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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘fossili’

“Un terzo delle riserve fossili deve rimanere sotto terra”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

centrale-a-carboneSolo un terzo delle riserve fossili possono essere usate se vogliamo sperare di mantenere l’innalzamento delle temperature sotto i 2°C. Lo ha spiegato Mark Campanale, direttore esecutivo di Carbon Tracker, intervenuto a Larderello (Pisa) al 14° Forum dell’Informazione ambientale organizzato da Greenaccord Onlus e dai ministeri degli Esteri e dell’Ambiente.“L’innalzamento della temperatura ha subito un’accelerazione negli ultimi decenni, a partire dagli Anni 80 dello scorso secolo” ha ricordato Campanale. “I cambiamenti del nostro assetto economico e industriale quindi devono essere più rapidi. Le concentrazioni di CO2 devono rimanere sotto le 450 parti per milione. Ciò vuol dire che la domanda di carbone deve diminuire del 45% rispetto al livello attuale e quella di gas e petrolio del 30%”. Nonostante le promesse e le esigenze del clima mondiale, però, le grandi corporation sembrano ancora procedere come se nulla fosse, “mettendo a rischio gli investimenti dei propri azionisti, che sono in pericolo proprio a causa degli shock climatici”, denuncia Campanale: “la BP prevede un incremento dell’uso di fonti fossili del 24% da qui al 2035, la Exxon del 27% entro il 2040 e Shell del 37%”.

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Energie fossili e rinnovabili. Abolire i sussidi e diminuire le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

fossiliUn programma che punti sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili non puo’ che essere condiviso, considerato l’impatto che le fonti fossili (carbone e petrolio) hanno sull’ambiente e sulla nostra salute.
La presenza dello Stato attraverso le istituzioni pubbliche (Universita’, CNR, ecc.) di ricerca e’ auspicabile, anche in collaborazione con istituti privati, dopodiche’ le imprese dovrebbero camminare sulle proprie gambe senza i sussidi, diretti o indiretti, delle finanze pubbliche.I sussidi pubblici, soldi del contribuente, ammontano a 15 miliardi per le fonti fossili e 13 miliardi per le rinnovabili. In totale 28 miliardi che escono dalle tasche del cittadino contribuente ai quali si aggiungono quelli del cittadino utente quando paga il consumo elettrico con la bolletta. I 28 miliardi di sussidi potrebbero essere utilizzati per diminuire le tasse o il debito pubblico, con beneficio per il cittadini e le casse dello Stato, che poi siamo noi, ma l’attuale, e i precedenti governi, non sono orientati in questo senso, sicche’ siamo oberati di tasse e di debito pubblico.Leggiamo sul blog di Beppe Grillo, che il Movimento5stelle ha predisposto un programma che si riassume nella domanda “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili alla efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?”(1).
La proposta e’ illustrato da Paolo Rocco Visentini, presidente di Italia Solare. Visto lo scetticismo che ci pervade, siamo andati a vedere chi e’ il signor Visentini e abbiamo scoperto che e’ anche presidente della societa’ Enerpoint che vende pannelli e impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e pompe di calore. Questa informazione non la troviamo sul blog di Beppe Grillo di cui sopra.
Insomma, il signor Visentini illustra un programma per trasferire i sussidi statali, cioe’ i nostri soldi, dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, settore nel quale opera la sua azienda. Si chiama conflitto d’interessi. A spese del contribuente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Impronte umane fossili di 800.000 anni fa portate alla luce in Eritrea

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

fossiliLa “Eritrean-Italian Danakil Expedition”, un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Sapienza, ha scoperto una superficie di impronte fossili di circa 800 mila anni fa, che comprende quelle che sembrano essere orme lasciate da antichi antenati umani. La scoperta è avvenuta durante l’ultima campagna di scavo nel sito di ad Aalad-Amo, nella regione di Buia situata nella parte orientale dell’Eritrea.Le impronte potrebbero essere le prime inequivocabilmente identificabili come appartenenti a Homo erectus, l’unica specie di ominidi che abitavano l’area in quel periodo, una specie chiave nella storia evolutiva umana che ha dato origine a quegli antenati dal cervello più grande da cui deriverà l’uomo moderno.“Le impronte umane fossili sono estremamente rare. In Africa ne sono state scoperte a Laetoli in Tanzania e risalgono a 3,7 milioni di anni fa, mentre in Kenya sono emerse a Ileret e Koobi Fora, due siti datati a 1,5-1,4 milioni di anni. Ma finora nessuna orma è riconducibile al Pleistocene medio” – spiega il paleoantropologo Alfredo Coppa – “Se confermata dallo studio fotogrammetrico in corso e da ulteriori ritrovamenti nella prossima campagna di scavo, la sequenza di impronte emerse in Dancalia sarà in grado di raccontarci molte cose dell’Homo Erectus”.Le impronte identificate, infatti, presentano una generale somiglianza con quelle dell’uomo moderno e potrebbero quindi dare importanti indicazioni riguardo l’anatomia del piede e la locomozione di questi nostri antenati: mostrano dettagli delle dita dei piedi, un arco longitudinale mediale marcato e un alluce addotto, tutte caratteristiche che rendono distintivi i piedi umani e che li rendono efficienti nella camminata e nella corsa. Inoltre le orme possono restituirci informazioni

