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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Stati Uniti d’Europa, Bolzano e giochi senza frontiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

“Giochi senza frontiere” è lo spettacolo a cui ci ha invitato l’amministrazione della Provincia di Bolzano con la sua decisione di cancellare dai suoi documenti la dizione “Alto Adige”, lasciando solo quella di Sud Tirolo (in tedesco, ovviamente: Südtirol). Comprensibili (dal loro punto di vista) le reazioni di alcune destre italiane, così come comprensibile la reazione del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che ha ricordato la Costituzione, etc etc.. Così come comprensibili le reazioni di quelli che hanno ricordato che lo statuto di autonomia di quella Provincia (leggi: vantaggi economici) che rende un orpello la loro Regione, ha un costo di italianità anche nel lessico. Sembra che gli amministratori bolzanini ci stiano ripensando… vedremo come andrà a finire.
A questo punto, visto che le azioni di riflesso fanno parte del genere umano, ci aspettiamo le iniziative della Valle d’Aosta e, perché no, i paesini calabresi in cui si parla albanese… ammesso che vogliano unirsi all’Albania… e poi, spostandosi oltre gli attuali confini, non dimentichiamo Nizza e l’Istria. Se valdostani e albanesi di Calabria non ci avessero pensato, glielo consigliamo: sai quanto scrivere e parlare ne verrà fuori… e, gira gira, qualche vantaggio ne trarranno. Ci sarebbero anche i sardi e – forse, visto che storicamente hanno molto meno manifestato intenzioni indipendentiste – anche i siciliani… ma quelle di queste isole ci sembrano storie molto diverse rispetto ai miasmi causati dalle decisioni dell’amministrazione di Bolzano.
Fatti e notizie del genere sono importanti perché servono a farci ricordare la nostra natura di Nazione Italia: un controsenso con alcune forzature geografiche, conseguenze di questa o quell’altra guerra dei secoli passati. Certamente i corsi storici hanno tempi molto più lunghi delle nostre vite individuali, e se cento o duecento anni (grossomodo il periodo in cui queste unioni o separazioni territoriali più o meno forzate di cui parliamo hanno avuto luogo) per noi viventi e scriventi ci sembrano eterni visto che ci transitano alcune generazioni, per quella che diventerà materia di studio storico dei nostri prossimi nipoti, è “robuccia”.
Ma è bene tener presente che c’è stato un evento storico che ha marcato e sta marcando tutto un lungo periodo non tanto lontano in cui italici, francesi, tedeschi, etc si scannavano tra di loro per un pezzo di terra e magari poi facevano pace scambiandosi qualche principessa tra figlioli: è l’Unione Europea. Un continente (con ancora alcune defaillance… ma la Svizzera…) che fino a pochi decenni fa aveva regni e popoli che si ammazzavano gli uni con gli altri, e che oggi, dopo l’Unione è tra le prime potenze economiche del Pianeta. Appunto: economiche. Ché per essere anche una potenza politica, al momento si batte ancora il passo. Ed è forse questo uno dei motivi che spinge gli amministratori di Bolzano ad indire questa sorta di “giochi senza frontiere”.
Noi futurologi ci immaginiamo una Federazione tipo “Stati Uniti d’Europa”, dove sortite come quella bolzanina verrebbero trattate come in California si fa per gli indipendentisti che vorrebbero quello Stato fuori della Nazione Usa. E altrettanto per quelli del Texas… e forse ce ne siamo persi qualcun altro. C’è un nome a tutto questo: cultura e folklore. Due manifestazioni del genere umano che hanno ogni legittimità di esistere, manifestarsi e, perché no, provare anche a diventare istituzione… non possiamo dimenticare quando, sempre in America del Nord, gli indipendentisti del Québec fecero un referendum per abbandonare il Canada… perso clamorosamente, per fortuna anche di quegli indipendentisti…
La nostra “futurologia” per ora batte il passo. Basti pensare alle vicende della Catalogna della penisola iberica, dove è notizia di questi giorni che si continuano a mettere in galera gli indipendentisti e che questi ultimi non si danno pace nonostante le batoste democratiche che hanno collezionato.
E quindi non ci stupiamo più di tanto per quanto accade “al di sopra del fiume Adige” o “a sud della regione austriaca del Tirolo”. Ci stupisce, ma non ci rassegniamo, continuando ad alimentare il desiderio che il tutto possa essere ben presto relegato a cultura e folklore. Sperando che un domani se, per esempio, alcuni operatori di marketing genovesi volessero far risorgere la serenissima repubblica, non dovrebbero sottostare alle minacce di anticostituzionalità del ministro italiano degli Affari Regionali, ma solo lanciare una nuova versione di giochi senza frontiere. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Global Inclusion – Generazioni senza frontiere”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Bologna. È affidata al professor Stefano Zamagni la chiusura della prima edizione di “Global Inclusion – Generazioni senza frontiere”, ospitato oggi a FICO EatalyWorld a Bologna, evento che ha chiamato a raccolta l’intero ecosistema italiano – imprese, associazioni non profit, università, lavoratori – dell’inclusione nei luoghi di lavoro. “Di inclusione si deve parlare secondo tre prospettive: società, mondo dell’impresa e scuola di ogni ordine e grado – ha detto Zamagni nel suo intervento, partendo da lontano, dal Fedro di Platone nel quale, dice, “viene evidenziato il bisogno primario dell’uomo, quello di essere riconosciuto (timos). Ma ad una visione paritaria (isotimia, necessità di essere riconosciuti come simili all’altro) si è sostituito negli ultimi decenni il concetto di megalotimia (riconoscimento per contrapposizione e superiorità), visione distorta da cui nascono i sovranismi e le chiusure dell’oggi”. Anche il mondo del lavoro è attraversato secondo Zamagni da una contrapposizione, quella tra “un taylorismo, del quale si riconoscono i limiti e l’inattualità ma che viene ancora proposto come modello vincente in una sua versione, per così dire, ammorbidita, e quella “olocrazia” teorizzata in America da Brian Robertson nel 2007 e da lui applicata all’interno della sua azienda. Un modello di lavoro nel quale autorità e decisioni sono distribuiti nell’ambito di una olarchia di gruppi auto-organizzati anziché fissati in una gerarchia di tipo manageriale”. Infine la scuola, nella quale, secondo Zamagni, si perpetua l’erronea esaltazione del concetto di meritocrazia, “il contrario della democrazia” secondo le sue parole. Un concetto coniato dal sociologo Michael Young nel 1959, e in seguito da lui sconfessato per “i danni incalcolabili causati da una sua interpretazione distorta. “Al concetto di meritocrazia – potere conferito al merito – va sostituito quello di meritorietà, intesa come ricompensa al merito, unica via ad una democrazia compiuta” ha concluso Zamagni.
Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 750 persone, oltre a 150 aziende, associazioni no profit, università e business school che si sono confrontate sui temi della diversity & inclusion. Un ecosistema che per la prima volta ha avuto modo di connettersi e confrontarsi e che ha identificato 5 linee strategiche per la “messa a terra” delle tematiche dell’inclusione: “costruire un modello di leadeship inclusiva; offrire esperienze di inclusione a collaboratori e clienti; educare all’inclusione; integrare profit e no profit; promuovere uno spirito di cittadinanza globale” come hanno sintetizzato i membri del Comitato Global Inclusion Art. 3, promotore dell’evento organizzato da Newton Spa.

