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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘fosse ardeatine’

Pace, Sant’Egidio: alle Fosse Ardeatine per ricordare tutte le vittime delle guerre, della violenza e del razzismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

Domani, sabato 25 maggio, alle 11, un centinaio di rappresentanti delle Comunità di Sant’Egidio di 39 paesi da Africa, Asia e America Latina, che in questi giorni partecipano al convegno internazionale “Tutto può cambiare”, si recheranno alle Fosse Ardeatine per rendere omaggio alle vittime del crudele eccidio nazifascista compiuto durante la seconda guerra mondiale. I partecipanti deporranno una corona di fiori sul luogo della strage e sosteranno in silenzio per ricordare tutte le vittime delle guerre, della violenza, del terrorismo e del razzismo.

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24 marzo 1944: il massacro delle Fosse Ardeatine

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

fosse ardeatine targadi Carlo Cipiciani. Ci sono storie che sembrano inventate. Come questa. Il 24 marzo 1944, il giorno dopo l’attacco contro l’11a compagnia del III battaglione dell’SS Polizei Regiment Bozen in via Rasella a Roma, dove restano uccisi 31 militari tedeschi e 2 civili (altri 10 soldati moriranno nei giorni successivi), per ordine di Adolf Hitler viene decisa una rappresaglia di 10 italiani per ogni tedesco ucciso.
Ci sono storie che sembrano incubi. Come questa storia di belve con sembianza umana, che parlano tedesco e dicono: “Punizioni esemplari”. La Convenzione di Ginevra del 1929 fa esplicito divieto per gli atti di rappresaglia nei confronti dei prigionieri di guerra. Ma al comando tedesco non importa. Ci si aggrappa ai codici di diritto bellico nazionali che consentirebbero la rappresaglia. Ma si violano anche quelli: non si aspettano le 24 ore di rito perché i responsabili si consegnino, non si indaga su eventuali responsabilità, non si risparmiano civili innocenti, non si fanno avvisi alla popolazione. Ci vuole una punizione esemplare, una rappresaglia.
Ci sono incubi che sono storia. Una punizione esemplare, una parola che mette i brividi, una regressione per la bestia umana che anima il nazismo già agonizzante. Hitler vorrebbe far saltare in aria un intero quartiere di Roma con tutti quelli che lo abitano, e per ogni poliziotto tedesco ucciso vorrebbe far fucilare da 30 a 40 italiani. Himmler dà ordine di cominciare ad organizzare la deportazione di tutta la popolazione maschile dei quartieri più pericolosi, famiglie comprese rastrellando le persone dai 18 ai 45 anni e solo per motivi logistici. Alla fine la decisione: 10 italiani per ogni soldato. Se sono partigiani prigionieri bene, sennò pazienza. Ebrei, comunisti, detenuti comuni, gente rastrellata per caso, testimoni scomodi. L’importante è che la belva umana sia sazia.
Ci sono incubi che durano da 66 anni. Herbert Kappler, ufficiale delle SS e comandante della polizia tedesca a Roma, già responsabile del rastrellamento del Ghetto di Roma e delle torture contro i partigiani nel carcere di via Tasso, comanda le operazioni, coadiuvato dal capitano Priebke. Un plotone di soldati tedeschi blocca l’accesso alla cava di arenaria, 4 camion portano 335 persone all’incrocio di via Fosse Ardeatine e via delle sette chiese. Arrivano 5 auto piene di SS armati di tutto punto. Scendono lentamente, molti di loro sono stati torturati. Le SS li spingono dentro la cava, cominciano le esecuzioni. I soldati lanciano bombe a mano nella cava, e si infierisce senza pietà anche sui corpi senza vita. Poi due serie di mine servono a nascondere o almeno a rendere più difficoltosa la scoperta di quest’eccidio. Anche le belva provano vergogna.
Ci sono storie che fanno orrore. Finita l’esecuzione, i tedeschi affiggono pure nelle vie di Roma un manifesto in cui il comando tedesco promette che se vengono consegnati gli attentatori non ci sarà nessuna rappresaglia (anche se su questa parte della storia abbiamo ricevuto alcuni messaggi da parte dei nostri lettori che ci dicono non sia vera). Per coprire le loro colpe. Ma anche la terra ha orrore, si ribella: i corpi senza vita emanano un odore così forte che i tedeschi sono costretti a tornare, il 25 marzo, per far saltare ancora la cava. E la voce si sparge sulle strade di Roma. In molti sanno cosa c’è lì sotto, alle Fosse Ardeatine. In molti fingeranno di non saperlo.
Ci sono storie che sembrano un sogno, un incubo, un orrore che non riesce a spegnersi dopo 66 anni (oggi 75). Ma è storia, sono accadute, proprio qui davanti ai noi. Ci sono 335 persone innocenti massacrate per vendetta, in mezzo all’assurda guerra dove milioni di uomini finirono in un camino solo perché ebrei. Storie di cui si è persa la memoria, che si preferisce non raccontare, perché ormai è passato. Storie di un passato che bisogna lasciarsi alle spalle.
E’ vero che tanto tempo è passato. E’ vero che altri incubi disumani compiuti da tanti compongono quest’assurda storia dell’uomo che si fa belva, parlando tedesco, italiano, russo, turco, inglese, serbo, arabo, israeliano e chissà quale altra lingua di questo mondo. Sarà. Ma anche per questo io resto qui, davanti a questa strada, e mi sembra di vederli tutti lì, i martiri delle Fosse Ardeatine. Antonio, Umberto, Aldo, Ilario, Cesare, Ugo, Giacomo, Enrico, Carlo e tanti altri. Muti davanti a noi. Il vento continua a soffiare su questa storia. Nella foto: la targa posta alle Fosse Ardeatine in ricordo dei martiri.

