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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘francia’

L’Italia e la Francia dei libri tornano a incontrarsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2021

Lo hanno fatto per tenere vivo un interscambio fondamentale per i due Paesi: nel 2020 la Francia è stato il secondo mercato di sbocco per l’export italiano di diritti con 917 titoli venduti (1.301 la Spagna), mentre sono stati 2.100 i titoli pubblicati in Italia tradotti dal francese nello stesso anno (secondi soli agli 8.100 dall’inglese).Organizzato da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori (AIE). E’ stato un bilaterale online di tre giorni per incrementare l’interscambio e la reciproca conoscenza tra i due mercati editoriali. Sono 36 le aziende francesi partecipanti, 30 quelle italiane. L’iniziativa rientra nel progetto europeo Aldus Up, cofinanziato dal programma Europa Creativa della Commissione Europea, di cui AIE è capofila, ed è possibile grazie alla partecipazione del Syndicat national de l’édition (SNE) e del Bureau international de l’édition française (BIEF).Durante i tre giorni di incontri sono stati presentati e spiegati i contributi disponibili nei due Paesi per incentivare le traduzioni e le aziende editoriali potranno incontrarsi attraverso la piattaforma Smart365 di Agenzia ICE. Sarà anche presentata la versione in francese di newitalianbooks, il portale che promuove l’editoria italiana all’estero.L’incontro viene aperto dal direttore generale di Agenzia ICE Roberto Luongo, cui seguiranno gli interventi del presidente di AIE Ricardo Franco Levi, il direttore dell’Istituto italiano di cultura di Parigi Diego Marani, il presidente del SNE Vincent Montagne, i direttori generali di AIE Fabio Del Giudice e di BIEF Nicolas Roche.Secondo le stime di AIE, l’internazionalizzazione dell’editoria italiana è proseguita anche nel 2020 con 8.586 titoli venduti all’estero, in crescita dello 0,2% rispetto all’anno precedente, mentre i titoli acquistati sono calati del 5,5% a 9.127. La Francia è un Paese di riferimento sempre più importante per gli editori italiani che propongono i loro titoli all’estero, passando da 438 titoli acquistati nel 2014 ai 550 del 2019, fino ai 917 nel 2020.

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“Italia in Gaia alla pari di Francia e Germania”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

“La necessità di una strategia nazionale per garantire sovranità, sicurezza ed efficienza nella gestione dei dati” è evidenziata da una interrogazione al neo ministro per la transizione digitale presentata del senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile del dipartimento Impresa di FdI e vicepresidente del Copasir, anche in relazione ai “rischi di sudditanza dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti e dell’Italia nei confronti di alcuni partner europei”. Per evitare ciò, il senatore di Fratelli d’Italia, chiede al governo “quale sia l’intendimento del governo in merito alla partecipazione italiana al consorzio Gaia e con quali strumenti si intenda evitare che il ruolo del nostro Paese sia di fatto secondario rispetto a quello svolto da Francia e Germania; quale sia l’impegno messo in campo per garantire lo sviluppo di un sistema di cloud computing italiano e per favorire la realizzazione di Data Center nazionali opportunamente collegati da infrastrutture in fibra ottica così da rendere i dati in essi immagazzinati fruibili per tutti i cittadini italiani; quali iniziative intenda intraprendere per incentivare l’utilizzo del cloud europeo da parte della pubblica amministrazione e delle aziende ritenute strategiche e per garantendo al contempo la sicurezza e la protezione dei dati di interesse nazionale nei confronti delle grandi corporation del digitale”. Urso, ricorda, che “quando si parla di infrastruttura cloud non si può prescindere dal ricordare che i server che lo costituiscono devono essere ospitati in opportune facilities (Data Centers) e devono essere ‘raggiungibili’ e quindi locati dove le infrastrutture in fibra ottica terminano” e che “questi server sono ospitati principalmente in Data Center di proprietà estera (Equinix, Interxion, Data4, Digital Reality, ecc.) e i cloud maggiormente utilizzati sono oggi di proprietà delle grandi multinazionali americane e cinesi (Apple, Google, Microsoft, Facebook, Amazon, Alibaba, Tencent, SalesForce, IBM, ecc.), colossi tecnologici extra europei che hanno abbiano il controllo sulle nostre informazioni, anche le più strategiche, come quelle delle forze di polizia, degli ospedali, delle istituzioni pubbliche centrali e locali, potendone liberamente disporre”.

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Germania e Francia alleate della grande distribuzione contro il Made in Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

“La pericolosa accelerazione della Germania sul ‘Nutriscore’ per favorire la grande distribuzione tedesca e francese, mette in serio pericolo l’export di prodotti italiani. Sfruttando l’ultimo mese della sua presidenza europea infatti, la Germania intende cambiare agenda per spingere l’Europa ad adottare l’etichetta a semaforo. Faccio appello al governo affinché non si faccia abbindolare accettando compromessi al ribasso, come quello di escludere i prodotti Dop e Igp, che però valgono solo il 20 per cento delle nostre esportazioni”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, responsabile nazionale Agricoltura di FdI.

