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“LegalMente: al di là della psichiatria forense”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Palermo dal 17 al 19 ottobre 2019 Aula Magna dell’Ordine dei Medici di Palermo a Villa Magnisi. Giunto alla IX edizione il congresso organizzato dall’Associazione StupendaMente e dalla Clinica Psichiatrica Universitaria di Palermo, dal tema “LegalMente: al di là della psichiatria forense” si terrà presso l’Aula Magna dell’Ordine dei Medici di Palermo a Villa Magnisi dal 17 al 19 ottobre. Per l’Associazione. esser giunti già alla undicesima edizione rappresenta un traguardo significativo per l’importanza che ha questo evento scientifico riuscendo a portare a Palermo i nomi nazionali più importanti della psichiatria, della farmacologia, della psicologia. “La sfida, credo vinta, dichiara il presidente e socio fondatore dell’Associazione StupendaMente Marcello Alessandra – della nostra associazione che mi onoro presiedere, è stata quella di combattere lo STIGMA che da sempre ha relegato la psichiatria a disciplina di serie b; si è deciso così di raccontare la psichiatria in modo diverso e dimostrare che lo psichiatra non è il “medico dei pazzi”, il paziente non è qualcuno di cui vergognarsi e tenere rinchiuso perchè pericoloso, gli psicofarmaci sono farmaci che come tutti gli altri e vanno somministrati sotto controllo medico e non sono da demonizzare. E ancora, si è data la parola a chi veramente aveva qualcosa da raccontare”. La peculiarità dell’ evento, è l’aver da sempre coinvolto attivamente i magistrati, con i quali ci si è confrontati su tematiche importanti e difficili, vedi ad esempio i casi di reato commessi da soggetti riconosciuti affetti da patologia psichica. Quest’anno verrà inoltre trattato, con la presenza tra gli altri del procuratore Luigi Patronaggio, la spinosa problematica della salute psichica dei migranti. Una delle nuove emergenze in campo psichiatrico è certamente la “collocazione/ricovero” dei pazienti accusati di reato che un tempo sarebbero stati ricoverati negli OPG (ospedale psichiatrico giudiziario) oramai chiusi e sostituiti dalle REMS (residenze x l’esecuzione misure di sicurezza), strutture presenti sul territorio nazionale ma con una capienza insufficiente per le richieste degli psichiatri. Capita così di trovare nei reparti di cura (Servizio Psichiatrico diagnosi e Cura) soggetti che non dovrebbero occupare quel posto, difficili/impossibili da gestire in un normale reparto psichiatrico, con tutti i rischi per la sicurezza del personale e degli altri pazienti ed in più impediscono il ricovero di chi ha più bisogno. Come ogni anno ci sarà una sessione dedicata alla parte farmacologica con i nuovi antipsicotici ed antidepressivi. In Italia c’è un altissimo consumo di ansiolitici ed antidepressivi. Si parlerà anche di psicopatologia al femminile e psicopatologia della vita postmoderna, così come di riabilitazione psichiatrica.

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Verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense

Posted by fidest press agency su martedì, 14 novembre 2017

università bresciaBrescia il 22 e il 23 novembre al centro Probrixia di Brescia (“Dipartimenti di Salute Mentale e REMS: verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense” riunirà i massimi esperti della materia si propone innanzitutto di fornire i risultati conclusivi del progetto ‘VIOlence Risk and MEntal Disorders’ (VIORMED), finanziato dalla Regione Lombardia, promosso e coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli. Il progetto VIORMED rappresenta il primo studio prospettico mai fatto in Italia per valutare e seguire, con una metodologia particolarmente rigorosa, un’ampia coorte di pazienti in trattamento, caratterizzati da una storia di gravi comportamenti violenti. Inoltre l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia ha appena vinto un progetto europeo dedicato appunto ad un analisi dei percorsi assistenziali e delle caratteristiche delle strutture psichiatrico-forensi in 5 paesi europei (oltre l’Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna e Polonia). La presentazione dei risultati del VIORMED fornirà lo spunto per una sessione interamente dedicata alla presentazione di progetti ed esperienze condotte sino ad oggi nelle REMS e nei DSM, e sarà poi seguita da un’accurata revisione delle conoscenze ad oggi disponibili per la prevenzione ed il trattamento di pazienti con disturbi mentali gravi a rischio di comportamenti violenti.
La recente chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e il contestuale avvio delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ha rappresentato un cambiamento epocale nel campo della psichiatria forense italiana, sino a pochi anni fa caratterizzata da una pratica asilare degradante, parallela ad una intensa generazione di ‘perizie’, spesso di limitato valore scientifico e conoscitivo. Oggi c’è lo spazio teorico-pratico per un significativo cambiamento in questo delicato settore, che implica un profondo rinnovamento delle conoscenze e delle pratiche assistenziali.
Le competenze e le responsabilità assistenziali per i Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm) si sono accresciute, anche se essi erano e sono solo in parte attrezzati a trattare efficacemente pazienti con una storia di comportamenti violenti, o a rischio di comportamenti violenti. Inoltre, in Italia la ricerca nel campo della psichiatria forense è stata sino ad oggi estremamente limitata, e ciò non ha favorito un approccio scientificamente rigoroso ai delicati problemi che quest’area assistenziale pone. Malgrado questo, i Fatebenefratelli restano in prima linea in un settore che incarna perfettamente la loro secolare tradizione di impegno assistenziale – San Giovanni di Dio iniziò il proprio apostolato tra i malati di mente, che spesso, nella Spagna del XVI secolo, venivano “curati” nelle carceri – ed infatti gestiscono a San Maurizio Canavese (Torino) una delle nuove REMS.

