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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘fragili’

Caritas: nuove sinergie per rispondere ai bisogni dei più fragili

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

La presidente di Banca Etica, Anna Fasano, il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu hanno siglato a Roma un nuovo accordo quadro che rafforza le sinergie tra le due realtà che già da tempo collaborano per dare risposte ai bisogni delle persone più fragili. Presente anche Benigno Imbriano, amministratore delegato di PerMicro, che metterà a disposizione la propria esperienza nel campo della microfinanza. Ecco i primi strumenti definiti da Banca Etica e Caritas Italiana per rafforzare una collaborazione che dura da oltre 20 anni: Banca Etica promuove e sostiene iniziative di educazione finanziaria e strumenti finanziari per il contrasto alla povertà, all’esclusione finanziaria e all’empowerment delle persone. In particolare attraverso la collaborazione con il proprio partner PerMicro, una tra le più importanti società di microcredito in Italia che opera su tutto il territorio nazionale, verranno studiate specifiche azioni per l’accesso al credito delle persone e delle piccole imprese familiari. Caritas e Banca Etica collaboreranno in campagne di sensibilizzazione, raccolta fondi , anche in situazioni di emergenze umanitarie nazionali o internazionali Banca Etica mette a disposizione di tutte le Diocesi, Caritas Diocesane, e realtà loro collegate, ai relativi dipendenti e collaboratori, strumenti specifici per far fronte alle esigenze di natura finanziaria a condizioni di maggior favore. L’inclusione finanziaria come essenziale elemento di inclusione sociale è al centro del nuovo accordo tra Caritas, Banca Etica e PerMicro. Un accordo che, con un plafond di 5 milioni di euro, grazie al coinvolgimento di PerMicro, punta sulla microfinanza per realizzare interventi di educazione e inclusione finanziaria. I beneficiari saranno individuati dalle Caritas Diocesane che aderiscono all’iniziativa e potranno ricevere: finanziamenti alle persone fisiche per esigenze familiari da 3.000 a 15.000 euro finanziamenti alle iniziative di autoimpiego e alle microimprese a partire da 5.000 a 25.000 euro fino a 72 mesi di durata percorsi di formazione finanziaria di base per operatori e volontari Caritas accompagnamento e mentoring dei beneficiari dei prestiti http://www.permicro.it

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Scuola: Studenti fragili e protocollo sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Gianmauro Nonnis ha illustrato il protocollo di sicurezza nelle scuole Anief, partendo dai contenuti del protocollo, il punto di vista del sindacato, il punto di vista del Ministero e i lavoratori fragili. Parlando poi della Circolare interministeriale (Ministero del Lavoro e Ministero della Salute) n° 13 del 4 settembre 2020, è stato sottolineato come contenga tre elementi qualificanti e faccia sorgere diverse criticità: concetto di «fragilità», indicazioni operative, contenuti del giudizio medico-legale. La criticità viene dal fatto che viene meno il criterio di specifica pericolosità del Covid-19: la sua pericolosità viene infatti legata alla comorbilità, e secondo questo punto di solo Covid non si muore. Inoltre non viene definito un congedo Covid relegando i periodi di esonero dal servizio a un periodo di malattia. Alcune categorie di lavoratori a tempo determinato (ad esempio i supplenti brevi) rischiano di essere licenziati per superamento del periodo di comporto massimo previsto dal CCNL per malattia (30 giorni per i docenti con supplenza breve). Marcello Pacifico, durante la diretta on line, ha ricordato “come il sindacato sia in prima linea nelle battaglie nei tribunali e al Parlamento. I temi più caldi di questo momento saranno discussi nelle 7mila assemblee a distanza che partiranno a breve e termineranno a maggio: DDi, lavoratori fragili, lavoro agile, rischio biologico, aumenti stipendiali, stabilizzazione precari, sicurezza post Covid-19, pensionamenti anticipati, trasferimento senza vincoli, le tavole della giurisprudenza, piattaforma contrattuale Anief 2019-21, la nuova contrattazione integrativa d’istituto”.Il sindacalista autonomo ha sottolineato quanto sia “necessario pensare ai lavoratori fragili, prevedere una nuova legge per loro. Bisogna, ovviamente, migliorare la sicurezza dentro le scuole, così da svolgere al meglio il proprio lavoro, perché una cosa è certa: l’Italia non si può fermare. Bisogna monitorare continuamente e indicare soluzioni per garantire la sicurezza. Necessario costruire il nuovo contratto: ricordiamo che abbiamo chiesto un aumento dello stipendio di 450 euro, inclusa un’indennità per rischio biologico. Indispensabile poi portare avanti la crociata contro il precariato: l’Europa ci dice di stabilizzare i precari dopo 36 mesi di lavoro, bene, facciamolo. Noi, in attesa del giudizio del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dal giovane sindacato, non possiamo fare altro che chiedere di riaprire il doppio canale per le assunzioni, riformulare il punteggio delle graduatorie attraverso nuove tabelle titoli, evitare i licenziamenti. In ultimo, come sindacato, siamo fermamente convinti dell’importanza dell’informazione e della consultazione dei lavoratori: insieme possiamo cambiare il sindacato italiano, tutelando un’intera categoria per il bene del Paese”.