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Fosse Ardeatine: Raggi, memoria fondamento di un futuro consapevole e democratico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

“Il 24 marzo 1944 dieci italiani per ogni tedesco ucciso a via Rasella vennero barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine. 75 anni dopo, il ricordo di quel giorno è ancora una ferita dolorosa nella nostra città. Ricordare le 335 vittime innocenti della follia nazista è il modo di testimoniare l’antifascismo di Roma e la difesa di ogni forma di libertà. Ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine è un dovere nei confronti delle generazioni che verranno. La memoria è il fondamento di un futuro consapevole e democratico”. Lo dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi, che domani parteciperà alla cerimonia commemorativa del 75° anniversario dell’eccidio alla presenza del Presidente della Repubblica.

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Pace, Sant’Egidio: mille giovani europei alle Fosse Ardeatine lanciano un appello contro ogni violenza, razzismo e indifferenza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Questa mattina oltre mille Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da tutta Europa, hanno reso omaggio ai caduti delle Fosse Ardeatine. La visita si è aperta con un’assemblea nel grande spiazzo del Sacrario. Presente, oltre al presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e al colonnello Francesco Sardone, direttore del mausoleo, anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha recitato una preghiera e pronunciato un saluto ricordando l’anniversario delle leggi razziali italiane del 1938 e mettendo in guardia dal riemergere di nuove forme di antisemitismo e razzismo in Europa, anche nel nostro Paese.
Alla fine dell’assemblea è stato letto un appello in cui si afferma che oggi, tanti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, “la violenza non è stata vinta”, tanto che “inquina” ancora i Paesi europei: “Essa assume il volto dell’indifferenza, si nutre di ignoranza dell’altro, pregiudizi, antisemitismo, razzismo…I poveri e i deboli sono i primi a esserne colpiti: anziani, disabili , migranti, rifugiati, Rom, senza dimora”. Da qui l’impegno “a lavorare per un’Europa in cui tutti possano vivere insieme”, contrastando ogni violenza e scegliendo “la via dell’incontro e dell’amicizia”.
La cerimonia – che si è svolta nell’ultimo giorno del convegno internazionale Global friendship to live together (in corso da venerdì con la partecipazione di giovani da tutti i Paesi europei) – si è conclusa con un pellegrinaggio silenzioso alla cava dove il 24 marzo 1944 vennero trucidati 335 innocenti e alle loro tombe, davanti alle quali ognuno ha reso omaggio deponendo un fiore.

