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Posts Tagged ‘forniture’

«Invitare Regioni a programmare forniture farmaci per l’emergenza Covid»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Roma. Le terapie intensive sono di nuovo sotto pressione e scatta l’allerta anche da parte delle industrie farmaceutiche chiamate come nella prima ondata della pandemia a garantire continuità nella fornitura dei medicinali necessari sia nella prima linea ospedaliera che nella seconda linea domiciliare per i casi meno gravi.A segnalare i rischi derivanti dalla mancata programmazione dei fabbisogni da parte delle Regioni, in una lettera inviata venerdì al ministro della Salute, Roberto Speranza e al direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini, è il presidente EGUALIA, (già Assogenerici), Enrique Häusermann.«Sin dallo scorso Marzo le associazioni di categoria dell’industria del farmaco in Italia sono incessantemente al lavoro con l’Unità di Crisi costituita presso l’AIFA, per garantire adeguate scorte di medicinali utilizzati per la gestione dei pazienti trattati, dentro e fuori le terapie intensive, per la malattia da SARS COV-2. – scrive Häusermann -. Da allora la collaborazione istituzionale non si è mai interrotta». «In queste ultime settimane – prosegue il presidente EGUALIA – di fronte al progredire della diffusione del virus, attraverso la suddetta Unità di crisi abbiamo aumentato il livello di attenzione per la necessità di stoccaggio preventivo dei farmaci essenziali in particolare per le terapie intensive. Da circa 4 mesi è attivo un dialogo costante con le Regioni per un progetto di quantificazione dei fabbisogni, in grado di garantire per il futuro un’adeguata fornitura dei medicinali necessari. Ma i segnali di risposta a questo progetto da parte delle autorità regionali sono ancora parziali». Di qui l’esplicita richiesta a Ministero della Salute ed Aifa di «sensibilizzare le Regioni affinché procedano nella quantificazione dei fabbisogni di sicurezza e provvedano agli acquisti delle quantità di medicinali necessari, consentendo all’Unità di Crisi di rispondere efficacemente ad ogni possibile scenario».L’effetto della mancata programmazione preoccupa l’industria farmaceutica, che opera attraverso una catena di approvvigionamento globale chiamata a rispondere alle esigenze di tutti i continenti coinvolti nella pandemia. «Se dovessimo andare di nuovo incontro ad una massiccia domanda di medicinali per le terapie intensive senza adeguata programmazione e senza la previsione di specifici stock di sicurezza, l’attivazione della catena produttiva non potrà avvenire con la velocità attesa – conclude Häusermann – E tale scenario non potrebbe, peraltro, nemmeno essere mitigato da eventuali giacenze di stock a livello regionale che invece di essere state mantenute dopo la fase più critica, sono state rimandate indietro alle aziende farmaceutiche attraverso procedure di reso o annullamento degli ordini già inviati».

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Emergenza coronavirus: Huawei dona tecnologia e forniture sanitarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Huawei Italia fornirà dispositivi di protezione e soluzioni tecnologiche per far fronte alla situazione di emergenza causata dalle infezioni da Covid-19. Inoltre l’azienda ha istituito un’unità interna di crisi al fine di collaborare al meglio con le istituzioni nazionali e locali e avviare azioni di sostegno concertate con gli operatori di telecomunicazioni e i propri partner.La società ha già donato 1.000 tute protettive destinate ad alcuni ospedali di Milano e 200.000 mascherine tipo FFP2 CE sono in arrivo dalla Cina.Gran parte del piano di aiuti si basa sulla tecnologia. A partire dai dispositivi fino alla connettività di rete ad alte prestazioni, una gamma completa di soluzioni sosterrà l’enorme sforzo che l’intero Paese sta compiendo in questa difficile situazione.Huawei si offre di facilitare lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i team sanitari italiani e cinesi attraverso la sua piattaforma di collaborazione cloud Welink. L’azienda ha già supportato l’emergenza sanitaria in Cina e pertanto mette a disposizione l’esperienza acquisita in quell’occasione e il rapporto con le strutture sanitarie delle aree critiche cinesi che adesso stanno uscendo dalla fase più acuta dell’epidemia.Inoltre saranno fornite apparecchiature per reti Wi-Fi 6 a 10 strutture ospedaliere provvisorie al fine di consentire le comunicazioni con gli altri enti sanitari. Huawei sta lavorando con alcuni dei suoi partner per creare una piattaforma di videoconferenza ad hoc in grado di garantire una connessione in tempo reale tra gli ospedali nelle aree rosse e l’unità di crisi nella regione di appartenenza o l’ente governativo designato, garantendo il continuo coordinamento dell’emergenza da remoto. Sarà possibile consultare esperti di diverse regioni e condividere informazioni in tempo reale.Huawei partecipa all’iniziativa “Solidarietà Digitale” promossa dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano. L’azienda donerà 500 tra tablet e smartphone che verranno destinati ad alcuni ospedali italiani per consentire le comunicazioni tra i pazienti e i propri familiari.

