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Binetti: “Formazione specialistica resti in Università, sindacati facciano il loro ruolo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2016

Ministero salute“La formazione in sanità è cosa seria a tutti i livelli, non per motivi di lobby ma per dare concretezza ad un principio di rango costituzionale che riconosce la salute come bene individuale e come interesse di tutta la collettività. Garantire qualità alla formazione è quanto le facoltà di Medicina cercano di fare da sempre, anticipando i processi innovativi anche a livello ministeriale. Ed è per questo che meritano la massima attenzione quando sollevano alcuni problemi di interesse generale e accendono i riflettori su questioni delicatissime come ad esempio quelle che riguardano gli specializzandi. La formazione non è roba di sindacati, a cui competono molte altre questioni altrettanto importanti, ma di genere decisamente diverso. E’ di pochi giorni fa la nota della Giunta della Conferenza dei rettori italiani in merito alle proposte fatte dai sindacati sul ddl in materia di gestione e sviluppo delle risorse umane del “Patto per la Salute”. Creare un canale parallelo per una formazione extra universitaria degli specializzandi significa ghettizzarli in un contesto di serie B, da cui sul momento possono anche trarre qualche vantaggio, ma in cui resteranno imprigionati per il resto della loro carriera professionale. La CRUI è il massimo organo di governo a cui rispondono le università italiane e non può certo essere accusato di conflitto d’interessi”.Lo afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti, che continua: “Determinare metodi per gestione, fabbisogni, reclutamento e formazione specialistica del personale impegnato nelle attività assistenziali, al fine di regolamentare i rapporti con il SSN/SSR, è un obiettivo necessario che richiede un monitoraggio continuo. Ma proprio per questo non è praticabile e risulta didatticamente inadeguato l’inserimento degli specializzandi medici e delle altre categorie sanitarie all’interno del sistema SSN/SSR attraverso un percorso differente o complementare al percorso didattico-formativo previsto dalle rispettive Scuole di Specializzazione. Tocca infatti ad ogni Scuola di Specializzazione l’individuazione del profilo specialistico, l’articolazione del profilo didattico e gli obiettivi formativi funzionali al conseguimento delle necessarie conoscenze culturali ed abilità professionali. L’autonomia dell’università è garanzia di libertà e di eccellenza nella scelta di obiettivi di alto profilo formativo anche in ambito strettamente legato alla cura dei pazienti oltre che alla prevenzione delle varie patologie. Ma non c’è cura senza ricerca, non è possibile immaginare un aggiornamento costante dei percorsi di diagnosi e cura senza un contestuale progresso scientifico. Ed è per questo che i sindacati non possono penalizzare i giovani laureati in medicina avviandoli su di un binario vecchio, che potrebbe diventare facilmente un binario morto”.

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Istituti tecnici in “scuola dell’innovazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 Mag 2009

Milano 29 maggio presso il FAST  – Piazza Rodolfo Morandi  2  Se ne parla in un convegno promosso da AICA, l’Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico,  A partire dall’anno scolastico 2010/2011 l’istruzione tecnica italiana sarà riorganizzata in undici indirizzi; in ognuno di essi l’informatica è prevista come materia curricolare, in quanto competenza trasversale e fondante di ogni tipo di formazione specialistica.     Attualmente l’informatica non è materia di insegnamento curricolare nelle scuole medie superiori, fatta eccezione per gli Istituti Tecnici Commerciali, gli Istituti Tecnici Industriali ad indirizzo informatico e gli istituti aderenti al cosiddetto Piano Nazionale Informatico (PNI). Stime di AICA valutano che oggi il numero degli istituti tecnici presso i quali è fornita una formazione curricolare in ambito ICT non siano più del 40% del totale. Con la riorganizzazione, dal 2010 si passerà al 100% delle scuole, riconoscendo finalmente all’ICT la dovuta importanza nella formazione dei nuovi giovani cittadini della società della conoscenza ed allineandosi alle esigenze del mondo del lavoro che richiede figure in grado di utilizzare le tecnologie informatiche nei più vari contesti.  Anche la rilevazione condotta sulle scuole superiori dall’Osservatorio per la Formazione e Certificazione ICT promosso da AICA, Fondazione CRUI e CINI confermano la necessità del cambiamento.  Nel campione rappresentato da 500 scuole superiori di Lombardia, Lazio e Puglia per un totale di 145.000 studenti, solo nel 50% dei casi si offre una qualche forma di insegnamento informatico e per lo più sotto forma di insegnamento facoltativo. In questo contesto, l’introduzione dell’ICT in tutte le scuole tecniche è un passo decisivo compiuto proprio laddove il legame con il mondo del lavoro è più diretto ed immediato. AICA presenta un position paper per sintetizzare il suo punto di vista in merito alla riorganizzazione e ribadire la sua  disponibilità a collaborare alle sue modalità attuative. Il documento sarà reso pubblico nel corso del convegno “Professionalità e certificazioni informatiche nella prospettiva della riorganizzazione degli istituti tecnici”, previsto per il 29 Maggio a Milano presso la sede FAST di Piazzale Rodolfo Morandi con la partecipazione degli esponenti della commissione ministeriale Mario Fierli, Marta Genovié De Vita e Graziano Dragoni. Il convegno inizia alle ore 9.30 e la partecipazione è gratuita previa iscrizione sul sito http://www.aicanet.it
AICA è un’associazione indipendente senza scopo di lucro, costituita nel 1961 con fini scientifici, culturali e divulgativi nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Da tempo AICA  ha avviato una fruttuosa collaborazione con il MIUR, che – oltre ad agevolare la diffusione dei programmi di certificazione europei ECDL ed EUCIP  nelle scuole e nelle università – ha portato all’accreditamento di AICA come soggetto in grado di collaborare con l’Amministrazione scolastica nella promozione e realizzazione di gare e competizioni nazionali e internazionali. Nel  contesto di tale collaborazione, si citano a titolo di esempio: Olimpiadi di informatica (nazionali ed internazionali)  Competizione “ECDL per il Problem Solving”  Competizione per la diffusione delle competenze digitali  Il convegno annuale Didamatica

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