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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘formazione’

Formazione a distanza: ScuolaSemplice ora supporta integrazione con Zoom

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

L’integrazione con Zoom è pensata per essere facile e comoda sia per le segreterie che per studenti e docenti. Questa possibilità di offrire corsi virtuali si integra perfettamente con le funzionalità presenti in ScuolaSemplice e con l’app mobile già presente nel pacchetto software.I recenti avvenimenti che ci hanno costretti a casa potrebbero avere grandi ripercussioni sulla vita sociale. Viene ipotizza che la (ri)scoperta della rete come potente mezzo di interazione possa modificare in futuro le nostre abitudini in modo significativo, anche quelle educative.In un’ottica di inclusione e ampliamento della proposta educativa, la formazione a distanza è uno strumento fondamentale capace anche di dare prestigio e maggiore efficacia a un piano didattico. Grazie a Zoom e alla sua integrazione con ScuolaSemplice, è possibile virtualizzare interi istituti, rendendo le singole scuole in grado di scegliere autonomamente la metodologia di insegnamento, in base alle loro esigenze.L’opportunità offerta dall’integrazione con Zoom è solo uno dei tanti vantaggi disponibili per la gestione scolastica tramite ScuolaSemplice.” Per ulteriori informazioni: https://www.scuolasemplice.it/blog/lintegrazione-perfetta-per-la-formazione-a-distanza/.

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Formazione per i medici e gli infermieri russi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Il personale medico-infermieristico russo ha visitato in questi giorni l’ospedale bergamasco per conoscere i protocolli impiegati nella cura e nell’assistenza dei malati Covid, così da potersi integrare con le equipe già al lavoro e poter cominciare, al termine della formazione necessaria, a collaborare nella gestione dei pazienti, a rinforzo del personale medico e infermieristico ospedaliero. Da domani i 32 sanitari russi, 28 medici e 4 infermieri, riceveranno un training analogo a quello offerto al personale dell’ASST Papa Giovanni XXIII dall’inizio dell’emergenza, con l’ausilio di interpreti.Nella foto, una riunione tenutasi venerdì all’Ospedale di Bergamo fra la delegazione russa, i militari italiani e direzione strategica e operatori dell’azienda sociosanitaria.

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Il Saint Louis non si è mai fermato…

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Ispirato da un illuminato pensiero di Albert Einstein, il Saint Louis in poco meno di 24 ore ha trasferito la sua intensa attività didattica interamente on-line già da venerdì 6 marzo, nettamente in anticipo rispetto a qualsiasi altro Istituto, con un solo giorno di break, nel rispetto delle disposizioni governative in materia di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.In breve tempo, l’Istituzione di Alta Formazione Artistica Musicale fondata nel 1976, ha organizzato per i 1.600 allievi oltre 260 lezioni al giorno in videoconferenza per un totale di 1.600 classi a settimana, con i suoi 120 docenti sia nei corsi pre-accademici che accademici di I e II livello, un imponente sforzo organizzativo realizzato in tempi record, ripagato dalla soddisfazione di non aver interrotto lo studio della musica, che, come ben sanno tutti i musicisti, richiede esercizio e dedizione costanti.Una grande sfida vinta dal Direttore del Saint Louis, Stefano Mastruzzi. “Grazie all’utilizzo di software dedicati, cuffie, microfoni, lavagne virtuali, software di produzione musicale e alla grande competenza di tutto il corpo docente, è stato reso possibile lo svolgimento di lezioni che per loro natura richiedono standard audio e video di alta qualità e una notevole interattività in un continuo e proficuo scambio tra allievi e docenti. Si stanno svolgendo on-line non solo le lezioni individuali di canto e di tutti gli strumenti (basso batteria, contrabbasso, chitarra, pianoforte, sassofono, tromba, trombone, violino), ma anche tutte le classi collettive composte da una decina di studenti, in ambiti come armonia, ear training, composizione, improvvisazione, musica elettronica, song-writing, produzione musicale, storia del Jazz e della Popular music, Arrangiamento e orchestrazione e per i corsi di Musica elettronica e Tecnico del suono le classi di Recording and Mixing, Elettroacustica, Musica per immagini, Campionamento, Sintesi sonora, Sound design che richiedono tutte un ascolto attento, interattivo e partecipe. Gli allievi hanno potuto così seguire le lezioni dalle loro abitazioni, negli stessi orari previsti nel calendario ordinario, permettendo anche a molti fuori sede di tornare dalle loro famiglie prima che entrassero in vigore i successivi provvedimenti restrittivi”.In ottemperanza al decreto ministeriale, il Saint Louis ha invece rinviato tutti gli eventi, le master class e i concerti previsti nel mese di marzo, così come le discussioni delle tesi di laurea. “A differenza di altre Università che hanno scelto di svolgere sessioni di laurea in videoconferenza, abbiamo preferito rimandarle a quando l’emergenza sarà finita e sarà possibile discutere le proprie tesi di fine percorso in sede, davanti alla commissione di docenti. La discussione della tesi è un momento apicale nella vita di uno studente, l’istante in cui vede concludersi il suo lungo percorso di studi ed è giusto che condivida questo importante traguardo circondato da parenti e amici, cosa impossibile in questo momento”.
Sono 200 gli studenti internazionali che frequentano il Saint Louis, approfittando delle numerose classi che si svolgono in lingua inglese. “Tutto è iniziato proprio grazie a loro. Sono i primi che ci hanno chiesto di poter seguire le lezioni on-line al fine di poter tornare nel loro Paese prima che il contagio si diffondesse troppo. A loro va il mio pensiero con l’augurio di poterli di nuovo ospitare nelle nostre sedi non appena sarà possibile”.

