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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Il Ministro Franceschini ignora i Teatri con meno di 300 posti e i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

UTR. Il decreto del Ministro Franceschini datato 10 luglio e riferito all’esercizio teatrale, escludendo i Teatri con meno di 300 posti, ha inventato due nuovi insiemi per la categoria: quello delle sale teatrali sotto i 300 posti e quello sopra.La distinzione non ha basi scientifiche né pragmatiche e aumenta la discriminazione tra gli stessi Teatri, già provati dal lungo periodo di chiusura.Soprattutto quelli privati sono in condizioni che possiamo definire drammatiche.
L’UTR – Unione Teatri di Roma – che riunisce 47 teatri, ovvero la maggioranza dei Teatri privati della Capitale, ritiene scandalosa questa esclusione che evidentemente nasce dal budget, di soli 10 milioni, stanziato per i Teatri privati in tutta Italia. Da qui, la decisione di escludere tutti gli appartenenti all’insieme sfortunato dei teatri sotto i 300 posti.Pertanto chiediamo di prendere atto di questa ingiustizia e modificare il decreto inserendo al beneficio proporzionale tutti i Teatri.Richiediamo altresì di aumentare il budget attualmente previsto di almeno 5 milioni onde evitare la parcellizzazione eccessiva del contributo.
Non si pensi che il precedente contributo a pioggia di 10 mila euro, che peraltro non tutti hanno avuto, possa essere considerato sufficiente per i Teatri sotto i 300 posti. Superfluo sottolineare il ruolo artistico fondamentale sostenuto dalle realtà inferiori ai 300 posti, perché sarebbe un’offesa all’intelligenza e una negazione della storia del Teatro.Dunque è doveroso rimediare a questa iniquità.
Nel decreto si parla, inoltre, di almeno 1000 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza compresa tra 300 e 600 posti e di almeno 1.300 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza superiore ai 600 posti. Questi parametri escludono anche diversi Teatri di grande capienza. Per i Teatri privati raggiungere la soglia imposta è difficile in quanto molte attività vengono svolte in “outsourcing” e le figure professionali a cui i Teatri si affidano, come commercialisti, uffici stampa, mascherine, consulenti del lavoro, tecnici, ecc.., sono liberi professionisti, pertanto il loro compenso non rientra nelle giornate contributive come richieste dal decreto, sebbene siano rispettati tutti i termini contributivi di legge. In aggiunta ogni struttura genera un enorme indotto, facilmente misurabile, che non è quantificabile nella modalità indicata.Appare evidente che gli unici elementi che possono davvero stabilire l’effettiva valenza di uno spazio sono il fatturato e il numero di spettacoli, elementi oggettivi e indiscutibili.Apprezziamo lo spirito del provvedimento che però deve essere migliorato nel rispetto di tutte le sale teatrali e del Teatro italiano che in quelle sale vive. Ministro Franceschini La invitiamo a tenere alto l’impegno fino ad oggi profuso, che tuttavia necessita di una maggiore consapevolezza del mondo teatrale, e riconsiderare il decreto secondo criteri più equi.

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Franceschini, bonus già chiesto da 72mila famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Secondo il ministro Dario Franceschini il bonus vacanze sarebbe già stato chiesto da 72.295 nuclei familiari.”Bene, una buona partenza! I dati dimostrano che gli attacchi di ieri di tutti i rappresentanti degli operatori erano immotivati ed ingiustificati” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovvio che il bonus non basta per risolvere la grave crisi del settore turistico, ma è comunque un passo avanti, che invoglia chi non aveva intenzione di andare in vacanza, pur potendo, a cambiare idea” prosegue Dona.”Ora vanno eliminati i voucher, controproducenti e dannosi, oltre che illegittimi, e va azzerata l’Iva su alberghi e pacchetti turistici fino a settembre” conclude Dona.