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Lavoro agile: estenderlo al personale della scuola e di tutelare i lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Necessario abolire l’articolo 32, comma 4 del Decreto Legge n. 104/2020 per consentire anche a docenti, educatori e Ata di poter accudire i figli eventualmente posti in quarantena, senza dover ricorrere al congedo straordinario e alla riduzione del 50% dello stipendio, e della necessità di attivare il tavolo presso il ministero dell’Istruzione per la firma del contratto integrativo e disciplinare le modalità della didattica a distanza come previsto dalla legge.A pochi giorni dalla prima apertura delle scuole, infatti, sono già alcuni gli istituti che hanno disposto la chiusura di classi, plessi o di interi edifici a causa della presenza di alcuni tra alunni e personale scolastico positivo al Covid-19, mentre la DAD rimane uno strumento utilizzato in parecchie scuole per consentire il distanziamento. Ma dal 6 giugno, dopo quasi quattro mesi, nonostante le diverse richieste di Anief, ancora non si è attivato presso il ministero dell’Istruzione il tavolo per la firma del contratto integrativo previsto dalla legge n. 41/2020. Queste le richieste specifiche del presidente Anief presentate al Ministero del Lavoro, durante l’intervento quale delegato Cisal di cui è uno dei segretari confederali, insieme a Gian Mauro Nonnis, vicepresidente Anief, dopo l’intervento nei giorni scorsi presso il Ministero della Funzione pubblica. Bisogna intervenire per la confederazione anche con un protocollo per il settore privato e con un accordo quadro per il settore pubblico per dare maggiore tutela per disconnessione, salario accessorio, formazione, sicurezza, salute, privacy e per tutte le norme relative all’organizzazione dell’orario di lavoro.Le esigenze venutesi a determinare a seguito della pandemia necessitano di diversi adattamenti normativi. La Cisal ha ripercorso gli interventi legislativi più recenti a partire dalla direttiva 88/2003 sull’organizzazione dell’orario di lavoro che è sotto la lenta di ingrandimento della Cesi per delle proposte emendative in Commissione UE.