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Convegno sulle nuove frontiere della lotta al cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

Roma Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come quelle che rientrano nell’oncologia di precisione. Un approccio a cui AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM dedicano oggi e domani a Roma un convegno nazionale. Per la complessità dei temi trattati, AIOM ha ritenuto fondamentale coinvolgere nel convegno esperti appartenenti a varie società scientifiche (SIAPEC-IAP, SIBioC, SIF). Inoltre, per facilitare un’adeguata informazione ai pazienti e ai cittadini, Fondazione AIOM terrà domani una sessione parallela durante il convegno.
“Ogni persona colpita dal cancro presenta caratteristiche che la differenziano dagli altri pazienti oncologici – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Per questo si parla di oncologia di precisione: grazie a dati biologici e clinici, è possibile individuare le caratteristiche del cancro che colpisce la singola persona e costruire una terapia su misura, cioè la strategia di trattamento migliore per ogni paziente. Oggi sappiamo che non esiste ‘il’ tumore ma ‘i’ tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Le conoscenze delle alterazioni genetiche e molecolari dei tumori sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, anche grazie alla disponibilità di nuove tecniche di indagine. In particolare, è stato possibile individuare, in alcuni sottotipi tumorali, peculiari alterazioni genetico-molecolari che rappresentano non solo la causa di alcuni tipi di neoplasie ma anche i punti deboli che possono essere attaccati con armi”. Queste alterazioni, chiamate anche biomarcatori, permettono di individuare i pazienti che possono rispondere alle terapie target (cioè a bersaglio molecolare), disegnate per colpire in maniera precisa e specifica il bersaglio a cui sono destinate. “Anche l’immuno-oncologia, che si fonda sul potenziamento del sistema immunitario contro il tumore, rientra nel concetto di oncologia di precisione – sottolinea la presidente Gori -. Oggi un solo biomarcatore viene utilizzato nella pratica clinica per la prescrizione di alcuni farmaci immunoterapici, ma sono in corso molti studi internazionali per valutare vari biomarcatori utili all’identificazione dei pazienti che possono trarre maggiori benefici da questa terapia”. “Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi è infatti, nei pazienti accuratamente selezionati, il potenziale maggior beneficio clinico ottenibile rispetto al trattamento tradizionale – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. Grandi vantaggi che possono essere garantiti anche da una ‘attenzione costante’ agli effetti collaterali. Gli effetti collaterali devono essere conosciuti dagli oncologi e ri-conosciuti quanto più precocemente possibile quando si manifestano al fine di assicurarne una gestione ottimale. Anche i pazienti devono esserne informati: ecco perché Fondazione AIOM da anni sviluppa il progetto dei Quaderni informativi per i pazienti oncologici, disponibili sul sito di Fondazione AIOM”.

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“Nuove frontiere della professione farmacista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Mag 2019

