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Corso per formare docenti e figure professionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Il Salone dello Studente Campus Orienta e gli enti Irase ed Enfap hanno siglato un accordo per formare figure professionali capaci di sostenere giovani e lavoratori nella riqualificazione professionale post-pandemia. L’aggiornamento dei docenti e la formazione di nuovi professionisti del settore, aiuteranno da un lato i disoccupati a riqualificarsi, dall’altro gli studenti a scegliere con più attenzione il percorso di studi adatto sia alle proprie caratteristiche, sia alle richieste del mercato. In base ai dati Istat, sono ben 945.000 i posti di lavoro persi nel 2020 a causa della pandemia, mentre la dispersione scolastica è in continuo aumento: il 36% degli universitari abbandona il corso al primo anno di studi (Anvur), il 27,8% dei giovani italiani under 35, secondo Eurostat, non è né in formazione, né in tirocinio, né al lavoro: sono i cosiddetti Neet (Neither in Employment or in Education or Training).Una piaga che, secondo Istat, è in forte peggioramento: nella fascia 15-34 anni i Neet in Italia sono passati dal 23,8% del 2019 al 25,1% del 2020. E nel segmento 25-34 anni dal 28,9% del 2019 al 30,7% del 2020: un +1,8% di giovani inoccupati in quello che probabilmente ricorderemo come l’anno pandemico per antonomasia. I corsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione di Campus Orienta/Irase/Enfap saranno gratuiti e rivolti anzitutto ai docenti, al personale scolastico e a formatori di enti professionali. In secondo luogo, a giovani che vogliono fare dell’orientamento la propria professione futura. I percorsi saranno validi come crediti per la formazione continua degli insegnanti. Saranno svolti in forma digitale e – appena possibile – anche in presenza.

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Si chiama “Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 gennaio 2020