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Scuola e lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pubblicata la Nota n. 1585 dell’11 settembre: confermate le linee portanti illustrate ieri ai sindacati. Importante passo indietro del ministero sulla tutela dei precari, ma ancora non basta. Dopo la serrata discussione di ieri fino a tarda sera, in sede di presentazione della nota ministeriale sui lavoratori fragili alle organizzazioni sindacali, ANIEF apprezza che dal testo definitivo sia stata espunta l’indicazione che non si debba procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa.Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF: “Si tratta di un importante risultato a tutela dei lavoratori fragili. Resta inteso, tuttavia, che ANIEF vigilerà sull’effettivo rispetto dei diritti di docenti, Ata ed educatori precari in condizione di fragilità, assicurandosi che nei loro confronti si provveda effettivamente a stipulare il contratto anche in presenza di temporanea inidoneità pregressa. Non è certo colpa di questi lavoratori, infatti, che le patologie di cui soffrono (questo, infatti, connota i lavoratori fragili) siano un grave fattore di rischio per il contagio da Covid-19. E non possono pagare loro il conto della pandemia. Rimangono, tuttavia, altri aspetti da rivedere, sui quali ANIEF conferma la propria ferma opposizione, che avverrà in tutte le sedi”.Ci sono importanti novità sulla gestione dei lavoratori fragili. Il ministero dell’Istruzione ha apportato modifiche e limature da apprezzare, perché alcune vanno proprio nella direzione indicata dal giovane sindacato. Come la cancellazione della parte in cui non si dovrà procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa. Ma vi sono, tuttavia, ancora diversi nodi da sciogliere. Su tutti, permane nella nota la prescrizione che il giudizio di inidoneità temporanea comporti, per il personale precario già contrattualizzato, il collocamento d’ufficio in malattia, con grave danno derivante dall’applicazione dei periodi di comporto e di riduzione temporali più svantaggiosi di quelli applicati al personale di ruolo. In questo caso, infatti, il supplente breve va in malattia al 50% dello stipendio e dopo 30 gg viene licenziato. Considerato che l’inidoneità temporanea sarà verosimilmente disposta dal medico per alcuni mesi, questo creerà un grave danno ai docenti precari (per il personale Ata, è previsto quanto meno l’utilizzo in mansioni residue, ove possibile). Resta quindi indispensabile, per ANIEF, l’attivazione di una nuova sequenza contrattuale per integrare e aggiornare il CCNI 2008 sul personale inidoneo inserendo in esso anche il personale docente, Ata ed educativo precario, incredibilmente dimenticato allora dai sindacati firmatari di quell’accordo. ANIEF invita sin da ora le lavoratrici e i lavoratori, precari e non, che dovessero subire una violazione dei propri diritti in relazione alla propria condizione di fragilità a rivolgersi alle sedi territoriali per ottenere tutela.

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Scuola: Lavoratori fragili non solo tra i docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pesa sempre più la negazione del lavoro “agile” – unico caso nella pubblica amministrazione italiana – presente invece la scorsa primavera nel D.L. del 19 maggio 2020, n. 34 all’art. 263: l’approvazione del decreto “agostano” n. 104 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso – correlato alle situazioni emergenziali del Covid e con il quale si è deciso il personale amministrativo, tecnico e ausiliario non potrà svolgere in alcun caso lo smart working – coinvolge una platea potenziale di 150 mila lavoratori. La percentuale di over 55 passa da poco più il 40% tra i docenti (quasi 300 mila persone) a quasi il 60% tra gli Ata, quindi altri 150 mila lavoratori. Il sindacato si attende, a questo punto, che dal ministero dell’Istruzione, della Salute, della Funzione Pubblica, dall’Istituto superiore di sanità e dell’Inail giunga un ravvedimento, come chiesto dall’Anief con una modifica ad hoc da introdurre sempre nel dl 104, ora in fase di conversione al Senato.“Se non si provvede ad introdurre una modifica al decreto Agosto n. 104, approvando emendamenti specifici predisposti dal nostro sindacato Anief – dice il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – ci ritroveremo con molti dei 150 mila lavoratori Ata e quasi 300 mila docenti con due diritti costituzionali potenzialmente minati: quello della salute, perché esposti in contesti potenzialmente pericolosi, e quello della negazione del lavoro il più possibile confacente, poiché in presenza di patologie hanno tutto il diritto a non esporsi al contagio. Ciò che non si comprende, inoltre, è come mai solo ai lavoratori delle scuole viene negato di operare da remoto”.Si avvicina il ritorno delle lezioni in presenza, senza tuttavia alcuna novità sostanziale sulla mancata tutela dei lavoratori fragili della scuola: oggi Tuttoscuola parla di “possibili conseguenze di tenuta del sistema”, poiché, considerando l’età media dei lavoratori della scuola molto più alta degli altri comparti, “il personale con oltre 55 anni di età fa parte virtualmente dei docenti fragili, perché proprio sulla base dell’età, se coesistono condizioni di rischio derivanti da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità, essi vengono maggiormente esposti al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2”.