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MicroStrategy presenta MicroStrategy 10.6™

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2017

tysons-corner-virginiaTYSONS CORNER, Virginia (Stati Uniti), MicroStrategy® Incorporated (Nasdaq: MSTR), leader mondiale nella fornitura di piattaforme software aziendali, ha annunciato oggi l’uscita al pubblico di MicroStrategy 10.6, l’ultima funzione per la piattaforma aziendale MicroStrategy 10™. Questo aggiornamento prevede nuove opzioni nella distribuzione di dashboard con interattività offline e introduce un motore di esportazione che migliora la formattazione e la consegna di dashboard personalizzate agli utenti finali all’interno dell’azienda. Questa nuova funzione inoltre aggiunge una certificazione per nuove fonti di dati e offre nuove capacità di visualizzazione mappe per MicroStrategy Web™ e MicroStrategy Mobile™. L’uscita di MicroStrategy 10.6 segue il recente comunicato aziendale che annunciava la possibilità per chiunque di scaricare gratuitamente MicroStrategy Desktop™.“Migliaia di utenti stanno provando MicroStrategy Desktop per la prima volta, in più con la capacità di accesso, visualizzazione e analisi di un’ampia gamma di dati, esistono infinite possibilità di trasformazione dei risultati aziendali”, ha affermato Michael J. Saylor, Amministratore delegato di MicroStrategy Incorporated. “Attualmente le organizzazioni possono sfruttare MicroStrategy 10.6 per pianificare e distribuire dashboard personalizzate a utenti MicroStrategy Desktop, consentendo a ogni utente di prendere decisioni aziendali proattive in base ai dati in suo possesso”.
MicroStrategy 10.6 fornisce un motore di esportazione aggiornato con nuove capacità che migliorano la possibilità di condividere le dashboard in formato PDF. Il nuovo motore di esportazione è un micro-servizio separato che viene installato insieme a MicroStrategy Server, fornendo ai clienti MicroStrategy opzioni di distribuzione flessibili e una maggiore stabilità del prodotto.
Questa nuova funzione consente agli utenti MicroStrategy Web di generare file PDF formattati con supporto per mappe, D3 e altre visualizzazioni personalizzate, contenitori HTML e contenuto HTML-tag. Le capacità di impaginazione intelligente permettono di trasferire il contenuto delle dashboard all’interno del PDF in pagine separate, rendendo estremamente facile la realizzazione di report con grandi griglie che mostrino chiaramente linee e colonne in maniera altamente formattata. Tra gli altri vantaggi figura il supporto per dashboard con molteplici fogli e pannelli, segnalibri PDF per un’organizzazione migliorata e una navigazione facile oltre a immagini incorporate.
Fondata nel 1989, MicroStrategy (Nasdaq: MSTR) è un leader mondiale nella fornitura di piattaforme software aziendali. La missione dell’azienda è fornire ai clienti aziendali una piattaforma software di prim’ordine a livello mondiale e dei servizi di esperienza che permettano di utilizzare applicazioni di intelligence uniche.

