di euro di pratiche istruite, con un valore medio di 203mila euro per ogni pratica, che da sola rappresenta il 27,5% del totale finanziato. Secondo il Banco BPM (31 milioni di euro), terza Ubi (24 mln) che con 947 operazioni è quella più attiva con le pratiche. Tra i territori che attingono maggiormente al fondo troviamo la Toscana con 51,7 milioni di euro, seguita dal Veneto con 50,3 mln e Lombardia con 47,3 milioni. Quest’ultima è in testa alle pratiche presentate, ben 372, a cui seguono Puglia (353) e Piemonte (302). Il Fondo dispone di un modello in grado di “leggere” le capacità degli imprenditori, così da far comprendere agli Istituti le potenzialità di rientro dal credito erogato. Il parametro per la concessione del finanziamento garantito, infatti, può essere il fatturato, l’ammontare dei salari oppure le spese per gestione e investimenti relative ai 18 mesi successivi alla richiesta. Ad oggi, però, le garanzie gratuite per prestiti strutturati coprono sino al 90% per la durata di massimo 6 anni, con uno o due anni di pre-ammortamento: il comparto primario, viste le sue peculiarità, necessita fortemente di un allungamento dei tempi. Per questo si rende necessario superare il vincolo temporale attraverso i regolamenti in esenzione, su cui deve esprimersi il Senato.​

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Fondo per una transizione giusta: sostegno a regioni per transizione energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Bruxelles. I deputati europei hanno approvato la posizione negoziale del PE sulla proposta della Commissione relativa al JTF, con 417 voti favorevoli, 141 contrari e 138 astenuti.Il Parlamento ha insistito per un sostanziale aumento delle risorse del JTF dal bilancio UE per il periodo 2021-2027 (25 miliardi di euro a prezzi 2018, rispetto agli 11 miliardi proposti dalla Commissione e alla riduzione a 7.5 miliardi di euro concordata dal Consiglio europeo). Questo importo dovrebbe essere integrato da ulteriori 32 miliardi, a prezzi correnti, come proposto dallo Fondo UE per la ripresa.Inoltre, i deputati hanno confermato le disposizioni fondamentali delineate dalla commissione per lo sviluppo regionale nei suoi progetti di raccomandazione:
• fornire sostegno alle persone, all’economia e all’ambiente;
• creare un “meccanismo di ricompensa ecologica” che permetta l’assegnazione del 18% del totale delle risorse del Fondo ai Paesi UE che riducono le emissioni di gas serra più rapidamente;
• una quota dell’1% della somma totale assegnata alle isole e un altro 1% alle regioni ultraperiferiche;
• un tasso di cofinanziamento fino all’85% dei costi per i progetti ammissibili in tutta l’UE;
• la possibilità di trasferire le risorse da altri fondi di coesione su base volontaria;
• l’ampiamento dell’ambito di applicazione per includere: microimprese, turismo sostenibile, infrastrutture sociali, università e istituti di ricerca pubblici, tecnologie per lo stoccaggio di energia, teleriscaldamento a basse emissioni, mobilità intelligente e sostenibile, innovazione digitale, comprese l’agricoltura digitale e di precisione, progetti per la lotta alla povertà energetica, nonché cultura, istruzione e sviluppo delle comunità;
• una deroga per gli investimenti in attività collegate al gas naturale per le regioni che dipendono fortemente dall’estrazione e dalla combustione di carbone, lignite, scisto bituminoso o torba, posto che possano considerarsi “ecosostenibili” a norma del regolamento in materia di tassonomia e che rispettino sei condizioni cumulative aggiuntive.