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Formazione personale sanitario

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

A seguito dell’epidemia globale di COVID-19 (Coronavirus), Newcross Healthcare – uno dei principali fornitori di personale sanitario e di supporto del Regno Unito – fornirà conoscenze essenziali e formazione al proprio staff utilizzando Docebo, leader globale nel settore delle piattaforme eLearning basate su IA. Con oltre 8.500 dipendenti in tutto il Regno Unito, Newcross metterà a disposizione del proprio personale informazioni e indicazioni pratiche sul coronavirus, garantendo la sicurezza degli operatori durante l’assistenza ai clienti e agli utenti del servizio sanitario.Data la rapida evoluzione dell’epidemia di Coronavirus, Newcross aveva bisogno di fornire una formazione clinica a tutto il suo personale nel modo più tempestivo ed efficace possibile. La collaborazione con Docebo ha permesso all’azienda di espandere il roll-out della formazione relativa alla protezione e al controllo del virus. Questo permetterà a ogni membro del personale sanitario di accedere al training necessario. In quanto azienda che opera in un settore altamente regolamentato e critico per la sicurezza, Newcross è oggi in grado di comunicare tutti gli aggiornamenti ai propri partner, ai Gruppi di Assistenza, agli organismi di regolamentazione, alle case di cura, alle case di riposo e alle strutture di accoglienza.Mark Story (Head of Learning Innovation di Newcross Healthcare) ha dichiarato: “Il nostro personale ha un ruolo fondamentale nel sistema sanitario e sociale del Regno Unito, e potrebbe essere chiamato a curare i pazienti affetti da Coronavirus. Abbiamo la responsabilità nei confronti del nostro personale di garantire una formazione aggiornata e tutto il supporto necessario per garantire la sicurezza e fornire un eccellente standard di assistenza agli utenti del servizio sanitario. L’uso di strumenti di formazione digitale come Docebo ci ha dato la possibilità di erogare training a chi ne ha più bisogno, in modo rapido, flessibile e con piena tracciabilità.”La tecnologia sta aiutando le aziende a reagire sempre più rapidamente ai cambiamenti del settore, nonché ad affrontare le problematiche inerenti la salute globale. In pochi giorni Docebo ha supportato Newcross nell’implementazione di un programma di formazione globale, consentendo al suo personale di partecipare ai corsi. Un training in presenza avrebbe comportato 900 eventi faccia a faccia e oltre 9 settimane per coinvolgere tutti gli utenti, laddove il primo caso di Coronavirus nel Regno Unito è stato segnalato il 31 gennaio (ovvero meno di sei settimane fa).
La formazione online permette alle aziende di acquisire messaggi e informazioni cruciali, aggregandole in un’unica fonte. Questo è particolarmente importante nel settore sanitario, in quanto la conformità è essenziale per far sì che il giusto personale sia impiegato nei giusti ambienti. Una formazione aziendale di tipo eLearning consente di monitorare e documentare in modo efficace il processo formativo.“L’attuale emergenza sanitaria globale del Coronavirus ha colpito duramente l’economia e la popolazione mondiale in modi che non avevamo mai sperimentato prima. Attraverso la lente del business e della formazione aziendale, ci ha anche portato a ripensare il modo in cui lavoriamo, apprendiamo e ci muoviamo,” ha dichiarato Claudio Erba, CEO di Docebo. “In questo caso, Newcross è stata in grado di rispondere rapidamente a questa sfida, e ora è pronta a fornire contenuti formativi al suo personale per far fronte ai cambiamenti relativi alla consulenza e ai requisiti normativi. La tecnologia è il catalizzatore di grandi cambiamenti, e la piattaforma eLearning Docebo ha permesso a Newcross di adottare rapidamente un nuovo modo di pensare e di apprendere.”Con l’evolversi della situazione di Covid-19, Docebo continuerà a sostenere Newcross e altre organizzazioni che hanno bisogno di supporto per affrontare questa sfida globale.

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Ciclo di lezioni/incontri

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Cuneo 28 febbraio Marco Aime – 20 marzo Andrea Zorzi, 20 aprile Stefano Bartezzaghi – 5 maggio Taxi1729 Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni disponibili su http://www.fondazionecrc.it. La seconda edizione del progetto MotivAzione, promosso dalla Fondazione CRC, oltre ai consueti percorsi di formazione per gli insegnanti, prevede per il 2020 un ciclo di lezioni/incontri tenuti da scrittori, studiosi e personalità, al fine di sensibilizzare sulle tematiche educative tutti gli attori che compongono la comunità.Il ciclo di lezioni/incontri si terrà a Cuneo, con il patrocinio del Comune di Cuneo, e vedrà protagonisti Marco Aime, Andrea Zorzi, Stefano Bartezzaghi, Taxi1729.Il nucleo portante attorno a cui è stato costruito il progetto è il tema del benessere a scuola come elemento essenziale per la buona riuscita scolastica a cui si legano i temi della scoperta del talento e delle intelligenze multiple, dell’innovazione tecnologica e didattica, delle scelte future consapevoli e le tematiche multiculturali.Il primo incontro dal titolo “La cultura e il processo di cambiamento. Siamo tutti multiculturali” si terrà a Cuneo venerdì 28 febbraio 2020, alle ore 18, presso il cinema Monviso (via XX settembre 14) e avrà come protagonista Marco Aime.“Grazie alla presenza di Marco Aime, questo primo incontro del ciclo di MotivAzione vuole stimolare la riflessione su un tema complesso e di strettissima attualità, come quello della multiculturalità, che oggi rappresenta non solo una grande opportunità per il mondo della scuola – dichiara Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC – ma anche una sfida centrale per costruire una società coesa e in grado di confrontarsi con i cambiamenti che ci attendono. Un tema su cui la Fondazione è attiva con iniziative specifiche, come il progetto Parole per crescere”.Che la cultura sia un elemento imprescindibile del nostro stare nel mondo è un dato acquisito. Attraverso la diversità dei saperi il mondo è diventato meno estraneo, vivibile; l’uomo nella sua incompletezza crea il mondo in cui abita, lo modifica, lo adatta, lo interpreta: è la sua libertà e la cultura è il contenitore delle sue relazioni con il mondo. Relazioni fatte di scambi, di ibridazioni, spostamenti, circolazione delle idee, contraddizioni e scontri che richiedono un continuo ripensamento della categoria dell’umano.
Marco Aime affronta la complessità di questi temi all’interno della contraddittoria realtà presente e di un futuro segnato da grandi trasformazioni culturali piegate alla globalizzazione e alla superficiale rapidità delle informazioni.
Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Mali). Ha pubblicato favole per ragazzi, testi di narrativa e saggi, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008); L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012); La fatica di diventare grandi (con G. P. Charmet, 2014) per Einaudi; Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); African graffiti (Stampa Alternativa, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006); Timbuctu (2008); Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009); Gli uccelli della solitudine (2010); Cultura (2013); L’isola del non arrivo (2018) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2013); Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell’Appennino. Conversazione con Francesco Guccini (2014); Senza sponda (2015) per UTET; Comunità (il Mulino, 2019). Ha curato Atlante delle frontiere (2018, Add editore). Nel 2020 è uscito il suo ultimo libro Classificare, separare, escludere. Razzismi e identità, edito da Einaudi.

