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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

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L’informazione e la formazione delle opinioni nella societa’ globale degli algoritmi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2018

La nostra e’ una societa’ complessa, e lo diventa sempre di piu’. Dal momento in cui l’accesso all’informazione -strumento principe del potere- e’ stato liberalizzato, la complessita’ e’ diventata maggiore. Nei secoli e nei lustri passati cio’ che il principe o il potente sapeva, era strumento di sottomissione di coloro che non sapevano. Via via che ci siamo avvicinati alla nostra era -complici le tecnologie di massa applicate all’informazione- questo potere si e’ sempre piu’ eroso. Ma non e’ sparito, si e’ solo trasformato. E i potenti di un tempo oggi sono diversi, articolando il loro potere -sempre con l’informazione- in modo piu’ raffinato ed esclusivo. Ai piu’ l’informazione massificata e le fake-news, ai potenti l’esclusivita’.
Informazione massificata. E’, in genere, quella poco approfondita, fatta di brevi allocuzioni, notizie piu’ o meno gridate e sempre considerate eclatanti, anche se fanno parte di una routine. Metodo che conduce facilmente al loro uso strumentale, di parte e difficilmente formatore di un’opinione. Esempio: un’amministrazione comunale fa cassa con le multe al codice della strada e viene scoperta… ed ecco che di conseguenza, nel mondo dell’informazione massificata, tutte le amministrazioni comunali sono altrettanto disoneste. Non solo, ma anche che tutte le amministrazioni comunali usano il codice della strada solo per fregare gli onesti cittadini. E non solo il codice della strada, ma tutto il sistema di imposizione fiscale delle amministrazioni comunali e’ concepito e usato per fregare gli onesti. E anche se all’evidenza logica tutto questo puo’ sembrare la trama di un film catastrofista, diventa difficile circoscrivere il fenomeno e, magari, usarlo per farne tesoro.
Fake news. Sono il corollario conseguenziale dell’informazione massificata. Indipendentemente dal motivo per cui, una per una, vengono generate, quando arrivano nell’agorà massificata, proprio per la loro caratteristica di comunicare qualcosa di sensazionale, diventano la conferma dei propri convincimenti per il consumatore medio.
Qui si inseriscono le grandi aziende leader dell’informazione del nostro secolo, i vari Facebook, Twitter, etc. Col loro metodo di controllo dei gusti degli iscritti, fornendo loro l’informazione mirata dopo accurata selezione di ogni particolare delle loro navigazioni, contribuiscono a far cedere che cio’ che accade nel mondo e’ proprio quello che uno si aspetta per validare le proprie opinioni… che non sono piu’ tali, visto che non si formano in modo dialettico e di confronto, ma assumono le sembianze di ossessioni. Queste creazioni di mondi funzionali agli specifici gusti dello specifico consumatore, porta anche, da se stessi, a rafforzare una tendenza di scelta per tutto quello che sia funzionale ai propri convincimenti: ed ecco che si leggono (quando si leggono piuttosto che usare tecniche di lettura veloce) libri che possano solo confermare le proprie opinioni, si frequentano solo persone che hanno una similitudine con se stessi, si da maggiore affidamento solo
alle novita’ che provengono da ambiti di provata e apprezzata similarita’, e cosi’ via.
Accade che quello che doveva essere il cittadino globale, non e’ piu’ tale, ma e’ il solito suddito del principe e del potente, con la differenza che a filtrargli l’informazione non sono piu’ i padroni del castello e del vapore, ma quelli nel nuovo capitalismo che si basa sugli algoritmi.
Per chi ancora non se ne era reso conto, e’ quello che sta venendo fuori proprio in questo periodo con la vicenda Facebook. Ne siamo consapevoli? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Bando da 175 mila euro per le aziende, per consulenze o formazione sulle tecnologie “Impresa 4.0”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Udine Impresa 4.0: ecco i voucher digitali per le pmi della provincia. Li ha approvati recentemente la giunta della Camera di Commercio di Udine tramite un bando un plafond di 175 mila euro, contributi che potranno essere utili alle aziende per abbattere le spese sostenute per l’acquisizione di servizi di consulenza o di percorsi di formazione da almeno 40 ore finalizzati all’adozione delle tecnologie previste dal Bando, che mira sostanzialmente a promuovere l’utilizzo, da parte delle pmi, di servizi o soluzioni mirati sulle nuove competenze digitali della strategia del Piano Nazionale Impresa 4.0. La misura mira anche a stimolare la domanda da parte delle imprese di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche o per realizzare innovazioni tecnologiche e implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie di Impresa 4.0.Nello specifico il bando parla di soluzioni per la manifattura avanzata, manifattura additiva, realtà aumentata e virtual reality, simulazione, integrazione verticale e orizzontale, Industrial Internet e IoT, cloud, cybersicurezza e business continuità, Big data e analytics. Per i servizi di consulenza si da riferimento anche all’utilizzo di altre tecnologie digitali propedeutiche o complementari alle precedenti, come sistemi di e-commerce, di pagamento mobile o via Internet, sistemi EDI, electronic data interchange, geolocalizzazione, sistemi informativi e gestionali, tecnologie per l’in-store customer experience, RFID, barcode, sistemi di tracking, system integration applicata all’automazione dei processi.
I fondi saranno contributi a fondo perduto in conto capitale nella percentuale massima del 70%, attraverso un Voucher A dell’importo di euro 5 mila euro a fronte di una spesa minima di 7.142.86 euro e Voucher B da 10 mila euro a fronte di una spesa minima di 14.285,72.
Le imprese interessate possono presentare domanda entro il prossimo 6 aprile tramite Pec Tutte le info su http://www.ud.camcom.it.

