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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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IFAD. Il ministro Gualtieri: L’Italia farà la sua parte per finanziare il Fondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Secondo Gualtieri “una collaborazione tra istituzioni è fondamentale nella lotta al cambiamento climatico che colpisce soprattutto i paesi più poveri”. E a proposito della dodicesima ricostituzione delle finanze del Fondo (IFAD12) che prende avvio oggi il ministro ha concluso: “inizieremo ufficialmente il processo per la ricostituzione del fondo. L’Italia è concretamente impegnata a sostegno di questo processo”.Durante la prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD, capi di Stato, ministri, leader dello sviluppo e celebrità hanno chiesto ai 177 Stati Membri di aumentare gli investimenti nelle aree rurali per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di un mondo senza povertà e fame entro il 2030.L’appello arriva in un momento in cui il numero di persone che soffre la fame cresce: la popolazione in tale condizione ammonta a 820 milioni ogni anno. Sono 737 milioni coloro che vivono in situazione di estrema povertà e il divario tra ricchi e poveri si amplia sempre più.
Il Presidente della Repubblica del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, ha aperto i lavori della due giorni. Così come altri paesi della regione del Sahel, il Mali sta lottando contro il duplice flagello del conflitto e dei cambiamenti climatici: nonostante i raccolti eccezionali, la popolazione vive una situazione di carenza di viveri. Gli agricoltori abbandonano i loro campi per fuggire dal conflitto e il risultato è che i mercati locali restano deserti. “Il Mali non mollerà mai. Né il Mali, né gli altri paesi del Sahel. Stiamo sanguinando, ma vinceremo – ha detto Keïta – L’ IFAD ha permesso alle popolazioni in balia dei peggiori attacchi di mantenere i loro valori e la loro dignità”.Un appello appassionato all’azione immediata è venuto anche dal Sottosegretario alla Cooperazione internazionale per il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Norvegia, Aksel Jakobsen, che ha definito l’IFAD “un partner cruciale per piegare la curva della fame”.
“Dal Regno di Tonga a Timbuktu, i piccoli agricoltori lottano ogni giorno e questo è totalmente inaccettabile”, ha detto. E ha aggiunto: “Senza cibo non c’è sviluppo. Dobbiamo agire immediatamente tutti assieme”.A fargli eco Rodger Voorhies, colui che dirige gli sforzi della Fondazione Bill & Melinda Gates volti ad alleviare la fame e la povertà globali: “ dobbiamo passare dall’ambizione all’azione per il cambiamento – ha precisato -. Un cambiamento che abbiamo promesso ai piccoli agricoltori del mondo”. E ha concluso: “Abbiamo sia l’obbligo di concentrare i nostri sforzi che l’opportunità di agire e modificare la vita delle persone”.La coreografa, premio MTV VMA 2018 e prima Sostenitrice della gioventù rurale dell’IFAD, Sherrie Silver e il cantante Afrobeats Mr Eazi, hanno reso noti i risultati della loro campagna ‘sfida di ballo’. I due artisti che usano la loro fama per dar voce ai giovani delle aree rurali così da rendere “cool” il lavoro di agricoltore, hanno infatti organizzato una petizione di danza virtuale che chiede più investimenti sulle popolazioni giovani delle aree rurali. La petizione è oramai divenuta virale, con i suoi 102 milioni di visualizzazioni.
“Investire nell’agricoltura significa investire nello sradicamento delle differenze di genere e della disoccupazione”, ha detto Mr Eazi che ha visto recentemente due delle sue canzoni selezionate da Beyoncé e figura nell’ultimo album “the Gift” per il Re Leone. “In questo modo ci avviciniamo al raggiungimento degli obiettivi della prossima decade”, ha concluso.A chiudere i lavori della prima giornata della 43esima sessione del Consiglio dei Governatori IFAD l’attrice canadese Sabrina Elba che ha ribadito di sostenere l’IFAD assieme a suo marito, l’attore Idris Elba, e di supportare l’obiettivo fame zero perché, ha dichiarato, “crediamo fermamente che i piccoli agricoltori possano dare da mangiare al mondo e debbano quindi essere una priorità per il mondo stesso”.“Noi non possiamo cambiare la politica ma voi sì”, ha quindi detto ai 177 Stati Membri. E ha aggiunto: “Noi non possiamo investire di più sull’IFAD ma i vostri governi sì. Possiamo tutti alzare la nostra voce e parlare a nome delle popolazioni povere che sono troppo spesso lasciate indietro. Investire sul futuro delle popolazioni rurali significa anche investire sul nostro futuro”.
L’IFAD lavora nelle zone rurali più remote e altamente vulnerabili, dove pochi altri progetti di agenzie per lo sviluppo o istituzioni finanziarie internazionali arrivano. Oggi l’IFAD ha lanciato la dodicesima ricostituzione delle finanze (IFAD12), un processo di consultazioni lungo un anno durante il quale gli Stati Membri del Fondo si accordano sulle strategie da seguire e sulla mobilizzazione dei fondi che possono andare in prestiti agevolati e sovvenzioni per lo sviluppo dei paesi.

