Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘fronte’

Ue: A che serve cessione di sovranità se di fronte alla guerra scappa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Se la Ue deve prendere lezioni dalla piccola e generosa Albania tanto vale tornare al vecchio Mercato unico europeo: a che serve una cessione di sovranità se poi di fronte a una guerra si scappa?”.“Non si puo’ pensare che in tempi di globalizzazione uomini e merci possano infrangere ogni barriera e non possano fare lo stesso virus e batteri”.E non e’ il momento per fare un ridicolo scontro tra Stato e regioni. Basta polemiche che spaventano i cittadini. Ma qualcuno dovrà pur ammettere certi errori per evitare che si ripetano. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti coloro che arrivavano dalla Cina ci è stato risposto che eravamo dei razzisti. È stato un errore. I selfie ‘abbraccia un cinese’ sono stati un errore. Il segretario del Pd con i suoi aperitivi a Milano è stato un errore. Non aver acquistato o prodotto in tempo reale mascherine, camici, respiratori nonostante le nostre richieste insistenti è stato un errore. Non perseverate allora, il Governo riprenda la proposta di Giorgia Meloni: spezzare le gambe alla burocrazia per far ripartire subito l’economia e le imprese, dare 1000 euro al mese ai cittadini che ne facciano richiesta per poter far vivere le famiglie e adeguate risorse alle imprese per non farle chiudere. Se accetterete queste proposte, noi ci saremo. Non dalla vostra parte, ma dalla parte dell’Italia”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro della Sanità Roberto Speranza sull’emergenza coronavirus.

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Manifestazione del Fronte Europeo per la Siria

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2014

Roma 16 gennaio 2014. Il Fronte europeo per la Siria e la Comunita’ siriana in Italia invitano tutti a partecipare al presidio del 16/01/2014 a Roma davanti l’ambasciata dell’Arabia Saudita. Lo scopo della manifestazione, indetta a pochi giorni dall’inizio della conferenza di Ginevra 2, sara’ quello di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al protarsi della guerra in Siria che dura ormai da quasi tre anni, perpetrata oltre che dai principali stati occidentali, anche da alcuni paesi del medio-oriente come appunto l’Arabia Saudita, principale sostenitrice e finanziatrice dei terroristi fondamentalisti che continuano ad insanguinare la Siria.
Appuntamento alle ore 11.00 presso l’ambasciata dell’Arabia Saudita in via Pietro Raimondi 14.
Invitiamo tutti a ribadire il proprio sostegno al popolo siriano e al suo legittimo governo.

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Passa la norma sul processo breve

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una legge salva-premier che blocca i lavori parlamentari”. Così Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, si pronuncia in merito all’emendamento Paniz quattro-bis sul processo breve, approvato ieri dalla Commissione Giustizia della Camera.  “È ovvio che il presidente del Consiglio non se ne possa occupare – evidenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, impegnato com’è sul fronte giudiziario,  ma le priorità del Paese sono evidentemente altre. C’è da chiarire la posizione nazionale sul fronte libico, c’è una crisi economica che continua a travolgere qualsiasi sorta di settore occupazionale, senza dimenticare le riforme strutturali che risultano fondamentali per il rilancio del Paese”. Maurizio Paniz sostiene la validità del suo provvedimento, dichiarando che con esso non intende risolvere i problemi giudiziari del capo di Governo. “Il lavoro non può che essere funzionale alle esigenze del premier – conclude Girlando -, dal momento che Paniz rientra nell’elenco di coloro che, essendo nominati, non  rispondono ai cittadini, ma esclusivamente a Silvio Berlusconi. L’invito che rivolgo al presidente del Consiglio è quello di dimettersi e presentarsi presso il tribunale di Milano per risolvere le sue beghe giudiziarie”.

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Cordoglio per la morte del Tenente Ranzani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

“Il Partito Sicurezza e Difesa esprime alla famiglia del Tenente Massimo Ranzani ed a tutti gli uomini delle nostre Forze armate i sentimenti del più profondo cordoglio. Ci auguriamo che le condizioni dei quattro feriti, giudicate gravi dallo Stato Maggiore della Difesa, volgano rapidamente al meglio. Esprimiamo la nostra vicinanza e, ne siamo certi, quella di tutto il popolo italiano, a tutti gli operatori del comparto che attualmente si trovano impegnati sul fronte afghano ma anche in tutti gli altri luoghi dove il tricolore sventola in rappresentanza dei valori di democraticità e di solidarietà che scaturiscono dai cittadini italiani. Non possiamo però non rilevare che i risultati in termini di incisività diplomatica tardano a portare i frutti sperati relativamente alla pacificazione di quei popoli per i quali tanti giovani soldati, di diverse nazionalità, hanno perso la vita. Auspichiamo quindi che la comunità internazionale si faccia carico senza ritardo di accelerare quel processo di pace in assenza del quale è facile immaginare che, purtroppo, altri dolorosi fatti di sangue continueranno ad accadere”. E’ quanto ha scritto il Segretario politico Giuseppe Paradiso.

