Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘fragili’

Sociale. Mammì: “Attenzione a persone più fragili sempre alta”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Roma. “L’attenzione per le persone più fragili non è mai venuta meno da parte dell’Amministrazione. Abbiamo investito con forza e costantemente per nuove strutture, abbiamo aperto e continueremo ad inaugurare anche nei prossimi mesi cohousing dove accogliere e guidare chi si trova in difficoltà verso l’autonomia, abbiamo investito su ogni immobile potesse essere coinvolto in servizi di tipo sociale, anche riconvertendo beni confiscati alla mafia, per il benessere della città. Come assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale ho condotto una ricognizione sia tra gli immobili del patrimonio capitolino sia tra quelli confiscati a disposizione e ho fatto assegnare ogni singola unità immobiliare che potevo utilizzare agli uffici dei Dipartimenti competenti. Grazie a questa azione sono nati e continuano a nascere sempre più servizi. Sicuramente c’è ancora molto da fare, ma l’impegno e l’azione di sistema, per colmare le lacune di troppi anni di gestione inefficace delle risorse pubbliche, è stato e continua ad essere totale. Durante questa ricognizione del patrimonio, condotta in tutte le direzioni, non è stato possibile prendere in utilizzo Casale Gomenizza, al centro delle attenzioni per un importante servizio a sostegno delle persone con autismo, in quanto non di immediato utilizzo. L’attenzione dell’Amministrazione resta sempre alta per aprire nuovi servizi”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.

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Scuola: Lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

All’esordio della pandemia, il Governo aveva previsto una forma di protezione per i “lavoratori fragili” e ne aveva delineato i profili attorno a una condizione di maggior rischio: persone con immunodepressione o esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3, legge 104/1992). Per questi lavoratori era garantito che l’assenza dal servizio fosse equiparata al ricovero ospedaliero. In sintesi: per chi rientrava in quelle condizioni di fragilità sopra delineate ed era in grado di dimostrarlo l’assenza veniva equiparata al trattamento del ricovero ospedaliero. Non era precisata la questione del computo delle assenze e in mancanza di un chiaro dettato normativo si applicava la normativa prevista dal CCNL: per il personale della scuola il ricovero ospedaliero non comporta la trattenuta stipendiale prevista per la malattia ma determina l’erosione del comporto con conseguenze più gravi per i lavoratori precari.Se il personale di ruolo ha diritto a 18 mesi di malattia retribuiti più altri 18 con la conservazione del posto, ai supplenti al 30 giugno spettano 9 mesi in un triennio e ai supplenti brevi solo 30 giorni per anno scolastico. Il periodo di comporto, regolamentato dai singoli Contratti collettivi nazionali di lavoro, è il tempo massimo di giorni di malattia di cui un lavoratore può beneficiare senza che possa scattare il licenziamento per giusta causa. È evidente che molti lavoratori – oncologici, immunodepressi o con altre condizioni che comportano già molte assenze per malattia – fossero quantomeno preoccupati. Il decreto Sostegni afferma finalmente che questi periodi di assenza non determinano l’erosione del periodo di comporto. Si apre perciò la possibilità di un intervento per coloro che in questi mesi fossero stati licenziati a causa del superamento del limite massimo delle assenze.L’altra criticità di questi mesi era relativa alla scadenza di questa forma di tutela: all’inizio era fissata fino al 31 luglio 2020, poi fino al 15 ottobre dello stesso anno. E ancora, nell’ultima legge di bilancio dal 1 gennaio al 28 di febbraio 2021. Rimanevano perciò scoperti e da sanare i periodi dal 16 ottobre al 31 dicembre e quello successivo al 28 febbraio. Lo Schema del Decreto Sostegni accoglie queste richieste dopo mesi di segnalazioni provvedendo alla copertura per tutto il periodo della pandemia e fino al 30 giugno 2021.

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Vaccini, Gelli: “Bene attenzione ai più fragili”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

“Bene l’aggiornamento del Piano vaccini Covid, con la previsione più dettagliata delle aree di patologia e della decisione di vaccinare in via prioritaria le persone con fragilità. Si potrebbe valutare anche la possibilità di vaccinare i caregiver a stretto contatto con loro, in modo da metterli in completa sicurezza, ovviamente nel rispetto delle priorità individuate dal Governo”. Così Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute.”Quanto all’attuazione del Piano, mi auguro che il sistema sia pronto: dal secondo trimestre in poi ci sarà un importante salto delle forniture e passeremo da 14 a 64 milioni di dosi da dover distribuire tempestivamente e somministrare. Non saranno ammessi ritardi, né sarà possibile tollerare grandi differenze regionali. Governo e struttura commissariale dovranno attentamente vigilare e intervenire laddove necessario per far sì che si possa raggiungere il prima possibile, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, il traguardo dell’immunità di gregge. Magari già entro la fine dell’estate”, conclude Gelli.