E’ il progetto promosso nel 2020 dall’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose di Firenze che prevede la realizzazione di un corso di formazione destinato alle guide religiose di comunità islamiche (gli imam) e alle donne chiamate a insegnare e predicare (le murshidat), al fine di fornire loro una serie di coordinate culturali essenziali e indispensabili all’esercizio di una cittadinanza democratica.
L’evento formativo coinvolgerà 15 donne e uomini, selezionati con l’apporto di UCOII e provenienti dalla Toscana e da altre regioni del Centro-Nord Italia, grazie a borse di studio finanziate dalla Fondazione CR Firenze.L’avvio ufficiale del corso è in programma sabato prossimo, 25 gennaio 2020, nella sede del Consiglio Regionale; appuntamento alle 10 nella Sala del Gonfalone (Palazzo del Pegaso, Via Cavour 4, Firenze). I saluti istituzionali sono affidati ad Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale, Alessandro Martini, assessore ai rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze, Luigi Salvadori, presidente Fondazione CR Firenze, don Giuliano Savina, direttore Ufficio nazionale per l’Ecumenismo e dialogo interreligioso Conferenza Episcopale Italiana, Yassine Lafram, presidente Unione delle Comunità islamiche d’Italia, Maurizio Sangalli, presidente Istituto Sangalli.
Alle 11 interverrà Massimo Carlo Giannini, Università degli studi di Teramo – Istituto Sangalli con ‘Un progetto per il dialogo interculturale e la crescita civile; a seguire Lectio magistralis dello storico e scrittore Alessandro Vanoli con ‘Lo studio della storia come prospettiva per il dialogo’.I corsisti parteciperanno per sei sabati consecutivi (dal 25 gennaio al 29 febbraio 2020), a lezioni su temi giuridici, sociali, storici, culturali, religiosi, artistici e di comunicazione pubblica. Il corso, della durata di 40 ore complessive, si svolgerà nella sede dell’Istituto Sangalli di Firenze in Piazza San Firenze 3 a Firenze e prevede la frequenza di moduli di didattica frontale e moduli laboratoriali, oltre che il confronto diretto tra i partecipanti sulle tematiche trattate.“L’integrazione delle comunità islamiche dal punto di vista culturale e civico è uno degli aspetti in cui il nostro Paese è in maggior ritardo rispetto ad altre esperienze europee. L’iniziativa ha preso forma nella convinzione che solo la conoscenza e la formazione possano contribuire attivamente al miglioramento della realtà sociale e della convivenza civile,” spiega Massimo Giannini, direttore scientifico dell’Istituto Sangalli di Firenze e responsabile del progetto formativo. “Imam e murshidat sono figure essenziali per diffondere, nelle rispettive realtà, con particolare attenzione nel caso del lavoro delle murshidat nelle carceri, in cui sono presenti nel quadro di un progetto promosso dal Ministero degli Interni, in collaborazione con UCOII, i valori civili, oltre che religiosi. Per questo – sottolinea ancora Giannini – l’Istituto Sangalli organizza un corso diretto a tali figure, così da formarle alla conoscenza della cultura italiana, affinché, a loro volta, possano orientare le loro comunità nel difficile cammino dell’integrazione, nel segno del rispetto tra comunità differenti e del dialogo, in ambiti come diritti, legalità, valori culturali e civili del nostro Paese, così da fare da ponte con le istituzioni locali e centrali della Repubblica italiana. Puntare sulla loro formazione costituisce un elemento di straordinaria novità a livello nazionale: la conoscenza dell’altro rappresenta, infatti, il solo e indispensabile antidoto alla circolazione di idee e sentimenti razzisti e xenofobi.”“Formeremo degli Imam e delle guide religiose, anche donne, capaci di predicare anche l’educazione alla cittadinanza per i fedeli musulmani. Il corso è un progetto pilota che vorremmo fosse replicabile in tutte le regioni d’Italia”, commenta Yassine Lafram, presidente Unione delle comunità islamiche d’Italia (dell’UCOII).
Il progetto “Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza” vede la collaborazione di UCOII (Unione delle Comunità Islamiche Italiane), del Comune di Firenze, della Regione Toscana, e gode di un contributo finanziario da parte della Fondazione CR Firenze.Le lezioni saranno tenute da un corpo di docenti altamente qualificato: l’On. Stefano Ceccanti (Educazione alla cittadinanza); gli storici Anna Foa (Ebraismo tra passato e presente), Massimo Carlo Giannini (Cristianesimo tra passato e presente), Agostino Giovagnoli (Fare gli Italiani); il direttore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede Andrea Tornielli (Religioni e mass-media); il sociologo Franco Garelli (Sociologia e religioni); la psicologa Francesca Bocca (Psicologia e religioni); l’ex-direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali (Sguardi sull’arte italiana).L’Istituto Sangalli per la storia e culture religiose si occupa fin dalla sua nascita, nel 2014, di dialogo interculturale e interreligioso a livello nazionale ed internazionale, nonché di sostenere, con borse di studio e assegni di ricerca, giovani studiosi di tutto il mondo che si occupano di ricerca in ambito umanistico su temi socio-religiosi e con approccio multi-disciplinare. Questa realtà fiorentina laica e a-politica, sorta grazie a fondi privati, in cinque anni ha realizzato attività su temi come il rapporto tra cibo e religioni; ha organizzato convegni e dibattiti sulla legislazione e la costruzione in Italia di luoghi di culto delle diverse religioni e confessioni; si è occupata della presenza degli spazi pubblici multi-religiosi in Europa; ha sostenuto registi-documentaristi del Festival dei Popoli con il premio “Lo sguardo dell’altro”; ha collaborato con le scuole toscane per la diffusione dei valori costituzionali e ha in corso un importante progetto, in collaborazione con Oxfam Italia, per combattere la dispersione scolastica e la povertà educativa in una ventina di scuole medie e superiori toscane.Il corso destinato a imam e murshidat sarà inoltre seguito da una ‘scuola’ di tre giorni, dal 27 al 29 marzo 2020, con la partecipazione di illustri docenti universitari, teologi e guide spirituali ebraiche, cristiane e islamiche: indirizzata a insegnanti di scuole della Toscana, in quei tre giorni imam e murshidat saranno chiamati a confrontarsi con i medesimi insegnanti, così da creare un fruttuoso scambio culturale.