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Mediazione civile e riforma forense

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Rispettate le attese fortemente volute dall’ANPAR. Nella riforma forense recentemente approvata dal Senato in merito alla controversie stragiudiziali (mediazione civile e commerciale compresa) si e’ tenuto conto che le parti in lite “possono” richiedere prestazione di consulenza ed assistenza agli avvocati”. Una vera manna dal cielo questa norma per i mediatori, perche’ nel caso in cui la parte o le parti chiamate a mediare non siano in grado di ottenere autonomamente i risultati desiderati potranno farsi assistere o chiedere consiglio ad un avvocato. E’ stata dunque lasciata libera la volonta’ delle parti di partecipare da solo alla mediazione e non di essere “obbligatoriamente costretta a servirsi di un legale”, come paventato in prima una prima stesura della norma. “Questo e’ un risultato che ci fa onore che abbiamo fortemente voluto – dice Pecoraro presidente dell’associazione nazionale per la l’arbitrato e la conciliazione, dal 1995, unica associazione regolamentata ai sensi della Direttiva europea del 7 settembre 2005 e e dell’art. 26 della legge n. 206/2007 a rappresentare i mediatori civili e commerciali alla relativa piattaforma di Bruxelles. Con questa norma, gli avvocati non hanno piu’ alibi da contrapporre alla mediazione se hanno a cuore veramente gli interessi dei propri clienti. Questa norma tra l’altro, si adatta benissimo anche a quanto previsto dall’art. 55/bis del codice deontologico forense. Infatti, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, un nuovo decreto legislativo disciplinera’ le societa’ tra Avvocati, i quali dovranno limitarsi a un unico campo o materia di studio:
o essere societa’ di mediatori o di avvocati. Il decreto legislativo, sara’ emanato sulla base della delega conferita al Governo per disciplinare l’esercizio della professione forense in forma societaria; tra i suoi principi e criteri direttivi, la previsione che l’esercizio della professione forense in tale forma sia consentito esclusivamente a societa’ di persone, a societa’ di capitali o societa’ cooperative i cui soci siano Avvocati iscritti all’Ordine. Tra gli altri criteri direttivi della delega, l’impossibilita’ di far parte di piu’ di una societa’, l’inammissibilita’ di estranei negli organi di gestione, la responsabilita’ disciplinare, la qualificazione dei redditi prodotti dalla societa’ come redditi di lavoro autonomo, l’esclusione della societa’ come attivita’ di impresa e dunque l’esclusione dall’assoggettamento e dalla procedura fallimentare.

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Rivisitazione del codice deontologico forense