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uniche, non ricavabili da altri tipi di reperti come ossa o denti, come la statura, la massa corporea e la biomeccanica dell’apparato locomotore, compresi andatura e velocità del passo.Le probabili impronte di Homo Erectus scoperte ad Aalad-Amo sono conservate in un sedimento di sabbia limosa indurita, che è stata in parte esposta da inondazioni di acqua. Ad oggi, ne è stata portata alla luce una porzione di 26 m² che presenta tracce di impronte possibilmente attribuibili a più individui; alcuni strati di questo sito, al di sopra e al di sotto di quello scoperto, mostrano però caratteristiche simili, suggerendo che vi possano essere una successione a più strati di superfici fossili. Le tracce umane sono orientate in direzione nord-sud, e sono allineate ad altre lasciate, plausibilmente, da antilopi estinte: l’abbondanza e la diversità delle impronte conservate in questa piccola zona esposta, in combinazione con evidenze geologiche e fossili, suggeriscono che in quest’area oggi desertica, vi fosse un lago circondato da praterie.“Le recenti scoperte sottolineano la necessità e l’importanza di ulteriori indagini e scavi archeologici poiché a causa della natura effimera dei sedimenti soffici, le superfici ad impronte tendono ad alterarsi ed erodersi molto rapidamente” sottolinea Alfredo Coppa” “L’area dello scavo è infatti caratterizzata da una lunga successione di strati geologici che coprono diverse centinaia di migliaia di anni e mostra caratteristiche idonee alla preservazione sia di resti scheletrici sia di superfici fossili. Durante l’ultima campagna sono emersi ulteriori frammenti fossili umani da due differenti siti, tanto che possiamo considerare di aver scoperto ad oggi un numero minimo di 5 o 6 individui nell’area.” (foto: fossili)

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Destinazione Argentina: la nuova spedizione Mini Darwin

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Charles Darwin. 1 negative : glass ; 5 x 7 in....

Image via Wikipedia

Dal 26 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012 sette bambini, italiani e argentini, un paleontologo e un biologo marino andranno a esplorare alcuni tra i siti paleontologici più importanti, dall’Oceano Atlantico alle Ande, tra cui la Valle dei Dinosauri, per riscoprire insieme la storia della vita sulla Terra Sulle tracce di Charles Darwin, destinazione Argentina. Parte lunedì 26 dicembre la spedizione Mini Darwin, realizzata da Sissa Medialab con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator. L’Argentina è uno dei luoghi dove è stata rinvenuta la maggior quantità di fossili e dove sono stati scoperti alcuni tra i dinosauri più grandi del mondo, fossili di mammiferi giganti estinti, conchiglie marine in cima alle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime e molto altro. Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie. Rivivendo il viaggio straordinario compiuto in questa terra dal padre dell’evoluzionismo, sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran, percorreranno oltre 4000 chilometri per riscoprire la storia della vita sul nostro pianeta. Il loro viaggio toccherà alcuni dei siti paleontologici più interessanti, alcuni dei luoghi dove Darwin, tra il 1832 e il 1835, ha rinvenuto fossili straordinari che lo hanno convinto che la vita ha cambiato forma nel corso del tempo, attraverso lente e continue trasformazioni tuttora in corso. Prima tappa Buenos Aires, al Museo de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia”. Si sposteranno poi 600 chilometri a sud, a Punta Alta, sull’Oceano Atlantico, dove Darwin scoprì fossili di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di enormi bradipi terrestri. I giovani esploratori saranno accompagnati dagli esperti del Museo de Ciencias Naturales “Carlos Darwin” di Punta Alta. Sarà poi la volta della zona di Neuquén, detta anche Valle dei Dinosauri: al Centro Paleontológico Lago Barreales, al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul e al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón dove sono conservati i fossili di Argentinosauro e di Gigantosauro carolinii rinvenuti nelle vicinanze. In questa regione argentina, considerata la terra promessa dei paleontologi, i mini Darwin festeggeranno l’arrivo del 2012.Si fermeranno poi a Uspallata sulle Ande, a 85 chilometri dalla città di Mendoza, dove si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome. Infine, tornando verso Buenos Aires si fermeranno in una estancia, una specie di grande fattoria, dove i gauchos allevano le mucche. Tutto il viaggio sarà documentato giorno per giorno sul sito http://www.minidarwin.it, inoltre saranno realizzati materiali didattici, giochi, video e un libro.
Mini Darwin è un progetto di Sissa Medialab: una serie di spedizioni durante le quali scienziati e ragazzi lavorano insieme per esplorare, scoprire ed elaborare una personale interpretazione degli ambienti e dei fenomeni osservati. Nasce nel 2006 con la spedizione alle Galápagos, dove Darwin ha elaborato i primi elementi della teoria dell’evoluzione. Nel 2008, è stata organizzata una spedizione sui vulcani italiani, e nel 2010 nella foresta amazzonica. Il 2011 è la volta dell’Argentina, dove Darwin è stato per circa un anno e mezzo e ha fatto importanti scoperte in paleontologia. L’idea di fondo è utilizzare il viaggio per affrontare in modo anche avventuroso argomenti fondamentali della scienza di oggi: la storia della vita e la storia del pianeta. Dalle spedizioni alle Galápagos e sui vulcani italiani sono state inoltre prodotte due mostre itineranti, interattive e multimediali dedicate ai ragazzi: Mini Darwin alle Galápagos e Avventura sui vulcani. La Terra raccontata dai bambini.