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La salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

Domenica 31 gennaio AIFO celebra la 68^ Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (GML). La Giornata si svolge dal 1954 nell’ultima domenica di gennaio, su iniziativa di Raoul Follereau, benefattore e profeta dei malati di lebbra, per denunciare l’emarginazione in cui vivevano milioni di persone. Oggi la lebbra è stata ridimensionata, grazie ai progressi della medicina, ma colpisce ancora oltre 200.000 persone all’anno, lasciando in molte di loro i segni della disabilità, circa 3 milioni circa secondo l’OMS. Ciò rende, il più delle volte, queste persone emarginate da paure e pregiudizi che non sono stati ancora del tutto sconfitti.La lebbra, benché oggi sia perfettamente curabile, si sviluppa ancora in regioni povere e dove è carente la sanità di base in grado di prevenire il contagio e l’insorgere della malattia. Non a caso India e Brasile, che da soli rappresentano il 70 % dei casi di lebbra nel mondo, sono anche i due paesi che, dopo gli Stati Uniti, hanno più casi e decessi a causa del Covid-19.AIFO, da sessant’anni attiva nella cooperazione socio sanitaria nel mondo, ha imparato molto dalla lebbra, impegnandosi nella cura delle persone, nel promuovere la medicina di base, nel rafforzare le comunità affinché possano prendere in mano il proprio destino. L’obiettivo è l’inclusione sociale delle persone emarginate, anche a causa di una disabilità, o minacciate di violenze (ad esempio le donne, i gruppi minoritari o discriminati) attraverso pratiche economiche (come i gruppi di auto aiuto) e sociali (come l’educazione e la formazione professionale).Non a caso nei paesi dove è presente, con l’insorgere della pandemia, AIFO si è trovata subito in prima linea per fare informazione, per diffondere i mezzi di prevenzione e per sostenere materialmente le persone più fragili davanti allo sconvolgimento delle condizioni economiche provocate dalle misure per contenere i contagi.AIFO prosegue in questo modo il lavoro che l’ha vista impegnata in altre emergenze sanitarie, come l’Ebola, al sostegno della fondamentale sanità di base. AIFO gestisce in questo momento 52 progetti di aiuto sanitario. Ogni anno cura più di 320.000 ammalati, dei quali oltre 250.000 colpiti dalla lebbra. https://www.aifo.it/diffondi-in-rete-la-gml/

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Il vaccino anticovid prima ai pazienti fragili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

Roma, 14 dicembre 2020 – “Il vaccino anticovid sia dato prioritariamente ai pazienti oncologici, ematologici e cardiologici, 11 milioni di persone fragili e che non possono aspettare”. Questa la richiesta che FOCE, la Confederazione delle tre società scientifiche di riferimento, AIOM, SIC, SIE e delle due fondazioni Insieme contro il cancro e Cuore e circolazione con oltre seicento associazioni di malati hanno inoltrato al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza con due lettere, spedite ufficialmente. “Numerosi lavori scientifici e l’esperienza clinica maturata in questi mesi – scrivono nella lettera FOCE e le associazioni di pazienti – ci indicano infatti che i nostri pazienti pagano un prezzo alto in termini di vulnerabilità ai danni dell’infezione da CoviD 19. Per questo una immediata inclusione dei pazienti affetti da patologie cardiache, oncologiche ed ematologiche nella campagna di vaccinazione permetterebbe di limitare i danni provocati dalla pandemia in questi malati che già devono affrontare percorsi di diagnosi e cura molto complessi. Non possiamo permetterci di perdere pazienti magari giovani, già guariti dal cancro o reduci da patologie cardiologiche e con una prospettiva di vita normale solo perché durante l’attesa del vaccino si siano contagiati”. “Ci pare una battaglia di civiltà – sottolinea Francesco Cognetti, presidente di FOCE e abbiamo voluto coinvolgere le associazioni di pazienti che operano a livello nazionale e locale. L’adesione è stata pressoché totale, entusiasta e convinta. Fra le seicento associazioni, vi sono FAVO, AIL, Conacuore, Cittadinanzattiva, Europa Donna, Salute Donna. “Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio e il ministro della Salute accolgano la nostra richiesta – conclude il Presidente – per poter limitare altre vittime collegate alla pandemia. I numeri dei contagi, purtroppo, continuano ad essere molto pesanti con il nostro Paese ormai al primo posto per mortalità legata al coronavirus. “Il vaccino speriamo ci permetterà di superare questa emergenza, ma va radicalmente ripensata la sanità di questo Paese con nuovi e ingenti finanziamenti (non certamente con soli 9 miliardi), con assunzioni di personale medico e infermieristico, utilizzando al meglio le risorse del ricovery fund”.