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Le guerre non si vincono solo sul fronte

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2011

Ci riferiamo ai numerosi segnali che ci pervengono dal mondo dell’informazione dove sono ben noti gli effetti dei cosiddetti “messaggi subliminali”. Essi non sono percepibili dalla coscienza dell’individuo cui sono diretti, ma proprio per questo si rivelano molto efficaci. La possibilità di condizionare il comportamento umano attraverso i messaggi subliminali (computer, televisione ecc.) è nota da tempo. Viene di solito utilizzato a scopo pubblicitario anche se per la sua subdola capacità di penetrazione, in alcuni Stati il suo uso è stato proibito per legge. Tale logica trasmissiva individua nel computer il tramite ideale per trasmettere siffatti “messaggi” in quanto costituisce uno strumento capace di favorire un contatto diretto e specifico con il singolo operatore che lavora al “videoterminale”. Le caratteristiche tecniche del mezzo consentono persino una messa a punto graduata e personalizzata a seconda della sensibilità dell’individuo che dovrà essere il bersaglio della stimolazione. Si può in questo modo indurre una persona al suicidio, farla diventare un soggetto pericoloso, spingerla a tradire il proprio Paese e a rivelare un segreto industriale ad una società concorrente e via dicendo. Se poi componiamo questa miscela affidandola a mani e a menti poco raccomandabili ci troviamo nel bel mezzo di una gestione del terrore difficile da controllare in quanto può albergare in chiunque e soprattutto in persone al di sopra di ogni sospetto e che pure ricoprono posti di responsabilità e controllano apparecchiature delicate e capaci di provocare immani stragi.  Tutto ciò può accadere anche in territori tradizionalmente tranquilli. La ragione si spiega nella realtà  dei  paesi industrialmente sviluppati. Infatti proprio in queste comunità, dove si cerca di rendere sempre più organizzata ed efficiente la vita collettiva, esistono delle aree di emarginazione e delle sacche di povertà alquanto estese. La loro condizione presenta un potenziale d’aggressività molto elevato. Ci basta poco per farlo esplodere. Se ad un certo  punto in quei agglomerati vi mescoliamo i transfughi provenienti dai paesi che hanno scelto alla base del loro riscatto la lotta armata, la miscela diventa davvero esplosiva. E la scintilla che accende la miccia brucia lungo la somma delle amarezze e delle avversità che si abbattono su chi si sente intrappolato e privo di una speranza di rivalsa e soffocato da una società consumistica che ci stimola a chiedere tutto e subito senza inutili attese. Il che si traduce in  una voglia di coinvolgere strati sempre più vasti di popolazione estendendo la propria “longa manus” nel malessere politico ed istituzionale che si avverte nelle piazze di molti paesi industrializzati e rende, nel complesso, il quadro inquietante per le sue intolleranze razziali, per la crisi dei “valori” e per la tendenza a rapportare il progresso umano attuale e in proiezione, in un futuro non molto lontano, allo sviluppo e alla proliferazione delle macchine. Ed è proprio alla base del nostro attuale malessere, per quanto può apparirci strano, che l’attuale conflittualità dell’uomo si gioca sul piano dell’evoluzione scientifica e tecnologica. Il prezzo da pagare sarà proprio quello di “scartare”, in prima battuta, l’uomo improduttivo o, per meglio dire, gli effetti negativi dei suoi “eccessi di produttività.” Ed è facile, a questo punto, trasferire sui più deboli le nostre pretese di assicurarci un posto sicuro nella società ovvero quella comunità che ci permette di considerarci uomini e donne di successo, dei privilegiati.  E le prime vittime diventano gli anziani, i disabili, gli emarginati, vedasi i barboni e i disoccupati, e gli immigrati perché sprovvisti dell’istruzione necessaria per essere agevolmente assorbiti in un sistema ad alto sviluppo tecnologico. Ed i genocidi che si perpetuano nel mondo a scapito di tribù o clan o etnie sono la conseguenza di questo nostro voler selezionare la specie e ridimensionarne il numero puntando più verso le affinità ad alto contenuto qualitativo in luogo delle opzioni quantitative dettate dalla logica dei tempi passati dove il numero creava ricchezza e potere.
Infatti se analizziamo il corso storico della presenza umana sulla terra ci accorgiamo che ai tempi di Cristo la popolazione mondiale non superava i 200 milioni di abitanti. Nel 1500 avevamo raggiunto il mezzo miliardo. Diventammo un miliardo nel 1950 ed ora ci avviamo a distanza di 50 anni a    quintuplicarci. Se non si interviene drasticamente nel 2050 arriveremo a quota 9 miliardi. Nel contempo al proprio interno si verifica un sensibile “mutamento demografico” in quanto nei paesi industrializzati il tasso di fertilità è molto basso mentre è il triplo se non il quadruplo nelle altre aree del  Pianeta. (dal libro di Riccardo Alfonso “L’ultima frontiera” Edizioni fidest)