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Scuola. Lavoratori fragili, appello Anief a docenti e Ata: fate domanda per essere visitati

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

“Come sindacato riteniamo che questi lavoratori”, con patologie e a rischio salute, “abbiano tutto il diritto” a verificare la loro compatibilità con l’ambiente scolastico: a dichiararlo, in un’intervista radiofonica di oggi, è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Come prevede la stessa Circolare del ministro della Salute” devono muoversi ora per verificare se i loro “problemi possano determinare grandi rischi con il Covid”: potranno così “presentare domanda” alla loro scuola “per essere visitati dal medico competente o dal medico dell’Inail, al fine di essere temporaneamente dichiarati inidonei all’attività didattica tenuta in presenza”.Dopo i primi test sierologici realizzati in modo volontario è tempo di bilanci. A realizzarli è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Un caso su tutti da citare è quello della Regione Lombardia, dove su 200 mila docenti e amministrativi ben 100 mila si sono prenotati, in maniera naturalmente volontaria, in 50 mila lo hanno svolto e sono risultati positivi in 2.700 anche dopo i tamponi successivi: parliamo del 5 per cento. Questo significa che c’è bisogno di grande attenzione”.“Nel frattempo – continua Pacifico – è stata emanata la Circolare del ministero della Salute sul lavoro ‘fragile’: questo è molto importante, perché bisogna senz’altro intervenire con la sorveglianza sanitaria del personale scolastico”, attraverso la quale si è stabilito che “sarà il medico competente a decidere quali tipi di sorveglianza sanitaria portare avanti. Sicuramente non è colpa di questi lavoratori, in particolare di una classe docente, quella italiana, che risulta la più anziana al mondo, in particolare over 55, anche se in questa Circolare si precisa che non è l’età anagrafica a indicare il concetto di lavoro ‘fragile’”.Il sindacato si mette a disposizione di tutto il personale per presentare”, con un apposito modello, “queste domande: è molto importante tutelare la salute. Stiamo verificando, anche attraverso una check list che abbiamo distribuito alle Rsu, cosa sia importante. Di sicuro, lo è realizzare un nuovo patto educativo tra le famiglie e gli insegnanti, per fare in modo che i ragazzi rispettino la regola del distanziamento sociale, perché se lo rispettiamo tutti supereremo insieme anche questa fase di recrudescenza che a oggi” è tornata ad un numero di casi positivi in pericolosa ascesa, “quasi indietro al mese di maggio”.

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Scuola Lavoratori fragili, niente allarmismi ma servono tutele certe

