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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘francesco cognetti’

Tumori femminili e atrofia vaginale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

chicagoChicago. Spessore del collagene triplicato grazie all’utilizzo del laser, con risultati davvero soddisfacenti anche dopo un anno e mezzo certificati dalle biopsie: questo il risultato dello studio tutto italiano appena pubblicato sulla rivista Journal of Cancer Therapy e discusso all’ASCO, il più importante Congresso mondiale di oncologia in corso a Chicago fino al 6 giugno. “Si tratta di un lavoro scientifico importante, promosso all’Ospedale Cannizzaro di Catania dal prof. Paolo Scollo – commenta il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme Contro il Cancro – perché per la prima volta si trova una soluzione efficace al problema dell’atrofia vaginale in donne con tumore. Nel 2016, nel nostro Paese sono stati diagnosticati 50.200 nuovi casi di cancro del seno, 8.200 del corpo dell’utero e 5.200 dell’ovaio. Disturbi come atrofia vaginale, incontinenza, difficoltà o impossibilità di avere rapporti sessuali sono conseguenze frequenti nel trattamento dei tumori femminili con ormonoterapia, chemioterapie e radioterapia. Oggi, per queste forme di tumore stiamo riuscendo a parlare di cronicizzazione, per cui è normale occuparci anche di migliorare la qualità di vita delle pazienti, un tema molto forte in questa edizione dell’ASCO. Si stanno moltiplicando, infatti, i lavori dei colleghi americani su aspetti come ripristino della sessualità, preservazione della fertilità, lotta alla astenia. Il nostro Paese è all’avanguardia nel contrasto all’atrofia, grazie alla campagna nazionale ‘Femilift, per la qualità della vita della paziente oncologica’, presentato nel marzo scorso al Ministero della Salute. Ben il 70% delle donne con tumore del seno va incontro ad atrofia vaginale in seguito alle terapie ormonali utilizzate per combattere la malattia. E il problema interessa tutte le pazienti operate per cancro dell’ovaio proprio a causa della rimozione dell’organo. Un disturbo che può avere un impatto negativo sulla qualità di vita: i rapporti sessuali diventano impossibili e le difficoltà nella minzione spesso compromettono le relazioni sociali. Anche la chemioterapia e la radioterapia possono determinare queste condizioni, purtroppo sottostimate. Sia i clinici che le pazienti devono migliorare la comunicazione su questi aspetti”.
Lo studio ha coinvolto 33 pazienti oncologiche, sottoposte a trattamento laser CO2 per stimolare il collagene. Si è visto che il collagene riacquista la capacità di produrre muco, la vagina torna all’elasticità originaria e ad essere lubrificata come prima della malattia. Si è utilizzato un tipo particolare di sonda più piccola rispetto a quella usata per le ecografie endovaginali. Le donne sono state sottoposte a tre sedute, una al mese, di circa dieci minuti. “Con risultati molto rilevanti – aggiunge il prof. Cognetti – che ci permettono di disporre di un nuovo importante strumento terapeutico. Fino ad oggi, infatti, le uniche terapie disponibili erano rappresentate dai trattamenti ormonali, non utilizzabili dalle donne che hanno avuto diagnosi di tumore per l’alto rischio di favorire la ricomparsa della malattia e da gel lubrificanti che però hanno una efficacia solo a breve termine. La pubblicazione del lavoro su Journal of Cancer Therapy rappresenta un passaggio importante perché si possa sviluppare anche fra gli oncologi una maggiore attenzione verso temi che il paziente sente molto ma che fino ad oggi sono stati poco discussi e affrontati: solo il 10% infatti ne parla col medico”.

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“Insieme contro il cancro”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2016

ferraraFerrara lunedì 29 agosto alle 11, con la partecipazione del prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC, del prof. Francesco Romeo, presidente Società Italiana di Cardiologia (SIC), e del prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione “Insieme contro il cancro”. In conferenza stampa saranno presentate anche le attività della Fondazione umanitaria European Heart for Children (EHC) che organizza missioni per operare bambini con cardiopatie congenite in Paesi in cui per loro non ci sono possibilità di cura.
Al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), che si svolge a Roma dal 27 al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti, sarà presentato il progetto nazionale “Città della prevenzione” che parte a settembre da Ferrara e coinvolgerà numerosi comuni italiani. Si tratta del primo progetto al mondo per educare intere città a corretti stili di vita.
le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Europa con 4,35 milioni di decessi ogni anno e più di 220mila in Italia. Nel nostro Paese sono circa 5 milioni le persone affette da cardiopatia ischemica, la più diffusa tra le malattie cardiovascolari, mentre l’infarto del miocardio ogni 12 mesi colpisce circa 200mila persone. Nonostante questi numeri, che testimoniano il diffondersi di una vera e propria epidemia, sono ancora troppo poche le iniziative di sensibilizzazione sugli stili di vita sani (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta), la prima arma per sconfiggere queste patologie.