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Afghanistan: notizie dal fronte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

E’ morto uno dei due italiani feriti in azione. I due militari erano rimasti feriti nel corso di un’operazione della Task Force 45, costituita dalle forze speciali italiane, condotta contro un covo di insorti per catturare alcuni ribelli afghani nella zona di Bakwah, nell’area a est di Farah, nella provincia di Herat in Afghanistan. “A nome mio e del Movimento che rappresento, esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia del tenente Alessandro Romani, del nono Reggimento d’assalto ‘Col Moschin’ della brigata Folgore, morto dopo le ferite riportate nell’azione militare” dichiara Vincenzo Galizia Presidente nazionale del Fronte Verde Ecologisti Indipendenti, che continua il suo intervento: “finirà mai questa guerra che era iniziata come una missione di pace ed invece sempre più macchiata dal sangue dei nostri soldati? Il Fronte Verde chiede per l’ennesima volta al Governo italiano il ritiro delle nostre truppe dal territorio afghano, per porre fine ad una guerra infinita”. http://www.fronteverde.net

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Sardegna: fronte verde contro il nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Il movimento politico ambientalista “Fronte Verde Ecologisti Indipendenti” aderisce ufficialmente al comitato “Si contro il nucleare in Sardegna”. Il Comitato nasce In vista dell’appuntamento referendario che vedrà la Sardegna prima tra le Regioni italiane a esprimersi contro il Nucleare e contro le scorie, promosso dall’Associazione Ambientalista “Fare Verde”, e che vede tra gli aderenti anche il Partito Sardo d’Azione (PSdA), l’UGL e il Movimento Zero di Massimo Fini. Il Comitato nasce per affiancare centinaia di realtà che in tutto il territorio della Sardegna vogliono mobilitarsi per far si che si possa raggiungere il quorum del 33% necessario a rendere valido il Referendum. In campo energetico, la Sardegna ha bisogno di energie nuove: giovani, dinamiche, innovative. Esaurimento delle fonti fossili, aumento dei prezzi dell’energia, riscaldamento del pianeta, stravolgimento del clima sono sfide da affrontare rapidamente e che possono  essere vinte solo se il nostro paese riuscirà a sviluppare una politica  energetica completamente nuova. L’Italia e la Sardegna sono ricche di energie nuove e pulite.

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Campi nomadi a Firenze

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2010

Nel corso di una riunione con il questore Francesco Tagliente e tutti i dirigenti dei singoli uffici, è stato deciso un “giro di vite” riguardo agli insediamenti Rom e Sinti fiorentini, per fare fronte all’emergenza-rapine degli ultimi giorni. Secondo la Questura, l’obiettivo è di dare una risposta alle due rapine sfociate nella morte delle vittime e di agire oltre che sul fronte del contrasto anche su quello della prevenzione di ulteriori episodi. “I romeni di etnia Rom, stanziati in insediamenti non autorizzati nel territorio del Comune di Firenze, sono a tutti gli effetti una minoranza emarginata, la cui protezione dovrebbe essere garantita dalle leggi europee e avente diritto a programmi di assistenza sociale, inclusione professionale, scolarizzazione e acceso ad alloggi agevolati, così come più volte richiesto dalla nostra organizzazione e dalle altre associazioni umanitarie fiorentine”. Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’ONG Gruppo EveryOne. “Ognuno di loro è in Italia per lavorare onestamente e non costituisce un problema di sicurezza,” spiega EveryOne,  in contatto con le comunità Rom stanziate a Firenze, “anche se a tutt’oggi la grave discriminazione sociale impedisce loro ogni inserimento socio-lavorativo e un esercizio dei loro diritti fondamentali degno di uno Stato democratico”.“La città di Firenze è in preda a un ingiustificato pregiudizio etnico,” continuano gli attivisti, “e sta violando palesemente le direttive del Parlamento e del Consiglio europeo 2004/38/CE sulla libera circolazione e 2000/43/CE sulla non discriminazione, nonché le Risoluzioni del Parlamento europeo del 28 aprile 2005 sulla situazione dei Rom nell’Unione europea, del 1° giugno 2006 sulla situazione delle donne Rom nell’Unione europea, del 15 novembre 2007 sull’applicazione della direttiva 2004/38/CE, del 31 gennaio 2008 su una strategia europea per i Rom, del 10 luglio 2008 sul censimento dei Rom su base etnica in Italia, dell’11 marzo 2009 sulla situazione sociale dei Rom nell’Unione europea e del 25 marzo 2010 sul secondo vertice europeo sui Rom. Si tratta di gravi violazioni e mancanze che mettono Firenze e l’Italia a rischio di pesanti sanzioni a livello internazionale, oltre che in una posizione che desterà sdegno e riprovazione da parte dei Paesi civili,” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau. “Il procrastinarsi di tali gravi politiche persecutorie ci ha costretto in data odierna a segnalare quanto sta avvenendo a Firenze alla Commissione europea, al Consiglio d’Europa e al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, affinché sia predisposto l’avvio di una procedura d’infrazione contro l’Italia”.