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Percorso di formazione cristiana

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Roma Venerdì 28 Febbraio 2020 dalle ore 21.00 presso la basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (Piazza dell’Oro 4) proseguirà il percorso di formazione cristiana dell’associazione cattolica romana MEIC Sant’Ivo alla Sapienza, sul tema Profeti di Pace con l’intervento del Sac. Luigi Maria Epicoco, sul tema “Pace a voi!” Il percorso “profeti di pace” vuole formare i partecipanti alla vocazione profetica del cristiano in modo pacifico. Chi è il profeta di pace? E’ colui che rimanda il contenuto divisivo della profezia seminando pace in chiunque incontra, ma al contempo è capace di rimanere fedele alle sue idee, fino al sacrificio estremo se necessario. L’obbiettivo è coniugare la pace con gli altri senza rinunciare alle istanze della propria coscienza. Il ciclo, che ha già visto diversi protagonisti della scena romana, p. Emidio Alessandrini ofm, il prof. Marco Guzzi, p. Maurizio Botta C.O., p. Ottavio de Bertolis s.j., prosegue con don Luigi Maria Epicoco, e si inquadra all’interno dell’offerta formativa del MEIC dell’anno 2019-2020 fatta di: Cineforum sulle relazioni affettive, percorso culturale “Storie: inconti di Letteratura” e scuola socio politica “Don Lorenzo Milani”. Maggiorni informazioni alla pagina http://www.facebook.com/meicroma.
Don Luigi Maria Epicoco (Mesagne, 21 ottobre 1980) è un presbitero della diocesi di L’Aquila. Insegna filosofia alla Pontificia Università Lateranense e all’ISSR Fides et ratio dell’Aquila di cui è anche Preside. Responsabile dell’Ufficio Cultura e della Pastorale Universitaria. Ha fondato e guidato la Parrocchia Universitaria (2008-2019). Nei suoi studi e nel suo ministero si occupa di formazione e spiritualità cristiana. Ha al suo attivo molte pubblicazioni tradotte anche in inglese, francese, spagnolo, portoghese, coreano.

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Formazione, infermiere di famiglia e ospedali di Comunità

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Rendere coerente l’esercizio professionale con le competenze acquisite nel corso degli anni; una profonda revisione dei percorsi didattici alla luce della nuova epidemiologia della popolazione e della necessità improcrastinabile di avere infermieri specializzati; l’approvazione dell’intesa sugli ospedali di Comunità– già all’ordine del giorno della conferenza Stato-Regioni – il riconoscinento dell’Infermiere di Famiglia e maggiori investimenti che consentano gli infermieri di lavorare al massimo delle loro potenzialità. Sono solo alcuni dei punti della mozione approvata oggi dal Consiglio nazionale Fnopi-Federazione nazionale delle professioni infermieristiche, sottoposta durante un evento a Roma al ministro della Salute, Roberto Speranza. A illustrare il documento – sottoscritto da 102 presidente degli Ordini provinciali e interprovinciali – è stata la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, la quale ha ringraziato il ministro per quanto fatto in questi mesi e per “l’impegno garantito nel passare dalle parole ai fatti sul Patto per la salute, sul finanziamento al nostro sistema sanitario, e altri importanti obiettivi che ha raggiunto”. La mozione “tuttavia, contiene una serie di sollecitazioni e richieste”. Oltre a quelle elencate, centrali per gli infermieri – oltre 450mila in tutta Italia – anche la revisione del piano di studi in Infermieristica e per il biennio di laurea magistrale. Nel primo caso prevedendo l’apprendimento di tecniche per limitare i casi di aggressione al personale sanitario e nel secondo prevedendo un indirizzo clinico che indirizzi verso un percorso mirato all’infermieristica di famiglia, pediatrica e all’infermieristica nei servizi di emergenza. E ancora, la formazione, sia dei percorsi accademici verso le specializzazioni, sia nella formazione continua delle professioni sanitarie. “Un tema per noi strategico e fondamentale”, ha detto la presidente Mangiacavalli. “Quello che noi chiediamo- ha spiegato ancora la presidente Fnopi – è la salvaguardia delle nostre competenze e dell’appropriatezza delle risposte ai bisogni dei cittadini. Abbiamo rappresentato una serie di esigenze che non nascono in maniera corporativistica o solo per rivendicare ma soprattutto perché gli infermieri hanno l’obiettivo deontologico ed etico di mantenere le loro competenze sempre più aderente ai bisogni dei cittadini. Quindi se si modificano questi bisogni c’è necessariamente bisogno di modificare le risposte dei professionisti e del sistema”.“Della mozione condivido le questioni essenziali che vengono poste. Dobbiamo rimettere al centro Il Servizio sanitario nazionale, ricominciare a investire, metterci più risorse possibili, come abbiamo iniziato a fare in questa manovra di bilancio, con 2 miliardi in più sul Fondo, 2 miliardi sull’edilizia e l’ammodernamento tecnologico e l’abolizione del superticket. E, insieme, con gli Ordini, con i sindacati, le associazioni e le imprese, con il mondo della ricerca, dobbiamo lavorare per una riforma di questo Servizio sanitario nazionale. Penso che questo si possa fare e che la traccia di lavoro indicata dalla Fnopi va assolutamente nella direzione giusta”, ha detto il ministro della salute, Roberto Speranza durante il convegno Fnopi.
Dal ministro Speranza infine, un elogio al contributo fondamentale e costante per il lavoro degli infermieri, non solo in periodi di emergenza come quello attuale. “Gli infermieri sono quelli che lavorano nel silenzio della notte– ha concluso la presidente-, accanto al letto della persona. Noi infermieri sappiamo di esserci. Come Federazione stiamo cercando di veicolare questo messaggio di visibilità anche alle altre istituzioni, perché il lavoro dell’infermiere c’è ma forse si vede poco. Occasioni come queste danno modo, anche grazie alla modalità adottata dal ministro, di dare visibilità al contributo di tutte le professioni. Pur nella difficoltà e nella preoccupazione del momento, è un motivo di orgoglio per il nostro paese, per il nostro sistema sanitario, per i nostri infermieri”.