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Tra i vari argomenti riguardo la riapertura della scuola, continua a tenere banco il tema dei cosiddetti lavoratori fragili. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega ad Italia Stampa che il suo sindacato “ha chiesto, nell’ultimo incontro con l’amministrazione, l’emanazione delle specifiche note aggiuntive per consentire di fatto la tutela della salute di chi veramente ha problemi grossi e non può rischiare il contagio da Covid”.
Per il sindacalista autonomo la richiesta di tutela dei lavoratori più a rischio “è molto importante: lo abbiamo ribadito al tavolo con il ministro dell’istruzione e deve essere anche un momento di riflessione per capire che gli insegnanti ed il personale in generale tutto scolastico ed il personale amministrativo, ma mi riferisco pure al personale docente che è il più vecchio al mondo”, vanno considerati come una categoria da tutelare. “Ribadiamo quindi la nostra proposta di una finestra speciale” previdenziale “per gli insegnanti: abbiamo il personale più vecchio del mondo, non si può andare in pensione a 67 anni: dopo 47 anni di insegnamento: bisogna andare in pensione nella scuola a 61 anni senza penalizzazione come era prima” della Legge Monti-Fornero. Il tema dei lavoratori fragili della scuola negli ultimi protocolli istituzionali sul rientro in classe a settembre deve essere affrontato con chiarezza al più presto. Secondo il presidente nazionale Anief “è vero che è intervenuta la norma che ha corretto la definizione stessa di lavoratore fragile, solo che ora non si parla più dell’over 55 ma di essere affetto di alcune patologie croniche che sono e che potrebbero portare, vista la diffusione del Covid, ad un peggioramento irrimediabile dello stato di salute. E ad oggi dal ministero dell’istruzione e dal ministero della sanità – ha continuato il leader dell’Anief – non sono giunte istruzioni specifiche per il personale della scuola, un personale che nel 40% dei casi è over 55, e in più del 60% è over 50”.

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Scuola: Lavoratori fragili dimenticati nei protocolli del rientro in classe, i Ministeri cercano di riparare

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Dopo la denuncia dell’Anief è scoppiato il caso dei lavoratori “fragili” della scuola – docenti e Ata con oltre 55 anni, a prescindere dalla presenza o meno di patologie o stati di malattia – non più considerati tali nel protocolli approvati delle istituzioni per il ritorno a scuola in sicurezza. A distanza di pochi giorni, da diverse province giung notizia che sono tanti gli over 55, soprattutto con patologie, che non se la sentono di rientrare a scuola e non si sentono tutelati dallo Stato.“Non si può pensare che il rientro in sicurezza a scuola di dieci milioni di persone, tra alunni, docenti e Ata – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – possa passare solo con la prevenzione. Certamente, noi siamo i primi a dire che i docenti e tutto il personale scolastico deve svolgere il test sierologico e se positivo anche il tampone, sempre se messo nelle condizioni di farlo, ma occorre anche monitorare il personale con attenzione. La scienza ci dice che un individuo dopo i 55 anni è più esposto alle conseguenze del Covid? Allora è bene tenerne conto, comunicando agli stessi docenti, Ata e dirigenti scolastici le linee di comportamento di esami diagnostici da seguire per verificare la compatibilità o meno della loro presenza nell’ambiente scolastico. Certamente, prima che dal ministero dell’Istruzione, il quadro di chiarezza deve partire da quello della Salute e della Funzione Pubblica. E bisogna farlo prima di subito”.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Farmaci antipertensivi protettivi sugli anziani fragili. I risultati di uno studio italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Seguire in modo regolare la terapia antipertensiva aiuta anche gli anziani più fragili (dai 65 anni in su), specie i più sani, a vivere più a lungo, secondo uno studio pubblicato su Hypertension. «Pur sapendo che i farmaci per la pressione sono protettivi negli anziani, ci siamo concentrati sul fatto che lo fossero anche nei più fragili con comorbilità multiple, di solito esclusi dagli studi controllati» esordisce Giuseppe Mancia, autore principale dello studio e professore emerito all’Università di Milano-Bicocca.
I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 1,3 milioni di persone residenti in Lombardia di età pari o superiore a 65 anni (età media 76 anni) che hanno ricevuto 3 o più prescrizioni di farmaci antipertensivi tra il 2011 e il 2012. Gli autori hanno poi messo a confronto la storia clinica di circa 255.000 persone decedute durante il follow-up di 7 anni con una popolazione di controllo corrispondente per età, genere e stato di salute, suddividendo le coorti in quattro gruppi: buona salute, media, scadente o molto scadente. A conti fatti la probabilità di morte nell’arco di 7 anni è risultata essere del 16% nel gruppo in buona salute, aumentando progressivamente fino al 64% nei pazienti in pessime condizioni. Ma non solo: rispetto ai partecipanti con scarsa aderenza alla terapia (meno del 25% del tempo di trattamento), gli anziani con aderenza elevata (oltre il 75%) avevano rispettivamente il 44% o il 33% in meno di probabilità morire a seconda che fossero in buona o cattiva salute. Un modello simile è stato osservato con i decessi cardiovascolari: il più grande beneficio di sopravvivenza è stato tra le persone in buona salute, e il più modesto tra coloro in cattiva salute.
«I nostri risultati suggeriscono che anche negli anziani fragili il trattamento antiipertensivo riduce il rischio di morte, sebbene in questo gruppo i benefici potrebbero essere minori. Ma questi dati mostrano anche l’importanza di incoraggiare i pazienti a seguire la cura in quanto l’aderenza è fondamentale per ottenere benefici sullo stato di salute» conclude Mancia. (fonte: doctor33)