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Dal fronte jugoslavo alla Val d’Ossola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Cronache di guerriglia e guerra civile 1941-1945 di Ajmone Finestra Un ufficiale del battaglione bersaglieri «Zara» in Bosnia-Erzegovina racconta le vicende dell’esercito italiano impegnato nei Balcani, nel 1941-43, a contenere le tensioni scatenatesi fra le diverse etnie presenti all’indomani della proclamazione dello Stato indipendente di Croazia, nell’aprile del 1941.Alla luce dei documenti militari e attraverso la descrizione di luoghi, imboscate e combattimenti, l’Autore propone poi il resoconto della sua partecipazione, una volta tornato in Italia, con il battaglione M d’assalto «Venezia Giulia», alla dura guerriglia contro i partigiani nel Cusio-Verbano e in Val d’Ossola. (Romanzi Mursia. Pagine 322 (testo: 306 pp. + inserto: 16 pp.) Euro 18,00 Codice 14189L EAN 978-88-425-4545-3

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Tutelare il fronte formativo provinciale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

La Spezia. La segreteria provinciale dell’IDV, d’intesa con Nicola De Benedetto, responsabile del Dipartimento Istruzione, Università e Ricerca, “fa appello a tutte le forze politiche di centro-sinistra che si muovono sul territorio affinché la razionalizzazione degli indirizzi degli Istituti Superiori, che dovrà interpretare sul territorio le indicazioni contenute nella Riforma Gelmini, non produca un’ulteriore marginalizzazione della provincia spezzina, già in deficit per quanto concerne l’articolazione dell’offerta formativa. Nella consapevolezza che in fase recessiva sia fondamentale investire sulla formazione delle risorse umane e sulla loro diversificazione, sarebbe inverosimile che la Regione Liguria dimenticasse un’area territoriale che ha urgente bisogno di uno sguardo corale che ne rilanci le potenzialità. Chiediamo dunque che nella redistribuzione degli Indirizzi nel computo regionale, l’Assessore Costa conservi la stessa sensibilità che il Presidente Burlando sta rivelando per le aree decentrate o ad alto tasso di problematicità.. In questo senso, la scelta nell’attuazione degli Indirizzi Scolastici Superiori non solo sarà fondamentale per l’ ossigenazione, il rilancio e il dinamismo – anche culturale -della città, ma di fatto sarà uno snodo cruciale in cui si declina il futuro delle nuove generazioni spezzine. Sarebbe dunque inaccettabile, per tutta la classe dirigente e per l’eccellenza territoriale che vorrebbe intelligentemente rilanciare, se il fronte formativo provinciale fosse indebolito dalle delibere regionali in materia o se l’ottimo Conservatorio cittadino corresse il rischio di rimanere, nel gioco degli equilibrismi politici, senza un Liceo Musicale che lo sorreggesse a flusso continuo, incrementando la vivacità culturale della città e la sua capacità di attrazione verso le aree limitrofe”.