Camerino. E’ il tema del convegno in programma all’Università di Camerino venerdì 3 maggio, in occasione del quale sarà inaugurata la Farmacia Didattica dell’Università stessa, realizzata grazie al generoso contributo della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), che ha promosso, dopo il terremoto del 2016, una raccolta di fondi finalizzata ad iniziative di rilancio di attività di UNICAM nel settore del farmaco.
Le Farmacie Didattiche, che sono abbastanza comuni sia in diversi paesi del Nord Europa, che in Canada e negli USA, sono per lo più assenti nel nostro panorama nazionale e possono diventare un punto di riferimento importante per preparare professionisti pronti, al termine del proprio curriculum di formazione universitaria, ad entrare nel mondo del lavoro. “Sono estremamente orgoglioso di inaugurare oggi questa meravigliosa struttura – ha sottolineato il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari – che rappresenta una importante opportunità, quasi unica in Italia, per la qualità della formazione dei nostri studenti. Ringrazio vivamente la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani per aver scelto di sostenere il nostro Ateneo, così come tutti i docenti della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, che si sono prodigati per realizzare questo progetto, che ci consente di offrire ai nostri studenti e a quanti sceglieranno Unicam per la loro formazione, un servizio altamente e professionalmente innovativo”.
“Con l’inaugurazione della propria Farmacia Didattica, che è una farmacia a tutti gli effetti, – ha sottolineato il Direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam prof. Francesco Amenta – con annesso presidio per piccole preparazioni galeniche, apparecchiature di ricerca all’avanguardia per offrire al mondo della professione soluzioni avanzate, angolo per prestazioni di telesalute e tutti i servizi che possono trovarsi in una moderna farmacia, l’Università di Camerino si pone all’avanguardia nel panorama della formazione dei giovani farmacisti”.
Nella Farmacia Didattica, infatti, gli studenti potranno seguire tutte le fasi del processo di dispensazione del farmaco, ma anche apprendere le basi per offrire ai pazienti consulenze per la fornitura di farmaci da banco, consigli sull’aderenza ai piani terapeutici e tutto quanto un farmacista realizza nella propria pratica professionale al contatto con i pazienti. Oltre che per gli studenti italiani per i quali è previsto, durante l’ultimo anno del corso degli studi, un tirocinio semestrale in una farmacia aperta al pubblico, la pratica della Farmacia didattica potrà essere utile specie per gli studenti stranieri che sempre più numerosi frequentano i corsi di laurea magistrale in Farmacia di Unicam.Tali studenti, infatti, nella Farmacia Didattica, potranno acquisire una notevole esperienza in farmacia, da spendere, poi, quando saranno ritornati nei paesi di origine, ai fini di una pratica professionale di successo.
L’evento, che si terrà presso il Polo di Chimica a partire dalle ore 10, si aprirà con i saluti delle autorità, cui seguiranno interventi di docenti Unicam e di rappresentanti degli Ordini dei Farmacisti. Sarà presente l’On.le Andrea Mandelli, Presidente di FOFI.
Il Convegno ha ottenuto l’accreditamento, per gli esercenti le professioni sanitarie che vi parteciperanno, di crediti del programma di Educazione Continua in medicina (ECM).
La Farmacia Didattica di Unicam è stata realizzata dai docenti del settore che operano nella Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute coordinati dalla prof.ssa Gabriella Marucci, Direttore Vicario della Scuola. La Farmacia Didattica è stata resa più funzionale grazie ai contributi di CSF Sistemi di Anagni, della Farmacia Monte Milone di Pollenza Scalo e della Fondazione Centro Internazionale Radio Medico (C.I.R.M.) di Roma.

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Schengen: PE vuole limitare la durata dei controlli alle frontiere interne

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Controlli interni inizialmente limitati a due mesi invece che a sei L’estensione massima dovrebbe essere di un anno invece che di due I deputati chiedono limiti temporali e condizioni più stringenti per i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen.Il Codice Frontiere Schengen, attualmente in fase di revisione, consente agli Stati membri di effettuare, in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna, controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen.Il Parlamento e il Consiglio hanno avviato la discussione sulla revisione delle norme all’inizio di quest’anno, ma hanno deciso di sospendere i negoziati dopo che è risultato evidente che un compromesso non era raggiungibile.Con la votazione di giovedì, il Parlamento ha confermato la sua posizione in merito alla revisione delle norme attuali, che consiste nel ridurre il periodo iniziale dei controlli alle frontiere da sei mesi (come avviene attualmente) a due mesi e nel limitare l’eventuale proroga a un periodo massimo di un anno, anziché a due anni.In caso di estensione dei controlli temporanei alle frontiere oltre i primi due mesi, i deputati vogliono che i paesi Schengen forniscano una valutazione dettagliata dei rischi. Oltre a ciò, ogni ulteriore estensione dei controlli alle frontiere oltre i sei mesi dovrà essere valutata dalla Commissione, per verificare che la richiesta sia conforme ai requisiti giuridici, ed essere autorizzata dal Consiglio UE. Infine, il Parlamento dovrebbe essere maggiormente coinvolto nel processo.

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Schengen: nuove norme per i controlli temporanei alle frontiere nazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Per i deputati europei, i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen dovrebbero essere limitati a un periodo massimo di un anno invece degli attuali due.Il Codice Frontiere Schengen consente agli Stati membri di effettuare controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen, in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna.Nella votazione in Plenaria che ha stabilito la posizione del Parlamento per negoziare con i ministri dell’UE (Consiglio), i deputati hanno sostenuto i seguenti punti:
il periodo iniziale per i controlli alle frontiere dovrebbe essere limitato a due mesi, invece dell’attuale periodo di sei mesi, e i controlli alle frontiere non potranno essere prolungati oltre un anno, dimezzando l’attuale limite massimo di due anni.
I deputati hanno sottolineato che, poiché la libera circolazione delle persone è interessata dai controlli temporanei alle frontiere, questi dovrebbero essere utilizzati solo in circostanze eccezionali e come misura di ultima istanza.I Paesi dell’area Schengen dovranno fornire una valutazione dettagliata dei rischi se i controlli temporanei alle frontiere interne verranno prolungati oltre i due mesi iniziali. Qualsiasi successiva estensione dei controlli oltre i sei mesi dovrà soddisfare i seguenti requisiti:
· una dichiarazione di conformità ai requisiti giuridici della Commissione europea
· un’autorizzazione del Consiglio dei ministri dell’UE.
I deputati chiedono inoltre che il Parlamento sia maggiormente informato e coinvolto nel processo.

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Immigrati e controlli alle frontiere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