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Sicurezza su luoghi di lavoro e corsi di formazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

“Le imprese che operano nel settore della sicurezza e della formazione rappresentano un valore aggiunto per il sistema economico ed un presidio di Civiltà e tutela dei lavoratori. Il mondo produttivo ed i mercati non devono, infatti, prescindere da due capisaldi di un’economia moderna e sostenibile: la tutela ambientale e la sicurezza dei lavoratori. E’ quindi imprescindibile dotarsi di un sistema formativo specifico che raggiunga questi ambiziosi traguardi”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro, partecipando alla conferenza stampa “Sicurezza, salute e formazione nei luoghi di lavoro in Italia” organizzato da Federsicurezza Italia.”Naturalmente le Istituzioni nazionali e sovranazionali, sia l’Ue ma pure gli organismi internazionali come il WTO, devono supportare la libera ed equa concorrenza sui mercati mondiali nel rispetto della tutela ambientale e della sicurezza sul lavoro. Non è infatti accettabile che le nostre imprese virtuose, proprio perchè economicamente sostenibili, ed attente ai diritti ed alla sicurezza dei lavoratori, debbano subire una concorrenza sleale da parte di soggetti che operano spesso nelle economie emergenti, e che ignorano ogni regola di civiltà produttiva. Fratelli d’Italia, perciò, è al fianco di queste imprese e allo stesso tempo per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro. A tal proposito chiederemo maggiore controllo sulla regolarità dei corsi formativi, affinchè siano davvero attivamente partecipati e che formino lavoratori consapevoli dei rischi e proprio per questo capaci di limitare gli infortuni”, conclude il senatore de Bertoldi.

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Corso di formazione “Insegnare italiano a stranieri”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Il Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma, in collaborazione con CPIA-Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Parma, ha istituito per l’a.a. 2019/2020 un corso di formazione/aggiornamento, rivolto a docenti o futuri docenti, di scuole di vario ordine e grado, facilitatori linguistici e mediatori culturali. Il termine per le iscrizioni è il 1° febbraio 2020.Tra gli obiettivi del corso vi è la riflessione sulle coordinate glottodidattiche di base necessarie per gestire classi o singoli studenti di italiano come lingua straniera, l’elaborazione di strategie di valutazione degli apprendimenti e l’acquisizione delle competenze necessarie per il conseguimento, facoltativo, della certificazione Cedils-Certificazione in didattica dell’italiano a stranieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.Il corso prevede 7 incontri pomeridiani che si svolgeranno tra febbraio e aprile 2020, oltre ad attività autonoma a completamento del lavoro, per un totale di 75 ore. Il costo di iscrizione è di 250 euro (non compresi i costi della certificazione Cedils). È possibile l’iscrizione tramite il bonus docenti. L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA; i codici identificativi sono ID Iniziativa formativa 38364, ID Edizione formativa 56257.
L’esame per il conseguimento della certificazione Cedils si terrà a Parma nella prima settimana di maggio e verrà gestito, per gli aspetti amministrativi, dal CPIA di Parma.I requisiti per l’ammissione, le modalità di iscrizione, le date delle lezioni e informazioni più dettagliate sono consultabili sul sito http://www.glottodidattica.unipr.it.

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Scuola: Novità formazione iniziale, per la scuola secondaria niente tirocinio

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Qualche giorno fa si è tenuto a Roma il convegno nazionale “Formazione iniziale degli insegnanti: scorciatoie o qualità?”: sono intervenuti il senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della VII Commissione del Senato, l’on. Flavia Piccoli Nardelli (PD), componente della VII Commissione della Camera, e le senatrici Loredana Russo (M5S) e Giulia Latini (Lega). Durante l’incontro è stata criticata l’eliminazione del tirocinio attuata dalla revisione del Decreto legislativo n. 59/2017 decisa dal governo giallo-verde con la motivazione di una semplificazione e velocizzazione delle procedure.In pratica, “nel nuovo testo di legge la formazione iniziale si riduce a pochi esami da sostenere durante i percorsi di laurea disciplinare: 24 crediti formativi universitari (CFU), senza alcun tirocinio accompagnato da docenti esperti della scuola. Il contrario di quanto previsto per gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, che per insegnare seguono un percorso di laurea dedicato all’insegnamento con un consistente e pluriennale tirocinio nelle scuole, accompagnato da docenti esperti in funzione di tutor”. Anche il mondo accademico ha affermato che “questa situazione non è accettabile e va tempestivamente modificata”.Inoltre, “durante il convegno è stata presentata una proposta concreta che intende ripristinare una condizione minima di qualità per formare insegnanti della scuola secondaria: un percorso di un anno e 60 CFU con il ripristino del tirocinio e della collaborazione fra scuola e università. I politici intervenuti si sono detti disponibili a prendere in considerazione in sede legislativa le proposte emerse nel Convegno”.

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Investimenti e formazione in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Roma 11 dicembre 2019 ore 10.00, Palazzo San Macuto- Sala del refettorio, in via del Seminario 76 il Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale presenta due pubblicazioni inedite, un rapporto sull’analisi comparata degli investimenti sulla situazione in Italia e i trend sulla formazione nelle singole Regioni, a due anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 61 che aveva l’obiettivo di risolvere le difficoltà connesse alla transizione scuola-lavoro, disoccupazione, processo di reskilling della forza lavoro. E una relazione che focalizza la coerenza tra le norme regionali e quelle nazionali di sistema.“Obiettivo è evidenziare la situazione e sviluppare un dialogo costruttivo con le Commissioni competenti – afferma il Direttore Generale CNOS-FAP, Enrico Peretti – affinché i risultati ottenuti ad oggi siano in futuro, resi disponibili per tutti i ragazzi e resi stabili nel tempo”.
Interverranno all’evento, tra gli altri, Valentina Aprea, VII Commissione della Camera dei Deputati, Cristina Grieco, assessore Toscana e Coordinatrice IX Commissione delle Regioni, Salvatore Pirrone, Direttore Generale ANPAL, Paola Nicastro, Direttore Generale INAPP, Eugenio Gotti del PTSCLAS e Giulio Maria Salerno dell’Università di Macerata, autori delle pubblicazioni e Paola Vacchina, Presidente di FORMA curerà le conclusioni.