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Una formazione umana per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Roma Giovedì 22 marzo 2018, alle 15.00, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata dell’accoglienza dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. Sarà un’occasione per conoscere il campus e gli ambienti di studio, scoprire gli elementi distintivi che l’Università Europea di Roma (UER) riserva ai suoi studenti.Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017 – 2018, il Rettore Padre Pedro Barrajón LC ha ricordato che “l’Università deve essere al servizio della persona umana, del vero sviluppo sociale, culturale ed economico, della grande potenzialità che sono i giovani, vera speranza di una nazione”.Per questa ragione l’Università Europea di Roma propone un percorso di crescita professionale e umana, un contesto accademico di alto livello e un’attenzione specifica alla formazione della persona, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani in attività sociali.
Durante l’Open Day, docenti e studenti presenteranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e l’esperienza dello studio in UER, per capire che cosa significa studiare Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Turismo.L’incontro si aprirà alle 15.00 con un saluto introduttivo, la presentazione delle Relazioni Internazionali e dei Servizi di Orientamento: Orientamento al lavoro e Placement, Tutoring, Formazione della Persona.Seguirà alle 15.45 la presentazione dei Corsi di Laurea.Dalle 16.30 ci sarà la prova di ammissione e la simulazione del test di ingresso di Scienze della Formazione Primaria.
Un giusto coinvolgimento degli adulti è molto importante nella scelta universitaria dei più giovani. Per questo, nell’Open Day dell’Università Europea di Roma ci sarà anche “Open Genitori”, un momento di incontro delle famiglie con i Coordinatori Accademici dei Corsi di Laurea. In questo modo, i genitori potranno meglio conoscere l’ambiente formativo che accoglierà i loro ragazzi.

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Formazione innovativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Per arrivare all’Industria 4.0 occorre formare i lavoratori delle imprese, specie delle piccole e medie, attraverso una formazione innovativa, continua, di qualità e legata all’attuale domanda del mercato, una formazione 4.0. A questi temi è stata dedicata la riflessione nel corso del convegno organizzato da Fapi – Fondo Formazione PMI a Bologna ieri dal titolo Coltivare il Talento Fapi 4.0, che ha visto la partecipazione di importanti key opinion leader, imprenditori e operatori del settore.«Solo l’8,3% dei lavoratori italiani è impegnato in programmi di formazione permanente. C’è quindi ancora molto da fare e questo è il momento giusto per rilanciare in modo serio e importante la formazione continua e le politiche per il lavoro – ha detto nella sua introduzione Francesco Lippi, Presidente del Fapi -. Il Fapi, il fondo interprofessionale per la formazione continua nelle piccole e medie imprese, è pronto e in prima linea per fare sempre di più, anche con strumenti flessibili come lo sportello impresa, che finanzia formazione mirata e di qualità, e lo sportello per gli aggregati di rete che prevede contributi per gruppi omogenei di imprese di un territorio o di un settore o filiera produttiva».Fapi ha sviluppato in 15 anni di attività esperienze e competenze per rispondere a questa necessità, basti pensare che sono stati erogati più di 50 milioni di euro in formazione negli ultimi 4 anni – 16 mln di euro solo nel 2017, e sono stati coinvolti complessivamente 37.000 aziende e 360.000 lavoratori in tutta Italia.
In Emilia Romagna il tessuto delle PMI è particolarmente rilevante e altrettanto sviluppata è l’attività di Confapindustria Emilia Romagna dove oltre 1.600 imprese, che contano 18.000 collaboratori, hanno aderito a Fapi. «Grazie a un sistema capillare e ben funzionante di formazione finanziata anche le aziende più piccole possono accedere a una formazione di pari livello delle realtà più grandi e coerente con le loro attuali esigenze – ha sottolineato Andrea Paparo, direttore Confapindustria Emilia Romagna -. Tra i corsi cui hanno avuto maggiormente accesso le PMI dell’Emilia Romagna, quelli relativi a comunicazione e marketing, lingue straniere, internazionalizzazione, risorse umane e management, sviluppo organizzativo, informatica, amministrazione e contabilità, salute e sicurezza sul lavoro: tutte leve chiave per garantirne la competitività».Pier Paolo Redaelli, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bologna, ha confermato l’importanza per le imprese di avvalersi di formazione sia per gli imprenditori sia per i dipendenti, facendosi affiancare da professionisti che conoscono le opportunità del mercato e i vincoli burocratici; mentre Stefano Mastrovincenzo, amministratore unico IAL Nazionale ha evidenziato come sia proprio in un momento favorevole per l’economia che le imprese devono valorizzare ulteriormente il capitale umano delle competenze e degli skill attraverso una formazione innovativa e legata alla domanda. Hanno confermato questi trend due interessanti case history di PMI 4.0 che hanno saputo innovare investendo sia sul capitale umano attraverso percorsi di formazione sia su quello tecnologico: Mauro Barchiesi di Bora (stampi e stampaggio di componenti metallici, 250 dipendenti) ha raccontato la profonda trasformazione e digitalizzazione dei processi e della produzione che ha coinvolto i dipendenti, con oltre 3.000 ore di formazione finanziata da Fapi; Daniela Fiorani dell’azienda agroalimentare Il Sole ha sperimentato come la formazione possa incidere nello sviluppo di nuovi prodotti e nell’incremento della produttività. «Dopo quattordici anni di vita del nostro Fondo proseguiamo con slancio la nostra attività – ha concluso Francesco Lippi, presidente Fapi – rilanciando, attraverso una serie di eventi in tutta Italia, l’importanza della formazione continua per le aziende e i lavoratori. C’è ancora molto da fare per allineare le competenze alla esigenze attuali del mercato, nell’ottica del piano nazionale Industria 4.0, e vogliamo catalizzare l’attenzione affinché non si perdano le opportunità che i corsi Fapi possono offrire».

