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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘forze ordine’

Chi difende le forze dell’ordine?

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

by Agostino Spataro. Domanda affatto retorica, ma molto pertinente in questa fase critica in cui si susseguono manifestazioni violente, organizzate contro la polizia ed altre forze di sicurezza.E’ successo a Roma, a Catania, in diversi comuni della cintura napoletana dove, fra montagne d’immondizie e tifoserie facinorose, si consuma il dramma di generazioni inquiete, con poche speranze d’inserimento in un mondo sempre più escludente sul quale si allungano le ombre di un clamoroso crac finanziario internazionale che potrebbe sfociare in una devastante crisi sociale e politica… Tuttavia, prima di censurare, anche dal pulpito, il comportamento dei poliziotti bisognerebbe quantomeno attendere gli esiti delle inchieste in corso e considerare gli obblighi cui essi devono adempiere in casi simili. Perché se si salta questo ragionevole passaggio c’è il rischio di prestare il fianco a strumentalizzazioni interessate a creare confusione intorno a questa terribile disgrazia, fino a mettere in discussione l’affidabilità e il ruolo delle forze dell’ordine.Nei casi citati non si è trattato dei classici scontri di piazza tra polizia e manifestanti e nemmeno di chiassose azioni di disturbo, come quelle che solitamente avvengono nei vicoli, per coprire la latitanza o favorire la fuga di qualche scippatore, ma di qualcosa di più inquietante che si configura come una tendenza mirata a scardinare il rapporto di fiducia fra forze dell’ordine e società che in uno Stato democratico è una conquista di civiltà.Scontri violenti, irrazionali che hanno provocato arresti e denuncie e lasciato sul terreno morti e feriti. Com’è successo a Catania dove è caduto il povero ispettore Filippo Raciti, un padre di famiglia, la cui morte è rivendicata dai facinorosi e addirittura indicata come modello da riservare ad altri poliziotti. In alcuni casi le indagini, in corso o concluse, evidenziano inoltre come dietro tali rivolte ci siano capi delle tifoserie più estreme sovente operanti in combutta con pregiudicati comuni o camorristi e – come sta emergendo nel caso di Napoli – persino con dirigenti politici di maggioranza e d’opposizione. Insomma, intorno a questo fenomeno, sempre più complesso ed allarmante, si potrebbero coagulare forze ed interessi illeciti, anche fra loro diversi, che vogliono le mani libere per continuare a devastare i territori e a condizionare la politica e l’economia. Specie in città “difficili” come Palermo e Napoli, ma anche a Roma e a Verona, non bisogna sottovalutare questo fenomeno, ma considerarlo con serietà e responsabilità, evitando errori che certo non aiutano ad uscire dal guado…Il nostro vuol essere soltanto un invito alla necessaria prudenza, senza per questo sorvolare sugli errori, i nervosismi in cui sono incappate le forze dell’ordine o dimenticare i fatti gravissimi, altrettanto inquietanti, come quelli verificatisi a Genova, durante il G8, che sfociarono in una sorta di “macelleria messicana” come la definì un alto funzionario di Ps.
Oggi, però, in questi casi, è la polizia ad essere sotto accusa ingiustamente e sostanzialmente isolata all’interno del contesto sociale in cui opera.
A parte le difese “d’ufficio”, si nota, infatti, uno strano imbarazzo a prendere posizione. Non servono solidarietà formali (che pure non guastano), ma provvedimenti concreti che comincino a rimuovere le cause del grave disagio sociale e salvaguardino il ruolo e il carattere democratico dei vari corpi di polizia. Insomma, bisogna ridare alle forze dell’ordine motivazioni appropriate che ne esaltino la missione e ne migliorino le condizioni di vita e di lavoro.
Così perdurando le cose, cosa ci si aspetta dagli agenti? Che si voltino dall’altra parte o si limitino a fare gli “impiegati della sicurezza” o da eterna scorta ad una pletora di governanti e politici? Sarebbe il disastro.Generalmente, le lamentele nei loro confronti sono di segno opposto e reclamano, semmai, il ripristino dell’autorità (non il vecchio autoritarismo) della Stato democratico, di diritto.
Obiettivi non certo facili da conseguire. Soprattutto in Sicilia e in molte zone ad elevato indice di criminalità dove le forze dell’ordine devono far fronte, oltre ad una certa ostilità ambientale, a vistose carenze di mezzi e di direttive politiche appropriate.Senza dimenticare, infine, che trattasi di gente nostra, di siciliani e meridionali che rischiano la vita per poco più di mille euro al mese.
Giovani uomini e donne del meridione che rappresentano il lato A della nostra tragedia sociale ed umana, arruolati per contrastare il lato B ossia quella parte che, per bisogno o per vocazione, vive nell’illegalità o in zone contigue.
Agostino Spataro, giornalista, è stato parlamentare del PCI membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