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Proposta Franceschini su proroga concessioni balneari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

“E’ senza dubbio positiva la proposta del ministro Franceschini di inserire nel prossimo decreto Aprile una norma di proroga delle concessioni balneari, già fino al 2033, al fine di eliminare ogni dubbio applicativo. Io stessa avevo presentato un’interrogazione al ministro proprio per sollecitare un intervento del governo. In particolare, sulla necessità di un corretto bilanciamento tra libertà individuale, libera iniziativa economica privata nell’ambito del rispetto della evidenza pubblica e dell’istituto della concessione demaniale. L’annuncio di Franceschini è un primo passo, importante, nei confronti del settore, che mi auguro sia l’inizio di ulteriori azioni protettive e di stimolo che possano fugare incognite e lenire danni economici che nella prossima stagione con ogni probabilità affliggeranno il settore, strategico per l’economia italiana e volano di introiti per un indotto molto ampi. Credo, comunque, che sia auspicabile una azione di stimolo più incisiva con l’avvio di una governance italiana più decisa e riforme strutturali che interessino tutto il settore turistico, anche nel solco dell’innovativa creazione di una piattaforma italiana che offra al mondo la cultura italiana a pagamento, realizzando una sorta di ‘Netflix della cultura’, come dichiarato dallo stesso ministro Franceschini. Questo però non deve far dimenticare che il turismo, ed in particolare quello balneare, vive di una irrinunciabile fisicità, oggi quanto mai desiderata, che va tutelata e incentivata”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga.

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“Subito mezzo miliardo a disposizione per la cultura, appello-sfida a Franceschini”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

“Non possiamo permetterci una Nazione senza cinema e teatri, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte. Lo ha denunciato Battista sul Corriere, e sono seguiti artisti, registi, cantanti e tanti altri.
Non possiamo permetterci nemmeno una Nazione senza una buona informazione, come quella garantita dai quotidiani, dai periodici e dalle edicole, che è il vero contraltare alla diffusione di fake news – ma il governo preferisce istituire l’ennesima task force, perfino di stampo orwelliano, cercando di limitare libertà costituzionalmente protette come la libertà d’espressione senza nessuna legittimità, senza scientificità nelle valutazioni, senza neutralità. Un errore che si sta ripetendo per l’app “Immuni”, che mette in gioco la libertà di movimento e il diritto alla protezione dei dati personali con un’ordinanza di Arcuri, nemmeno con una necessaria legge, senza un passaggio parlamentare, senza garanzie sui dati, su chi li stoccherà, sulla loro anonimizzazione, sulla politica di cancellazione – dice nel corso della discussione generale sul Cura Italia il capogruppo di FDI in commissione Cultura e responsabile Cultura e Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone, che nel corso del suo intervento ha citato Huxley – nel Cura Italia ci sono interventi minimi per la cultura e lavoratori dello spettacolo. Intanto, a dieci giorni dalla fine del mese ancora non abbiamo traccia del decreto “Aprile”. Conte promette che terrà in conto le proposte dell’opposizione. Proposte che – paradossalmente – non sono state introdotte quando le abbiamo presentate, per poi essere clonate dal governo. Ed è di questa notte la strage di tutti gli emendamenti a questo decreto, in cui erano presenti anche i nostri a favore del comparto culturale, dell’editoria e dello sport. Abbiamo presentato una risoluzione su tutti questi temi – la cultura, lo spettacolo, la musica, i concerti, la discografia, i musei, le gallerie d’arte, l’editoria libraria e giornalistica, lo sport, le mostre – una risoluzione che, su mia proposta, sarà discussa già da questa settimana e che ha stravolto l’ordine trimestrale dei lavori. Lanciamo un appello e una sfida al ministro Franceschini: finalmente ci ha ascoltato sulla necessità di erogazione immediata di liquidità per gli enti extra-FUS, ma 20 milioni sono pochi. Nel prossimo decreto garantisca mezzo miliardo di euro per il settore, aumentando la dotazione del Fondo emergenze.”