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Gas: i deputati esprimono grave preoccupazione per il progetto Nord Stream 2

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2016

strasburgo-parlamento-europeoNel dibattito di lunedì sera a Strasburgo con Miguel Arias Cañete, commissario sull’azione per il clima e l’energia, i deputati hanno dichiarato che il progetto Nord Stream 2 va contro gli obiettivi dell’Unione dell’energia, danneggia la solidarietà tra gli Stati membri e dovrebbe essere considerato da un punto di vista sia geopolitico, sia economico.Diversi deputati hanno sottolineato che Nord Stream 2 non promuoverebbe la diversificazione, ma al contrario aumenterebbe la dipendenza da un unico fornitore. Alcuni hanno sostenuto che il progetto non è giustificato economicamente o in termini di azione climatica, riflettendo invece le motivazioni geopolitiche. La maggior parte dei deputati ha chiesto alla Commissione europea di porre fine al progetto Nord Stream 2 nel più breve tempo possibile.Il commissario Cañete ha detto che il progetto “probabilmente cambierebbe la configurazione attuale del mercato del gas” e che la Commissione aveva contattato le autorità tedesche per ottenere tutti gli elementi necessari per valutare il progetto. Cañete ha sottolineato che il diritto dell’Unione deve essere applicato a tutti gli aspetti del progetto Nord Stream 2 e che “tutti i progetti devono essere allineati alle politiche dell’Unione dell’energia”.Il progetto del gasdotto Nordstream 2, gestito da un consorzio guidato dalla società del gas russo Gazprom, mira a costruire nuovi gasdotti che raddoppierebbero la capacità dell’attuale collegamento gas Nord Stream esistente tra la Russia e la Germania settentrionale sotto il Mar Baltico. I nuovi gasdotti potrebbero essere completati entro la fine del 2019.

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SACE, Turchia: 200 mln garantiti a sostegno di forniture italiane a TOFAS

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2015

turchia-ist3ACE ha garantito un finanziamento di 200 milioni di euro a sostegno di nuove forniture da parte di FCA Italy a TOFAS (Türk Otomobil Fabrikası A.Ş.), il maggiore gruppo automobilistico turco partecipato in joint venture da Fiat Chrysler Automobiles e Koc Holding.
Il finanziamento, erogato da HSBC, supporta l’approntamento di nuovi modelli (sia station wagon sia hatchback) per rafforzare l’offerta del gruppo automobilistico turco che, con un network di 75 dealer e 115 punti vendita nazionali, distribuisce tutti i marchi Fiat in Turchia e in diversi mercati esteri, dove concentra il proprio fatturato. La ripresa dei consumi interni e il posizionamento della Turchia tra i maggiori poli esportativi europei nel comparto automobilistico sono alla base delle prospettive positive attese per l’export italiano che, secondo le previsioni di SACE, crescerà nel Paese a un tasso medio del 2,3% nei prossimi quattro anni.
SACE, che opera in Turchia attraverso l’ufficio di Istanbul, ha un portafoglio d’impegni assicurati nel Paese in crescita costante: passato negli ultimi 3 anni da 1,2 miliardi (2012) agli attuali 2,3 miliardi di euro. Nel corso del 2014 e della prima metà del 2015, SACE ha assicurato transazioni e approvato nuove garanzie a sostegno di export e investimenti di imprese italiane per circa 600 milioni di euro, principalmente nel settori dell’automotive, dell’acciao e della meccanica strumentale.

