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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘fondo’

Editoria: Fieg, utilizzare le risorse del Fondo straordinario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2022

Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio generale tenutosi oggi, auspicano che il Governo completi, nel disbrigo degli affari correnti, l’attività di definizione delle misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 e proceda nell’attuazione degli interventi di sostegno al settore già decisi da tempo (credito carta e distribuzione).Gli editori della Fieg, ricordando i buoni risultati ottenuti insieme all’Anci con la campagna “Educazione alla cittadinanza” per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, hanno inoltre deciso di avviare agli inizi di settembre una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per la partecipazione attiva al voto, con l’invito ad informarsi sui giornali, on-line e cartacei, mezzi di informazione attendibili e di qualità.

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Dirigenti scolastici: Fondo unico nazionale, arrivano 340 milioni. Udir: bene, ma non basta

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2022

Il ministero dell’Istruzione ha comunicato che una parte del cosiddetto Fun servirà per la retribuzione di posizione di parte variabile. Secondo Udir “anche se vi è stato un incremento, stiamo parlando di cifre ancora troppo basse per compensare il gap”. Come riporta la stampa specializzata, “la Direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero dell’Istruzione ha comunicato alle organizzazioni sindacali che il FUN 21/22 è stato certificato dall’Ufficio Centrale del Bilancio. La sua consistenza è di 340.963.278,38 euro, mentre per l’anno scolastico precedente ammontava a 322.212.772,75 euro. Una parte del fondo è destinata all’aumento della sola retribuzione di posizione di parte variabile per l’incidenza dei fondi a ciò destinati dalla Legge bilancio 2022 (legge 234/2021)”. Secondo Udir si tratta di una cifra ancora largamente inferiore alle necessità. “L’incremento rispetto al passato è minimale e considerando che si tratta di cifre lorde da dividere per 7 mila dirigenti scolastici, alla fine non cambierà molto la sostanza, fatta di compensi largamente al di sotto di quelli che vengono assegnati a chi dirige un qualsiasi ambito del comparto pubblico. Per non parlare degli stipendi che vengano conferiti nei Paesi europei”.

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Editoria e fondo straordinario

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio generale tenutosi oggi, invitano il Governo a definire con la massima sollecitudine possibile le misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 che dovevano essere individuate entro la fine dello scorso mese di marzo. Gli editori sottolineano l’ulteriore aggravarsi della crisi dell’editoria giornalistica anche a seguito dei rilevanti incrementi dei costi di produzione (carta ed energia) e, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione della lista per l’accesso al beneficio del credito d’imposta per la carta acquistata nel 2019 e nel 2020, auspicano che in tempi rapidi si proceda alla presentazione delle domande per il credito della carta acquistata nel 2021 e per il credito sulle spese di distribuzione sostenute nel 2020 che, previsto dal decreto-legge sostegni bis del giugno 2021, a distanza di dodici mesi è tuttora in attesa di attuazione.

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Lancio del fondo BNP Paribas Social Bond

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

BNP Paribas Asset Management annuncia il lancio del fondo BNP Paribas Social Bond, uno strumento disponibile anche sul mercato italiano e pensato per finanziare progetti con impatto sociale positivo in diversi ambiti: dall’accesso ai servizi essenziali come l’acqua alla sicurezza alimentare, dall’abbattimento delle disuguaglianze all’accesso al credito, dai sussidi di disoccupazione al social housing, ecc. Nell’universo delle obbligazioni sostenibili, le obbligazioni sociali rappresentano il segmento in più rapida crescita, tanto da costituire il 30% del totale nel 2020. Una crescita che secondo le nostre previsioni è destinata a continuare, trainata in gran parte da emittenti sovrani o quasi sovrani e dall’espansione dei programmi di obbligazioni sociali per finanziare un numero maggiore di progetti volti a contrastare le disuguaglianze. L’iniziativa, che espande l’offerta tematica sul reddito fisso, è in linea con il terzo obiettivo posto dalla Global Sustainability Strategy di BNPP AM, che si articola su tre temi strategici, noti come “3E”: transizione energetica (“Energy Transition”), protezione dell’ambiente (“Environment”) e, appunto, uguaglianza e crescita inclusiva (“Equality & Inclusive Growth”). In particolare, il fondo BNP Paribas Social Bond investe in tre aree principali: · Almeno il 75% in obbligazioni classificate come sociali o sostenibili, che promuovono l’accesso a servizi essenziali quali l’acqua o la salute, alloggi a prezzi accessibili, occupazione, sicurezza alimentare, progresso socioeconomico o infrastrutture di base. · Un massimo del 25% in obbligazioni emesse da aziende socialmente responsabili, selezionate in base a un modello di rating sviluppato da BNPP AM che assegna un “punteggio di inclusione” agli emittenti, classificandoli in base alle loro pratiche sociali volte a ridurre le disuguaglianze. · Un massimo del 10% in strumenti di microcredito che aiutano le piccole imprese e gli individui dei mercati emergenti ad avere accesso ai servizi finanziari. Il fondo, classificato come articolo 9 ai sensi della SFDR, è gestito utilizzando una rigorosa metodologia proprietaria. La selezione di titoli ed emittenti è allineata agli standard di investimento sostenibile di BNPP AM e si basa sulla competenza dei team di gestione obbligazionaria e del Sustainability Centre, ampliato di recente con 5 nuove nomine. BNP Paribas Social Bond combina l’esperienza di BNPP AM nelle obbligazioni “verdi” (il fondo BNP Paribas Green Bond è stato lanciato nel 2017) con la conoscenza approfondita delle questioni sociali, applicata nella gestione del fondo BNP Paribas Inclusive Growth, lanciato all’inizio di quest’anno.