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Coronavirus, Mollicone (FdI): “Bene Franceschini, qualcosa ma non abbastanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“Le misure straordinarie del governo per la cultura sono un primo passo per arginare l’emergenza, ma sono sicuramente migliorabili. Riconosciamo a Franceschini di aver ascoltato le richieste di FDI – che da sempre ha dato battaglia per i lavoratori e le imprese dello spettacolo – ma così com’è il testo del decreto non è risolutivo della crisi dell’industria culturale. Per questo, presenteremo emendamenti migliorativi. Vanno adottati, con necessità e urgenza, provvedimenti normativi per evitare qualsiasi penalizzazione nei confronti dei soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, ai fini della rendicontazione del contributo pubblico, e vanno erogati, con necessità e urgenza, i contributi già destinati ai soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, sia il saldo 2019 che i primi acconti per il 2020. Lo stesso FUS va riformato, finanziando i progetti speciali, aumentando i fondi e ampliando la platea. I danni subiti dai teatri, sia FUS che extra FUS, vanno rimborsati e tutti i teatri vanno sostenuti finanziariamente e con una sospensione generale delle imposte dirette e indirette.Gli stanziamenti del Fondo per le emergenze vanno aumentati, almeno fino a 200 milioni, così come le indennità di base per i lavoratori dello spettacolo, la cui entità di soli 500 euro è ridicola e va prima aumentata e poi stabilizzata. Inoltre, va permesso l’accesso al credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo per tutte le imprese dello spettacolo e dell’industria culturale.
Per il cinema vanno sbloccate immediatamente le risorse per la legge sul cinema e l’audiovisivo, e istituito presso Cassa Depositi e Prestiti un Fondo di Garanzia ad hoc per sostenere le imprese del settore. Infine, va messo in campo un piano di interventi per il rilancio della domanda di cultura, permettendo la detrazione dei consumi culturali, alla pari dei ticket medicinali.”Così il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone.

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Appello a Franceschini per aumento fondi ai Teatri

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 dicembre 2019

“Lanciamo un appello al ministro Franceschini affinché nella lettura alla Camera della legge di bilancio venga introdotto un aumento dei fondi destinati ai Teatri di rilevante interesse culturale (TRIC) di almeno 20 milioni di euro, su cui FDI già ha presentato emendamenti al passaggio al Senato, garantendo equità e trasparenza nell’attribuzione. Il mancato aumento rischia di minare la stabilità produttiva di molti dei TRIC, tra cui il Teatro Eliseo – su cui fu posto un vincolo proprio da Franceschini per la garanzia delle finalità artistiche della struttura per il bene della comunità culturale nazionale e romana – con possibili rischi per la situazione dei lavoratori, a cui va la nostra solidarietà. Presenteremo emendamenti e ordini del giorno affinché i TRIC, presidi di arte e cultura, ricevano i giusti finanziamenti. Il sistema dei teatri pubblici e privati in Italia è nettamente sottofinanziato rispetto la media europea: l’Italia, per fare un esempio, non supera lo 0,2% del PIL mentre la Francia supera l’1% per cento.” È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone.

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Cultura: Bilancio non senza coni d’ombra

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

franceschini jpg“Il Ministro Franceschini ha elogiato il proprio lavoro di questi anni in un incontro pubblico. Vorrei ricordare al Ministro, a cui va la mia stima, che i bilanci vanno stilati condivisi e non mi pare interamente positivo.E’ stata indubbiamente una legislatura “culturale”. Le riforme sono state tante, ma non tutte condivisibili. In commissione abbiamo lavorato in maniera democratica con i colleghi di ogni parte politica per garantire ai tanti settori toccati nuove forme di governance.
L’Art Bonus, decantato dal ministro come strumento di valorizzazione culturale, ha profondi squilibri: solo grandi donazioni, con aziende e azioni di recupero concentrati al Nord. Il mecenatismo non attecchisce al Sud, e nessuna riforma è stata portata avanti per incentivare i “piccoli” mecenati.La riforma sul cinema non ha ancora prodotto effetti, come notano i dati che mostrano un decremento di incassi e presenze fino al 50%.Stesso discorso per lo spettacolo dal vivo.Franceschini ha intelligentemente spostato il proprio focus sui grandi eventi e sui grandi musei.Di nuove assunzioni però, di nuove competenze e dell’idea di uscire dal volontariato, però, nulla di nulla.Spetta adesso a Fratelli d’Italia rilanciare la “narrazione” di Destra della cultura, con innovazione e apertura.Di fronte chi vuole distruggere i simboli dell’italianità, vogliamo rilanciarli con grandi piani, e difenderli. Perché difendere la cultura, è difendere l’Italia”. Così Bruno MURGIA, deputato di Fratelli d’Italia membro della commissione Cultura, a margine di un evento organizzato da Dario Franceschini nella sede romana di Laterza.

