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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘fotografia’

“Religo” di Simone Cerio: mostra fotografica sui cristiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Francavilla sul Mare (Chieti) dal 29 Novembre all’11 Dicembre 2019 Museo Michetti (MU.MI) Piazza S. Domenico 1 “Religo” di Simone Cerio, mostra fotografica sui cristiani. (Ingresso libero, dal 29 Novembre all’11 Dicembre 2019. Vernissage Venerdi 29 Novembre alle ore 19). “Religo” è una mostra fotografica interattiva ideata per creare una connessione diretta e accessibile tra le comunità LGBT credenti italiane e internazionali. Nel corso di cinque anni di ricerca il fotografo documentarista Simone Cerio ha raccolto materiali audio, video, foto e documenti con la finalità di offrire un viaggio tra le comunità LGBT credenti presenti all’interno delle Chiese Cristiane. Un progetto finanziato dall’Associazione Cammini di Speranza tramite il supporto di Open Society Foundation.A margine della mostra il 7 dicembre 2019, alle ore 15, sempre al Mu.Mi sarà organizzato anche il convegno “Libertà di credere, libertà di Amare. Fede, amore, diversità” con importanti esperti che si confronteranno in una tavola rotonda con la teologa Selene Zorzi.Simone Cerio, classe 1983, è un reporter italiano specializzato in fotogiornalismo e linguaggi multimediali. Dal 2011 al 2013 viaggia in diversi paesi tra cui Usa, Grecia, Albania e Russia per realizzare reportage, tra cui quello sui giovani anti-Putin durante le elezioni presidenziali. Espone a Vienna “N.D.R.”, un lavoro dedicato alla lotta alla ‘ndrangheta, la mafia calabrese, realizzato con il supporto del Museo della ndrangheta di Reggio Calabria.
Nel 2014, completa un assignment in Afghanistan, in collaborazione con l’ONG Emergency, esposto in tutta Italia, per illustrare la storia del primo medico italiano a terminare i suoi studi in un territorio di guerra. Vincitore del Perugia Social Photo Fest 2014 e nella categoria Ong del Festival della Fotografia Etica di Lodi. E’ docente di “Metodo e linguaggi fotografici” per Mood Photography e collabora con importanti riviste nazionali ed internazionali come Vanity Fair, Il Corriere della Sera, Donna Moderna, Gioia, Alibi, Rogue, Russia Behind the Headlines, Shutr, His Life China, Internazionale, D La Repubblica, Panorama.

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Quando la Fotografia cambiò l’Arte, alla Pinacoteca Zust

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Rancate (Mendrisio), Canton Ticino – Svizzera Venerdì 18 ottobre, ore 11.00 Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. A cura di Matteo Bianchi in collaborazione con Mariangela Agliati Ruggia ed Elisabetta Chiodini Quanto può influire un’invenzione tecnica sul modo in cui guardiamo il mondo? Cosa è accaduto alla pittura e alla scultura quando, a metà Ottocento, la fotografia arriva a sconvolgere il concetto stesso di arte, come da secoli lo si era inteso?
Cosa ne è dell’opera d’arte ‘nell’epoca della riproducibilità tecnica’, arrivata oggi alle estreme conseguenze, in un mondo in cui siamo sommersi dalle immagini?
È nota la frase di Paul Gauguin: ‘Sono entrate le macchine, l’arte è uscita… Sono lontano dal pensare che la fotografia possa esserci utile’. Un pregiudizio aleggiò infatti per molti decenni nei confronti della nuova tecnica: con l’arte si crea, con la fotografia si riproduce solo meccanicamente. Essa darà invece origine a un nuovo modo di rapportarsi al reale e molti saranno i pittori che sapranno farne un uso originale.
La mostra propone un confronto serrato e stimolante tra fotografie, dipinti, incisioni, disegni, libri, permettendo di ricostruire il processo creativo seguito dagli artisti e di comprendere come quella di metà Ottocento fu una vera e propria rivoluzione, senza ritorno, nel modo di vedere la realtà e di diffondere conoscenze e informazioni.
Ed è a uno straordinario artista che di questa transizione fu protagonista, Jean-Baptiste Camille Corot, che viene riservato un omaggio particolare, con una suite d’eccezione di suoi cliché-verre, punto di trasmutazione tra fotografia e arte figurativa. Oggi rarissimi, sono letteralmente ‘immagini di vetro’, visioni dal grande fascino.
Attorno, sfilano opere di pittori attivi tra Arras, Barbizon e Fontainbleau. La mostra presenta inoltre una ricca carrellata di lavori dei più noti artisti ticinesi e italiani dell’epoca: Fontanesi, Carcano, Induno, Faruffini, Dell’Orto, Michetti, Pellizza da Volpedo e Morbelli, solo per citarne alcuni.
Tre approfondimenti sono inoltre dedicati a Luigi Rossi, Filippo Franzoni e ai Vela, Vincenzo, Lorenzo e Spartaco. Un’apposita sezione, infine, documenta tecniche e strumenti a supporto della riproduzione delle immagini: macchine fotografiche e lastre d’epoca, stereoscopio, pietra litografica, tavola silografica, rame.

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Obiettivi su Burri. Fotografia: opera e/o documento?

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

Città di Castello 27 settembre 2019 ore 10-18 Via Albizzini 1 Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, In occasione della mostra “Obiettivi su BURRI”, che annovera l’opera di 36 fotografi che dal 1954 sino al 1993 hanno ritratto l’artista tifernate in numerose e differenti circostanze durante la sua intensa vita, è indetta una giornata di studi a cura di Bruno Corà sul tema Fotografia: opera e/o documento? presso gli ambienti degli Ex Seccatoi del Tabacco – oggi Museo Burri-. L’appuntamento, che vedrà l’intervento di fotografi, critici, studiosi di fotografia e testimoni di momenti rilevanti della vita di Burri, si pone l’obiettivo di analizzare una specifica qualità della fotografia professionale rivolta a documentare l’azione dell’artista di Città di Castello e – come lui – di altri artisti attraverso i quali la fotografia è giunta ad avere un grado espressivo e di definizione certamente artistico. Accanto ai contributi critici di Walter Guadagnini, Aldo Iori, Barbara Drudi, Rita Olivieri, Manuela De Leonardis, Chiara Sarteanesi e dello stesso Bruno Corà, è prevista la testimonianza diretta dei fotografi Aurelio Amendola, Giorgio Colombo, Tony Vaccaro, Sandro Visca, Agostino Osio ed altre significative presenze (Rosetta Loy, Mario Carbone, etc…).
La mostra Obiettivi su BURRI ha avuto il pregio di fare, per la prima volta, il punto su importanti sguardi di fotografi riferiti alla figura di un grande protagonista dell’arte del XX secolo, il cui influsso continua a produrre effetti dalle generazioni artistiche successive alla sua ad oggi.
La fotografia avente per soggetto gli artisti contemporanei e le loro opere, sin dalla seconda metà dell’Ottocento con fotografi come Nadar e in seguito nella prima metà del Novecento con Man Ray, ha dato un grande impulso alla conoscenza dell’attività degli artisti visivi, talvolta costituendo documento insostituibile e prezioso di azioni e comportamenti altrimenti destinati a cadere nell’oblìo. Gli artisti stessi hanno attribuito al lavoro dei fotografi un grande valore. Alla giornata di studi si potrà partecipare liberamente e la mostra Obiettivi su BURRI è prorogata rispetto alla sua scadenza fino al 6 gennaio 2020.