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Vicenda Kidiliz Group, impegnata in una procedura di concordato in Francia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

In questi giorni si sono svolte udienze e incontri del Tribunale del commercio di Parigi in merito alla vicenda Kidiliz Group, impegnata in una procedura di concordato in Francia che coinvolge anche la filiale italiana del Gruppo; da quanto abbiamo appreso la maggior offerta tra quelle presentate che riguardavano anche l’Italia, è stata ritirata. Anche l’offerta complementare, principalmente interessata ai punti vendita francesi ma che includeva un ridotto numero di punti vendita italiani, sarà molto ridimensionata. Sembra che un nuovo investitore, il Gruppo Zucchi, sia subentrato in extremis con un’offerta che salvaguarderebbe però solo una cinquantina di negozi e circa 150 dipendenti. Questo significa che almeno 450 persone in tutta Italia sono a forte rischio di perdere il proprio posto di lavoro, sulle oltre 600 attualmente alle dipendenze di questa azienda di abbigliamento per bambini. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno unitariamente chiesto all’azienda l’attivazione immediata della Cassa integrazione con causale Covid-19, viste anche le restrizioni di orario imposte dal recente Dpcm o comunque di altro ammortizzatore in grado di salvaguardare la continuità occupazionale e di reddito dei dipendenti. Al momento nessuna risposta è pervenuta dall’azienda e sembra peraltro che gli amministratori giudiziali, nominati dal Tribunale del Commercio di Parigi, non siano intenzionati ad aprire alcuna procedura parallela in Italia, se non alla conclusione di fatto della procedura francese. Tutto questo si sta volgendo nella più completa mancanza di informazioni e relazioni con le parti sindacali e le istituzioni italiane competenti: troviamo inaccettabile l’arroganza con cui il destino occupazionale di oltre 600 persone viene gestito a Parigi senza nessuna condivisione reale. Con la decisione di non aprire procedure parallele e di non coinvolgere il Ministero dello Sviluppo economico, si è di fatto deliberatamente limitata la possibilità di trovare, in tempi utili, altri potenziali investitori nel nostro Paese. Filcams, Fisascat e Uiltucs, che hanno proclamato lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale lo scorso 13 Ottobre, chiedono la convocazione urgente di un tavolo ai Ministeri competenti, Mise e Lavoro, e dichiarano fin da ora che in assenza di risposte sull’utilizzo degli ammortizzatori e in mancanza di un confronto per trovare tutti gli strumenti utili alla salvaguardia dei diritti e dell’occupazione delle lavoratrici Kidiliz, a rischio di licenziamento nel giro di poche settimane, procederanno all’indizione di uno sciopero nazionale già la prossima settimana.

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Radicalismi in Francia: un orrore e un errore

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

La mostruosa decapitazione del professore Samuel Paty da parte di un diciottenne, causata dall’aver mostrato in classe le famigerate vignette che ridicolizzavano oscenamente la figura del nostro Profeta Muhammad, ha scosso le coscienze di tutti e trova la nostra condanna senza se e senza ma. L’orrore è solo condannabile.Per questo motivo e per la forte condanna che anche la nostra comunità ha mostrato nei confronti di quell’ignobile gesto non accettiamo che seguano altri orrori che non trovano giustificazione alcuna. L’offesa alla figura del Profeta è un atto inqualificabile. Essa destabilizza l’armonia che con fatica le comunità hanno costruito e raggiunto minandone le fondamenta. Alla base di una società democratica e plurale c’è il rispetto del culto, sia che esso sia cristiano, musulmano, ebraico o di altre fedi. Per questo riteniamo che la reazione dello Stato francese sia stata offensiva e discriminatoria. Assumere gli alti valori della libertà di espressione per giustificare la bestemmia non va certo nella buona direzione.Scatenare le forze di sicurezza contro le moschee e le associazioni di musulmani in Francia è una azione radicale che fomenta la cultura del sospetto e dello scontro. Un’azione che ci indica come terroristi non fedeli, come assassini e non cittadini rischiando di portare indietro gli orologi della convivenza di anni, fomentando un clima islamofobo in una situazione sociale interna già instabile, ora aggravata dalla pandemia in atto.Infine ribadiamo la necessità che la nostra comunità in Francia, e ovunque, mantenga una corretta visione e pratica della sua essenza pacificatrice e misericordiosa, facciamo un appello alle autorità di governo d’oltralpe affinché ad un orrore ingiustamente perpetrato non si aggiungano errori che puniscano in maniera indiscriminata una comunità che non ha alcun nesso con quel folle gesto.

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In Francia stop ai circhi con animali selvaggi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Il ministro francese per la Transizione ecologica, Barbara Pompili, ha annunciato che le esibizioni di animali selvatici nei circhi saranno gradualmente vietate in Francia, come pure la riproduzione e l’introduzione di nuove orche e delfini nei tre grandi acquari del Paese. Annunciato anche lo stop all’allevamento di visoni d’America per l’industria delle pellicce.«Un passo avanti verso una visione etica della convivenza uomo-animale. Sebbene si tratti di un’evoluzione graduale della legislazione dei circhi, dei delfinari e degli allevamenti dei animali da pelliccia, il ministro Pompili ha ben compreso che cattività e benessere animale sono termini antitetici», commenta il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Chiediamo al Governo italiano di prendere esempio e introdurre norme restrittive anche nel nostro Paese. La sensibilità nei confronti degli animali cresce sempre di più e le aspettative sono molte. La stragrande maggioranza degli italiani non vuole più circhi con gli animali e l’industria della pelliccia è in crisi. L’opinione pubblica sa che nei circhi, nei delfinari e negli allevamenti la fauna vive spesso in pessime condizioni igieniche e che lo stress che subisce è altissimo, costretta a un’angusta cattività e, nel caso di circhi e delfinari, a soggiacere anche a severi addestramenti. È ora di cambiare, e subito, anche in Italia».