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Manovra: Norme su forniture energia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Secondo la nuova clausola, “a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”. Si tratta di una decisione impressionante nella sua imbecillità, stupisce che per decreto non si sia stabilito anche che dal mese prossimo diminuiscano le emissioni di CO2, il prezzo della benzina e quello della panna montata. O che i 204 operai della Bessel di Santa Maria Hoè (Lecco) siano rintegrati in fabbrica e che la la Candy sospenda il trasferimento della produzione in Cina. Siamo in un momento di transizione energetica, con un comparto fra i pochissimi che genera fatturato e posti di lavoro ed attrae investimenti, già danneggiato dai recenti “stop and go” sugli incentivi, in attesa di quelli nuovi per le fonti di calore, sempre guardato con titubanza dall’estero per l’inaffidabilità delle sue leggi ed ecco che un ministro detto della semplificazione semplifica talmente la realtà da sconfinare nel mondo della fantasia, aimè la fantasia al potere! Gli oneri in bolletta non si abbassano per decreto, si abbassano con una azione politica intelligente e lungimirante basata sulla conoscenza del sistema elettrico, non su fantasie. Questo governo non ha mai avuto una strategia energetica, solo parole d’ordine e slogan. Ma con gli slogan non si governa si prende in giro la gente. Se in questo governo esiste qualcuno dotato di un minimo di raziocinio, per favore batta un colpo. (Roberto Meregalli)

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Giornata mondiale dell’acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

In tutto il mondo, 1,1 miliardo di persone non ha accesso a forniture di acqua potabile e ogni anno circa 1,4 milioni di bambini muoiono per malattie prevenibili legate all’acqua, come la diarrea. In Pakistan 60 milioni di persone non hanno accesso all’acqua sicura e ogni anno più di 100.000 bambini muoiono per aver bevuto acqua non potabile. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua in Pakistan si vuole sottolineare l’importanza dell’acqua potabile per la salute e lo sviluppo economico sociale dei bambini e delle loro famiglie. Il tema di quest’anno, potabile. Le malattie legate all’acqua sono collegate alla scarsa qualità delle acque al momento dell’utilizzo, ad esempio quando viene consumata a casa o a scuola. Secondo una ricerca del Pakistan Council for Research in Water Resources oltre l’80% dei campioni di acqua sono stati contaminati con batteri al momento dell’utilizzo. L’UNICEF sta collaborando con alcuni partner – tra cui il Ministero dell’Ambiente del governo pakistano e UN HABITAT e alcune scuole – per promuovere una campagna – con protagonista il bambino – per purificare l’acqua al momento dell’utilizzo. Più di 840 bambini di 143 scuole di Islamabad, Rawalpindi, Lahore, Peshawar, Quetta, Vehari e Kabirwala hanno lavorato nel corso degli ultimi mesi sui modi per mantenere l’acqua potabile a casa e a scuola. I bambini presenteranno oggi le proprie idee in occasione di eventi organizzati a livello locale. I loro suggerimenti aiuteranno a costituire la base di un manuale sulla depurazione delle acque nei punti di utilizzo che verrà distribuito nelle scuole in tutto il Pakistan. In Iraq l’UNICEF e l’Unione Europea celebreranno Giornata Mondiale dell’Acqua in Iraq con iniziative in 23 scuole di tutto il paese (6 scuole di Baghdad e una scuola per ognuno degli altri 17 governatorati): verranno coinvolti 11.000 bambini della scuola elementare, che chiederanno maggiori investimenti nelle infrastrutture idriche e nella conservazione delle risorse idriche. Con il sostegno dell’Unione Europea, l’UNICEF distribuirà materiale di sensibilizzazione (t-shirt, poster, adesivi, ecc) nelle scuole; inoltre sul tema è stata lanciata una campagna televisiva. In Iraq 6 milioni di iracheni – di cui 3 milioni bambini e adolescenti- non hanno accesso all’acqua potabile.