“Blocco navale al largo delle coste libiche ma anche rafforzamento dei controlli alla frontiera est dell’Italia, in particolare impedendo l’invasione di immigrati attraverso la porta di Trieste. Il Friuli Venezia Giulia da tempo sta sostenendo il peso di una doppia immigrazione, è necessario tenere alta la soglia di attenzione per evitare che la Regione continui a sopportare un’emergenza di tali dimensioni. Sugli immigrati l’attenzione deve rimanere alta non soltanto sul mare ma anche via terra. In soli 20 giorni, infatti, a Trieste sono stati sbloccati 200 profughi sia nei furgoni e sia nelle stradine secondarie a piedi. A tal proposito, come Fratelli d’Italia presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo chiarimenti e conoscere quali sono le politiche messe in campo sul fronte orientale per frenare gli arrivi. Tutto ciò, però, dimostra che Fratelli d’Italia aveva ragione nel denunciare che è in atto un’invasione della nostra Nazione e che è necessario continuare lungo la strada della fermezza e del rigore. Dopo i disastri della sinistra al governo l’Italia ha smesso con la politica delle porte aperte a tutti, ma bisogna continuare nel proteggere per mare e per terra i nostri confini”. ”. Lo dichiara il senatore Luca Ciriani, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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“Giornata della cultura senza frontiere”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Perugia Il rettore dell’Università per Stranieri, Giovanni Paciullo, aprendo la manifestazione che l’Ateneo di Palazzo Gallenga ha dedicato al ruolo unificante della cultura, dopo i recenti fatti che hanno colpito la comunità cinese, ha sottolineato come l’evento riproponesse “lo stile abituale di una università che afferma quotidianamente il ruolo aggregante della cultura, combinando lingue e storie diverse in una sintesi solidale”. “Alla città, alle sue istituzioni – ha detto Paciullo – offriamo l’opportunità di una riflessione condivisa sulle buone ragioni che devono prevalere in una comunità, l’attenzione paziente capace di contrastare fattori di disgregazione, degrado, conflittualità”. Paciullo ha, quindi, sollecitato a non sottovalutare le paure e a non farle prevalere, ma ad ascoltarle ed assumerle per dare risposte “custodendo – ha detto – la virtuosa correlazione tra qualità della vita e vita di qualità”. Sulla prospettiva di un compiuto recupero del ruolo storico di Perugia città internazionale e solidale ha rinnovato l’impegno dell’Ateneo di Palazzo Gallenga ad essere parte di “un’impresa quotidiana e creativa”.
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, il rettore Giovanni Paciullo, il prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro; l’assessore regionale Antonio Bartolini; il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno; il vicesindaco di Perugia Urbano Barelli; gli assessori comunali Maria Teresa Severini e Dramane Diego Wagué, e il presidente del tavolo delle associazioni del centro storico Gianfranco Faina.

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

I temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica.
La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso, è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione.
Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi.
E’ anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori, l’hanno compiuta sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti delle altre professioni cristiane, ma è ancora poco se vogliamo dare una nuova visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente.
Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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Shopping online senza frontiere

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

global shop solutionStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Gli acquirenti online avranno un maggiore accesso transfrontaliero a prodotti quali prenotazioni alberghiere, noleggio di auto o biglietti per concerti, in base alle nuove norme che vietano il geoblocking ingiustificato e che saranno votate in via definitiva martedì. In base alle nuove norme, i consumatori potranno scegliere da quale sito web desiderano acquistare beni o servizi senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea.Gli operatori commerciali dovranno trattare gli acquirenti online provenienti da un altro Paese dell’UE allo stesso modo dei clienti locali, ossia permettere loro l’accesso agli stessi prezzi o alle stesse condizioni di vendita, in particolare quando:
acquistano beni fisici (ad esempio elettrodomestici, elettronica, abbigliamento) che dovranno essere spediti o nel proprio Stato membro alle stesse condizioni di consegna offerte per gli acquirenti locali, o ritirati in un luogo concordato da entrambe le parti nel Paese dell’UE in cui il commerciante offre tale possibilità, ricevono servizi elettronici non protetti da copyright quali cloud, firewall, memorizzazione di dati, hosting di siti web, o acquistano un servizio fornito nei locali commerciali o in un luogo fisico in cui opera il commerciante, ad esempio soggiorni in hotel, eventi sportivi, noleggio auto, festival musicali o biglietti per i parcheggi.Esclusi per ora i contenuti protetti da copyright. I contenuti digitali protetti da copyright, come i libri elettronici, la musica o i giochi online, non saranno coperti per il momento dalle nuove norme. Tuttavia, i negoziatori del Parlamento europeo hanno inserito nella legge una “clausola di revisione”, che impone alla Commissione europea di valutare entro due anni se il divieto di geoblocking debba essere esteso a tali contenuti. Anche i servizi audiovisivi e di trasporto sono per il momento esclusi dal campo d’applicazione.Il regolamento sul geoblocking è stato approvato provvisoriamente dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio il 20 novembre 2017. Sarà applicabile in nove mesi a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