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Voghera: Fotografia 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

Voghera Castello Visconteo di Voghera Piazza Della Liberazione, Voghera (PV) 14 settembre – 6 ottobre 2019. Ingresso libero. Vernissage sabato 14 settembre dalle 10.30.
La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Fondazione Cariplo, ASM, FIAF e UNICEF, si svolgerà per quattro fine settimana e avrà come titolo “Tra luoghi e persone – Transiti”.Diretta da Arnaldo Calanca con il comitato scientifico composto da Renzo Basora, Luca Cortese, Gianni Maffi e Pio Tarantini, l’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolgerà l’intera città: più di 250 fotografie esposte, sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munari, una mostra dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una finestra sul Jazz con quattro incontri e cinque progetti fotografici, oltre a workshop e corsi, incontri e talk, videoproiezioni e proiezioni a cura di ImmaginIria e Spazio 53.
Inoltre, Voghera Fotografia presenta la prima “Camera Obscura” stabile in Italia ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo; un evento su Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua scomparsa con il supporto del FAI Giovani Oltrepò e un altro sul 180° compleanno della Fotografia, una mostra composta dalle opere dei circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia.E ancora: una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, 2 concorsi fotografici e una mostra .edicati agli studenti delle scuole medie e superiori; visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma e Capoduri, Trenitalia, Officina Grandi Riparazioni; la possibilità di visitare i musei ed entrare nei palazzi storici della città aperti eccezionalmente per l’occasione.Grazie alla collaborazione con La Provincia Pavese e photoSHOWall, completa l’offerta di Voghera Fotografia 2019 la mostra diffusa “I Giganti del Jazz” a cura di Roberto Mutti con cinque progetti fotografici tra Pavia e Voghera: tre di Roberto Cifarelli (The Black Square; Paolo Fresu, il musicista e il suo strumento; Roberto Petrin e i suoi amori), uno di Alessandra Fuccillo (Mario Biondi, Best of Soul in Moscow), uno di Pino Ninfa (Jazz Spirit), che raccontano luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.Sempre in collaborazione con La Provincia Pavese, tra Voghera e Pavia si svolgeranno anche quattro incontri sul jazz. “I Giganti del Jazz” fa parte di Jazz Foto Festival, manifestazione fotografica itinerante sul mondo del jazz ideata da Davide Tremolada Intraversato. PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO sabato 14 e domenica 15 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.30, sabato 21 e domenica 22 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.30, sabato 28 e domenica 29 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.30, sabato 5 e domenica 6 ottobre, 09.30-12.30 / 15-19.30.

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Dal dagherrotipo al digitale La fotografia e le sue tecniche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Pavia 1-30 giugno 2019 Inaugurazione: sabato 1° giugno 2019 ore 17.30 Museo della Tecnica Elettrica (MTE) via Adolfo Ferrata 6 mostra a cura di Roberto Mutti Orari di apertura al pubblico martedì, mercoledì e domenica: 9.00-19.30 giovedì, venerdì, sabato: 9.00-24.00. La storia della fotografia, l’invenzione che quest’anno festeggia il suo 180° compleanno, è sempre stata frutto di emozioni, ricerche, innovazioni infinite che non si fermano né conoscono frontiere, passando da arte riservata a pochi a mezzo di comunicazione universale.La fotografia si basa su due grandi principi, quello estetico-creativo e quello tecnologico ma se la sua storia si è giustamente identificata con quella dei grandi autori che l’hanno realizzata, meno attenzione è stata riservata alla straordinaria evoluzione delle sue tecniche. È dunque nell’ottica di raccontare proprio le tecniche che ne hanno segnato la crescita della fotografia che il Museo della Tecnica Elettrica (MTE) di Pavia, nato nel 2007 con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio culturale della tecnica elettrica, e oggi importante punto di riferimento culturale sul territorio diretto dalla prof.ssa Michela Magliacani, presenta dal 1° al 30 giugno la mostra “AA.VV. Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche” a cura di Roberto Mutti.
Michela Magliacani, direttrice del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia: «Per noi è stato un onore, ancor prima che un dovere, poter ospitare nei nostri spazi una mostra che raccontasse la storia di uno dei mezzi della comunicazione più democratici che si conosca, la fotografia. L’MTE fa parte del Sistema Museale dell’Università di Pavia ed è nostro compito ricercare, conservare e divulgare la storia e la cultura della tecnica elettrica. Ovvero spiegare alle persone che vengono a trovarci la nascita di un qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti noi. Con questo spirito crediamo nell’arte e in tutte le sue espressioni per avvicinare grandi e piccoli alla conoscenza del nostro patrimonio».La mostra, inserita nella programmazione della prima edizione di Pavia Foto Festival, espone in apposite teche pezzi originali antichi raramente visti da vicino (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipie, carte de visite, calotipi, carte salate, autochrome, stampe “al chiaro di luna”), pellicole, diapositive e immagini analogiche di un recente passato, fotografie digitali contemporanee.Tutte le storie hanno un inizio, e quella della fotografia moderna la si può far risalire al 9 luglio del 1839 con il pittore e scenografo teatrale francese Louis Jacque Mandè Daguerre che dava vita al procedimento fotografico conosciuto come “dagherrotipo”: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, svelava un’immagine speculare del soggetto fotografato.
In mostra al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia compaiono anche opere di autori contemporanei (Beniamino Terraneo con i suoi dagherrotipi, Stefania Ricci con le cianotipie, Paolo Marcolongo con clichè verre e kyrlian, Federico Patrocinio con la fotografia stenopeica, Beppe Bolchi con il distacco polaroid in bottiglia, Roberto Montanari con la gomma bicromatata, Dino Silingardi con le stampe al platino e al carbone, Erminio Annunzi con la stampa ad annerimento) che si dedicano a queste antiche e talvolta più recenti tecniche con risultati sorprendenti. Ma anche all’evoluzione contemporanea è dedicato molto spazio, perché il passaggio dalla “camera oscura” (in mostra esempi di comparazione fra stampe su carta baritata e politenata) alla “camera chiara” ha portato a una varietà di soluzioni che vanno dalla stampa lambda a quella ai pigmenti di carbone, dalla fine art alla stampa su materiali diversi come il propilene, il metallo, il plexiglass. Organizzata da photoShowall, la prima edizione di Pavia Foto Festival, vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori, propone sino 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (www.paviafotofestival.it).