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Nell’interscambio Italia-Francia, l’intermodalità è relegata a una quota del tutto marginale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

In netto contrasto con la situazione degli altri valichi alpini: 6,7% la quota modale ferrovia dei valichi con la Francia (Frejus-Ventimiglia) contro il 69,9% dei valichi con la Svizzera (Gottardo-Sempione) e il 29,7% con l’Austria (Brennero-Tarvisio).
Allo stesso tempo lo sviluppo di sistemi di trasporto e logistici sostenibili per l’ambiente e capaci di fornire alle imprese un servizio efficiente e di qualità per assecondarne la ripresa e supportare il mercato delle esportazioni/importazioni è quanto mai necessario. Il traffico merci tra Italia e Francia e con i Paesi limitrofi – Spagna, Belgio, Regno Unito – esiste ed è rilevante quanto a volumi attuali e a prospettive future ed è il secondo per importanza dopo quello con la Germania. È ormai assodato che i limiti dell’attuale infrastruttura ferroviaria pregiudicano qualità e costi del servizio, rendendo poco appetibile il trasporto intermodale, mentre la nuova linea Torino-Lione, grazie alle caratteristiche peculiari dei corridoi TEN-T e a un notevole incremento delle tracce orario (dalle attuali 60 teoriche a 200 per il solo traffico merci) permetterà treni da 2.000ton, lunghezza 740m e sagoma P80-410 idonea per il trasporto di semirimorchi da 4,00m nonché una gestione ottimizzata delle circolazioni, rendendo competitivo il sistema ferroviario rispetto al tutto strada. Da questi presupposti muove il gruppo di lavoro voluto dalle Confindustrie di Lombardia e Piemonte con Assologistica per proporre interventi, da qui alla data di attivazione del tunnel, mirati a rafforzare la competitività del trasporto ferroviario intermodale nelle relazioni Italia-Francia e porre già le condizioni per sfruttare al meglio la capacità della nuova linea quando sarà disponibile, nel 2030.
Le proposte: Erogazione di un incentivo a sostegno del trasporto intermodale e trasbordato su ferro con le stesse caratteristiche del c.d. “Ferro-bonus”, ma con la peculiarità di applicarsi ai trasporti ferroviari che si svolgono sul transito in oggetto al fine di compensare i maggiori costi e oneri derivanti dall’inadeguatezza della linea e fino alla realizzazione del nuovo tunnel e relativo tracciato ferroviario; Finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, per l’acquisto di locomotive interoperabili, tra l’Italia e la Francia, funzionali a ridurre i costi complessivi del trasporto e ridurre/ eliminare i disservizi derivanti dai perditempi correlati ai cambi di trazione. Gli investimenti in oggetto sono propedeutici alla piena funzionalità, all’atto dell’apertura, della nuova linea ferroviaria; Finanziamenti di materiale rotabile, c.d. carri ultra bassi, in linea con la normativa europea sul rumore, per il trasporto di unità di carico, compresi semi-rimorchi che necessitano di particolari sagome in attesa della realizzazione della nuova linea. Essi permetterebbero sin da oggi l’acquisizione alla modalità ferroviaria della domanda di trasporto di molti clienti e sarebbero immediatamente utilizzabili, non necessitando di investimenti particolari per allestire nuovi terminali specializzati;
Finanziamenti, anche attraverso il ricorso a fondi europei, per la realizzazione dei nuovi terminali intermodali in previsione della nuova linea di valico. Si indicano le esigenze in Italia di Torino Orbassano, Novara, area di Milano (impianti di Milano Smistamento e Segrate); in Francia dell’area di Lione, Parigi.