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Le nuove frontiere del nostro futuro prossimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ambienteOggi molti prodotti come le auto, il frigo ecc. sono stati concepiti per non durare più di tanto. Il loro rinnovo comporta alti consumi di energia per la fabbricazione e pesanti oneri a carico dell’ambiente con la dispersione dei rottami inquinanti o per il loro riciclaggio.
La svolta, anche in questo campo, è quella di avere manufatti di qualità con una vita media di gran lunga più lunga e costituiti da materiali puliti e riciclabili solo per i componenti nel senso che si può cambiare un pezzo ed il motore continuare a funzionare ancora per molto. Anche per i prodotti alimentari la linea di tendenza dovrebbe essere un’altra. Vanno in questo senso sollecitati incentivi per un ritorno all’agricoltura organica senza rischi chimici dato che è oramai scontato che i pesticidi ed i fertilizzanti non fanno altro che avvelenare la terra e con essa le falde idriche.
Anche questa volta dovremmo fermarci all’ora “X” e configurare una società che di colpo si priva delle sue fabbriche di armamenti, smantella l’industria chimica e riduce del 35% l’intera produzione industriale puntando a beni durevoli e di elevata qualità. La disoccupazione andrebbe alle stelle a meno che non si riduca a due o al massimo tre ore giornaliere l’attività lavorativa. Ma quest’ultimo aspetto potrebbe essere scongiurato, o per meglio dire limitato, e digerito senza traumi se riuscissimo a trovare dei lavori alternativi e nello stesso tempo a ridurre drasticamente la popolazione sulla terra.
Il primo punto potrebbe essere facile da adottare se pensiamo alle estese opere di riconversione industriale e di bonifica delle aree inquinate da porre mano in tutti i settori delle attività umane e negli ambienti in cui si vive, ma il secondo è terribilmente complicato.
Non si tratta solo di ragioni etico-religiose. Lo dimostra la frenesia di quanti si sotto¬pongono a pratiche, a volte rischiose per la propria incolumità fisica, per avere un figlio. Una maternità ed una paternità sovente sentita più come uno sfogo ai propri egoismi che dettata da altre motivazioni. Non si ama prolificando, ma rinunciando a mettere al mondo creature senza un avvenire o capaci solo di condurre una vita grama fatta di stenti e di rinunce. E l’emarginazione sociale è la prima droga assunta dai giovani che vivono questa esperienza e a poco servirà l’amore se lo trasformiamo in un surrogato e per giunta molto scadente rispetto all’originale.
E ci sembra che a questo proposito abbiamo speso non poche pagine del nostro lavoro per illustrare tutti questi aspetti deformanti del nostro modo di impostare i rapporti con i nostri simili ed i danni irreversibili che ricadono sull’ambiente. Le conseguenze gravi che derivano ci fanno, probabilmente, comprendere meglio del perché, ad esempio, nel 13° o 14° secolo si dovevano fare le “guerre sante” per uccidere i barbari ed i miscredenti anche se tali infedeli in realtà esprimevano la loro religiosità in nome di una fede altrettanto rispettabile rispetto a quella dei loro detrattori. E il XX secolo non è da meno se constatiamo i danni provocati dagli “integralismi” religiosi che si traducono facilmente in odi razziali e accesi e irragionevoli fanatismi. E se la terra si metteva a ruotare su se stessa diventava un altro delitto contro la lesa maestà di un creato modellato secondo tradizioni empiriche pianificate per diventare immutabili in ogni epoca e in ogni cultura.
ambienteOggi ci troviamo a che fare con l’ingegneria genetica, il culto di una natività pianificata e perfetta dove non è permesso l’accesso all’handicappato o al ritardato mentale. Dovremmo anche in questo caso prendere per buoni gli aspetti esaltanti di queste scelte tecnologiche nell’impianto dei soggetti umani e non intravederne solo e comunque i pericoli e le insidie. Essi, ovvia¬mente, non mancano, ma non è certo in una acritica ripulsa che si fa cultura e si scelgono le strade del nostro divenire.
A questo riguardo ci sembra opportuno richiamare l’attenzione del lettore sulle iniziative condotte dalla Fondazione Lanza di Padova indirizzate alla ricerca di un confronto interdisciplinare sui principi conduttori che regolano i rapporti interumani dagli antichi paradigmi filosofici, e la loro costellazione classica, a quelli odierni con l’avvento della tecnologia e le sue applicazioni ai confini della vita e della morte. Si tratta anzitutto di processi dinamici, se stiamo alle parole del prof. Corrado Viafora coordinatore del progetto Etico della Fondazione, dove i confini consueti della nascita e della morte subiscono una diluizione, se non una indeterminazione.
Sembra proprio che quanto più la medicalizzazione si impossessa dei limiti dell’esistenza, tanto più quei limiti tendono a divenire incerti. Non ultimo è il paradosso di un “progresso scientifico – osserva Giancarlo Zizola – che rischia nella secolarizzazione estrema del nascere e del morire, di smarrire il significato onto¬logico, ma anche l’anagrafe obiettiva.”
Dobbiamo arguire che la qualità della persona può essere riconosciuta solo per l’autocoscienza di cui è dotata, per la razionalità e per un minimo senso di moralità, insomma per l’autonomia. E poiché non tutti gli esseri umani sono autocoscienti, razionali e capaci di concepire la possibilità di biasimare e di lodare, la conclusione è che i feti, i neonati, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane.
Il rischio che ne deriva l’ha tracciato il teologo Francesco Compagnoni osservando che in questa misura noi costruiamo un modello di società “dominata solo dai più forti, scaltri, intelligenti, astuti, magari coalizzati in una specie di mafia eugenetica. E’ gente che accetta un neonato e scarica il nonno in una casa di cura per lungo degenti dichiarandolo non più persona”. Ma è anche un presente e un futuro che si abbevera nel passato sia pure riscrivendolo secondo i canoni delle nostre convenienze. Non ci hanno insegnato, ad esempio, gli spartani che i figli generati male andassero gettati in un dirupo dal sommo di una montagna? Ed ancora che il ramo cadetto, di una numerosa famiglia nobile, venisse sterilizzato attraverso una obbligata vocazione religiosa? Due facce, una ambientecrudele e l’altra ipocrita, per assicurare un avvenire a danno degli altri. E la logica dei trapianti, se esasperata, ci porta ad analoghe, sconsiderate prestazioni, dove si mutilano e si uccido¬no “ragazzi di strada” ritenuti dalla società ingombranti e fonte di turbativa dell’ordine pubblico, per assicurare qualche anno di vita in più al bene¬stante. Anche in questo caso ci troviamo davanti a delle scelte fondamentali proprio perché la tecnologia ha permes¬so miracoli di questo genere.
Si possono, infatti, sostituire integralmente le funzioni cardiorespiratorie, quelle omeostatiche del tronco encefalico e molte altre ancora assicurando il funzionamento dell’organismo come un tutto, anche dopo la distruzione dell’en¬cefalo.
Nonostante ciò la morte della persona non verrà mai impedita, essa resta solo una questione di….. tempo! La bioetica vorrebbe a questo punto stemperare le azioni dell’uomo davanti a situazioni contingenti anticipandole il più possibile per cercare di prevederle e scongiurarle.
Il progresso, dunque, tende a queste finalità. Nello stesso tempo siamo indotti a porci problemi in modo diverso rispetto alla tradizione.

