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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘francesco ferrante’

Isole ecologiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Roma 10 giugno 2011, presso la Sala Esedra della Residenza di Ripetta in via di Ripetta 231 presentazione della ricerca “Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e azione”. Presenzieranno come relatori:
• Bruno Cesario, Sottosegretario all’Economia
• Fabrizio D’Amico, Direttore Generale del Consorzio Ecolamp
• Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato
• Silvia Lavi, Direttore Scientifico di Nextest
• Giorgio Mulè, Direttore di Panorama

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Differenziare con le isole ecologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Roma 10 giugno 2011, presso la Sala Esedra della Residenza di Ripetta in via di Ripetta 231 Conferenza promossa dal Consorzio Ecolamp. L’occasione dell’evento sarà presentazione della ricerca “Differenziare con le isole ecologiche: gli Italiani tra pensiero e azione”. Presenzieranno come relatori:
Bruno Cesario, Sottosegretario all’Economia
Fabrizio D’Amico, Direttore Generale del Consorzio Ecolamp
Francesco Ferrante, Componente della Commissione Ambiente del Senato
Silvia Lavi, Direttore Scientifico di Nextest
Giorgio Mulè, Direttore di Panorama

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Immigrazione: mancato soccorso barcone?

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

“Se la denuncia di mancato soccorso da parte delle forze Nato ad un barcone alla deriva davanti alle coste libiche, rilanciata oggi dal ‘The Guardian’, corrispondesse al vero, ci troveremmo di fronte ad una inaccettabile violazione dei diritti umani su cui diventa fondamentale fare piena ed immediata chiarezza”. E’ quanto dichiarano in una nota Andrea Sarubbi, Jean Leonard Touadi, Roberto della Seta e Francesco Ferrante, che sulla vicenda hanno presentato due interrogazioni parlamentari alla Camera ed al Senato. “Ci sono troppi coni d’ombra in questa vicenda: dalle ripetute segnalazioni di Don Zerai – sacerdote eritreo per alcuni giorni in contatto con i naufraghi – alle diverse versioni rilasciate della autorità impegnate nella zona. A prescindere dalle voci discordanti, non è accettabile che 72 persone – fra cui donne e bambini – possano vagare per 16 giorni nel mediterraneo e essere lasciate morire in di fame, di sete e di stenti. Qualunque sia la verità in questa vicenda, è primario interesse della missione Nato – ed in particolare dell’Italia cui è stato affidato il comando operativo sul mare – portarla immediatamente alla luce”.

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Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

Roma. E’ un’autentica anomalia del sistema giudiziario italiano, una galera di fatto per chi non deve scontare nessuna condanna ma che, solo per il fatto di non essere in possesso di un  permesso di soggiorno valido,  deve attendere fino a sei mesi per poter essere rilasciato. Una situazione intollerabile e potenzialmente pericolosa, indegna di un paese civile, alla quale vanno date risposte”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Ferrante che preannuncia in merito un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, dopo la sua visita ispettiva di ieri al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, nei pressi di Roma, in occasione dell’iniziativa promossa dai radicali per controllare i centri per immigrati di tutta Italia. “Il Cie di Ponte Galeria – continua Ferrante –  si presenta in maniera inequivocabile come una galera, con sbarre, cancelli chiusi a chiave e orari di visita regolamentati, con la sola differenza che il personale preposto non è composto da guardie carcerarie ma da  operatori della Croce Rossa e pochi funzionari di Polizia, che operano con assoluta carenza di mezzi e fondi. La manutenzione delle strutture che accolgono i cittadini extracomunitari è assolutamente insufficiente: il sistema di riscaldamento è praticamente fuori uso e manca l’acqua calda, mentre i bagni sono in gran parte inagibili. Le difficoltà affrontate dalla Croce Rossa sfiorano il paradosso: ad esempio l’interruzione dell’accordo con la Asl Roma D rende difficilissima anche la prescrizione di un comune medicinale.”  “Se a ciò si aggiunge che nel centro, che ospita 257 persone, vi è un solo psicologo, un solo mediatore linguistico-culturale e una solo consulente per l’assistenza legale, e non si praticano nessuna delle attività che di solito impegnano i detenuti, è facile comprendere come la situazione nel Cie sia potenzialmente ad alto rischio, oltre a costituire la prova tangibile dell’abnormità prodotta dal ‘pacchetto sicurezza’, legge da cambiare al più presto.” – conclude Ferrante.

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