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Scienza & Vita: attenzione ai bisogni reali delle persone più fragili durante la pandemia in corso

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

L’associazione Scienza e vita esprime la sua preoccupazione per le necessità delle persone con patologie croniche o disabilità confinate in quarantena in questo periodo di pandemia.Ci giungono varie segnalazioni da più parti di Italia su difficoltà inerenti le restrizioni della pandemia per alcune particolari categorie e nostro obbligo è segnalarle e vigilare che non restino inevase. Nella necessità di aderire alle indicazioni della Protezione Civile e del Governo per contenere i contagi, non possiamo non segnalare l’urgenza di chi non è autosufficiente e che vede ulteriori difficoltà assistenziali a domicilio per le restrizioni del loro proprio movimento o del movimento di chi dovrebbe assisterli. E’ fondamentale che il bene comune venga tarato sul bene delle persone più fragili. Dunque, chiediamo che per i cittadini con disabilità vengano immediatamente adottate delle misure assistenziali in grado di sopperire le carenze del momento. Vogliamo sperare che questa riflessione porti rapidi ausili, ma non solo: che sia lo spunto per ripensare le emergenze e il diritto alla salute sempre sul metro e sui diritti dei più deboli anche quando questa crisi sarà terminata.

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Telefono solidale per le persone più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio ha attivato una nuova linea telefonica per le persone più fragili, in questo tempo, nella città di Roma: lo 06 8992299 Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 anche la domenica. Oltre a dare informazioni e fornire aiuto di tipo sociale sui servizi disponibili (come ad esempio la consegna a domicilio), viene offerta anche la possibilità di un teleconsulto multispecialistico per tutti coloro che, a causa dell’emergenza Covid_19, faticano a rivolgersi ai normali canali del sistema sanitario.
Il servizio è rivolto in particolare ad anziani, malati, persone sole, che hanno necessità di aiuto per problemi sociali o patologie diverse dal coronavirus, che in questo periodo incontrano serie difficoltà ad essere ascoltate e aiutate.
Il telefono si avvale dell’esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio (attivo in 11 Paesi africani) e dei servizi della Global Health Telemedicine che da anni offrono consulenza a centri sanitari in diversi luoghi del mondo.Si precisa che il servizio, pur essendo di grande utilità per consigli riguardanti diverse situazioni mediche, non si prende carico di urgenze o di patologie afferenti a sospetta o conclamata infezione da Covid_19 per le quali già esistono reti e percorsi regionali dedicati.