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Di Maio: se questo è un ministro

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

L’ultima del ministro Di Maio è stata: non firmeremo il documento al buio. Trattasi del Meccanismo europeo di stabilità (fondo salva Stati). C’è un piccolo particolare: il documento è stato approvato, nelle linee guida, dal governo a dicembre del 2018 e definito a giugno 2019, quando il Di Maio era vicepremier e bi-ministro. Che cosa dirà ai ministri europei? Che il documento è stato redatto a sua insaputa?
Sulle acciaierie Ilva, abbiamo assistito a vere e proprie capriole da funambolo. Quando era all’opposizione, voleva farne un parco, da bi-ministro conferma l’acciaieria e firma il contratto con la società Arcelor Mittal, poi abolisce lo “scudo penale”, poi lo re-inserisce e poi lo ri-abolisce. Risultato: le acciaierie continueranno a produrre acciaio, ma con un intervento dei soldi dei contribuenti, mentre, in precedenza, la ristrutturazione e il piano ambientale erano a carico della Arcelor Mittal.
Sull’Alitalia aveva dato per scontato una soluzione di mercato, quando era bi-ministro; da ministro, invece, si accorge che la soluzione non c’è e approva un altro prestito ponte e, così, siamo a 1,5 miliardi di prestito estratti dalle tasche del contribuente.
A proposito delle manifestazioni a Hong Kong, contro il governo cinese, il ministro Di Maio ha dichiarato che non vuole intromettersi nelle vicende interne di altri Paesi, in questo caso la Cina, ma da bi-ministro era andato a Parigi a incontrare i gilet gialli che manifestavano contro il governo francese. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Usura – Castelli: “Incrementato Fondo prevenzione dell’usura”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Roma – “L’usura deve essere stroncata, in tutte le sue forme. Ho sentito troppo spesso storie di persone che sono state rovinate da questi criminali, che in molti casi si nascondo dietro un abito elegante e vanno in giro con una ventiquattr’ore.
“È un tema su cui io e il MoVimento 5 Stelle lavoriamo da sempre, per dare risposte concrete a famiglie e imprese che sono a rischio, perché in difficoltà economica. Cittadini che spesso non sanno che hanno l’opportunità di accedere ad un fondo denominato “fondo di prevenzione dell’usura”, per ottenere garanzie statali utili a facilitare l’accesso al credito.
In questi giorni il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stanziato altri 24,2 milioni di euro. Importo che verrà erogato entro la fine dell’anno a 122 “Enti gestori” (in totale sono circa 200).Questo è un altro modo per dare supporto e sostegno a tutte le persone che vogliono costruirsi una seconda opportunità. Nessuno deve rimanere indietro. Non è uno slogan, è il faro della nostra azione politica”. Lo scrive su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, annunciando l’incremento del Fondo di prevenzione dell’usura.

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MEF stanzia ulteriori somme per il Fondo di prevenzione usura

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Come anticipato in occasione del Ventennale di gestione da parte di Adiconsum del Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato con un comunicato la messa a disposizione di ulteriori 24,2 milioni di euro in garanzie statali per le imprese e le famiglie a rischio “usura”.Esprimiamo apprezzamento per le ulteriori risorse stanziate dal MEF a favore del Fondo di prevenzione usura – dichiara Rino Tarelli, Presidente del Fondo gestito da Adiconsum – Ciò aumenterà la platea degli aventi diritto e ci permetterà, come unica associazione consumatori tra gli enti gestori autorizzati, di offrire maggiori garanzie per conto di quelle famiglie in possesso dei requisiti stabiliti dal Ministero, per l’accesso al credito legale.Il Fondo di prevenzione è uno strumento di grande utilità – prosegue Tarelli – Nei 20 anni di gestione del Fondo, Adiconsum è riuscita a garantire più di 26 milioni di euro alle famiglie.
Il nostro obiettivo – continua Tarelli – è quello di continuare a stare a fianco delle famiglie in difficoltà e di migliorare e rendere più efficiente il Fondo. Per questo – conclude Tarelli – auspichiamo che la ripartizione dei fondi tenga maggiormente conto delle necessità di assicurare sostegno alle famiglie in difficoltà economiche dovute al sovraindebitamento.

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Fondo indennizzo risparmiatori. Pubblicato il decreto, parte la macchina

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Dal 22 agosto 2019 e per i 180 gg previsti dalla normativa, i risparmiatori in possesso dei titoli indennizzabili potranno presentare apposita istanza, esclusivamente in via telematica, attraverso il PORTALE informatico reso disponibile sul sito fondoindennizzorisparmiatori.consap.it. Finalmente è arrivata la notizia tanto attesa da parte di oltre duecentomila azionisti ed obbligazionisti subordinati travolti dai fallimenti delle banche coinvolte nei crack finanziari nel periodo compreso tra il 17 novembre 2015 ed il 31 dicembre 2017. Sembrava essersi tutto fermato quando nei giorni scorsi giravano voci che la Corte dei Conti ha eccepito che i “conti dormienti”, da cui vogliono attingere i fondi per indennizzare i risparmiatori, non si possono toccare.
A questo si è poi aggiunto un ingiustificato ritardo da parte del Ministro Tria sulla firma dell’ultimo decreto (Decreto 8 agosto 2019), che sarebbe dovuta avvenire invece il 26 luglio scorso, secondo i termini dettati dal primo decreto attuativo dell’11 giugno.
Nessuno poi ci avrebbe scommesso visti i timori degli ultimi giorni legati alla caduta del Governo che avrebbe potuto bloccare definitivamente la procedura per rendere operativo il fondo e dare avvio agli indennizzi. Insomma si è trattato di un vero e proprio Limbo durato ben quattro anni e non scevro di ostacoli. L’attivazione del fondo al momento dà uno spiraglio di luce non solo ai risparmiatori, ma anche a tutte le associazioni che si sono poste a tutela dei loro diritti. L’auspicio è che il 30% di indennizzo previsto per gli azionisti venga elevato e che i tanti documenti richiesti per l’articolazione della domanda da presentare solo telematicamente non divengano un motivo per bocciare le istanze in caso di errori formali o carenze giustificabili di documenti.
Come riportato dall’articolo 1 del nuovo decreto, le istanze, corredate da tutta la documentazione necessaria, dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica ento il termine di 180 giorni (a partire dal 22 agosto) compilando i moduli presenti sull’apposita piattaforma informatica gestita da Consap (https://fondoindennizzorisparmiatori.consap.it/), la società del Mef che si occuperà del supporto tecnico alla commissione indipendente di esperti che prenderà al vaglio invece le domande.Possono fare domanda i “risparmiatori” in possesso dei titoli indennizzabili, nonché i loro “successori” per causa di morte e i loro “familiari” (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili. La domanda può essere presentata anche dai rappresentanti dagli aventi diritto.
Il Fir erogherà gli indennizzi per il 30% delle somme perdute agli ex azionisti e per il 95% agli ex obbligazionisti delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Gli indennizzi saranno automatici per una platea stimata del 90% del totale, ovvero, ricorda il Mef, per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro. Per gli altri è previsto un processo di verifica semplificata da parte di una Commissione tecnica istituita presso il ministero. Inoltre, nel nuovo decreto sono state apportate alcune modifiche:il valore inferiore ai 100mila euro posseduto al 31 dicembre 2018 dovrà essere calcolato al netto degli strumenti finanziari oggetto dei rimborsi, nonché dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita. Per quanto riguarda, poi, il requisito reddituale dei 35 mila euro dichiarati ai fini Irpef, dovranno essere escluse le eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forme di rendita. (Simone Pirito, consulente Aduc per la tutela del risparmio)

