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Posts Tagged ‘francia’

La Francia continua ad impossessarsi di acque territoriali italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La questione riguarda gli accordi di Caen firmati di soppiatto il 21 marzo 2015 dal Governo Gentiloni con i quali di fatto regaliamo parte dei nostri mari più pescosi alla Francia, accordi che, per fortuna, necessitano della ratifica del nostro Parlamento per diventare effettivi, cosa mai avvenuta. Ma la Francia ci prova lo stesso. Dopo il tentativo del 2018 sventato grazie alla denuncia di Fratelli d’Italia, la Francia ci riprova e ripresenta i confini marittimi “casualmente” sbagliati, nei quali ingloba parte delle nostre acque territoriali in quelle francesi. Ora basta! Fratelli d’Italia chiede al Governo italiano di protestare formalmente con la Francia di Macron e di ritirarsi definitivamente dai pessimi accordi di Caen». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Editoria: firmato l’accordo per l’Italia ospite d’onore al Salone del Libro di Parigi 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

È stato firmato l’accordo tra l’Associazione Italiana Editori (AIE) e Reed Expositions France alla presenza dell’Associazione degli editori francesi (Syndicat national de l’édition – SNE) per la partecipazione dell’Italia come Paese Ospite d’Onore nel 2021 al Salone del Libro di Parigi, una fiera dello SNE e realizzata da Reed.La cerimonia della firma si è svolta a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia a Roma, alla presenza dell’ambasciatore francese, Christian Masset, e dei rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il consigliere diplomatico del ministro Bonisoli, Marco Ricci, e la direttrice generale per le Biblioteche e gli Istituti Centrali, Paola Passarelli, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il direttore Roberto Vellano dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il direttore Roberto Luongo.“È un grande risultato per il libro italiano di cui siamo molto fieri”, ha detto il presidente AIE Ricardo Franco Levi. “Torniamo a Parigi dopo quasi 20 anni”. “L’appuntamento francese – ha aggiunto Levi – insieme alla quello che ci aspetta alla Buchmesse di Francoforte nel 2023 dimostrano il prestigio e la crescente diffusione del libro e della cultura italiana sul piano internazionale”.La presenza italiana a Parigi dal 19 al 22 marzo 2021 occuperà un padiglione di circa 600 mq con un’area b2b, un’area libreria per la vendita di titoli italiani, sia in italiano sia in francese, e un programma culturale con una forte delegazione di autori italiani.“Siamo molto felici di dare il benvenuto all’Italia a Livre Paris nel 2021 per il 40esimo anniversario del Salone e rafforzare così i già forti legami tra autori italiani e lettori francesi”, hanno detto Antoine Gallimard, vice presidente dello SNE (Syndicat national de l’édition) e Sebastien Fresneau, direttore di Livre Paris.
“Gli scambi editoriali tra Francia e Italia sono molto dinamici”, ha detto l’ambasciatore Masset. “L’Italia è il secondo mercato per la traduzione di libri francesi e l’italiano è sempre più tradotto in Francia, segno di una grandissima curiosità per la lingua e la cultura italiana. Salutiamo pertanto quest’invito dell’Italia come una splendida iniziativa che rafforzerà ancora il dialogo culturale tra Italia e Francia.”

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L’antisemitismo torna a spaventare la Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

L’odio antiebraico si è reso tangibile ancora una volta a Parigi, dove nei giorni scorsi una persona, ancora non identificata, ha colpito alla testa una donna che usciva da una sinagoga.A far scattare l’allarme è stata anche la brutalità dell’aggressione avvenuta per mezzo di una bottiglia d’acciaio, arma con cui non si vuole certo spaventare o minacciare, ma uccidere.La signora ebrea, 79 anni, non è in pericolo di vita, ma è stata costretta a subire un intervento chirurgico alla testa.L’ennesimo episodio di antisemitismo accaduto a Parigi ha aumentato la preoccupazione della comunità ebraica, che negli ultimi mesi ha registrato un innalzamento del numero di atti di violenza contro gli ebrei francesi.Il Crif, Consiglio delle comunità ebraiche francesi, ha espresso “ferma condanna dell’aggressione”, specificando di seguire “seriamente e con preoccupazione lo svolgimento dell’inchiesta” della Procura che al momento non è riuscita a scoprire chi sia il responsabile.Il giorno prima dell’aggressione, i fedeli che uscivano dalla sinagoga sono stati raggiunti da alcuni secchi d’acqua provenienti dall’alto.Non è la prima volta che a Parigi accadono episodi di antisemitismo nei confronti di donne ebree. I due che sono saliti ai disonori della cronaca sono avvenuti nel 2017 e nel 2018.Nel 2017 Sarah Halimi è stata accoltellata e poi gettata dalla finestra ancora viva dal suo vicino di casa musulmano al grido di “Allah HuAkbar”.Nel 2018 Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, è stata accoltellata e poi bruciata assieme alla sua casa.Entrambe le donne sono state uccise in maniera barbara e spietata. Nei giorni immediati alle loro morti, diversi media non ebbero la convinzione o il coraggio di parlare apertamente di antisemitismo.Oggi come allora, sembra si abbia paura a mettere l’etichetta dell’antisemitismo su episodi avvenuti davanti a un tempo ebraico.

