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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘fonti’

Gruppo FS, AD Luigi Ferraris: “Da nostre fonti il 10% del fotovoltaico italiano”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

La potenza degli impianti di autoproduzione energetica del Gruppo FS raggiungerà i 2 Gigawatt e accrescerà di circa il 10% quella complessiva degli impianti fotovoltaici installati oggi in Italia. Già nel 2024, con le prime attivazioni, la potenza toccherà i 300 MW. Così l’AD del Gruppo FS Luigi Ferraris al Festival della Comunicazione di Camogli torna ad affrontare il tema del momento, quello della crisi energetica. E delinea il ruolo del Gruppo FS nel diminuire la dipendenza del Paese da fonti estere, nel contribuire al successo del PNIEC (Piano Nazionale Integrato di Energia e Clima) e, quindi, alla transizione energetica ed ecologica. Obiettivi al raggiungimento dei quali concorre anche la crescita dell’offerta di mobilità collettiva, integrata e sostenibile, su cui punta il nuovo Piano Industriale del Gruppo FS.Intervistato da Ferruccio De Bortoli, Ferraris ha ricordato come l’attenzione al tema dell’energia preceda la crisi attuale. Era di primaria importanza, dal momento che il Gruppo FS consuma il 2% della domanda totale del Paese, individuare fonti di autoproduzione e rendersi più autonomi: “C’è un piano di investimenti da oltre 1,6 miliardi che ci consentirà di produrre energia da fonti rinnovabili – principalmente fotovoltaico ed eolico – in grado di soddisfare almeno il 40% del nostro fabbisogno”, ha detto. Altra linea d’azione riguarderà l’efficientamento energetico con interventi di breve e medio periodo: “Si va dal contributo offerto dal progressivo rinnovo della flotta dei treni – quelli di nuova generazione consumano il 30% in meno dei precedenti – all’introduzione di sistemi di guida intelligente per il trasporto passeggeri e merci – ha proseguito Luigi Ferraris – fino a misure di smart building per impianti industriali e stazioni”.

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Fonti rinnovabili restino al servizio dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Con l’approvazione degli aiuti europei per il fotovoltaico agricolo, il primo settore italiano può compiere un ulteriore passo avanti verso la sostenibilità – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le fonti di energia alternative, come quelle ricavate dal sole, sono giustamente una priorità ma devono essere sviluppate senza stravolgere il paesaggio agricolo. In modo particolare, occorre evitare che la crescita del fotovoltaico finisca per sottrarre terreni alle attività di coltivazione. Solo così la sua diffusione potrà contribuire al Green Deal europeo nel rispetto degli equilibri esistenti.Da Bruxelles sono in arrivo 1,2 miliardi di euro attraverso il Pnrr per il raggiungimento degli obiettivi climatici – continua Tiso. È essenziale che i nuovi pannelli fotovoltaici siano installati per fornire energia in primis alle attività legate alla terra, evitando che gli incentivi spingano i coltivatori a impiegare la superficie agricola utilizzabile per la produzione di energia da vendere in rete.Serviranno pertanto regole chiare e controlli adeguati da parte degli enti competenti, affinché gli impianti fotovoltaici siano impiegati al servizio dell’agricoltura utilizzando tetti e coperture. Sarà altrettanto importante prevedere procedure semplici per l’erogazione degli incentivi. In un momento in cui il costo delle fonti tradizionali si è impennato a causa della crisi politica internazionale, le aziende agricole devono poter contare quanto prima su fonti energetiche alternative.

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Crisi energetica e fonti alternative. Qualcosa non funziona

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2022

In attesa di definire meglio tempi e modi della rinuncia al gas russo, per ora, con la decisione di ieri della Commissione Ue, ci accontentiamo di una riduzione del 90% del petrolio del Paese di Putin che sta invadendo l’Ucraina. Guerra che si somma ad una crisi delle fonti energetiche che si è manifestata sin dagli ultimi mesi dell’anno scorso e che ha fatto diventare urgenza un nuovo sistema di approvvigionamento basato su fonti alternative… come del resto l’Italia dice da tempo e l’Ue incentiva anche tanto.Ma com’è la situazione, ce la possiamo fare o siamo il solito Paese che parla e poco agisce?Ha ragione, per esempio, l’amministratore delegato di Enel quando sostiene che sulle rinnovabili c’è un tale ingorgo per i progetti in attesa di autorizzazione che la pubblica amministrazione non è in grado di farvi fronte per le autorizzazioni? E’ probabile. Ma non solo. Sembra che il nostro Paese non sia adeguato per carenza di progetti (quantità e qualità) e autorizzazioni della pubblica amministrazione. Vediamo alcuni esempi. L’asta del Gse (Gestore Servizi Energetici) per l’assegnazione degli incentivi alle energie alternative, ha registrato un flop: 309 progetti su 324 avevano le carte in regola ma solo il 13% della potenza elettrica rinnovabile incentivata è stato assegnato. Molte aziende preferiscono giocare direttamente la partita del mercato aperto con altri contratti che non i macchinosi meccanismi di incentivazione. La maggior parte dei casi di abbandono delle aste riguarda progetti solari su terreno agricolo o agrivoltaico, ancora esclusi dalle gare. Gli uffici tecnici della Regione Puglia hanno dato due pareri negativi alla realizzazione di due grandi impianti di energia rinnovabile. Un impianto eolico della potenza pari a 42 Mwp e un altro di 66MW.Regione Puglia che non è nuova a queste bocciature, avendo fatto altrettanto anche nel 2019 con giudizio negativo sulla compatibilità ambientale.E sempre la stessa Regione, che si era arrogata il diritto di decidere in proprio, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale: le regioni non possono indicare i luoghi in cui non è possibile costruire gli impianti eolici perché il loro “corretto inserimento” deve avvenire secondo linee guida nazionali. E’ evidente che c’è qualcosa che non funziona. Le Regioni (Puglia nello specifico) o sono troppo brave nell’individuare chi non è in regola, aggiudicandosi anche poteri che non hanno, o il contrario. Le aziende, società di profitto, hanno pochi stimoli a seguire le necessità impellenti. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Report: Le fonti giornalistiche e la magistratura