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Fondo per la pace in Africa

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Nel corso della sua missione ad Addis Abeba (Etiopia) Neven Mimica, commissario responsabile per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha firmato con Moussa Faki Mahamat, presidente della Commissione dell’Unione africana (UA), un accordo con il quale l’Unione europea si impegna a stanziare 800 milioni di EUR supplementari per sostenere l’UA nei suoi sforzi volti a promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità in Africa. Il commissario Mimica ha dichiarato: “L’Europa rimane il primo partner dell’Africa nel campo della pace e della sicurezza. Dal 2004 a oggi il Fondo per la pace in Africa ha fornito oltre 2,7 miliardi di EUR per finanziare soluzioni africane ai problemi africani. La quota più consistente della somma aggiuntiva di 800 milioni di EUR annunciata oggi sarà utilizzata per operazioni di sostegno della pace condotte dai nostri partner africani”. Grazie a tali finanziamenti supplementari l’Unione europea sosterrà il potenziamento delle strutture e dei meccanismi di prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti in un contesto di rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Il nuovo stanziamento permetterà inoltre all’UA di finanziare un meccanismo di reazione rapida (link is external) per iniziative di diplomazia preventiva e di mediazione, oltre allo svolgimento di operazioni di pace condotte sotto direzione africana.

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Ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

“Dal Governo vorremmo sapere i motivi dei ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori e se considera sufficienti le risorse stanziate: si parla di 25 milioni annui a fronte di 2,8 miliardi di euro andati in fumo a causa del dl salva banche”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.“Così com’è strutturato il fondo – ha sottolineato il deputato di FDI – è da ritenersi uno strumento assolutamente inadeguato per poter rendere giustizia agli oltre 200mila azionisti/risparmiatori. Parliamo di soldi di onesti cittadini, ai quali la banca di fiducia aveva consigliato di sottoscrivere azioni, ex obbligazioni subordinate da essa stesse emesse. Non solo: con il DL n. 99/2017 – che ha messo in liquidazione coatta amministrativa Veneto Banca e Popolare di Vicenza – è stato azzerato il valore delle azioni di circa 11 miliardi (già svalutato) e i risparmiatori sono stati, in sostanza, privati anche del diritto di agire per tentare di ottenere il risarcimento del danno subito. Praticamente le banche sono state prima spacchettate in diversi sotto insiemi e poi, solo alcuni di questi sotto insiemi, sono stati ceduti a Banca Intesa che di fatto si è presa la polpa senza assumersi nessuna responsabilità in merito alle posizioni dei risparmiatori”. “La campagna elettorale è finita – ha concluso De Carlo – per questo speriamo venga fatta luce al più presto, anche perché le indagini delle procure di Roma e Vicenza hanno evidenziato una truffa di massa a carico di più di 200mila persone che non troveranno ristoro nei patrimoni di dirigenti, sindaci o amministratori delle banche”.

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Primo fondo “Sì – Social Impact”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Roma martedì 29 maggio alle ore 11 presso la sede di Fondazione con il Sud, in via del Corso 267: Fabio SALVIATO, presidente e amministratore delegato di Sefea Impact sgr; Carlo BORGOMEO, presidente di Fondazione con il Sud, primo sottoscrittore del fondo; Luigi DANTE, consigliere di Sefea Impact sgr illustreranno alla stampa le strategie del nuovo operatore e la mission del fondo. Gli investimenti a impatto sociale si basano sulla ferma convinzione che i capitali privati possano contribuire a creare impatti sociali positivi su persone, ambiente e comunità e, contemporaneamente, generare rendimenti economici.Sefea Impact si propone come catalizzatore di nuove risorse finanziarie indirizzate alle imprese a vocazione sociale e/o ambientale, in un contesto di importante evoluzione del settore e, più in generale, in un momento di importante sviluppo del mercato degli investimenti responsabili.Sefea Impact è stata promossa da Sefea Holding sc, socio fondatore e socio della Federazione Europea delle Banche etiche ed alternative (Febea) e dalla Fondazione di Comunità di Messina. Alla conferenza farà seguito un seminario su invito per operatori di presentazione di Sefea Impact e del fondo.