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Sicurezza, percezione della giustizia e rapporto con le forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Sono temi di grande attualità quelli affrontati in una indagine condotta da Altroconsumo che tra l’ottobre ed il novembre 2018 ha intervistato circa 1800 persone tra i 25 ed i 74 anni, allo scopo di tracciare un quadro del nostro senso di sicurezza e confrontarlo sia con inchieste precedenti, sia con i dati oggettivi che vengono annualmente forniti dal Ministero dell’Interno ma anche con i risultati relativi ad altri Paesi europei.
Confrontando i dati ufficiali forniti dal Viminale, delitti, furti, rapine e omicidi sono oggettivamente in calo, un trend che va avanti da diversi anni. Tutto ciò però si scontra con un’aumentata percezione di insicurezza da parte dei cittadini. Basti pensare che il 37% degli intervistati coinvolti nell’indagine Altroconsumo ritiene che ci sia un alto livello di criminalità nelle ore notturne nella propria città di residenza, il 19% di giorno. Un dato che, ad esempio, in Portogallo si ferma rispettivamente al 17% (di notte) e 8% (di giorno). Grande insicurezza anche per chi utilizza i mezzi pubblici: solo 1 su 4 vi si sente sicuro di giorno (1 su 6 di notte).
Tra le persone che percepiscono un maggiore senso di insicurezza troviamo le donne e le persone con più di 44 anni. Le differenze – oltre che di genere e anagrafiche – ci sono anche a livello geografico: chi vive in aree urbane ha più paura di chi abita in zone rurali; i cittadini del Centro, Sud e Isole si sentono meno sicuri di chi abita al Nord. Anche avere un basso livello di istruzione o una situazione economica non agevole aumenta la percezione di insicurezza.Un quadro complessivo che conferma quanto si riscontra anche in altri Paesi ovvero che c’è uno scarto tra la sicurezza oggettiva e quella percepita. Uno scarto che in Italia va incontro ad un trend di crescita.I dati ufficiali forniti da Ministero dell’Interno segnalano infatti che nel 2018 – rispetto al 2017 – i delitti sono diminuiti quasi del 9%, gli omicidi del 14% le rapine dell’11% e i furti di oltre l’8%. Nonostante ciò, confrontando i dati sul senso di insicurezza degli italiani oggi con l’inchiesta di 11 anni fa emerge che il senso di pericolo è in aumento. Ad esempio, coloro che si sentono insicuri in casa propria sono triplicati (4% nel 2007 VS 12% nel 2018); il 26% si sente insicuro di notte nel quartiere in cui vive (17% nel 2007); aumenta anche la percentuale di chi si sente insicuro di notte nella città in cui vive (38% 2018 VS 23% nel 2007). Il rapporto con le forze dell’ordine è anch’esso un tema delicato: secondo il 74% degli intervistati, il livello di vigilanza diurna nel proprio quartiere è inadeguato; se poi si parla di vigilanza nelle ore notturne, la percentuale aumenta all’85%. La poca efficienza non sembra però essere attribuita alla capacità delle forze dell’ordine, quanto ad una mancanza di risorse: il 54% degli intervistati ritiene infatti che il numero di agenti sia troppo ridotto e il 45% che siano costretti a lavorare in condizioni difficili, con infrastrutture ed equipaggiamento carenti Anziani e persone con un basso livello di istruzione tendono ad avere più fiducia nelle forze dell’ordine mentre c’è meno fiducia tra coloro che hanno un livello di reddito inferiore.Per quanto concerne la percezione del funzionamento della giustizia, ben pochi Italiani sembrano ancora credere nella magistratura: il 13% degli intervistati dice di non aver fiducia nel sistema giudiziario italiano. Il 78% del campione auspica che in caso di omicidi, i colpevoli scontino interamente la loro pena, senza condizionali, e il 67% vorrebbe un inasprimento delle pene per reati minori come furti e rapine.Con riferimento, alle esperienze vissute dal campione di intervistati, il 40% ha affermato di aver subito un crimine negli ultimi 5 anni, l’11% nell’ultimo anno, per quanto si tratti principalmente di reati minori. Eppure, guardando alle denunce, il 27% decide di non sporgerne perché convinto che non ne valga la pena, un segnale di mancanza di fiducia e di senso civico. (n.r. Sicuramente i dati, registrati dal ministero competente, sarebbero meno “ottimistici” se nel conto aggiungessimo quanti rinunciano a denunciare un illecito penale non fidandosi della giustizia per via dei suoi passaggi faraginosi e della sua lunghezza e quanto altro. Chiedetelo ai poliziotti che arrestano uno che delinque e spesso se lo ritrovano il giorno dopo a fare la stessa cosa e per giunta beffeggiandoli.)