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Fotografia: lezione di Walter Guadagnini

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

Modena Mercoledì 29 maggio 2019, alle ore 18, a Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103), una delle sedi di Fondazione Arti Visive Modena, si terrà la lezione di Walter Guadagnini, professore di Storia della Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal titolo Franco Fontana e l’invenzione del colore.L’appuntamento è una delle iniziative collaterali della mostra Sintesi, in corso fino al 25 agosto, nelle tre sedi di Fondazione Arti Visive Modena, a Palazzo Santa Margherita, alla Palazzina dei Giardini e al MATA – Ex Manifattura Tabacchi, che rende omaggio a Franco Fontana (1933), uno degli artisti modenesi più importanti e tra i più conosciuti a livello internazionale, ripercorrendo oltre sessant’anni di carriera e tracciando i suoi rapporti con alcuni dei più autorevoli nomi della fotografia del Novecento.
Walter Guadagnini parlerà di come, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta del Novecento si sia attuata in ambito fotografico quella che si può definire una vera e propria “rivoluzione del colore”: da pratica adottata solo nella fotografia pubblicitaria e familiare, essa diventa un fondamento di linguaggio per una serie di artisti destinati a diventare figure primarie nella storia della fotografia mondiale.
Se negli Stati Uniti questo ruolo spetta ad autori come William Eggleston e Stephen Shore, in Italia una figura di riferimento è quella di Franco Fontana, che declina il tema del colore in chiave evocativa, al limite dell’astrazione. L’incontro traccia una sintetica storia di questi avvenimenti, concentrandosi poi sulla poetica individuale di Franco Fontana.Ingresso libero.Orari di apertura Dal 23 marzo al 16 giugno 2019:
mercoledì-venerdì: 11-13 / 16-19 sabato, domenica e festivi: 11-19 Dal 17 giugno al 25 agosto 2019: giovedì-domenica 17-22 Ingresso Intero: €6,00 | Ridotto: €4,00 Mercoledì e prima domenica del mese: ingresso libero.

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Raccontare la realtà attraverso la “fotografia consapevole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

C’è tempo fino al prossimo 15 maggio per prendere parte a “DeclinAZIONE”, il concorso fotografico nazionale riservato agli studenti delle scuole superiori e delle università italiane la cui partecipazione è assolutamente gratuita. L’iniziativa, promossa dall’associazione FotograficaMente Siena con il Comune di Siena che riunisce fotografi che hanno al loro attivo percorsi artistici e professionali importanti, vuole infatti offrire occasione a chi usa il mezzo fotografico in modo quotidiano (soprattutto grazie alla frequentazione dei social network), di ripensare alla fotografia come un linguaggio affascinante e complesso che oltre a documentare, indagare e raccontare, può essere occasione di espressione concettuale, di confronto e di crescita. “In un mondo ormai destinato alla bassa risoluzione (specie nelle arti come la musica, il cinema e la fotografia) – spiegano i componenti di FotograficaMente Siena, promotori del concorso – le relazioni sociali soffrono di una sorta di polverizzazione che non evidenzia il soggetto emettitore. I gesti che prevedevano un contatto materiale come la stretta di mano o l’abbraccio, sono stati travolti dallo tsunami “social” che se ci ha fornito migliaia di amici anonimi, ci ha totalmente distaccato dalla “realtà materiale”. I cellulari, che segnano un nuovo “rinascimento della fotografia”, in qualche modo ne riscrivono le regole. Come aveva a suo tempo sottolineato MacLuhan “Il mezzo si fa messaggio”. Ecco allora vogliamo invitare i più giovani a guardare con la testa, esplorare la realtà con l’intento di coglierne rapporti, connessioni, relazioni e darne non tanto un racconto fotogiornalistico ma un’interpretazione artistica”. “Attraverso il concorso i ragazzi sono invitati ad esprimersi sul tema delle relazioni e dei rapporti trasponendo il proprio personale modo di interpretarlo nella concretezza di un’immagine. I più meritevoli avranno inoltre la possibilità di poter vedere esposte le loro opere alla Galleria Olmastroni. La fotografia è uno strumento straordinario perché consente di immortalare momenti unici e al tempo stesso di raccontarci il punto di vista dei nostri giovani – commenta Sara Pugliese, assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Siena – La scelta di promuovere il contest è nata dalla precisa volontà dell’amministrazione di sostenere un progetto capace di coinvolgere i nostri ragazzi e farli confrontare con le competenze e professionalità presenti all’interno dell’associazione Fotograficamente”, aggiunge Pugliese”.
Con il concorso “DeclinAZIONE”, la sfida a cui sono chiamati i giovani fotografi, sarà quella di osservare con gli occhi, elaborare con la mente e declinare l’idea che ne scaturisce in una fotografia.Ogni partecipante può inviare un massimo di tre fotografie esclusivamente in formato digitale che potranno essere realizzate con ogni tecnica ed elaborazione. Le opere (obbligatoriamente in formato JPG dalle dimensioni minime di pixel 1200 nel lato lungo) dovranno essere inviate tramite wetransfer all’indirizzo: concorso@fotograficamentesiena.it entro le ore 23.59 del 15 maggio 2019.
Le fotografie saranno valutate da una giuria composta dai membri di Fotograficamente Siena: Gianfranco Bernardo, Andrea Lensini, Lucia Lungarella, Gigi Lusini, Luciano Valentini e Mauro Agnesoni, quale membro esterno.I vincitori, che si aggiudicheranno materiale relativo all’arte fotografica, saranno premiati il 18 maggio 2019 nella sede espositiva di Palazzo Patrizi a Siena dove, nella Galleria Olmastroni, sarà allestita una mostra con le opere vincitrici e quelle ritenute più interessanti che resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al 1 giugno. L’ingresso alla mostra è libero. http://www.fotograficamentesiena.it.