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“Francia oltraggia Italia con dimezzamento cattedre di italianistica, e noi gli prestiamo pure l’Uomo di Vitruvio?”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Macron vuole bloccare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole francesi, dimezzando le cattedre di italianistica. Il presidente francese conferma la sua anti-Italianità e l’aperta ostilità nei confronti della cultura della nostra Nazione.
Abbiamo già denunciato il prestito dell’Uomo di Vitruvio in occasione dell’anniversario vinciano, in un completo atto di vassallagio culturale verso la Francia. Si aggiunge questo oltraggio verso la nostra cultura: chiedo al premier Conte e al ministro Bonisoli di bloccare immediatamente il prestito dell’Uomo vitruviano e di protestare ufficialmente per la decisione del governo francese.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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Rischio caos voli dal 6 all’11 maggio per e dalla Francia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Lo annuncia oggi la principale sigla sindacale francese dei piloti, ovvero Snpl (Syndicat National des Pilotes de Ligne), in sostegno alle loro richieste rivolte al governo di rivedere la legge sul trasporto aereo e in particolare di bloccare la legge che ridurrebbe il potere di rappresentanza dei sindacati nel settore dei trasporti. Una settimana, dunque, di astensione dal lavoro che interesserebbe tutte le compagnie aeree con sede e base in Francia che giunge dopo gli scioperi che hanno caratterizzato i primi mesi del 2018 e che hanno provocato una serie di difficoltà e forti perdite economiche alla principale compagnia del Paese,Air France. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” avvisa i passeggeri delle grandi difficoltà che l’eventuale astensione, se confermata, causerà al regolare funzionamento del servizio di trasporto. Prima di mettersi in viaggio è, pertanto, consigliabile controllare lo stato del proprio volo sul sito della compagnia aerea per restare indenni. Lo “Sportello dei Diritti” ricorda che il Regolamento CE n. 261/2004 all’art. 5, comma 3, pone una deroga al principio generale di responsabilità del vettore aereo stabilendo che “il vettore aereo operativo non è tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dell’art.7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso“ e che lo sciopero, in linea di principio, rappresenta una circostanza eccezionale. E’ tuttavia diritto del passeggero ottenere assistenza ed il rimborso del biglietto se non gli viene offerto un volo alternativo o se lo stesso diviene inutile rispetto al suo programma di viaggio iniziale.