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Migranti: Se siamo soli provvediamo da noi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

marco minnitiOra basta. Sulla questione migranti, oggi muore definitivamente l’Europa: Francia e Spagna minacciano di chiudere i porti, l’Austria di schierare l’esercito al Brennero. Si alzano le frontiere e l’Europa “premio Nobel per la pace” rivela il suo vero volto: nel momento del bisogno, ognuno per sé.Siamo soli con milioni di persone che premono ai confini sud, siamo soli a mantenere centinaia di migliaia di persone senza documenti, senza meta e senza lavoro, sul nostro territorio e coi nostri soldi. Oltre 85 mila in soli 6 mesi.
Scopriamo oggi che il confine europeo, che ieri Minniti proclamava come “a sud della Libia”, in realtà si trova saldamente a nord delle Alpi. Renzi, Monti e Gentiloni sono riusciti a farci sbattere fuori dall’Europa, ma in compenso ci mantengono saldamente dentro l’Euro… Eppure i francesi hanno votato Macron, gli austriaci hanno votato il verde Van Der Bellen: o forse anche i meno sospettati di “populismo”, quando si tratta dell’interesse nazionale, poi non guardano in faccia nessuno? Probabile. Il nostro governo, invece, gli unici che non guarda in faccia sono proprio i cittadini italiani. Non a caso oggi la Farnesina mette su il teatrino del richiamo dell’ambasciatore austriaco. Domani chiameranno quelli di Francia e Spagna? E poi, dopo che ci avranno tutti riso in faccia, a chi si rivolgeranno?
Intanto, ONG e navi militari da tutta Europa continuano a trasportare migranti nei nostri porti. Che continuano a restare aperti, anche alle ONG con bandiere di fantasia che fanno servizio taxi dalla Libia.Questa emergenza l’avevo denunciata mesi fa e sono stato offeso con accuse di insensibilità e razzismo, dispensate da qualche pseudo-buonista qua e là. Oggi non chiedo le scuse, ma pretendo i fatti:
– va subito rivisto il regolamento di Dublino III, ridistribuendo i migranti per quote negli altri Paesi e sanzionando gli Stati membri che se ne lavano le mani;
– i porti italiani vanno chiusi alle navi delle ONG che non esibiscono bilanci in trasparenza e che quindi non permettono di conoscere i loro finanziatori;
– va inoltre subito inibito l’approdo nei nostri porti a tutte quelle imbarcazioni straniere, impegnate in queste operazioni, che non accetteranno la presenza della Polizia Giudiziaria a bordo, come proposto da una nostra proposta di legge a firma Bonafede.Se siamo soli, ebbene allora lo siamo fino in fondo. E provvediamo da noi! (Luigi di Maio dal blog di Grillo)

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Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

Jean-Claude JunckerIn un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.
La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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Fermare i combattenti stranieri alle frontiere dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

senza frontiereGrazie al regolamento approvato giovedì, tutti i cittadini dell’UE e di Paesi terzi che entrano o escono dall’UE saranno sistematicamente controllati tramite la consultazione di banche dati, ad esempio quella sui documenti persi oppure rubati. Le nuove norme sono state già state informalmente concordate dai negoziatori del Parlamento e dal Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2016.La relatrice Monica Macovei (ECR, RO) ha detto: “Proteggere le nostre frontiere esterne significa costruire una forte scudo contro il terrorismo in Europa e preservare il diritto alla vita, che è il corollario di tutti i diritti. Ogni vita che salviamo, scoprendo un potenziale combattente straniero vale lo sforzo, e i controlli sistematici tramite banche dati sono un passaggio obbligatorio per questa protezione minima che abbiamo il dovere di garantire ai nostri cittadini”.
Il nuovo regolamento, che modifica il Codice frontiere Schengen (SBC), è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015 e impone agli Stati membri di effettuare controlli sistematici su tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell’Unione europea tramite la consultazione di banche dati di documenti rubati o smarriti, del Sistema di informazione Schengen (SIS) e di altre banche dati europee. I controlli saranno obbligatori a tutte le frontiere sterne dell’UE, aeree, marittime e terrestri, sia in entrata sia in uscita.
Questa legislazione è una delle risposte alle minacce terroristiche in Europa, come i recenti attacchi a Bruxelles, Parigi e Berlino, per far fronte al fenomeno dei “combattenti stranieri “, ad esempio i cittadini dell’Unione europea che aderiscono a gruppi terroristici nelle zone di conflitto, come Daesh in Siria e in Iraq.
Tuttavia, se tali controlli sistematici dovessero rallentare in maniera eccessiva il traffico frontaliero via terra o via mare, i Paesi dell’UE possono decidere di effettuare solo controlli “mirati”, a condizione che una valutazione del rischio abbia dimostrato che ciò non comporterebbe minacce per la sicurezza interna o per la pubblica politica.Le persone che non sono sottoposte a un controllo “mirato” dovrebbero almeno essere sottoposte a un controllo ordinario per accertare che il loro documento di viaggio sia valido e per stabilirne l’identità.
Alle frontiere aeree, gli Stati membri possono utilizzare i controlli mirati per un periodo transitorio di sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento. Questo periodo può essere prolungato per un massimo di 18 mesi in casi eccezionali, ad esempio qualora gli aeroporti non fossero dotati di strutture per effettuare controlli sistematici tramite banche di dati e avessero bisogno di più tempo per adattarsi.
Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Le norme saranno quindi immediatamente esecutive e, nella maggior parte degli Stati membri, contemporaneamente. Danimarca, Regno Unito e l’Irlanda hanno scelto di non essere escluse dalle nuove regole.

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Controlli obbligatori alle frontiere esterne dell’UE: votazione finale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

europa-comunitariaIl progetto di regolamento che sarà votato giovedì prevede che tutti i cittadini comunitari e di Paesi terzi che entrano o escono dall’UE debbano essere controllati con l’ausilio di database, ad esempio quelli relativi ai documenti smarriti o rubati.Tale regolamento, già informalmente concordato con il Consiglio, chiederebbe inoltre agli Stati membri di controllare che i viaggiatori non rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna. La proposta di regolamento, che modifica il Codice frontiere Schengen (SBC), è stato presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2015. Si tratta di una delle risposte dell’UE alle minacce terroristiche in Europa e, in particolare, al fenomeno dei “combattenti stranieri” che cercano di unirsi a gruppi terroristici quali Daesh in Siria e in Iraq.