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Cremona: “Plauso a forze ordine, la mafia si può vincere”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

I finanzieri del Comando Provinciale della di Cremona hanno confiscato beni mobili e immobili a esponenti di una cosca della ‘ndrangheta per un valore di circa 40 milioni di euro.Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Voglio complimentarmi con le forze dell’ordine per la brillante operazione che restituirà alla collettività 40 milioni di euro. È la dimostrazione che in Lombardia e a Cremona lo Stato è più forte delle mafie e che non dobbiamo mai abbassare la guardia. Il monitoraggio e il controllo del territorio siano costanti e capillari e il Ministero dell’Interno garantisca risorse e mezzi per il contrasto della criminalità organizzata.Solo ieri in Regione Lombardia è stato presentato il secondo “Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia”. Questo lavoro costituirà nei mesi a venire un prezioso strumento per valutare elementi d’intervento e azioni pratiche di contrasto istituzionale. La situazione è molto grave, non c’è territorio in Lombardia che si possa definire immune dalla presenza mafiosa e i sequestri di oggi a Cremona ne sono la dimostrazione. La mafia sottrae risorse all’economia legale e ai lombardi e va combattuta con tutte le forze. I cittadini devono denunciare e le istituzioni intervenire con maggior fermezza. La mafia si può vincere”.

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“Bisogna essere più duri con chi attacca le forze dell’ordine”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, è intervenuta a 24Mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24 per commentare l’aggressione al carabiniere da parte dei tifosi della Lazio: “Non sappiamo ancora chi sono gli aggressori, le indagini sono in corso, ma bisogna cominciare a essere un po’ più duri con chi attacca le forze dell’ordine. Dobbiamo essere sicuri che queste persone non siano arrestate e poi rilasciate in poco tempo, ma vengano perseguite. Ogni volta che viene attaccato un poliziotto o un carabiniere viene attaccato lo Stato. Noi dobbiamo dare dei segnali precisi. Quest’anno sono stati feriti 1517 carabinieri, e di questi il 49% ha riportato lesioni con prognosi superiore ai 5 giorni. Credo che dobbiamo difendere i nostri uomini, è necessaria la certezza dell’intervento nei confronti di coloro che si sono macchiati di queste colpe. Non sempre è stato fatto”, conclude il ministro a Radio 24.