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Dispersione scolastica in calo ma non basta

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

pacifico-marcelloSecondo uno studio nazionale, realizzato dalla rivista Tuttoscuola, il numero di abbandoni si è ridotto, ma rimane comunque molto alto. Ben oltre la soglia del 10% indicata oltre 15 anni fa dall’UE. Tutta la questione, oltre a provocare un danno indelebile nella formazione e nel futuro dei giovani che lasciano i banchi di scuola, si ripercuote anche sulle casse dello Stato che perde sotto tutti i punti di vista, sia economici che culturali. Preoccupa anche la crescente problematica dei “Neet”, ragazzi che né studiano né lavorano. Anief torna a proporre la strada da intraprendere, nella speranza che stavolta il nuovo Governo vi dia seguito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per quale motivo non si è dato seguito alla nostra proposta, motivata anche a livello pedagogico, di anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, introducendo un’annualità ‘ponte’? La sua introduzione avrebbe anche sopperito al problema dell’assorbimento dei maestri della scuola dell’infanzia non inglobati nel potenziamento degli organici che ha invece toccato tutti gli altri ordini. Perché non si porta l’obbligo formativo a 18 anni, come suggerì lucidamente quasi vent’anni fa l’allora Ministro Luigi Berlinguer? È ovvio che in questo modo in nostri giovani, che oggi lasciano in alto numero alle superiori, sarebbero più coinvolti nei progetti formativi. Non guasterebbe, infine, rivedere i contenuti dei cicli scolastici, rendendoli anche più stimolanti per le nuove generazioni.

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Scuola: Rinnovo del contratto, una polpetta avvelenata portare in busta paga i bonus formazione e merito

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSe dal punto di vista teorico la doppia operazione, collocata all’interno del rinnovo del contratto, può essere condivisibile, sul piano pratico vi sono non pochi risvolti negativi. Sul bonus merito non si capisce, ad esempio, come potrebbe essere portato in busta paga un compenso accessorio soggetto oggi a valutazione discrezionale del dirigente scolastico. Per attuare un’operazione del genere, quindi, occorrerebbe agire con una modifica normativa che, come ha anche fatto osservare il presidente Aran Sergio Gasparrini, non compete di certo al tavolo contrattuale ma alla politica. Ancora meno fattibile appare la trasposizione delle somme destinate alla formazione dei docenti: se è vero che portarle in busta paga farebbe diventare il bonus strutturale e non soggetto a rifinanziamento annuale, è altrettanto vero che vorrebbe dire sottoporlo a tassazione, dimezzando la somma. La domanda allora è: vale la pena per un aumento esiguo mensile ritrovarsi con un carico di lavoro maggiore? Sicuramente no.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per il bonus della formazione, venendo meno la possibilità di rendicontarne la spesa, si aprirebbe il personale al rischio di indurre la parte pubblica a chiedere uno scambio in termini di ore obbligatorie di formazione per aggiornamento. Mentre oggi non esiste una quantificazione. In pratica, i sindacati rappresentativi stanno provando a far passare per aumento stipendiale ciò che strutturalmente non lo è, con il rischio concreto di trasformare la proposta in un boomerang, perché potrebbe aprire la strada a un aumento di fatto dell’orario di servizio, qualora il bonus 500 euro in busta paga dovesse tradursi in ore di aggiornamento obbligatorie e quantificate. Per quanto riguarda invece il bonus merito, tanto vale chiedere l’abolizione della stessa procedura prevista dalla Buona Scuola e procedere con la redistribuzione delle somme stanziate per gli aumenti in busta paga a pioggia.

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Sanità:Protocollo d’intesa per la formazione dei giornalisti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

protocollo intesa sanitàFirmato oggi dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso il Protocollo di Intesa per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche di largo interesse rivolti ai giornalisti nell’ambito della Formazione Professionale Continua (FPC) obbligatoria per tutti i giornalisti in attività.
Considerato che la trattazione di tematiche di salute, anche di natura emergenziale, ha assunto negli ultimi anni rilevanza particolare e che le informazioni diffuse dai media sono in grado di influenzare la percezione e le scelte dei target di riferimento, l’obiettivo del Protocollo firmato è quello di promuovere nei giornalisti conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale autorevole e indipendente, al fine di fornire ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e delle fake news circolanti.”Con questo Protocollo – ha sottolineato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin – ci vacciniamo contro le fake news. Il Ministero della salute mette a disposizione dei giornalisti la propria competenza, gli esperti, il suo know-how per contribuire alla formazione dei giornalisti rispetto alla cultura scientifica e quindi per promuovere la diffusione di informazioni scientificamente validate nel nostro Paese, a vantaggio dei cittadini italiani”.”Formare i giornalisti – ha proseguito il Segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso – è fondamentale per avere una opinione pubblica correttamente informata sui temi della medicina, dell’informazione scientifica e diventa anche un antidoto fortissimo contro i ciarlatani che fanno disinformazione e puntano a mettere in discussione, se non a cancellare, quelle che sono state conquiste che hanno rivoluzionato il mondo scientifico e migliorato la vita dei cittadini”.
In particolare il Protocollo prevede:
la realizzazione di corsi di formazione gratuiti nell’ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per tutti i giornalisti in attività specificamente dedicati alla informazione sui temi della salute e contraddistinti da approcci innovativi volti alla promozione di una informazione corretta che incrementi le conoscenze e le consapevolezze dei cittadini in tema di tutela della salute, con particolare riferimento alle buone pratiche ed alla ricerca coerente delle fonti informative;
l’impegno del Ministero della salute ad elaborare un progetto condiviso di corsi di formazione e mettere a diposizione del progetto, sia in fase di elaborazione, sia in quella di docenza, i suoi esperti scientifici e di comunicazione;
l’impegno della Federazione Nazionale della Stampa ad inserire gli incontri formativi approvati nei programmi obbligatori di FPC; attivare le iniziative previste dal Protocollo attraverso il coinvolgimento dei propri esperti, mettere a disposizione il patrimonio di competenze acquisite, di relazioni associative e scientifiche.Per la realizzazione degli obiettivi del Protocollo d’intesa e al fine di garantire la piena operatività delle attività, sarà costituito un Comitato paritetico, coordinato da un rappresentante del Ministero. Alle riunioni del Comitato potranno essere invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche, in ragione degli argomenti trattati.Le attività di verifica e monitoraggio delle iniziative oggetto del Protocollo saranno espletate dalla Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali.
Il Protocollo ha durata di tre anni, a decorrere dalla comunicazione d’inizio attività e potrà essere prorogato senza oneri su richiesta motivata di una delle due Parti. (foto: protocollo intesa sanità)