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Salta il corteo unitario del 25 aprile a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

Dopo che la Comunità Palestinese di Roma ha annunciato che parteciperà alla manifestazione con bandiere palestinesi e kefiah, quella ebraica ha deciso di non prendere parte al corteo: «Non parteciperemo al corteo unitario a Roma. La Comunità Ebraica il 25 aprile andrà alle 9.30 alle Fosse Ardeatine e poi alle 10 a Via Tasso per un momento pubblico di raccoglimento per ricordare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo».
A ufficializzare l’assenza dal corteo dell’Anpi per il 25 aprile è la stessa Comunità aggiungendo che «l’Anpi, nonostante gli accordi, non ha voluto prendere una posizione definitiva in merito a presenze organizzate di associazioni palestinesi e filopalestinesi con simboli estranei allo spirito del 25 aprile».
«Siamo grati alla Sindaca di Roma Virginia Raggi per l’impegno profuso in questi mesi nel tentativo di favorire un corteo unitario in occasione di questa Festa – concludono – e ci rammarichiamo che, nonostante l’impegno dell’amministrazione, non sia stato possibile tornare al corteo unitario, ma purtroppo non ci sono le condizioni».Questo l’annuncio della Comunità Palestinese di Roma che ha innescato lo scontro: «Parteciperemo al corteo di Roma del 25 aprile sfilando con le kefieh e le bandiere palestinesi e rilanciamo l’appello a tutti i sinceri antimperialisti, antifascisti, antirazzisti, antisionisti, a tutte le resistenze internazionali alla partecipazione».
«La Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, esprime gratitudine e ringraziamenti all’ANPI di Roma, in occasione del 73esimo anniversario della Festa della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista -spiegano dalla Comunità palestinese- È la Festa di tutti i liberi, i democratici italiani e di tutti i popoli che si battono contro l’occupazione, l’aggressione per la libertà e la giustizia nel mondo. Oggi, scendiamo tutti i democratici progressisti insieme,a festeggiare la Repubblica Italiana nata dall’eroica Resistenza del popolo italiano, con l’augurio che anche il popolo palestinese possa un giorno festeggiare il suo 25 aprile». «La lotta di liberazione palestinese, non è mai stata una lotta religiosa. Gli ebrei sono sempre stati i nostri fratelli, con loro abbiamo vissuto per secoli e vogliamo continuare a viverci, oggi e domani, con uguali diritti e uguali doveri», concludono.
Proprio qualche settimana fa la sindaca aveva annunciato che la manifestazione di quest’anno sarebbe stata “unitaria e non divisiva” grazie alla firma di un accordo tra Roma Capitale, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia e la Comunità ebraica di Roma. Inutile l’appello lanciato dal Campidoglio, non raccolto dall’Anpi: «Il 25 aprile è la Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo: lo spirito unitario della resistenza italiana è alla base della nostra Costituzione. A questo, e non ad altro, è dedicata la manifestazione di mercoledì che auspichiamo veda sfilare finalmente insieme Anpi e Comunità ebraica a Roma. Respingiamo ogni tentativo di strumentalizzazione della manifestazione per rivendicazioni diverse da quelle indicate dagli organizzatori stessi». (Fonte: Progetto Dreyfus, Corriere della Sera, Roma Today, Il Messaggero, 24 Aprile 2018)

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24 Marzo 1944: il massacro delle Fosse Ardeatine