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2011

Condivisibile, questa volta, le novità che arrivano dal CNF (Consiglio Nazionale Forense). Secondo il presidente Pecoraro dell’A.N.PA.R. questa è la strada maestra da perseguire e da appoggiare. Un passato remoto segnato da un passato prossimo che potrebbe segnare una fiducia rinnovata nell’avvocatura da parte dei cittadini. Il C.N.F. nel mettere mano alla rivisitazione del codice deontologico forense, all’indomani del convegno sulla mediazione civile tenutosi a Roma il 25 maggio c.a. con la partecipazione del ministro Angelino Alfano, a prescindere da quanto deciderà la Corte Costituzionale, ha cominciato a delineare altre novità sulla mediazione civile e commerciale da valutare da parte degli ordini provinciali degli avvocati. Con le nuove regole deontologiche , cosa cambia per l’avvocato in materia civile e commerciale?
Con la circolare n. 13-C-2011 si richiama innanzitutto il rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa primaria in materia di mediazione, in particolare quelli posti a presidio dei requisiti di terzietà, indipendenza, imparzialità e neutralità del mediatore. In secondo luogo, il canone deontologico sottolinea il dovere di competenza, “volendo con ciò evidenziare sopratutto la peculiarità dell’avvocato mediatore, che non può farsi autore di una proposta di conciliazione non conforme al diritto e non può sottrarsi al dovere di rendere compiutamente consapevoli le parti, nel momento del regolamento di interessi, delle loro rispettive posizioni in termini di diritto”.
In particolare, l’articolo 55 bis stabilisce che l’avvocato non deve assumere le funzioni di mediatore in difetto di adeguata competenza nella materia oggetto del procedimento. Gli altri canoni deontologici regolano i possibili profili di incompatibilità, di conflitto di interessi, di accaparramento di clientela. In particolare, stabiliscono che non può assumere funzioni di mediatore l’avvocato che abbia in corso o abbia avuto negli ultimi due anni rapporti professionali con una delle parti o quando una delle parti sia assistita o lo sia stata negli ultimi due anni da un suo socio o associato. Se poi ha assunto le funzioni di mediatore non potrò avviare rapporti professionali con le parti per i successivi due anni. E’ stato fugato l’atroce dubbio, da tempo manifestato – continua Pecoraro – gli organismi privati e gli enti formativi costituiti non solo da avvocati ma, anche da altri professionisti o da docenti universitari sono illegittimi. Spetta ora al ministero di Giustizia, “verificare” caso per caso l’esistenza di delle incompatibilità, dei conflitti d’interessi, e di cominciare a dare una stretta per quanto riguarda quegli organismi ed enti formativi, i cui rappresentanti legali non sono in possesso di un titolo di studio uguale o conforme a quelli che frequentano un corso per diventare mediatori. (ABOVE)

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Campidoglio: nuovo vice capo gabinetto

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

Roma. «Anna Bottiglieri è stata nominata vice Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma. Nata a Salerno 53 anni fa, laureata in Giurisprudenza e abilitata all’esercizio della professione forense, è iscritta all’Albo dei revisori ufficiali dei conti. Magistrato amministrativo in servizio presso il TAR del Lazio, Sez. I, è stata anche magistrato contabile presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Piemonte e vice Capo di Gabinetto del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Parallelamente allo svolgimento delle funzioni magistratuali, dal 2001 al 2006 ha ricoperto l’incarico giuridico del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal 2008 al 2010 l’incarico di consigliere giuridico della Struttura per i grandi eventi relativi alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della Presidenza italiana del G8. Dal 2008 a marzo 2011 ha ricoperto l’incarico di vice Capo di Gabinetto del Ministero per i Beni e le attività culturali. Precedentemente, dal 1990 al 1999, da dipendente pubblico ha svolto funzioni di vice capo dell’Ufficio legislativo del Ministero delle Politiche agricole e ha coordinato l’ufficio legale dell’AIMA (ora AGEA). Ha ricoperto e ricopre incarichi in qualità di presidente di collegi arbitrali, di presidente e di componente di collegi sindacali e di consigli Sino ad oggi ha svolto attività di insegnamento presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre e dell’Università di Teramo, nella Scuola superiore dell’economia e delle finanze e in istituti privati di formazione legale. È autrice di numerosi contributi nell’ambito di pubblicazioni giuridiche». Lo comunica l’ufficio stampa del Campidoglio.