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What’s Next?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Roma Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 Opening: venerdì 5 aprile dalle 17 alle 19  Visitabile da lun a ven 11-19 (5 – 30 aprile 2019) Rossocinabro è orgoglioso di rappresentare artisti di talento provenienti da tutto il mondo. I diversi media, stili e temi delle opere d’arte, combinati con i diversi background degli artisti stessi, assicurano che ogni mostra sia stimolante ed eccitante.
Le opere presentate spaziano dalla pittura, alla fotografia, alla scultura e alla tecnica mista.Molte sono opere inedite, presentate per la prima volta al pubblico romano in occasione di questa mostra collettiva. Siamo pienamente convinti che l’arte e la cultura migliorino le nostre vite, abbiano la capacità di dare un senso alla nostra esperienza ed entrino in empatia con gli altri. Perché l’arte non è solo per quelli che la fanno!
Visita la mostra e per maggiori informazioni sugli artisti presenti ti rimandiamo al sito rossocinabro.com
Rossocinabro is proud to represent talented artists from around the globe. The diverse media, styles and themes of the artworks, combined with the varied backgrounds of the artists themselves, ensures each exhibition is inspirational and exciting.
Artworks on view will range from painting, photography, to sculpture and mixed media. Many of the works are unpublished, presented for the first time to the Roman public on the occasion of this collective exhibition. We are fully convinced that art and culture improve our lives, have the ability to make sense of our experience and empathize with others. Because art is not just for those who make it!
Visit the exhibition and for more information on the artists present we refer you to rossocinabro.com.
In mostra: Janice Alamanou, Brian Avadka Colez, Maria Rosa Barut Costantini, Annamaria Biagini, Carol Carpenter, Andrew Curtis, Benny De Grove, Shelby Dillon, Onno Dröge, Judy Filipich, Anna Freudenthaler, Lisbeth Glanfield, Ana Paola González, Danny Johananoff, Angela Keller, Oleg Kirnos, Marta Kisiliczyk, Erich Kovar, Lisa J Levasseur, Esther Luthi, Susanna Malinowsky, Alexandra Mekhanik, Betsie Miller-Kusz, Elvio Miressi, Simone Monney, Flavio Pellegrini, Doina Popescu, Irena Procházková, Daniela Rebecchi, Fabio Salun, Sandra Schawalder, Alice Scholte, Danguole Serstinskaja, Leuthard Seylech, Jacqueline van der Grijn, Vanessa Elaine Curatore: Cristina Madini.

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Quando la fotografia scompone la realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Roma mostra dal 30 marzo al 6 aprile presso lo studio di via de’ Delfini, 23, tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 16,30 alle 19. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 marzo alle 18. Un grafico con la passione per la fotografia, un siciliano che vive a Roma e ama viaggiare. Un mix di esperienze e visioni, stili e tecniche, che prendono forma nella mostra “Cromogeometrie”, personale fotografica di Roberto Lo Bue, promossa da Gall’Art Roma/Evasioni Art Studio.
Il progetto CromoGeometrie del palermitano Lo Bue, 38 anni, nasce dall’attitudine di osservare tutto ciò che ci circonda non nel suo insieme scorporandolo in piccoli dettagli. Come ogni film è composto da fotogrammi, anche la realtà viene scomposta e presentata ai nostri occhi una scena dopo l’altra. La scelta di cosa fotografare, che siano muri, soffitti o scale, viene sempre in secondo piano rispetto ai veri protagonisti di questi scatti: il colore, le linee, le forme e le geometrie. Attraverso questi contenuti, tutti gli scatti, unici e originali, rappresentano la realtà che ci circonda, trasformandola in un’astrazione fatta di colori forti, simmetrie e linee nette e marcate che rendono affascinante ogni piccolo dettaglio.

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Roma Capitale, Scuole d’Arti e dei Mestieri ‘in mostra’ per il Mese della Fotografia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Le Scuole d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale partecipano al Mese della Fotografia con esposizioni a tema curate dagli studenti dei corsi di fotografia analogica e digitale.
Si parte oggi con l’inaugurazione della mostra presso la Scuola “Scienza e Tecnica”, tutta votata ai temi del contrasto, sia contenutistico che “materiale”: stampe ai sali d’argento sui toni del bianco e del nero, per raccontare paesaggi, ma anche solitudine, delicatezza e sensibilità, suggestioni visive e spunti letterari.“Immagini e parole”, “Roma Letteraria” e “Passaggio Ponte – Riscoprire la lentezza” sono invece gli spunti delle immagini che aprono la mostra della Scuola Ettore Rolli, programmata per il prossimo 14 marzo. Filo conduttore, la narrazione visiva di una Roma raccontata da scrittori, cantanti e poeti, da assaporare con calma per coglierne appieno tutta la poesia.“I corsisti di fotografia delle Scuole d’Arti e dei Mestieri di Roma Capitale inquadrano la nostra città dai punti di vista più originali. Queste opere ‘raccontano’ una professione tutta protesa all’avanguardia, dall’analogico al digitale, con una scintilla di creatività che fa la differenza: quale migliore occasione del Mese della Fotografia di Roma per misurarsi con i segreti e le innovazioni di settore”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.
– Scuola d’Arte e dei Mestieri “Scienza e Tecnica” – Viale Glorioso, 5 (Trastevere): dall’8 Marzo al 5 aprile 2019, inaugurazione in data 8 Marzo alle 18.00. La scuola è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 15,30 alle ore 20,30.
– Scuola d’Arte e dei Mestieri “Ettore Rolli” – Via Macedonia, 120, terzo piano dell’edificio: dal 14 al 31 Marzo 2019, inaugurazione in data 14 Marzo alle 18.00. La scuola è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 16 alle ore 20.