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“Rapporto 2019 sugli investimenti internazionali in Francia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ stato pubblicato il 2 giugno scorso dall’agenzia nazionale Business France, analizza su base annua le dinamiche degli investimenti esteri in Francia. L’ultima edizione evidenzia la dinamicità degli investimenti esteri in Francia e colloca la Francia al 1° posto in Europa per gli investimenti esteri nelle attività industriali e di R&S. Nel 2019, la Francia ha attratto 1.468 nuove decisioni di investimento estero, con una crescita dell’11% rispetto al 2018 (1.323 decisioni). In media, sono 28 le decisioni di investimento registrate ogni settimana in Francia contro le 25 nel 2018; i posti di lavoro creati o mantenuti grazie a questi investimenti hanno registrato una progressione del 30%: 39.542 posti di lavoro nel 2019 rispetto ai 30.302 rilevati nel 2018. Questa dinamica positiva degli investimenti evolve in un contesto di fiducia del mercato. Secondo il barometro Business-France-Kantar, l’87% dei quadri dirigenti stranieri valuta la Francia come “attrattiva per gli investimenti esteri”. Gli investimenti esteri in Francia nel 2019 provengono da 58 Paesi diversi con una predominanza dei progetti generati dai Paesi europei (64% del totale). Nell’ordine si collocano: 1-Stati Uniti (16,2% dei progetti totali), 2- Germania (15,5%), 3- Regno Unito (12%) e 4- Italia (8%) Alcuni punti di notevole interesse emersi da quest’ultimo bilancio degli investimenti internazionali: Nel 2019, il 52% dei progetti registrati ha riguardato un nuovo insediamento in Francia (+3% rispetto al 2018). Il restante ha riguardato invece estensioni e acquisizioni. Gli investimenti con funzioni di produzione industriale e di R&S/ingegneria registrano la maggior crescita e contribuiscono rispettivamente al 26% (+19%) e all’11% (+22%) dei progetti investimenti internazionali in Francia. Tra i settori più dinamici oggetto degli investimenti: software e servizi informatici (21%), ingegneria e consulenza (10%), servizi finanziari (9%), filiera automobilistica (6%), trasporti e stoccaggio (5%), meccanica (5%), chimica e plasturgia (5%). Il 2019 ha visto concretizzarsi decisioni collegate alla Brexit a favore della Francia e in particolare della piazza finanziaria di Parigi. Un importante presenza italiana in Francia. Oltre 1.700 aziende francesi sono a capitale italiano e impiegano circa 63.000 persone su tutto il territorio nazionale. Il report di Business France sottolinea la dinamicità degli investitori italiani in Francia con una progressione del 26% del numero di nuovi progetti di investimento nel 2019 (118 nel 2019 / 94 nel 2018). Tali progetti di investimento consentiranno di creare o mantenere quasi 2.200 posti di lavoro (il 50% in più rispetto all’anno precedente) entro il 2021. La Francia si conferma come primo Paese di destinazione dei progetti d’investimento italiani avviati in Europa (43% dei progetti italiani – erano il 37% nel 2018), seguita dalla Spagna (9%) e dalla Germania (8%).

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Investimenti italiani in Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Nel 2019, i progetti di investimento italiani in Francia sono stati avviati su quasi tutto il territorio francese (12 regioni su 13). Due regioni accolgono quasi il 50% dei progetti di investimento : la regione Ile-de-France, con il 32% dei progetti, e Auvergne Rhône-Alpes (14%). Seguono poi le regioni Pays de la Loire (11%), Hauts-de-France (8%) e Région Sud (6%).
Origine geografica. Nel 2019, i progetti di investimento italiani in Francia provengono principalmente da: 31% dalla Lombardia, 20% Emilia-Romagna, 15% Veneto, 14% Piemonte, 7,5 % Friuli-Venezia-Giulia.
Natura e tipologie di investimento. Nel 2019, i nuovi insediamenti rappresentano circa il 26% dei progetti italiani avviati in Francia. Notiamo che il 53% dei progetti italiani riguarda l’ampliamento di attività già esistenti in Francia. Questa tendenza può essere interpretata come un segnale di fiducia nei confronti del mercato francese. Le acquisizioni di aziende francesi da parte di società italiane, rappresentano invece il 21% dei progetti totali.
Le imprese italiane hanno investito prevalentemente nella creazione e l’ampliamento di centri decisionali (26% dei progetti) e nelle attività di produzione (25% dei progetti). Tale risultato conferma la presenza storica delle industrie tradizionali italiane sul territorio francese. Da sottolineare anche il forte aumento nell’attività di Ricerca & Sviluppo, Ingegneria e Design, sinonimo di investimenti ad alto valore aggiunto, che ha raddoppiato nel 2019 (17% dei progetti italiani) rispetto al 2018. Seguono poi i punti vendita (11%), la logistica (8%), i servizi alle imprese (7%) e i servizi ai privati (6%).
Dall’Italia proviene il 13% degli investimenti esteri realizzati in R&S in Francia, collocandosi al secondo posto a livello mondiale, dopo gli Stati Uniti (27%) e davanti alla Germania (10%).
Ripartizione settoriale degli investimenti. Nel 2019, le società italiane hanno investito prevalentemente nei settori tessile e moda (13% dei progetti, 16% dei posti di lavoro), energia (10% dei progetti, 17% dei posti di lavoro), software e servizi informatici (10% dei progetti, 5% dei posti di lavoro) e nel settore meccanica e metalmeccanica (8% dei progetti, 6% dei posti di lavoro). Nei settori tessile e moda ed energia, le aziende italiane sono all’origine di circa un quinto del totale dei progetti esteri avviati in Francia.
L’Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, ha sottolineato gli eccezionali risultati degli investimenti italiani realizzati in Francia nel 2019, testimonianza degli stretti legami economici che esistono fra i nostri Paesi “l’aumento del 26% in un anno del numero dei progetti di investimento italiani è una performance che dimostra da un lato, la capacità della Francia di accogliere investimenti stranieri e dall’altro, ribadisce il dinamismo degli imprenditori italiani e la loro notevole propensione all’internazionalizzazione. Tali risultati ci ricordano anche quanto le economie italiana e francese siano interdipendenti e complementari. Questi sono aspetti fondamentali sui quali sono certo che la crisi del Covid-19 avrà un effetto solo momentaneo, fiducioso in un prossimo ritorno alla crescita per le imprese e le economie dei nostri Paesi ” ha concluso l’Ambasciatore.