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Corsi di formazione in materie scientifiche

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

Ministero saluteRoma 18 dicembre alle ore 17.00, presso la sede del Ministero della salute di Lungotevere Ripa 1, il Ministro della salute Beatrice Lorenzin e il Segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) Raffaele Lorusso firmeranno un Protocollo di Intesa per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche di largo interesse rivolti ai giornalisti nell’ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per tutti i giornalisti in attività. L’obiettivo è quello di promuovere conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale autorevole e indipendente, al fine di fornire ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e delle fake news circolanti.

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L’insegnante di domani: il nuovo percorso di formazione iniziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cMilano Venerdì 24 novembre Università Statale di Milano Sala di Rappresentanza, ore 9.45 L’incontro è l’occasione per riflettere sulle nuove norme di accesso alla carriera di insegnanti in Italia, alla luce del decreto ministeriale del 10 agosto sulle modalità di acquisizione dei 24 CFU nei settori disciplinari antropo-psico-pedagogico e nelle metodologie e tecnologie didattiche, per poter accedere al concorso d’ingresso al percorso Formazione Iniziale e Tirocinio (FIT).
FIT è il nuovo percorso triennale utile all’inserimento nella funzione docente nella scuola, superato il quale si viene assunti a tempo indeterminato. Partecipano all’incontro Manuela Ghizzoni della VII Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, e Marco Campione e Loredana Leoni, rispettivamente della segreteria tecnica e del dipartimento Istruzione del MIUR. Modera Giuseppe De Luca, prorettore alla didattica dell’Università Statale di Milano.

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Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

verona-city-gateVerona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017 JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro.Giunta alla sua ventisettesima edizione, la manifestazione promossa da Veronafiere e Regione del Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si compone di un’ampia rassegna espositiva e di un articolato calendario di appuntamenti istituzionali, seminari e dibattiti, laboratori e simulazioni, eventi di animazione e spettacolo.
La conferenza stampa di presentazione si terrà giovedì 23 novembre alle ore 11.30, presso la sala del Consiglio di amministrazione (5° piano) di Veronafiere. Per illustrare obiettivi, temi, ospiti e novità dell’evento, all’incontro con i giornalisti interverranno:
Maurizio Danese, presidente di Veronafiere;
Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto;
Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali;
Francesca Altinier, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto;
Giorgio Malaspina, consigliere della Provincia di Verona;
Filippo Rando, assessore allo Sport e Tempo libero, Politiche giovanili del Comune di Verona;
Sandro Dal Piano, direttore della comunicazione di Enaip Veneto.

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Le scienze naturali per la formazione primaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

chimicaRoma Lunedì 6 Novembre 2017, ore 16:00 / 8 Novembre 2017 Dipartimento di Scienze della Formazione – Polo didattico Via Principe Amedeo 184 il Laboratorio di Matematica per la formazione primaria del Dipartimento di Scienze della Formazione organizza due conferenze dedicate alla chimica e alla fisica, volte a presentare queste discipline nel contesto storico e nei suoi legami con altri ambiti della cultura. “Le origini della chimica moderna. Da Parcelso a Robert Boyle” di Antonio Clericuzio (Università Roma Tre) – Lunedì 6 novembre ore 16-18. “Raccontare la fisica attraverso le immagini” di Leonardo Colletti (Università di Trento) – Mercoledì 8 novembre ore 14-16. L’iniziativa rientra tra le attività formative per le quali può essere concesso l’esonero dal servizio nelle scuole di ogni ordine e grado ai sensi della Nota MIUR 02.02.2016 – Prot. n. 3096. Su richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione. http://www.formazione.uniroma3.it/Laboratori.

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Il Gruppo Ebano entra in ELITE, il programma di Borsa Italiana per le aziende ad alto potenziale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