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Francia y Emiratos Árabes Unidos ‎bombardean Libia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Drones de las fuerzas armadas de Francia y aeronaves de Emiratos Árabes Unidos están realizando ‎desde el 4 de abril operaciones de bombardeo contra las fuerzas del Gobierno de Unión Nacional ‎de Libia, gobierno encabezado por Fayez el-Sarraj y respaldado por la ONU.‎Francia afirma ser neutral en Libia y estar tratando de reconciliar a los actores libios ‎en conflicto… pero sus fuerzas especiales están ayudando al general Khalifa Haftar en su ofensiva ‎contra el gobierno respaldado por la ONU.‎Oficialmente, Francia supuestamente no dispone de drones armados. Pero en 2013 compró ‎‎16 drones MQ-9 Reaper a Estados Unidos y los equipó posteriormente con misiles AGM-114 ‎Hellfire en el marco de un acuerdo firmado con el fabricante estadounidense General Atomics. ‎Por su parte, Emiratos Árabes Unidos instaló una base militar en al-Khadim, donde –según la ‎publicación especializada estadounidense Jane’s– equipó con armamento 6 aviones ‎estadounidenses IOMAX AT-802i BPA, 2 drones chinos CAIG Wing Loong y 2 helicópteros ‎estadounidenses UH-60 Black Hawk.‎Al parecer, fuerzas de Emiratos Árabes Unidos son responsables de los bombardeos registrados en ‎Wadi al-Rabi’a y Tajura.‎ (by https://www.voltairenet.org/article206195.html – valeria sonda )
سكك حديدية
بقلم تييري ميسان
دمشق (سوريا)
لا يمكن لسورية أن تعتمد في عملية إعادة إعمارها إلا على نفسها فقط، لأن أياً من الذين أنفقوا مئات المليارات من الدولارات لتدميرها، على استعداد لدفع فلس واحد لإعادة إعمارها.
وفي مثل هذه الظروف يتوقف مستقبل البلد على إعادة ارتباطه بماضيه، حين كان نقطة عبور إلزامية بين المحيط الهندي والبحر الأبيض المتوسط، وحين كان طريق الحرير في العصور الغابرة يبدأ من العاصمة الصينية القديمة شيان، وينتهي في كل من أنطاكية وصور.
لم يكن هذا الطريق مجرد طريق تجاري حيث يجري تداول السلع بين مدينة وأخرى فحسب، بل كان أيضاً طريقاً ثقافياً انتشرت على جانبيه الفلسفة الصينية في عموم قارة (…)

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Notre-Dame: Sant’Egidio partecipa al dolore della Chiesa cattolica di Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

La Comunità di Sant’Egidio si stringe addolorata alla Chiesa cattolica di Francia per il terribile incendio che ha colpito ieri la cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Il grave ferimento di un luogo così alto per i cattolici e così simbolico e ricco di storia per tutti i francesi è sconvolgente. Notre-Dame è madre della fede per i cattolici: tra le sue antiche mura hanno pregato e ascoltato il Vangelo generazioni di fedeli. In questo giorno di dolore rivolgiamo i nostri sentimenti fraterni di solidarietà all’arcivescovo di Parigi, Mons. Aupetit, e tramite lui a tutta la chiesa di Parigi. Anche da Roma la comunità di Sant’Egidio ha ricordato commossa nella preghiera questo grave avvenimento, in comunione con i tanti francesi che ieri sera pregavano durante l’incendio. Siamo certi che la Francia saprà riportare Notre-Dame al suo antico splendore, che il suono delle sue campane tornerà a risuonare su Parigi e su tutta la Francia e la cattedrale tornerà a essere il luogo della preghiera di generazioni di cristiani e della pace per tutti.

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La guerra fratricida in Libia e il ruolo del governo francese

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Scrive l’on.le Federico Mollicone deputato FdI: “La situazione in Libia si fa sempre più critica e i nostri interessi di sicurezza e geopolitici sono a serio rischio, rischiando anche una nuova ondata migratoria. Bisogna anche francamente prendere atto dei gesti apertamente ostili della Francia che è la promotrice degli eventi di guerra delle ultime settimane in Libia, così come lo è stata nel 2011.I francesi vogliono ottenere un’affermazione geopolitica in Libia e attaccare direttamente l’Italia con l’arma immigrazionista, dopo che le forze sovraniste sono riuscite a bloccare gli sbarchi.Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, di fronte a tutto questo, sponsorizza corsi sul gender ai militari in Libia… uno strano senso delle priorità. Giuseppe Conte difenda l’interesse nazionale e convochi l’ambasciatore francese”.

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«Ciao Italia»: la storia degli immigrati italiani in Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Roma dal 25 marzo al 13 aprile 2019 Institut français – Centre Saint-Louis Largo Toniolo 22 mostra itinerante del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi. L’esposizione è stata allestita presso il Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi nel 2017, che ne propone una versione itinerante fino al 2021. La sua circolazione in Italia è coordinata dall’Institut français Italia. Nel XIX e nel XX secolo, circa 26 milioni di Italiani e Italiane emigrano per motivi sia economici che politici. Una parte di essi si dirige in Francia che all’epoca mancava di manodopera. Gli Italiani diventano così gli stranieri più numerosi in Francia dall’inizio del Novecento fino agli anni ‘60. Oggi commemorata, la loro integrazione non avvenne comunque senza intoppi. Tra diffidenza e desiderio, violenze e passioni, rifiuto e integrazione, la mostra Ciao Italia! narra questa storia evidenziando l’apporto degli Italiani alla società e alla cultura francesi.
25 marzo, 18.00: VERNISSAGE con introduzione di Hélène Orain, direttrice del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi, Stéphane Mourlane e Isabelle Renard, curatori della mostra.
28 marzo, 18.30: INCONTRO “Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana” (2018, Il Mulino) del Prof. Enrico Pugliese, in dialogo con Lorenzo Flabbi (L’Orma Ed.) e con giovani con esperienze di espatrio.
1° aprile, 20.30: CINEMA proiezione di una pellicola in 35mm di Toni di Jean Renoir (1935). Seguito da un incontro con Stefania Parigi, professoressa di Storia del cinema presso l’Università Roma Tre.
11 aprile, 20.30: SPETTACOLO TEATRALE di Cesare Capitani in lingua francese “Médinitalì”

