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Il libro che mi manca

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2011

Milano, dal 12 Maggio al 25 Giugno 2011 orari: da martedì a sabato 10.00-13.00; 16.00-19.00 Inaugurazione: Giovedì 12 Maggio 2011– dalle ore 18.30 Piazzale Baiamonti, 2 Fabbrica Eos a cura di Francesco Poli Ingresso libero. José D’Apice, artista inquietante e problematico, torna a Milano con una mostra che lascia molti spunti per riflettere sull’importanza dell’individuo all’interno della società moderna, fragile e disunita, che vede la trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori che perdono le loro sicurezze a causa di una vita sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del ‘gruppo’ per non sentirsi esclusa e che corre sorda verso un futuro abitato da grandi incertezze. In mostra anche Autoritratto dopo, culmine dell’autoironia grottesca di questo artista, costruita sul rovesciamento degli equilibri: in alto la testa e il busto di un navigatore con enormi denti cannibaleschi che stringono un osso, in basso due piccole braccia scheletriche e una gamba di un tavolino, che si trasforma in un piede da danzatore che regge tutta la costruzione, posato su una piccolissima sedia; l’unico riferimento ipotizzabile è la crudeltà degli europei nella conquista dell’America. Illuminata è un dittico di facile interpretazione erotico-sessuale, che ci mostra due gambe di manichino piegate e aperte. I piedi con scarpette da ballerina poggiano su due piccole silhouette di danzatrici, mentre in centro vediamo, in basso, un vaso in cui entrano i tubi prolungamenti delle gambe, e in alto una farfalla ricamata su un frammento di tessuto.
Piccolo atlante imperfetto del mondo, opera molto suggestiva, è un lungo polittico formato da una serie di grandi disegni, ciascuno dei quali dovrebbe rappresentare un continente, almeno se si leggono i cartigli in basso, ma questi “continenti” in effetti sono delineati come dei pezzi del corpo umano ischeletrito: il cranio, la gabbia toracica, il bacino, la parte superiore e inferiore delle gambe e i piedi. Sullo sfondo scuro si vede fluttuare una sfera che allude al nostro o a un altro pianeta. Una peculiarità di tutte le opere di José D’Apice è l’effetto iperreale derivato dalla precisione maniacale dell’elaborazione figurativa che, attraverso il disegno, la tecnica mista e il collage, crea una nuova e suggestiva dimensione. (la vita, autoritratto, piccolo atlante)

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