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Formare gli operatori, aiutare gli anziani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Roma 15 gennaio 2020, dalle 9.00 alle 17 incontro formativo organizzato dalla Fondazione Alberto Sordi in Largo dello Scautismo, al Roma Scout Center. Formatori, psicologi, medici, direttori sanitari e di strutture dedicate, esperti della fragilità e docenti universitari si confronteranno sulle principali tematiche della cura, a partire dalle indicazioni contenute nella “Carta Alleanza per le Persone Anziane”. Questo documento, presentato dalla Fondazione Alberto Sordi, mira a sviluppare reti di collaborazione e partnership tra attori pubblici, privati e di terzo settore, per promuovere una cultura della condizione anziana, nel rispetto delle fragilità emergenti, per migliorare la vita della persona e del nucleo familiare che ha vicino.
“Un modo socialmente innovativo – ha affermato il direttore della Fondazione Avv. Ciro Intino – per condividere esperienze, individuare soluzioni e modelli di cura, utili e qualificati, sostenibili economicamente, per l’autonomia degli anziani, oggi sempre più costretti dalla vita quotidiana a ricercare il proprio spazio in un contesto sociale e di vita caratterizzato da fretta e solitudine”.
La Fondazione Alberto Sordi propone progetti culturali e formativi, come nelle intenzioni del suo fondatore, di forte impatto sociale per favorire il protagonismo delle persone anziane anche di quelle più fragili e malate. E c’è tutto un mondo di operatori che lavora per questo, una ricchezza di figure professionali, la disponibilità di volontari qualificati che rappresentano uno spaccato prezioso e non sempre conosciuto e valorizzato appieno, della nostra società civile.
La giornata di incontri sarà occasione per confrontare esperienze sociali fortemente innovative anche sul piano delle nuove tecnologie applicabili, in un’ottica di collaborazione Pubblico-Privato, nel coinvolgimento di tutti gli attori presenti sui territori del mondo delle famiglie e delle imprese.

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Indagine sui giovani che non studiano, non lavorano o non si formano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