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Covid-19: quarantena, congedo parentale, lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Quali sono le procedure nel caso in cui un figlio sia in quarantena per un contatto avvenuto al di fuori della scuola o di ordinanze nazionali o locali che estendono la didattica a distanza? Che cosa succede nel caso in cui un lavoratore, anche qualora esentato, decidesse comunque di effettuare un isolamento volontario? Quali i passaggi e i diritti per i lavoratori fragili? Sono, questi, alcuni aspetti legati al Covid-19 in continua evoluzione e, proprio di recente, ci sono state nuove prese di posizioni da Inps, con ulteriori istruzioni. Vale la pena fare un punto sugli ultimi aggiornamenti. Il congedo parentale per quarantena dei figli, come si ricorderà, è stato normato da Inps in una circolare di settembre, ma, di recente, è stato soggetto ad aggiornamenti, con la possibilità di fruire degli strumenti previsti anche qualora il contatto con caso positivo sia avvenuto in contesto extra scolastico. Innanzitutto, in generale, va ricordato che il congedo può essere fruito se il figlio è minore di 14 anni e la mansione del lavoratore non possa essere svolta in smart working. La quarantena deve comunque essere disposta dal dipartimento di prevenzione della Asl. Per i giorni di congedo l’indennità è del 50% dello stipendio, ma in ogni caso può essere fruito da uno solo dei due genitori. Se uno dei due genitori non lavora o è in smart working – anche non legato alla quarantena dei figli – non sarà possibile fruire dello strumento. Per figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni il genitore ha diritto all’astensione dal lavoro, ma senza corresponsione di retribuzione o indennità. A questo impianto, a ogni modo, con la circolare n. 132 del 20 novembre, dall’Inps sono state fornite ulteriori istruzioni. Tra le novità – che derivano dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 104/2020 – c’è la possibilità di fruire del congedo, in alternativa allo svolgimento del lavoro in modalità agile, anche laddove il contatto si sia verificato in attività extra-scolastiche. In particolare, questo può essere riconosciuto per contatto «nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o di attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonché all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche». Tale possibilità è operativa a partire dal 14 ottobre, ma per poterne fruire è necessaria la disposizione da parte della Asl. Il secondo elemento importante che emerge dalla circolare è «la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di avvalersi del congedo COVID-19 per sospensione dell’attività didattica in presenza. Per poter fruire del congedo è necessario che la sospensione dell’attività didattica in presenza sia stata disposta con un provvedimento, adottato a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale o dalle singole strutture scolastiche. Si specifica che tale congedo può essere fruito solo a partire dal 29 ottobre – data di entrata in vigore del decreto-legge n. 137/2020». Per quanto riguarda, infine, le modalità di presentazione delle domande l’Istituto ricorda che «le istanze vanno inviate telematicamente tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), il Contact center integrato, i patronati». Un’ulteriore novità recente, sempre arrivata da Inps, ha riguardato i lavoratori fragili. Come ricordato da una recente Sedivanews, «un emendamento inserito in extremis nella legge di conversione del Decreto Agosto ha stabilito che, a partire dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, lo smart working è la modalità “ordinaria” di esecuzione di lavoro per tutti i “lavoratori fragili”, ai quali dunque il lavoro agile spetta di diritto, anche se con mansioni diverse da quelle svolte in precedenza – qualora non compatibili con il lavoro agile -ricomprese nella medesima categoria o area di inquadramento, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. I lavoratori fragili devono produrre una certificazione specifica, rilasciata dai competenti organi medico-legali, circa l’inclusione della loro patologia tra quelle che identificano la categoria».Infine, un altro aspetto importante che di recente è stato chiarito riguarda l’indennità di malattia nel caso in cui «un lavoratore decida di mettersi in quarantena spontaneamente, isolandosi in casa autonomamente, in via precauzionale». Come si legge in un approfondimento della Fondazione dei consulenti del lavoro «in questi casi non c’è diritto alla malattia in quanto non ci si trova in presenza di un provvedimento disposto da un operatore della sanità pubblica che certifichi questo stato. La prassi Inps, infatti, riconosce il trattamento nel caso in cui la quarantena o la sorveglianza sanitaria siano state certificate e disposte dalla Asl e dal medico di base. Laddove ve ne fosse comunque la necessità, la soluzione per le aziende potrebbe essere quella di attingere alla CIG Covid, specificatamente prevista dal legislatore per sopperire a questa impossibilità di rendere la prestazione, o in alternativa, prevedere lo smart working laddove possibile per la mansione svolta». (By Francesca Giani, fonte: Farmacista33)

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Caritas: nuove sinergie per rispondere ai bisogni dei più fragili