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Incremento Fondo sanitario

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

“Bene l’incremento del Fondo sanitario nazionale, frutto delle rivendicazioni sindacali di questi mesi difficili di pandemia e anche prima. La salute è un investimento sul futuro ed è un bene archiviare la stagione dei tagli. Ora queste risorse siano vincolate ad un piano straordinario di assunzioni e al potenziamento degli organici in Sanità, insieme alla stabilizzazione di tutti i precari Covid. Si tratta infatti di risorse di parte corrente che quindi possono essere usate dalle aziende per implementare l’occupazione, visto che, parallelamente, gli stanziamenti previsti dal Pnrr saranno utilizzati per potenziare l’offerta e l’organizzazione sanitaria territoriale. Dobbiamo davvero dare risposte agli operatori sanitari in termini di salari, occupazione e valorizzazione professionale ma possiamo anche migliorare la qualità dell’assistenza ai cittadini. Ora accelerare su riforme, assunzioni e rinnovo contrattuale”. È quanto dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl commentando le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha annunciato un incremento in manovra del Fondo sanitario di 2 miliardi nel 2022, di 4 nel 2023 e di 6 nel 2024 quando si arriverà a 128 miliardi complessivi.

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Fondo per le filiere della pesca e dell’acquacoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

“È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso decreto di riparto dei fondi per lo sviluppo e il sostegno delle filiere della pesca e dell’acquacoltura, a cui sono destinati 20 milioni di euro. Un risultato importante che si poggia sulle risorse che abbiamo inserito nell’ultima Legge di Bilancio per aiutare uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia a causa della chiusura del canale Ho.re.ca che, con ristoranti e mense, rappresenta il principale mercato per il pesce fresco nazionale”. Ad annunciarlo è il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario della proposta di legge di riforma del settore ittico in attesa di approvazione definitiva al Senato.“La gran parte delle risorse, pari a 15 milioni di euro – prosegue – è assegnata alla pesca marittima con i contributi alle imprese armatrici che saranno riconosciuti in funzione della stazza delle imbarcazioni. All’acquacoltura vanno 3,5 milioni di euro: da un minimo di 5.000 euro per le microimprese a cui è assegnato l’85% dei fondi a un massimo di 20.000 euro (5% del totale)”.“Infine, 1,5 milioni di euro sono dedicati alla pesca nelle acque interne: 993mila euro in Veneto, 143mila in Sardegna, 104mila in Lombardia, 75mila in Puglia, 70mila in Emilia-Romagna e il resto suddiviso tra le altre regioni” conclude.

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Fondo Indigenti pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

“Si tratta di 46,9 milioni di euro destinati all’acquisto di prodotti di filiera e materia prima italiana – prosegue – Con questi fondi, aiutiamo i nostri connazionali meno abbienti e più bisognosi, dando una mano al contempo all’agricoltura e all’agroalimentare made in Italy, che cercano di superare la crisi dovuta alla pandemia, aggravata dalla chiusura di bar, ristoranti, pizzerie e mense. Una misura di buon senso, resasi ancor più necessaria dall’attuale emergenza epidemiologica che rischia di aumentare la fascia di popolazione sotto la soglia di povertà”. “Alla pubblicazione del decreto, seguirà l’emanazione dei bandi da parte di Agea, l’ente del Mipaaf per le erogazioni in agricoltura, a cui auguriamo buon lavoro con l’auspicio che si possano presto raggiungere gli obiettivi prefissati” conclude L’Abbate.

