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Acquisizione di 276 fumetti in lingua francese

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

In occasione dell’Anno del fumetto, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è felice di annunciare l’acquisizione di 276 fumetti in lingua francese, che preludono alla creazione di un fondo dedicato che riunirà quasi 200 autori e autrici internazionali.Nell’ambito di questa operazione, l’Accademia di Francia a Roma si è avvalsa della consulenza della Cité internationale de la bande dessinée et de l’image d’Angoulême (CIBDI) per la selezione dei titoli, e della Librairie française de Rome Stendhal per la fornitura delle opere.In questa occasione, l’Accademia desidera riaffermare il suo sostegno agli autori, alle autrici e a tutti gli attori che operano nel settore del libro e contribuire alla diffusione della nona arte in tutta la ricchezza delle sue espressioni narrative e grafiche. L’Accademia continua così il suo impegno a favore della creazione contemporanea, in un processo di convergenza e apertura verso ogni forma artistica, di cui il linguaggio della “bande dessinée” non fa eccezione. Il fumetto, la letteratura e le arti visive continuano anzi a mantenere un fecondo dialogo reciproco e a comporre nuove estetiche che luoghi pionieristici come le residenze d’artista vogliono incoraggiare.La selezione pilota di questo nuovo fondo porta in primo piano autori e autrici, illustratori e illustratrici di diversa provenienza e disciplina, facendo dialogare i grandi nomi del fumetto con artisti più di nicchia. Fra questi, gli ex borsisti di Villa Medici François Olislaeger (autore e disegnatore di fumetti, 2019-2020), Lancelot Hamelin (scrittore, 2016-2017), Anne-Margot Ramstein (illustratrice, 2015-2016) e Mathias Énard (scrittore, 2005-2006), ma anche gli ex residenti Catherine Meurisse (autrice e disegnatrice di fumetti, 2015), Isabelle Boinot (artista e illustratrice, 2020), Matthias Lehmann (autore di fumetti, 2020), Régis Lejonc (illustratore, 2019) e Carole Chaix (illustratrice e disegnatrice, 2018).Questo nuovo fondo integrerà le collezioni della biblioteca dell’Accademia, già ricca di 37.300 volumi tra cui alcuni fumetti (con opere di ex residenti ed ex borsisti come per esempio Jul, Eugène Riousse, Lisa Bresner…), ed ambisce ad essere progressivamente completato con i progetti dei borsisti, dei residenti, degli artisti ospiti, dei ricercatori e ricercatrici che soggiornano alla Villa, con opere provenienti dalla rete francese a Roma (École française de Rome, Institut français Italia) e dal pubblico esterno di lettori della biblioteca.Tale iniziativa si pone in continuità con le azioni già intraprese dall’Accademia di Francia a Roma per sostenere la creazione di fumetti: nell’ottobre 2019, l’Accademia e la Cité internationale de la bande dessinée et de l’image di Angoulême hanno dato vita ad una residenza di creazione volta ad accompagnare progetti innovativi di autori e autrici di fumetti. Questo programma di residenza, realizzato in collaborazione con la Société des Auteurs dans les Arts graphiques et plastiques (ADAGP), ha permesso di accogliere a Villa Medici nel 2020 Isabelle Boinot e Matthias Lehmann. Quest’ultimo ha potuto lavorare al suo progetto intitolato Chumbo, la storia di una cronaca familiare durante gli anni di piombo della dittatura in Brasile, tra il 1968 e il 1973 (di prossima pubblicazione per Casterman). Da parte sua, Isabelle Boinot ha perseguito il suo progetto intitolato Toshiyori, un saggio grafico che racconta le sue esperienze e le sue osservazioni sulla società giapponese sotto forma di repertorio etnografico.

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Il 10 gennaio 1971 moriva a Parigi la grande stilista francese Coco Chanel