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Riforma forense

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

Roma 1 febbraio, alle ore 10, presso la Camera dei Deputati, Sala del Refettorio (Via del Seminario, 76), convegno Uniprof, associazione dei professionisti non iscritti agli ordini e associata alla Cna, dal titolo  Regole e mercato: la sfida delle nuove professioni per far crescere l economia della conoscenza . Al centro del dibattito la riforma forense e il riconoscimento delle professioni.  La riforma della professione forense, approvata dal Senato a dicembre e discussa in questi giorni alla Camera, se non dovesse subire modifiche, rischia di cancellare la figura del consulente stragiudiziale – ha dichiarato Luigi Cipriano, Presidente ANEIS (dell Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) – La legge, infatti limiterebbe l esercizio dell attività stragiudiziale in forma autonoma solo agli avvocati. Tale progetto di legge procurerebbe la perdita del lavoro di migliaia di professionisti quali patrocinatori stragiudiziali, esperti di infortunistica stradale, consulenti specializzati in rami avanzati del diritto. Un impatto su circa 50000 lavoratori, tra professionisti e indotto.
ANEIS riunisce circa 1000 studi professionali, ed insieme ad Assoprofessioni e ad altre associazioni ha promosso il Comitato Unitario dei Patrocinatori Stragiudiziali proprio per sensibilizzare la politica e la società civile su questo aspetto della riforma forense.
Il convegno sarà presieduto da Sergio Gambini, Segretario Nazionale Uniprof e Eduardo Rossi, Vice Presidente Nazionale Uniprof. Partecipano tra gli altri: Giorgio Berloffa, Presidente Nazionale Uniprof, Ivan Malavasi, Presidente Confederazione Nazionale dell Artigianato, Antonio Catricalà, Presidente Autorità Garante Concorrenza e Mercato. Previsti anche interventi di numerosi Parlamentari.

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Congresso nazionale forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Oggi prende il via a Genova il 30° Congresso Nazionale Forense che vedrà la partecipazione di oltre mille professionisti provenienti da tutto il Paese. C è delusione e sfiducia da parte della categoria nei confronti del Governo e delle Istituzioni per gli ultimi contrastati interventi in materia di Giustizia. La maggioranza dei delegati dell Ordine capitolino oggi presenzierà ai lavori mostrando il segno del lutto al braccio per protestare contro l annunciata morte della Giustizia ed, in particolare, di quella civile. L’avv. Antonino Galletti, presidente di  Azione Legale  (una delle associazioni più attive nella protesta con oltre 6 mila professionisti iscritti), ha così commentato l iniziativa di protesta:  Abbiamo inteso segnalare in modo anche pittoresco ai cittadini i rischi che stanno correndo, poiché con le riforme di prossima vigenza ed, in particolare, con l entrata in vigore da marzo del tentativo obbligatorio di conciliazione in materia civile, di fatto si è abdicato al sistema di giustizia statuale in favore della giustizia amministrata da privati a spese dei cittadini; il tutto, peraltro, in modo illogico ed irrazionale visto che mentre entrerà in vigore la preventiva conciliazione obbligatoria per tutte le cause civili, il c.d. collegato lavoro ha appena eliminato il tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di lavoro che ha dimostrato negli anni  la propria inefficacia .  Anche le istituzioni forensi ed in particolare il Consiglio Nazionale Forense   continua Galletti purtroppo con iniziative avversate dalla base dell avvocatura italiana non hanno certo semplificato la vita del cittadino e dei professionisti con l introduzione, per esempio, dal 24 settembre del titolo di avvocato specialista che taglia fuori i giovani e pretende di imporre e disciplinare nel dettaglio le c.d. specializzazioni, già ampiamente diffuse nella prassi, con un procedimento contorto e criticabile; il tutto, con nuovi oneri a carico dei professionisti nell attuale momento di crisi che inevitabilmente saranno poi da questi addebitati ai cittadini .  E  necessario   continua Galletti   un rinnovato impegno delle forze migliori dell avvocatura, al fianco dei cittadini, per imporre scelte condivise ed evitare il prodursi di danni maggiori di quelli che si vorrebbero evitare.

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Riforma forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale. Più che di riforma della professione forense, di controriforma si dovrebbe parlare, visto che invece che andare nella direzione di una regolamentazione maggiormente liberale e aperta al mercato, la norma va verso una ulteriore chiusura della corporazione, riuscendo sia a colpire e danneggiare gli interessi dei consumatori che quella dei giovani avvocati, restringendo l’accesso alla professione e impedendo una concorrenza che avvantaggerebbe i professionisti migliori. L’esistenza di un ordine, che di fatto limita l’accesso alla professione e la concorrenza, può esistere solo in funzione di un pubblico interesse, se invece prevale l’interesse per la stessa categoria e’ nei fatti un ostacolo al pubblico interesse. Un testo che il Senato non e’ riuscito a migliorare, dato che era l’impostazione a non reggere. Troppo elevato e’ il numero degli avvocati, oltre 130 mila, eppure continua a crescere la domanda di consulenza legale e stragiudiziale. Il cittadino, l’impresa si rivolge all’estero e si rivolge ad altro che agli studi legali, ma se questo mercato cresce non dovrebbe preoccupare il numero degli avvocati, ma dovrebbe interessarci la qualità dei servizi offerti agli utenti. E questo disegno di legge compie il percorso esattamente inverso, cerca di spartire la torta del mercato delle consulenze legali e stragiudiziali, oltre a quello dell’assistenza legale, agli avvocati gia’ presenti, impedendo e ostacolando nuovi accessi e impedendo a chiunque la consulenza stragiudiziale, come nel caso delle agenzie di infortunistica stradale che dalla mattina alla sera verranno chiuse. L’alternativa a questo intervento statalista e corporativo, non e’ la giungla, ma le regole, la trasparenza e la concorrenza di un mercato che funzioni come nei paesi europei.