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Agricoltura: approvazione del Fondo complementare al PNRR

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2021

Attraverso i Contratti di Filiera e di Distretto per i settori agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo, il sistema produttivo del Sud Italia potrà finalmente superare la frammentazione aziendale, gli elevati costi operativi, la scarsa integrazione con la rete di distribuzione e con il comparto di trasformazione che purtroppo lo caratterizzano”. Lo dichiara la deputata Maria Marzana, esponente M5S in commissione Agricoltura, a seguito dell’approvazione alla Camera del Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che destina a questi strumenti ben 1.203,3 milioni di euro sino al 2026.“Le imprese meridionali – aggiunge – potranno così superare le proprie criticità, raggiungendo una migliore penetrazione nei mercati, contrastando la volatilità dei prezzi, rafforzando i rapporti tra gli operatori e garantendo una maggiore redditività, soprattutto alla parte più debole, ossia quella agricola. Crediamo fortemente in questi strumenti che valorizzano il lavoro delle filiere agroalimentari italiane e rafforzano le sinergie territoriali”. “Sia i contratti di filiera che quelli distrettuali – prosegue Marzana – saranno indirizzati a incentivare pratiche agronomiche sostenibili, nel solco delle principali strategie comunitarie, come ‘Green Deal’ e ‘Farm to fork’, affinché si possa raggiungere una vera, concreta e proficua transizione ecologica anche nel comparto primario, garantendo sia la sostenibilità ambientale che quella economica e sociale”.“Sarà determinante, dunque, saper cogliere appieno le potenzialità di questi ingenti finanziamenti per ampliare le occasioni commerciali delle imprese agroalimentari del Sud Italia, migliorando la produzione e rispondendo meglio agli indirizzi del mercato e alle richieste dei consumatori. Grazie al PNRR, poi, accompagneremo le imprese potenziando le infrastrutture logistiche per la commercializzazione anche oltre confine, a cui sono destinati ulteriori 800 milioni di euro. Questi fondi serviranno a ridurre l’impatto ambientale del sistema dei trasporti; a migliorare la capacità di stoccaggio delle materie prime per preservare la differenziazione dei prodotti per qualità, sostenibilità, tracciabilità e caratteristiche produttive; a potenziare le capacità di esportazione e la logistica dei mercati all’ingrosso, anche attraverso la digitalizzazione, valorizzando la tracciabilità dei prodotti e riducendo gli sprechi alimentari” conclude.

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Payden & Rygel lancia il Fondo UCITS Global Aggregate Bond Fund

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

Payden & Rygel, tra le principali società di gestione indipendenti e non quotate al mondo, annuncia il lancio del Fondo UCITS Payden Global Aggregate Bond Fund, dedicato a fondi pensione europei, family offices, assicurazioni e aziende.Il nuovo fondo, nato in risposta alla domanda degli attuali clienti di Payden alla ricerca di diversificazione e maggiore esposizione al credito, è strutturato in modo da ottimizzare il rendimento totale investendo principalmente in titoli di debito investment grade, a tasso fisso e variabile, di qualunque regione geografica. L’approccio d’investimento, in particolare, si basa su visione di lungo termine, ricerca e valutazione sui fondamentali e combina una ricerca approfondita sui temi di mercato top-down e sugli emittenti bottom-up per identificare interessanti opportunità d’investimento nei mercati del credito, dei tassi d’interesse e delle valute. Il comparto ha l’obiettivo di massimizzare i rendimenti dell’indice Bloomberg Barclays Global Aggregate investendo in un portafoglio di obbligazioni a tasso fisso e variabile di qualità. Il profilo di rischio è diversificato per settore, emittenti, Paesi, duration e valute. Il fondo incorpora inoltre i criteri ESG nella valutazione fondamentale di società, enti sovrani, quasi-sovrani e attività cartolarizzate, combinando l’analisi ESG con fattori specifici dell’analisi fondamentale di ogni investimento per ottenere una view d’investimento complessiva.Il dollaro USA è la valuta di riferimento del Fondo Payden Global Aggregate Bond che è offerto in una serie di classi di azioni con copertura valutaria in sterline, euro e corone norvegesi. La commissione di gestione è di 30 punti base, con un TER massimo di 35 punti base. Il fondo ha un profilo di medio rischio, è adatto a investitori con un orizzonte temporale di medio/lungo termine, offre liquidità giornaliera ed è sottoscrivibile con un investimento minimo di $1 milione di dollari. La strategia, sotto la supervisione di Nigel Jenkins, Responsabile del Team di Gestione e Managing Director di Payden & Rygel Londra, è affidata a Timothy J. Crawmer e Paul Saint-Pasteur, entrambi fund manager con comprovate esperienze pluriennali nel mercato del credito.

