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Franco Ceccuzzi sul referendum

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Dopo sedici anni l’istituto del referendum torna ad essere utilizzato dalla maggioranza degli italiani, il che dimostra che quando si vota per materie importanti i cittadini esercitano il loro diritto al voto anche in pieno giugno. Siena ha dato ancora una volta prova di grande senso civico e di partecipazione, superando il quorum di oltre 12 punti percentuali”. E’ questo il commento di Franco Ceccuzzi al risultato dei referendum. “Il successo del referendum – prosegue Ceccuzzi – dovrebbe essere anche una lezione per chi, come i Radicali, in questi anni ha abusato nel ricorrere a questo importante strumento, rischiando di indebolirlo. Gli elettori oggi hanno bocciato il governo sul fronte della politica energetica e della privatizzazione senza regole dei servizi pubblici, visto che questo esecutivo oltre al decreto Ronchi ha anche soppresso le autorità di ambito, limitando di fatto il coinvolgimento dei cittadini sui processi decisionali per servizi essenziali come quello dell’acqua o dei rifiuti. Gli italiani, inoltre, hanno bocciato la politica delle leggi ad personam, dicendo chiaramente che l’articolo 3 della Costituzione non si tocca e che la legge è uguale per tutti. Sono stati, dunque, sconfessati i comportamenti dissennati del premier ed escono rafforzate le istituzioni di garanzia come la Presidenza della Repubblica e la Corte Costitizionale che, con sapienza politica, hanno retto le sorti del Paese e consentito agli italiani di votare di fronte all’irresponsabilità di Berlusconi. Nel giro di poche settimane il governo è stato sfiduciato due volte, con le amministrative e con i referendum, e il parlamento, oggi, è retto da un gruppo di deputati trasformisti. Il Paese chiede un cambiamento, sta al Pd e al centrosinistra costruire un nuovo progetto di governo per gli italiani”.

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Come si finanzia il ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

“Nei 34 giorni di pedaggi sulla Siena-Firenze e sulla Bettolle-Perugia, lo Stato ha incassato 15 milioni di euro, circa 440mila euro in media al giorno. Rapportando la cifra ad un anno si otterrebbe un introito di 160 milioni di euro, una cifra tre volte superiore al budget assegnato ad Anas per gli interventi sulle strade toscane, per le manutenzioni ordinarie e straordinarie”. Ad affermarlo è Franco Ceccuzzi, deputato del Pd, commentando la risposta del Ministero delle infrastrutture all’interrogazione presentata nel mese di luglio dal parlamentare senese per sapere quante fossero le risorse che lo Stato avrebbe ricavato dal pedaggio e, di quelle, quante sarebbero state trasferite all’Anas per ammodernare e mettere in sicurezza le strade toscane. “Nel 2009 i milioni assegnati sono stati 47 – prosegue Ceccuzzi – mentre nell’anno in corso, per il momento, Anas ha ricevuto solo 16 milioni di euro. Come avevamo denunciato nei mesi scorsi, le risorse del pedaggio servono a compensare il taglio di 1,4 miliardi di euro subìto dal bilancio Anas a vantaggio del finanziamento del Ponte sullo Stretto, la cui società vede al vertice lo stesso Presidente di Anas, Pietro Ciucci. Ciò diventerebbe ancora più evidente nella malaugurata ipotesi, che faremo di tutto per scongiurare, della reintroduzione del pedaggio. Chiediamo che i 15 milioni di euro incassati dallo Stato sulle strade locali vengano immediatamente trasferiti ad Anas per la messa in sicurezza della Siena-Firenze”. Continuare la battaglia contro il pedaggio. “Che ora al danno del pedaggio ingiusto si aggiunga la beffa – continua Ceccuzzi – ovvero che i ricavi tirati fuori dalle tasche dei cittadini toscani potrebbero non andare a finanziare l’ammodernamento delle nostre infrastrutture, ci rende ancora più determinati nella nostra battaglia per scongiurare ogni possibilità di ritorno al pedaggio. I veicoli in transito ai caselli dell’autostrada A1 Firenze Certosa e Valdichiana, nel 2009, sono stati 16 milioni. La gara per l’acquisto delle apparecchiature elettroniche e dei telepass per l’inserimento del pedaggio sulla Siena-Firenze è ancora aperta. C’è una clausola, però, che obbliga il vincitore a prendere atto della variazione delle strade sottoposte a pedaggio. Possono essere ancora assunte, dunque, iniziative efficaci per opporsi ad un balzello iniquo e per giunta applicato, solo per far cassa, ad una strada come l’Autopalio, priva di banchine e con un fondo stradale dissestato e pericoloso”.