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Musei, Franceschini: sarà nuovo anno record

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

musei presenzeNel primo semestre del 2017 i visitatori dei musei statali crescono del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. Con oltre 23 milioni di ingressi, quasi 2 milioni in più rispetto all’anno scorso e 4 milioni in più rispetto al 2014 pre riforma, i luoghi della cultura statali si apprestano a registrare un’altra annata da record. La rivoluzione museale continua a produrre i suoi frutti e dimostra quanto fosse corretto dare autonomia ai musei, dotandoli di una direzione, un bilancio, un consiglio di amministrazione e un consiglio scientifico. Tutto questo ha permesso una decisa innovazione della gestione con risultati immediati, a partire da una maggiore presenza digitale”.Questo il commento del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, riguardo la rilevazione da parte dell’Ufficio Statistica del MiBACT dei visitatori e degli introiti nei musei, monumenti e aree archeologiche statali tra gennaio e giugno del 2017, quando 23.213.288 ingressi hanno portato introiti per 88.708.038 euro, con un aumento rispettivamente del 7,3% (visitatori) e del 17,2% (incassi) rispetto al medesimo periodo del 2016.Se al primo posto tra le regioni figura il Lazio, con 10.131.268 visitatori (+2,23%) e 36.220.370 euro di incassi (+14,7%), la Campania consolida la seconda posizione conquistata nel 2015 con 4.375.734 ingressi (+15,4%) e introiti per 19.689.195 euro (+17,6%), mentre terza è la Toscana con 3.443.800 biglietti (+11,7%) e 16.520.112 euro di incassi (+17,1%). Tra le regioni più dinamiche per aumento di visitatori si segnalano invece la Liguria (+33,5%), il Veneto (+26,8%) e il Friuli Venezia Giulia (+23,35). Evidenti invece le conseguenze del terremoto del Centro Italia nella flessione dei visitatori in Umbria (-18,3%), Marche (-16,6%) e Abruzzo (-15,6%). (foto: musei)

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Franceschini: Il nuovo bersaglio di Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

“Quindi il mirino di Renzi ha un nuovo bersaglio. Rifacciamo i conti: D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando, Alfano e oggi Franceschini. Si può governare un partito e aspirare a rigovernare il Paese così? Franceschini gli ha ricordato una cosa semplice: ” da soli non si vince e gli alleati minori vanno aiutati a tornare in parlamento non il contrario. È quello che faceva la DC, anche quando aveva più del 40%.” Così fanno i grandi partiti. Anche il PCI e poi il Pds coltivavano buone relazioni con gli alleati minori. È l’abc della politica. Per Renzi no. Vede il pericolo M5S e la crescita dei populismi, ma la sua principale attività è quella di far fuori gli alleati interni ed esterni. È come se De Gasperi, di fronte alla minaccia del frontismo, si fosse impegnato a cacciare Saragat dal Parlamento! È come se Fanfani, di fronte alla grande crescita del PCI, fosse interessato solo a punire Malagodi e La Malfa! Boh… ” così in una nota Sergio Pizzolante, componente la segreteria nazionale di Alternativa popolare.