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

La presidente di Banca Etica, Anna Fasano, il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu hanno siglato a Roma un nuovo accordo quadro che rafforza le sinergie tra le due realtà che già da tempo collaborano per dare risposte ai bisogni delle persone più fragili. Presente anche Benigno Imbriano, amministratore delegato di PerMicro, che metterà a disposizione la propria esperienza nel campo della microfinanza. Ecco i primi strumenti definiti da Banca Etica e Caritas Italiana per rafforzare una collaborazione che dura da oltre 20 anni: Banca Etica promuove e sostiene iniziative di educazione finanziaria e strumenti finanziari per il contrasto alla povertà, all’esclusione finanziaria e all’empowerment delle persone. In particolare attraverso la collaborazione con il proprio partner PerMicro, una tra le più importanti società di microcredito in Italia che opera su tutto il territorio nazionale, verranno studiate specifiche azioni per l’accesso al credito delle persone e delle piccole imprese familiari. Caritas e Banca Etica collaboreranno in campagne di sensibilizzazione, raccolta fondi , anche in situazioni di emergenze umanitarie nazionali o internazionali Banca Etica mette a disposizione di tutte le Diocesi, Caritas Diocesane, e realtà loro collegate, ai relativi dipendenti e collaboratori, strumenti specifici per far fronte alle esigenze di natura finanziaria a condizioni di maggior favore. L’inclusione finanziaria come essenziale elemento di inclusione sociale è al centro del nuovo accordo tra Caritas, Banca Etica e PerMicro. Un accordo che, con un plafond di 5 milioni di euro, grazie al coinvolgimento di PerMicro, punta sulla microfinanza per realizzare interventi di educazione e inclusione finanziaria. I beneficiari saranno individuati dalle Caritas Diocesane che aderiscono all’iniziativa e potranno ricevere: finanziamenti alle persone fisiche per esigenze familiari da 3.000 a 15.000 euro finanziamenti alle iniziative di autoimpiego e alle microimprese a partire da 5.000 a 25.000 euro fino a 72 mesi di durata percorsi di formazione finanziaria di base per operatori e volontari Caritas accompagnamento e mentoring dei beneficiari dei prestiti http://www.permicro.it

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Scuola: Studenti fragili e protocollo sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Gianmauro Nonnis ha illustrato il protocollo di sicurezza nelle scuole Anief, partendo dai contenuti del protocollo, il punto di vista del sindacato, il punto di vista del Ministero e i lavoratori fragili. Parlando poi della Circolare interministeriale (Ministero del Lavoro e Ministero della Salute) n° 13 del 4 settembre 2020, è stato sottolineato come contenga tre elementi qualificanti e faccia sorgere diverse criticità: concetto di «fragilità», indicazioni operative, contenuti del giudizio medico-legale. La criticità viene dal fatto che viene meno il criterio di specifica pericolosità del Covid-19: la sua pericolosità viene infatti legata alla comorbilità, e secondo questo punto di solo Covid non si muore. Inoltre non viene definito un congedo Covid relegando i periodi di esonero dal servizio a un periodo di malattia. Alcune categorie di lavoratori a tempo determinato (ad esempio i supplenti brevi) rischiano di essere licenziati per superamento del periodo di comporto massimo previsto dal CCNL per malattia (30 giorni per i docenti con supplenza breve). Marcello Pacifico, durante la diretta on line, ha ricordato “come il sindacato sia in prima linea nelle battaglie nei tribunali e al Parlamento. I temi più caldi di questo momento saranno discussi nelle 7mila assemblee a distanza che partiranno a breve e termineranno a maggio: DDi, lavoratori fragili, lavoro agile, rischio biologico, aumenti stipendiali, stabilizzazione precari, sicurezza post Covid-19, pensionamenti anticipati, trasferimento senza vincoli, le tavole della giurisprudenza, piattaforma contrattuale Anief 2019-21, la nuova contrattazione integrativa d’istituto”.Il sindacalista autonomo ha sottolineato quanto sia “necessario pensare ai lavoratori fragili, prevedere una nuova legge per loro. Bisogna, ovviamente, migliorare la sicurezza dentro le scuole, così da svolgere al meglio il proprio lavoro, perché una cosa è certa: l’Italia non si può fermare. Bisogna monitorare continuamente e indicare soluzioni per garantire la sicurezza. Necessario costruire il nuovo contratto: ricordiamo che abbiamo chiesto un aumento dello stipendio di 450 euro, inclusa un’indennità per rischio biologico. Indispensabile poi portare avanti la crociata contro il precariato: l’Europa ci dice di stabilizzare i precari dopo 36 mesi di lavoro, bene, facciamolo. Noi, in attesa del giudizio del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dal giovane sindacato, non possiamo fare altro che chiedere di riaprire il doppio canale per le assunzioni, riformulare il punteggio delle graduatorie attraverso nuove tabelle titoli, evitare i licenziamenti. In ultimo, come sindacato, siamo fermamente convinti dell’importanza dell’informazione e della consultazione dei lavoratori: insieme possiamo cambiare il sindacato italiano, tutelando un’intera categoria per il bene del Paese”.