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Gestione del fondo antiracket e usura

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

2010_1011_Rosy Bindi.cdrIn una società in cui cresce la povertà delle famiglie e dove il rischio della criminalità e dell’usura sono elevati e considerando che la crescita del fenomeno aumenta esponenzialmente, la misura dell’emergenza è evidente.Alla luce della vertiginosa crescita della piaga dell’usura in Italia che coinvolge il 12% delle famiglie italiane, si tratta di ben 3 milioni di famiglie, che vedendosi chiuso l’accesso al credito dal sistema bancario intraprendono altre vie.Il capitale prestato si aggirerebbe sui 37,25 miliardi di euro. A questo dato va aggiunto un interesse medio sui prestiti del 10% al mese, ossia del 120% annuo (anche se è noto che generalmente i tassi sono ben più elevati), per un capitale restituito che aggiunge altri 44,7 miliardi di interesse ai 37,25 prestati, per un totale di 81,95 miliardi di euro. Alla luce di questi dati, Codici Associazione riconosciuta a tutti gli effetti come Associazione Antiusura, chiede maggiore trasparenza sul Fondo di solidarietà per le vittime del racket e dell’usura, si rende necessario conoscere i beneficiari e in che maniera i fondi vengano assegnati. Chiediamo inoltre di sapere, attraverso un’audizione parlamentare, come sono stati usati i fondi antiusura e del PON sicurezza (Programma Operativo Nazionale) che con una dotazione finanziaria di 1.158 MLN di euro, nasceva con l’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza di alcune Regioni del Sud e di contribuire al rafforzamento della rete dell’antiusura, in realtà è stata una mera iniziativa di facciata e uno spreco di denaro pubblico.
Sull’operato del Comitato di solidarietà vittime dell’estorsione e dell’usura è necessario che venga assicurata massima trasparenza per evitare che vi siano dei conflitti di interessi dato che il Comitato è composto da rappresentanti del Governo, dell’economia e delle stesse associazioni antiracket.Codici tempo addietro ha presentato ricorso al TAR per i fondi PON sicurezza per capire le modalità di assegnazione. Inoltre Codici ha chiesto di conoscere le modalità attraverso le quali i componenti del Comitato antiracket fossero scelti e quali fossero le modalità di rotazione previste per legge.In entrambi i casi l’Associazione non ha ricevuto risposta. Pertanto per i motivi succitati Codici chiederà un’audizione sul tema alla Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.

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Gestione di un fondo azionario europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoInvestec Asset Management, società di gestione globale con attivi per circa 120 miliardi di dollari americani, ha ottenuto da Ersel il mandato per la gestione del fondo azionario europeo Globersel Investec Europe. Il mandato prevede un conferimento iniziale di circa 70 milioni di euro, corrispondente all’attuale patrimonio del fondo, con l’obiettivo di accrescere le masse gestite fino a oltre 100 milioni di euro nel medio termine.Il fondo sarà collocato in esclusiva per l’Italia attraverso la rete Private Banking di Ersel e la sua gestione sarà sotto la diretta responsabilità di Ken Hsia, uno dei professionisti di maggiore esperienza nell’investimento azionario di Investec Asset Management. Portfolio manager dal 2012 del fondo European Equity Fund, comparto con rating 5 stelle Morningstar, Hsia in 5 anni ha raddoppiato il patrimonio netto gestito del fondo e ha generato performance interessanti.Fra i punti di forza della strategia di investimento del fondo rientra il metodo 4FactorTM, un processo di investimento bottom-up applicato con soddisfazione a partire dall’anno 2000 sugli investimenti azionari a livello globale. Esso permette di costruire un portafoglio robusto e versatile, individuando, all’interno dello spettro azionario europeo, i titoli delle compagnie di maggiore qualità, con valutazioni attraenti, sulla base di 4 fattori specifici ritenuti decisivi. Due fattori sono di natura strettamente finanziaria: la strategia, che classifica le società a seconda del valore che hanno generato in passato per gli azionisti e di una serie di metriche specifiche; la valutazione, che compara il prezzo di borsa al valore desumibile dai dati finanziari della società. Gli altri due fattori hanno una valenza più legata a fenomeni “comportamentali”, ossia legati al behaviour degli attori di mercato: gli utili, che misurano il miglioramento della performance operativa e l’eventuale revisione al rialzo delle previsioni sui profitti aziendali; infine i “technicals”, ossia aspetti tecnici, che evidenziano se un titolo ottiene crescente interesse e attenzione da parte degli investitori e se il prezzo delle azioni si muove al rialzo. Gianluca Maione, Country Head per l’Italia di Investec Asset Management, ha affermato: “L’assegnazione di questo mandato è un’ulteriore testimonianza di quanto le competenze gestionali di Investec Asset Management siano apprezzate dal mercato ed è una tappa importante nel percorso di crescita della società in Italia, dove vanta una gamma di proposte che vede proprio nell’azionario una delle sue aree di eccellenza.”Conferendo a Investec Asset Management questo mandato Ersel, da sempre attenta a garantire i più elevati standard di gestione dei portafogli, si affida a un player specializzato per consolidare la propria offerta di mercato e continuare a fornire ai propri clienti l’accesso a strategie di investimento di alto profilo. “Investec Asset Management è stata in grado di dimostrare un profilo rischio-rendimento interessante in questa strategia di investimento, che riteniamo sia da attribuire alla qualità professionale e alla solidità del metodo di lavoro del team che gestisce il portafoglio”, afferma Andrea Nascè, Director of International Business in Ersel.