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Riforma forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Ieri mattina il Senato ha votato per l’esclusiva, nella consulenza stragiudiziale, agli avvocati. Con un solo colpo di spugna, con un’anomala alleanza tra Pdl e Italia dei Valori fortemente denunciata dai senatori Radicali, si è levato il diritto ad associazioni di consumatori come la nostra (oltre a sindacati, patronati, etc) di svolgere attivita’ di consulenza. Un servizio senza il quale la maggior parte dei consumatori non fara’ piu’ ricorso alla conciliazione stragiudiziale o non cerchera’ di capire se ha torto o meno nell’ambito delle migliaia di truffe che subisce quotidianamente: i costi di un avvocato, e la disponibilita’ degli stessi, sono ben diversi da quelli di un’associazione come la nostra. Il Governo dice di promuover il mercato in ogni ambito, ma qui sta facendo proprio il contrario: si premia la corporazione non per dare un miglior servizio ai cittadini, come sostengono i favorevoli a questo provvedimento, ma per garantire il monopolio ad una corporazione sempre piu’ in affanno e assediata dal decadimento di qualita’. Decadimento a cui, a nostro avviso, si dovrebbe risponde sparigliando nella situazione che l’ha determinato e non chiudendo il mercato.
Questo voto e’ uno dei tanti a cui assisteremo nelle prossime settimane per dare al Paese quella che chiamano ‘riforma forense’. Se queste sono le premesse, la lotta sara’ dura. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Riforma professione forense e minimi tariffari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Lo scorso 20 ottobre, nell’ambito della riforma della professione forense, è stata approvata in Senato una norma che in un solo colpo spazza via il così detto patto di quota lite e reintroduce i minimi tariffari. Si eliminano quindi i piccoli benefici delle timidissime liberalizzazioni contenute nei decreti Bersani. Si tratta d’una scelta sbagliata che sara’ in grado di generare solamente illegalita’. Il danno piu’ immediato ed evidente e’ per i consumatori che non avranno piu’ la liberta’ di concordare con il proprio avvocato il compenso per l’incarico che questo andra’ a svolgere. Non si comprende quale possa essere il nesso tra  tariffe minime imposte per legge e qualità del servizio offerto. E’ fuorviante dire che cosi’ cesseranno gli svilimenti della professione. Al contrario si produrrà un livellamento verso il basso per cui chi lavora male continuerà a farlo e si aggiornerà sempre di meno (a meno che non si voglia credere alla favola dei crediti formativi quale garanzia di preparazione). La beffa e’ anche per tutti quei professionisti che dietro la scure delle sanzioni dell’Ordine di appartenenza saranno costretti, per restare sul mercato, a escogitare sotterfugi per non applicare la legge e non essere sanzionati.  Una norma, quindi, che sarà in
grado di generare illegalità. La riforma e’ un regalo -inutile- a quelle corporazioni che tutto vogliono purche’ riportare l’avvocatura nell’ambito che le e’ proprio: le professioni liberali. La riforma, fortunatamente, non e’ ancora definitiva. Dopo l’esame del Senato dovra’ essere approvata dalla Camera per diventare legge. Oggi, quindi, e’ ancora possibile usufruire dei benefici introdotti dalla legge Bersani.
E’ bene ricordare che l’Aduc, in collaborazione con la sen.Donatella Poretti, ha già proposto in Senato un disegno di legge sull’innalzamento dell’attuale valore (516 euro) entro cui una persona in giudizio può assistersi da sola, valore stabilito nel 1991 e mai modificato. Un metodo che condurrebbe giustizia e difesa a portata di chiunque, rispetto ad una situazione che oggi impone alla maggior parte dei cittadini in qualche modo civilmente offesi, a rinunciare a ricorrere in giudizio perchè i costi dell’assistenza legale quasi sempre sono maggiori di quelli della causa.
Se questa proposta dovesse diventare legge, io e i miei colleghi legali dell’Aduc ci opporremmo all’applicazione di norme illiberali e fortemente limitative delle liberta’ individuali, continuando ad applicare l’attuale legislazione. L’auspicio e’ che tanti altri avvocati,   vincendo la paura della corporazione aderiscano alla nostra iniziativa. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)