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Indagine su finanziamenti Formazione e PAL delle regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Roma 11 dicembre 2019 ore 10.00 Palazzo San Macuto -Biblioteca Camera dei Deputati, via del Seminario 76 Sala del refettorio. Come si muove il Paese in termini di stanziamenti di fondi e definizione di bandi per la Formazione Professionale? Quali sono le iniziative virtuose per le Politiche Attive del Lavoro (PAL)? Che impiego hanno trovato i rispettivi 1.279 e 1.116 milioni di euro impegnati nel 2018 per la Formazione Professionale e per le Politiche Attive del Lavoro? Gli strumenti normativi che dovrebbero favorirne l’implementazione e la ricaduta sull’occupazione, sono efficaci? A queste domande risponderà il CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale). Nel corso dell’incontro saranno presentate due pubblicazioni inedite, un rapporto sull’analisi comparata degli investimenti sulla situazione in Italia e i trend sulla formazione nelle singole Regioni, a due anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 61 che aveva l’obiettivo di risolvere le difficoltà connesse alla transizione scuola-lavoro, disoccupazione, processo di reskilling della forza lavoro. E una relazione che focalizza la coerenza tra le norme regionali e quelle nazionali di sistema.
Interverranno all’evento, tra gli altri, Valentina Aprea, VII Commissione della Camera dei Deputati, Cristina Grieco, assessore Toscana e Coordinatrice IX Commissione delle Regioni, Salvatore Pirrone, Direttore Generale ANPAL, Paola Nicastro, Direttore Generale INAPP, Eugenio Gotti del PTSCLAS e Giulio Maria Salerno dell’Università di Macerata, autori delle pubblicazioni e Paola Vacchina, Presidente di FORMA curerà le conclusioni.

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Istruzione e formazione: Urgente adeguamento degli organici e ripresa della formazione iniziale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Sono ripresi al CNEL gli incontri della Commissione istruttoria per le politiche sociali e lo sviluppo sostenibile finalizzati a selezionare, nell’ambito della molteplicità delle problematiche afferenti l’istruzione e la formazione, alcune priorità, con l’intento di fare proposte operative – concrete ed incisive – in grado di affrontare il tema delle competenze e innalzare i livelli di istruzione, rispetto al quale l’OCSE da anni segnala il disallineamento del Paese. Oltre al gruppo di lavoro ieri era presente il Dott. Rubinacci, dirigente tecnico del MIUR con il quale i partecipanti hanno iniziato il confronto che proseguirà nelle prossime settimane. Temi all’ordine del giorno: l’orientamento, la formazione permanente e l’inclusione. Sulla formazione degli insegnanti è stato avviato un piano triennale dal ministero ma non basta: Anief ha ribadito l’urgenza di far ripartire la formazione iniziale al momento interrotta. Negli ultimi anni si è assistito all’avvicendamento di SSIS, TFA, FIT. Questi percorsi hanno integrato con una formazione specifica il bagaglio culturale dei docenti, formati come professionisti dell’educazione. L’assenza di procedure abilitanti attivate con regolarità ha impoverito il bagaglio formativo dei docenti, ma soprattutto ha ritardato l’accesso alla carriera dei docenti che in Italia sono in media tra i più anziani d’Europa. Per questo Anief ha proposto l’attivazione di un percorso abilitante regolare che garantisca almeno 10 mila posti annuali con tirocinio da svolgersi su posti vacanti e disponibili su cui venire immessi in ruolo a termine dell’anno di prova e dopo un esame finale. Per rispondere alle esigenze di orientamento e inclusione Anief ha evidenziato l’urgenza dell’adeguamento degli organici alle effettive esigenze della comunità e del territorio, alla dislocazione degli istituti scolastici, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio o ad alto tasso di dispersione scolastica, senza dimenticare le zone ad alto tasso migratorio o ancora depresse economicamente. L’adeguamento delle risorse è garanzia della parità di accesso al sistema di istruzione e dell’inclusione. Seguiranno ulteriori incontri nelle prossime settimane, Anief continuerà a segnalare con forza, al Governo e al Parlamento, anche attraverso lo spazio di iniziativa del CNEL, le criticità del sistema di istruzione e formazione e le proposte per affrontarle.

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Castelli, “Contratto di espansione funziona. La misura va resa strutturale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Roma – Apprendo con piacere della sottoscrizione, da parte di Ericsson, del Contratto di Espansione. Innovazione a cui ho lavorato molto e che consentirà alla società di rispondere positivamente alla trasformazione digitale in corso abilitata dal 5G. L’intesa, sottoscritta oggi al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, avrà validità fino al 31 dicembre 2020 e prevede l’assunzione di 30 persone con profili professionali innovativi, un considerevole piano di formazione e riqualificazione professionale a beneficio di oltre 1.500 dipendenti e l’adesione volontaria allo scivolo pensionistico per i dipendenti che matureranno il requisito di accesso alla pensione entro i successivi 60 mesi.Spero che la politica tutta sia sensibile alla necessità di rendere strutturale questa misura, che oggi vede un grande successo senza lasciare a casa nessuno e senza lasciare indietro nessuno”.Lo afferma il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in merito alla sottoscrizione da parte di Ericsson Telecomunicazioni dell’innovativo ammortizzatore sociale introdotto, in modo sperimentale, dalla legge n. 58/2019, con l’obiettivo di agevolare i processi di sviluppo tecnologico delle imprese con più di 1.000 addetti.