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“Un diamante nella fronte”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Roma TeatroLoSpazio.it via Locri, 42 Traversa di via Sannio  – Metro San Giovanni Prosegue la  Rassegna EXIT II con lo spettacolo “Un diamante nella fronte”. tutte le sere, Teatro in prima serata alle 21,00 e,  dopo il teatro, dalle 22,30 in poi  bistrot&drinks&music. Happenings & teatro, concerti & sorprese! Direzione artistica Alberto Bassetti e Francesco Verdinelli  Drammaturgia e Regia: Caterina Spadaro Movimento scenico: Monica Lavezzari Con (in o.a.) Matteo Febo Lisa Kapinus, Antonella Maglio, Riccardo Monitillo, Antonio Monsellato, Valeria Nardella, Paolo Russo, Enrico Sortino. Lo spettacolo, antiretorico e passionale, attraverso i diversi capitoli coi quali si racconta (Kurtz, Verdetto, Generale, Sottile linea rossa, Combattimento, Codice d’onore, Caro Jack, Train de vie, Se questo è un uomo, Valzer finale – Libertà) che segnano attraverso il testo, alcuni fra i più importanti conflitti mondiali, ma che ne raccontano uno e uno solo, esplora una terra di nessuno, facendola esplodere nella bellezza quotidiana di un gesto, che è insieme danza del corpo e del cuore, fusione di canto, risata catartica della condizione in cui sta il soldato, violenza dell’azione e condizione emotiva, nell’atto di denuncia o nel grido di rabbia contro la guerra, nell’esposizione della propria diversità, del proprio io. Alla ricerca della libertà. I protagonisti – come per essenza l’attore – sono spesso segnati dalla diversità: l’Hitler ridicolizzato dal grammelot, panciuto e beone, i due comandanti che firmano un patto poeticamente militare coi propri soldati e con la forza del destino, la donna appassionata che non tornerà dal suo uomo ormai assente per opera del conflitto, gli emarginati, i deportati nei lager, gli omosessuali e i ribelli, lo scontro fra giustizia e verità, qui contrapposte. L’azione scenica è segnata così dalla battaglia interna ed esterna dei personaggi sempre in lotta e in combattimento con se stessi, con gli altri e con Dio , perché “non si trova il perché di tutto ciò”. Eppure tutti insieme un po’ fuori e un po’ dentro, ora ironici, ora violenti, tra verità e ricordo, sul treno di partenza alla guerra, attraverso una narrazione della ricerca linguistica teatrale e della poesia, come sospesi tutti fra loro e il tempo.  Il conflitto qui, più che condizione politica, è forma psicologica e dell’essere e si risolve solo e sempre attraverso l’ascolto di quel moto intimo dell’animo umano, “il diamante sulla fronte” di cui parla Kurtz nell’Apocalipse Now”, l’idea, la coscienza dati dal senso di libertà profonda di se stessi e degli altri. Ma soprattutto dall’amore, che in metamorfosi, ha il potere di domare gli animi, di aprire lo sguardo alle colline blu in lontananza, dove essa risiede. C’è un potente effetto-verità in queste presenze, ma anche qualche possibile scontro con chi lo guarda non più come spettatore, ma in bilico sul filo, da soldato della vita, come tutti.. Un teatro che sia tutto lì, che succeda lì, in quel preciso istante. (Caterina Spadaro, monica)

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Educare i giovani al corretto consumo del vino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

“Siamo d’accordo con il ministro Luca Zaia e dobbiamo educare i giovani al corretto consumo del vino, non puntare sulla tolleranza zero per chi si mette alla guida di un auto”. Lo sostiene il direttore dell’Enoteca Italiana, Fabio Carlesi, la più antica istituzione italiana per la promozione del vino e dei prodotti tipici di qualità. “La coraggiosa presa di posizione del ministro – dice Carlesi – è giusta e da condividere, il limite di 0,5 per chi guida è più che sufficiente, abbassando ancora si otterrebbe solo il risultato di penalizzare ulteriormente un comparto famoso del made in Italy senza ottenere risultati sul fronte della sicurezza”. “Dire che chi ha un tasso di 0,5 è ubriaco vuol dire criminalizzare il vino e tutta la cultura millenaria che ha contribuito a creare fin dalla notte dei tempi il nostro più importante prodotto che fa parte della tradizione gastronomica italiana. In tutte le tavole si è sempre bevuto un bicchiere di vino e i giovani un tempo erano abituati gradualmente al consumo  come acqua e vino e pane zucchero e vino” “Il vino va bevuto nella giusta quantità, va degustato, non si può bere come fosse acqua ed è per questo che Enoteca Italiana ha dato via al progetto Vino e Giovani, con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che mira con iniziative nelle università  e nel mondo giovanile a sensibilizzare i ragazzi tra 18-30 anni ad un consumo consapevole di questo prodotto simbolo del made in Italy”.

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