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Lavoro agile: estenderlo al personale della scuola e di tutelare i lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Necessario abolire l’articolo 32, comma 4 del Decreto Legge n. 104/2020 per consentire anche a docenti, educatori e Ata di poter accudire i figli eventualmente posti in quarantena, senza dover ricorrere al congedo straordinario e alla riduzione del 50% dello stipendio, e della necessità di attivare il tavolo presso il ministero dell’Istruzione per la firma del contratto integrativo e disciplinare le modalità della didattica a distanza come previsto dalla legge.A pochi giorni dalla prima apertura delle scuole, infatti, sono già alcuni gli istituti che hanno disposto la chiusura di classi, plessi o di interi edifici a causa della presenza di alcuni tra alunni e personale scolastico positivo al Covid-19, mentre la DAD rimane uno strumento utilizzato in parecchie scuole per consentire il distanziamento. Ma dal 6 giugno, dopo quasi quattro mesi, nonostante le diverse richieste di Anief, ancora non si è attivato presso il ministero dell’Istruzione il tavolo per la firma del contratto integrativo previsto dalla legge n. 41/2020. Queste le richieste specifiche del presidente Anief presentate al Ministero del Lavoro, durante l’intervento quale delegato Cisal di cui è uno dei segretari confederali, insieme a Gian Mauro Nonnis, vicepresidente Anief, dopo l’intervento nei giorni scorsi presso il Ministero della Funzione pubblica. Bisogna intervenire per la confederazione anche con un protocollo per il settore privato e con un accordo quadro per il settore pubblico per dare maggiore tutela per disconnessione, salario accessorio, formazione, sicurezza, salute, privacy e per tutte le norme relative all’organizzazione dell’orario di lavoro.Le esigenze venutesi a determinare a seguito della pandemia necessitano di diversi adattamenti normativi. La Cisal ha ripercorso gli interventi legislativi più recenti a partire dalla direttiva 88/2003 sull’organizzazione dell’orario di lavoro che è sotto la lenta di ingrandimento della Cesi per delle proposte emendative in Commissione UE.

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Scuola e lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pubblicata la Nota n. 1585 dell’11 settembre: confermate le linee portanti illustrate ieri ai sindacati. Importante passo indietro del ministero sulla tutela dei precari, ma ancora non basta. Dopo la serrata discussione di ieri fino a tarda sera, in sede di presentazione della nota ministeriale sui lavoratori fragili alle organizzazioni sindacali, ANIEF apprezza che dal testo definitivo sia stata espunta l’indicazione che non si debba procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa.Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF: “Si tratta di un importante risultato a tutela dei lavoratori fragili. Resta inteso, tuttavia, che ANIEF vigilerà sull’effettivo rispetto dei diritti di docenti, Ata ed educatori precari in condizione di fragilità, assicurandosi che nei loro confronti si provveda effettivamente a stipulare il contratto anche in presenza di temporanea inidoneità pregressa. Non è certo colpa di questi lavoratori, infatti, che le patologie di cui soffrono (questo, infatti, connota i lavoratori fragili) siano un grave fattore di rischio per il contagio da Covid-19. E non possono pagare loro il conto della pandemia. Rimangono, tuttavia, altri aspetti da rivedere, sui quali ANIEF conferma la propria ferma opposizione, che avverrà in tutte le sedi”.Ci sono importanti novità sulla gestione dei lavoratori fragili. Il ministero dell’Istruzione ha apportato modifiche e limature da apprezzare, perché alcune vanno proprio nella direzione indicata dal giovane sindacato. Come la cancellazione della parte in cui non si dovrà procedere a stipula di contratto nel caso di lavoratore dichiarato temporaneamente inidoneo prima della stipula stessa. Ma vi sono, tuttavia, ancora diversi nodi da sciogliere. Su tutti, permane nella nota la prescrizione che il giudizio di inidoneità temporanea comporti, per il personale precario già contrattualizzato, il collocamento d’ufficio in malattia, con grave danno derivante dall’applicazione dei periodi di comporto e di riduzione temporali più svantaggiosi di quelli applicati al personale di ruolo. In questo caso, infatti, il supplente breve va in malattia al 50% dello stipendio e dopo 30 gg viene licenziato. Considerato che l’inidoneità temporanea sarà verosimilmente disposta dal medico per alcuni mesi, questo creerà un grave danno ai docenti precari (per il personale Ata, è previsto quanto meno l’utilizzo in mansioni residue, ove possibile). Resta quindi indispensabile, per ANIEF, l’attivazione di una nuova sequenza contrattuale per integrare e aggiornare il CCNI 2008 sul personale inidoneo inserendo in esso anche il personale docente, Ata ed educativo precario, incredibilmente dimenticato allora dai sindacati firmatari di quell’accordo. ANIEF invita sin da ora le lavoratrici e i lavoratori, precari e non, che dovessero subire una violazione dei propri diritti in relazione alla propria condizione di fragilità a rivolgersi alle sedi territoriali per ottenere tutela.

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Scuola: Lavoratori fragili non solo tra i docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Pesa sempre più la negazione del lavoro “agile” – unico caso nella pubblica amministrazione italiana – presente invece la scorsa primavera nel D.L. del 19 maggio 2020, n. 34 all’art. 263: l’approvazione del decreto “agostano” n. 104 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso – correlato alle situazioni emergenziali del Covid e con il quale si è deciso il personale amministrativo, tecnico e ausiliario non potrà svolgere in alcun caso lo smart working – coinvolge una platea potenziale di 150 mila lavoratori. La percentuale di over 55 passa da poco più il 40% tra i docenti (quasi 300 mila persone) a quasi il 60% tra gli Ata, quindi altri 150 mila lavoratori. Il sindacato si attende, a questo punto, che dal ministero dell’Istruzione, della Salute, della Funzione Pubblica, dall’Istituto superiore di sanità e dell’Inail giunga un ravvedimento, come chiesto dall’Anief con una modifica ad hoc da introdurre sempre nel dl 104, ora in fase di conversione al Senato.“Se non si provvede ad introdurre una modifica al decreto Agosto n. 104, approvando emendamenti specifici predisposti dal nostro sindacato Anief – dice il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – ci ritroveremo con molti dei 150 mila lavoratori Ata e quasi 300 mila docenti con due diritti costituzionali potenzialmente minati: quello della salute, perché esposti in contesti potenzialmente pericolosi, e quello della negazione del lavoro il più possibile confacente, poiché in presenza di patologie hanno tutto il diritto a non esporsi al contagio. Ciò che non si comprende, inoltre, è come mai solo ai lavoratori delle scuole viene negato di operare da remoto”.Si avvicina il ritorno delle lezioni in presenza, senza tuttavia alcuna novità sostanziale sulla mancata tutela dei lavoratori fragili della scuola: oggi Tuttoscuola parla di “possibili conseguenze di tenuta del sistema”, poiché, considerando l’età media dei lavoratori della scuola molto più alta degli altri comparti, “il personale con oltre 55 anni di età fa parte virtualmente dei docenti fragili, perché proprio sulla base dell’età, se coesistono condizioni di rischio derivanti da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità, essi vengono maggiormente esposti al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2”.