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Fondo per i piccoli editori

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Con la pubblicazione del decreto a sostegno dei piccoli editori si compie un passo importante per preservare la ricchezza e la diversità dell’offerta culturale italiana. Accogliendo la nostra proposta Governo e Parlamento danno risposta ai bisogni di una parte importante della filiera editoriale”. Lo dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo che il governo ha pubblicato il decreto ministeriale 364/2020 dello scorso 30 luglio che assegna 10 milioni di euro a sostegno dei piccoli editori. “È stato definito un piano di sostegno complessivo all’editoria libraria italiana e alla lettura che ricalca in larga parte quello auspicato e proposto da noi assieme all’Associazione Italiana delle Biblioteche (AIB) e all’Associazione dei Librai Italiani (ALI) e di cui i 10 milioni per i piccoli editori sono un tassello fondamentale: di questo bisogna riconoscere il merito al Governo e al Parlamento” conclude Levi.I piccoli editori che faranno domanda – va presentata entro il 21 settembre – verranno sostenuti nella misura pari all’1% del fatturato dell’anno 2019, fino a un massimo di 20 mila euro per ciascun beneficiario. Per poter garantire un adeguato livello di sostegno a tutti quelli che faranno domanda, sono stati posti dei paletti che consentono di concentrare le risorse su tutte quelle piccole realtà che fanno dell’editoria la loro professione e che, con essa, creano occupazione. Chi fa domanda deve avere sede legale in Italia e rientrare nella categoria della microimpresa autonoma (meno di 10 dipendenti e ricavi o totale di bilancio annuo non superiore ai 2 milioni di euro), essere iscritto alla Camera di Commercio, aver pubblicato almeno 10 novità editoriali nel 2019, essere in regola con i pagamenti di tasse e contributi e non avere procedure fallimentari in corso.“Questa misura è un aiuto importante per continuare a svolgere il nostro ruolo a sostegno della pluralità editoriale e culturale del Paese in un contesto che, nonostante i segnali di ripresa, rimane molto critico soprattutto per i piccoli editori, tra le parti economicamente più fragili dell’editoria libraria” ha commentato il vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo Piccoli Editori Diego Guida.

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Sblocco fondo pesca FEAMP

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Dopo i 20 milioni di euro previsti dal decreto Cura Italia e il provvedimento che stanzia 950 euro di ristoro per i pescatori, giunge finalmente in Conferenza Stato-Regioni l’accordo sul decreto che autorizza a ridefinire, nei limiti delle rispettive assegnazioni finanziarie del FEAMP (il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca), la redistribuzione delle risorse da attivare per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza da Covid-19 e per assicurare la continuità aziendale degli operatori della pesca.”L’obiettivo è quello di favorire il massimo utilizzo possibile delle relative misure da parte dell’autorità di gestione, degli organismi intermedi e dei gruppi di azione locale nel settore della pesca (FLAG) – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, che ha preso parte alla seduta della Conferenza Stato-Regioni – L’accordo prevede, ferme le percentuali tra Stato (33%) e Regioni e Province autonome (67%), la ripartizione delle risorse finanziarie di quota comunitaria del PO Feamp tra Autorità di Gestione 123,8 milioni di euro a cui si sommano 17,7 milioni di assistenza tecnica e Organismi Intermedi 274,4 milioni di euro a cui si aggiungono 14,5 di assistenza tecnica. Mentre per altre tre misure autonome, all’Autorità di Gestione vengono destinati 107 milioni di euro circa”.Viene, dunque, esteso il sostegno finanziario al fermo pesca, in mare e nelle acque interne, per il periodo dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020 causato dal Covid-19, l’ambito di applicazione dei Fondi di mutualizzazione e le assicurazioni degli stock acquicoli, la concessione di capitale circolante e compensazioni agli acquacoltori per la sospensione temporanea o la riduzione della produzione/vendite ovvero per i costi supplementari di magazzinaggio. Inoltre, si prevede l’innalzamento della quota di intervento del FEAMP per l’attuazione dei Piani di produzione e di commercializzazione delle Organizzazioni di Produttori dal 3% al 12% del valore medio annuo della produzione commercializzata dalla singola Organizzazione nel corso dei tre anni precedenti nonché l’estensione del sostegno finanziario fino a fine anno per aiuti al magazzinaggio delle Organizzazioni di Produttori impegnati in attività di stoccaggio di prodotti della pesca o prodotti acquicoli. Infine, si estende il sostegno FEAMP per la concessione di capitale circolante o per compensazioni.

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Fondo per i piccoli editori

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

“Con questa misura – continua Levi – si completa un quadro di interventi a sostegno del mondo del libro e della lettura che non ha eguali in Europa, con i 30 milioni per gli acquisti di libri da parte delle biblioteche, i 15 milioni per la Carta Cultura, il rifinanziamento della 18App passata da 160 a 190 milioni, i 10 milioni per il tax credit a favore delle librerie e il decisivo supporto a #ioleggoperché, la prima e più importante manifestazione di promozione della lettura che ha già permesso di donare oltre un milione di libri alle biblioteche scolastiche nel nostro Paese”. “È stata apprezzata la solidità delle nostre analisi e la validità delle proposte avanzate insieme all’Associazione Italiana delle Biblioteche (AIB) e all’Associazione dei Librai Italiani (Ali)”.“Le misure di sostegno approvate, insieme ai dati di mercato che indicano un consistente recupero delle vendite dopo la riapertura delle librerie – conclude Levi – confermano la vitalità del mondo del libro, e danno conforto alla prospettiva di una ripresa dello sviluppo e di un ritorno alla piena normalità per l’intera economia nazionale.”“Già a maggio il nostro Osservatorio sull’impatto del Covid-19 aveva evidenziato la drammaticità della crisi per i piccoli e i medi editori che, in otto casi su dieci, non escludevano di dover chiudere le attività già alla fine del 2020. Per questo avevamo chiesto come AIE un intervento specifico per i soggetti economicamente più fragili – ha commentato il vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo Piccoli Editori Diego Guida -. Con la misura approvata oggi, noi piccoli editori abbiamo uno strumento in più per continuare a svolgere il nostro ruolo in un contesto che rimane, nonostante i segnali di ripresa, ancora complesso”.