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

Fosse ArdeatineSia pure con qualche giorno di ritardo, e ci rammarichiamo per questo, pubblichiamo il comunicato che ci è pervenuto da Emanuel Baroz per ricordarci un evento drammatico che ha vista coinvolta la Capitale durante la seconda guerra mondiale. “24 marzo 1944: il massacro delle Fosse Ardeatine di Carlo Cipiciani. Ci sono storie che sembrano inventate. Come questa. Il 24 marzo 1944, il giorno dopo l’attacco contro l’11a compagnia del III battaglione dell’SS Polizei Regiment Bozen in via Rasella a Roma, dove restano uccisi 31 militari tedeschi e 2 civili (altri 10 soldati moriranno nei giorni successivi), per ordine di Adolf Hitler viene decisa una rappresaglia di 10 italiani per ogni tedesco ucciso.
Ci sono storie che sembrano incubi. Come questa storia di belve con sembianza umana, che parlano tedesco e dicono: “Punizioni esemplari”. La Convenzione di Ginevra del 1929 fa esplicito divieto per gli atti di rappresaglia nei confronti dei prigionieri di guerra. Ma al comando tedesco non importa. Ci si aggrappa ai codici di diritto bellico nazionali che consentirebbero la rappresaglia. Ma si violano anche quelli: non si aspettano le 24 ore di rito perché i responsabili si consegnino, non si indaga su eventuali responsabilità, non si risparmiano civili innocenti, non si fanno avvisi alla popolazione. Ci vuole una punizione esemplare, una rappresaglia.
Ci sono incubi che sono storia. Una punizione esemplare, una parola che mette i brividi, una regressione per la bestia umana che anima il nazismo già agonizzante. Hitler vorrebbe far saltare in aria un intero quartiere di Roma con tutti quelli che lo abitano, e per ogni poliziotto tedesco ucciso vorrebbe far fucilare da 30 a 40 italiani. Himmler dà ordine di cominciare ad organizzare la deportazione di tutta la popolazione maschile dei quartieri più pericolosi, famiglie comprese rastrellando le persone dai 18 ai 45 anni e solo per motivi logistici. Alla fine la decisione: 10 italiani per ogni soldato. Se sono partigiani prigionieri bene, sennò pazienza. Ebrei, comunisti, detenuti comuni, gente rastrellata per caso, testimoni scomodi. L’importante è che la belva umana sia sazia.
fosse ardeatine1Ci sono incubi che durano da 66 anni. Herbert Kappler, ufficiale delle SS e comandante della polizia tedesca a Roma, già responsabile del rastrellamento del Ghetto di Roma e delle torture contro i partigiani nel carcere di via Tasso, comanda le operazioni, coadiuvato dal capitano Priebke. Un plotone di soldati tedeschi blocca l’accesso alla cava di arenaria, 4 camion portano 335 persone all’incrocio di via Fosse Ardeatine e via delle sette chiese. Arrivano 5 auto piene di SS armati di tutto punto. Scendono lentamente, molti di loro sono stati torturati. Le SS li spingono dentro la cava, cominciano le esecuzioni. I soldati lanciano bombe a mano nella cava, e si infierisce senza pietà anche sui corpi senza vita. Poi due serie di mine servono a nascondere o almeno a rendere più difficoltosa la scoperta di quest’eccidio. Anche le belva provano vergogna.
Ci sono storie che fanno orrore. Finita l’esecuzione, i tedeschi affiggono pure nelle vie di Roma un manifesto in cui il comando tedesco promette che se vengono consegnati gli attentatori non ci sarà nessuna rappresaglia (anche se su questa parte della storia abbiamo ricevuto alcuni messaggi da parte dei nostri lettori che ci dicono non sia vera). Per coprire le loro colpe. Ma anche la terra ha orrore, si ribella: i corpi senza vita emanano un odore così forte che i tedeschi sono costretti a tornare, il 25 marzo, per far saltare ancora la cava. E la voce si sparge sulle strade di Roma. In molti sanno cosa c’è lì sotto, alle Fosse Ardeatine. In molti fingeranno di non saperlo.
Ci sono storie che sembrano un sogno, un incubo, un orrore che non riesce a spegnersi dopo 66 anni. Ma è storia, sono accadute, proprio qui davanti ai noi. Ci sono 335 persone innocenti massacrate per vendetta, in mezzo all’assurda guerra dove milioni di uomini finirono in un camino solo perché ebrei. Storie di cui si è persa la memoria, che si preferisce non raccontare, perché ormai è passato. Storie di un passato che bisogna lasciarsi alle spalle.
E’ vero che tanto tempo è passato. E’ vero che altri incubi disumani compiuti da tanti compongono quest’assurda storia dell’uomo che si fa belva, parlando tedesco, italiano, russo, turco, inglese, serbo, arabo, israeliano e chissà quale altra lingua di questo mondo. Sarà. Ma anche per questo io resto qui, davanti a questa strada, e mi sembra di vederli tutti lì, i martiri delle Fosse Ardeatine. Antonio, Umberto, Aldo, Ilario, Cesare, Ugo, Giacomo, Enrico, Carlo e tanti altri. Muti davanti a noi. Il vento continua a soffiare su questa storia. Giornalettismo .Nella foto: la targa posta alle Fosse Ardeatine in ricordo dei martiri.