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Contro i danni del fumo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Mag 2015

sigaretteRoma Mercoledì 20 maggio alle 11.30, a Roma al Senato (Palazzo Madama, Sala Caduti di Nassyria) WALCE organizza una conferenza stampa per presentare l’iniziativa. E’ promossa dall’associazione “WALCE” (Women Against Lung Cancer in Europe), in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, ha deciso di lanciare il suo primo tour nazionale dal titolo “Esci dal tunnel. Non bruciarti la vita”: una campagna della prevenzione, che toccherà le piazze delle principali città italiane per sensibilizzare la popolazione, in particolare le donne e i giovanissimi, sui danni provocati dal fumo.
Interverranno, tra gli altri, la prof.ssa Silvia Novello (presidente WALCE), il prof. Francesco Cognetti (Presidente Fondazione Insieme Contro il Cancro), il prof. Giuseppe Tonini (Direttivo Nazionale AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica) e il dott. Franco Pasqua (Commissario della Sezione Regionale AIPO Lazio e Componente del Consiglio Direttivo Nazionale AIPO, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri). Verranno presentati dati sul tabagismo in Italia e sul tumore del polmone, che saranno commentati dai vertici istituzionali dell’oncologia e della pneumologia italiana.

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Renzi: predica bene e … razzola male

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

cognetti2I Presidenti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e della Fondazione “Insieme Contro il Cancro”, proff. Stefano Cascinu e Francesco Cognetti, hanno inviato oggi una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in seguito alla sua visita ai futuri stabilimenti della Philip Morris di Zola Predosa (BO). Gli oncologi ricordano come il fumo rappresenti uno dei maggiori nemici per la salute dell’uomo: le sigarette sono infatti responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. Ecco di seguito il testo integrale della lettera.
Sig. Presidente, Le scriviamo in merito alla sua visita al futuro stabilimento della Philip Morris di Zola Predosa, dello scorso venerdì 10 ottobre. Come oncologi e uomini di scienza abbiamo molto apprezzato il Suo discorso sul valore dell’innovazione, unica via per uscire dalla crisi e per provare a costruire il domani di questo Paese. Le scoperte mediche si basano per loro natura sulla ricerca e sull’innovazione, senza le quali non si potrebbero ad esempio sviluppare nuovi farmaci. Ogni giorno dialoghiamo con le aziende farmaceutiche e ci rendiamo conto delle difficoltà per le multinazionali a investire in Italia. Quindi, siamo lieti che venga costruito uno stabilimento in Emilia Romagna, con tutte le positive conseguenze occupazionali che verranno.
Questo, però, non può farci dimenticare che la Philip Morris è una delle principali multinazionali produttrici di sigarette e il fumo rappresenta uno dei più grandi pericoli per la salute dell’uomo, soprattutto per il tumore del polmone. La probabilità di sviluppare la malattia, infatti, è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori. In Italia, i prodotti a base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. A livello mondiale il fumo di sigarette è responsabile di circa un terzo dei tumori, non solo di quelli polmonari. Tralasciando poi gli altri effetti dannosi del fumo sulla salute (malattie respiratorie, cardiovascolari, ecc.). Infine, sono stati espressi da autorevoli organismi nazionali e internazionali (Organizzazione Mondiale di Sanità, Istituto Superiore di Sanità, ecc.) pareri negativi sulla sigaretta elettronica, che verrà prodotta nei nuovi stabilimenti, sull’efficacia a promuovere la disassuefazione al fumo e in particolare sulla sua nocività. Pareri che peraltro in parte non condividiamo. Siamo quindi Sig. Presidente a proporle una riflessione su una o più campagne di sensibilizzazione sul tema, così come ha recentemente fatto anche la Francia del premier Hollande, che ha stanziato 1,5 miliardi di euro per iniziative sugli stili di vita. Come oncologi siamo sempre pronti ad avviare nuove collaborazioni, ai più alti livelli istituzionali, per far capire alle persone e in particolar modo ai giovani l’importanza di uno stile di vita corretto. Siamo da anni in prima linea su questo fronte. Abbiamo già avviato campagne e progetti di awareness su tutto il territorio nazionale, con feedback eccellenti da tutti i nostri interlocutori: Ministero della Salute, ASL, Regioni, istituti scolastici, altre società scientifiche, ecc. Per esempio abbiamo avviato una campagna, dal titolo “Non fare autogol”, rivolta ai giovani studenti delle scuole superiori su questo tema, progetto che ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri già durante il Governo Monti. E stiamo per avviare la campagna “La lotta al Cancro non ha colore”, rivolta agli immigrati e ad altri strati più disagiati della popolazione italiana, colpiti in larga incidenza da questa malattia anche in forme più avanzate. La campagna è fortemente sostenuta anche dal Presidente della Repubblica. Disponiamo quindi di tutto il know-how necessario per fare la nostra parte. Purtroppo, l’Italia è relegata da anni in fondo alle classifiche sulle iniziative di prevenzione: solo lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva viene destinato a questo scopo, contro il 3,2% della Germania o il 4,8% dei Paesi Bassi.