Antonino CannavacciuoloNovara. L’ingresso del Gruppo Ebano tramite la controllata CEF Publishing in ELITE è stato ufficializzato oggi in occasione della tappa del Road Show di ELITE nella sede di Confindustria Novara.
Fondata alla fine degli anni ottanta dall’imprenditore Carlo Robiglio, Ebano S.p.A. è una holding di partecipazione con sede centrale a Novara, mentre le società partecipate risiedono anche in altre aree del Piemonte e della Lombardia. Editoria libraria e editoria per la formazione professionale innovativa, con corsi in modalità Fad-Formazione a distanza e piattaforme e-learning, sono i principali settori di attività del Gruppo (e rappresentano il 70% degli oltre 18 milioni di ricavi annui). Ebano si avvale a tal fine della società CEF Publishing, che propone corsi professionali nei campi del sociale e di cura della persona, nel segmento “animal care” nonché in ambito “food” attraverso il primo corso per cuoco professionista erogato in modalità FAD e sviluppato in collaborazione con Re.Na.I.A. (Rete Nazionale Istituti Alberghieri). Accanto a queste attività primarie, alcune società del gruppo Ebano operano in ambito comunicazione, business intelligence, direct marketing e in iniziative legate a startup innovative rivolte al mondo della sharing economy, con particolare attenzione al digital marketing.
Carlo RobiglioInterlinea_casa editriceFra le startup più vitali figurano Gnammo per il settore food, PetMe per l’animal care e pet sitting, InnovAction Lab per l’ideazione e lo sviluppo di progetti proprietari di gruppo Ebano, come i marchi Bombolibri (libri bomboniera personalizzati) e Chocogift (confezioni personalizzate contenenti pregiato cioccolato).
L’ingresso in ELITE rappresenta una scelta strategica per una realtà, come il Gruppo Ebano, costantemente impegnata in investimenti in Ricerca & Innovazione e nella Formazione continua, e in forte crescita anche sotto il profilo occupazionale: più di 200 dipendenti e collaboratori diretti, con incremento del 42% nel periodo 2012-2016. ELITE dà infatti accesso a numerose opportunità di finanziamento, migliora la visibilità e attrattività delle imprese, le mette in contatto con potenziali investitori e affianca il management in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo.
“Puntiamo ad accelerare lo sviluppo delle nostre attività – dichiara Carlo Robiglio – con una marcata attenzione alla possibilità di consolidare ed espandere la nostra presenza sui mercati esteri.
Siamo assolutamente orgogliosi, come gruppo Ebano e nello specifico come Cef Publishing, di entrare nel progetto Elite, innanzitutto perché si tratta di una grande opportunità di crescita culturale: non solamente uno strumento di crescita per l’azienda ma innanzitutto per me come imprenditore per comprendere dinamiche che fino a oggi non mi sono state note ma che mi possono permettere di ingrandire l’azienda e di renderla sempre più competitiva. Ritengo che questo percorso, nei prossimi anni, ci darà grandi possibilità, non solamente di crescita ma anche di comprensione dei meccanismi che possono far sì che nuovi traguardi come l’internazionalizzazione non restino una chimera ma possano diventare un obiettivo tangibile.
Ebano tramite la controllata CEF Publishing entrerà a far parte di una community, quella di ELITE, caratterizzata di oltre 600 aziende di 25 Paesi in tutto il mondo, in rappresentanza di 36 settori che generano oltre 50 miliardi di euro di ricavi aggregati, peroltre 215.000 occupati. (foto: Antonino Cannavacciuolo, Carlo Robiglio)

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Formazione manageriale: le migliori esperienze di online

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

School of Management del Politecnico di MilanoMilano 19 settembre, ore 8.30 Campus Bovisa, via Lambruschini 4C (building 26A) la School of Management del Politecnico di Milano ospiterà martedì 19 settembre nel proprio Campus in Bovisa La School of Management del Politecnico di Milano organizzato in collaborazione con EMFD Global Network. Si tratta infatti del primo convegno internazionale sui sistemi di certificazione dei corsi online e sugli standard a cui devono attenersi i percorsi internazionali, anche quelli dedicati alle imprese, aspetto non banale in un momento in cui in internet proliferano proposte tra cui non è facile orientarsi.
Il symposium rappresenterà appunto un’occasione di incontro e di scambio delle migliori esperienze sull’online learning da parte delle business school che possono vantare corsi certificati EFMD, una delle istituzioni più prestigiose a livello europeo nella promozione e nella valutazione della formazione e dello sviluppo manageriale.
“Per la School of Management del Politecnico di Milano – che per prima in Italia ha erogato un EMBA in digital learning, il Flex EMBA, premiato da AMBA tra i 6 più innovativi al mondo e che permette di acquisire le stesse competenze e relazioni di un master tradizionale beneficiando però dei vantaggio offerti dalle più moderne tecnologie – essere scelti da EFMD per ospitare questo convegno è un riconoscimento importante e uno stimolo a proseguire su questa strada”, commenta Federico Frattini, Direttore dei programmi MBA ed Executive MBA e della Divisione Digital learning della School of Management del Politecnico di Milano. “Non a caso, l’online learning è ormai centrale in tutta la nostra offerta di master e corsi, anche per aziende”. Una delle sessioni del symposium, che è riservato a esperti del settore, sarà appunto dedicata al tema “Learning in the Corporate World”: tra gli ospiti, top manager di importanti aziende che racconteranno il loro punto di vista su come l’online learning possa essere adottato in un contesto corporate.

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La Caritas di Roma promuove una nuova edizione del Corso base di formazione al volontariato

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

Logo caritasRoma il corso base inizierà il 16 ottobre per concludersi il 28 novembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato.Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – che esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione.Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 51 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids. Per iscrizioni – fino al 13 ottobre – rivolgersi all’Area Educazione al Volontariato della Caritas diocesana di Roma, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16 (foto: logo caritas)

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Roma: Selezione e formazione dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

laura baldassarreRoma.“Voglio ringraziare l’amministrazione capitolina per la disponibilità e la sensibilità dimostrate nella promozione del bando finalizzato alla selezione e alla formazione dei tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. Si tratta di una figura che sta raccogliendo moltissime adesioni: siamo a circa 300 e la maggior parte proviene dal territorio di Roma Capitale. Auspico che sia soltanto l’avvio di un percorso virtuoso, perché servirà sempre maggiore partecipazione”, così il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti.Le principali funzioni che il bando, pubblicato il 20 giugno, assegna alla figura del tutore volontario sono:
– svolgere il compito di rappresentanza legale assegnato agli esercenti la responsabilità genitoriale;
– perseguire il riconoscimento dei diritti della persona minore di età senza alcuna discriminazione;
-promuovere il benessere psico-fisico della persona di minore età;
– vigilare sui percorsi di educazione ed integrazione tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni;
– vigilare sulle sue condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione;
– amministrare l’eventuale patrimonio della persona di minore età
“Stiamo sviluppando una sinergia e una collaborazione sempre più proficua con il Garante, che approderà nell’elaborazione di un protocollo d’intesa. Mi auguro che la partecipazione registri una crescita progressiva, poiché il tutore svolge funzioni essenziali e imprescindibili per assicurare ai minori non accompagnati percorsi di inclusione e integrazione basati sulla tutela dei diritti umani”, commenta l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Corsi di formazione scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