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Ricorre oggi l’anniversario della nascita della fotografia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

E’ stata presentata il 7 gennaio del 1839 all’Accademia francese di Scienze dallo studioso François Arago.Nella biblioteca di storia e cultura del Piemonte, a palazzo Cisterna, la Città metropolitana di Torino conserva alcune fotografie storiche di particolare pregio grazie al patrimonio custodito nel cosiddetto “Fondo Parenti”, il fondo del bibliofilo e scrittore Marino Parenti, acquistato dall’allora Provincia di Torino nell’ormai lontano 1966: la sezione fotografica è particolarmente interessante, contiene materiali notevoli, in particolare ritratti e vedute del milanese Luigi Sacchi (1805-1861), celebre incisore e illustratore dedicatosi alla metà degli anni ’40 dell’Ottocento alla fotografia nella versione calotipica diffusa dal Talbot. Luigi Sacchi percorse tutta l’Italia fotografando monumenti e vedute del nostro paese e raccogliendo il materiale nei complessivi fascicoli dei Monumenti, vedute e costumi d’Italia (1852-55).Parte di questo materiale è stato oggetto di un restauro nel 1998 da Sandra Petrillo con una delicatissima operazione, ma molto resta ancora da fare: proprio nei mesi scorsi la Città metropolitana di Torino ha concordato il restauro di 5 fotografie storiche con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” che ne farà oggetto di studio e lavoro per i propri allievi (carla gatti)

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Mario Schifano: Mostra Fotografica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Roma 28 novembre 2018 ore 18.30 (Fino al 25 febbraio 2019) Doozo via Palermo, 51/53 La galleria Doozo è lieta di mettere in mostra una scelta di fotografie ritoccate a mano dall’artista, selezionate da un corpus che ne conta diverse migliaia. Schifano, con consuetudine pressoché giornaliera, quasi un lungo esercizio di rilettura della cronaca quotidiana praticato dalla fine degli anni ’80 nell’arco di dieci anni, eseguiva decine di scatti fotografici, catturando, dai televisori sempre accesi di cui si circondava, un’ampia serie di immagini dai soggetti e contorni diversi. Nei giorni successivi, quasi in una sorta di scrittura automatica, ne evidenziava i contenuti e le valenze per lui più interessanti, enfatizzando così tutto ciò che già in precedenza aveva messo a fuoco tramite la fotografia. In qualità di fotografo, Mario Schifano ha avuto occasione di registrare, all’istante, qualsiasi stimolo avesse catturato la sua attenzione, attingendo a piene mani sia dal mondo reale sia dal mondo mediatico. I suoi scatti immortalavano persone, oggetti, ambienti (o loro frammenti) incontrati talvolta dal vivo, ma soprattutto sullo schermo – in entrambi i casi fagocitati dall’obiettivo – con un gesto iterato alacremente, a ritmo quasi compulsivo. Così il fotografo, non diversamente da un reporter (“inviato speciale nella realtà”, citando Achille Bonito Oliva), accumulava note, spunti, appunti – un campionario iconografico sul quale, successivamente, interveniva il pittore. Inizia dunque il dialogo tra l’immagine fotografica e il segno grafico, tra l’automatismo del mezzo meccanico e la frenesia del gesto manuale, tra l’eterogeneità dispersiva degli scatti e la sintesi cui li riconduce il colore (lacca o pennarelli che siano). Un lavoro che è stato definito il “luogo genetico e concettuale in cui provava a sperimentare incessantemente segni e colori, accostando e deformando figure e passaggi”. Ma a ben guardare è anche il luogo delle sue correzioni: uno zibaldone di immagini che non solo fornisce all’artista ispirazione e materia prima per le successive rielaborazioni – in un’ottica, appunto, di dialogo e sperimentazione – ma sul quale la sua mano, in pervicace sovrapposizione, tenta ostinatamente di imporre il dominio ultimo, l’ultima parola. Orari: dal martedì al sabato 12.00 – 15.00 / 19.30 – 22.00 – domenica solo la sera.

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“Buono da Scattare” promuove l’arte della fotografia e la tradizione dell’olio