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Maggio 2022

Di Gianluca Cicinelli La prima cosa da dire, – al di là delle leggi vigenti – sulle perquisizioni nella redazione di Report e a casa dell’inviato Paolo Mondani è che ogni giornalista avrebbe dovuto comportarsi come hanno fatto Mondani e la redazione di Report di fronte a notizie così importanti per l’opinione pubblica, su fatti gravissimi che le inchieste giudiziarie ancora non sono riuscite a chiarire a decenni di distanza dai fatti. L’inchiesta giornalistica è cosa molto diversa da quella della magistratura e per quanto riguarda le fonti è tutelata dalla legge che istituì l’Ordine dei giornalisti. Quella legge prevede l’obbligo del giornalista a rivelare le fonti soltanto nel caso in cui con il proprio silenzio venga consentita la reiterazione di un reato o che un altro venga compiuto. E siccome qui parliamo di fatti relativi a circa trent’anni fa non è assolutamente questo il caso. Come ricorda l’Associazione Stampa Romana “Più volte la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ribadito che gli effetti di ingerenze di questo tipo nell’attività di chi fa informazione equivalgono ad un attacco al diritto dei cittadini ad essere informati, ma in Italia sembra che questo monito nessuno voglia ascoltarlo”. E’ urgente quindi approvare norme più efficaci a tutela delle fonti e del segreto professionale dei giornalisti. Quello che ha fatto la magistratura è inaccettabile e molto pericoloso per la democrazia. I toni concilianti con cui il procuratore di Caltanissetta ha voluto spiegare le perquisizioni non devono ingannare. E’ vero che il collega Mondani non è sotto inchiesta, ma è difficile che in un Paese democratico una Procura abbia il diritto di “verificare la genuinità delle fonti” di un giornalista senza aprire la porta a ingerenze e controlli polizieschi che connotano regimi di altra natura. Soprattutto quando sia la redazione che Mondani avevano già dichiarato la propria disponibilità a collaborare con gli inquirenti.A chi è esterno all’ambiente giornalistico può probabilmente sfuggire cosa comporti l’acquisizione di copie dei dati presenti su computer e telefoni dei giornalisti, un patrimonio di contatti e informazioni riservate che difficilmente esclude anche informazioni non inerenti l’inchiesta oggetto della trasmissione di lunedì scorso. E’ difficile dopo questo episodio non ricordare che soltanto pochi giorni fa l’Italia è precipitata nelle classifiche mondiali sulla libertà di stampa dal quarantunesimo al cinquantasettesimo posto. C’è infine un problema che non va aggirato: la fuga di notizie dalle Procure. Sarebbe grave se un giornalista s’intrufolasse nelle Procure per rubare materiale. Accade invece che qualcuno nelle Procure lavora ad avere accesso e a far uscire quel materiale. La Procura di Caltanissetta ha aperto un procedimento penale per la fuga avvenuta all’interno delle sua e di altre procure? Il punto è questo: è più facile per la magistratura colpire il giornalista che indagare su se stessa. Se poi le elaborazioni con cui Report ha presentato i fatti siano credibili o meno sta agli spettatori giudicarlo. Ognuno deve fare la sua parte. (articolo in origine pubblicato su https://diogeneonline.info/le-fonti-giornalistiche-e-la-magistratura/) Fonte: La bottega dei barbieri blog di Daniela Barbieri & altri.