scuolaPartono da oggi, con l’avvio del nuovo anno scolastico, i corsi di formazione che permettono di assolvere l’obbligo di istruzione e formazione: un‘opportunità ulteriore per i ragazzi usciti dalla scuola media. Sono principalmente corsi triennali per il conseguimento della qualifica professionale, rivolti ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni che devono assolvere l’obbligo formativo, ma possono parteciparvi anche i giovani sotto i 25 anni privi di qualifica o diploma e assunti con contratto di apprendistato. Integrano l’offerta i percorsi annuali per il conseguimento del diploma professionale di IeFP (Istruzione e formazione professionale), rivolti ai giovani fino ai 24 anni che sono già in possesso di una qualifica IeFP e che vogliono completare il loro percorso di studi. Nella città metropolitana di Torino questi percorsi di qualifica coinvolgono ogni anno circa 6.500 giovani, inseriti in 330 corsi, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, dello Stato e della Regione, per un importo di 47 milioni di euro.
Si tratta da sempre di un’offerta flessibile e articolata, capace di adattarsi alle diverse esigenze dei ragazzi che scelgono un percorso di studi orientato alla pratica professionale e a un più rapido ingresso nel mondo del lavoro. Alcuni dei corsi attivati saranno realizzati secondo il modello “duale”, che prevede l’alternanza tra attività formative in aula e in impresa per favorire l’occupabilità giovanile, promuovendo una maggiore interazione tra domanda e offerta di lavoro. La programmazione dei percorsi è stata definita nel rispetto degli standard formativi regionali e dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep) individuati in campo educativo. I Lep si riferiscono a diritti fondamentali che devono essere garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale, come l’accesso al sistema educativo, la qualità del servizio e dell’insegnamento, l’integrazione fra istruzione e formazione, le pari opportunità di genere, l’integrazione dei soggetti deboli e il diritto all’apprendimento lungo tutto il corso della vita.
I corsi sono distribuiti su tutto il territorio metropolitano, per avvicinare il più possibile l’offerta formativa alle residenze dei ragazzi. Gli ambiti professionali spaziano dai settori produttivi consolidati a quelli più innovativi: dalla ristorazione ai servizi alla persona, dall’elettronica alla meccanica, fino ai servizi per le imprese e al settore della grafica e multimedialità. Accanto ai tradizionali corsi triennali di qualifica, sono previsti interventi specifici per i giovani a rischio di esclusione dal sistema tradizionale dell’istruzione, per le persone con disabilità e per chi ha abbandonato prematuramente gli studi.

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Come saranno scelti e formati i nuovi insegnanti? Arriva il decreto Miur che crea graduatorie inutili