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Pensioni: In Francia si va a 62 anni con 30% in più di assegno, eppure proteste a oltranza

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Non si fermerà la contestazione della piazza francese contro il progetto di riforma delle pensioni di Emmanuel Macron: lo promettono i sindacati, il giorno dopo la grande risposta all’appello, con un milione e mezzo di persone scese in oltre 250 strade e piazze, mentre trasporti, scuole, raffinerie e servizi rimanevano fermi. Sui contenuti della riforma pensionistica francese, comunque, c’è ancora molta incertezza: non è chiaro, ad esempio, se si tenterà di elevare l’età pensionabile, oggi a 62 anni; come non vi sono indicazioni dettagliate sull’innovativo sistema a punti che il Governo vorrebbe introdurre per il versamento di tutti i contributi previdenziali. L’Italia guarda con attenzione all’evolversi della situazione. E anche i nostri sindacati. Perché anche se il Governo francese alla lunga dovesse spuntarla, riuscendo ad approvare la riforma, il sistema pensionistico transalpino rimarrebbe di gran lunga più equo e conveniente del nostro.
“La verità – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che in Italia le politiche previdenziali da attuare erano altre: bisognava incentivare il trattenimento in servizio, dando facoltà a chi è più in forze e a chi è più motivato di rimanere. Non certo ritardando coattivamente chi ha versato regolari contributi anche per 40 anni e oltre, applicando pure decurtazioni incostituzionali. Vale la pena ricordare che con la riforma Fornero si è introdotto un regime previdenziale, il contributivo, che sminuisce ulteriormente, fino a quasi il 10%, gli assegni di pensione. Altrove stanno provando ora a fare qualcosa in quella direzione, ma non è detto che poi prendano invece altre strade”.Potrebbe cambiare assetto il sistema pensionistico francese. La prossima settimana, il primo ministro “Edouard Philippe, concluse le consultazioni con i partner sociali, annuncerà le grandi linee della riforma, che al momento non sono ancora note. Da fonti vicine al governo trapela la volontà di fare concessioni per isolare l’ala dura della protesta, in particolare sulla data di entrata in vigore delle nuove regole. Dall’altra, l’Eliseo ha fatto sapere che Macron è “calmo e determinato nel portare a termine la riforma”, sebbene restino “importanti margini di negoziato”, ha sottolineato la portavoce del governo, Sibeth Ndiaye. Per sabato è in programma una nuova manifestazione dai contorni ancora incerti”. L’obiettivo dei manifestanti francesi e quello di far tornare il Governo sui suoi passi, proprio come accadde nel 1995. Ammesso che si elevi l’età di pensionamento dei cittadini francesi, non si arriverà di certo ai severi parametri imposti dalla riforma Monti-Fornero che ha alzato l’asticella a 67 anni per tutti i lavoratori, tranne alcune professionalità considerate gravose (ma lasciandone diverse fuori, come l’insegnamento). Il risultato di questa politica restrittiva ha portato la nostra Penisola a detenere il non invidiabile record dei docenti con l’età anagrafica più avanzata in Europa, come di recente riportato dal Conto annuale pubblicato dal Mef e anche dall’ultima indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS (Teaching and Learning International Survey) per il 2018, con due docenti italiani su tre che hanno ormai oltre 50 anni. Ma la forbice esistente tra il trattamento francese rispetto a quello italiano non è solo nell’accesso, oggi anticipato di cinque anni. La differenza è anche nell’assegno di quiescenza, che deriva da un regime complessivo peggiore e dalle rallentate progressioni di carriera tipiche del nostro Paese, in particolare nel comparto pubblico. Ne consegue che, sempre per rimanere nell’esempio della scuola, un docente francese pensionato percepisce in media il 30% in più di un insegnante italiano: dall’ultimo rapporto Eurydice, pubblicato pochi mesi fa, risulta infatti che in Francia i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra le 22mila e le 23mila euro lorde), ma quando vengono collocati in pensione i francesi prendendo oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “a distanza di otto anni dalla riforma Monti- Fornero, le rigidità imposte da quel provvedimento non hanno avuto uguali in diversi altri Paesi a noi vicini. Se prendiamo come riferimento il prossimo anno, l’età pensionabile dei lavoratori italiani figura all’apice. E seguendo il canovaccio della Fornero, nel corso dei prossimi anni l’età di pensionamento salirà ancora, raggiungendo e superando i 70 anni”.