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Le nuove frontiere della ricerca sulla Epilessia Ipermotoria del Sonno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

epilessiaUn poker di pubblicazioni scientifiche messo a segno nel corso dell’anno dall’ISNB sposta in avanti le frontiere della ricerca su una patologia rara, a tutt’oggi a bassa probabilità di guarigione. Si tratta dell’Epilessia Ipermotoria del Sonno (in precedenza chiamata Epilessia Frontale Notturna), caratterizzata da crisi epilettiche che si manifestano esclusivamente nel sonno, con movimenti bizzarri e violenti degli arti che compaiono anche più volte nel corso della stessa notte e, spesso, per molti anni prima che si arrivi alla diagnosi corretta, che colpisce 2 adulti ogni 100 mila e dalla quale guarisce, dopo 20 anni, solo 1 persona su 4.
I ricercatori dell’ISNB, con un team guidato da Paolo Tinuper che comprende Francesca Bisulli, Laura Licchetta, Barbara Mostacci, Federica Provini e Luca Vignatelli, hanno pubblicato a partire dallo scorso mese di aprile 4 importanti lavori scientifici su 3 prestigiose riviste internazionali di neurologia, Neurology, Sleep e Sleep Medicine, che definiscono i criteri per la diagnosi dell’Epilessia Ipermotoria del Sonno e chiariscono, per la prima volta, la frequenza e la prognosi di questa sindrome.
Anticipare la diagnosi e indirizzare tempestivamente le cure per migliorare la prognosi dei pazienti sono, in sintesi, gli obiettivi del team di ricerca dell’ISNB, al lavoro da 3 anni sull’Epilessia Ipermotoria del Sonno. “Questi lavori, frutto di un progetto condotto negli ultimi 3 anni, definiscono la gravità di questa condizione e le difficoltà di presa in cura dei pazienti.” Così Paolo Tinuper, coordinatore delle ricerche. “Dimostrano, inoltre, che la diagnosi è spesso difficile e ritardata – ha proseguito Tinuper – e causa di un percorso assistenziale faticoso per le persone affette e per i loro familiari, rendendo maggiormente difficile il controllo delle crisi epilettiche. L’importanza di queste informazioni è cruciale per indirizzare la futura pratica clinica e migliorare la prognosi dei pazienti. E’ noto, infatti, che le persone con patologie rare possano subire diseguaglianze e ritardi nell’accesso alle cure e pertanto peggiorare ulteriormente la loro condizione e qualità della vita”.
In particolare, sono stati pubblicati il risultato dei lavori di una Consensus Conference promossa dall’ISNB a Bologna nel 2014, e tre articoli che definiscono la prevalenza della malattia nella popolazione adulta, dimostrandone la rarità, e descrivono la prognosi dei pazienti sia per quanto riguarda l’andamento delle crisi epilettiche che il rischio di morte improvvisa in epilessia.
I risultati degli studi sono stati presentati al congresso Europeo della International League against Epilepsy, tenutosi a Praga lo scorso settembre e, successivamente, all’annuale congresso della Società Italiana di Neurologia, tenutosi a Venezia in ottobre.

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Garantire frontiere esterne sicure per salvare la libera circolazione di Schengen

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2016

La reintroduzione dei controlli alle frontiere interne alla zona schengen ha messo a rischio uno dei più grandi e tangibili risultati del progetto europeo, ha affermato la maggior parte dei deputati durante il dibattito con Commissione e Consiglio di mercoledì. Gli europarlamentari hanno detto che per ripristinare il normale funzionamento della zona di libera circolazione, le frontiere esterne dell’UE devono essere adeguatamente protette.Molti deputati hanno sottolineato i costi che i controlli alle frontiere interne impongono in particolare ai settori dei trasporti e del turismo. Altri hanno messo in dubbio la necessità e la proporzionalità dei controlli attuali e chiesto che siano eliminati al più presto.Il Commissario Dimitris Avramopoulos ha affermato che i controlli alle frontiere interne sono “eccezionali e temporanei” e ha assicurato i deputati che lo scopo è di eliminarli entro la fine dell’anno, al più tardi.

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Dibattito sui rifugiati, controlli alle frontiere e futuro di Schengen

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

schengenStrasburgo 2 febbraio 2016. I deputati discuteranno martedì pomeriggio, con il primo Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, la crisi dei rifugiati e i controlli alle frontiere, sia esterne sia interne dell’area Schengen. Il 27 gennaio la Commissione europea ha ammonito che, per un periodo fino a due anni, potrebbero essere reintrodotti controlli sistematici sull’identità se la Grecia non risolverà alcune “gravi mancanze” nella gestione delle proprie frontiere esterne.Il Codice frontiere Schengen, che regola il funzionamento dell’area di libera circolazione, richiede che la Commissione e gli Stati membri coinvolti informino, il prima possibile, il Parlamento europeo e il Consiglio di qualsiasi motivo che potrebbe portare alla reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere. I deputati discuteranno anche il rispetto del principio internazionale di non respingimento.In totale, sono 26 i paesi che fanno parte dell’area Schengen, 22 Stati membri dell’UE e 4 Stati non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L’Irlanda e il Regno Unito hanno scelto di non far parte dell’accordo, mentre Bulgaria, Croazia, Cipro e Romania sono candidati all”adesione.
In seguito dell’aumento dei flussi migratori e dei rifugiati, diversi paesi hanno temporaneamente ristabilito controlli alle frontiere nei mesi scorsi. Attualmente i controlli vengo effettuati in Austria, Francia, Danimarca, Germania, Norvegia e Svezia.
In base al codice frontiere Schengen, i controlli alle frontiere potrebbero essere reinseriti per un periodo di 10 giorni per motivi di “ordine pubblico e sicurezza nazionale”. Questi controlli potrebbero essere mantenuti e rinnovati per un totale di due mesi. Nel caso ci fosse un’evidente minaccia per la sicurezza interna, i controlli potrebbero essere mantenuti per un periodo di 30 giorni sino ad un massimo di 6 mesi. In “circostanze eccezionali” potrebbero essere prolungati per due anni.