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Antisemitismo in Francia: l’aggressione a Finkielkraut

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

L’aggressione verbale subita da Alain Finkielkraut a Parigi durante un corteo dei gilet gialli dove è stato insultato perché “sionista” e dunque difensore di Israele, e dunque suscettibile di punizione divina, non proveniva, come ha cercato di fare credere un atro filosofo ebreo francese vicino a Israele ma molto gauche caviar, come Henri Bernard Levy, dal fascismo risorgente di cui i gilet gialli sarebbero un contenitore. No, il principale aggressore verbale di Finkielkraut è un musulmano radicalizzato. Lo stesso intellettuale francese e accademico di Francia lo ha detto chiaramente durante una trasmissione televisiva dopo l’incidente facendo riferimento alle frasi ingiuriose di cui è stato fatto oggetto. “Questa è retorica islamista“.Alcuni fatti vanno ricordati. La strage alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa del 2012, quella dell’Hypercasher del 2015,gli omicidi individuali di ebrei come quello di Ilan Halimi nel 2006, di Sarah Halimi nel 2017, di Mireille Knoll nel 2018. Tutti episodi riconducibili all’odio islamico nei confronti degli ebrei.La realtà è dunque questa. Che vi sia in Francia, come altrove in Europa, un antisemitismo autoctono, è una ovvietà assoluta, ma non è quello egemone e non è quello che in Francia ha mietuto le vittime elencate, e non è quello che ha in Israele il suo obiettivo principale e che a Parigi si è manifestato contro Finkielkraut.“Oggi, la Francia”, ha Guy Millière, “E’ l’unico paese nel mondo occidentale in cui gli ebrei vengono uccisi solo per essere ebrei” . Ed è sempre Millière a sottolineare come, “In due decenni più del 20% degli ebrei francesi hanno lasciato la Francia. Secondo un sondaggio, il 40% degli ebrei che vivono attualmente in Francia, vogliono andarsene. Malgrado gli ebrei rappresentino attualmente meno dello 0.8% della popolazione, metà dei militari e della polizia impiegata nelle strade francesi si trova di guardia davanti alle scuole ebraiche a ai luoghi di culto”.

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“La Francia richiama l’ambasciatore da Roma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Lo fa “a pochi giorni dalla sottoscrizione del trattato con la Germania che cementa il loro sodalizio sul fronte economico, energetico e militare assestando un durisssimo colpo al delicato equilibro europeo. Allo storico alleato (così oggi ci definisce Macron) ha preferito lo storico nemico. Alla luce della guerra economica e commerciale sotterranea che ‘Versailles’ sta facendo all’Italia da decenni, avremmo dovuto non richiamare ma ritirare noi l’ambasciatore. Resta comunque da sottolineare l’inadeguatezza istituzionale dell’Italia: al presidente di una Repubblica eletto dai cittadini francesi dovrebbe almeno rispondere il capo del Governo Conte, per quanto non lo abbia eletto nessuno.
E dovrebbe farlo chiedendo una volta per tutte sé Francia e Germania credono o no nell’Europa, una vita per tutte. Perché non ha senso fondare l’Unione europea e poi trasformarla in uno strumento di conclamata ostilità tra i paesi che la compongono. O c’è l’Europa o c’e l’asse franco-tedesco. O c’è amicizia e solidarietà o si aggredisce la Libia per togliere all’Italia un partner storico”.