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Forze dell’Ordine aggredite con allarmante frequenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Appena iniziata la nuova avventura in questa grande famiglia Sindacale ed è subito ora di schierarsi, a muso duro, in difesa degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di questo Paese. E’ ora, come lo era ieri e come speriamo non debba essere domani, di pretendere rispetto per gli individui, donne e uomini, che vestono la divisa, tutela della loro incolumità, garanzie per i loro diritti, di pretendere che vengano messi in condizione di operare come necessario nell’interesse dei cittadini e delle Istituzioni. I nuovi dati dell’Osservatorio Asaps, i commenti che da alcuni sono seguiti, e la proposta di legge di un gruppo di Senatori parlano, purtroppo, dei ‘soliti’ numeri che ben conosciamo: oltre 700 aggressioni fisiche ad Operatori della sicurezza nei soli primi quattro mesi del 2017. Un dato impressionante che, però, non fa ‘saltare’ sulla sedia proprio nessuno. E questa è la cosa più grave. L’inedia e l’insostenibile superficialità, per non dire il menefreghismo, con cui tutti si fanno scivolare addosso le ferite, i danni, le costrizioni, i sacrifici di migliaia di Servitori dello Stato che hanno votato la loro vita a quel dovere che non può e non deve significare essere per questo mandati bovinamente al macello. E mentre da una parte si addossano l’uno sull’altro centinaia di feriti e non pochi morti a causa del dovere, dall’altra parte ascoltiamo attoniti alle sentenze che assegnano risarcimenti da nababbi a delinquenti che hanno subìto conseguenze fisiche a causa delle loro stesse azioni delinquenziali ad opera di Appartenenti alle Forze dell’Ordine intervenuti per servizio che,allo stato, per come è concepita ancora la legge, ben potrebbero uscire dalle sole tasche del povero Poliziotto di turno. Pare incredibile ma siamo a questo. E non può continuare ad essere così. Ben venga allora, e finalmente, anzitutto la recente proposta da parte di un gruppo di Senatori della Repubblica di modificare il codice penale ed inasprire severamente le pene per chi aggredisce gli Operatori della sicurezza, nella speranza che possano esserci conseguenze reali e concrete per chi compie questi gravissimi reati riuscendo al momento a passarla liscia o, tutt’al più, ad avere condanne ridicole. Già dimostrare che la vita e la salute di un Appartenente alle Forze dell’Ordine valgono più di uno straccio vecchio sarebbe una prima svolta epocale. Sulla stessa linea e per il medesimo motivo, poi, è indispensabile che chi delinque ed a causa di ciò subisca un danno non debba essere ‘ristorato’ da un Stato che non può con ciò dimostrare, nei fatti, che considera un disvalore l’azione di un Servitore dello Stato che svolge un servizio e non il comportamento di chi compie scientemente un reato. E’ ora che in un ‘mondo assurdamente rovesciato’ tutto torni al posto giusto, e che si consenta agli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di poter fare ciò che viene chiesto loro”. Così Franco Maccari, neo Vice Presidente Nazionale dell’FSP – Polizia di Stato.

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Le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare la sede Municipio VII

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

energiaRoma. E’ stata occupata da un centinaio di persone residenti in un palazzo di via Quintavalle, da ieri senza utenze elettriche. Si tratta di un edificio di proprietà di un privato, sottoposto a sequestro giudiziario e occupato abusivamente da circa 100 famiglie, rispetto al quale né il Comune né il Municipio hanno la possibilità di intervenire. È stata invece richiesta l’attivazione dei servizi sociali per dare assistenza ai quei nuclei familiari con soggetti in condizioni di fragilità (disabili, minorenni, anziani).Nella sede del Municipio erano presenti la presidente Monica Lozzi e l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo, che hanno avviato un dialogo con i manifestanti e hanno contattato la proprietà dello stabile, in continuo contatto con la Prefettura e i responsabili delle forze dell’ordine. Dialogo che non ha avuto alcun esito positivo per il rifiuto degli occupanti di lasciare la sede municipale, se non in presenza di un impossibile ripristino delle utenze che non sono gestite dal Campidoglio o dalle sue strutture territoriali.“L’amministrazione capitolina non può essere caricata di responsabilità che non le competono – affermano l’assessore Mazzillo e la presidente Lozzi – perché derivanti da problemi decennali mai affrontati. Il Governo e le altre istituzioni competenti sono state indifferenti di fronte a una situazione che a Roma è degenerata: la mancanza di investimenti e di pianificazione sulle politiche abitative ha prodotto centinaia di occupazioni abusive di immobili pubblici e privati. Questi ultimi si attivano per rientrare in possesso delle loro proprietà e il Comune è chiamato a dare risposte. Lo stiamo facendo tutelando le fragilità ed elaborando le linee guida per un Piano di azione sul disagio abitativo, che si baserà anche su un censimento delle occupazioni svolto dagli stessi Municipi”.“In ogni caso – aggiungono Mazzillo e Lozzi – sono inaccettabili forme di protesta come quella a cui abbiamo assistito oggi: l’occupazione violenta di una sede istituzionale da parte di centinaia di persone che hanno sporcato e danneggiato i locali. Inizialmente abbiamo chiesto alle forze dell’ordine presenti sul posto di non intervenire, per evitare ulteriori tensioni, e abbiamo cercato invano la via del dialogo. Ma nessuno può pensare di agire al di fuori delle regole per sostenere le proprie istanze perché siamo pronti a contrastare ogni forma di prepotenza e illegalità”.