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Nonostante i racconti, le biografie e i film sulla sua vita, Gabrielle Chanel, per tutti Coco Chanel, continua a rimanere ancora un mistero. Una donna nata poverissima, rimasta orfana e risorta alla vita diventando la prima grande influencer della storia e l’ icona che ha rivoluzionato il mondo della moda. Una donna intelligente, che è riuscita a rimanere un mistero anche a tanti anni dalla sua morte. Questa nuova biografia, indaga tra le pieghe della sua vita portando alla luce nuove rivelazioni sulla Coco Chanel privata, i suoi grandi amori, le sue passioni che abbracciavano anche il mondo femminile, e i suoi immensi dolori. In un periodo in cui la guerra incendiava il mondo, lei spinse il suo genio anche fuori dalle porte del suo atelier per abbracciare le idee naziste. La sua vita vista dal settimo piano dell’ hotel Ritz di Parigi tra le inseparabili sigarette, modelle filiformi, abiti iconici e giovani amanti. Tutto il profumo di un’epoca in un racconto che somiglia ad un romanzo dalle sfumature forti che mescola, creazioni da sogno, intrighi internazionali e verità inimmaginabili su una donna esile che ha avuto il mondo tra le sue mani e che ancora continua con il suo mito, ad influenzare intere generazioni. Roberta Damiata (Palermo 1966) è una giornalista, direttore di testate di Gossip (Eva3000) Cronaca (Scomparsi) e Moda (Vision 2.0). Ha cominciato a scrivere da giovanissima pubblicando molte biografie di cantanti anni ’80. Corrispondente da Londra e opinionista in trasmissioni televisive Rai e Mediaset. Ha vinto nel 2015 il Premio Donna dell’anno, e nel 2017 il premio eccellenze I Love Ischia. Attualmente scrive per il settimanale F e per il sito de IlGiornale.it Vive a Roma. (foto copertina libro)

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Lo scrittore Daniel Pennac, sabato 25 luglio a Postignano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2015

daniel pennacSabato 25 luglio 2015, alle ore 19, presso la Chiesa della SS. Annunziata del borgo medioevale di Postignano (PG) si terrà un incontro con Daniel PENNAC, in occasione della pubblicazione del suo libro “L’amico scrittore. Conversazione con Fabio Gambaro”.L’ingresso all’incontro è gratuito.L’iniziativa è nell’ambito della quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte” organizzata dai proprietari che hanno restaurato il borgo abbandonato, gli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella. Daniel Pennac è romanziere francese.
Figlio di un ufficiale dell’esercito francese, dopo un’infanzia in giro per il mondo, tra Africa, Europa e Asia, si stabilì definitivamente a Parigi. Professore di lettere in un liceo parigino, dopo aver esordito con alcuni romanzi per ragazzi tra cui “Abbaiare stanca” (1982), “L’occhio del lupo” (1984) – genere cui ritorna con il ciclo del giovanissimo ispettore Kamo (“Kamo. L’agenzia Babele”, 1992; “Kamo. L’idea del secolo”, 1993) – si è conquistato un pubblico di fedelissimi tra i lettori adulti con i romanzi “Il paradiso degli orchi” (1985) e “La fata Carabina” (1987) che innestano sulla struttura del romanzo poliziesco una galleria di personaggi bizzarri e uno humour dirompente che sfiora l’assurdo.Le avventure di

Castello di Postignano

Castello di Postignano

Benjamin Malaussène, «di professione capro espiatorio» continuano in “La prosivendola” (1989) e “Signor Malaussène” (1995), assumendo la dimensione di una saga, ambientata nel quartiere parigino di Belleville. Lo scopo dichiarato dell’autore è quello di restituire agli adulti il piacere di leggere; a questo tema Pennac ha dedicato un saggio dal titolo “Come un romanzo” (1992). Le opere più recenti non abbandonano la cifra ironica e confermano l’inventiva inesauribile di Pennac: “Ecco la storia” (2003) è una rocambolesca vicenda di sosia; “Grazie” (2004) è un omaggio ai suoi lettori, condito di disquisizioni morali; “La lunga notte del dottor Galvan” (2005) è un esilarante racconto ambientato in un ospedale, “L’avventura teatrale. Le mie italiane” (2007) e “Diario di scuola” (2008).
Del 2010 l’audiolibro de “L’occhio del lupo” letto da Claudio Bisio (Salani) e il fumetto “Lucky Luke contro Pinkerton”

Castello di Postignano

Castello di Postignano

scritto con Tonino Benacquista e “Achdé” (Nona Arte).
Del 2011 l’audiolibro di “Diario di scuola” (Emons) letto da Giuseppe Battiston.
Pennac si è cimentato anche come attore, portando tra l’altro in giro nei teatri di tutta Europa il suo spettacolo-lettura Bartleby lo scrivano, dal racconto di Melville.
Nel 2002 lo scrittore ha vinto il premio internazionale Grinzane Cavour Una vita per la letteratura.
Nel 2012 Feltrinelli ha pubblicato “Storia di un corpo” e l’anno successivo “Ernest e Celestine” (2013), dal quale è stato tratto anche un lungometraggio d’animazione.
Del 2015 è invece “L’amico scrittore. Conversazione con Fabio Gambaro” (Feltrinelli). (foto: daniel pennac, postignano)

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Mali: un anno dall’intervento militare francese