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Fondo per aiutare i Paesi UE a contrastare le conseguenze negative del recesso del Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla riserva di adeguamento alla Brexit da 5 miliardi di euro (ai prezzi 2018 e 5,4 miliardi di euro ai prezzi correnti). I negoziati con gli Stati membri UE inizieranno il 9 giugno, con l’obiettivo per i deputati di raggiungere un accordo politico il 17 giugno. I punti principali del mandato negoziale del Parlamento sono: • un fondo di prefinanziamento di 4 miliardi di euro, erogato in due rate uguali nel 2021 e nel 2022, con il restante miliardo di euro pagato nel 2025; • un periodo di ammissibilità, che coprirà i costi sostenuti dal 1° luglio 2019 al 31 dicembre 2023 per prepararsi agli effetti negativi e preventivati della Brexit; • un metodo di assegnazione basato su tre fattori: l’importanza del commercio con il Regno Unito, l’importanza della pesca nella zona economica esclusiva del Regno Unito e la popolazione che vive nelle regioni marittime confinanti con il Regno Unito; • un’attenzione a piccole e medie imprese, lavoratori autonomi, alla creazione di posti di lavoro e la reintegrazione dei cittadini europei di ritorno dal Regno Unito; • l’esclusione dei settori finanziari e bancari dal sostegno; • il 7% della dotazione nazionale destinato alla piccola pesca e alle comunità locali dipendenti dalle attività di pesca nelle acque del Regno Unito (per i paesi interessati).

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Archegos: la bancarotta di un altro fondo speculativo

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. La morte in carcere dello speculatore americano Bernie Madoff non chiude un ciclo. Anzi, il susseguirsi di continui fallimenti e di sconquassi finanziari dimostra che dopo la Grande Crisi non sia cambiato proprio niente. Aveva orchestrato il più grande “schema Ponzi”, la piramide finanziaria truffaldina, che pagava i primi investitori con i nuovi capitali raccolti. Un’operazione di almeno 50-60 miliardi di dollari! La vicenda di Madoff, con la sua condanna a 150 anni di prigione, sembra la classica esagerazione americana: punire un singolo, con il massimo della pena e della pubblicità mediatica, e lasciare i meccanismi e il potere della finanza pressoché intatti.Il più recente caso è quello del fondo hedge Archegos, fondato dallo speculatore Bill Hwang. Com’è noto, i fondi hedge gestiscono i capitali degli investitori con l’intento di evitare loro rischi e volatilità dei titoli. Il problema, però, è come lo fanno. Il suo primo fondo, il Tiger Asia Management, fu investito dal crollo della Lehman Brothers. In seguito, fu accusato dalla Security Exchange Commission di insider trading in operazioni di vendita allo scoperto, anche con titoli cinesi. Se la cavò con una multa soft di 44 milioni di dollari. Però, per quattro anni non poté operare sul mercato di Hong Kong. Nel 2014 creò l’Archegos Capital Management. Si tratta di un fondo hedge ancora più ristretto e selezionato, un family fund, con cui gestisce i suoi capitali e quelli di pochi altri privilegiati. In questo modo sfugge ai controlli e alla vigilanza delle agenzie preposte. Fa parte, appunto, del cosiddetto shadow banking. Lo strumento più spregiudicato di Archegos è stato l’utilizzo della leva finanziaria, il leverage, per avere maggiori disponibilità finanziarie partendo da un piccolo capitale. E’ arrivato così a gestire tra 50 e 100 miliardi di dollari. Nell’operazione sono state coinvolte tutte le maggiori banche mondiali, tra cui la giapponese Nomura, le americane Goldman Sachs e Morgan Stanley, il Credit Suisse, la Deutsche Bank, ecc. Con i prestiti, Hwang ha investito, tra l’altro, in azioni americane e cinesi, dando i titoli in garanzia. L’accordo era che, qualora essi dovessero perdere di valore, le banche creditrici avrebbero potuto chiedere di reintegrare le garanzie, la cosiddetta margin call, o, in ultima istanza, vendere i titoli per contenere le perdite. E’ esattamente ciò che è successo. Il Credit Suisse, per la seconda volta in poche settimane, avrebbe perso circa 4 miliardi di euro. Le banche conoscono perfettamente i giochi, per cui le loro “sorprese” sono insostenibili. Esse usano, appunto, detti fondi hedge, entità autonome e separate dalle stesse banche, per fare delle operazioni molto rischiose e incassare commissioni e guadagni consistenti. In una situazione anomala di tassi bassissimi e anche negativi, quando la leva finanziaria è molto alta, basta un piccolo cambiamento della politica monetaria o uno scossone negativo dei titoli messi a garanzia per far cadere il castello di carte. E i derivati emessi su detti titoli sono, ovviamente, i primi a risentirne.Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea nel 2019 il valore nozionale dei derivati finanziari otc ha raggiunto il picco di 640 mila miliardi di dollari. Come abbiamo più volte evidenziato, si tratta di operazioni molto rischiose che sono tenute solitamente fuori dei bilanci delle banche coinvolte e non sottoposti alle regole e alla vigilanza delle autorità preposte. Per esempio, non sono disciplinate dalle cosiddette stanze di compensazione, le clearing house, che garantiscono che le controparti siano in grado di portare a termine i contratti derivati. Gli esperti del settore e taluni economisti, anche molto noti, si affrettano sempre ad affermare che dovrebbe essere preso in considerazione il valore lordo di mercato (gross market value), quello che evidenzia il rischio e cosa sarebbe necessario per chiudere i contratti dei derivati in essere in un determinato momento. Naturalmente, si tratta sempre di parecchie migliaia di miliardi di dollari.Il caso del recente crac di Archegos dimostra, in verità, il contrario. Esso prova che, in caso di crisi, è il nozionale che entra in gioco. E può creare un enorme effetto valanga difficilmente arrestabile.Siamo alle solite. I grandi pescecani della finanza continuano a creare rischi sistemici. Manca, purtroppo, una legislazione stringente e globale. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Carlo Serafini: Il Fondo Sandro Penna

