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Mercato immobiliare del territorio in provincia di Varese

Posted by fidest press agency su sabato, 26 Mag 2012

Varese skyline

Varese skyline (Photo credit: Steve Webel)

Crollano le case di piccole dimensioni. Resistono invece le abitazioni medio-grandi. Non solo: a fronte di zone che risentono più della crisi, emergono nuove aree dove le compravendite sono in crescita. Questo il quadro che emerge dai dati dell’Agenzia del Territorio sulla provincia di Varese. Possiamo parlare di una fotografia a “due facce” per il mercato immobiliare? «Il dato di partenza resta di una forte crisi, anche se possiamo osservare delle nicchie dove il mercato sostanzialmente sembra tenere», risponde Carmelo Candore, notaio con studio ad Arcisate, tra i maggiori della provincia varesina.
«Il 2011 è stato un anno in cui le vendite immobiliari sono calate notevolmente. I dati parlano di una diminuzione del 6,15 per cento, passando dalle 10.703 abitazioni vendute nel 2010 alle 10.042 dell’anno scorso. In particolare, sui 141 Comuni della provincia risulta che quasi uno su due (52%) ha subito un calo delle compravendite, mentre meno di un terzo (31%) ha avuto un incremento». Possiamo parlare quindi di una fase di calo non generalizzata? «Contrariamente a quanto si possa ipotizzare in un periodo di crisi, la fascia di abitazioni medio-grandi ha subito una contrazione inferiore rispetto al taglio piccolo. Per i monolocali, le contrattazioni sono diminuite di quasi l’8 per cento, mentre per i bilocali il calo è del 12 per cento. Le abitazioni composte da tre, quattro o cinque locali hanno avuto un decremento minimo, intorno all’1 per cento, rimanendo sostanzialmente stabili», prosegue il notaio. Le motivazioni di un andamento così differente potrebbero essere molte: da una crisi che ha colpito e colpisce prevalentemente i redditi medio bassi, ma anche ad una crisi che costringe ad abbassare i prezzi in particolare sulle case più grandi. «Resta un fatto: a Varese c’è una grande attenzione e un forte attaccamento al bene-casa. Basta pensare che, secondo le ultime statistiche, quasi il 90 per cento delle famiglie è proprietario della propria abitazione», commenta il notaio.
La zona che ha risentito maggiormente del calo è quella del basso Varesotto. Andando a vedere il numero delle transazioni di compravendita infatti emerge un calo forte sui principali centri urbani. Continua Candore: «Significativa è il dato di una città come Saronno che è passata dalle 441 unità vendute nel 2010 alle 338 del 2011 con un decremento del 23 per cento, oppure di Caronno Pertusella che è passata dalle 424 alle 302 con una diminuzione complessiva 29 per cento». Sembrano tenere meglio, anche se il segno resta negativo, città come Busto Arsizio (-10%) e Gallarate (-13%). Per trovare dei segni positivi occorre spostarsi verso Varese. «Qui, sempre stando ai dati dell’Agenzia del Territorio siamo passati dalle 844 abitazioni vendute nel 2010 alle 890 del 2011, con un incremento del 5 per cento», continua il notaio. «Un vero e proprio “asse d’oro” sembra essere la tratta che passa per Varese, Malnate (+28%), Tradate (+36%) e Fagnano Olona (+15%). In generale le zone vicine alla Svizzera, data la forte presenza di frontalieri, riescono a contenere meglio la dilagante crisi economica, riuscendo in alcuni casi a raggiungere risultati positivi, con le dovute eccezioni come Luino che in un anno ha perso circa l’11 per cento delle vendite». Il 2012 sta dando segnali di ripresa? «Difficile per il momento avere un quadro certo – risponde Candore – Nei primi quattro mesi dell’anno continua il trend negativo; anzi nel complesso, non intravvedendo alcuna ripresa sostanziale, la crisi del mercato della casa sembrerebbe ancora più marcata».

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Campagna contro i frontalieri italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

A proposito della campagna offensiva e razzista gravissima in atto contro i lavoratori italiani frontalieri residenti in Svizzera, l’on. Razzi responsabile degli italiani all’estero per l’Italia dei Valori nonché Presidente della bilaterale parlamentare Italia-Svizzera, ha incontrato questo pomeriggio l’ambasciatore Bernardino Regazzoni al quale ha denunciato il proprio disappunto. L’ambasciatore ha preso le distanze e ha condannato le manifestazioni xenofobe in atto in Svizzera ai danni dei lavoratori frontalieri italiani ed ha assicurato la massima attenzione e riprovazione per le deplorevoli affermazioni fatte ai loro danni.    Ecco il testo integrale del comunicato dato alle agenzie dall’ambasciatore: “A nome del Dipartimento federale degli affari Esteri, l’Ambasciatore di Svizzera in Italia Bernardino Regazzoni ha espresso ferma condanna per la campagna diffamatoria e offensiva nei confronti dei lavoratori frontalieri provenienti dall’Italia e dei cittadini stranieri residenti in Svizzera, lanciata negli ultimi giorni nella Svizzera italiana. E’ pure deplorevole che le pagine di internet siano strumentalizzate per la diffusione di messaggi xenofobi. I cittadini stranieri contribuiscono con il loro lavoro al benessere e al progresso del nostro paese, ha affermato l’Ambasciatore. In molti settori economici, quali l’edilizia, il turismo, la sanità e la ricerca i cittadini italiani danno un contributo indispensabile alla società. Dall’Italia si recano ogni giorno in Svizzera quasi 50.000 lavoratori frontalieri. In Svizzera vivono circa mezzo milione di italiani che costituiscono il gruppo straniero più importante e tra i meglio integrati.”