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“Alle fonti della vita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Nel libro di Mackenzie “Alle fonti della vita” il suo pensiero speculativo non si distacca mai dalla realtà e fa, tra l’altro un esempio, che considero, significativo.Mi riferisco a quello che ci racconta dell’esperienza di Schupp un botanico tedesco che faceva coltivare due viti nel suo orto sperimentale. Una “giapponese” e l’altra “di Palestina” di fogliame assai diverso. Erano contigue. La vite giapponese, più vigorosa e espansionistica dell’altra tendeva a insinuare le sue propaggini tra le fronde della vicina, insidiandone lo spazio vitale. Interveniva allora il giardiniere e potava inesorabilmente le fronde invadenti, ma più lui potata e più la vite giapponese ne emetteva delle altre nella stessa direzione.E’ evidente in questo caso come esista una logica espansionista che è facile riscontrare in certe popolazioni umane. Questa esperienza, forse facendo un po’ violenza al significato che l’autore vi attribuiva, io la spiego con quello che significa per l’uomo il suo rapporto con la fede e la politica. Una fede che, come la “vite giapponese”, si può potare ma non si riuscirà ad estinguere mentre la politica è solo una parte minima della storia dell’umanità e nel tempo sarà destinata a restarne emarginata. Questa mia riflessione sembra andare in controtendenza al detto evangelico “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”, ma non è così. Entrambi, indubbiamente, esercitano nella propria esistenza un ruolo importante e i loro frutti potranno essere apprezzati, prima nella loro specificità e poi nella loro chiusa finale se riusciamo a preservarli dai veleni che la vita ci propina di continuo. Questo è, semmai, il punto focale di tutta la vicenda umana e finirà con il riconoscersi come la sede di un genoma culturale per lo sviluppo della coscienza planetaria. Ci avviamo a una nuova sintesi tra il pensiero e l’azione, tra la fede e la politica quando la consapevolezza della conoscenza ci condurrà per mano a una visione globale che non pone più confini tra la vita e la morte, tra il bene e il male, tra la verità e la menzogna per una congiunzione apocalittica nel fulgore della verità: veritas fulgor. Non si tratta, di certo, di una nuova avventura scaturita dalla mente umana ma di una sfida per la quale cambiano i parametri, si modificano i percorsi, s’illumina il traguardo. Ci proiettiamo nel mondo della cultura dall’avere all’essere. Un esempio tipico l’abbiamo in questi giorni, siamo nel 2013, con il Papa Francesco che parla apertamente, riferendosi alla minacciata guerra alla Siria da parte degli Stati Uniti, di un interesse diverso da quello umanitario, ma legato alla vendita delle armi. E ancora esclamando “vergogna” per la morte di centinaia di profughi morti in mare mentre cercavano di raggiungere terra ferma, per una cultura dell’indifferenza della nostra società. E’ la fede che in queste circostanze si fa politica e la politica non riesce ad esercitare sino in fondo il suo ruolo guida per una società che sappia restituire all’essere umano la sua centralità morale e culturale. Una sfida per la quale si evidenzia il significato della vita dell’essere umano. La ragione ultima che gli ha conferito l’afflato vitale e lo chiude nel suo ultimo atto. E’ il tempo in cui l’uomo ritrovi la sua sapienza che secondo San Tommaso “E’ il vertice di tutte le scienze e regola e governa tutte le altre, in quanto riguarda i principi più alti.” È tutta la problematica che emerge dalla planetarizzazione della nostra società. (Riccardo Alfonso)

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Agricoltura: I fondi a disposizione del comparto florovivaistico

Posted by fidest press agency su sabato, 23 Maggio 2020

“Un comparto che, a causa del Covid-19, si è visto costretto a mandare al macero la gran parte della propria produzione, anche a fronte del crollo verticale di cerimonie e ricorrenze vietate dalle norme anti-assembramento – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate che ha risposto ad una interrogazione parlamentare sull’argomento in Senato – Il florovivaismo è, pertanto, oggettivamente tra le filiere maggiormente colpite e a cui andranno conferiti i maggiori sostegni. Tenuto conto delle difficoltà di attivare finanziamenti specifici a livello europeo, al fine di contenere i danni subiti dalle imprese del settore florovivaistico, il Governo ha previsto nell’ambito delle misure contenute nel Decreto Rilancio un contributo a fondo perduto che copre chi ha avuto un calo degli introiti di almeno un terzo. La percentuale del ristoro prevede tre scaglioni: il 20% per chi aveva un fatturato sino a 400mila euro nel 2019; il 15% sino ad un milione di euro mentre sino a 5 milioni di euro la percentuale è del 10%. Inoltre – prosegue Giuseppe L’Abbate – abbiamo istituito un apposito Fondo per le filiere agricole in difficoltà con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020 finalizzato ad ulteriori interventi di ristoro per l’emergenza Covid-19. Dal punto di vista del credito, poi – continua il Sottosegretario alle Politiche Agricole – Ismea ha messo in campo una serie di misure come la sospensione delle rate dei mutui, l’estensione dell’operatività delle garanzie e l’erogazione di mutui sia a tasso zero della durata di 5 anni con importo massimo di 30mila euro sia garantiti gratuitamente al 100% sino a 25.000 euro. Infine – conclude L’Abbate – Mediocredito Centrale è al lavoro per dare concretezza alla norma che prevede l’accesso diretto al Fondo Centrale di Garanzia che ho fortemente voluto per dare ulteriore iniezione di liquidità alle imprese agricole. Sosterremmo il comparto florovivaistico con tutti gli sforzi possibili e ci batteremo in Ue affinché si proceda con interventi più consistenti e con risorse finanziarie adeguate”.