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La banca dei combustibili fossili

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Washington. CRBM critica la linea di condotta della Banca mondiale, che da un lato vorrebbe divenire protagonista nella gestione della finanza per il clima, poi contribuisce all’inquinamento e al surriscaldamento globale finanziando sempre più i progetti estrattivi. Basti pensare che in cinque anni il sostegno all’estrazione di carbone è aumentato di 40 volte, toccando i 4,4 miliardi di dollari nel 2010. Non a caso in questi giorni una delegazione di diverse organizzazioni del Sud del mondo ha incontrato i direttori esecutivi della Banca Mondiale per proporre un modello di sviluppo energetico alternativo a quello incentrato sui combustibili fossili, che non porta alcun beneficio alle popolazioni più povere, nonostante la Banca si ostini a sostenere il contrario. Secondo uno studio pubblicato alla vigilia del meeting dall’organizzazione statunitense Oil Change International, nessuno dei progetti estrattivi finanziati dalla Banca Mondiale negli ultimi due anni ha avuto come obiettivo prioritario quello di garantire l’accesso all’energia. Eppure è proprio questa la motivazione che i banchieri di Washington continuano a utilizzare per giustificare il continuo sostegno a petrolio, carbone e gas, che nel 2009 e 2010 avrebbe superato del 225% gli investimenti in progetti energetici mirati a garantire accesso all’energia ai più poveri.

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Combustibili fossili

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Il comparto ha visto performance miste con il petrolio scambiato a circa 70/80 dollari al barile e i prezzi del natural gas in rimbalzo verso la fine della prima metà del 2010. Gli investitori in ETC sembrano ben informati sul range di prezzo a cui scambiare il petrolio, con afflussi prolungati e in crescita ai minimi di prezzo ed estesi deflussi e posizioni short ai massimi. Le posizioni sono state ridotte nel gas naturale dato che i prezzi sono aumentati. Fonte: Bloomberg e gli emittenti più rilevanti del settore

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Gas serra nell’atmosfera terrestre

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

L’azione riscaldante dei ‘rappresenta un fenomeno incontestabile.  Senza di essi, il mondo sarebbe ricoperto di ghiaccio.  Per migliaia di anni, un livello più o meno costante di gas serra è andato creando l’ambiente moderato che ha fatto da cornice all’evoluzione della civiltà. Nel XXI secolo, l’attività umana potrebbe causare un raddoppiamento di questi gas “cattura-calore”.  In termini geologici, tale cambiamento è improvviso e senza veri precedenti. Al giorno d’oggi, la maggior parte dell’energia è prodotta dalla combustione di combustibili fossili per generare elettricità, gestire fabbriche, guidare veicoli e riscaldare abitazioni. Le risorse fossili – carbone, petrolio e gas naturale – vengono consumate ad una velocità tale da prevederne un esaurimento nel corso del prossimo secolo. I prodotti di scarto delle fonti energetiche fossili vengono dispersi direttamente nell’aria. Buona parte di questi rifiuti assume la forma di gas serra, come anidride carbonica. Ogni anno, i rifiuti dei combustibili fossili immettono 25 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Ciò equivale a 70 milioni di tonnellate al giorno ovvero 800 tonnellate al secondo.  Gli esperti di tutto il mondo stanno cooperando attraverso il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite per esaminare gli effetti derivanti dal rapido accumulo di gas serra.

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