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“Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

poveroEsiste ma non si vede. La sperimentazione annunciata con un decreto datato 15 dicembre 2016 dovrebbe sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà economica a causa di inadempienza da parte del coniuge che non ha versato l’assegno di mantenimento.
L’istanza di accesso al fondo sarebbe stata disponibile dal 30° giorno dalla pubblicazione del decreto, cioè dal 14 febbraio 2017.A partire da questa data sarebbe dovuto essere online, sul sito del Ministero della Giustizia, il form da compilare per usufruire di tale aiuto, ma tale modulo non risulta rintracciabile in nessun modo oppure è talmente nascosto e oscuro da perdere qualsiasi utilità.Da quanto annunciato sarebbe stata costruita un’area dedicata, denominata “Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”, sul sito internet del Ministero (www.giustizia.it).
Peccato che, alla scadenza dei termini annunciati, di quest’area dedicata nemmeno l’ombra. Una sperimentazione che, a quanto pare, parte decisamente in maniera sbagliata e con aspetti troppo poco chiari. Tralasciando i soliti intoppi all’italiana, quello che più di tutto ci preme sottolineare è che questo decreto, ancora una volta, sembra tralasciare del tutto un crescente e attuale problema che accomuna i padri separati.
Va bene tutelare tutte quelle donne e madri separate che si trovano i situazioni di disagio economico a causa di ex coniugi che non corrispondono l’assegno di mantenimento, ma quand’è che lo Stato si porrà il problema della crescente povertà dei padri separati?
In Italia, secondo i dati presentati dall’Eurispes, su 4 milioni di papà separati circa 800 mila vivono sotto la soglia della povertà. Le storie che sentiamo quotidiamente accomunano tanti padri che, dopo la fine del loro matrimonio, si sono ritrovati poveri, emarginati e soli. Molti finiscono per strada, senza una casa o un posto in cui dormire. Molti hanno ancora un lavoro, ma come è possibile vivere dignitosamente se lo stipendo è quasi totalmente destinato agli assegni di mantenemento e con la restante parte si riesce a malapena a coprire il mutuo e le bollette?
E’ chiaro che o, per essere responsabili, si finisce per dormire in macchina e cercare un pasto alla Caritas o, optando per la sopravvivenza, si è costretti a venire meno agli imprescindibili impegni di padri separati.
Codici con la campagna “Voglio papà” continua a denunciare una mancanza di attenzione da parte dello Stato verso questo crescente esercito di “nuovi poveri” e un netto sbilanciamento a favore delle madri, anche nel caso di questo Fondo.
La giurisprudenza deve cambiare orientamento al più presto e tutelare il diritto dei padri alla bigenitorialità, sancito a livello comunitario.

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Riparto fondo sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

istituto superiore sanità“Si riaprono i giochi sul riparto del Fondo sanitario nazionale e per la sanità meridionale si intravede la concreta speranza che i fondi destinati agli ospedali e alle Asl del Sud siano finalmente distribuiti secondo equità e non più secondo anzianità della popolazione. Il voto favorevole del Governo all’ordine del giorno sul decreto Enti Locali con il quale si chiede di prevedere la possibilità di ritornare ai criteri previsti, e mai attuati, dalla legge662/96, così come sancito nella Legge di Stabilità 190/2014, è un’iniezione di speranza”. Ad affermarlo è Raffaele Calabrò, Capogruppo di Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Sociali e firmatario dell’ordine del giorno sul riparto del fondo sanitario. “Il Nord – continua – non può continuare a scippare risorse ai cittadini meridionali: il criterio della distribuzione delle risorse tra Regioni basato sulla frequenza dei consumi sanitari per età e per sesso non è equo ed è uno scandalo che va avanti da troppi anni. Un paese come il nostro che si vanta di avere uno dei migliori sistemi sanitari nazionali del mondo non può perseverare in tale ingiustizia, ignorando che le Regioni in cui ci sono tassi di mortalità maggiore e particolari indici epidemiologici, legati anche a fattori socioeconomici, necessitano di maggiori fondi, come avviene in altri Paesi con una lunga tradizione di welfare”. E conclude: “il Governo ha preso un impegno con il Parlamento, spetta ora ai Governatori nelle sedi opportune stare in allerta perché la salute non sia un diritto al Nord e un privilegio per pochi al Sud”.

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Per De Cecco il 1° bond del Fondo Sviluppo Export di SACE

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

de ceccoFondo Sviluppo Export, il nuovo fondo di credito nato su iniziativa di SACE, ha approvato la sottoscrizione di un’obbligazione da 12,5 milioni di euro che sarà emessa da De Cecco, pastificio leader mondiale nel segmento premium con un’offerta di prodotti di qualità che include olio extravergine d’oliva, sughi pronti, derivati del pomodoro e bakery (sostitutivi del pane). Si tratta della prima operazione del Fondo Sviluppo Export, creato con l’obiettivo di sostenere export e internazionalizzazione delle imprese italiane aprendo il mercato nazionale a fonti di finanziamento di medio-lungo termine, aggiuntive al canale bancario.
Già attiva in 120 mercati, con l’emissione obbligazionaria De Cecco mira a supportare il piano di sviluppo del brand nei mercati più redditizi per la pasta come Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Germania, Francia e Sud Est Asiatico. L’iniziativa rafforza il processo di sviluppo internazionale realizzato negli anni, in cui De Cecco ha avuto SACE al proprio fianco in altre due operazioni: SACE ha garantito nel 2011 un finanziamento da 16 milioni di euro per l’acquisizione di First Pasta, secondo player nel mercato della pasta in Russia; nel 2014, un finanziamento da 10 milioni di euro per l’acquisto di materie prime, in particolare il grano.
Con questa operazione SACE conferma il proprio sostegno alla capacità di investimento e alla crescita internazionale delle imprese del settore agroalimentare, comparto simbolo del Made in Italy protagonista di Expo 2015, di cui SACE è “Official Partner for Italy’s International Growth”.
Fondo Sviluppo Export, gestito da Amundi Sgr, ha una disponibilità complessiva di 350 milioni di euro ed è aperto a tutte le imprese con massimo 3.000 dipendenti provenienti da settori quali industria, beni di consumo, healthcare, comunicazione & tecnologie per la comunicazione, infrastrutture e trasporti. Il Fondo consente all’impresa di finanziare un ampio spettro di attività nell’ambito di progetti di export, internazionalizzazione o di rilievo strategico per l’Italia: da investimenti diretti all’estero, come acquisizioni, fusioni o joint venture, a investimenti in Italia in ricerca e sviluppo, da spese per acquisto o rinnovo di macchinari e impianti, ad attività di comunicazione e marketing.