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

COLLANA: BIBLIOTECA DI CULTURA/759 PP: 216 PREZZO: 19,50€ Biblioteca Guglielmo Marconi Biblioteche di Roma.Per espressa volontà del poeta, la biblioteca di Sandro Penna venne donata alla sua morte al Comune di Roma. Dopo alterne vicende, che hanno visto il fondo ridursi a circa la metà della sua originaria consistenza, il patrimonio di libri è oggi conservato presso la Biblioteca Guglielmo Marconi di Roma. Grazie alle ricerche intraprese è stato possibile recuperare gli originari cataloghi cartacei, digitalizzarli e ricostruire così l’intero lascito. Diviso in due parti, il volume offre i risultati di questa ricerca attraverso l’analisi del Fondo (Parte I) e l’esame dettagliato di ogni singolo volume (Parte II). Lo studio mette a disposizione degli studiosi uno strumento di indagine critica sull’officina e sulla poetica di uno dei maggiori poeti del Novecento, entrato con unanime riconoscimento nel canone della Letteratura italiana.Carlo Serafini (Roma, 1969) insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università della Tuscia di Viterbo e Giornalismo culturale a “La Sapienza” Università di Roma. Ha tenuto Laboratori didattici e di scrittura e corsi di Letteratura italiana presso l’Università de L’Aquila. Ha svolto attività di ricerca, studio e catalogazione dei Fondi Baldacci, Caproni e Penna per conto dell’Università per Stranieri di Perugia. È stato collaboratore de “Il Messaggero” e autore e consulente per Rai Educational e Rai Scuola. Ha pubblicato articoli e saggi sui maggiori autori del Novecento e le due monografie: Il Quinto comandamento. Studi su Federigo Tozzi (Vecchiarelli, 2008) e Italo Svevo. Lo scrittore, il critico, il drammaturgo (Aracne, 2012). Membro della redazione della rivista di cultura contemporanea “L’Illuminista” e del progetto su fondi e archivi storici MEMO della MOD. Relatore in numerosi Convegni nazionali e internazionali, è ideatore e curatore del progetto di ricerca su letteratura e giornalismo Parola di scrittore (3 vol. Bulzoni Editore). Nel gennaio 2014 ha ottenuto l’ASN come Professore di II fascia di Letteratura italiana contemporanea.

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Relazione annuale del Fondo “Polis” in liquidazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Polis Fondi SGR.p.A. ha approvato la relazione annuale al 31 dicembre 2020 del Fondo “Polis” in liquidazione, dalla quale emerge un valore complessivo netto del Fondo a fine esercizio pari a Euro 5.984.078 e un valore contabile unitario della quota pari a Euro 46,388.Il risultato dell’esercizio 2020, negativo per Euro 808.994, ha determinato una performance annuale del -10,82%.I componenti negativi che hanno determinato il risultato d’esercizio sono rappresentati da perdite da realizzi, da oneri per la gestione di beni immobili, da imposte sugli immobili e da oneri di gestione, mentre i componenti positivi sono rappresentati da ricavi per canoni di locazione, recuperi di spese e altri ricavi.Il rendimento medio annuo composto, calcolato dalla data di inizio dell’attività di gestione, risulta pari allo 0,63%.Per ogni ulteriore dettaglio in merito all’avanzamento della procedura di liquidazione del Fondo – le cui quote sono state cancellate dalla quotazione sul segmento MIV di Borsa Italiana S.p.A. a far data dal 30 dicembre 2020 – si rimanda alla Relazione di gestione annuale, disponibile sul sito internet della Società.Tale Relazione, messa a disposizione dei quotisti del Fondo e del mercato allo scopo di fornire una completa informativa sui risultati conseguiti al 31 dicembre 2020, verrà sottoposta all’esame della Società di Revisione incaricata della revisione contabile della stessa.