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Francia: Protesta dei “Gilet Gialli”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 dicembre 2018

Dal 17 novembre, primo giorno della mobilitazione dei “gilet gialli”, oltre la metà dei 3.275 autovelox automatici in Francia sono stati messi fuori servizio. Una vera e propria ecatombe di apparecchiature elettroniche per la rilevazione delle infrazioni: coperti, rotti, vandalizzati o comunque resi inutilizzabili, i radar, così vengono comunemente chiamati oltralpe, non hanno davvero un bell’aspetto dal 17 novembre, coinciso con l’inizio del movimento dei cosiddetti “gilet gialli”. Se il Ministero dell’Interno si rifiuta di fornire le cifre per “evitare un’eccedenza”, il sito Radars-auto.com garantisce che il 65% delle telecamere fisse per il controllo della velocità siano state interessate. Nel paese, i numeri parlano da soli, anche se non possono essere esaurienti: la situazione cambia da un giorno all’altro, a volte da un minuto all’altro. In pratica una vera e propria epidemia della protesta nella protesta. I dati seguenti sono stati registrati dal quotidiano “La Dépêche du Midi”, diffuso nella regione Midi-Pirenei e nei dipartimenti di Aude e Alta Garonna. Mentre nessuna cifra ufficiale comunicata dalle prefetture. Nel Tarn, 23 radar su 33 sono fuori servizio. Quasi il 67% dei dispositivi. Nel Tarn-et-Garonne: 25 radar non funzionano sul 34 che conta il dipartimento. Nell’Aveyron, 13 dei 19 radar sono etichettati o coperti oggi. Non è molto meglio in Ariège: 8 radar sono stati danneggiati in 11. Cinque dei radar degradati sono stati anche dati alle fiamme la stessa notte da mercoledì a giovedì. Gli Hautes-Pyrénées non sono esclusi: 10 dei 13 radar sono stati vandalizzati. Su 12 radar, 3 sono ora fuori servizio nel Lot ma tutti sono stati danneggiati. La situazione è eccezionale nel Gers. Lì, 21 radar su 22 erano fuori servizio il 13 dicembre. Da allora, quelli di Isle-Jourdain, Gimont e Jegun sono stati rilasciati e riavviati. La prefettura di Gers n ‘ non desiderava comunicare sul danno di questi degradi, ma si può già garantire che la perdita di profitto sia colossale. Il radar di L’Isle-Jourdain, il dipartimento più “redditizio”, ad esempio ha lampeggiato quasi 30.000 volte nel 2017. Per trovare i colpevoli di questo danneggiamento di massa, la polizia ha dispiegato i mezzi principali: videosorveglianza, sondaggi, campioni di DNA … Alla fine di novembre, il Tribunale penale di Tolosa ha condannato tre gilet gialli che avevano incendiato i radar automatici a Saint-Jory, Haute-Garonne e Pompignan, nel Tarn-et-Garonne, tra i tre mesi di prigione e le 105 ore di servizio alla comunità. Lo stato, quindi dovrà mettersi le “mani in tasca” per sopperire alle conseguenze di quella che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, al netto della censurabilità delle modalità, costituisce anche una presa di coscienza di massa sulla reale funzione di queste macchinette infernali e sulla loro utilizzazione a fini di cassa per gli enti accertatori. Basti pensare che solo per riparare un vetro rotto si spende 500 euro e ci vuole circa una settimana per cambiarlo. Circa 75.000 euro per una postazione distrutta e un mese per sostituirla, oltre al necessario lavoro di ingegneria civile. Ed anche se le sanzioni per il danneggiamento di questi beni pubblici siano severe con pene che possono arrivare fino a sette anni di carcere e multe di 100.000 euro, pare che non abbiano scoraggiato i centinaia, forse migliaia di cittadini, che hanno così voluto esprimere il loro dissenso di fronte a questa che appare essere una fonte indiretta di tassazione che contribuisce ad esasperare il clima già teso in Francia, sul possibile inasprimento dei carichi fiscali. In tal senso, sembra assurdo che in Italia dove il peso delle tasse, imposte e balzelli è anche superiore, nessuna protesta pubblica sia ancora scoppiata nel corso degli ultimi anni. Ma i francesi, si sa, sono i francesi. Evidentemente.