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Buono da ScattareRoma. Si è svolta nel prestigioso e storico Palazzo Passerini Falletti di Roma la cerimonia di premiazione della VI^ Edizione del Premio fotografico Buono da scattare. L’iniziativa, ideata e organizzata da Sabrina Lembo, Presidente dell’Associazione Culturale Un lembo di… e titolare dell’azienda olearia Lembo, intende promuove attraverso questa iniziativa la cultura dell’olio attraverso le sensazioni dell’immagine fotografica. Ad aggiudicarsi il primo premio, con l’opera fotografica “La mano dell’uomo” è stata Serena Gallus. L’autrice ha raccontato la sua storia personale attraverso uno scatto fotografico minimalista, dai molteplici rimandi evocativi, dove la mano di uomo con la fede al dito e i tagli delle ferite sul braccio, è posta accanto alle olive appena raccolte, posate a terra. Quasi si trattasse di un’inseparabile unione, fatta di sacrifici, di passione e di autenticità: ognuno ha bisogno dell’altro per portare frutto. L’immagine all’unanimità ha conquistato la prestigiosa giuria presieduta dalla scrittrice Lorena Fiorini e composta sia da personalità istituzionali che da illustri esperti del settore: Massimo Arcangeli (Università degli Studi di Cagliari), Lorenzo Canova, (Università degli Studi del Molise e Critico d’arte), Paolo Cricchio (Fotografo professionista), Andrea Di Lorenzo (Food photographer), Daniele Luxardo (Fotografo professionista), Maria Laura Perilli (Critica d’arte), Buono da Scattare2Annalisa Nuvelli (Fotografa professionista) José M. Salgado (Fotografo professionista), Raffaele Sacchi (Università di Napoli Federico II) e dalla giuria degli studenti, composta dagli allievi del Colegio “Logos” de Madrid, dal Liceo Scientifico “E. Fermi” di Gaeta, dall’Istituto Carlo Levi di Tricarco e dal Colegio “Labor” de Vigo. A condurre il tavolo dei lavori della premiazione Bettina Giordani, Presidente FIDAPA BPW Italy sezione Roma.L’iniziativa ha visto il sostegno di numerose autorità e personalità della cultura internazionale: Marcello Di Vito (Presidente dell’Assemblea Capitolina), Mario Arvelo (Embajador, Representante Permanente de República Dominicana ante las agencias de Naciones Unidas en Roma y Presidente del Comité de Seguridad Alimentaria Mundial), Ion De la Riva (Consigliere Culturale Ambasciata di Spagna in Italia) Gianmaria Palmieri (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Molise) Antonio Battista (Provincia di Campobasso e Sindaco Comune di Campobasso), Cosmo Mitrano (Sindaco Comune di Gaeta), Teresa D’Alessio (Presidente Fidapa BPW Italy sezione Campobasso). Durante l’evento è stato presentato il catalogo fotografico Buono da scattare, ideato da Sabrina Lembo con la collaborazione dell’Assemblea Capitolina- Roma Capitale , che racchiude tutte le opere finaliste e vincitrici della VI edizione, commentato in più lingue da scrittori contemporanei e internazionali, che hanno preso parte alla cerimonia di premiazione: Vicente Araguas (Spagna), Alessandro Cannavale (Italia), Milagros Frias (Spagna), Sabrina Lembo (Italia), Ridha Mami (Tunisia), Ramón Pernas (Spagna), Arturo Franco Taboada (Spagna).Sono intervenuti, oltre ai nomi sopra citati, anche Fabrizio Accatino (Giornalista e celebre sceneggiatore del fumetto Dylan Dog), Gianni Testa (Produttore discografico e noto vocal coach), Massimo Arcangeli (Università degli Studi di Cagliari). L’iniziativa vede, inoltre, il coinvolgimento di un Comitato d’Onore, comprendente eminenti personaggi della cultura, personalità politiche e amministrative, tra cui: Gonzalo Fournier Conde (Presidencia del Gobierno de España), Buono da Scattare1.pngMario Arvelo Caamaño (Embajador, Representante Permanente de República Dominicana ante las agencias de Naciones Unidas en Roma y Presidente del Comité de Seguridad Alimentaria Mundial) Fabrizio Accatino (Giornalista, Sceneggiatore a fumetti), Domenico Bruno (Avvocato, Università degli Studi del Molise), Riccardo Cucchi (Giornalista), Steve Della Casa (Radio RAI) Daniele De Michele (Donpasta, scrittore), Rossella Ferro (La Molisana), Renato Fiorito (Presidente di Giuria Premio Di Liegro), Javier Fiz Pérez (Università Europea di Roma), Maria Ángeles Albert De Leon (Real Academia de España en Roma), Gianmaria Palmieri (Magnifico Rettore Università degli Studi del Molise), Neyla Pardo (Universidad Nacional Colombia) Óscar Loureda Llamas (Pro Rettore Università di Heidelberg), Paola Rosmini (Autore televisivo RAI), Brunella Santoli (Unione Lettori Italiani), Arturo Franco Taboada (Architetto e scrittore).
«Le opere fotografiche di questa edizione – ha dichiarato Sabrina Lembo, Presidente e motore indiscusso di “Buono da scattare” – sono state in grado di commuovermi, per la bellezza delle storie che raccontano. Molte di esse hanno come autori dei giovanissimi, minori di diciotto anni. La loro attiva partecipazione è la vera ragione di questa iniziativa, che ha l’obiettivo di promuovere l’amore per la cultura dell’olio e per le nostre tradizioni, soprattutto nelle nuove generazioni. L’importanza di credere ancora nel valore autentico del lavoro, che non si traduce nel fatturato e nel profitto di un’azienda, ma nel produrre qualcosa di buono, nel collaborare e operare insieme con onestà, è uno degli obiettivi principali di Buono da scattare. Vedere oggi giovani, dal volto pulito e dagli occhi lucidi per l’emozione, è senz’altro un segno di speranza.» Spazio, quindi, ai giovani e ai valori. La sala interviene attivamente e accoglie gli altri vincitori: Carmen Gaetano con Gratitudine (Italia) Premio Buono da web – Categoria Giovani Fotografi, Debora Stracqualursi con Lavoro di donna (Italia) Premio Buono da web – Categoria Open, Francesco Ranellucci con Pane olio e pomodoro, che bontà! (Italia) Premio Sapori in tavola: l’olio e il cibo, Valentina Accomasso con Ulivo lussureggiante (Italia) Buono da Scattare3Premio Portf-OLIO, Raffaella Martino con Olio nell’arte – Il futuro (Italia) Premio alla Creatività, Giovanna Scarpitta con Le forme dell’olio (Italia) ) si aggiudica la prima edizione di Premio Buono da Arte, ricevendo una menzione speciale dalla critica d’arte Maria Laura Perilli, Antonietta Simoncini con Madre Terra e sorella oliva vince il Premio “Buono da FIDAPA”, volto a promuovere il talento e la collaborazione femminile, e Adriana Cruz con Surfaces of Tree (Germania) vince la categoria “Buono da scattare nel mondo”.
I vincitori del concorso hanno ricevuto in premio workshop fotografici presso da Digital Camera School di Roma, soggiorni presso il Summit Hotel di Gaeta, weekend- soggiorno in Italia e nel mondo, offerte da Italian Luxury, cena con degustazione presso VII Coorte di Roma. L’iniziativa nasce dal patrocinio di: Presidenza dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, Ambasciata di Spagna in Italia, Provincia di Campobasso, Comune di Campobasso, Comune di Gaeta, Università degli Studi del Molise, Fidapa Bpw Italy sezione Roma e sezione Campobasso, Fondazione ITS DEMOS; e dalla collaborazione di: Summit Hotel di Gaeta, Digital Camera School, VII Coorte di Roma, Galleria Triphé, Cantina Herero, Italian Luxury,Onartediem, Annalisa Nuvelli Fotografie, Olio Lembo. Shooting fotografico dell’evento a cura di Annalisa Nuvelli e Fabiana Di Nitto con copyright).

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Al Vittoriano: Grande fotografia d’autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Roma al Vittoriano di Roma dal 2 marzo al 20 maggio 2018 ritratti iconici raccontano un’epoca attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport: le sale del Complesso del Vittoriano accolgono un’eccezionale retrospettiva dedicata al grande fotografo britannico Terry O’Neill. Vivendo tra i miti dello spettacolo e avendo con loro un rapporto di grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni di carriera O’Neill realizza alcuni dei ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Brigitte Bardot a Ava Gadner fino a Marlene Dietrich. Tra gli oltre 50 scatti leggendari che hanno catturato momenti cruciali della storia dei più grandi personaggi, una sezione è interamente dedicata a una delle più poliedriche figure dello star system mondiale, icona dandy di stile che ha fortemente influenzato la percezione dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo secolo: David Bowie.Prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra TERRY O’ NEILL. Icons offre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca.
Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30 Venerdì e sabato 9.30 – 22.00 Domenica 9.30 – 20.30(la biglietteria chiude un’ora prima) Biglietti Intero € 8,00 Ridotto € 6,00.