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Tumore al colon retto

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 settembre 2014

colon-retto tumoreIl prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione “Insieme contro il Cancro”: “Con queste analisi biologiche possiamo stabilire l’efficacia del trattamento e garantire risparmi al sistema sanitario”. Nel 2013 stimati 55.000 nuovi casi. Il prof. Carmine Pinto, presidente eletto AIOM: “Migliora la sopravvivenza, ma ancora troppi italiani non svolgono gli esami di screening”
Milano, 18 settembre 2014 – Tutti i pazienti colpiti da tumore del colon-retto dovrebbero essere sottoposti a un test molecolare. Dal risultato di questo esame dipende la scelta della terapia più efficace. Nel 60% dei malati, infatti, non è presente una particolare mutazione (gene RAS) e, in questi casi, le terapie personalizzate sono in grado di migliorare in maniera significativa la sopravvivenza. Quella del colon-retto è la forma di cancro più diffusa in Italia, in costante crescita: nel 2013 sono state colpite 55mila persone, erano 52mila nel 2012 e 50mila nel 2011. Grazie alla ricerca, le percentuali di guarigione in 15 anni sono aumentate del 12% fra le donne e del 14% fra gli uomini. La Fondazione “Insieme contro il Cancro”, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Europa Colon, col sostegno di Amgen, ha realizzato una guida per affrontare la malattia, destinata ai pazienti e ai familiari, che sarà distribuita in tutti i centri della Penisola. Il materiale informativo è stato presentato oggi in un incontro a Milano. “Sei persone su 10 riescono a sconfiggere questa neoplasia – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ -. Un risultato importante, raggiunto anche grazie a nuove terapie ‘su misura’. La selezione dei pazienti, basata su un test per verificare la mutazione genetica, si traduce in un miglioramento di tutti i parametri di efficacia, con risparmi consistenti per il servizio sanitario nazionale. Perché la terapia viene così somministrata solo ai malati che possono beneficiarne con certezza”. Per garantire uniformità nella pratica clinica nell’applicazione dei test molecolari in tutta Italia, gli oncologi (AIOM) e i patologi (SIAPEC-IAP) hanno sviluppato un ampio progetto per la caratterizzazione dei tumori in funzione della strategia terapeutica. “Negli ultimi anni – continua il prof. Carmine Pinto, presidente eletto AIOM – abbiamo unito gli sforzi per stabilire leAdenocarcinoma,_colon raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di cinque tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone, allo stomaco e melanoma. Inoltre, in base a un recente controllo di qualità per la valutazione delle mutazioni genetiche nel carcinoma del colon-retto, è stato validato il 90% delle strutture di anatomia patologica e biologia molecolare (79 su 88) che si sono sottoposte in maniera volontaria al programma delle due società scientifiche. In questo modo siamo certi che il test venga eseguito secondo criteri uniformi e accurati. Si tratta di una procedura unica in tutta Europa e vanto italiano a livello mondiale”. Il 20% dei pazienti colpito da cancro del colon-retto presenta, al momento della diagnosi, la malattia già in stadio avanzato. “È necessario – sottolinea il prof. Cognetti – promuovere campagne di sensibilizzazione per far capire ai cittadini che il cancro si può prevenire, adottando stili di vita sani. E troppi italiani non aderiscono ai programmi di screening, fondamentali per individuare in fase precoce la malattia, quando può essere trattata con successo. Il test basato sulla ricerca del sangue occulto nelle feci è offerto gratuitamente dal nostro sistema sanitario a tutte le persone di età compresa fra 50 e 75 anni anche senza fattori di rischio specifici. Ma il 65,9% dei nostri connazionali over 50 e il 72,6% degli over 70 non hanno mai eseguito questo esame”.
Il tumore del colon-retto rappresenta uno dei big killer in tutto il mondo. Nel nostro Paese è la terza neoplasia più frequente nei maschi e la seconda nelle femmine. Oggi in Italia vivono quasi 300mila persone con una precedente diagnosi di questa malattia. “È in costante aumento soprattutto a causa del permanere di stili di vita scorretti, in particolare legati alla scarsa attività fisica e alla dieta non equilibrata – spiega il prof. Pinto -. Il cancro del colon è direttamente associato ad un’alimentazione ad alto contenuto calorico, ricca di grassi animali, di carni rosse e povera di fibre. È dimostrato un incremento di rischio del 15% nelle persone in sovrappeso e del 33% negli obesi. Dobbiamo quindi impegnarci sempre più intensamente per migliorare il livello di consapevolezza della popolazione, per far comprendere ai cittadini che l’obesità è un fattore di rischio, pericoloso quanto il fumo di sigaretta. È indispensabile mettere in atto nuove strategie per ridurre la percentuale di tumori correlati a questa condizione. Siamo di fronte a una vera e propria sfida per la salute pubblica e per garantire la sostenibilità del sistema”. Solo un numero limitato di casi è di origine genetica. “Per chi possiede una familiarità o altri fattori predisponenti (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, ecc.) – continua il prof. Cognetti – è molto importante eseguire anche la colonscopia. Si tratta di un esame essenziale per la diagnosi precoce, utilizzato soprattutto per la sorveglianza dei pazienti ad alto rischio e per accertamenti di secondo livello nei casi positivi al test di screening”.
“Il nostro impegno non si esaurisce negli investimenti in ricerca e sviluppo (4 miliardi di dollari nel 2013) per rendere disponibili farmaci innovativi – conclude il dott. Francesco Di Marco, amministratore delegato Amgen -. Concentriamo i nostri sforzi anche nella definizione di test che permettano di selezionare in anticipo i pazienti che trarranno giovamento dalle terapie. Lavoriamo al fianco degli specialisti per assicurare l’impiego appropriato dei farmaci, coscienti che la sostenibilità del sistema è anche nostra responsabilità”.