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Controriforma forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali/Pd “Fino ad oggi la legge di riforma dell’avvocatura aveva avuto un iter condiviso in commissione, ma arrivato in aula, fin da subito ne abbiamo denunciate le criticita’:  una controriforma che limita l’accesso alla professione, non favorisce la concorrenza e il consumatore, entra in contrasto con la normativa comunitaria su tariffe, pubblicita’, societa’ multidisciplinari e accesso alla professione. Dopo il parere della Commissione Bilancio, negativo su buona parte della legge chiedendone la modifica in particolare sulla complessa macchina facente capo al Consiglio nazionale forense, tanto da chiedere di aggiungere all’ultimo articolo una “clausola di invarianza finanziaria riferita all’intero disegno di legge”, i lavori dell’aula sono stati sospesi. L’aula riprendera’ domattina l’esame degli oltre ottocento emendamenti, ma forse la sera portera’ consiglio e confidiamo che l’intero testo torni in commissione Giustizia dove finalmente possano essere prese in considerazione le tante voci critiche e i tanti appunti fatti a questa controriforma, a partire dalle segnalazioni dell’Antitrust fino alla necessita’ di rendere il testo compatibile con la normativa europea. Registriamo, inoltre, con soddisfazione il successo dei nostri emendamenti: messi su Internet (siti: donatellaporetti.it; Radicali.it; aduc.it, facebook opposizione alla controriforma forense) sono stati ripresi in blocco dal gruppo Mpa e depositati per l’aula, una clonazione che confidiamo sia fruttuosa anche nell’opporsi al testo!”

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Controriforma forense

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Dichiarazione della senatrice Donatella Poretti, radicali/Pd: “Saranno 169 emendamenti e 7 gli ordini del giorno che i senatori radicali presenteranno al ddl 601 e connessi sulla riforma forense. In realta’ di controriforma si dovrebbe parlare, visto che invece che andare nella direzione di una regolamentazione maggiormente liberale e aperta al mercato, la norma va verso una ulteriore chiusura della corporazione, riuscendo sia a colpire e danneggiare gli interessi dei consumatori che quella dei giovani avvocati, restringendo l’accesso alla professione e impedendo una concorrenza che avvantaggerebbe i professionisti migliori. L’esistenza di un ordine, che di fatto limita l’accesso alla professione e la concorrenza, puo’ esistere solo in funzione di un pubblico interesse, se invece prevale l’interesse per la stessa categoria è nei fatti un ostacolo al pubblico interesse. Un testo che predispone un percorso ad ostacoli con esami e test d’accesso perfino per fare il praticante senza tutele, abolizione delle tariffe minime, divieti di pubblicita’ e corposo elenco di incompatibilita’, nonche’ corsi di aggiornamento, formazioni, controlli e sanzioni e regolamenti tutti interni dell’Ordine e del Consiglio nazionale forense, quindi centralistici e corporativi e non a tutela della qualita’ del professionista. Un testo che difficilmente potrà essere migliorato, visto che e’ l’impostazione che non regge. Un testo che cercheremo con spirito di servizio di migliorare grazie agli emendamenti e agli ordini del giorno che abbiamo elaborato con l’Aduc, Associazione Diritti Utenti e Consumatori; dr.ssa Erika Di Pietra e agli avvocati che si sono mobilitati in rete e su Facebook grazie ad un gruppo aperto da Irene Testa “Opposizione Radicale in Parlamento contro la (contro)Riforma Forense”

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Controriforma della professione forense?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Roma martedì 13 aprile 2010 ore 11  salone del partito radicale, via di torre argentina 76 terzo piano conferenza stampa alle partecipano: Mario STADERINI, segretario Radicali Italiani avv. Alberto PERA, già Segretario Generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avv. Riccardo CAPPELLO, presidente Agiconsul, Associazione Giuristi e Consulenti Legali aderente Confindustria avv. Gennaro D’ANDRIA, Unione Giovani Avvocati (UGAI) Erika DI PIETRA, praticante legale avv. Deborah CIANFANELLI, direzione nazionale Radicali Italiani i parlamentari Radicali Donatella PORETTI, Rita BERNARDINI, Marco BELTRANDI e Marco PERDUCA

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