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Individuare fonti di reddito sicure in tempi di incertezza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Contributo di Roberto Magnatantini, portfolio manager del fondo OYSTER Global High Dividend presso SYZ Asset Management. Chiunque tra i gestori di fondi più esperti sa bene che il rischio di eventi macroeconomici è una costante degli investimenti a lungo termine. Ma il contesto attuale non sembra riflettere il tipico esempio di sconvolgimento top-down.Dall’ultima crisi finanziaria, siamo stati sottoposti a un esperimento di politica monetaria storico e senza precedenti, abbiamo osservato un’ascesa stellare del populismo globale in balia di un lunatico Presidente statunitense e ci siamo sorbiti l’interminabile saga della Brexit. Tutto questo senza nemmeno considerare la guerra commerciale tuttora in corso, in grado di compromettere la crescita globale.Indubbiamente, le banche centrali hanno prodotto il maggiore impatto sui mercati. Decenni di mentalità di mercato tradizionale sono stati completamente ribaltati. Chi avrebbe mai potuto prevedere che gli investitori istituzionali avrebbero fatto la fila per acquistare titoli di Stato a rendimento negativo, con la certezza matematica di perdere denaro alla scadenza? Il reddito fisso sarà pur sempre fisso, ma ad oggi non produce un granché in termini di income.
Viviamo un momento davvero estremo, in cui gli investitori utilizzano le azioni per generare reddito e le obbligazioni per il rendimento del capitale. Tuttavia, indipendentemente dall’attuale anomalia, le azioni non possono sostituirsi al reddito fisso. Il profilo di rischio non è lo stesso. Eppure, coniugare obbligazioni e azioni fruttifere può offrire una fonte di reddito sicura e diversificata sul lungo periodo. La domanda cruciale è: come possono fare gli investitori per affrontare i mercati azionari globali in una fase di complessità macroeconomica e di valutazioni elevate?Una cupa confluenza di fattori e dati recenti ha messo in evidenza un chiaro rallentamento ciclico. Finora, la situazione è rimasta parzialmente in sospeso per effetto dell’intervento di politica monetaria. Questo ulteriore livello di complessità spiega perché i mercati sono apparsi nervosi e perché abbiamo assistito a un periodo così lungo di sovraperformance da parte di società quality growth. Crescita scarsa, tassi d’interesse bassi e incertezza creano infatti le condizioni ideali per far sì che le azioni di qualità prosperino.Pertanto, abbiamo osservato un premio cospicuo su titoli difensivi e di qualità. Benché il ragionamento a sostegno della migrazione verso la qualità appaia ovvio, il quadro è molto più complesso. Se è vero che il rischio di recessione è aumentato, è anche vero che esso è anticipato in maggior misura dal mercato. Inoltre, resta da capire l’entità di tale recessione. Secondo la nostra opinione, l’eccesso di pessimismo implica che i mercati celino un potenziale di ulteriore rialzo. Per questo motivo, gli investitori dovrebbero prendere in considerazione un’esposizione più bilanciata che vada oltre i settori tradizionalmente difensivi.Abbiamo incrementato la nostra esposizione a società cicliche selezionate high quality, come Valeo, impresa francese produttrice di componenti per il settore automobilistico. La componentistica per auto rappresenta l’epicentro della ciclicità, essendo un comparto represso dal disfattismo dei consumatori e dal taglio della spesa sui beni più onerosi. Eppure, malgrado le difficoltà, l’economia europea può contare su solidi fattori di sostegno. Ad esempio, dati recenti suggeriscono che la disoccupazione nell’UE avrebbe toccato il livello più basso da gennaio del 2000.L’attuale divario di valutazione tra titoli ciclici malridotti e titoli difensivi di qualità ha raggiunto anch’esso livelli storicamente estremi, anche se la rotazione di valore iniziata a settembre ha accorciato la distanza. Malgrado il persistere di alcune difficoltà cicliche, riteniamo che si tratti di un buon punto di ingresso per chi è interessato a investire nel lungo periodo.Nel contesto attuale, per generare un flusso di reddito superiore al 4%, abbiamo combinato tre classi di azioni. La prima, che rappresenta “l’ancora”, è costituita da titoli difensivi di qualità come Nestlé, Merck e NextEra. Sono azioni di qualità classiche che generano liquidità nel tempo e compensano i costi legati al potere di pricing e all’eccellenza operativa.Nella seconda categoria troviamo gli “acceleratori”. Si tratta di società innovative capaci di offrire un livello di crescita dei dividendi superiore nel tempo. Un buon esempio è Infosys, società indiana di outsourcing e consulenza nel settore IT. A fronte di un attuale rendimento del 2,69%, esiste un notevole potenziale di accrescimento del dividendo man mano che l’azienda amplia la propria presenza nel mondo dei servizi digitali. Siamo dell’idea che un recente allarme in materia di whistleblowing abbia creato un buon punto di ingresso.Il terzo gruppo è composto da titoli maggiormente legati all’universo delle situazioni speciali. Si tratta di società di qualità che potrebbero essere state vittime di vendite indiscriminate a causa del prevalere di un pessimismo macroeconomico, settoriale o di stile. Valeo, ad esempio, ha risentito sia dell’avversione ai titoli value sia dello sconforto nei confronti dei ciclici, ciononostante rimane una società di alta qualità che scambia su fondamentali solidi. Presenta un allettante rapporto P/E prospettico di 12,4 e un dividendo del 3,89%.Nel contesto di depressione dei consumatori, di recente anche la spesa per i beni di consumo costosi è stata intaccata, con ripercussioni su imprese leader in mercati di nicchia, come la società produttrice di veicoli ricreativi Polaris, che a nostro parere cela un forte potenziale di crescita dei dividendi nonché di rialzo del rendimento da capitale.Siccome le tre categorie offrono risultati diversi nel corso del ciclo economico, il processo di combinazione crea un effetto dinamico che permette di uniformare la performance nel tempo e di sostenerla grazie alla generazione di reddito elevato e costante. Il mercato azionario, intrinsecamente, potrà anche essere più rischioso di quello del reddito fisso, ma costituisce una base altamente complementare per diversificare le idee di reddito.