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Oltre USD 1,1 miliardi di raccolta per il fondo di fondi di private equity Monte Rosa V

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Pictet Alternative Advisors (PAA), lo specialista negli investimenti alternativi del Gruppo Pictet, ha annunciato oggi la chiusura finale a USD 1,164 miliardi di Monte Rosa V, il quinto veicolo di una serie di fondi di private equity multimanager diversificati.
Monte Rosa V investirà prevalentemente in fondi di buyout nordamericani ed europei e in minor misura in altre regioni (ad es. Cina, Australia e mercati emergenti) e altre strategie (venture capital, growth e turnaround). Circa il 20% del patrimonio verrà impiegato in co-investimenti e in transazioni di mercato secondario. Al momento della chiusura, il programma aveva impegni di capitale per il 50%.Questo lancio ha registrato un notevole interesse sia dai precedenti investitori nei fondi Monte Rosa sia da un nuovo insieme di clienti diversificati a livello geografico.Pictet utilizza un approccio coerente di costruzione del portafoglio che è rimasta invariata in tutti i suoi fondi di private equity, indipendentemente dal capitale raccolto. Pictet ha costruito nel tempo importanti relazioni con un numero limitato di case di private equity che sarebbero altrimenti difficilmente accessibili da parte dei fondi d’investimento. PAA ha creato la gamma Monte Rosa nel 2008 e lanciato Monte Rosa I con l’obiettivo di offrire il private equity a un universo di clienti più ampio. Oggi PAA gestisce USD 15,5 miliardi nel private equity, di cui USD 12,5 miliardi in conti separati e USD 2,9 miliardi nel programma di fondi di fondi Monte Rosa. I programmi maturi hanno generato una performance netta annualizzata (IRR netto) superiore al 13% e un total value to paid-in (TVPI) netto di 1,65x*. Tra gli investitori vi sono fondi pensione, istituti finanziari, fondazioni, family office e HNWI.Dall’inizio della sua attività, circa 30 anni fa, PAA si è impegnata in più di 150 fondi di private equity e ha partecipato a 155 co-investimenti, di cui 90 sono stati realizzati generando un multiplo pari a 2,70x* il capitale investito.

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Fondo UE per le crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

I leader locali e regionali hanno appoggiato le proposte della Commissione europea che aumenterebbero la dotazione finanziaria dell’UE di 2 miliardi di euro in modo da consentire una risposta diretta alle crisi future. Sulla scorta degli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19, nel corso di un dibattito con il commissario UE per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, i membri del Comitato europeo delle regioni hanno anche chiesto nuove regole per consentire alle regioni e alle città di poter fruire del sostegno diretto dell’UE durante i periodi di emergenza.I membri del Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti politici degli enti locali e regionali dell’UE, hanno accolto con favore gli sforzi compiuti dalla Commissione europea per rispondere alla pandemia di Covid-19. Il Comitato ha inoltre dato il suo sostegno alle recenti proposte per rafforzare la componente rescEU del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, che fornisce all’UE risorse di emergenza quali aerei e attrezzature mediche per aiutare le comunità colpite da crisi. In marzo, il Comitato europeo delle regioni ha lanciato una piattaforma di scambio online che consente alle amministrazioni locali e regionali di condividere le buone pratiche nella gestione della pandemia di Covid-19, come anche di valutare la risposta dell’UE. Il Comitato ha inoltre proposto l’istituzione di un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie volto ad aiutare le città e le regioni ad assumere personale medico supplementare, ad acquistare maggiori dispositivi medici, a sostenere i servizi di terapia intensiva e a fornire strumenti e materiale di igienizzazione per ospedali e scuole, tutte misure di cui si è tenuto conto in larga misura nei piani di ripresa dell’UE.Nel corso del dibattito, i membri del Comitato hanno fornito esempi di misure e buone pratiche adottate a livello locale, basate sull’esperienza da loro fatta sul campo nella lotta contro l’attuale pandemia di Covid-19.

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