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Al via il primo fondo Pir che punta a migliorare la sostenibilità delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

AcomeA SGR, società di Gestione del Risparmio specializzata in fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali, aggiunge una nuova strategia azionaria Italia alla propria gamma con il fondo AcomeA PMItalia ESG, il primo fondo in Italia, PIR compliant, che integra criteri ESG all’interno della strategia di investimento sulle aziende che oggi possono offrire il più alto potenziale di miglioramento sul fronte della sostenibilità e ancora attualmente fortemente a sconto in Borsa.Il focus principale del fondo è quello selezionare le società che possono avere il più alto margine di miglioramento nell’integrazione di criteri di sostenibilità tra Small e Mid Cap Italiane, con una quota target di circa il 70-80% del totale investibile dedicato a queste (incluso l’AIM, il cui peso da solo vale oggi oltre il 14%, posizionando il fondo tra i principali investitori di questo mercato).AcomeA PMItalia ESG addotta una policy di investimento ESG e una Policy di Voto, che contempla anche un ingaggio collaborativo con le aziende attraverso un azionariato attivo. Lo stile di gestione è quello che contraddistingue da sempre AcomeA SGR – ossia di tipo value-contrarian – e predilige la selezione di società ritenute a forte sconto sul valore intrinseco, desunto da ratios finanziari e analisi sulla qualità, la crescita, la posizione competitiva nel settore e l’efficacia del management. I titoli, circa 70 oggi in portafoglio, sono analizzati e selezionati sulla base dell’analisi fondamentale, integrata con l’utilizzo di criteri di rischio ESG. Si investe sulle PMI italiane, aiutandole allo stesso tempo a fare un salto culturale verso il percorso di integrazione dei criteri di impatto sostenibile. Lo scopo del fondo non è, quindi, quello di scegliere titoli che abbiano già un alto rating ESG, quanto individuare le società con maggiore potenziale e aiutarle in modo attivo a svilupparlo.L’inclusione di criteri ESG nell’approccio del fondo PIR ha determinato anche la nascita del nuovo Comitato ESG di AcomeA SGR, preposto alla supervisione e implementazione di tutto il processo di investimento. Il comitato, che si tiene di norma mensilmente, è presieduto da Giovanni Brambilla, Direttore Investimenti di AcomeA SGR e riporta al CDA l’attività di guida e selezione delle società e i relativi risultati conseguiti. Il processo di engagement si snoda attraverso un percorso meticoloso di analisi dei possibili rischi e opportunità legati a temi ESG, che si sviluppa lungo diverse fasi: identificazione delle società oggetto di engagement e delle tematiche rilevanti;
formulazione della strategia di engagement; dialogo collaborativo; implementazione; follow-up. Il Comparto AcomeA PMItalia ESG è gestito da Antonio Amendola, Fund Manager Equity Italia.Le PMI italiane, cuore pulsante dell’attività produttiva italiana, hanno oggi più che mai bisogno di sostegno finanziario e risorse. Numerosi inoltre sono gli appuntamenti normativi in tema ESG previsti per il 2021 e 2022 cui il mercato finanziario e le società dovranno adattarsi. Per le imprese di media e piccola dimensione sarà fondamentale quindi prepararsi con largo anticipo alle sfide future: chi riuscirà ad anticipare proattivamente l’evoluzione godrà di un vantaggio competitivo rispetto agli altri.

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Firmato decreto sul Fondo in memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Non posso che esprimere grande soddisfazione per la firma che oggi è stata apposta sul decreto istitutivo del Fondo in memoria di Antonio Megalizzi e del collega Bartosz Orent Niedzielski per sostenere e promuovere l’attività delle radio universitarie”, è il commento di Alessia Rotta presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici. “Dalla mia proposta di legge di un anno fa ad oggi, abbiamo svolto un assiduo lavoro parlamentare che ha coinvolto molte altre forze politiche. Quella proposta di legge è diventata un emendamento alla legge di bilancio con cui il fondo è stato finanziato con un milione di euro. E ora questo provvedimento è alla firma della Corte dei Conti per rendere il fondo pienamente operativo. Da oggi, i servizi di trasmissione radiofonica universitaria, i laboratori didattici e le iniziative di formazione all’interno delle università per giornalisti, tecnici e operatori non graveranno più solo sulle università ma potranno contare su questo fondamentale riconoscimento economico da parte dello Stato che afferma un principio a mio avviso sacrosanto: le emittenti radiofoniche universitarie sono un bene pubblico che lo Stato deve tutelare, sostenere e promuovere. Sono parte integrante delle università e dell’informazione”. “Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tutto il mondo delle radio universitarie. Nell’arco di dodici mesi, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, abbiamo raggiunto questo grande risultato. Ancora più significativo per il fatto di essere arrivato proprio ora, nei giorni in cui si celebra la memoria e il ricordo di Antonio Megalizzi. Perché celebrarne la memoria significa investire per le cose in cui Antonio credeva, per le battaglie culturali, per la passione per il suo lavoro, per l’impegno civico. E anche per l’Europa solidale e unita, come quella che sta provando a nascere sulle macerie lasciate dal Covid. Continueremo a lavorare per finanziare ancora il fondo e per far diventare questa una esperienza strutturale al servizio delle comunità universitarie e della libera informazione”.