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Scuola. Lavoratori fragili, appello Anief a docenti e Ata: fate domanda per essere visitati

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

“Come sindacato riteniamo che questi lavoratori”, con patologie e a rischio salute, “abbiano tutto il diritto” a verificare la loro compatibilità con l’ambiente scolastico: a dichiararlo, in un’intervista radiofonica di oggi, è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Come prevede la stessa Circolare del ministro della Salute” devono muoversi ora per verificare se i loro “problemi possano determinare grandi rischi con il Covid”: potranno così “presentare domanda” alla loro scuola “per essere visitati dal medico competente o dal medico dell’Inail, al fine di essere temporaneamente dichiarati inidonei all’attività didattica tenuta in presenza”.Dopo i primi test sierologici realizzati in modo volontario è tempo di bilanci. A realizzarli è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Un caso su tutti da citare è quello della Regione Lombardia, dove su 200 mila docenti e amministrativi ben 100 mila si sono prenotati, in maniera naturalmente volontaria, in 50 mila lo hanno svolto e sono risultati positivi in 2.700 anche dopo i tamponi successivi: parliamo del 5 per cento. Questo significa che c’è bisogno di grande attenzione”.“Nel frattempo – continua Pacifico – è stata emanata la Circolare del ministero della Salute sul lavoro ‘fragile’: questo è molto importante, perché bisogna senz’altro intervenire con la sorveglianza sanitaria del personale scolastico”, attraverso la quale si è stabilito che “sarà il medico competente a decidere quali tipi di sorveglianza sanitaria portare avanti. Sicuramente non è colpa di questi lavoratori, in particolare di una classe docente, quella italiana, che risulta la più anziana al mondo, in particolare over 55, anche se in questa Circolare si precisa che non è l’età anagrafica a indicare il concetto di lavoro ‘fragile’”.Il sindacato si mette a disposizione di tutto il personale per presentare”, con un apposito modello, “queste domande: è molto importante tutelare la salute. Stiamo verificando, anche attraverso una check list che abbiamo distribuito alle Rsu, cosa sia importante. Di sicuro, lo è realizzare un nuovo patto educativo tra le famiglie e gli insegnanti, per fare in modo che i ragazzi rispettino la regola del distanziamento sociale, perché se lo rispettiamo tutti supereremo insieme anche questa fase di recrudescenza che a oggi” è tornata ad un numero di casi positivi in pericolosa ascesa, “quasi indietro al mese di maggio”.

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Scuola Lavoratori fragili, niente allarmismi ma servono tutele certe

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Tra i vari argomenti riguardo la riapertura della scuola, continua a tenere banco il tema dei cosiddetti lavoratori fragili. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega ad Italia Stampa che il suo sindacato “ha chiesto, nell’ultimo incontro con l’amministrazione, l’emanazione delle specifiche note aggiuntive per consentire di fatto la tutela della salute di chi veramente ha problemi grossi e non può rischiare il contagio da Covid”.
Per il sindacalista autonomo la richiesta di tutela dei lavoratori più a rischio “è molto importante: lo abbiamo ribadito al tavolo con il ministro dell’istruzione e deve essere anche un momento di riflessione per capire che gli insegnanti ed il personale in generale tutto scolastico ed il personale amministrativo, ma mi riferisco pure al personale docente che è il più vecchio al mondo”, vanno considerati come una categoria da tutelare. “Ribadiamo quindi la nostra proposta di una finestra speciale” previdenziale “per gli insegnanti: abbiamo il personale più vecchio del mondo, non si può andare in pensione a 67 anni: dopo 47 anni di insegnamento: bisogna andare in pensione nella scuola a 61 anni senza penalizzazione come era prima” della Legge Monti-Fornero. Il tema dei lavoratori fragili della scuola negli ultimi protocolli istituzionali sul rientro in classe a settembre deve essere affrontato con chiarezza al più presto. Secondo il presidente nazionale Anief “è vero che è intervenuta la norma che ha corretto la definizione stessa di lavoratore fragile, solo che ora non si parla più dell’over 55 ma di essere affetto di alcune patologie croniche che sono e che potrebbero portare, vista la diffusione del Covid, ad un peggioramento irrimediabile dello stato di salute. E ad oggi dal ministero dell’istruzione e dal ministero della sanità – ha continuato il leader dell’Anief – non sono giunte istruzioni specifiche per il personale della scuola, un personale che nel 40% dei casi è over 55, e in più del 60% è over 50”.