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2014

malìA un anno dall’inizio dell’intervento militare francese in Mali avvenuto l’11 gennaio 2013, molti degli obiettivi posti all’operazione Serval non sono ancora stati raggiunti. L’intervento francese sembra aver spezzato il controllo dei gruppi islamici radicali nel Mali settentrionale e gli estremisti sembravano aver abbandonato le città ma Al Qaeda Maghreb (AQMI) continua a fare attentati ed è più che probabile che tornerà a formarsi nel paese africano una volta che le truppe francesi diminuiranno la loro presenza. Molti profughi provenienti dal Mali settentrionale non credono che l’esercito del Mali da solo possa essere in grado di proteggere la popolazione da possibili aggressioni degli estremisti religiosi e non vogliono tornare a casa. In Mali vi sono tuttora 422.000 profughi e il conflitto Tuareg che aveva scatenato la guerra civile è lungi dall’essere risolto. Altro punto irrisolto riguarda i procedimenti giudiziari a carico degli jihadisti arrestati e per i quali ancora non è stato stabilito dove e quando verranno processati.Inizialmente la Francia aveva annunciato l’inizio del ritiro delle sue truppe per marzo 2013 ma l’intervento francese si è rivelato più impegnativo di quanto le autorità sembrano aver pensato. Fino a fine novembre 2013 gli aerei da combattimento francesi hanno sganciato più di 200 bombe sul Mali settentrionale. Diverse centinaia di combattenti jihadisti sono morti ma i sistemi di tunnel sotterranei nelle montagne del nordest del paese continuano ad esistere e ad essere usati. Ancora in dicembre 2013 i militari francesi hanno recuperato quasi sei tonnellate di esplosivi e scoperto un centro di addestramento sotterraneo usato fino a pochi giorni prima di essere scoperto. L’intervento armato francese costa alla Francia circa 1,8 milioni di euro al giorno per un costo complessivo che secondo i dati forniti da esperti militari francesi si aggira ormai attorno ai 650 milioni di euro.Nonostante le ingenti somme il nord del Mali è tutto meno che sicuro e i circa 254.000 profughi interni e i 168.000 profughi rifugiatisi nei paesi vicini si rifiutano di tornare a casa. Nella regione di Kidal ad esempio persistono forti tensioni tra i combattenti tuareg e l’esercito del Mali. Secondo l’opinione diffusa tra la popolazione del Mali, l’esercito francese ha deliberatamente coperto e protetto i combattenti del movimento tuareg MNLA per guadagnarsi il loro appoggio nella lotta contro AQMI. D’altro canto la Francia ha più volte ripetuto che senza una soluzione politica della questione tuareg non vi potrà essere stabilità nel nord del paese. La maggioranza della popolazione del Mali non sembra però disposta a scendere a compromessi con la popolazione tuareg e chiede il disarmo e la generica punizione dei Tuareg. Il presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keita si è detto contrario all’autonomia per le regioni tuareg e finora non ha presentato nessuna iniziativa concreta per il superamento del conflitto tuareg. I movimenti tuareg a loro volta minacciano di riprendere le armi se la loro situazione resterà invariata. Il Mali settentrionale è insomma in una situazione non troppo diversa da quella del gennaio 2012 quando appunto scoppiò la rivolta tuareg. La possibilità di un nuovo inizio non è stata colta né nel nord del Mali né nella capitale Bamako dove continuano la corruzione e l’abuso di potere da parte dei maggiori leader politici. La bassissima partecipazione di solo il 38% degli aventi diritto al voto alle elezioni parlamentari è stato un chiaro indicatore del reale stato di salute della democrazia in Mali

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L’orchestra Rai suona francese

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

Ferrara il 17 e a Torino il 18 e il 19 febbraio,  con diretta su Radio3 e streaming sul sito http://www.osn.rai.it sabato 19 alle 20.30. Dalla sensualità primitiva del Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy al fascino antico delle due suite dal balletto Bacchus et Ariane di Roussel, passando per la scena lirica per voce e orchestra Cléopâtre di Berlioz: è interamente dedicato alla musica francese il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di venerdì 18 febbraio 2011 alle ore 21, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, replicato sabato 19 febbraio alle 20.30, trasmesso in diretta su Radio3 e in streaming sul sito http://www.osn.rai.it. Sul podio il giovane direttore Stéphane Denève, anche lui francese, ormai lanciato in una carriera internazionale che lo ha portato sui palcoscenici più importanti del mondo, dal Covent Garden di Londra alle orchestre di Philadelphia, Cleveland, Los Angeles, Hong Kong, Melbourne, oltre che a essere nominato, dalla prossima stagione, Direttore musicale della Radio-Sinfonieorchester di Stoccarda. Con lui la mezzosoprano inglese Christine Rice, che ha inciso per Deutsche Grammophon, BBC ed EMI.
Il concerto è proposto anche al Teatro Comunale di Ferrara, giovedì 17 febbraio alle 20.30, per la stagione di Ferrara Musica. Per i due concerti a Torino le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1981). http://www.osn.rai.it.