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Nuove frontiere per i superfluidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2015

strinatiCamerino. Ancora un importante riconoscimento internazionale per la ricerca di eccellenza di Unicam. E’ appena stato pubblicato sulla prestigiosa rivista inglese “Nature Physics” l’articolo dal titolo “Vortex arrays in neutral trapped Fermi gases through the BCS-BEC crossover”, di cui sono autori i professori Stefano Simonucci, Pierbiagio Pieri e Giancarlo Calvanese Strinati, docenti della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino.Oggetto del recente lavoro di ricerca dei tre fisici di Unicam, i cui risultati sono contenuti nell’articolo, è la simulazione numerica di un gas di atomi “ultrafreddi”, ovvero raffreddati a temperature che distano meno di un milionesimo di grado dallo zero assoluto.
A queste temperature il gas diventa superfluido, con proprietà inusuali interamente governate dalle leggi della fisica quantistica. Ad esempio, nel superfluido posto in rotazione il moto vorticoso si organizza spontaneamente in reticoli regolari di vortici, che è l’oggetto specifico dello studio dei tre fisici di Unicam. Applicando un’equazione sviluppata recentemente all’interno dello stesso gruppo di ricerca, i tre fisici di Unicam sono stati in grado di descrivere e interpretare teoricamente i risultati di due esperimenti chiave realizzati negli ultimi anni, rispettivamente nei laboratori del MIT di Boston e dell’Università di Innsbruck.
“I gas di atomi superfluidi – ha dichiarato il prof. Strinati – hanno molte proprietà analoghe ai materiali superconduttori, che sono sistemi dalle innumerevoli applicazioni (dal trasporto dell’energia alla sensoristica e diagnostica medica, al computer quantistico) e questa è una delle ragioni principali per il loro interesse”. Questo lavoro conferma ancora una volta l’eccellenza della ricerca in Fisica a Unicam, il cui corso di laurea in Fisica a partire da quest’anno offrirà accanto al curriculum tradizionale anche un nuovo curriculum in “Innovazione Tecnologica”, più orientato verso le molteplici applicazioni della Fisica allo sviluppo tecnologico ed al mondo produttivo. (foto: strinati)

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“Informatica giuridica e diritto dell’informatica: Esperienze nazionali ed europee”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

comoComo venerdì 3 ottobre a partire dalle 9.30 presso l’Aula Magna dell’Università in Via Sant’Abbondio a Como si terrà la giornata di studi “Informatica giuridica e diritto dell’informatica. Esperienze nazionali ed europee”,.La crescita esponenziale dell’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore pubblico e privato impone una riflessione, in tema di diritto dell’informatica, sull’adeguatezza dell’attuale contesto legislativo sia a livello nazionale che europeo. Proprio per questo il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como, in collaborazione conl’Associazione Nazionale Docenti Informatica Giuridica e Diritto dell’Informatica (ANDIG).
A livello Europeo, la Corte di Giustizia ha già fornito indirizzi interpretativi su e-commerce, privacy e copyright. A livello nazionale, invece, l’avvio ufficiale del processo civile telematico e il regolamento AGCOM a tutela del diritto d’autore sono i due più rilevanti interventi in materia.
La giornata di studi prenderà quindi in esame i due differenti approcci, quello italiano e quello europeo, con l’obiettivo di fornire un’analisi comparatistica della materia e dare soluzioni pratiche su temi rilevanti come il processo civile telematico, la fatturazione elettronica e il diritto all’oblio.
La sessione mattutina, dedicata all’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, sarà introdotta da Daniela Intravaia, ora responsabile per l’informatizzazione della Giustizia, ma in passato docente di Informatica giuridica presso l’Ateneo insubre: si parlerà delle principali novità in tema di digitalizzazione nel settore pubblico e, in particolare, nelle università e nel processo civile.
Nel pomeriggio, invece, il professor Donato Antonio Limone, presidente dell’ANDIG e professore ordinario di informatica giuridica all’Università Telematica UNITELMA Sapienza, condurrà una sessione dedicataall’analisi dei casi più rilevanti che in materia sono stati decisi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Durante la giornata, dopo i saluti del Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, e di Laura Castelvetri, direttore del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, si svolgeranno gli interventi diGianni Penzo Doria, direttore generale dell’Università degli Studi dell’Insubria e, tra l’altro, esperto di diplomatica del documento digitale eresponsabile scientifico del progetto “UniDOC”; Filippo Pappalardo, referente del Processo Telematico di Milano – Unione Lombarda Ordini Forensi; Andrea Orlandoni, referente del Processo Telematico di Como – Unione Lombarda Ordini Forensi; Francesca Ferrari, ricercatrice di diritto processuale civile all’Università degli Studi dell’Insubria; Andrea Rossetti, professore associato di Filosofia del Diritto all’Università̀ degli Studi Milano Bicocca; Marco Silvi, docente di Informatica per la PA all’Università degli Studi Milano Bicocca; Marina Pietrangelo, ricercatrice dell’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica di Firenze; Giovani Sartor, professore di filosofia del diritto all’Università degli Studi di Bologna,Giuseppe Vaciago, professore di informatica giuridica all’Università degli Studi dell’Insubria; Chiara Alvisi, professore di diritto privato presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Bologna e Alessandro Mantelero, professore di diritto privato al Politecnico di Torino.

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