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Scuola: Lavoratori fragili dimenticati nei protocolli del rientro in classe, i Ministeri cercano di riparare

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Dopo la denuncia dell’Anief è scoppiato il caso dei lavoratori “fragili” della scuola – docenti e Ata con oltre 55 anni, a prescindere dalla presenza o meno di patologie o stati di malattia – non più considerati tali nel protocolli approvati delle istituzioni per il ritorno a scuola in sicurezza. A distanza di pochi giorni, da diverse province giung notizia che sono tanti gli over 55, soprattutto con patologie, che non se la sentono di rientrare a scuola e non si sentono tutelati dallo Stato.“Non si può pensare che il rientro in sicurezza a scuola di dieci milioni di persone, tra alunni, docenti e Ata – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – possa passare solo con la prevenzione. Certamente, noi siamo i primi a dire che i docenti e tutto il personale scolastico deve svolgere il test sierologico e se positivo anche il tampone, sempre se messo nelle condizioni di farlo, ma occorre anche monitorare il personale con attenzione. La scienza ci dice che un individuo dopo i 55 anni è più esposto alle conseguenze del Covid? Allora è bene tenerne conto, comunicando agli stessi docenti, Ata e dirigenti scolastici le linee di comportamento di esami diagnostici da seguire per verificare la compatibilità o meno della loro presenza nell’ambiente scolastico. Certamente, prima che dal ministero dell’Istruzione, il quadro di chiarezza deve partire da quello della Salute e della Funzione Pubblica. E bisogna farlo prima di subito”.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Farmaci antipertensivi protettivi sugli anziani fragili. I risultati di uno studio italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

Seguire in modo regolare la terapia antipertensiva aiuta anche gli anziani più fragili (dai 65 anni in su), specie i più sani, a vivere più a lungo, secondo uno studio pubblicato su Hypertension. «Pur sapendo che i farmaci per la pressione sono protettivi negli anziani, ci siamo concentrati sul fatto che lo fossero anche nei più fragili con comorbilità multiple, di solito esclusi dagli studi controllati» esordisce Giuseppe Mancia, autore principale dello studio e professore emerito all’Università di Milano-Bicocca.
I ricercatori hanno esaminato i dati di quasi 1,3 milioni di persone residenti in Lombardia di età pari o superiore a 65 anni (età media 76 anni) che hanno ricevuto 3 o più prescrizioni di farmaci antipertensivi tra il 2011 e il 2012. Gli autori hanno poi messo a confronto la storia clinica di circa 255.000 persone decedute durante il follow-up di 7 anni con una popolazione di controllo corrispondente per età, genere e stato di salute, suddividendo le coorti in quattro gruppi: buona salute, media, scadente o molto scadente. A conti fatti la probabilità di morte nell’arco di 7 anni è risultata essere del 16% nel gruppo in buona salute, aumentando progressivamente fino al 64% nei pazienti in pessime condizioni. Ma non solo: rispetto ai partecipanti con scarsa aderenza alla terapia (meno del 25% del tempo di trattamento), gli anziani con aderenza elevata (oltre il 75%) avevano rispettivamente il 44% o il 33% in meno di probabilità morire a seconda che fossero in buona o cattiva salute. Un modello simile è stato osservato con i decessi cardiovascolari: il più grande beneficio di sopravvivenza è stato tra le persone in buona salute, e il più modesto tra coloro in cattiva salute.
«I nostri risultati suggeriscono che anche negli anziani fragili il trattamento antiipertensivo riduce il rischio di morte, sebbene in questo gruppo i benefici potrebbero essere minori. Ma questi dati mostrano anche l’importanza di incoraggiare i pazienti a seguire la cura in quanto l’aderenza è fondamentale per ottenere benefici sullo stato di salute» conclude Mancia. (fonte: doctor33)

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Scienza & Vita: attenzione ai bisogni reali delle persone più fragili durante la pandemia in corso

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

L’associazione Scienza e vita esprime la sua preoccupazione per le necessità delle persone con patologie croniche o disabilità confinate in quarantena in questo periodo di pandemia.Ci giungono varie segnalazioni da più parti di Italia su difficoltà inerenti le restrizioni della pandemia per alcune particolari categorie e nostro obbligo è segnalarle e vigilare che non restino inevase. Nella necessità di aderire alle indicazioni della Protezione Civile e del Governo per contenere i contagi, non possiamo non segnalare l’urgenza di chi non è autosufficiente e che vede ulteriori difficoltà assistenziali a domicilio per le restrizioni del loro proprio movimento o del movimento di chi dovrebbe assisterli. E’ fondamentale che il bene comune venga tarato sul bene delle persone più fragili. Dunque, chiediamo che per i cittadini con disabilità vengano immediatamente adottate delle misure assistenziali in grado di sopperire le carenze del momento. Vogliamo sperare che questa riflessione porti rapidi ausili, ma non solo: che sia lo spunto per ripensare le emergenze e il diritto alla salute sempre sul metro e sui diritti dei più deboli anche quando questa crisi sarà terminata.