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La vita moderna è colma di fonti di stress

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

La rincorsa alle nuove tecnologie poi è sempre più frenetica e travolgente e sta culminando nella controversa installazione e sperimentazione di sempre più apparati e applicazioni per le reti 5G. Un aspetto delle nostre esistenze che ha dato vita ad una ricerca specifica sulle fonti di stress della vita moderna, curata dall’associazione “Amore con il Mondo”.La ricerca è stata curata da Paolo Goglio, presidente dell’associazione, che da oltre 10 anni si è dedicato ad un progetto di comunicazione monitorando il comportamento sociale che deriva dal flusso di informazioni mediatiche, per il quale ha già realizzato numerosi reportage, conferenze, libri di saggistica sociale e documentari televisivi e cinematografici.La ricerca ha evidenziato che la sola affissione stradale ci porta a ricevere messaggi condizionanti con una frequenza che supera i 3.000 input/giorno e sono posizionati ovunque, ai semafori e agli incroci, nei punti di maggiore affluenza, stazioni, fermate dei bus e aeroporti, sempre più grandi, accattivanti e aggressivi.E’ un bombardamento che supera le 5.000 unità input/giorno considerando che, qualunque cosa facciamo e ovunque ci troviamo, riceviamo questo mitragliamento feroce e costante di messaggi da televisioni e monitor posizionati ovunque ormai.Le stesse vetrine dei negozi invitano ad acquisti che sollecitano costantemente la percezione di avere sempre desiderio e bisogno di qualcosa, depliant e volantini ovunque, persone che cercano in ogni modo di catturare la nostra attenzione per vendere prodotti e servizi e per completare il quadro ora non esiste più neppure un minuscolo rifugio, un’isola che ci consenta di avere quel momento di pace per dedicare un istante a noi stessi, vedere la realtà che ci circonda, rapportarci alla vita e all’essere.”L’avvento della telefonia mobile ha posto la pietra tombale su questa triste realtà, e ha saturato ogni restante minuscolo spazio di vita rimasto, portando questi input su un piano talmente elevato da deformare completamente la nostra vita. La nostra percezione della realtà, le nostre esigenze, i gusti e le abitudini sono deformate, non c’è quasi più nulla di autentico e l’invadenza dei call center e della profilazione ai fini di advertising ha trasformato la nostra vita in un frenetico e logorante percorso di astrazione” spiega Paolo Goglio, presidente dell’associazione “Amore con il mondo” (www.amoreconilmondo.com).

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Informazione scientifica e selezione delle fonti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

IMG_0248La grande diffusione di Internet che si è avuta nell’ultimo decennio ha contribuito a rendere accessibile a tutti un numero potenzialmente illimitato di informazioni, con il grande problema però del controllo delle fonti e della possibile amplificazione di notizie non vere, le cosiddette “bufale”. La causa starebbe proprio nella democraticità potenziale, come la chiama Ginzburg, del mezzo-Internet: il Web permette infatti a chiunque l’accesso a informazione difficilmente decifrabili senza una cultura specifica; chi cerca informazioni ha la tendenza a selezionare quelle che confermano i suoi bias; chiunque può dire la sua perché l’opinione di tutti ha valore; l’ego di chi va controcorrente è potenziato dalla presenza di un pubblico.
Il problema delle bufale su internet acquista particolare rilevanza nel campo delle vaccinazioni, dove entrano in gioco anche i meccanismi neurocognitivi dei genitori che tendono a “proteggere” i propri figli: la pratica vaccinale non è facile da comprendere, le vaccinazioni pediatriche sono un trattamento farmacologico su bambini sani ed esiste un’errata percezione del rapporto rischio-beneficio. La mente umana si è evoluta in un passato contesto biologico che oggi la rende inadatta a calcolare rischi e incertezze a lungo termine (teoria della bounded rationality di Daniel Kahneman, Premio Nobel nel 2002); il nostro cervello tende a dare maggiore rilevanza alle informazioni che suggeriscono un alto rischio an-che se statisticamente irrilevanti. Disporre di molte informazioni sul rischio non porta perciò a prendere decisioni sanitarie corrette. (Daniela Minerva Responsabile Salute La Repubblica)

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Salviamo le fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

Energia Solare, Acqua, Vento

Energia Solare, Acqua, Vento (Photo credit: radiocodaritorta)

Romalunedì 2 aprile 2012 dalla ore 11 alle 14 a Piazza di Montecitorio.Il Governo vorrebbe cambiare, con il V Conto Energia, di nuovo tutto il quadro legislativo legato alle nuovi fonti d’energia rinnovabili per l’ennesima volta di fatto azzerandolo, quando queste sono a un passo dalla maturità industriale e non a caso, mettendo a rischio le imprese, i lavoratori e gli investimenti. Lo sviluppo delle fonti d’energia rinnovabili lo scorso anno ha iniziato a calmierare il prezzo dell’energia elettrica, specialmente il fotovoltaico, e migliaia di famiglie hanno risparmiato circa 100 milioni di euro autoproducendo l’energia che consumano. L’autonomia energetica dei cittadini è a portata di mano e per questo motivo i grandi attori dell’energia si stanno muovendo verso il Governo per mantenere uno staus quo fatto di dipendenza energetica da pochi soggetti legati alle fonti fossili e condannare i cittadini italiani a un destino fatto di bollette sempre più alte e di sprechi energetici – non è un caso che contemporaneamente si attacchi anche il 55% per l’efficienza energetica che l’Enea stessa ha definito un provvedimento a “costo zero” per il sistema Paese. L’attacco alle rinnovabili non si ferma nemmeno di fronte alla possibilità di provocare una catastrofe occupazionale. Sono oltre 130mila, infatti, i posti di lavoro qualificati nelle rinnovabili messi a rischio dai decreti del Governo, scritti con la “consulenza” dei grandi gruppi energetici. Difendere le rinnovabili ora significa difendere il futuro. Un futuro fatto di lavoro, sviluppo, ambiente sano e democrazia energetica. Per questo motivo Azione Energia Solare insieme ad Ecologisti, Civici e Verdi, chiama i cittadini, le associazioni ambientaliste e quelle delle rinnovabili a manifestare il proprio dissenso a questa politica