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La Francia continua ad impossessarsi di acque territoriali italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

La questione riguarda gli accordi di Caen firmati di soppiatto il 21 marzo 2015 dal Governo Gentiloni con i quali di fatto regaliamo parte dei nostri mari più pescosi alla Francia, accordi che, per fortuna, necessitano della ratifica del nostro Parlamento per diventare effettivi, cosa mai avvenuta. Ma la Francia ci prova lo stesso. Dopo il tentativo del 2018 sventato grazie alla denuncia di Fratelli d’Italia, la Francia ci riprova e ripresenta i confini marittimi “casualmente” sbagliati, nei quali ingloba parte delle nostre acque territoriali in quelle francesi. Ora basta! Fratelli d’Italia chiede al Governo italiano di protestare formalmente con la Francia di Macron e di ritirarsi definitivamente dai pessimi accordi di Caen». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Editoria: firmato l’accordo per l’Italia ospite d’onore al Salone del Libro di Parigi 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

È stato firmato l’accordo tra l’Associazione Italiana Editori (AIE) e Reed Expositions France alla presenza dell’Associazione degli editori francesi (Syndicat national de l’édition – SNE) per la partecipazione dell’Italia come Paese Ospite d’Onore nel 2021 al Salone del Libro di Parigi, una fiera dello SNE e realizzata da Reed.La cerimonia della firma si è svolta a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia a Roma, alla presenza dell’ambasciatore francese, Christian Masset, e dei rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il consigliere diplomatico del ministro Bonisoli, Marco Ricci, e la direttrice generale per le Biblioteche e gli Istituti Centrali, Paola Passarelli, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il direttore Roberto Vellano dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il direttore Roberto Luongo.“È un grande risultato per il libro italiano di cui siamo molto fieri”, ha detto il presidente AIE Ricardo Franco Levi. “Torniamo a Parigi dopo quasi 20 anni”. “L’appuntamento francese – ha aggiunto Levi – insieme alla quello che ci aspetta alla Buchmesse di Francoforte nel 2023 dimostrano il prestigio e la crescente diffusione del libro e della cultura italiana sul piano internazionale”.La presenza italiana a Parigi dal 19 al 22 marzo 2021 occuperà un padiglione di circa 600 mq con un’area b2b, un’area libreria per la vendita di titoli italiani, sia in italiano sia in francese, e un programma culturale con una forte delegazione di autori italiani.“Siamo molto felici di dare il benvenuto all’Italia a Livre Paris nel 2021 per il 40esimo anniversario del Salone e rafforzare così i già forti legami tra autori italiani e lettori francesi”, hanno detto Antoine Gallimard, vice presidente dello SNE (Syndicat national de l’édition) e Sebastien Fresneau, direttore di Livre Paris.
“Gli scambi editoriali tra Francia e Italia sono molto dinamici”, ha detto l’ambasciatore Masset. “L’Italia è il secondo mercato per la traduzione di libri francesi e l’italiano è sempre più tradotto in Francia, segno di una grandissima curiosità per la lingua e la cultura italiana. Salutiamo pertanto quest’invito dell’Italia come una splendida iniziativa che rafforzerà ancora il dialogo culturale tra Italia e Francia.”

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L’antisemitismo torna a spaventare la Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

L’odio antiebraico si è reso tangibile ancora una volta a Parigi, dove nei giorni scorsi una persona, ancora non identificata, ha colpito alla testa una donna che usciva da una sinagoga.A far scattare l’allarme è stata anche la brutalità dell’aggressione avvenuta per mezzo di una bottiglia d’acciaio, arma con cui non si vuole certo spaventare o minacciare, ma uccidere.La signora ebrea, 79 anni, non è in pericolo di vita, ma è stata costretta a subire un intervento chirurgico alla testa.L’ennesimo episodio di antisemitismo accaduto a Parigi ha aumentato la preoccupazione della comunità ebraica, che negli ultimi mesi ha registrato un innalzamento del numero di atti di violenza contro gli ebrei francesi.Il Crif, Consiglio delle comunità ebraiche francesi, ha espresso “ferma condanna dell’aggressione”, specificando di seguire “seriamente e con preoccupazione lo svolgimento dell’inchiesta” della Procura che al momento non è riuscita a scoprire chi sia il responsabile.Il giorno prima dell’aggressione, i fedeli che uscivano dalla sinagoga sono stati raggiunti da alcuni secchi d’acqua provenienti dall’alto.Non è la prima volta che a Parigi accadono episodi di antisemitismo nei confronti di donne ebree. I due che sono saliti ai disonori della cronaca sono avvenuti nel 2017 e nel 2018.Nel 2017 Sarah Halimi è stata accoltellata e poi gettata dalla finestra ancora viva dal suo vicino di casa musulmano al grido di “Allah HuAkbar”.Nel 2018 Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, è stata accoltellata e poi bruciata assieme alla sua casa.Entrambe le donne sono state uccise in maniera barbara e spietata. Nei giorni immediati alle loro morti, diversi media non ebbero la convinzione o il coraggio di parlare apertamente di antisemitismo.Oggi come allora, sembra si abbia paura a mettere l’etichetta dell’antisemitismo su episodi avvenuti davanti a un tempo ebraico.