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneSi delinea il lungo percorso che, dalla pubblicazione del bando sino all’effettiva immissione in ruolo, comporterà non pochi anni d’attesa prima di assistere a vere e proprie immissioni in ruolo: potranno essere 4-5 anni per i soli laureati, almeno un paio per gli attuali abilitati all’insegnamento. Il docente vincitore di concorso, anche riservato, inoltre, rimarrà a lungo precario. Anzi, il paradosso è che oggi guadagna di più di quello che andrà a percepire, all’inizio, con il nuovo modello formativo-selettivo. Inoltre, fino all’ultimo momento potrà essere considerato non più idoneo alla professione. Per il sindacato è illegittimo cancellare da Graduatoria ad Esaurimento o di Merito chi ha un contratto a tempo determinato: questi docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio, come ci dice l’UE dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati, abilitati. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché inventare nuove graduatorie per assumere qualcuno con tre anni di ritardo? Ancora di più perché i destinatari sono già collocati in graduatorie ben definite. Lo svolgere un contratto da supplente a stipendio iniziale dopo essere stato inserito nelle Grame non equivale poi all’assunzioni nei ruoli. Come è assurdo bandire nuovi concorsi riservati, quando un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento e la chiusura delle GaE. È una decisione illogica, che allontana l’Italia dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea: il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di espressioni dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame.Anief, pertanto, invita il personale non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione, gli scatti di stipendio non percepiti e anche per il conferimento dei mesi estivi non corrisposti: per maggiori informazioni ed eventualmente aderire cliccare qui.Diventano operative le nuove procedure che dal prossimo anno, dopo un lungo iter selettivo-formativo, porteranno in cattedra i nuovi insegnanti della scuola pubblica: il Miur ha infatti pubblicato, in questi giorni, attraverso il D.M. n. 616 del 10 agosto 2017, le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari e accademici di cui all’art. 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 5 per accedere ai concorsi a cattedra. I percorsi formativi, illustra l’articolo 3 del D.M., consistono in attività formative e relativi esami per un totale di 24 crediti relativi a precisi ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; psicologia; antropologia; metodologie e tecnologie didattiche generali: “Ciascun percorso – si legge ancora nel D.M 616 – è articolato in modo che ogni studente acquisisca i 24 crediti garantendone comunque almeno sei in almeno tre dei quattro ambiti disciplinari”.
L’accesso alla nuova fase selettiva-formativa prevede anche il progressivo reclutamento degli attuali precari con almeno 36 mesi di supplenze svolte. “Per i docenti abilitati e specializzati – riassume Orizzonte Scuola – il percorso, che condurrà all’immissione in ruolo, consiste nella partecipazione ad una procedura concorsuale per soli titoli (bandita entro febbraio 2018) e un colloquio non selettivo. Il colloquio è di natura didattico-metodologica e non prevede un punteggio minimo. I docenti partecipanti saranno graduati, in una graduatoria regionale di merito ad esaurimento, sulla base dei titoli e della valutazione del colloquio (che peserà per il 40% rispetto ai titoli). L’ammissione alla graduatoria regionale di merito avviene a domanda degli interessati. Dalla predetta graduatoria i docenti saranno poi ammessi, per scorrimento, ad un percorso di un solo anno corrispondente al terzo del percorso FIT (formazione iniziale e tirocinio), superato il quale potranno accedere al ruolo”. Inoltre, “la partecipazione alla procedura concorsuale è consentita in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per le quali sia abilitato o specializzato. Non possono partecipare alla procedura i docenti di ruolo”.Il percorso concorsuale e formativo si prevede decisamente più complesso ed esteso, invece, per chi non è in possesso dell’abilitazione all’insegnamento ma solo di laurea magistrale: “Per i docenti non abilitati con almeno 3 anni di servizio – continua la rivista – è previsto un concorso riservato, consistente in una prova scritta e una orale, vinto il quale si viene ammessi (con le dovute deroghe relative agli anni di frequenza e ai crediti da acquisire) al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), svolgendo il primo e il terzo anno. Superato il percorso FIT si accede al ruolo”. Anche in questo caso, “la partecipazione alla procedura concorsuale è consentita in un’unica regione per tutte le classi di concorso o tipologie di posto per le quali abbia maturato un servizio di almeno un anno, fermo restando il requisito complessivo dei tre anni”. Sempre per i non abilitati, inoltre, si prevede che “al termine del terzo anno del percorso, previo superamento dell’esame finale, si accederà al ruolo. La scelta dell’ambito scolastico definitivo di assegnazione del docente al momento dell’accesso al ruolo è effettuata dagli interessati nell’ordine della graduatoria stilata in base al punteggio conseguito nell’esame finale”. Infine, “la procedura concorsuale è bandita entro il 2018 ed ha cadenza biennale”. È bene ricordare che i precari ammessi al terzo anno del percorso FIT saranno automaticamente depennati “da tutte le graduatorie di merito, ad esaurimento e di istituto in cui si è inclusi”.Quello che si è delineato, pertanto, è un lungo percorso, che dalla pubblicazione del bando sino all’effettiva immissione in ruolo, comporta alcuni anni di attesa: possono essere 4-5 per i soli laureati, almeno un paio per gli attuali abilitati all’insegnamento. Il docente vincitore di concorso, pure riservato, inoltre, fino all’ultimo momento prima dell’assunzione a tempo indeterminato, può in teoria essere considerato non più idoneo alla professione di docente. Ritrovandosi, paradossalmente, fuori dai giochi anche una volta giunto a un passo dalla stabilizzazione a titolo definitivo e dopo anni di sacrifici professionali non indifferenti.
Per il sindacato Anief, questo nuovo modello di reclutamento del personale docente, comprensivo di fase transitoria, lascia molto a desiderare. Prima di tutto perché appare illegittimo cancellare da Graduatoria ad Esaurimento o di Merito chi ha un contratto a tempo determinato: tali docenti, sempre con titoli e 36 mesi di servizio svolto, come ci dice l’Unione Europea dal 1999, andavano assunti subito. Sono laureati, selezionati e abilitati all’insegnamento. E per quelli che non lo sono, bastava riconoscere loro un anno di corso accademico per confermare l’abilitazione che hanno conseguito nel campo. “Liberandosi dal bluff dell’organico di fatto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – tutto ciò sarebbe stato possibile e avrebbe anche estirpato una volta per tutte la piaga della supplentite. La quale, invece, attraverso la Buona Scuola è stata solo sfiorata, visto che anche quest’anno gli uffici scolastici si apprestano a stipulare almeno 90mila contratti fino al 30 giugno o 31 agosto. Riteniamo inoltre assurdo bandire dei nuovi concorsi riservati, dal momento in cui un terzo dei posti destinati alle prossime assunzioni andrà vacante per il mancato aggiornamento (aperto a tutti) e la perdurante chiusura delle GaE. Non c’era bisogno, poi, in presenza di abilitati dallo Stato, di inventare nuove graduatorie per assumere qualcuno con tre anni di ritardo. Ancora di più perché i destinatari sono già collocati in graduatorie ben definite”. Ma c’è anche un altro aspetto che non convince: sottoscrivere un contratto da supplente a stipendio inziale dopo essere stato inserito nelle Grame, le nuove Graduatorie di merito regionali, non equivale a una vera e propria assunzione nei ruoli dello Stato. Quindi, il precario rimane tale anche dopo aver vinto il concorso. Anzi, il paradosso è che oggi guadagna di più di quello che andrà a percepire, per alcuni anni, con il nuovo modello formativo-selettivo.“È una decisione illogica – dice ancora Pacifico – che allontana l’Italia sempre più dalle sentenze della Suprema Corte di Giustizia Europea che riconoscono la stessa progressione stipendiale tra i supplenti e i colleghi di ruolo: il modello escogitato non tiene conto nemmeno delle migliaia di sentenze dei giudici del lavoro che condannano lo Stato italiano al risarcimento danni e al pagamento degli scatti automatici anche ai precari, oltre al fatto che la questione dei risarcimenti è tornata proprio in questi giorni a Lussemburgo per un nuovo esame”.