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Aiutiamo le persone più fragili

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio lancia un appello alle istituzioni, ma anche a tutti i cittadini, per non lasciare sole le persone più fragili in queste ore di emergenza dettate dal coronavirus. Com’è noto i soggetti più a rischio in questi giorni sono certamente gli anziani, per l’età avanzata, ma anche i senza fissa dimora, le persone malate o con disabilità. Su tutti loro incombe anche un altro grave pericolo: l’isolamento. Basta pensare che, soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma o Milano, il tasso di persone che vivono da sole tocca il 45 per cento della popolazione. Tutti i cittadini possono fare la loro parte.Aiutateci ad ampliare il monitoraggio delle persone anziane o con disabilità che continuiamo a seguire – non potendo visitarli – con telefonate, lettere, messaggi audio e video, inviati in particolare a chi vive negli istituti. Anche offrirsi per portare la spesa a domicilio è un’azione preziosa per limitare il disagio di chi è più solo e vulnerabile.In questi giorni i nostri volontari continueranno a visitare anche le persone che vivono per strada portando loro non solo il cibo ma anche prodotti utili per proteggersi dal contagio (come gel e fazzolettini per disinfettarsi). Le nostre mense per i poveri restano aperte osservando le misure di precauzione per quanto riguarda il numero contingentato delle persone, la distanza tra loro e l’igiene, ma garantendo questo servizio, indispensabile per chi rischia, a causa della minore circolazione, di ricevere meno aiuti e sostegno, a partire dai senza fissa dimora.Se il contagio ci allontana fisicamente la solidarietà ci unisce, ci rende più forti di fronte alla paura e aiuta a proteggerci.Chi vuole può contribuire economicamente, oppure raccogliendo generi utili, come alimentari, gel igienizzanti e fazzoletti di carta. Le informazioni su come si può aiutare sono su http://www.santegidio.org

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Ondate di calore: anziani e persone fragili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

La “bella stagione” è ormai alle porte, ma non sempre è così bella per ogni categoria di cittadini, specie quelle più deboli e fragili ed in particolare gli anziani soli che sono i più colpiti dalle conseguenze delle improvvise ondate di calore che come è tristemente noto determinano spesso lutti e costi sociali elevatissimi per tutta la collettività. Lo scorso 14 maggio 2011, va sottolineato, per attenuare gli effetti dei caldi improvvisi e per ampliare le tutele proprio per questi soggetti, il Ministro della salute Ferruccio Fazio ha emanato un’ordinanza che sarà in vigore sino al 30 ottobre 2011 che impone alle amministrazioni comunali di trasmettere alle ASL gli appositi elenchi delle persone over 65, iscritte nelle anagrafi della popolazione residente. Le aziende sanitarie locali in collaborazione con i comuni, si legge nell’ordinanza, dovranno attuare tutte le iniziative più opportune per prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili conseguenti ai grandi caldi che sempre con più frequenza si verificano in ogni area del Paese già a partire dall’inizio dell’estate. In particolare le amministrazioni comunali dovranno predisporre servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto. Per non considerare poi gli effetti sociali di un monitoraggio di tal tipo e le conseguenze positive anche in termine di riduzione dei costi per la collettività oltreché per il sollievo ed il sostegno morale agli anziani soli che come specificato rappresentano la categoria che patisce in maniera più gravosa gli effetti dei caldi estivi. (Giovanni D’Agata)

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Fragili incontri: poesie di vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2010

Milano 27 novembre, ore 18 SuperstudioPiù  Via Tortona, 27  relatore Carmen Salis recitazione testi Silvia Pantano. Un Libro a Milano Salone della piccola e media editoria  Sala delle presentazioni – caffè letterario
Marco Feliciani ha sempre avuto la passione della scrittura. Sin dalla tenera età legge centinaia di libri dei più grandi scrittori di sempre,  da Dante fino  a Jack Kerouac e li si ferma. Il motivo? Perché dopo Kerouac e la beat generation secondo lui non c’è nulla di nuovo. Impara da questi geniali artisti, in modo da garantirsi uno  stile personale, pur rifacendosi ad un passato letterario non troppo distante dal  suo credo..  Il mondo gli offre  moltissime opportunità e fa di tutto per riuscire a individuare la più giusta, la più incline ai suoi bisogni di artista. Nato a Roma ventisei anni fa, prima di trasferirsi a Milano, Marco Feliciani ha fatto parte, come autore di testi e cantante, di un gruppo folk rock. Successivamente dopo il trasferimento ha collaborato per alcune riviste online. Ha esordito con il romanzo “Diario di una persona qualunque” edito da “Altromondo” nel 2008. Nel 2009 esce “Nel ricordo del poeta” una raccolta di poesie dedicata a Fabrizio De Andrè. Nell’anno corrente, esce l’antologia “il Sogno” curata dal collettivo Poesiaèrivoluzione dove vi è inserita una delle sue poesie. In questi giorni Aletti editore pubblicherà “Vivo in una guerra” di Marco Feliciani, all’interno della raccolta di poesie “Parole in fuga”. “Fragili Incontri” edito da La riflessione – Davide Zedda Editori.