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Le recenti rivolte di piazza in Francia ci fanno riflettere

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

I francesi hanno da qualche anno scoperto il vero volto del loro presidente. Un uomo arido e solo preoccupato d’ingraziarsi i potenti del mondo. E’ il parto di una classe politica, e non solo francese, che vuole conservare il suo primato a scapito dei ceti meno abbienti. Ma si può governare a prescindere?
Da ciò dovrebbero oggi trarne coscienza i governanti dei vari paesi allorché preparano le tecniche per gestire il presente senza affacciarsi dalla finestra per guardare oltre.
E’, questo, un grave errore che ci fa sfuggire dalla realtà e scava un solco tra il paese reale e i suoi governanti. E’ una pecca che si può pagare a caro prezzo poiché rendiamo possibile un altro convincimento, a mio avviso molto deviante per quanto affascinante, che è possibile fare a meno della politica rappresentata dai partiti.
E’ un’idea, devo ammetterlo, che mi affascina e sulla quale ho riflettuto a lungo, pur respingendola poiché la considero una logica estremista pericolosa e capace di provocare, alla lunga, più danni che vantaggi.
Sono, invece, propenso nel ritenere che vi possa essere un’alternativa, soprattutto in quei paesi a “democrazia incompiuta” come l’Italia, e la Francia sembra, in questo senso, voler imboccare una strada parallela, dove s’imporrebbe una “dittatura” a tempo per rimettere in sesto quelle riforme che sono sistematicamente bloccate dai veti incrociati dagli interessi contrapposti e corporativi tra le parti in causa. Una dittatura non solo di breve durata ma vincolata dalla presenza di alcuni garanti istituzionali.
Prima di tutto sbloccare i vincoli che tengono stretti alcuni soggetti alla tenuta dei loro “privilegi”. D’altra parte quando i politici parlano di larghe intese non siamo molto distanti da una soluzione capace di ricavare risultati efficaci per una più corretta gestione della cosa pubblica senza dover tenere da conto delle consorterie di varia natura che puntano al pensiero dominante di chi ha e ne vuole sempre di più. Al tempo stesso mi chiedo: ma per fare tutto questo non è sufficiente un forte consenso popolare e movimenti politici ben radicati sul territorio ma anche determinati a non subire i condizionamenti delle lobby? In linea teorica è possibile ma in pratica gli elettori subiscono troppe restrizioni e vengono distratti dalla macchina della disinformazione che non si fa scrupolo nel diffondere notizie non veritiere e tali da suscitare sentimenti di disagio esistenziale che conducono alla stessa degenerazione del sistema. Per farla breve siamo stati troppo a lungo abituati a ragionare con la pancia che non riusciamo del tutto a farlo con la testa tanto da rendere palese che ci troviamo al cospetto di una democrazia malata e capace solo di sviluppare sentimenti anarchicheggianti. (Riccardo Alfonso)

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Libertà di stampa? In pericolo persino in Francia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

I giornalisti denunciano una situazione “inedita” per il diritto di cronaca in Francia. Quattro sindacati di giornalisti – SNJ e le branche sindacali delle tre grandi confederazioni sindacali del settore (CGT, CFDT, FO) -, come riportato tra l’altro dal quotidiano “Le Monde”, hanno denunciato lunedì 10 con un comunicato la situazione “inedita” nell’esercizio della professione giornalistica verificatasi sabato 8 dicembre a Parigi.
Sono stati subito supportati dalla Federazione europea e mondiale dei giornalisti (FEJ e FIJ), mentre fin qui tace pudicamente la Federazione nazionale della stampa italiana, molto più “abituata” a tacere di fronte alle angherie del potere, sia economico che politico.
“È totalmente inaccettabile, in una democrazia e in uno stato di diritto, che i poteri pubblici non garantiscono la libertà di informare”.La denuncia illustra i caso di due fotografi del Parisienne, colpiti intenzionalmente dalle “balle defense” (come peraltro accaduto a manifestanti pacifici e inermi, come testimonia questo video).Inoltre, un fotografo del Journal de Dimanche è stato ricoverato dopo le percosse subite da un agente dei CRS. Altri quindici giornalisti avrebbero subito violenze.Ad alcuni giornalisti è stato intimato di disfarsi dei propri indumenti protettivi, prima della manifestazione, sotto la minaccia di essere posti in stato di fermo.Sembra evidente che l’accanimento su fotografi e operatori video sia motivato dalla volontà di non lasciare “tracce” inconfutabili del proprio comportamento violento e illegale.I quattro sindacati chiedono spiegazioni alle autorità sulle indicazioni date agli agenti sabato e hanno invitato i colleghi a segnalare le varie violazioni. Un episodio inquietante, che insieme alla negazione preventiva della libertà di manifestare denunciata da alcuni legali, e i numerosi episodi di violenza sui manifestanti tutti documentati da video e foto, danno il senso di una pericolosa involuzione delle minime garanzie democratiche in Francia.