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Roma città modello

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Roma 21 giugno Ore 9,30.«presso Fondazione Nuova Italia, Sala del Caminetto – Via in Lucina, 17, convegno dedicato a Energie metropolitane. L’esempio di Roma Capitale. Dopo il risultato ottenuto dal referendum sul nucleare la scorsa settimana, torna di stretta attualità il dibattito su come l’Italia potrà, e dovrà, diversificare le sue fonti di approvvigionamento energetico in un futuro quanto mai prossimo. L’attenzione generale, naturalmente, è concentrata su quelle che ormai sono comunemente note come “energie rinnovabili”. In questa prospettiva non solo il Governo nazionale, ma anche gli Enti locali possono offrire il proprio contributo per sostenere una parziale indipendenza energetica del Paese, per garantire la sostenibilità ambientale del progresso e per onorare quel principio di responsabilità intergenerazionale che distingue i Paesi capaci di programmare il loro futuro “in grande”». Lo dichiara il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, anticipando il tema del dibattito che si terrà presso la Fondazione Nuova Italia. «In questa prospettiva – ha aggiunto il Sindaco – è chiara l’intenzione di far diventare Roma, nel prossimo futuro, la capofila delle grandi città italiane nel settore della pianificazione di infrastrutture ed edifici privati energeticamente autosufficienti e ambientalmente sostenibili. Roma Capitale, d’altronde, ha già investito, e continuerà a farlo, nel settore delle energie rinnovabili in quanto il suo obiettivo è quello di attestarsi come una metropoli modello». Tramite questo convegno, Roma Capitale desidera coinvolgere attivamente le città italiane ed europee nel percorso verso la sostenibilità energetica e ambientale, tagliando l’ambizioso traguardo di ridurre di oltre il 20% le proprie emissioni di gas serra entro il 2020. «Per tale ragione – sottolinea Salvatore Santangelo, Direttore del Centro Studi della Fondazione Nuova Italia – risulta fondamentale che all’incontro da noi promosso intervengano sia rappresentanti del mondo della politica, che amministratori pubblici e personaggi insigni del mondo della scienza, le cui diverse sensibilità testimonieranno la volontà di Roma Capitale nell’impegno alla lotta contro l’inquinamento, nonché il desiderio di sostenere il confronto e la sinergia con altre esperienze metropolitane». Il Convegno sarà introdotto e moderato da Gian Piero JOIME (segretario generale dell’Osservatorio per l’ambiente di Roma Capitale). Intervengono: Giancarlo CREMONESI (presidente Acea), Valentino D’ADDARIO (senior advisor corporate strategies Aerbiz), Livio DE SANTOLI (delegato per l’energia e per l’ambiente “Sapienza” Università di Roma), Fabrizio FABRIZI (capo laboratorio solare termodinamico Enea), Giovanni MONASTRA (presidente commissione ambiente fondazione Nuova Italia), Francesco SPERANDINI (direttore reti Acea), Andrea VALCALDA (responsabile innovazione e ambiente Enel), Marco VISCONTI (assessore all’ambiente di Roma Capitale) e Marco ZIGON (presidente di Getra spa). Conclude: Gianni ALEMANNO (presidente della fondazione Nuova Italia)

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Archivi negati: le fonti per stragi e terrorismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Bologna Lunedì 13 giugno 2011 ore 10, Cappella Farnese Palazzo D’Accursio, piazza Maggiore 6 L’iniziativa è organizzata dalla Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna in collaborazione con Fondazione del monte di Bologna e Ravenna, Fondazione della cassa di risparmio di Bologna, Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Istituto storico Ferruccio Parri, Associazione nazionale archivistica italiana – Sezione Emilia-Romagna. Il convegno presenta le iniziative in corso a Bologna e a livello nazionale per l’inventariazione e la promozione di una maggiore conoscenza degli archivi costituiti dalle associazioni per la memoria delle vittime delle stragi e del terrorismo. Insieme ad una riflessione sulle questioni metodologiche e interpretative poste dal loro uso, si affronterà il problema dell’accesso alla documentazione conservata negli archivi pubblici e in particolare quella coperta dal segreto di stato.

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“Le Fonti della Vita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Parma 8 giugno alle ore 17.30 presso la sala dei Vescovi in Palazzo Vescovile premio CEA biennale “Le Fonti della Vita” sarà assegnato, quest’anno, al Prof. Mons. Antonio Moroni, Il premio gli verrà assegnato per il contributo scientifico e etico che egli ha fornito nello studio e nella ricerca dell’ecologia e ambiente. E’ stato il primo a fondare una facoltà di ecologia in Italia, facendo diventare Parma un riferimento nazionale e internazionale per lo studio dell’ambiente. La sua opera è riconosciuta da tutti gli studiosi come un punto di svolta nell’attenzione alle tematiche ambientali.