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“Francia oltraggia Italia con dimezzamento cattedre di italianistica, e noi gli prestiamo pure l’Uomo di Vitruvio?”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Macron vuole bloccare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole francesi, dimezzando le cattedre di italianistica. Il presidente francese conferma la sua anti-Italianità e l’aperta ostilità nei confronti della cultura della nostra Nazione.
Abbiamo già denunciato il prestito dell’Uomo di Vitruvio in occasione dell’anniversario vinciano, in un completo atto di vassallagio culturale verso la Francia. Si aggiunge questo oltraggio verso la nostra cultura: chiedo al premier Conte e al ministro Bonisoli di bloccare immediatamente il prestito dell’Uomo vitruviano e di protestare ufficialmente per la decisione del governo francese.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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Rischio caos voli dal 6 all’11 maggio per e dalla Francia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Lo annuncia oggi la principale sigla sindacale francese dei piloti, ovvero Snpl (Syndicat National des Pilotes de Ligne), in sostegno alle loro richieste rivolte al governo di rivedere la legge sul trasporto aereo e in particolare di bloccare la legge che ridurrebbe il potere di rappresentanza dei sindacati nel settore dei trasporti. Una settimana, dunque, di astensione dal lavoro che interesserebbe tutte le compagnie aeree con sede e base in Francia che giunge dopo gli scioperi che hanno caratterizzato i primi mesi del 2018 e che hanno provocato una serie di difficoltà e forti perdite economiche alla principale compagnia del Paese,Air France. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” avvisa i passeggeri delle grandi difficoltà che l’eventuale astensione, se confermata, causerà al regolare funzionamento del servizio di trasporto. Prima di mettersi in viaggio è, pertanto, consigliabile controllare lo stato del proprio volo sul sito della compagnia aerea per restare indenni. Lo “Sportello dei Diritti” ricorda che il Regolamento CE n. 261/2004 all’art. 5, comma 3, pone una deroga al principio generale di responsabilità del vettore aereo stabilendo che “il vettore aereo operativo non è tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dell’art.7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso“ e che lo sciopero, in linea di principio, rappresenta una circostanza eccezionale. E’ tuttavia diritto del passeggero ottenere assistenza ed il rimborso del biglietto se non gli viene offerto un volo alternativo o se lo stesso diviene inutile rispetto al suo programma di viaggio iniziale.

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Francia y Emiratos Árabes Unidos ‎bombardean Libia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Drones de las fuerzas armadas de Francia y aeronaves de Emiratos Árabes Unidos están realizando ‎desde el 4 de abril operaciones de bombardeo contra las fuerzas del Gobierno de Unión Nacional ‎de Libia, gobierno encabezado por Fayez el-Sarraj y respaldado por la ONU.‎Francia afirma ser neutral en Libia y estar tratando de reconciliar a los actores libios ‎en conflicto… pero sus fuerzas especiales están ayudando al general Khalifa Haftar en su ofensiva ‎contra el gobierno respaldado por la ONU.‎Oficialmente, Francia supuestamente no dispone de drones armados. Pero en 2013 compró ‎‎16 drones MQ-9 Reaper a Estados Unidos y los equipó posteriormente con misiles AGM-114 ‎Hellfire en el marco de un acuerdo firmado con el fabricante estadounidense General Atomics. ‎Por su parte, Emiratos Árabes Unidos instaló una base militar en al-Khadim, donde –según la ‎publicación especializada estadounidense Jane’s– equipó con armamento 6 aviones ‎estadounidenses IOMAX AT-802i BPA, 2 drones chinos CAIG Wing Loong y 2 helicópteros ‎estadounidenses UH-60 Black Hawk.‎Al parecer, fuerzas de Emiratos Árabes Unidos son responsables de los bombardeos registrados en ‎Wadi al-Rabi’a y Tajura.‎ (by https://www.voltairenet.org/article206195.html – valeria sonda )
سكك حديدية
بقلم تييري ميسان
دمشق (سوريا)
لا يمكن لسورية أن تعتمد في عملية إعادة إعمارها إلا على نفسها فقط، لأن أياً من الذين أنفقوا مئات المليارات من الدولارات لتدميرها، على استعداد لدفع فلس واحد لإعادة إعمارها.
وفي مثل هذه الظروف يتوقف مستقبل البلد على إعادة ارتباطه بماضيه، حين كان نقطة عبور إلزامية بين المحيط الهندي والبحر الأبيض المتوسط، وحين كان طريق الحرير في العصور الغابرة يبدأ من العاصمة الصينية القديمة شيان، وينتهي في كل من أنطاكية وصور.
لم يكن هذا الطريق مجرد طريق تجاري حيث يجري تداول السلع بين مدينة وأخرى فحسب، بل كان أيضاً طريقاً ثقافياً انتشرت على جانبيه الفلسفة الصينية في عموم قارة (…)

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Notre-Dame: Sant’Egidio partecipa al dolore della Chiesa cattolica di Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

La Comunità di Sant’Egidio si stringe addolorata alla Chiesa cattolica di Francia per il terribile incendio che ha colpito ieri la cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Il grave ferimento di un luogo così alto per i cattolici e così simbolico e ricco di storia per tutti i francesi è sconvolgente. Notre-Dame è madre della fede per i cattolici: tra le sue antiche mura hanno pregato e ascoltato il Vangelo generazioni di fedeli. In questo giorno di dolore rivolgiamo i nostri sentimenti fraterni di solidarietà all’arcivescovo di Parigi, Mons. Aupetit, e tramite lui a tutta la chiesa di Parigi. Anche da Roma la comunità di Sant’Egidio ha ricordato commossa nella preghiera questo grave avvenimento, in comunione con i tanti francesi che ieri sera pregavano durante l’incendio. Siamo certi che la Francia saprà riportare Notre-Dame al suo antico splendore, che il suono delle sue campane tornerà a risuonare su Parigi e su tutta la Francia e la cattedrale tornerà a essere il luogo della preghiera di generazioni di cristiani e della pace per tutti.