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Nuova acquisizione in Francia per Sec

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

SEC SpA, società leader nel mercato italiano dei servizi di advocacy, PR e comunicazione integrata e tra i primi player europei, quotata all’AIM della Borsa di Londra, ha acquisito la maggioranza (50,01%) di CLAI, società con sede a Parigi e attiva nel settore Public Affairs e comunicazione d’impresa.Fondata dieci anni fa da Eric Giuily, già Global Head di Publicis Consultants, ENA e CEO di varie società operanti nei settori dei trasporti e dei media, CLAI conta oggi 25 professionisti e offre un ampio portafogli di servizi, tra cui social intelligence, strategie di comunicazione, Public Affairs, relazioni pubbliche, comunicazione economico-finanziaria e coaching per aziende e istituzioni. Nel 2017, CLAI ha registrato ricavi per quasi 4,5 milioni di euro e un utile lordo di 552.000 euro.In linea con la strategia SEC di costruire una partnership internazionale di imprenditori della comunicazione e non un semplice network di agenzie, l’accordo prevede che i partner di CLAI Eric Giuily, presidente, e Elisabeth Coutureau, co-presidente, che restano soci, continueranno a gestire operativamente la società. Eric Giuily e Elisabeth Coutureau, inoltre, entreranno a far parte del Management Commitee del Gruppo SEC, i cui membri sono tutti gli amministratori delegati delle società del Gruppo, presieduto da Tom Parker, Presidente di Cambre, l’agenzia con sede a Bruxelles e specializzata nelle attività di Public Affairs e nelle relazioni con le istituzioni comunitarie. Questo modello consente alle diverse società di mantenere inalterata la propria identità distintiva nei rispettivi mercati e, al tempo stesso, di sfruttare le sinergie derivanti dall’appartenere a un grande gruppo multinazionale.

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Migranti, Cirielli (Fratelli di Italia): “Basta arroganza Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

“Dopo l’ennesimo gesto di arroganza contro l’Italia, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi valuti l’opzione di richiamare in Patria l’ambasciatore italiano in Francia”: è quanto chiede Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e componente della commissione Esteri, commentando l’episodio del furgone della gendarmeria francese avvistato dalla polizia italiana a Claviere, sulle Alpi del Torinese al confine con la Francia, mentre faceva scendere un paio di uomini, presumibilmente migranti di origine africana – in una zona di bosco già in territorio italiano”. “Questo episodio non solo conferma lo scarso rispetto che la Francia mostra verso l’Italia ma svela il doppio volto del presidente Macron sulle politiche migratorie. Pubblicamente, invoca accoglienza e integrazione. Ma in segreto la gendarmeria scarica gli immigrati in Italia, violando la sovranità nazionale di uno Stato” – conclude Cirielli

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“L’Italia non può continuare a rimanere sotto schiaffo di Germania e Francia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 settembre 2018

“Non è nella natura dei popoli liberi e quindi nemmeno della nostra nazione. La nostra indipendenza l’hanno conquistata i nostri padri con costi elevatissimi. Abbassare la testa e farsi comandare da una, o peggio, più potenze straniere – come accaduto con i governi Monti e di centrosinistra – non è l’atteggiamento giusto. Lo spread, di cui non frega nulla ai cittadini, schizza in alto? Beh, quando il Pd si vantava di tenerlo basso l’economia non è cresciuta a sufficienza, il debito pubblico è aumentato, gli interessi passivi ammontavano a decine di miliardi l’anno. Questo significa che la cura era sbagliata e quindi ora occorre cambiare schema affinché l’Italia possa recuperare credibilità, ma stavolta in produttività e ricchezza. Dobbiamo tornare a fare le manutenzioni sulle infrastrutture, rinegoziare privatizzazioni dissennate che sono stati autentici regali a imprenditori amici, garantire l’equità sociale, a cominciare dalle pensioni, argomenti su cui c’è grande confusione sotto il cielo del governo giallo-verde. Conte sembra piuttosto Alice nel ‘paese delle meraviglie’, un vicepremier tra due premier, Di Maio e Salvini, ognuno dei quali si affretta a dare la linea per primo, in modo che l’altro sia costretto a seguirlo. Ma i loro avversari ne garantiscono il successo per impresentabilità: il Pd, Macron, Merkel, la Boldrini, le agenzie di rating… Finché ci saranno loro i pentaleghisti possono dormire sonni tranquilli”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenuto come ospite a Sky Ttg24.