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Gli alberi del Vajont a forma di virgola e che oggi fanno ridere i bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

vajontFranceschini: “Ecco gli alberi che sopravvissero all’immane tragedia del 1963. Sono tutti da tutelare. Oggi 54 anni dopo possiamo andare sul corpo di frana che oramai non fa più paura ma nell’immaginario comune custodisce i corpi delle centinaia di persone non più ritrovate”. “Il Bosco Vecchio del Vajont è un luogo da tutelare . Al suo interno ci sono gli unici alberi testimoni sul corpo di frana. A distanza di 54 anni dalla tragedia possiamo andare sulla frana che travolse la Valle del Vajont , proprio sul corpo di frana che sosta immobile dentro a due chilometri di Valle e che oramai non fa più paura. Nell’immaginario comune questa frana custodisce i corpi di centinaia di persone mai più ritrovate. Dunque è davvero un luogo sacro dove possiamo vedere ancora oggi i pochi sopravvissuti a quella tragedia . Si tratta di un gruppo di alberi con più di 60 anni di storia e che riuscirono a resistere all’immane tragedia e possono raccontarcela . Ecco perché il Bosco Vecchio della Valle del Vajont è un luogo da tutelare sempre”. Lo ha affermato Giovanna Franceschini , Guida Ambientale Escursionistica AIGAE della valle del Vajont.“Poco lontano dalla diga – ha proseguito Franceschini – si sviluppa un’area boschiva denominata “il Bosco Vecchio di Erto”. E’ la parte residua del bosco preesistente al catastrofico evento franoso del 9 Ottobre del 1963. Vi convivono, con una composizione tipica di un’associazione ecologica secondaria, essenze arboree – Abete rosso, Larice e Pino mugo, Betulla e Faggio, Pino silvestre, Pino nero e diverse specie di Pioppo – ed arbustive – Nocciolo e Ginepro dal cui diametro si comprende essere risalenti a non più di 40 anni fa ma allo stesso tempo si incontrano alberi con più di 60 anni di vita e dall’aspetto davvero insolito. Infatti , tali alberi , presentano dei tronchi che partono fortemente obliqui fin dalla base e poi, disegnando un’ampia curvatura, si raddrizzano con la punta in assetto verticale. Altri, esposti a leggeri avvallamenti, hanno le radici ancorate al bordo e i tronchi orizzontali, non poggianti direttamente sul terreno, ma sorretti dai rami rivolti verso il basso, morti, mentre i rami vegeti, rivolti verso l’alto, si sono trasformati in nuovi alberi con propri tronchi verticali, diritti, e una folta chioma. Presso le radici del tronco “madre” si osserva il consistente rigonfiamento generato dall’incremento delle strutture interne atte a mantenere in vita i tronchi “figli”. Fra questi due aspetti, estremi, ve n’è un gran numero di intermedi, alcuni mostrati da individui morti.
Tutte queste strane forme derivano da una straordinaria storia vissuta da quegli alberi: nacquero verticali su un pendìo fortemente obliquo, si ritrovarono obliqui a causa del franamento in un unico blocco, e della conseguente diminuzione di pendenza, dell’intero versante montuoso sul quale erano nati e, infine, negli ultimi 53 anni hanno messo in atto un potente sforzo vegetativo per riconquistare, con la verticalità, la luce del sole indispensabile alla loro esistenza. Ecco che in questo Bosco vera memoria di quanto accadde abbiamo insieme un’area, dove la vegetazione ha ricolonizzato il terreno precedentemente deforestato e all’altra i segni della sofferenza e della resistenza a quanto accadde quella notte”.
Cosa accadde il 9 Ottobre del 1963 “Alle 22:39 una frana di 260 milioni di m3, l’intero versante settentrionale, lasciò il Monte Toc scivolando su una superficie rocciosa sepolta in profondità e inclinata oltre i 40°. Viaggiando alla velocità iniziale di 60 m al giorno – ha ricordato Franceschini – e finale di 98 km all’ora, in meno di un minuto quella frana si immerse nel lago sottostante, artificialmente generato sbarrando il torrente Vajont con la diga a doppia curvatura allora più alta del mondo, 261 metri e 60; lago che partecipava con altri sette invasi artificiali all’impianto per l’approvvigionamento idroelettrico denominato “il Grande Vajont” negli anni del boom economico italiano. L’immersione della frana nel lago causò l’espulsione di 50 milioni di m3 d’acqua che nei successivi quattro minuti rasero al suolo 9 frazioni di Erto e Casso e i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova e Rivalta causando la morte di 1.910 persone, 487 delle quali erano bambini e ragazzi con meno di 15 anni, alcuni non ancora nati”. “Proprio sulla montagna possiamo ritrovare tracce di quanto c’era prima dell’onda . Ad esempio possiamo vedere pavimenti in cotto o graniglia – ha concluso Giovanna Franceschini – e addirittura numerosi cenotafi di cui alcuni innalzati ad una famiglia proprio dove prima sorgeva la casa. Oggi possiamo percorrere l’intero sentiero del Bosco Vecchio con gli alberi sopravvissuti, il percorso sulla frana, vedere i cenotafi in Val Vajont, essere sull’attuale lago del Vajont, visitare i centri storici di Erto e di Casso, la sede espositiva dell’ EcoMuseo Vajont, la bottega di Mauro Corona, La Chiesa monumentale di G. Michelucci a Longarone, il Cimitero monumentale delle Vittime a Fortogna”.

