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L’innovazione friulana si afferma in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Grande interesse per l’offerta economica innovativa delle imprese friulane in Cina, dove si trova in questi giorni una delegazione formata da una decina di aziende del territorio per la missione-studio organizzata dalla Camera di Commercio e da Confindustria Udine, in collegamento con le attività avviate dalla Regione Fvg. Con i presidenti Giovanni Da Pozzo e Anna Mareschi Danieli, nel viaggio d’affari ci sono Engen Meccanica con Cristina Mattiussi, il Gruppo Luci rappresentato da Jacopo Luci, Meccanotecnica con Nicola Collino, Mechanics srl con Giulio Fornasiere, Quin con Fabio Valgimigli, Saitel con Dino Feragotto, Serrametal con Giuseppe Vesca e The Next con Kevin Feragotto.«L’obiettivo di questa visita ricca di appuntamenti con le massime istituzioni e realtà economiche di Pechino e Shanghai – ha commentato il presidente Da Pozzo – è conoscere un territorio in cui si stanno creando sempre più spazi di azione, con un focus puntuale sul digitale, in una sinergia fra il programma di Impresa 4.0 e il progetto Made in Cihina 2025, lanciato nel 2015, che punta a trasformare la “fabbrica del mondo” cinese in una fucina di innovazione, di produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate. In questi primi incontri sono rimasto particolarmente colpito dall’apertura e dall’interesse verso le nostre piccole e medie industrie, che possono esprimere qui un grande potenziale soprattutto per le capacità di innovazione, professionalità, ecologia, qualità».
Come ha evidenziato anche la presidente Mareschi Danieli «con il piano Made in China 2025, la Cina passa dalla produzione di massa a bassa qualità a quelle tecnologicamente innovative. Cosa fare? Collaborare, perché è una grande opportunità, investendo in ricerca e innovazione per essere sempre un passo avanti a loro. La nuova economia con il Programma Made in China 2025 aprirà le porte a molteplici opportunità bidirezionali tra i due Paesi. La Cina si sta aprendo al mercato globale: su questo dobbiamo concentrarci per cogliere subito ogni opportunità per le imprese italiane di svilupparsi in Cina. Il tutto, in un’ottica win win per sviluppare una manifattura sostenibile. La missione in corso, per quanto riguarda Confindustria Udine, ha proprio questo obiettivo: accompagnare ed accreditare le nostre aziende nei confronti di qualificati interlocutori istituzionali e imprenditoriali cinesi».Il programma della delegazione friulana in Cina, reso possibile dalla collaborazione col sistema Italia in Cina, in primis l’Agenzia Ice, è fitto di incontri: gli imprenditori hanno partecipato a un approfondimento sulle specificità del business in Cina, anche dal punto di vista della tutela della proprietà industriale, degli investimenti, delle peculiarità doganali e della business etiquette, con un particolare focus sul sistema ricerca e sviluppo cinese, e hanno quindi cominciato gli incontri istituzionali. Innanzitutto alla China Chamber of Commerce for Machineries and Electronics, dove hanno conosciuto anche imprese cinesi, quindi alla China Chamber of International Commmerce e China Machine Tool and Toolbuilder’s Association. Dopo di che, una nutrita serie di visite ad aziende locali, tra Pechino e Tianjin. Giovedì il trasferimento a Shanghai, dove proseguiranno, con la collaborazione di Danieli China, gli approfondimenti con le principali autorità economiche e dell’innovazione e le visite aziendali, con particolare attesa per quella al Parco Industriale e al Data Centre. La visita a Shanghai è stata studiata anche come anticipazione edizione di China InternatImport Expo (CIIE), che si terrà dal 5 al 10 novembre nel padiglione Italia al National Exhibitioand Convention Center di Shanghai. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane.