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Telecamere su divise forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

telecamera“L’identificativo sulle divise dei poliziotti fa individuare solo una parte delle persone in campo e non l’altra, quindi è a danno delle Forze dell’Ordine, a danno dell’istituzione dell’ordine pubblico. Noi abbiamo appoggiato in Aula, presentando emendamenti che sono stati respinti dal governo, l’uso delle telecamere nelle divise delle Forza dell’ordine, in maniera tale che la telecamera inquadri tutto: sia l’azione del poliziotto, sia quella di chi è di fronte a lui. In maniera tale che ci sia totale trasparenza”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa del sindacato di polizia Sap, con Gianni Tonelli e numerosi esponenti del centrodestra.“Ma telecamere non solo sulle divise, sulle automobili, sulle volanti, sulle camere di sicurezza. Con favore appoggiamo questa proposta che viene dal Sap, che segna la maturità delle Forze dell’ordine da questo punto di vista, perché per loro la trasparenza è un valore, per far meglio il loro mestiere, per farlo alla luce del sole e con tutto il senso di responsabilità che le Forze dell’ordine devono avere.Per questo rifaremo la battaglia al Senato, nelle Aule parlamentari. Così come faremo quella per più risorse per le forze dell’ordine, per il poliziotto di quartiere, quella per la sinergia tra polizia ed esercito per pattugliare le città, quella per rifare il contratto. Tutte quelle battaglie che noi quando eravamo al governo avevamo avviato e che i governi prima di Renzi e ora di Gentiloni hanno disatteso, e continueremo la nostra battaglia fino alle prossime elezioni”.

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«Un plauso alle Forze dell’Ordine che tutelano la legalità e la correttezza del mercato»

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

Carabinieri Ammedola GobbiMettono in luce e bloccano comportamenti illeciti deplorevoli di per sé, dice il presidente camerale, «ma che rappresentano anche un danno ingente agli operatori economici e alle tantissime imprese oneste» «In tempi ancora così complessi per l’economia e per le nostre realtà produttive, l’attenzione alla legalità e alla correttezza del mercato è fondamentale». Il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo plaude «all’impegno quotidiano delle nostre forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, al coordinamento della Prefettura: con il loro lavoro, mettono in luce e bloccano comportamenti illeciti di ogni tipo, illeciti deplorevoli di per sé, ma che rappresentano anche un danno ingente agli operatori economici e alle tantissime imprese oneste, quelli che anche in questi momenti difficili non mettono in secondo piano il rispetto delle regole – aggiunge Da Pozzo –. Un grazie, quindi, alle nostre forze dell’ordine per tutte le operazioni di controllo e di freno agli abusivi, per i sequestri di patrimoni derivanti da attività di dubbia provenienza, come per esempio quelli di case e auto avvenuti nei giorni scorsi a Udine, con l’applicazione della prima misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice antimafia. O per i sequestri di prodotti di contrabbando, come le centinaia di litri di birra bloccati al confine goriziano, o per i venditori abusivi di prodotti contraffatti a Lignano, o ancora per la vigilanza costante sulla sicurezza delle attività produttive e i furti sventati in pubblici esercizi, come nel caso di Palazzolo. Purtroppo, illeciti come questi si verificano a ondate ed è importantissima l’attività costante di controllo e indagine sul territorio. A essa, confermiamo una collaborazione sempre convinta e proficua anche da parte dell’ente camerale – conclude Da Pozzo –, per la tutela della giusta concorrenza e il supporto a chi opera ogni giorno con correttezza e integrità».