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Parco Colosseo e riforma Franceschini

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

colosseo-interno“Fa davvero sorridere il fatto che la riforma voluta dal ministro Franceschini per l’istituzione del parco Archeologico del Colosseo, e contro cui il Campidoglio ha presentato ricorso al Tar, raccolga attorno a sé un ampio fronte del dissenso, capitanato – si badi bene – proprio da esponenti del Partito Democratico. Walter Tocci, senatore Pd e membro della Commissione Cultura a Montecitorio, si è espresso dichiarando tutto il suo sdegno per quello che lui stesso ha definito ‘il pastrocchio Franceschini’: una pseudo-riforma fatta con i piedi che mortifica le professionalità esistenti ed esalta un penoso concetto del ‘divide et impera’. Ma non è solo il Pd con Tocci a dire tutto il male possibile della riforma: anche Adriano La Regina, ex soprintendente di Roma, ha parlato di stupidità economica riferendosi al ticket di 2 euro per visitare il Pantheon. Per non citare, infine, la lettera di Italia Nostra che teme la fuoriuscita dalla lista Unesco del Colosseo e del Centro storico della Capitale qualora la tremebonda riforma Franceschini andasse in porto. Navighiamo – non troppo a vista – nell’assurdo, sfiorando l’abisso”: lo dichiara in una nota Eleonora Guadagno, presidente M5S della Commissione Cultura capitolina.

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Ritorna il ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

ponte sullo stretto“Il Ponte sullo Stretto non può non essere una priorità strategica per il Paese. Per Alternativa popolare si tratta di un punto chiave del proprio programma. Le parole del ministro Franceschini guardano in faccia la realtà: il Ponte si deve fare, in linea anche con i propositi dell’ex premier Renzi. E a quanti sostengono che prima viene l’Alta velocità, rispondiamo che le due cose non sono affatto alternative, né l’una esclude l’altra. Come lo stesso Franceschini ha spiegato bene: l’Av deve arrivare in Sicilia e il Ponte è parte organica di questo progetto. In questi mesi se n’è discusso molto, noi stessi abbiamo depositato una proposta di legge, abbiamo presentato emendamenti nell’ultima legge di Bilancio. Ma ora si passi una volta per tutte ai fatti: si dia in maniera ufficiale alle due aziende dello Stato Ferrovie e Anas il compito di definire un aggiornato quadro economico oltre che tecnico per dare un segnale concreto. Basta con i continui stop and go”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, di Ap.