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Appuntamento con l’opera francese

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Palermo Da venerdì 15 a giovedì 21 ottobre (6 recite) Teatro Massimo – piazza Verdi 1 appuntamento con l’opera francese: dopo 42 anni torna Don Quichotte di Jules Massenet, opera di cui si festeggia il centenario dal debutto. Giunto alle soglie della settantina, Jules Massenet si sentì irresistibilmente attratto dalla figura di Don Chisciotte, non tanto quale emblema di una moralità epico-visionaria, quanto come incarnazione di una classicità, eroica e sublime, che ormai volgeva al tramonto. La stesura del libretto fu affidata a Henri Cain, il quale trasse ispirazione, oltre che da Cervantes, dalla pièce teatrale omonima di Jacques le Lorrain, andata in scena a Parigi il 3 aprile 1904.  Opera vivida e luminosa, ricca di humour e varietà di caratteri, Don Quichotte è priva di quel senso di tragedia e destino che il pubblico si aspetterebbe da una messa in scena del classico di Cervantes. Massenet guardò a questa storia con occhi nuovi, scrivendo un’opera che è essenzialmente un titolo comico all’antica o, come venne chiamata una comédie-héroïque, con giochi sentimentali, ironia, disillusione e la morte in scena del protagonista. La partitura è orchestrata con grande maestria e semplicità, indirizzata originariamente alla vocalità “mitica” di Fyodor Chaliapin che ne creò il ruolo principale al debutto di Montecarlo nel 1910 e alla prima moscovita al Bol’soj. Fra le gemme della partitura vanno senz’altro ricordate la serenata a Dulcinea di Don Chisciotte nel primo atto (che sarà riutilizzata per uno dei più riusciti interludi dell’opera) e il malinconico duetto di Dulcinea e dell’hidalgo (“O toi dont les bras sont plus frais que la mousse”). Suggestivo è inoltre il modo in cui Massenet rende l’epico-grottesca battaglia contro i mulini a vento (con un accorto uso dello xilofono per simulare il movimento delle pale); teatralmente molto efficace la cangiante introduzione al quarto atto, con la languida aria di Dulcinea “Lorsque le temps d’amour”. Lo spettacolo in scena al Teatro Massimo è frutto di una coproduzione internazionale fra il Teatro palermitano e il Théâtre Royal de La Monnaie di Bruxelles e reca la firma prestigiosa del francese Laurent Pelly – per la prima volta ospite a Palermo – considerato uno dei registi più interessanti della scena lirica mondiale.
Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / http://www.teatromassimo.it

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Centro culturale francese: Conferenze a maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2010

Roma Largo Toniolo 21-22 Centro culturale San Luigi di Francia (Ambasciata di Francia presso la Santa Sede). Conferenze  a maggio – ingresso libero, in lingua francese
lunedì 17 maggio ore 18 – Fucilateli tutti! La prima fase della Shoah raccontata dai testimoni Patrick Desbois – Direttore del Service national dei vescovi di Francia per le relazioni con l’ebraismo.1941 : gli Einsatzgruppen nazisti entrano dell’URSS, circondano i villaggi e uccidono molti ebrei, sepolti in fosse comuni.  giugno 2002 : Padre Patrick Desbois segue le tracce di questa Shoah sino a quel momento ignorata. Raccoglie diverse prove di questo genocidio di migliaia di persone, affinché le vittime possano avere degna sepoltura.
mercoledì 19 maggio ore 18 all’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, via Piave 23: Vatican ii, hier et aujourd’hui Card. Georges Cottier – teologo emerito della Casa Pontificia Christoph Theobald, s.j. – teologo, direttore e caporedattore della rivista  Recherches de Science Religieuse in occasione del centenario della rivista Moderatori: Dominique Greiner, a.a. – capo redattore religioso di La Croix ;  Pierre de Charentenay, s.j. – capo redattore di Etudes Dibattito organizzato dal quotidiano La Croix e la rivista Etudes iscrizione obbligatoria 064203 0925-0953 (dalle ore 9 alle ore 13) entro il 12 maggio
giovedì 20 maggio ore 18 – Come raccontare di Gesu nella scuola laica Dominique Borne – Presidente del consiglio di direzione dell’ IESR (Istituto europeo delle scienze religiose) – dirige la collana récits primordiaux presso la Documentation française. I racconti della vita di Gesù appartengono a tutti noi. Come trasmettere questo patrimonio dell’umanità ? A scuola bisogna raccontare Gesù così come ci appare nei testi sacri e non, così come ci è stato raccontato da ormai duemila anni fra storia e simbologia.

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