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Accoglienza familiare dell’anziano in Francia

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

(Centro Maderna) Accueil familial (accoglienza familiare) è un modello di intervento sociale attivo in Francia, basato sulla stipulazione di un contratto tra la famiglia accogliente e la persona accolta. In base al contratto la persona accolta, anziano o disabile adulto, si trasferisce presso la famiglia, la quale a sua volta si impegna ad accudire l’anziano, ottenendo in cambio una remunerazione mensile. Questa soluzione, caratterizzata da un grado elevato di flessibilità, è stata oggetto sin dal 1986 di un’analisi condotta da una Commissione nazionale, su incarico del Segretario di Stato. Il rapporto emerso (Rapporto Braun, dal nome del presidente della Commissione) evidenziava la necessità di trovare soluzioni alternative ai problemi dell’assistenza alle persone anziane fragili, quali appunto l’accoglienza familiare. Il 10 luglio 1989 veniva così ap provata la legge 89-475, che riconosceva istituzionalmente l’accoglimento dell’anziano in famiglia. L’articolo entra nel dettaglio della legge francese e conclude con un’analisi delle possibilità di realizzare tale strumento a livello regionale in Italia. Cita anche l’esempio del servizio Affido Anziani del Comune di Milano, che differisce dal modello francese proprio nell’accoglienza. La famiglia infatti, non ospita l’anziano, ma lo accudisce al suo domicilio.

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Regione Lazio: Ticket ai disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

“Il decreto commissariale che prevede il pagamento dei ticket per le prestazioni assistenziali dei disabili nella Regione Lazio è una vera e propria beffa”, è quanto fa sapere in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Politiche Sociali “Pensare di poter scaricare il deficit della sanità laziale, causato come si sa da incompetenza e malaffare, sulle spalle dei cittadini più fragili, è infatti a dir poco irresponsabile e vergognoso”.   “Il carico a cui deve far fronte un disabile e la propria famiglia per assicura le adeguate cure assistenziali – prosegue Mariani – è già abbastanza elevato e gravoso. Dovremmo casomai lavorare affinché la Regione si impegni ancora di più ad alleviare il peso economico delle cure e dell’assistenza.” “Il decreto del Commissario di Governo inoltre è per me ancor più insopportabile in quanto rischia di invalidare tutto il lavoro da me svolto e a cui ho contribuito in questi anni in tema di difesa dei diritti dei disabili: dalle leggi a sostengo dell’inserimento lavorativo, all’introduzione del bollino H, fino alla predisposizione di strutture, come il CAUD, in grado di facilitare la vita a chi è affetto da disabilità e delle famiglie che lo hanno in carico.” “La nostra contrarietà quindi è assoluta e farebbe bene, il Commissario Guzzanti, a ritirare immediatamente il decreto anche prima che il Tar si pronunci sulla sua evidente incostituzionalità. Darebbe in questo modo un segnale di dignità e di rispetto nei confronti di tutti i cittadini di questa Regione.”   “Su questo – conclude  Mariani – siamo pronti ad alzare le barricate: con la vita delle persone non si gioca, né si può in alcun modo assistere al triste balletto delle strumentalizzazioni che stiamo vedendo in questi giorni. Non sono accettabili furbizie su questo tipo di problemi”

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