we worldWeWorld, in collaborazione con la Coop. “La Grande Casa”- CNCA e la Rivista “Animazione Sociale” e con il Patrocinio dell’ANCI è orgogliosa di presentare la prima indagine nazionale sul fenomeno dei Neet: GHOST. Indagine sui giovani che non studiano, non lavorano o non si formano. Un progetto che per WeWorld ha radici profonde nel lavoro sulla dispersione scolastica, dopo aver cercato di capire quanti sono i ragazzi che lasciano la scuola crediamo sia indispensabile indagare chi sono i NEET, giovani che non studiano, non lavorano o non si formano e quali sono le ragioni alla base di questo fenomeno. Attraverso diverse tecniche di indagine, l’obiettivo è conoscere questo fenomeno sotto molteplici aspetti.“Le mie esperienze scolastiche e l’approccio al mondo del lavoro mi hanno portato a sviluppare sempre maggiore ansia e insicurezza. Il malessere diventato ormai fisico nell’affrontare una nuova sfida è tale da bloccarmi in una condizione di stallo, per migliorare questa situazione forse dovrei fare delle esperienze di gratificazione che compensino quelle negative già ampiamente provate” – Giulio, 23 anni, disoccupato.Il tema Neet è sempre più oggetto di attenzione da parte di istituzioni e Media, sia nazionali che europei. Cresce l’attenzione ma cresce, anche, la sensazione della pericolosità nell’usare genericamente questa terminologia, in quanto appare, sempre più chiaramente, che tale termine è un contenitore di situazioni diversissime e che eccessive generalizzazioni corrono il rischio di etichettare in senso negativo e indistinto la situazione specifica di molti giovani.Da qui nasce il progetto di ricerca. Continua infatti ad aumentare la quota di giovani fuori dal processo formativo e produttivo del Paese: Neet (Not in Education, Employment or Training), giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo ma neppure impegnati in un’attività lavorativa.
Ad emergere da Ghost è una preoccupante correlazione tra questo fenomeno e la dispersione scolastica: 1 ragazzo su quattro, tra quelli considerati NEET, infatti, ha alle spalle un percorso scolastico legato al all’abbandono scolastico.
La dispersione scolastica nel nostro Paese ha assunto dimensioni allarmanti, con il 15% di ragazzi che abbandonano gli studi, l’Italia è in fondo alla classifica europea la cui media è pari al 11,7% , e continua a scontare un gap con gli altri Paesi, come ad esempio la Germania dove la quota è sensibilmente più bassa (9,5%), o la Francia (8,5%) e il Regno Unito (11,8%). Un divario che aumenta se guardiamo al Sud ed alle Isole, dove vi sono regioni ben lontane dalla media europea (Sardegna 24,3 , Campania 22,2%, Puglia 19,9%). La crisi economica rischia di compromettere i passi in avanti fatti dal 2000, quando gli early school leavers (coloro che abbandonano precocemente la scuola, secondo la definizione in uso in Europa per la dispersione scolastica) risultavano il 25,3%.
I percorsi scolastici accidentati (segnati da bocciature, interruzioni, cambi di indirizzo, etc.) sono spesso precursori della condizione di Neet, alla quale sappiamo che concorrono altri fattori importanti: la condizione economica e sociale d’origine, la situazione famigliare e personale (disoccupazione di uno dei genitori, separazione, malattia…), il contesto economico nazionale. In particolare rispetto al loro percorso di studi, la famiglia assume un ruolo determinante e quasi deterministico genitori con titolo di studio basso avranno con ogni probabilità figli poco istruiti.
Parte integrante del progetto di ricerca è un sondaggio nazionale che ha coinvolto 1000 giovani (sia maschi che femmine) , realizzato da IPSOS che ha permesso di cogliere il punto di vista dei giovani su alcune tematiche connesse all’essere giovani e al “fenomeno Neet”. In particolar modo si coglie bene come i ragazzi vedano i Neet: fannulloni, chiusi, poco speranzosi. Proprio questa dicotomia – tra “chi ce la fa” e “chi no”, “chi ha alle spalle una famiglia che sostiene e ispira” e “chi si sente schiacciato da un futuro che vede sempre più nero” – sembra essere destinata a crescere. Ed è proprio qui che crediamo si debba intervenire.
Crediamo si debba implementare una strategia che punti a prevenire il fenomeno Neet, che deve essere necessariamente complessa e articolata, toccando tanto le scuole, quanto le famiglie, la formazione, quanto il lavoro. Le varie esperienze di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica (in particolare quella di WeWorld in sette regioni Italiane, Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, con il programma Frequenza200, il più ampio programma nazionale non profit sul tema dell’abbandono scolastico) hanno mostrato che solo costruendo stabili relazioni tra scuola, famiglia e territorio è possibile creare un ambiente favorevole al recupero dei ragazzi più fragili, a rischio di abbandono scolastico. (foto: we world)

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Nuova giunta camera commercio di Firenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Il Consiglio della Camera di Commercio di Firenze ha eletto, a scrutinio segreto e alla prima votazione, i dieci membri che vengono a formare la nuova Giunta che guiderà la Camera di Commercio, insieme al Presidente Vasco Galgani, fino al 2014.  Questi i nominativi:  Presidente Vasco Galgan Giulio Bani Cooperazione Gabriele Berlincioni  Turismo Raffaello Betti Agricoltura Daniela Checchi Artigianato Alberto Marini  Commercio Massimo Pezzano   Turismo  Simone Prates Industria Riccardo Spagnoli  Industria Iacopo Speranza Commercio Luciano Zambelli  Artigianato.

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