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La guerra fratricida in Libia e il ruolo del governo francese

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Scrive l’on.le Federico Mollicone deputato FdI: “La situazione in Libia si fa sempre più critica e i nostri interessi di sicurezza e geopolitici sono a serio rischio, rischiando anche una nuova ondata migratoria. Bisogna anche francamente prendere atto dei gesti apertamente ostili della Francia che è la promotrice degli eventi di guerra delle ultime settimane in Libia, così come lo è stata nel 2011.I francesi vogliono ottenere un’affermazione geopolitica in Libia e attaccare direttamente l’Italia con l’arma immigrazionista, dopo che le forze sovraniste sono riuscite a bloccare gli sbarchi.Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, di fronte a tutto questo, sponsorizza corsi sul gender ai militari in Libia… uno strano senso delle priorità. Giuseppe Conte difenda l’interesse nazionale e convochi l’ambasciatore francese”.

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«Ciao Italia»: la storia degli immigrati italiani in Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Roma dal 25 marzo al 13 aprile 2019 Institut français – Centre Saint-Louis Largo Toniolo 22 mostra itinerante del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi. L’esposizione è stata allestita presso il Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi nel 2017, che ne propone una versione itinerante fino al 2021. La sua circolazione in Italia è coordinata dall’Institut français Italia. Nel XIX e nel XX secolo, circa 26 milioni di Italiani e Italiane emigrano per motivi sia economici che politici. Una parte di essi si dirige in Francia che all’epoca mancava di manodopera. Gli Italiani diventano così gli stranieri più numerosi in Francia dall’inizio del Novecento fino agli anni ‘60. Oggi commemorata, la loro integrazione non avvenne comunque senza intoppi. Tra diffidenza e desiderio, violenze e passioni, rifiuto e integrazione, la mostra Ciao Italia! narra questa storia evidenziando l’apporto degli Italiani alla società e alla cultura francesi.
25 marzo, 18.00: VERNISSAGE con introduzione di Hélène Orain, direttrice del Musée national de l’histoire de l’immigration di Parigi, Stéphane Mourlane e Isabelle Renard, curatori della mostra.
28 marzo, 18.30: INCONTRO “Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana” (2018, Il Mulino) del Prof. Enrico Pugliese, in dialogo con Lorenzo Flabbi (L’Orma Ed.) e con giovani con esperienze di espatrio.
1° aprile, 20.30: CINEMA proiezione di una pellicola in 35mm di Toni di Jean Renoir (1935). Seguito da un incontro con Stefania Parigi, professoressa di Storia del cinema presso l’Università Roma Tre.
11 aprile, 20.30: SPETTACOLO TEATRALE di Cesare Capitani in lingua francese “Médinitalì”

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Antisemitismo in Francia: l’aggressione a Finkielkraut

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

L’aggressione verbale subita da Alain Finkielkraut a Parigi durante un corteo dei gilet gialli dove è stato insultato perché “sionista” e dunque difensore di Israele, e dunque suscettibile di punizione divina, non proveniva, come ha cercato di fare credere un atro filosofo ebreo francese vicino a Israele ma molto gauche caviar, come Henri Bernard Levy, dal fascismo risorgente di cui i gilet gialli sarebbero un contenitore. No, il principale aggressore verbale di Finkielkraut è un musulmano radicalizzato. Lo stesso intellettuale francese e accademico di Francia lo ha detto chiaramente durante una trasmissione televisiva dopo l’incidente facendo riferimento alle frasi ingiuriose di cui è stato fatto oggetto. “Questa è retorica islamista“.Alcuni fatti vanno ricordati. La strage alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa del 2012, quella dell’Hypercasher del 2015,gli omicidi individuali di ebrei come quello di Ilan Halimi nel 2006, di Sarah Halimi nel 2017, di Mireille Knoll nel 2018. Tutti episodi riconducibili all’odio islamico nei confronti degli ebrei.La realtà è dunque questa. Che vi sia in Francia, come altrove in Europa, un antisemitismo autoctono, è una ovvietà assoluta, ma non è quello egemone e non è quello che in Francia ha mietuto le vittime elencate, e non è quello che ha in Israele il suo obiettivo principale e che a Parigi si è manifestato contro Finkielkraut.“Oggi, la Francia”, ha Guy Millière, “E’ l’unico paese nel mondo occidentale in cui gli ebrei vengono uccisi solo per essere ebrei” . Ed è sempre Millière a sottolineare come, “In due decenni più del 20% degli ebrei francesi hanno lasciato la Francia. Secondo un sondaggio, il 40% degli ebrei che vivono attualmente in Francia, vogliono andarsene. Malgrado gli ebrei rappresentino attualmente meno dello 0.8% della popolazione, metà dei militari e della polizia impiegata nelle strade francesi si trova di guardia davanti alle scuole ebraiche a ai luoghi di culto”.

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