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La difesa friulana della vite

Posted by fidest press agency su domenica, 8 gennaio 2012

Colli Orientali del Friuli

Image by candido33 via Flickr

Il modello di difesa integrata della vite, attuato da anni nei Colli Orientali del Friuli – Ramandolo, fa scuola in Europa. Infatti, lunedì 9 gennaio, a Bruxelles, si terrà un incontro tecnico di alto livello sul tema a cui parteciperà pure l’agronomo Giovanni Bigot, coordinatore del gruppo di assistenza tecnica dei Colli Orientali del Friuli – Ramandolo.Il meeting a livello europeo vede coinvolti 5 tra i più importanti Istitui di ricerca del bacino del Mediterraneo (Francia, Italia, Spagna e Portogallo), oltre ad altri 3 partners di Servizi specializzati in viticoltura. Il progetto è coordinato dal professor Vittorio Rossi, docente di patologia vegetale dell’Università Sacro Cuore di Piacenza. Bigot interverrà all’interno del Comitato scientifico e il suo intervento sarà incentrato sulla difesa e la gestione integrata dei patogeni e dei parassiti della vite, a partire proprio dall’esperienza friulana. L’obbiettivo del progetto europeo è quello di riuscire a produrre una serie di misure utili a ridurre l’impatto ambientale dei fitofarmaci, ad accrescere la qualità delle uve e ad aumentare così gli spazi di mercato per il vino. La difesa integrata della vite (che prevede un utilizzo razionale e monitorato dei fitofarmaci), è già prassi consolidata nei Colli Orientali, con molti anni di anticipo rispetto alla norma che la renderà obbligatoria per tutti i viticoltori italiani a partire dal 2014.

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Indagine economia friulana

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2011

Una fase economica complessa. Ue e Usa, aree di riferimento, che non crescono più. L’Italia, Paese con problemi strutturali che sono stati solo lambiti da una manovra radicalmente mutata troppe volte, abituato a operare quasi esclusivamente per il mercato interno e frenato da tasse e burocrazia. È da questo contesto che anche le imprese friulane sono fortemente influenzate e a renderlo evidente èl’indagine congiunturale commissionata dalla Camera di Commercio di Udine, per il secondo trimestre 2011, alla Questlab srl. L’analisi è stata presentata stamattina dal presidente Giovanni Da Pozzo, assieme presidente del Cda della società Nicola Ianualee al direttore scientifico della Fondazione Nordest Daniele Marini. E, pur se dalle risposte delle 600 aziende intervistate – dei settori meccanica, legno-arredo, commercio, alberghi e ristoranti e vitivinicolo – il trimestre sembra essersi concluso con note positive, la frenata sulle aspettative è immediata e mette in luce come l’entusiasmo che aveva caratterizzato l’inizio del 2011 stia subendo un ridimensionamento significativo. Con il rischio, come ha evidenziato Marini, che aziende del Nordest che aprono nuovi stabilimenti all’estero decidano di chiudere quelli qui in Italia, per continuare a produrre in Paesi che diano loro più opportunità di sviluppo e stabilità, com’è si è registrato marcatamente tra 2010 e 2011.
Le imprese friulane intervistate continuano poi a dimostrare una certa fiducia nella volontà di fare investimenti. «Le imprese – ha commentato Ianuale – che hanno continuato a investire nel 2° trimestre sono state soprattutto nel vitivinicolo e nella meccanica. Per il prossimo trimestre, però, le previsioni sono di una leggera diminuzione». Il quadro d’insieme parla infatti di una crescita inferiore rispetto a quella attesa 6 mesi fa, anche se i fatturati sono generalmente in aumento, pur se frutto anche di un aumento dei costi di produzione o dei prezzi.

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Una friulana a Bruxelles

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

La cervignanese Elisa Briga, è una dei quattro laureati regionali vincitori di una borsa di studio, che nel prossimo biennio, partiranno per uno stage a Bruxelles. Infatti, Elisa farà la sua esperienza di sei mesi nella sede di collegamento europeo della Regione Friuli Venezia Giulia, grazie a una borsa di studio (mille euro al mese), messa a disposizione dalla Bcc CrediFriuli e dalla Federazione delle Bcc del Fvg. «E’ la conferma – commenta il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti – dell’intenzione della nostra banca di puntare sui giovani con questo e altri progetti che li aiutino a percepire, declinandolo in modo moderno, il valore aggiunto del fare le cose assieme insito nella tradizione della cooperazione».  L’esperienza della dottoressa Briga (classe 1985, laureata a pieni voti in Scienze internazionali e diplomatiche presso l’Università di Trieste), si inserisce nel solco della convenzione esistente in proposito tra Regione e circuito delle 15 Bcc del Friuli Venezia Giulia. Dal 2006, questo accordo di alto livello ha consentito finora a 8 giovani laureati (clienti, soci o figli di soci delle Bcc), di fare un’esperienza utile a trovare lavoro a Bruxelles e dintorni senza difficoltà.

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