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Il fondo Legg Mason Western Asset Macro Opportunities Bond Fund tocca quota 2,7 miliardi di dollari dopo solo un anno dal lancio

Posted by fidest press agency su martedì, 13 gennaio 2015

legg-mason-400x270Londra. Il fondo Legg Mason Western Asset Macro Opportunities Bond Fund ha raggiunto quota 2,7 miliardi di dollari statunitensi* a solo un anno dal lancio, dopo dodici mesi positivi in cui il comparto ha offerto agli investitori un rendimento del 6,4%.Il fondo, gestito da Western Asset l’affiliata di Legg Mason di maggiori dimensioni per quel che riguarda il segmento obbligazionario, è guidato dal Chief Investment Officer Ken Leech ed ha un focus particolare sulla gestione attiva della duration, della volatilità dei mercati obbligazionari e delle curve dei tassi. Il processo di generazione delle idee riflette l’orizzonte di lungo termine di Western Asset, basato sulla view macro-economica del team globale di professionisti degli investimenti. L’approccio si è dimostrato vincente: il comparto unconstrained ha infatti registrato un risultato del 6,4%. nel primo anno di gestione, mentre la volatilità è rimasta inferiore al 7%. Le linee guida flessibili consentono ai gestori del portafoglio d’investire ovunque il team ritenga siano presenti le migliori opportunità per generare valore. Il fondo non utilizza leva finanziaria, ma è in grado di beneficiare sia dell’aumento che della diminuzione dei prezzi e la sua strategia diversificata si è rivelata particolarmente efficace a fronte dell’aumento di volatilità avvenuto nel corso dell’intero 2014.
Gli investitori sono stati attratti da questo approccio ed in particolare, dal profilo di rendimento senza eguali nel panorama dell’asset management, fin dalla data di lancio del comparto, con un portafoglio che offre una bassa correlazione sia agli attivi obbligazionari tradizionali che ai titoli azionari. Marco Negri, country head per l’Italia di Legg Mason Global Asset Management, commenta: “Il fondo ha catturato l’attenzione dei consulenti e dei gestori patrimoniali, grazie al suo approccio davvero unico”.“Benché il fondo sia benchmark agnostic, non vincolato cioè ad un indice di riferimento, se confrontiamo i rendimenti ottenuti nel primo anno di vita con quelli ottenuti dai comparti obbligazionari tradizionali strategic income e dai fondi multi-asset, ci rendiamo conto di aver ottenuto un risultato davvero straordinario e ciò spiega perché la crescita del fondo sia stata così rapida in soli dodici mesi”.
Focalizzandoci sul nuovo anno, il gestore ritiene che il comparto sia posizionato in maniera ideale per beneficiare del contesto atteso, caratterizzato dal proseguimento di una crescita moderata, un’inflazione contenuta e bassi tassi d’interesse, sulla scia del 2014. Il team pensa che il mercato dovrebbe continuare a sostenere alcune delle opportunità selezionate nell’ambito del settore del credito e nell’obbligazionario dei mercati emergenti.Secondo Western Asset la ripresa continuerà a un ritmo moderato negli Stati Uniti anche nel 2015, consentendo di creare le basi per un rialzo dei tassi d’interesse, anche se ci aspettiamo che eventuali movimenti verso l’alto dovrebbero essere comunque molto contenuti.“Siamo convinti che la Federal Reserve porterà i tassi ufficiali al di sopra dello zero, ma riteniamo allo stesso tempo che la Fed continuerà ad adottare una politica monetaria accomodante”, ha dichiarato Leech.“Considerando il contesto generale caratterizzato da una politica monetaria ancora espansiva e da una bassa inflazione, è improbabile che i rendimenti negli Stati Uniti salgano notevolmente. Inoltre, il rischio di una battuta d’arresto della crescita mondiale in un contesto in cui i rendimenti in Europa e in Giappone sono storicamente bassi potrebbe causare nuovi rally del mercato dei Treasury statunitensi”.

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Air France: 25 milioni di euro per 3.886 lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 dicembre 2014

air franceLa compagnia aerea di bandiera francese ha richiesto sostegno dopo aver licenziato 3.886 dipendenti a causa della competizione aggressiva – soprattutto da parte di tre linee aeree nel Golfo Persico – e all’aumento dei costi del carburante. L’impatto di tali esuberi è aggravato dalla chiusura di un’azienda Peugeot nell’Ile-de-France, la stessa regione dove si trova Air France.I 25.937,813 milioni di euro di aiuti del FEG – molti dei quali andranno a rimborsare le autorità francesi per i piani già finanziati per reintegrare i lavoratori licenziati nel posto di lavoro – rappresentano la più alta somma di denaro mai pagata finora dal fondo. Il testo è stato approvato con 525 voti favorevoli, 88 contrari e 87 astensioni.