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Frontalieri e tutele sui conti esteri

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

“Con il riconoscimento della proroga il Ministro Tremonti ha dato un’attenzione crescente e concreta al problema dei lavoratori frontalieri delle province lombarde. Le loro istanze sono state evidenziate in una molteplicità di tavoli tecnici che li hanno visti impegnati in prima linea insieme ai tecnici del Dicastero delle Finanze, nonché ai referenti dell’Agenzia delle Entrate, fino allo scorso 30 novembre”. Ora Franco Narducci (Pd) e Aldo Di Biagio (PdL), deputati eletti nella Ripartizione Europa, si compiacciono, in una nota congiunta dell’importante risultato ottenuto sul versante delle tutele dei lavoratori frontalieri  nel momento in cui il loro obbligo di dichiarazione dei conti esteri, definito dalle circolari dell’agenzia delle entrate 48/E e 49/E, e fissato originariamente entro il 29 dicembre,  è stato prorogato al 30 aprile 2010, così come notificato da un comunicato dell’agenzia dell’Entrate. “In queste settimane abbiamo inteso evidenziare con forza al ministro dell’Economia – hanno sottolineato i due deputati eletti all’estero – le difficoltà che la circolari 48/E e 49/E dell’Agenzia dell’Entrate avrebbero comportato ai tanti lavoratori italiani frontalieri che non avrebbero potuto ottemperare alle disposizioni da queste indicate, sia per i tempi ristretti sia in virtù del numero consistente dei lavoratori interessati che ammontano a circa 55.000”.“Accogliamo con sincera soddisfazione questa proroga, – concludono – che si configura come un lieto riscontro al lavoro che abbiamo svolto in sinergia finora nel pieno rispetto dei nostri connazionali che con il loro lavoro contribuiscono alla crescita dei comuni in cui vivono, e dell’intero Paese”.

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Il primo mutuo on-line per i frontalieri

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Sono circa 193mila le persone che lavorano in Svizzera, ma vivono in un altro Paese. Di queste, il 22% (41.600 persone) risiede in Italia: a loro è rivolto il primo portale di mutui on-line dedicato esclusivamente a chi ha un reddito in franchi svizzeri e desidera acquistare casa in Italia. Il sito, http://www.mutuo-franchisvizzeri.it, è gestito da una società broker di mutui, regolarmente iscritta all’albo dei mediatori di Banca d’Italia. «Per i frontalieri stipulare un mutuo in franchi svizzeri è decisamente più conveniente rispetto all’euro. Abbiamo voluto creare un portale dedicato proprio a loro». dice Enrico Piacentini, responsabile del portale internet. I tassi di interesse per i paesi extra UE sono decisamente interessanti: negli ultimi 10 anni il Libor, il tasso di riferimento utilizzato anche in Svizzera, è stato la metà dell’Euribor, l’indice utilizzato nell’Euro Zona come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile. Il requisito indispensabile è avere un reddito in franchi svizzeri. «Per chi ha un reddito in euro -continua Piacentini- non è conveniente, perché c’è il rischio del cambio: variando il rapporto tra le due valute si rischia che aumenti il capitale». Il risparmio medio, su un finanziamento di 100mila euro, è di circa 40 euro mensili, per un totale di 480 euro all’anno. Mutuo-franchisvizzeri.it distribuisce mutui “multimarca” tramite internet e telefono, secondo un approccio di consulenza basato su trasparenza e indipendenza: «Ci poniamo come intermediari tra i frontalieri e le banche, sia italiane sia estere -precisa Piacentini-. Con gli istituti bancari convenzionati, abbiamo già contrattato le migliori condizioni possibili al posto dei clienti, a cui offriamo così la migliore soluzione possibile». Inserendo i dati sul sito è possibile realizzare una fattibilità preliminare entro due giorni lavorativi dall’invio della richiesta, in modo da sapere subito se il mutuo richiesto potrà essere concesso. Se il parere è favorevole, il cliente viene contatto per concordare le modalità amministrative per l’istruttoria e la successiva erogazione del mutuo. L’iniziativa, on-line da pochi giorni, sta già riscontrando un buon successo seppur dedicata a una nicchia di mercato: il 10% di chi accede compila e invia il dettagliato modulo di richiesta.

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