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Investimenti fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Enel Green Power SpA (³EGP²)  ha firmato con la Banca Europea per gli Investimenti (³BEI²) un accordo in base al quale BEI si impegna a concedere un prestito per complessivi 440 milioni di euro – che potrà essere incrementato, a seguito di ulteriori accordi tra le parti, fino a 600 milioni di euro – inteso a contribuire al finanziamento del programma di sviluppo in Italia delle attività di EGP, la società del Gruppo Enel dedicata alla gestione e allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il prestito, avente durata ventennale, è caratterizzato da un tasso d’interesse significativamente più contenuto rispetto ai benchmark di mercato, anche in quanto interamente garantito da Enel S.p.A. In particolare, il prestito BEI contribuirà a finanziare l’installazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici per complessivi 840 MW, per i quali è previsto un investimento complessivo da parte di EGP pari a circa 1.300 milioni di euro. Per EGP l’operazione si inquadra nella strategia di crescita perseguita dal piano industriale 2010-2014, che prevede un significativo incremento della capacità installata a 9,2 GW dagli attuali 5,9 GW circa, a fronte di 5,2 miliardi di euro di investimenti operativi. EGP intende perseguire una crescita equilibrata in tutte le tecnologie nelle quali già opera – idroelettrico, eolico, geotermico, solare e biomasse –  e il finanziamento BEI contribuisce a rendere più competitiva la struttura finanziaria dei progetti eolici e fotovoltaici in questione.

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Fonti energetiche rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico. La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’art. 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione Europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l’Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell’efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell’energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile. Nel dettaglio, il Piano prevede che le energie rinnovabili dovranno coprire il 6,38% dei consumi legati ai trasporti, il 28,97% dei consumi nel comparto elettrico e il 15% nell’ambito del riscaldamento e raffreddamento. Le misure ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi sono di vario tipo: economiche, di supporto, di cooperazione internazionale. Il Piano prevede, inoltre, di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione, come i certificati verdi, il conto energia, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti, per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno.  Dossier “Fonti energetiche rinnovabili, gli obiettivi per il 2020”

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Salvare l’economia con le rinnovabili

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2010

L’industria delle energie rinnovabili può creare otto milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2030 se i governi colgono l’opportunità di investire in un futuro più verde. Lo dimostra Energy [R]evolution, lo studio diffuso oggi da Greenpeace e dall’EREC (European Renewable Energy Council). Se i governi investissero in “green jobs” si salverebbe il clima ponendo fine alla dipendenza dai carburanti fossili. Lo studio Energy [R]evolution mostra come è possibile creare, entro il 2030, dodici milioni di posti di lavoro, di cui otto e mezzo soltanto nel settore delle fonti rinnovabili. Allo stato attuale, i posti di lavoro in energie rinnovabili sono soltanto 2,4 milioni a fronte di 8,7 del settore energetico a livello mondiale. Invece, attuando Energy [R]evolution, si creerebbero 3,2 milioni di nuovi posti di lavoro, il 33 per cento in più di quelli attuali, sempre nel settore dell’energia. Il mercato globale per le tecnologie rinnovabili, entro il 2030, passerà dagli attuali 100 miliardi di dollari l’anno, a più di 600 miliardi di dollari. Nello scenario di Energy [R]evolution, le emissioni globali di CO2 raggiungerebbero il picco nel 2015 per poi cominciare a scendere. Rispetto al 1990, nel 2050 le emissioni di CO2 diminuiranno dell’ottanta per cento se l’approvvigionamento energetico sarà basato esclusivamente su fonti “pulite”. Entro il 2050, circa il 95 per cento dell’elettricità potrebbe essere prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

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Incrementare le fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

Palazzo Rospigliosi Pallavicini di Roma ha ospitato lo scorso 28 gennaio il convegno su “Energie rinnovabili in un’economia globale: motori di sviluppo e di vantaggio sociale”.  Organizzato dalla società eolica Maestrale Green Energy, con la collaborazione di APER (l’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili), il convegno ha trattato i temi di maggiore attualità legati a queste fonti energetiche: vantaggi e attrattività imprenditoriale; costi e benefici; effetti della crisi all’interno di questo comparto; rinnovabili e sud del mondo; energia e territorio; banche e ambiente.  A margine dell’incontro, Maestrale Green Energy ha comunicato che su una pipeline di complessivi 1750 MW posseduta da Theolia in Europa, il mercato italiano – rappresentato dalla stessa Maestrale Green Energy- detiene una quota di 450 MW (il 26% del totale), di cui circa 150 MW verranno realizzati entro il 2011. Nel medio periodo, l’Italia è perciò destinata a diventare il mercato portante di Theolia. Oggi, solo al Sud, ci sono richieste di connessione di impianti rinnovabili alla rete nazionale per oltre 100.000 MW (82.000 MW eolico, 14.000 MW solare, resto altre fonti) a fronte di un potenziale massimo che, nel caso dell’eolico, gli stessi operatori (Anev) stabiliscono a 16.000 MW entro il 2020. Per garantire uno sviluppo ordinato delle rinnovabili è, quindi, essenziale trovare una soluzione, concordata con il regolatore, per contrastare facili speculazioni ed eliminare le richieste di carta che intasano le procedure autorizzative e prenotano a vuoto capacità di rete per i prossimi anni. In tal senso continua il dialogo assiduo tra Terna, Aper e le altre associazioni per trovare soluzioni condivise ed efficaci”.
Paola Restano Cassulini, responsabile dell’Area Mercato Aziende, ha spiegato perché Banca Popolare di Milano è impegnata nello sviluppo delle energie rinnovabili. L’interesse della Banca è collegabile alla sua storia, che la vede da sempre impegnata ad assumere comportamenti responsabili e sostenibili, a coniugare nella attività economica la dimensione sociale ed ambientale. La Banca, una delle prime che nel 2007 ha aderito alla convenzione con il Gestore dei Servizi Energetici, ha predisposto uno specifico pacchetto dedicato alle aziende, alle persone ed ai condomini che intendono realizzare investimenti nelle energie rinnovabili. Si tratta di una serie di finanziamenti non assistiti da ipoteche, che consentono di coprire fino al 100% del valore dell’impianto, con condizioni economiche vantaggiose, la cui durata può essere fino a 15 anni. Tali finanziamenti permettono di utilizzare gli incentivi per la copertura o l’abbattimento della rata di rimborso del prestito.