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La formazione delle guide del parco del Gran Paradiso

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Torino Martedì 26 novembre alle 18 a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna il Parco Nazionale Gran Paradiso inaugurerà ufficialmente i corsi di formazione per le guide ufficiali ed esclusive e per gli operatori dei centri di informazione. I corsi si concluderanno alla fine di marzo, avranno alcune materie e alcuni docenti in comune e si svolgeranno a Torino, ad Aosta e in alcuni dei Comuni che fanno parte dell’area protetta.
A 18 anni di distanza dai primi corsi di formazione, è necessario rinnovare l’elenco delle guide ufficiali, configurandole maggiormente come figure di mediazione tra il Parco e il fruitore e come facilitatori della lettura del paesaggio naturale e interpreti della natura stessa. Le guide rappresentano verso l’esterno l’immagine del Parco e durante le 120 ore di formazione in aula, esercitazioni, attività pratiche e uscite sul territorio dovranno acquisire la capacità di comunicare senso di appartenenza e di valorizzare in ogni dettaglio il territorio tutelato, oltre a sapersi rapportare con l’utenza straniera. Saranno quindi caratterizzanti, oltre alle conoscenze sul Parco, le capacità di comunicazione, di empatia e di progettazione didattica per lo sviluppo di attività fortemente connesse con il tessuto economico delle valli del Parco.
Il corso per le guide del Parco si svolgerà in parallelo alla sessione formativa rivolta agli operatori dei centri di informazione, che parteciperanno a 100 ore di lezioni, con l’obiettivo di acquisire conoscenze e capacità professionali simili e complementari con quelle dei colleghi che operano sul territorio.I corsi contribuiscono a costruire interessanti opportunità di lavoro per i giovani delle vallate piemontesi e valdostane tutelate dal Parco e vanno incontro ad una domanda di formazione che negli ultimi anni su entrambi i versanti del Gran Paradiso non aveva ricevuto adeguate risposte.Nella giornata introduttiva saranno illustrati gli obiettivi e le modalità di svolgimento dei corsi, sarà consegnato il programma definitivo con i docenti e i contenuti delle lezioni, saranno comunicate le date delle uscite sul campo e fornite tutte le indicazioni per le attività, la strutturazione del colloquio finale e il progetto di lavoro futuro tra Parco, guide e operatori dei centri di informazione. Le lezioni teoriche si terranno prevalentemente nei giorni di martedì e giovedì in fascia preserale, mentre le attività pratiche e le escursioni sul territorio si terranno nei sabati di gennaio, febbraio e marzo. Durante il corso i tutor assegneranno, concordandolo con gli allievi, gli argomenti delle tesine che dovranno essere prodotte per piccoli gruppi e che saranno presentate al colloquio finale. È previsto il riconoscimento di crediti formativi per moduli già frequentati o in corso di frequenza in altri percorsi didattici o di aggiornamento. Al termine del corso è previsto un colloquio finale per il rilascio da parte del Parco di un attestato di frequenza con profitto, a seguito del quale i corsisti riceveranno il titolo di Guida ufficiale ed esclusiva o di operatore dei centri di informazione del Parco nazionale Gran Paradiso.

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Il primo ostacolo per trovare lavoro è la mancanza di adeguata formazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

La prossima indagine del centro di ricerca analizzerà le professioni del settore logistico e sarà presentata venerdì 29 novembre a Piacenza. Gli italiani si formano poco e male e in molti casi sono impreparati o in possesso di competenze inadatte alle richieste delle aziende. La formazione insufficiente dei candidati è la prima barriera che impedisce alle imprese di trovare i profili di cui hanno bisogno, secondo il 66,7% dei professionisti HR che lavorano nella sede italiana di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, con particolare rilevanza delle carenze nella preparazione scolastico-universitaria (63,9%) e dell’invecchiamento della popolazione (62%). Gli altri fattori che ostacolano la selezione di profili idonei sono l’apertura alle problematiche ambientali (55,3%), l’automazione (54,8%), la digitalizzazione (53,1%), la diversificazione dei rapporti di lavoro (46,9%) e l’internazionalizzazione delle imprese (45,8%). Più marginale il ruolo dei fenomeni migratori (31,4%) e della globalizzazione dei mercati (34,5%).Sono alcuni dei risultati dell’indagine “Impreparati? Sì, e non solo. I perché della difficoltà di reperimento di alcune figure professionali chiave”, condotta su 1.160 dipendenti Randstad specializzati nella selezione del personale a cui è stato chiesto quali sono i principali ostacoli che impediscono di reperire profili idonei sul mercato. Il primo studio realizzato da Randstad Research, centro di ricerca autonomo ed indipendente a cui collaborano esperti italiani di mercato del lavoro, fra cui il Professor Enrico Giovannini, che presiede il Comitato Scientifico, e l’economista e promotore in Italia del programma Garanzia Giovani Daniele Fano, Coordinatore del Comitato Scientifico.Attraverso indagini qualitative e quantitative, case study e studi di settore, analisi della domanda e dell’offerta del mercato del lavoro e delle competenze necessarie nel medio e lungo periodo a livello territoriale e internazionale, Randstad Research si propone come un osservatorio sulle professioni del futuro. Le barriere alla ricerca di profili idonei – I risultati della ricerca evidenziano come la scarsa formazione sia la barriera più frequente all’incontro fra domanda e offerta di lavoro, comune a tutte le categorie di lavoratori, dai manager agli impiegati, dai professionisti dei servizi agli operai non qualificati, anche se colpisce in particolare i tecnici e gli operai specializzati. Anche l’invecchiamento della popolazione influisce in maniera particolarmente negativa per tutte le qualifiche, dall’alta specializzazione in giù. Tra gli altri fattori, invece, la globalizzazione dei mercati e l’internazionalizzazione delle imprese trovano impreparate le figure di più alto livello come i manager, la mancanza di esperienza di diversificazione nei rapporti di lavoro crea rigidità soprattutto per gli impiegati, le professioni dei servizi e gli operai. L’apertura alle problematiche ambientali è sempre rilevante ma raggiunge i livelli più elevati nelle professioni dei servizi, certamente più vicine ai consumatori, a riprova che sono questi ultimi a trainare la domanda di qualità dell’ambiente stesso.Gli ostacoli al cambiamento nei profili dei candidati – La ricerca ha anche indagato gli ostacoli al cambiamento presenti nei profili dei candidati appartenenti alle diverse categorie professionali. Fra i manager le lacune più evidenti riguardano la propensione all’innovazione e la scarsa sensibilità per l’organizzazione (24%), seguita da stili aziendali inadeguati (22%). Per i profili altamente specializzati le principali barriere sono rappresentate dagli stili aziendali inadeguati (23%), la scarsa conoscenza-formazione (22%) e i problemi di natura organizzativa (18%). Per i tecnici il primo ostacolo è la scarsa conoscenza-formazione (26%), poi vengono stili aziendali inadeguati (22%). La scarsa conoscenza è la barriera più evidente anche fra gli impiegati (29%), che mostrano anche evidenti lacune organizzative (22%). Il problema principale più riscontrato fra i professionisti dei servizi è la scarsa sensibilità per l’organizzazione (27%), seguito da problematiche di carattere sociale (20%).
La difficoltà di reperimento – Dalla survey interna di Randstad emerge chiaramente il tema della difficoltà di reperire figure professionali richieste, invece, dal mercato del lavoro; una formazione più adeguata e mirata alle competenze attese può rappresentare una risposta concreta anche al fine di avvicinare sempre di più domanda e offerta di lavoro.

