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Il convento di Santa Maria della Basella

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2009

Basella è una frazione del comune di Urgnano a 15 Km da Bergamo, sulla provinciale per Crema. E’ un piccolo borgo, adagiato sulla destra del fiume Serio; e non offirebbe spunti per la cronaca, se più di sei secoli fa non fosse stato teatro di un avvenimento che trascende la cronaca: l’apparizione della Madonna, avvenuta la prima volta il 7 e poi l’otto aprile del 1356 ad una ragazza del luogo, Marina Casone. Quella mattina, Marina si recò a visitare il campiello di famiglia. Trovò compromessi i germogli per una forte brinata e disperata invocò la Vergine la quale apparve indicandole il luogo di un’antica chiesetta a lei consacrata. Le disse che se fosse stata restaurata il raccolto sarebbe stato salvato. La chiesetta era sepolta, ma alcuni volenterosi riuscirono a riportarla alla luce e a restaurarla. Il vescovo di Bergamo i primo maggio del 1356 pose la prima pietra del nuovo santuario dedicato alla vergine. La Chiesa fu ampliata nel 1460 da Bartolomeo Colleoni e vi fu annesso un convento di frati domenicani. Ora il convento è abitato dai Missionari passionisti. Oggi accanto al convento è stata costruita la nuova sede del Museo e Villaggio Africano, il cui scopo è quello di diffondere e far conoscere l’arte e la cultura dell’Africa subsahariana. I proventi del Museo vengono devoluti alle missioni dell’Africa. All’interno del Santuario è presente anche una biblioteca contenente volumi che vanno dal XIV al XVIII secolo.
Il museo africano dei passionisti di Basella: Le tele esposte sono state divise per genere pittorico e sono in grado di condurre il visitatore attraverso le immagini dei villaggi, città, animali, storia e tradizioni nell’intento di scoprire un continente che sa esprimersi egregiamente nell’arte figurativa. Sono presenti diversi batik provenienti dalla Tanzania, realizzati secondo l’antica arte di decorare i tessuti con l’utilizzo di sostanze coprenti e che non assorbono il colore (come ad esempio la cera liquida o la paraffina). Sono soprattutto le tele dei Tingatinga che donano al salone espositivo un grande angolo di luce e colore. Le opere esposte appartengono a sei dei più famosi artisti dell’omonima cooperativa di Dar Es Salama, nata come successione dell’artista Edward Saidi Tingatinga (1932-1972) conosciuto come il pittore dei cinque grandi animali del continente africano: l’elefante, il leone, la giraffa, l’ippopotamo e l’antilope. Seguono dipinti dal Senegal e dalla Tanzania con modalità e tecniche diverse. Dalla parte occidentale dell’Africa provengono invece le pitture sul vetro, specialmente diffuse in Senegal. Sul tema della mostra contemporanea il museo propone ai gruppi di scolaresche e ai visitatori della domenica l’esperienza dei laboratori didattici, dove tra pennelli, sabbie, cera e colori ci si cimenta in nuove forme artistiche.

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