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Piccoli editori: “Bene l’intervento del governo sul fondo da 10 milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

“Accogliamo con grande soddisfazione la scelta del governo di rendere più generoso il sostegno destinato ai piccoli editori e di estendere la platea dei beneficiari, venendo incontro alle nostre osservazioni: così facendo sarà possibile utilizzare al meglio l’intera dotazione di dieci milioni di euro. Un aiuto importante in un momento difficile” lo dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo la pubblicazione del provvedimento del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il provvedimento modifica i criteri di distribuzione del fondo per i piccoli editori raddoppiando il contributo dall’1% al 2% del fatturato e allargando la platea dei beneficiari alle imprese fino a 10 milioni di fatturato con meno di 50 dipendenti. “Le modifiche approvate dal governo vanno incontro alle nostre letture e interpretazioni delle necessità del settore editoriale in questo momento. Grazie a questo provvedimento, potrà accedere agli aiuti una platea di editori che, grosso modo, è quella che ogni anno, a esclusione di questo sfortunato 2020, popola la nostra Fiera di Roma, Più libri più liberi – spiega Diego Guida, vicepresidente di AIE e presidente del Gruppo Piccoli editori -. I piccoli editori, come abbiamo sempre detto, sono un presidio imprescindibile della pluralità culturale del nostro Paese e l’attenzione del governo verso di loro è per noi un’ottima notizia”.

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Nuovo Fondo europeo per l’innovazione e l’impatto sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Con una garanzia del programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) è stato istituito il Fondo europeo per l’innovazione e l’impatto sociali, gestito dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI). Il Fondo mira a colmare la carenza di finanziamenti cui le imprese sociali devono spesso far fronte, mettendole in contatto con gli investitori. I finanziamenti del Fondo andranno a beneficio degli imprenditori sociali che lavorano per trovare una soluzione a problemi urgenti in settori quali l’istruzione, l’alimentazione, la sanità e i servizi sociali.Il Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, ha dichiarato: “Il valore aggiunto delle imprese sociali è chiaro, ma spesso l’anello mancante è l’accesso ai finanziamenti. Questo Fondo sostenuto dall’UE metterà in contatto le imprese sociali in fase di avvio con gli investitori, affinché i progetti diventino realtà. Dobbiamo continuare a investire nell’economia sociale, creare posti di lavoro, contribuire a migliorare la vita delle persone e rafforzare la resilienza delle nostre società. Ciò è più importante che mai nel contesto della crisi.” Nella prima fase di finanziamento, il Fondo ha già raccolto 4,5 milioni di EUR di capitale e concederà i primi prestiti alle imprese sociali entro la fine del 2020.

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Manovra. Castelli: “Fondo cospicuo per emergenza covid”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Roma – “ Sono giornate intense di lavoro, stiamo per definire la Legge di Bilancio del 2021. Una Legge che cade in un periodo molto particolare, visto che non siamo ancora usciti dall’emergenza, anzi. Parte delle risorse vanno assolutamente riservate per il sostegno ai settori che saranno ancora colpiti dalle chiusure e dalle restrizioni. Come MoVimento 5 Stelle abbiamo chiesto la creazione di un Fondo cospicuo, sulla Manovra, proprio per affrontare l’emergenza COVID. Per tutelare i settori produttivi e per le spese sanitarie che si renderanno necessarie. Ci saranno ancora molte scelte da fare in questi giorni è da queste dipende il futuro di tutti noi, e del Sistema Paese. È una corsa contro il tempo, certo, che però affrontiamo supportati da un costante monitoraggio di tutti gli indicatori economici e dell’evolversi della pandemia. Se remiamo tutti nella stessa direzione, ognuno per quello che può e deve fare, riusciremo ad uscire da questa emergenza più “forti” di prima. Siamo un grande Paese, non scordiamocelo mai!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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La Commissione europea si appresta ad emettere obbligazioni a titolo del fondo SURE