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Mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Parma Sabato 24 febbraio 2018, dalle ore 18.30 CUBO, via La Spezia 90 (Dal 24 febbraio al 14 aprile 2018) negli spazi della Via Bianca, una mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica, soprattutto della “Aftermath Photograhy”, ossia la fotografia dell’indomani, delle cicatrici, di quello che è rimasto, o che prima c’era e ora non c’è più, con il progetto di Marco Bottelli dal titolo “Clashes for Palestine”, a cura di Paola Paleari.Una storia narrata fotograficamente, l’essenza di verità celate in una sequenza di biglie, realizzata dal fotoreporter Marco Bottelli, e che parte nel 2014 – lo stesso anno in cui Marco ha raccolto, nel quartiere di Shu’afat a Gerusalemme est, le biglie che ha poi fotografato e che vedremo esposte fino al 14 aprile.Il progetto prende il suo avvio a seguito di un grave evento: “La mattina del 2 luglio 2014, un giovane palestinese di 14 anni Mohammad Abu Khdeir, di Shu’afat, un quartiere di Gerusalemme Est, è stato rapito ed ucciso da alcuni estremisti israeliani. La brutale uccisione è avvenuta in seguito al rapimento ed uccisione di tre giovani israeliani in West Bank, nell’area tra Betlemme ed Hebron. Sono seguiti violenti scontri tra giovani palestinesi di Shu’afat e le forze di polizia israeliane che sono proseguiti per alcuni giorni. Questi fatti hanno contribuito ad aumentare la tensione fra israeliani e palestinesi sfociata poi nella guerra di Gaza conosciuta come operazione “ Protective Edge” lanciata l’8 Luglio 2014 e conclusasi il successivo 26 Agosto”.
Come spiega Paola Paleari, curatrice della mostra e del saggio critico ”Il lavoro di Marco Bottelli si inserisce nella corrente “Aftermath Photograhy” con eleganza e consapevolezza. Marco è un fotoreporter a tutti gli effetti: ha viaggiato in Est Europa, Africa e Sud America, ha vissuto per anni in Pakistan e poi a Gerusalemme. Qui, Marco ha visto il male nella sua tremenda e sconvolgente potenza, e ha documentato molti degli eventi tragici che colpiscono queste terre. Eppure, nei suoi progetti personali, nulla di questo male è reso evidente. Gli elementi scioccanti e traumatici cedono il posto ai toni minori, ai dettagli quasi mondani, che si prestano alla lettura in tutta la loro sobrietà. Osservando per esempio il progetto Clashes for Palestine, cosa vediamo? Semplicemente, una sequenza di biglie: tante piccole sfere di vetro dai colori variegati che si stagliano su sfondo nero, lucide e imperfette. A ciascuna è dedicata un’immagine, perché ognuna è un pianeta in miniatura; all’apparenza innocuo, in realtà legato a una storia di sangue e violenza tra popoli che da decenni non risparmia nemmeno i ragazzini”.Il soggetto della biglia nella sequenza di fotografie esposte trasferisce all’osservatore un grande significato sociale, che travalica il tempo e lo spazio in cui si trova. Mostrandoci la bellezza dell’oggetto, insieme di luce e colore, ci svela invece un’altra realtà, come una lente d’ingrandimento si fa essa stessa protagonista, strumento e soggetto dal duplice significato: quello universale, ovvero messaggero di una “storia” drammatica a cui siamo impotenti spettatori; e messaggero nel mondo, attraverso un elemento che diversamente dalla sua natura, diventa elemento di un conflitto bellico (le biglie sono spesso usate come proiettili da fionda dai palestinesi durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane).Come spiega la curatrice: “Queste immagini operano una elaborazione del conflitto e ci restituiscono un documento da completare, da integrare attraverso la nostra interpretazione. Ciò ha una duplice ricaduta sulla ricezione del documento stesso e del suo messaggio: da una parte, viene richiesto e ottenuto un maggior livello di coinvolgimento attivo dello spettatore; dall’altro, viene evitato l’effetto di rifiuto – oppure, peggio, di indifferenza – che molto dell’immaginario bellico può suscitare in caso di eccessiva ostentazione”.La centralità del lavoro fotografico di Marco Bottelli si basa dunque non più sul ruolo di fotoreporter- testimone di quanto accade, ma pone una nuova riflessione verso la materialità delle tracce e sul significato storico, emotivo e psicologico della loro rappresentazione.Ingresso Libero (Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Mostra: Il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

MediterraneoLucca. L’edizione 2017 del Photolux Festival, Biennale Internazionale di Fotografia, a Lucca dal 18 novembre al 10 dicembre 2017, sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”.
“Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro.” Ad affermarlo è stato Predag Matvejevic, autore nel 1987 di Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, tradotto in oltre venti lingue.
Le parole di Matvejevic risuonano, nella loro assoluta attualità, espresse da molte delle mostre e riecheggiate dagli appuntamenti di Photolux 2017.
“Il Mediterraneo è lo scenario nel quale negli ultimi anni si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai flussi migratori verso le coste europee, una delle più gravi per le sue proporzioni in termini di persone coinvolte e per le ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa”, annota Enrico Stefanelli che di Photolux Festival è il fondatore e direttore.
“E oggi più che mai si avverte l’urgenza di tornare a interrogare il Mediterraneo e la sua storia, di trovare un nuovo dialogo tra le culture”.
Per questo l’edizione 2017 di Photolux Festival vuole essere un focus sui fotografi del Mediterraneo e su quelli che del “mare nostrum” hanno fatto l’oggetto del proprio sguardo, che dia luogo a inedite contaminazioni e che provi a raccontare un mare dove da millenni si incontrano e scontrano civiltà che ne arricchiscono e complicano la storia”.
Le 22 mostre indagano questo tema-simbolo attraverso il lavoro di grandi nomi e giovani autori della fotografia internazionale. (foto: mediterraneo)

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A Cagliari tre giorni di riflessione sullo stato della fotografia e i nuovi linguaggi visivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