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Telefono solidale per le persone più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio ha attivato una nuova linea telefonica per le persone più fragili, in questo tempo, nella città di Roma: lo 06 8992299 Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 anche la domenica. Oltre a dare informazioni e fornire aiuto di tipo sociale sui servizi disponibili (come ad esempio la consegna a domicilio), viene offerta anche la possibilità di un teleconsulto multispecialistico per tutti coloro che, a causa dell’emergenza Covid_19, faticano a rivolgersi ai normali canali del sistema sanitario.
Il servizio è rivolto in particolare ad anziani, malati, persone sole, che hanno necessità di aiuto per problemi sociali o patologie diverse dal coronavirus, che in questo periodo incontrano serie difficoltà ad essere ascoltate e aiutate.
Il telefono si avvale dell’esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio (attivo in 11 Paesi africani) e dei servizi della Global Health Telemedicine che da anni offrono consulenza a centri sanitari in diversi luoghi del mondo.Si precisa che il servizio, pur essendo di grande utilità per consigli riguardanti diverse situazioni mediche, non si prende carico di urgenze o di patologie afferenti a sospetta o conclamata infezione da Covid_19 per le quali già esistono reti e percorsi regionali dedicati.

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Aiutiamo le persone più fragili

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio lancia un appello alle istituzioni, ma anche a tutti i cittadini, per non lasciare sole le persone più fragili in queste ore di emergenza dettate dal coronavirus. Com’è noto i soggetti più a rischio in questi giorni sono certamente gli anziani, per l’età avanzata, ma anche i senza fissa dimora, le persone malate o con disabilità. Su tutti loro incombe anche un altro grave pericolo: l’isolamento. Basta pensare che, soprattutto nelle grandi città italiane, come Roma o Milano, il tasso di persone che vivono da sole tocca il 45 per cento della popolazione. Tutti i cittadini possono fare la loro parte.Aiutateci ad ampliare il monitoraggio delle persone anziane o con disabilità che continuiamo a seguire – non potendo visitarli – con telefonate, lettere, messaggi audio e video, inviati in particolare a chi vive negli istituti. Anche offrirsi per portare la spesa a domicilio è un’azione preziosa per limitare il disagio di chi è più solo e vulnerabile.In questi giorni i nostri volontari continueranno a visitare anche le persone che vivono per strada portando loro non solo il cibo ma anche prodotti utili per proteggersi dal contagio (come gel e fazzolettini per disinfettarsi). Le nostre mense per i poveri restano aperte osservando le misure di precauzione per quanto riguarda il numero contingentato delle persone, la distanza tra loro e l’igiene, ma garantendo questo servizio, indispensabile per chi rischia, a causa della minore circolazione, di ricevere meno aiuti e sostegno, a partire dai senza fissa dimora.Se il contagio ci allontana fisicamente la solidarietà ci unisce, ci rende più forti di fronte alla paura e aiuta a proteggerci.Chi vuole può contribuire economicamente, oppure raccogliendo generi utili, come alimentari, gel igienizzanti e fazzoletti di carta. Le informazioni su come si può aiutare sono su http://www.santegidio.org

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Ondate di calore: anziani e persone fragili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Maggio 2011

La “bella stagione” è ormai alle porte, ma non sempre è così bella per ogni categoria di cittadini, specie quelle più deboli e fragili ed in particolare gli anziani soli che sono i più colpiti dalle conseguenze delle improvvise ondate di calore che come è tristemente noto determinano spesso lutti e costi sociali elevatissimi per tutta la collettività. Lo scorso 14 maggio 2011, va sottolineato, per attenuare gli effetti dei caldi improvvisi e per ampliare le tutele proprio per questi soggetti, il Ministro della salute Ferruccio Fazio ha emanato un’ordinanza che sarà in vigore sino al 30 ottobre 2011 che impone alle amministrazioni comunali di trasmettere alle ASL gli appositi elenchi delle persone over 65, iscritte nelle anagrafi della popolazione residente. Le aziende sanitarie locali in collaborazione con i comuni, si legge nell’ordinanza, dovranno attuare tutte le iniziative più opportune per prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili conseguenti ai grandi caldi che sempre con più frequenza si verificano in ogni area del Paese già a partire dall’inizio dell’estate. In particolare le amministrazioni comunali dovranno predisporre servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso, di accompagnamento e di trasporto. Per non considerare poi gli effetti sociali di un monitoraggio di tal tipo e le conseguenze positive anche in termine di riduzione dei costi per la collettività oltreché per il sollievo ed il sostegno morale agli anziani soli che come specificato rappresentano la categoria che patisce in maniera più gravosa gli effetti dei caldi estivi. (Giovanni D’Agata)

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