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha annunciato l’emissione, prevista a breve, delle obbligazioni SURE: fino a 100 miliardi di € di obbligazioni sociali. A tal fine la Commissione ha adottato un quadro per le obbligazioni sociali sottoposto a valutazione indipendente. Il quadro è inteso a garantire agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali. L’annuncio fa seguito all’approvazione da parte del Consiglio della concessione di un sostegno finanziario a 16 Stati membri nell’ambito dello strumento SURE per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori.I fondi raccolti saranno trasferiti agli Stati membri beneficiari sotto forma di prestiti che consentiranno loro di coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di misure analoghe adottate in risposta alla pandemia.Il quadro adottato assicura alla comunità degli investitori che i fondi raccolti tramite l’emissione delle obbligazioni SURE saranno usati per perseguire un obiettivo chiaramente definito: attenuare l’impatto sociale della pandemia di coronavirus e le relative conseguenze in tutta l’UE. Gli investitori possono quindi essere certi che gli investimenti in tali obbligazioni concorreranno al finanziamento di misure sociali mirate. Contemporaneamente il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione contribuirà all’ulteriore sviluppo del mercato delle obbligazioni sociali, che costituisce uno dei pilastri del mercato europeo della “finanza sostenibile”.Per attestare che i fondi sono investiti per scopi di interesse sociale, nell’ambito del quadro sulle obbligazioni sociali, che si basa sul regolamento SURE, gli Stati membri sono tenuti a rendicontare l’impiego dei prestiti, nonché a redigere relazioni in merito agli effetti prodotti sul piano sociale dalle obbligazioni SURE. Sulla base delle informazioni contenute in tali relazioni, la Commissione europea potrà dimostrare agli investitori che le obbligazioni SURE sono state utilizzate per finanziare programmi aventi un impatto sociale positivo.Con la preparazione e la presentazione del quadro per le obbligazioni sociali, la Commissione intende attrarre investitori desiderosi di impiegare i propri capitali per scopi di interesse ambientale, sociale e di governance societaria. Il quadro per le obbligazioni sociali della Commissione è stato istituito nel pieno rispetto dei principi delle obbligazioni sociali pubblicati dall’International Capital Market Association (ICMA) ed è stato sottoposto a valutazione indipendente dall’agenzia esterna Sustainalytics.Con l’annuncio odierno, la Commissione compie un ulteriore passo verso l’emissione delle prime obbligazioni SURE. La prima transazione seguirà nella seconda metà di ottobre. Gli investitori e i partecipanti al mercato otterranno presto maggiori informazioni tramite un invito rivolto agli investitori mondiali.I prestiti concorreranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, rivolte in particolare ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia. SURE potrebbe anche finanziare alcune misure sanitarie, in particolare sul posto di lavoro, volte a garantire una ripresa sicura delle normali attività economiche.Gli Stati membri possono ancora presentare richieste formali di sostegno nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino 100 miliardi di € per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori colpiti dalla pandemia.

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Dl Agosto: emendamento taglia il Fondo Casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

E’ stato approvato in Commissione al Senato, nel Dl agosto, un emendamento che danneggia sicuramente i consumatori, peggiorando l’operatività del Fondo di garanzia sulla prima casa, limitando significativamente l’accesso al credito da parte di coloro che vogliono acquistare una prima casa alle solo categorie che oggi accedono con priorità (es. giovani coppie, detentori alloggi Iacp).”Un taglio indiscriminato e ingiustificato del Fondo Casa, in un momento di già grave difficoltà per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Si tratta del Fondo di cui all’art. 1, comma 48, lettera c) della Legge n. 147/2013, che con l’emendamento 41.0.2 (testo 3) sostituisce le parole ”con priorità” con ”esclusivamente”.”Con 3 sole paroline si limita pesantemente questo importante strumento, riservandolo esclusivamente ai soggetti prioritari, rischiando così di ridurre significativamente l’accesso al credito immobiliare da parte delle famiglie italiane, compromettendo l’efficacia di un fondo che ha rappresentato un importante strumento anticiclico nel mercato immobiliare. Senza considerare che l’accesso al Fondo impedisce alle banche di richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre l’ipoteca, tipo fideiussioni di parenti o amici” conclude Dona. In circa 6 anni dall’avvio della piena operatività del Fondo, ha consentito l’erogazione di circa 220.000 mutui (quindi 220 mila famiglie) per un controvalore di oltre 24,5 miliardi di euro. La domanda delle categorie prioritarie ha rappresentato soltanto l’11% del totale dei mutui erogati.

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