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Ripristinare fondo non autosufficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Roma. Regione Lazio. “Si tratta di un investimento importante, in un settore fin troppo penalizzato da parte del governo nazionale. Un primo passo, ma ancora insufficiente. Al governo chiediamo di ripristinare il fondo nazionale per la non autosufficienza, azzerato lo scorso anno e mai più rifinanziato”. Lo dichiara in una nota l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, sul programma regionale di interventi sulla Sla da 9 milioni di euro approvato dalla Giunta Polverini, che dà attuazione alle risorse messe a disposizione dal Ministero del Welfare. “Con il programma regionale di interventi sulla Sla – spiega Forte – finalmente realizziamo anche nel Lazio un sistema di presa in carico globale, incentrato sui bisogni della persona e dei suoi familiari. Investiamo i nove milioni sull’assistenza domiciliare, sulla formazione di nuovi operatori specializzati e sull’informazione alle famiglie. Anche per una malattia invalidante come la Sla, infatti, l’ambiente familiare è quello ideale dove ricevere assistenza. L’obiettivo è quello di migliorare l’integrazione socio-sanitaria per garantire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio e, soprattutto, ampliare la libertà di scelta della persona rispetto all’alternativa del ricovero. Per questo – conclude Forte – doteremo le famiglie di specifici assegni di cura con i quali potranno acquistare, sulla base di un Piano di assistenza individuale redatto da operatori sociali e Asl, le prestazioni assistenziali necessarie”.

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CdR: Forum sulla coesione territoriale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2012

Il prossimo 10 Maggio avrà luogo a Bruxelles un Forum organizzato dal Comitato delle Regioni dal titolo “Regioni e città per uno sviluppo territoriale integrato. Una Strategia Comune per la coesione politica, lo sviluppo rurale e i fondi ittici per il 2014-2020”. L’intento è quello di rappresentare tramite uno strumento comune una strategia che si armonizzi alle indicazioni che giungono dalla Commissione europea in tema di coesione politica a partire già dal 2013. È già stato stilato un documento che riassume la strategia da seguire in vista di Euro 2020 all’insegna di uno sviluppo sostenibile e inclusivo secondo cinque fondi cardine: il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per il mare e la pesca. Scopo di questa strategia sarebbe quello di rendere più chiare le priorità su cui investire all’interno degli Stati membri nei prossimi anni (2014–2020). In linea con il Trattato di Lisbona, la Strategia comune tenterà la via dell’integrazione territoriale. Il Forum ospiterà anche esperti di gestione di fondi strutturali del settore rurale e ittico. Si prevede inoltre l’intervento del Presidente del CdR Mercedes Bresso, oltre che di alcuni commissari europei, tra cui Johannes Hahn, László Andor e Dacian Ciolos e l’intervento di Lowri Evans, direttore generale di DG MARE. Sarà possibile seguire l’evento sul web dal sito ufficiale del Comitato delle Regioni. (Valeriano Valerio) (fonte: http://www.aiccre.it)

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Fondo per le piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Lo Studio Legale Hogan Lovells e GEM Group, fondo internazionale che gestisce diversi veicoli di investimento, hanno tenuto un seminario presso la sede di Borsa Italiana dove si è discusso dei “Nuovi strumenti di patrimonializzazione per le società di capitali”. Durante gli interventi, che sono stati introdotti da Borsa Italiana in un contesto di sviluppo e supporto alla crescita delle aziende italiane, GEM ha illustrato, attraverso gli interventi di Glauco Verdoia, Partner del Desk Italiano e Chris Brown, Managing Director del Gruppo con base a New York, le proprie attività in oltre 50 paesi nel mondo nel corso del ventennio di attività, nei quali sono stati conclusi 320 equity deals. Sono stati inoltre presentati i contratti con cui GEM Group si affaccia sul mercato nazionale ed internazionale proponendo alle società quotate e in pre-IPO aumenti di capitale riservati ed altre forme alternative di investimento. GEM ha anche annunciato di essere in trattativa con un primario Istituto Bancario Italiano per la creazione di un Fondo di Private Equity dedicato alle SME Italiane con target massimo di 20 milioni per equity investment. L’avv. Roberto Culicchi, responsabile del settore Equity Capital Markets di Hogan Lovells ha illustrato e sottolineato l’importanza dell’informativa al mercato ed alle autorità competenti relativamente alle operazioni di aumento di capitale riservato, illustrando le tempistiche e le procedure richieste. Ha infine concluso il seminario Deloitte che ha tracciato l’attuale scenario economico confermando così l’importanza che ricopre la possibilità di poter scegliere degli strumenti di investimento flessibili che possano dare nuova linfa alle imprese italiane, anche da parte di investimenti stranieri. Il Desk italiano di GEM è pure impegnato nello sviluppo di attività di Equity Capital Markets in Vietnam, con la collaborazione di EuroVietnam Consulting & Trade Promotion Agency e Global Partners Asset Management, per la proposta di contratti di Equity Credit Line alle società quotate al mercato borsistico vietnamita che conta circa 700 imprese con una capitalizzazione di oltre 30 miliardi di USD.