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Italiani: no al nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

“Nonostante i proclami del Governo, gli italiani sono nettamente contrari al nucleare”.Così l’On.le Scilipoti (Idv) leggendo le stime 2009 elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico, che hanno evidenziato un vero e proprio boom nella produzione di energie rinnovabili, rispetto all’anno precedente.“Le stime del Ministero – dichiara Scilipoti – ci dicono che la produzione di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili è arrivata a coprire un quinto del fabbisogno nazionale e ha contribuito alla riduzione delle emissioni nocive nel nostro Paese. Si tratta di dati molto indicativi – prosegue il deputato – perché dimostrano che la scelta nucleare del Governo, già impugnata da 11 regioni, non è condivisa nemmeno dai semplici cittadini, orientati in maniera sempre più massiccia verso le energie alternative. Il Governo – conclude Scilipoti – la smetta quindi di fare gli interessi economici di pochi gruppi finanziari e blocchi l’iter per la individuazione dei siti nucleari. Gli italiani ritengono più utile investire nelle energie rinnovabili, piuttosto che in impianti pericolosi per i cittadini e per l’ambiente”.

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Fondi per l’alluvione in Piemonte

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

L’On. Massimo FIORIO (PD) ha presentato un’Interpellanza urgente, sottoscritta da tutti i Deputati del Partito Democratico del Piemonte, rivolta al Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso relativa ai fondi stanziati per i danni causati dall’alluvione del mese di aprile.  Infatti, con decreto del Consiglio dei Ministri del 15 maggio 2009 è stato dichiarato lo stato di emergenza a causa delle eccezionali avversità atmosferiche avvenute dal 26 al 30 aprile, che hanno provocato esondazioni di fiumi e torrenti, allagamenti, smottamenti, gravi movimenti franosi, danni alle infrastrutture pubbliche e ad edifici pubblici e privati, nonché gravi danni alle attività produttive nel territorio della Regione Piemonte.  “Il 21 settembre 2009 – spiega l’On. Massimo FIORIO – è stata emanata ai sensi della legge 225/1992 un’ordinanza di protezione civile per l’attuazione degli interventi urgenti diretti a fronteggiare i danni con una disponibilità di euro 21,5 milioni e un conseguente riparto delle risorse tra le Province piemontesi ed altri enti. Questo riparto è avvenuto in modo anomalo, con una sperequazione tra le richieste e quanto stanziato, come il caso della Provincia di Cuneo dimostra in modo clamoroso”.  “Per queste ragioni – conclude l’On. Massimo FIORIO – abbiamo chiesto a Bertolaso di sapere quali siano i criteri di riparto fra le Province e gli enti interessati e quali siano le disposizioni utili a comprendere se le risorse saranno assegnate alla Presidente della Regione, quale Commissario straordinario, o direttamente agli enti indicati quali destinatari secondo un procedimento anomalo che di fatto vanificherebbe la possibilità di un controllo sull’esatta  corrispondenza tra quanto dichiarato dagli enti e l’entità reale del danno”.

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Chi attacca l’eolico non vuole salvare il clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

Per il settore elettrico italiano, dire che l’eolico produca “briciole di energia” è del tutto sbagliato. Gli obiettivi europei al 2020 prevedono, per il settore elettrico in Italia, un incremento della produzione da fonti rinnovabili di 50-54 TWh (miliardi di kWh). Il potenziale dell’eolico al 2020, limitato dai criteri ambientali definiti da un protocollo tra produttori e associazioni ambientaliste, è di 16 GW per una produzione totale di 27 TWh. In sostanza, circa metà dell’obiettivo al 2020 si può coprire con l’eolico. Il resto può venire dal solare fotovoltaico, dall’uso sostenibile delle biomasse, dal geotermoelettrico, dall’espansione del mini-idroelettrico. Nessuna fonte energetica rinnovabile da sola è decisiva: la strategia deve necessariamente comporre un mosaico di fonti, e l’eolico è proprio la fonte che da sola può dare le maggiori quantità di elettricità senza emissioni di CO2. Per Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, “puntare sull’eolico in Italia è anche una straordinaria occasione per l’industria nazionale e per tutta la filiera; significa creare nuova occupazione nella green economy, oggi la più concreta strategia contro la recessione. Secondo uno studio GSE-IEFE Bocconi il solo comparto eolico ha un potenziale in Italia al 2020 di circa 78mila unità, il 31% sul totale di tutta l’occupazione nelle fonti rinnovabili”. “Le installazioni eoliche in Italia sono realizzate soprattutto in aree rurali e montane, spesso abbandonate e non utilizzate né a fini agricoli né per il pascolo. L’eolico consente invece una ricaduta positiva in termini occupazionali ed economici, impensabile con altre opzioni economiche ed energetiche, e senza danni per il turismo”, dice il direttore scientifico del Kyoto Club. “Sempre in termini di sviluppo economico – conclude Silvestrini – va ricordata l’esperienza di centinaia di migliaia di agricoltori danesi e tedeschi che traggono parte del loro reddito proprio dalla produzione di elettricità da fonte eolica”.

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