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Imprese: Piccolo è bello ma vale ancora il detto?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

reti impresaLa formazione di aziende familiari è stata a lungo incoraggiata in Italia eppure le tendenze dell’economia europea sono di segno opposto e vanno verso unità produttive di sempre maggiori dimensioni. Nel 1950 l’Italia, insieme a Spagna e Portogallo, faceva una netta eccezione all’interno di una Europa agricola dove oltre il 90% delle forze di lavoro era costituita dall’imprenditore e dalla sua famiglia. In questo campo l’industrializzazione permetteva di promuovere il consumo dei prodotti ortofrutticoli e zootecnici e riduceva, al tempo stesso, i tempi morti del lavoro agricolo, esaltando la piena occupazione contadina. Non solo. Il centro degli interessi economici dei poderi veniva spostato alla fabbriche consentendo ai piccoli imprenditori un minore stress. Questa intesa si infranse con la crescente rapida richiesta di manodopera non agricola che alla fine non ridusse le residue sacche della sottoccupazione, ma travolse le più piccole tra le aziende familiari. Nonostante ciò, ancora nel 1975, nel quadro dell’Europa dei 12, le forze di lavoro familiari, calcolate in unità standard (le cosiddette Ula) rappresentavano il 78,2% dell’occupazione agricola. In questo contesto spiccava, con il 66,9% il caso italiano. 20 anni dopo le statistiche scontano l’aver inglobato nell’Europa un intero stato, la Germania Est) dall’agricoltura esclusivamente basata sul lavoro dipendente. Con tutto ciò le forze di lavoro familiari rappresentavano ancora il 75,7%. Ma va anche detto in proposito che lo sviluppo economico consente alle piccole unità familiari di controllare maggiori aree. Un tempo l’ex-zappatore poteva a stento coltivare tre ettari con suo strumento oggi può farlo agevolmente e con minore fatica con cento o duecento dall’alto del trattore e grazie a congegni sempre più sofisticati e a logiche cooperativistiche. Semmai si sta sviluppando la tendenza da parte delle imprese familiari di acquisiste manodopera salariata. Il progresso dovrebbe, quindi, spingere verso l’alto le frontiere dell’azienda familiare come se alla sua attitudine produttiva non ci fossero più limiti. Resta aperto l’interrogativo posto in premessa: continua ad essere bello a fare i piccoli o non vi è più convenienza a farlo? Ed ancora questo vale, se si, in agricoltura più che nel settore industriale? (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

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La formazione in medicina generale cambia passo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

firenzeFirenze. “Con il Decreto del Ministro della Salute viene aperto il concorso per il corso di formazione specifica in medicina generale anche alla coorte dei laureati di marzo 2017 che si abiliteranno a luglio. Consideriamo questa possibilità, già presente da tempo nei concorsi per le scuole di specializzazione, di grande utilità per sanare sperequazioni ed ingiustizie del passato”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), giudica positivamente l’armonizzazione dei tempi amministrativi con quelli formativi (in seguito alla modifica del Decreto Ministeriale 7 marzo 2006 sui Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale). “Per la formazione in Medicina Generale esistono necessità che vanno tuttavia ben al di là dell’armonizzazione dei tempi amministrativi – sottolinea il dott. Cricelli -. E’ infatti ormai indispensabile l’avvio di una profonda revisione dei contenuti e delle modalità formative del medico di medicina generale del domani, impegnato nella cura e nella gestione del paziente cronico e fragile, nella cura della persona con disturbi acuti non differibili, ma anche impegnato in attività di prevenzione, sia individuale che di comunità, e che sia in grado di organizzare e gestire contesti in continuo mutamento attraverso il management clinico delle cure primarie. La medicina generale è diventata una disciplina matura e complessa e questo ha notevoli ripercussioni nell’ambito formativo”. Questo tema sarà affrontato il 14 ottobre in un workshop organizzato di concerto con la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia) a cui parteciperanno politici, esperti e tecnici dell’argomento oltre a protagonisti e fruitori della formazione con l’obiettivo di analizzare scenari e percorsi e di aprire un tavolo equilibrato che porti alla evoluzione della formazione post laurea del futuro.

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Manifestazione dedicata al Lavoro e alla Formazione

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

job zoneRoma. Dall’11 al 14 maggio, presso il Centro Commerciale Romaest, Via Collatina 858, si terrà, per la prima volta nella Capitale, Job Zone, la manifestazione dedicata al lavoro, alla formazione dedicata all’orientamento scolastico e post-scolastico.
L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio dal Comune di Roma, Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro, rappresenta uno spazio libero in cui domanda e offerta avranno la possibilità di incontrarsi e comunicare, scambiandosi informazioni dirette e strumenti concreti, al fine di favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, attraverso l’acquisizione di abilità e competenze da utilizzare nella ricerca di un nuovo impiego.
Durante la manifestazione, le aziende e gli enti partecipanti raccoglieranno i curriculum vitae presso gli appositi stand al piano terra, inoltre, sarà possibile sostenere dei colloqui di preselezione, usufruire dei servizi gratuiti di consulenza e di servizio revisione CV, oltre a poter consultare una bacheca annunci.
Nelle giornate di giovedì 11 e venerdì 12 maggio, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, presso l’area della food court al 2° piano, si terranno due conferenze sul tema “Giovani e Lavoro” dedicate alle Scuole Secondarie di Secondo Grado di Roma, in particolare del territorio limitrofo a Romaest. Il 12 maggio, tra gli altri, interverrà anche il Prof. F. Avallone, Magnifico Rettore dell’Università Unitelma Sapienza – Università degli Studi di Roma. Inoltre, il 12 e 13 maggio, (area food court, 2° piano) sono previsti due corsi di formazione gratuiti. Il tema sarà scelto dai ragazzi attraverso una votazione su Facebook, tra gli argomenti proposti in un sondaggio a questo link: http://bit.ly/jobzone-votailcorso. I seminari gratuiti, saranno tenuti da SoWhat Factory, agenzia specializzata nel web marketing. (foto: job zone)

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