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Obbligazioni ad alto rendimento nel fondo Legg

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Londra.Ian Edmonds, top di manager del fondo Legg Mason Western Asset Global Multi Strategy Fund, che ha in gestione 1,8 miliardi di dollari* sta ricostruendo l’esposizione al settore delle obbligazioni ad alto rendimento grazie a opportunità che individua nel mercato primario. Alla fine di febbraio, a causa del protrarsi delle incertezze riguardanti l’Europa, Edmonds ha ridotto l’esposizione alle obbligazioni ad alto rendimento a un 25% del portafoglio. “Le obbligazioni ad alto rendimento europee si sono riprese con forza dall’inizio dell’anno, toccando, alla fine di febbraio, un rendimento del 10% circa”, spiega Edmonds. “Tuttavia, poiché l’outlook economico per l’Europa continuava a essere negativo e l’incertezza non era risolta, abbiamo deciso di limare un po’ queste posizioni”. Ora, avendo già realizzato la presa di profitti sui titoli rimbalzati maggiormente, Edmonds ha deciso di procedere a una ricostruzione graduale del settore alto rendimento del portafoglio avvalendosi delle emissioni primarie. “Riteniamo che nel mercato primario ci saranno opportunità migliori”, afferma. “Per ora, per ricostruire l’esposizione a questi mercati ci avvarremo delle nuove emissioni, perché queste ci danno la possibilità di diversificare i nomi e di trarre vantaggio da un posizionamento su quei titoli emessi da società che arrivano sul mercato perché vogliono dipendere meno dalle banche per il finanziamento”. Tra le società che Edmonds preferisce in questo momento ci sono Orange Switzerland, ONO – una società di televisione via cavo spagnola – e Gategroup, un’azienda specializzata nel catering aereo. Oltre all’alto rendimento, Edmonds continuerà a tenere sotto stretta osservazione le nuove emissioni nel comparto delle obbligazioni societarie di qualità nel quale, in parte per le valutazioni, preferisce quelle europee e americane di tipo non finanziario.”In termini di flusso di cassa e di solidità del bilancio, i fondamentali dei titoli dei comparti non finanziari continuano a essere robusti”, continua Edmonds. “Abbiamo comprato obbligazioni di alcune società farmaceutiche come Teva e del tabacco come Phillip Morris, tutte di tipo non ciclico. Detenerle in portafoglio è una questione di buonsenso alla luce delle diffuse preoccupazioni per un rallentamento globale che ha origine nella crisi europea”. Nonostante la sua preferenza per il mercato primario, in presenza di una volatilità in aumento e di un ulteriore miglioramento delle valutazioni, Edmonds mirerebbe a rafforzare l’esposizione che già detiene nel mercato secondario. “Nel caso di una maggiore volatilità, varrebbe sicuramente la pena di aumentare alcune delle nostre posizioni nei mercati del debito utilizzando la liquidità che abbiamo tenuto nel portafoglio”. “Una svolta positiva in questi mercati si rifletterà, a nostro avviso, nella performance del Fondo. Considerando l’energica partenza da inizio anno, riteniamo che sia arrivato il momento di una qualche correzione. In portafoglio abbiamo tenuto della liquidità che possiamo utilizzare in caso di necessità”.

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Le assicurazioni agricole sono una necessità imprenditoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2012

Un Fondo di garanzia per superare le calamità naturali (gelo compreso) e le crisi di mercato, è un’assoluta priorità per gli agricoltori. Ne hanno convenuto in un recente incontro con l’assessore regionale alle risorse rurali, Claudio Violino, Giorgio Giacomello, presidente di Fedagri Fvg-Confcooperative Fvg, il responsabile del settore agricolo di Confcooperative nazionale, Pier Luigi Romiti, il presidente del Comitato Cooperazione Agricola Europea, Paolo Bruni; Tiziano Portelli, presidente di Assicura (società plurimandataria di intermediazione assicurativa delle Bcc, Confcooperative e Confartigianato) e Luigi Gazzola di VH Italia (compagnia mandante di Assicura con 6,15 mld di euro assicurati in Italia, nel 2011). Il Fondo, compartecipato dagli stessi agricoltori, dovrà intervenire nei momenti in cui, per vari motivi, il livello dei prezzi di mercato rende impossibile l’equilibro economico e finanziario delle imprese agricole. «La situazione economica impone la necessità di strumenti nuovi, che permettano all’agricoltore di affrontare con più serenità i momenti di crisi di mercato e di scarsa remunerazione del prodotto. L’imminente revisione della Pac può essere l’opportunità per sviluppare questi nuovi strumenti», spiega Giacomello. Bisogna rafforzare la capacità d’intervento in situazioni di crisi, agendo con strumenti, anche di tipo assicurativo, che intervengano non solo per le calamità atmosferiche, ma anche nelle crisi determinate da fluttuazioni di prezzo. La nuova Pac, infatti, privilegerà la tutela del reddito agricolo attraverso strumenti assicurativi e fondi di mutualità. A partire dal 2013, inoltre, il Fondo di solidarietà nazionale (che attualmente interviene, a posteriori, nel sostegno alle aziende investite da calamità naturali), resterà senza risorse.
Si tratta di una svolta epocale che richiede un cambio di mentalità profondo da parte degli agricoltori, al fine di utilizzare al meglio le nuove opportunità messe a disposizione dall’Ue. «I rischi da eventi atmosferici per gli agricoltori diventano sempre più specifici e, di conseguenza, hanno bisogno di forme assicurative sempre più specializzate», sottolinea Gazzola. «Dobbiamo allontanarci dalle assicurazioni mono rischio e orientarci verso le multi-rischio. Un’azienda orientata al futuro non accetta più l’idea di un’assicurazione solo contro il gelo o la grandine».

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