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Haiti: Save the children

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Sono stati distribuiti medicinali e forniture ospedaliere per 85.000 tra adulti e bambini anche a Leogane e Jacmel; tra 100 e 200 persone al giorno curate in ogni clinica mobile; 3.500 i minori supportati nelle 6 aree “a misura di bambino” operative in altrettanti campi spontanei Dieci giorni dopo il disastroso terremoto che ha colpito Haiti, Save the Children sottolinea come all’interno dei campi improvvisati le condizioni igieniche e di salute degli sfollati – in particolare dei bambini – richiedano immediata risposta perché il rischio è l’esplosione di epidemie. In presenza di un gran numero di feriti che ancora non hanno ricevuto cure presso gli ospedali dell’isola, l’organizzazione ha allestito 2 cliniche mobili a Leogane, una delle città più colpite, con il 90% degli edifici danneggiati. Le cliniche stanno assistendo ognuna fino a 200 tra adulti e bambini ogni giorno: i problemi più frequenti sono fratture, tagli e lacerazioni. Inoltre il team di operatori per la salute e di dottori di Save the Children sta distribuendo aiuti medici nei campi di Port-au-Prince, Jacmel e Petit Guave, per un totale di 85.000 persone raggiunte. L’organizzazione sta quindi allestendo altre 4 cliniche mobili a Jacmel, per la cura dei bambini malnutriti attraverso la mobilitazione di un team di esperti in nutrizione e in vaccinazioni in grado di raggiungere le comunità più colpite, monitorare le donne incinte e le neo-mamme, incoraggiare l’allattamento al seno e prestare assistenza ai parti. Da giorni inoltre Save the Children è impegnata al massimo per assicurare protezione a quanti più bambini possibile: al momento sono già operative 6 aree “a misura” di bambino in altrettanti campi spontanei a Port-au.Prince e a Jacmel – per un totale di 3.500 minori seguiti – e ne saranno avviate delle altre nei prossimi giorni, in contemporanea con l’avvio delle attività di identificazione e rintraccio dei minori non accompagnati. In attesa che tutti questi bambini siano identificati e ne sia accertato lo status, e che sia ripristinato il sistema che, prima del terremoto, era responsabile della verifica dell’adottabilità dei minori haitiani, Save the Children è tornata a chiedere, in occasione della riunione dei Ministri degli Esteri della Ue, il blocco delle adozioni internazionali di minori coinvolti nel terremoto, essendo alta, allo stato attuale, la possibilità che un bambino possa essere erroneamente ritenuto orfano. Per quanto riguarda invece le adozioni internazionali dei bambini haitiani i cui documenti legali ad esse finalizzati fossero stati completati prima del terremoto, possono senz’altro andare avanti, così come possono essere inseriti in nuove famiglie i bambini che sono già stati dichiarati adottabili. Sono disponibili foto delle attività di Save the Children e case-studies dei bambini seguiti e aiutati.

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Somalia: guerra e siccità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2009

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) mette in guardia da una probabile catastrofe per fame che minaccia la Somalia con l’approssimarsi dell’autunno. I cooperanti internazionali a causa dell’inasprimento della guerra civile hanno sempre meno la possibilità di raggiungere la popolazione civile con gli aiuti umanitari. Tra l’altro gli attacchi ai cooperanti nel corso degli ultimi sei mesi è aumentato drammaticamente. Urge adesso un intervento straordinario dell’Unione Europea per portare la pace in Somalia, per poter garantire l’approvvigionamento umanitario a favore di quasi quattro milioni di persone in situazione di estremo bisogno. Tutte le parti in conflitto dovrebbero essere invitate a non ostacolare l’accesso e le forniture umanitarie per la popolazione civile. L’Unione Europea, nel corso della lotta ai pirati nel Golfo di Aden aveva anche promesso “ampie misure” per stabilizzare la Somalia. Adesso l’Unione europea deve anche passare alle azioni concrete e impegnarsi con forza per garantire la pace in Somalia. Ai due stati vicini in guerra tra loro, Eritrea ed Etiopia, deve essere impedito di spostare il proprio conflitto sul territorio della Somalia. La crisi umanitaria verrebbe ulteriormente aggravata dalla siccità, che minaccia seriamente la sopravvivenza di 700.000 nomadi nel nord della Somalia e nei vicini Puntland e Somaliland. E’ da quattro anni ormai che nella regione le precipitazioni sono completamente assenti. Ora si rischia la totale distruzione delle mandrie. Dal gennaio 2008 in Somalia sono stati uccisi 42 cooperanti e 33 operatori umanitari sono stati rapiti, 13 aiutanti sono ancora nelle mani dei rapitori. Data la crescente frequenza degli attacchi le organizzazioni ritirano il proprio personale in quanto la loro sicurezza non è più garantita. Così l’UNICEF ha dovuto sospendere la fornitura di aiuti per 85.000 bambini nel sud della Somalia per motivi di sicurezza. Regolarmente attrezzature e veicoli di soccorso delle organizzazioni umanitarie vengono derubate. Il 17 agosto è stato respinto con molta difficoltà un attacco armato notturno alla sede del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Tre degli attaccanti sono rimasti uccisi nel raid. Dagli inizi di maggio 2009 sono stati circa 280.000 i civili fuggiti in seguito alla escalation della violenza nella capitale Mogadiscio. Almeno 12.000 rifugiati erano in attesa nel nord della costa somala presso la città costiera di Bosasso nel Puntland in attesa di buone condizioni atmosferiche, per tentare la pericolosa fuga attraverso il Golfo di Aden verso lo Yemen con l’aiuto di trafficanti di esseri umani. Più di 30.000 persone dal gennaio 2009 sono fuggite via mare. Quasi 500.000 profughi provenienti dalla Somalia vivono già in condizioni di estrema povertà e indigenza in Yemen. Nel 2008, il numero dei nuovi rifugiati arrivati dalla Somalia è aumentato del 70% rispetto all’anno precedente.