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Insieme contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 luglio 2014

Natali CANCRO acrilico su tela lavorata a mano 100x100Alla fine degli anni Settanta solo poco più del 30% delle persone colpite dal cancro sconfiggeva la malattia. Negli anni Novanta quasi il 47%, oggi circa il 60%. “Sono risultati importanti – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ -. Non si può più parlare di male incurabile. Sta cambiando la percezione della patologia da parte dei cittadini. Ma avvertiamo, anche nei media, la tendenza a definirla ancora con quella espressione fuorviante e allarmistica, dovuta a ignoranza. Per questo la nostra Fondazione, che compie il primo anno di attività, ha realizzato un libro dal titolo emblematico, Il male incurabile. I progressi nella lotta contro il cancro e il nuovo ruolo della comunicazione”. Il volume (168 pp., Intermedia Editore) è presentato oggi in un convegno nazionale al Ministero della Salute, con l’intervento del Ministro Beatrice Lorenzin. Nel 2013 in Italia si sono registrate 366mila nuove diagnosi. Il miglioramento delle percentuali di guarigione è evidente in neoplasie frequenti come quelle della prostata (91%), del seno (87%) e del colon-retto (64% uomini e 63% donne). “Il merito – continua il prof. Cognetti – è da ricondurre a terapie sempre più efficaci e alla diagnosi in fase precoce. Senza dimenticare le campagne di prevenzione: fino al 40% dei tumori può essere prevenuto seguendo uno stile di vita corretto (no al fumo, dieta corretta, attività fisica costante). Ma non ci siamo limitati a scattare una fotografia dei passi in avanti contro la malattia negli ultimi 40 anni”. La seconda parte del libro è dedicata alle interviste a 15 direttori di testate giornalistiche nazionali: Giulio Anselmi (ANSA), Bianca Berlinguer (Tg3), Mario Calabresi (La Stampa), Virman Cusenza (Il Messaggero), Ferruccio de Bortoli (Corriere della Sera), Roberto Iadicicco (AGI), Bruno Manfellotto (l’Espresso), Giuseppe Marra (AdnKronos), Ezio Mauro (la Repubblica), Mauro Mazza (Rai Sport), Clemente Mimun (Tg5), Andrea Monti (La Gazzetta dello Sport), Roberto Napoletano (Il Sole 24 Ore), Luciano Onder (Tg2) e Alessandro Sallusti (Il Giornale). “Abbiamo voluto capire – sottolinea il prof. Cognetti – come i media trattano l’argomento ‘cancro’, come deve essere oggi una corretta comunicazione ai cittadini su questo tema, quali rischi si corrono nel trattare queste notizie e quale ruolo devono svolgere i giornalisti per offrire la giusta lettura. Abbiamo dato la parola ai direttori e abbiamo chiesto loro di assumere un impegno preciso: cancellare l’espressione ‘male incurabile’ dalle testate di cui sono responsabili. Perché sappiamo che un’informazione corretta può rappresentare la prima medicina”. Negli ultimi decenni si è registrato un incremento costante delle persone con storia di cancro in Italia: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, due milioni e mezzo nel 2012, circa tre milioni nel 2013. Nel 2020 saranno 4 milioni e mezzo. Lo scenario dell’oncologia è in rapida evoluzione: i tumori sono soprattutto una malattia dell’età avanzata e il numero di nuovi casi cresce in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione. “Molti pazienti guariscono