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Solidarierà forze ordine: parole e fatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

“Dopo i violenti scontri svoltisi ieri a Roma gli esponenti del Governo si sono prodigati a divulgare i soliti proclami di solidarietà verso le forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno dato prova della loro immutata dedizione al dovere nonostante siano state duramente provate e impegnate nel difendere i palazzi di quella politica che gli ha vistosamente voltato le spalle. Alle ore 17 di oggi il DL Sicurezza approda in aula al Senato e li vedremo se alle belle parole che i Ministri Maroni e La Russa hanno saputo spendere in questi ultimi giorni sapranno far seguire i fatti concreti o, come al solito, confermeranno che la loro è una politica di illusioni, tesa prioritariamente alla demolizione sistematica dei comparti Sicurezza e Difesa . Adesso avete la possibilità di evitare che i poliziotti e i militari subiscano i pesantissimi effetti economici che la legge finanziaria approvata lo scorso luglio gli imporrà dal 1 gennaio 2011, permetteteci almeno una volta di potervi apprezzare.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Arcore: protesta forze ordine

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

“Se già diversi mesi fa, a causa di questo governo, eravamo alla frutta, ormai si sta sparecchiando la tavola”. Questo è stato il primo commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, alla manifestazione svoltasi ieri, ad Arcore, ad opera delle ventidue sigle sindacali che rappresentano gli agenti della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco e della Guardia Forestale.  Le forze dell’ordine lamentano i tagli introdotti da questo governo dal 2008 ad oggi, con particolare riguardo al tetto fissato per gli straordinari e le indennità operative. “Quando in un Paese arrivano a protestare congiuntamente le forze dell’ordine, gli uomini che quotidianamente sono al servizio dello stato e dei cittadini rischiando la loro vita per pochi spiccioli, è un segnale molto grave – ha aggiunto Soldà -. A maggior ragione se arrivano a farlo sotto casa del premier.”  Secondo il vicepresidente del movimento guidato da Antonello De Pierro il messaggio è chiaro: “gli agenti di polizia, i vigili del fuoco e gli agenti della forestale vedono in Silvio Berlusconi il principale responsabile dei tagli ai fondi che avrebbero dovuto ricevere”. “Credo sia la prima volta, o comunque un’eccezione, quella di andare a protestare sotto casa del Presidente del Consiglio anziché dinanzi ai palazzi delle Istituzioni, ritengo sarebbe un bene se tutti coloro che manifestano andassero nei pressi delle abitazioni private di chi ritengono responsabile di politiche sbagliate. Forse, così, – ha concluso Roberto Soldà – gli amministratori, da quelli locali a quello dello Stato, si sforzerebbero di essere più attenti ai bisogni dei cittadini”.

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“Governo umilia forze ordine”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

“Ancora una volta la maggioranza, sotto il pesante giogo di Tremonti mani di forbice, ha fatto marcia indietro sugli impegni assunti riguardo alle funzioni svolte dalle forze dell’ordine che sono in forte affanno. Non si può dare una cosa con la mano destra e poi toglierla con la sinistra” lo ha dichiarato in Aula, l’on. Giovanni Paladini, capogruppo di IDV in Commissione Lavoro, commentando il ritiro dell’articolo aggiuntivo 10.55 del dl sicurezza. “E’ inaccettabile che le forze dell’ordine, che ogni giorno rischiano la vita per tutelare i cittadini e svolgere le loro funzioni per garantire la sicurezza in questo Paese, siano state di nuovo umiliate da questo Governo, dopo i gravi tagli apportati dal Governo al comparto sicurezza e difesa in Finanziaria. Al sottosegretario Mantovano chiediamo non generiche rassicurazioni ma un impegno finanziario concreto a sostegno delle funzioni svolte dalle forze dell’ordine” conclude Paladini.

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