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Migranti, Mulè: A Ventimiglia arrivata la ‘legione straniera’ francese per fermare i migranti irregolari sui treni

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

“Nel giorno dell’incontro tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte giunge da Ventimiglia una notizia che dimostra l’inaffidabilità che i francesi ripongono sull’Italia e obbliga il nostro governo a un intervento immediato”, dichiara Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia. Il portavoce dei parlamentari di Camera e Senato spiega: “Un dettagliato articolo apparso su ‘La Stampa’ riferisce che nella stazione ligure al confine tra Italia e Francia, la Sncf, società d’Oltralpe che gestisce il trasporto ferroviario, ha ingaggiato guardie armate di una società italiana per evitare che migranti irregolari salgano sui loro treni diretti in Francia. In particolare gli ‘sceriffi’ assunti dai francesi presidiano le banchine nella stazione di Ventimiglia da dove partono i convogli diretti a Cannes e Grasse svolgendo di fatto i compiti di una polizia parallela o di complemento rispetto a quella Italiana.In breve, per evitare ‘invasioni’ intollerabili come quella avvenuta poco tempo fa a Bardonecchia, la Francia ha aggirato l’ostacolo dotandosi di una polizia privata, una sorta di mini Legione straniera, che agisce per sopperire alle carenze dei nostri controlli”.Conclude Mulè: “Sono certo che il premier Conte e il ministro dell’Interno Matteo Salvini non tollereranno uno schiaffo simile che somiglia alla cessione di controllo del territorio per interposta polizia. E sono certo che a Ventimiglia sarà immediatamente destinato un congruo numero di forze dell’ordine del nostro Paese anche per mantenere la dignità di uno Stato che deve essere in grado di controllare le sue frontiere senza alcun ‘aiutino’”. (n.r. A questo punto cosa possiamo attenderci di concreto dal nostro governo? Probabilmente un’altra telefonata notturna al nostro presidente del consiglio e un’altra stretta di mano con contorno di sorrisi e tutto finisce con con bollicine di spumante rigorosamente francese)

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Lezione di “civiltà giuridica” da Macron

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

“Lezioni di civiltà giuridica da Asterix, no grazie. La Francia ha sempre difeso terroristi, si veda alla voce Battisti. Stiano un po’ più attenti a emettere sentenze sull’Italia, che anche a causa dei francesi ha per oltre 5 anni subito il peso in totale dei processi di destabilizzazione da loro creati. Vomitevole è stata la Francia quando non si è fatta scrupolo di bombardare la Libia scatenando questo esodo di proporzioni bibliche”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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“Festa delle Rose”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Castello di Rivau (Valle Della Loira – Francia) 2 e 3 giugno 450 varietà di rose profumate e 1600 rosai: la visita allo Chateau du Rivau a giugno è uno spettacolo per gli occhi e l’olfatto!Tutte le rose dei Giardini, infatti, sono state selezionate in base al loro profumo, come le rose inglesi di David Austin con i loro profumi di mirra, mele, miele, muschio… Le rose sono le vere protagoniste al Castello che, per la ricchezza e varietà di specie ospitate, ha ricevuto il titolo di “Conservatorio della Rosa Profumata” e che a questo fiore dedica la “Festa delle Rose” che si terrà il 2 e il 3 giugno. Un appuntamento imperdibile con passeggiate botaniche, artistiche, ludiche e dedicate ai sapori tenute da diversi esperti. In programma anche laboratori creativi per famiglie, un atelier di creazione di profumi e una mostra mercato con più di 50 espositori tra cui coltivatori di rose, collezionisti e vivaisti. Il tema della Festa di quest’anno sono i giardini europei e protagoniste saranno le rosee europee della collezione del Rivau: tedesche, inglesi, irlandesi e italiane come la Rosa ‘Carla Fineschi’ – a fiore semi-doppio con un colore rosso carminio – creata da André Eve e dedicata alla moglie del professor Gianfranco Fineschi ideatore del roseto privato più grande del mondo, il “Roseto Botanico Carla Fineschi” di Cavriglia (Ar) che ospita più di 6000 rosai.
Biglietti: Adulti: 11 € – Bambini dai 5 ai 18 anni: 7,00 € (gratuito per i bambini di età inferiore ai 5 anni) Studenti, disoccupati: 8,50 €.

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