o cronicizzano la malattia ma sono ancora in tanti, in troppi a non riuscire a vincere la loro battaglia per la vita – spiega il prof. Cognetti -, nonostante i decisivi passi in avanti della scienza. Proprio per questo la Fondazione, attraverso azioni coese tra Istituzioni, associazioni di pazienti e medici, opinion leader e industria, intende dare un forte stimolo alla ricerca innovativa, alla necessaria uniformità di accesso alle cure, alla prevenzione, alla diagnosi e ai trattamenti di alta qualità. La prima parte del libro testimonia i cambiamenti nella lotta al cancro, con i capitoli dedicati ai numeri di casi, tumore per tumore, dai big killer a quelli più diffusi, per capire come si sta evolvendo la lotta al cancro, grazie alla ricerca e ai progressi terapeutici. Senza trionfalismi, ma con la giusta consapevolezza del lungo percorso che si è fatto fino ad oggi con risultati inimmaginabili solo pochi anni fa. Poi, a seguire, spazio alla prevenzione, che va adottata ‘senza se e senza ma’, a tutte le età ed anche ‘dopo’ il cancro per evitare nuove malattie”. “Numeri, statistiche, cifre, tabelle, che diventano vita vissuta nelle storie dei pazienti che ce l’hanno fatta – continua l’avv. Elisabetta Iannelli, segretario della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ -, con le testimonianze di personaggi famosi ma tanto simili a quelle dei circa tre milioni di persone che continuiamo, con un termine bruttissimo, a chiamare ‘lungosopravviventi’. Noi che abbiamo combattuto contro il cancro e che, in alcuni casi, ci misuriamo con gli strascichi terapeutici, gli effetti collaterali a lungo termine, i controlli del follow up di questa malattia che è diventata cronica, rivendichiamo il diritto a riprenderci la vita tornando a condurre un’esistenza normale. Chiediamo il rispetto di diritti impensabili fino a pochi anni fa, come diventare genitori o tornare al lavoro, lontano da ogni discriminazione”. Un capitolo del libro è dedicato proprio alle testimonianze dei pazienti. La necessità di affrontare la malattia senza nascondersi, con coraggio, nell’esperienza di Nicola Pietrangeli, il più forte tennista italiano di tutti i tempi. “La mia partita contro il cancro al colon è iniziata nel 1996 – afferma Pietrangeli .

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Forum “Screening mammografico”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

Roma.27 aprile alle ore 10.00 nella Sala Conferenze di Palazzo Marini, in via del Pozzetto 158 forum “Un diritto delle donne, un dovere per le istituzioni”.  Intervengono  Ferruccio Fazio, Ministro della Salute Gabriella Carlucci, VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati Francesco Cognetti, Direttore Oncologia Medica, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma Sabino De Placido, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Azienda Universitaria Policlinico Federico II, Napoli Manuela Ghizzoni, VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma Giuseppe Palumbo, Presidente XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati Paolo Pronzato, Direttore Oncologia Medica A, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Genova Livia Turco, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati

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