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Agenda sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Roma 24/3/2011 67° anniversario delle Fosse Ardeatine Ore 9.15: Mausoleo Ardeatino, via Ardeatina 174 Il  sindaco, Gianni ALEMANNO, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio NAPOLITANO, partecipa alla cerimonia di omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine.
Ore 10.45: Tempio Maggiore, lungotevere dè Cenci Il  sindaco, Gianni ALEMANNO, depone una corona alla lapide che ricorda i caduti alle Fosse Ardeatine.
Ore 16: Aula Giulio Cesare, Campidoglio Il sindaco, Gianni Alemanno, interviene alla seduta dell’Assemblea Capitolina in merito al nuovo codice delle assunzioni nelle società, enti e aziende del Gruppo Roma.

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Fosse ardeatine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

“Non dimenticare e soprattutto conoscere la nostra storia è fondamentale per i giovani. L’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, dove 335 italiani persero la vita il 24 marzo 1944 per rappresaglia dopo l’attentato partigiano, è un terribile passato che solo la memoria può evitarne il ripetersi>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme e Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Forum Nazionale dei Giovani in merito all’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.”; C’erano anche dei ragazzi – prosegue Lentino – in quelle 335 vittime. Persone alle quali la barbarie ha privato di un futuro; noi giovani abbiamo il compito oltre di conoscere la storia anche di facilitare quel ponte generazionale fondamentale per non rivedere più tragedie simili>>.<< La storia è importante, oggi ricordiamo chi ha dato la vita affinchè il nostro Paese fosse una democrazia libera. Dovremmo  – conclude l’esponente del Forum Nazionale dei Giovani – far tesoro di tutto questo, e tramandarlo un domani”.

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Racconti di Guerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Lunedì 23 marzo 2009, alle ore 11.00, presso la sala Assunta dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina verrà presentato il volume di Felice Cipriani Roma 1943-45 Racconti di Guerra e Lotta di Liberazione in occasione del sessantacinquesimo anniversario della strage delle Fosse Ardeatine (24 marzo1944). Il libro narra gli avvenimenti, le tragedie e le speranze suscitate dalla guerra e dalla sua fine a Roma e nel Lazio, attraverso le testimonianze di alcuni dei protagonisti, le ricerche e gli episodi conosciuti attraverso la famiglia dell’autore. L’Associazione Culturale Walter Tobagi ha inteso offrire il proprio contributo all’opera dell’Autore con la piena convinzione della sua bontà. Opera tantopiù meritoria in un periodo in cui la memorie rischiano di stingersi, sottoposte al naturale scorrere della tempo. Felice Cipriani, nato in provincia di Latina nel 1939, ha trascorso la prima infanzia  vivendo le vicende della guerra in parte a Roma e in parte nel suo luogo natio. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti; dipendente della Regione Lazio dal 1972 a 2002 e autore di articoli sui beni ambientali e culturali e sulla politica internazionale, pubblicati su giornali e riviste.

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