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Somalia: nuove forniture di armi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2009

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha fortemente criticato il progetto USA di fornire nuove armi alla Somalia. Nel corso del suo recente viaggio in Africa, la Ministra degli esteri USA Hillary Clinton ha promesso al governo di transizione somalo il raddoppio della fornitura di armi e di munizioni da parte degli USA. Secondo l’APM, la Somalia non ha bisogno di nuove armi ma di aiuti per la ricostruzione e di mediazione tra le parti in guerra. Da maggio 2009 oltre 280.000 abitanti di Mogadiscio sono fuggiti dalla capitale. Negli scorsi tre mesi almeno 448 civili sono morti negli scontri e oltre 1.950 persone sono state ferite. Le nuove forniture di armi rischiano di fomentare ulteriormente la guerra civile in corso e di aggravare quindi il dramma dei profughi. La Clinton ha anche minacciato l’Eritrea, contribuendo così non alla soluzione del conflitto ma molto più probabilmente a un indurimento delle posizioni dei due paesi africani. La Clinton ha anche minacciato sanzioni contro l’Eritrea se questa dovesse continuare a fornire armi ai gruppi islamici somali che combattono il governo di transizione. L’unico modo per fermare la guerra che l’Eritrea combatte in Somalia contro l’Etiopia è quello di attenuare e risolvere le tensioni tra Eritrea e Etiopia. Il governo USA però non sembra intenzionato ad assumere il ruolo di mediatore tra i due paesi africani e si schiera invece dalla parte dell’Etiopia. Gli USA infatti hanno anche sostenuto militarmente il fallito intervento etiope in Somalia nel dicembre 2006. Dopo 18 anni di guerra civile la Somalia ha un urgente bisogno di aiuti alla ricostruzione. La stessa UE mette a disposizione più mezzi finanziari per la sicurezza che per la ricostruzione. L’operazione Atlanta pensata per combattere la pirateria al largo delle coste del Corno d’Africa costa 450 milioni di dollari all’anno mentre per i prossimi cinque anni l’UE prevede una spesa di soli 212 milioni di dollari per gli aiuti allo sviluppo in Somalia. Nel frattempo il governo di transizione somalo continua a perdere influenza rispetto al crescente movimento islamista. Se si vuole davvero evitare una radicalizzazione islamica del paese africano bisogna investire molto più nella ricostruzione del paese e nel dialogo tra le fazioni in lotta. La Somalia non ha bisogno di nuovi interventi militari provenienti dall’estero ma di più dialogo nel proprio paese.

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