ArdizzoneCagliari nei giorni 12 e 13 settembre nella sala conferenze del Centro comunale d’arte Il Ghetto, in via Santa Croce 18 dalle ore 15.30 alle 19.30 e il giorno 14 settembre, negli stessi orari, all’EXMA – Exhibiting and Moving Arts di via San Lucifero e sarà riservato a un numero massimo di cento partecipanti.
Oggi la fotografia, nelle sue varie declinazioni, dal documentario al concettuale, vive una trasformazione radicale sotto l’influenza dell’avanzamento tecnologico e di nuovi valori della società. Francesco Zizola, uno dei più affermati fotografi italiani, ci porta alla scoperta della sua mostra Sale Sudore Sangue che parla dell’antico metodo di pesca sostenibile della tonnara. La narrazione delle diverse fasi di realizzazione del progetto, parte di Hybris, lavoro decennale sui limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali, servirà da spunto per riflettere su alcuni interrogativi: che cosa è oggi il racconto fotografico? Come è mutato il suo linguaggio? E come lo si applica ai nuovi media non tradizionali? Il workshop, della durata di tre giorni, sarà l’occasione per conoscere, approfondire e riflettere sul tema della fotografia, sulle sue prospettive di sviluppo, con un’attenzione particolare alla fotografia documentaria e a come questa si stia adattando all’utilizzo di nuovi prodotti tecnologici, action cam, droni e smartphone.
Attraverso l’esplorazione del lavoro passato e recente del docente, i partecipanti si confronteranno sulle varie fasi di realizzazione di un progetto fotografico, analizzando casi studio specifici e individuando nuove possibilità di ricerca, attivando al tempo stesso una riflessione su cosa vuol dire oggi raccontare storie attraverso la fotografia.
L’iniziativa è abbinata alla mostra Sale Sudore Sangue, progetto originale di Francesco Zizola per Consorzio Camù e 10b Photography, curato da Deanna Richardson visitabile all’EXMA fino al 17 settembre. In mostra le fotografie, scattate negli ultimi cinque anni da Zizola tra Portoscuso e Porto Paglia, che raccontano l’antico metodo di pesca del tonno rosso sviluppato nelle tonnare. (foto: ardizzone)

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La fotografia Alinari celebra il G7 della Cultura a Firenze

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

g7 alinari1Firenze. Con un “banco ottico”, apparecchiatura fotografica ottocentesca, lo staff Alinari ha realizzato, nella Sala della Musica di Palazzo Pitti, una fotografia celebrativa del primo G7 della Cultura inaugurato oggi a Firenze, a cui hanno preso parte, oltre al Ministro Franceschini, i suoi colleghi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti, nonché il commissario europeo per la cultura ed il segretario generale dell’Unesco.
La fotografia verrà sviluppata e stampata in analogico secondo le tecniche artigianali dell’800, garantendo la massima qualità ed il prestigio propri di Alinari.
Una copia della fotografia, consegnata a tutti i partecipanti, entrerà anche negli Archivi Alinari che, con un patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, conservano e valorizzano la memoria del nostro Paese e del mondo intero e, da oltre 150 anni, producono e tramandano al futuro comunicazione per immagini.
La “Cultura come strumento di dialogo tra i popoli”: medium privilegiato, che non conosce barriere o limiti, la fotografia racconta da quasi 180 anni la storia, i popoli, l’arte, la cultura, il paesaggio, il lavoro. La società Alinari è protagonista di questo racconto dalla metà dell’800.

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Mostra: Confini14 – Fotografia Contemporanea

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

carmen-decembrinofranco-monariRoma 26 gennaio 2017 ore 18.30 presso la Galleria Tibaldi Arte Contemporanea via panfilo Castaldi 18, Confini è una rassegna sulla fotografia contemporanea di ricerca: giunta alla 14a edizione, diretta da Maurizio Chelucci, ideata e organizzata da PhotoGallery di Firenze e MassenzioArte di Roma, si avvale di un network nazionale di associazioni, gallerie e curatori di conclamata attendibilità nel settore della fotografia tra i quali Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery), Fausto Raschiatore (CivicoCinque), Angelo Cucchetto (Photographers.it), Antonio Armentano (L’Impronta), Auronda Scalera (Visiva), Pippo Pappalardo (Galleria Sikanie); Denis Curti (Il Fotografo), che ogni anno seleziona progetti di fotografia contemporanea attraverso un bando pubblico sul portale photographers.it, prediligendo il lavoro di artisti che utilizzano il linguaggio fotografico per indagare i confini tra la fotografia e le altre forme di espressione artistica.
Gli artisti scelti per questa edizione di Confini14, e che potranno essere ammirati per un periodo di 12 mesi in una delle tante tappe che copriranno per intero l’Italia, sono: Me Nè con “Luoghi mentali”, Franco Monari con “E poi verrà la nebbia”, Carmen Decembrino con “il velo di Maya”, Silvia Zanasi con “Ombre e menzogne” e Studio Pace10 con “album – ricordi in conserva”. (foto: Carmen Decembrino, Franco Monari)

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Tour del Festival Europeo: Fotografia, Fotomodelli, Fashion Design

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

pierluigi_oddisilvia_oddilaura_vulpianiPartirà il 14 Gennaio da Avezzano comune della provincia dell’Aquila in Abruzzo, presso l’Hotel Olimpia sulla scia della prima edizione del Festival Europeo di Fotografia, Fotomodelli e Fashion Designer tenutosi a Roma il 3 Dicembre 2016, il tour ufficiale del Festival Europeo: Fotografia, Fotomodelli, Fashion Design.
Il Festival Europeo è gestito dalla società LEA EVENTS, diretto da Alexandra Titova, ed ha come obiettivo quello di promuovere giovani talenti, attraverso l’unione di due forme d’arte; moda e fotografia. Saranno nuovamente presenti i quattro Direttori Artistici: Max Moor per i Fashion Designer, Pier Giorgio Antonelli per i Fotografi, Alexandra Titova per le Fotomodelle ed Erika Bucci per i Fotomodelli.
avezzanoLa giornata prevede anche questa volta talento, moda e fotografia. In un primo momento si terranno le selezioni di Fotografi, Fotomodelli e Fashion Designer per la seconda edizione del Festival Europeo, che si terrà a Milano 2017.
Nella seconda parte, si continuerà con i talenti usciti dalla prima edizione del Festival. Sfileranno gli abiti della vincitrice dei Fashion Designer; Veronica Rivalta. Daniele Belli, vincitore della sezione Fotografia, esporrà le proprie fotografie. Nicolae Guglea e Michela Roselli, Fotomodello dell’anno e Fotomodella dell’anno, saranno presenti come ospiti.
Non mancheranno sfilate degli abiti di Stefano Montarone e Marilena Marini e le fotografie di Emanuele Novelli, fotografo ufficiale dell’evento, Francesco Viganò, Emanuela Licenziato, Daniele Ceci.
La serata sarà presentata da Pierluigi Oddi e la madrina sarà la modella e fotomodella Laura Vulpiani. Diversi ospiti arricchiranno la serata, come la voce della cantante Silvia Oddi e gli abiti uomo del negozio Just Firme. (Christian Flammia) foto: avezzano, Silvia_Oddi, laura_vulpiani, Pierluigi_Oddi)

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