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Dario Franceschini

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2009

La marcia giusta del neo segretario del Pd. Forse ci siamo se i maggiorenti di questo partito hanno il buon senso di non condizionarlo con i loro veti incrociati. Le sue prime uscite hanno già provocato curiosità e interesse. Ha persino costretto Berlusconi a capovolgere il suo modo d’anticipare le mosse dell’avversario con proposte che costringevano il precedente segretario sulla “difensiva”. Lo ha dimostrato chiedendo che per tutti i disoccupati fosse erogata una indennità. E a chi gli chiedeva dove si potevano reperire le risorse necessarie ha aperto un altro fronte che è quello dell’evasione fiscale che in Italia ha cifre da capogiro. Se solo, ha spiegato Franceschini, recuperassimo il 10% di tali evasioni potremmo costituire un fondo sufficiente per affrontare e risolvere il problema. D’altra parte non dimentichiamo che uno dei successi del Centro sinistra è stato proprio quello di aver ridotto l’area evasiva mentre l’attuale governo sembra, invece, trascurare. E tutto questo non può non trovare consensi sia in ambito religioso, basta infatti, riandare ai recenti interventi del Santo Padre, sia nei sindacati, sia nell’opinione pubblica. Non solo. La gente incomincia a percepire la “diversità” del messaggio, la fermezza e la determinazione con la quale l’esprime e, soprattutto, la chiarezza del suo parlare. E’ l’uomo nuovo, questo avvocato cinquantunenne di Ferrara, (nato nell’ottobre del 1958). Può diventare ben presto qualcosa di più e non solo per il partito che rappresenta ma per tutto il Paese. Ce lo auguriamo nell’interesse generale e per la critica particolarità di questo momento di crisi generalizzata che incomincia ad agitare il sonno degli italiani tra disoccupazione, aziende che chiudono, risorse che si assottigliano, incapacità di una ferma tenuta della barra del governo con iniziative che sappiano incidere senza mettere alle corde le classi più deboli. Occorrono risposte forti e coraggiose sia in campo nazionale sia internazionale. Occorrono uomini che siano al passo con queste emergenze e sappiano cogliere il momento per restituire fiducia, certezza del diritto, solidarietà e concretezza alla politica. Franceschini, a mio avviso, sembra avere il taglio giusto. Diamogli fiducia. Diamogli una mano e non saremo di certo tacciati di partigianeria, ma, semmai, d’avere la presunzione d’interpretare il pensiero della gente che vuole la politica ma espressa dagli uomini che sappiano esserne buoni e franchi interpreti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)
Franceschini new Italian leader Pd. The correct march of the mole secretary of the Pd. There are perhaps if the magnates of this party have the good sense not to condition him with their cross vetoes. Its first exits have already provoked curiosity and interest. He has forced even Berlusconi to turn upside-down his way to anticipate the movements of the adversary with proposals that they forced the precedent secretary on her “defensive.” He has shown him asking that for all the unemployed he was disbursed an indemnity. It is to whom asked him where the necessary resources could be retrieved you/he/she has opened another front that is that of the fiscal escape that has dizzying figures in Italy. If only, Franceschini has explained, we recovered the 10% of such escapes we could constitute an enough fund to face and to resolve the problem. On the other hand we don’t forget that one of the successes of the Center left has been just that to have reduced the evasive area while the actual government seems, instead, to neglect. And everything this is not able not to find consents both in religious circle, enough in fact, to go again to the recent interventions of the Saint Father, both in the labor unions, and in the public opinion. Not only. People begin to perceive “difference” of the message, the steadiness and the determination with which he expresses him and, above all, the clarity of his to speak. And the new man, this lawyer fiftyone years of Ferrara, (been born in October of the 1958). he can become more well soon something and not only for the party that represents but for the whole Country. We hope him/it in the general interest and for the criticism particularity of this moment of crisis generalized that it begins to shake the sleep of the Italian among unemployment, firms that they close, resources that grow thin, incapability of a firm estate of the bar of the government with initiatives that knows how to engrave without putting to the ropes the classes weakest. Strong and brave answers are needed both in national field is international. Men are needed that is to the footstep with these emergencies and knows how to gather the moment to return trust, certainty of the right, solidarity and concreteness to the politics. Franceschini, to my notice, it seems to have the cut correct. Let’s give him trust. Let’s give him a hand and we won’t be of certain keep silent you of partisanship, but, if, to have the conceitedness to interpret the thought of the people that wants the politics but expressed by the men that they know how to be good person of it and sincere interpreter like Obama in U.S.A. (from http://www.fidest.net Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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