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La formazione del caregiver per il benessere del paziente oncologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

La maggior parte dei pazienti oncologici quando inizia le terapie impara a convivere con un piccolo dispositivo colorato che è la porta di accesso più sicura ai farmaci. Uno studio e le attività messe in atto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) dimostrano che anche il caregiver opportunamente formato è equiparabile all’operatore per la gestione dei PICC (Peripheraly Inserted Central Catheter). E’ il catetere venoso centrale ad inserzione periferica, tecnicamente chiamato PICC che garantisce maggiore sicurezza biologica a paziente e operatore sanitario: non danneggia le vene periferiche della persona ammalata, l’operatore non rischia punture accidentali e stravasi di farmaci, e riduce le infezioni.L’IRE, grazie ad un gruppo di lavoro guidato da Paolo Basili, coordinatore infermieristico, e un team di infermieri specializzati in accessi venosi, ha posto un attenzione particolare alla gestione di questo importante dispositivo per l’infusione di chemioterapici da oltre un decennio: un unico ambulatorio dedicato per impianto e gestione dei PICC; un database che registra e monitora l’impianto per tutto il tempo della gestione ed utilizzo; una intensa attività formativa dedicata agli operatori dell’IRE, del territorio nazionale e persino provenienti dall’estero. Il risultato osservato è che si riducono le infezioni, le ospedalizzazioni, le interruzioni di terapie e si aumenta la consapevolezza e l’empowerment di tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.
Il rischio maggiore legato alla presenza degli accessi venosi centrali è rappresentato dalle infezioni sistemiche che si accentua nelle persone immunodepresse, come è possibile che siano i pazienti oncologici in alcune fasi del percorso di cura. Si è riusciti ad ottenere una riduzione di infezioni nei pazienti portatori di PICC attraverso la corretta esecuzione della medicazione settimanale ed un corretto approccio al sistema. Attraverso la formazione e l’informazione si è visto ulteriormente ridotto il rischio di questa temuta complicanza. La Direzione Sanitaria IFO in collaborazione con la Direzione Infermieristica, tecnica e riabilitativa e con il responsabile Qualità e Risk Management ha promosso una serie di iniziative finalizzate a: riduzione del rischio infettivo, formazione continua degli operatori, ed empowerment dei caregiver attraverso il “trasferimento di istruzioni utili” alla persona che si prende cura del paziente a casa, aiutandolo nella gestione della malattia. Con tale lavoro si è ottenuto così una riduzione degli accessi settimanali ed una riduzione del tasso di infezioni. Nel dettaglio, si è condotto uno studio randomizzato su 170 pazienti al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia di formare in modo specifico un caregiver volontario e scelto dal paziente stesso, per effettuare la medicazione a domicilio.

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Italia carente nell’integrazione e formazione degli alunni migranti: docenti da formare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Molti Paesi europei, ad iniziare dal nostro, non sembrano pronti ad accogliere nel giusto modo a ad organizzare un’adeguata formazione rivolta agli studenti migranti che provengono da fuori territorio: è la conclusione cui sono giunti gli autori del nuovo Quaderno di Eurydice Integrating Students from Migrant Backgrounds into Schools in Europe: National Policies and Measures, con il quale sono state comparate le politiche educative di 42 Paesi europei a proposito della loro integrazione nelle scuole. Lo studio ha anche evidenziato la mancata formazione degli insegnanti per lavorare in classi culturalmente diverse per affrontare questa necessità. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, si fa sempre più impellente la necessità di adottare organici potenziati e una didattica diversificata nelle classi dove sono presenti allievi migranti: servono lezioni per livelli, oltre docenti impegnati in contemporanea, assorbendo nei ruoli tutto il precariato storico, fatto di personale già selezionato e con comprovate capacità d’insegnamento, ed introdurre anche nuove figure di tutoraggio, mirate a supportare la fase di scolarizzazione, allineamento e apprendimento della nostra lingua. Tutte decisioni che difficilmente si potranno prendere se dovesse essere confermata la tendenza, contenuta nel Def, alle riduzioni progressive di spesa pubblica fino al 2040. Dalla ricerca – che ha attuato anche un’analisi comparativa su argomenti come la governance, l’accesso all’istruzione, il sostegno psico-sociale, linguistico, e all’apprendimento, gli insegnanti e i capi di istituto -, emerge che, nonostante la maggior parte dei sistemi educativi europei offra accesso all’istruzione e alla formazione agli alunni con background migratorio e nonostante l’educazione interculturale risulti spesso integrata nei curricoli nazionali, “le politiche e le misure per il supporto all’apprendimento tendono a essere incentrate sugli aspetti accademici anziché sulle esigenze sociali ed emotive degli studenti”.
Gli autori dello studio hanno anche evidenziato la “mancanza di preparazione degli insegnanti a lavorare in classi culturalmente diverse a causa dell’assenza di una formazione specifica su questi temi; il fatto che gli studenti migranti, la cui lingua d’origine è diversa dalla lingua d’insegnamento, non abbiano il diritto di studiare la propria lingua d’origine a scuola, e la mancanza di sostegno agli insegnanti e ai capi d’istituto per far fronte ai bisogni di questi alunni, ad esempio attraverso la presenza a scuola di assistenti e mediatori culturali per facilitarne l’integrazione, cosa che avviene in alcuni Paesi”. Servirebbero anche nella nostra Penisola, quindi, delle figure utilianche, si legge nel rapporto, “per valutare i progressi e il rendimento degli studenti migratori”. Tra i Paesi che hanno messo in campo buone strategie per l’integrazione degli studenti migranti nell’istruzione, il rapporto indica la Germania e l’Austria per la forte enfasi sulla diversità, la Spagna (Comunità autonoma di Catalogna), il Portogallo e la Slovenia come Paesi che sono riusciti a seguire un approccio all’insegnamento e all’apprendimento che tiene conto del benessere generale dell’alunno, e la Finlandia e la Svezia perché sono i Paesi che riservano la maggiore attenzione sia alla dimensione della diversità, sia alla dimensione del benessere generale.