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Lavori caserma vigili del fuoco di Siena

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Un intervento in Aula per sollecitare una risposta da parte del governo sulla ripresa dei lavori per la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Siena. E’ quello effettuato nei giorni scorsi dal parlamentare del Partito democratico, Franco Ceccuzzi per chiedere spiegazioni sul cantiere aperto dal 1999.  “Lo scorso ottobre – ha detto Ceccuzzi – ho presentato un’interrogazione sui lavori per la nuova caserma in località Ruffolo. Dopo undici anni di lavori e di interruzioni, i Vigili del Fuoco di Siena sono ancora costretti ad operare in condizioni di estremo disagio, in una sede assolutamente inadeguata, che, per ragioni di doverosa economicità, non è stata ammodernata perché sembrava di imminente dismissione. Il problema molto grave è che l’imminenza dura da undici anni”.  “La vicenda della nuova  caserma dei Vigili del Fuoco di Siena – ha aggiunto Ceccuzzi – è una pagina nera nella storia dei lavori pubblici italiani. Un caso, purtroppo, non isolato, sul quale ha influito un sistema assolutamente inefficiente e sulle cui illegalità e illegittimità sta indagando la Procura della Repubblica di Firenze. Ho ritenuto doveroso riproporre formalmente la questione al governo, perché il Provveditorato alle Opere pubbliche della Toscana e dell’Umbria non ha rispettato l’impegno assunto per far ripartire i lavori entro la fine del 2009. Ora il Provveditorato è senza guida, per effetto dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze sugli appalti per le grandi opere, tra cui quelle per il G8, e solo il governo è in grado di pronunciarsi sugli sviluppi di una vicenda, come quella senese, che rischia di prolungarsi ulteriormente, cosa che vogliamo assolutamente evitare”.

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Crisi della pelletteria

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2009

Ceccuzzi (Pd): “Quali iniziative intende assumere il governo per salvaguardare i livelli occupazionali del settore della pelletteria in Amiata  e per tutelare gli investimenti delle istituzioni e delle imprese. E’ quanto chiede il deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi nell’interrogazione presentata, nei giorni scorsi, al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. L’obiettivo è quello di collocare sul piano nazionale la crisi della pelletteria in Amiata, considerata oggi crisi micro-settoriale. “Il decreto legge numero 5 del 2009 a sostegno dei settori industriali in crisi, in discussione adesso alla Camera – afferma Franco Ceccuzzi – mentre interviene giustamente, anche se tardi, sull’auto e sul caravan, esclude comparti produttivi rilevanti per fatturato e occupazione, nonché simbolo del Made in Italy in tutto il mondo: dal tessile all’abbigliamento; dall’alimentare fino all’edilizia, all’orafo e alla pelletteria. In Amiata la pelletteria conta oltre 80 aziende e circa 800 addetti. Per questo stiamo lavorando, come gruppo Pd, per presentare emendamenti a sostegno di tutto il Made in Italy e, per quanto mi riguarda, direttamente a favore del settore della pelletteria”. “Se nei primi anni Duemila si parlava di rischio declino dell’industria italiana – aggiunge Ceccuzzi –  oggi si parla di rischio sopravvivenza per il manifatturiero italiano. In questo contesto si colloca la crisi della pelletteria in Amiata che riveste un ruolo determinante per lo sviluppo occupazionale, sociale ed economico locale. In questi anni le istituzioni locali hanno seguito con grande attenzione lo sviluppo e le problematiche del settore, cercando di intervenire tempestivamente con politiche adeguate in grado di promuovere la qualità del prodotto, la crescita dei livelli occupazionali e la programmazione di infrastrutture logistiche sul territorio”.“Il distretto locale della pelletteria – conclude Ceccuzzi – è caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese contoterziste, alcune delle quali a conduzione familiare. Negli ultimi anni, il distretto ha risentito, più di altri comparti e in analogia con gli altri settori manifatturieri, della concorrenza del mercato globale e della politica di delocalizzazione dei processi produttivi portata avanti dalle grandi aziende, soprattutto verso i paesi asiatici e dell’Est europeo. In queste ultime settimane, le difficoltà del distretto si sono accentuate, anche a causa degli effetti della crisi economica globale. Oggi, secondo i dati forniti dalle associazioni di categoria e dagli enti locali, la crisi ha colpito circa il 50 per cento delle aziende e oltre il 45 per cento dei lavoratori, compresi titolari e dipendenti, con forti ripercussioni sul tessuto economico e sociale dell’Amiata”.

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