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Istruzione: Docenti, formazione iniziale e reclutamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Dopo la débacle delle politiche adottate per vincere la supplentite, che negli ultimi mesi ha portato al record di 205 mila contratti annuali e il raddoppio dei supplenti in due lustri, Anief propone un solo anno per abilitarsi all’insegnamento ed entrare nei ruoli nelle scuole dove si svolge il tirocinio per 10 mila accessi con cadenza regolare con un semestre aggiuntivo su posti di sostegno. L’occasione per introdurre il nuovo modello proposto è quella di agire nella prossima delega inserita nella legge di Bilancio. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato autonomo, “abbiamo estremo bisogno di snellire le procedure di accesso alla professione docente, invertendo i dati internazionali che vedono il nostro personale tra il più vecchio al mondo garantendo nel contempo la selezione, la qualità e l’assorbimento del precariato già esistente. Il ministero dell’Istruzione ci ascolti. Solo così si potrà sperare di sfilare all’Italia la ‘maglia’, oggi tenuta bene stretta, dei docenti più vecchi d’Europa, e del Paese dove la mancanza di valorizzazione degli insegnanti ha raggiunto livelli sempre più evidenti, partendo proprio dalla precarietà sine die. Anche per questo, Anief ha proclamato lo sciopero con manifestazione davanti a Montecitorio per il prossimo 12 novembre”. Il reclutamento dei docenti va profondamento cambiato. Perché l’organizzazione portata avanti negli ultimi anni ha prodotto un numero inaudito di supplenze e di precari in attesa di essere assegnati sui posti vacanti. La situazione d’emergenza è chiara anche al dicastero di Viale Trastevere, dove però, a quasi un mese dall’intesa del 1° ottobre scorso, sulle “nuove abilitazioni, ordinarie e straordinarie”, scrive oggi Orizzonte Scuola, si registra “ancora il nulla di fatto” e un altro incontro saltato tra dirigenti dell’amministrazione e le maggiori organizzazioni sindacali. Anief sostiene che è giunta l’ora di dare una svolta positiva al sistema, intervenendo direttamente sul sistema di formazione iniziale ed in particolare sul reclutamento degli insegnanti, accanto a una fase transitoria che stabilizza tutti i vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari, i precari delle GaE e delle graduatorie di istituto ed eviti i licenziamenti di chi ha superato l’anno di prova.

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Lavoro. Scuotto (Fondimpresa): “La formazione è il driver per cogliere le sfide dell’innovazione”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“La formazione è e deve essere il driver per cogliere le sfide dell’innovazione. La rivoluzione digitale chiede alle aziende di ripensare e innovare modelli e abitudini, in primis il modo di fare formazione. Per rispondere in modo efficace al cambiamento è necessario concepire e utilizzare strumenti e modalità innovative che virano su modelli di apprendimento più fluidi.
Come Fondimpresa, dopo un’approfondita consultazione con imprese e istituzioni, abbiamo immaginato il Conto formazione digitale: una nuova opportunità da offrire oltre a Conto formazione e Conto di sistema. Bisogna lavorare alle “competenze del futuro”. Presto le aziende potranno finanziare anche la formazione digitale e per questo stiamo richiedendo i cambiamenti normativi necessari a rendere un domani rendicontabili metodi di apprendimento innovativi su ambienti digitali che al momento rendicontabili non sono. “Lo ha dichiarato a Napoli all’Innovation Day organizzato da Il Sole 24 ore Bruno Scuotto, Presidente di Fondimpresa il Fondo leader nel sistema della Formazione continua in Italia: aderiscono a Fondimpresa oltre 200 mila aziende e più di 4,5 milioni di lavoratori iscritti, pari a quasi il 50% dell’intera platea di aziende e lavoratori aderenti ai Fondi interprofessionali. E sono i numeri di Fondimpresa a rappresentare quanto le aziende oggi puntino sulla formazione. “Sono numeri- spiega Scuotto- da non trascurare, considerando che nel 2004, all’anno di istituzione del Fondo, le aziende erano circa 18 mila e i lavoratori 1,3 milioni.
Dal 2004 ad oggi abbiamo finanziato progetti formativi per oltre 2,5 miliardi di euro, la crescita è stata considerevole e ci ha consentito, in questi primi quindici anni di attività, di contribuire allo sviluppo e al progresso del Paese attraverso il finanziamento di progetti formativi in settori fondamentali quali quelli dell’innovazione, della sostenibilità ambientale, della sicurezza sul lavoro e della riqualificazione di lavoratori in cassa integrazione o sottoposti a procedure di mobilità.
Con il Conto formazione abbiamo dato avvio a quasi 79 mila piani formativi -proposti dalla programmazione aziendale delle aderenti e dimensionati in base ai contributi versati – per formare oltre 2 milioni di lavoratori con l’utilizzo di oltre 1,3 miliardi di euro di finanziamenti negli ultimi 15 anni. Con il Conto di Sistema, che privilegia la socialità della erogazione delle risorse, abbiamo potuto finanziare progetti complessi di carattere settoriale e territoriale, in particolare attraverso gli attuali Avvisi top di tale strumento: quelli Competitività e Innovazione. In questi quindici anni, attraverso il Conto di Sistema sono stati autorizzati oltre 3.500 piani, per un finanziamento totale pari a oltre 900 milioni di euro. Con gli Avvisi con Contributo aggiuntivo, che si sommano alle risorse versate dagli aderenti, abbiamo finanziato oltre 50 mila piani formativi per oltre 210 milioni di euro e solo con quelli specificatamente dedicati alle Piccole e Medie Imprese sono stati movimentati più di 140 milioni di euro.”

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