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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘Fukushima’

Capire Fukushima: La lotta del Giappone, il nucleare oltre gli stereotipi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Di Piergiorgio Pescali Casa editrice: Lekton, Catania Pagine: 337 Prezzo: 20 euro Il titolo di questo volume, Capire Fukushima indica già di per sé l’intento che la sua lettura si prefigge di ottenere. Comprendere come si è arrivati all’incidente della centrale giapponese impone innanzitutto uno studio a monte che deve includere i principi della fissione nucleare e, come ulteriore approfondimento culturale, la storia che ha portato gli scienziati a comprendere in funzionamento del nucleo atomico e delle radiazioni. Le conseguenze dell’incidente nucleare giapponese non sono solo materiali, ma anche morali, psicologiche; soprattutto le ultime due avranno sempre più peso via via che il tempo cancellerà le impronte lasciate dal terribile Grande terremoto del Giappone orientale e dello tsunami dell’11 marzo 2011. Le crepepsichiche e mentali si ripercuoteranno nella vita quotidiana per generazioni a venire, anche quando Fukushima sarà per molti solo storia. Per capire quello che è accaduto e continua ad accadere a Fukushima, il libro è diviso in due parti: una parte tratta il percorso storico che ha portato alla scoperta dei vari costituenti del nucleo e delle radiazioni e la teoria della fissione nucleare e delle radiazioni. La seconda parte entra nel vivo delle vicende che hanno segnato l’incidente: le concitate fasi in cui gli impianti di raffreddamento dei reattori si sono bloccati, i tentativi, purtroppo infruttuosi, degli operatori per evitare la fusione del nocciolo. I successivi capitoli sono il risultato di visite e indagini sul campo condotte anche personalmente dall’autore che individua i principali punti di contrasto tra i cittadini non solo con le autorità, colpevoli di aver nascosto i rischi effettivi dell’emergenza, ma anche con quelle associazioni che, senza alcuna evidenza scientifica, da una parte ingigantivano i problemi e i rischi radiologici (e non solo) mettendo a rischio le attività di intere famiglie in campo agricolo e ittico. La verità, oltre a non stare nel mezzo, non esiste. Fukushima ha mostrato tutta la limitatezza dell’uomo: l’incapacità di fronteggiare eventi eccezionali (che sono forse eccezionali in termini generazionali, ma non certo se considerati nell’arco di tempi geologici), di analizzare con obiettività scientifica qualunque tipo di situazione, la manipolazione, intenzionale o no, dei drammi collettivi e personali per promuovere idee preconcette. In questo campo, in particolare nel settore della comunicazione umana, Fukushima, come Chernobyl, come Bhopal, come migliaia di altri disastri non annunciati, ma prevedibili hanno invece permesso di sollevare problematiche tecniche e scientifiche prima forse troppo trascurate o addirittura ignorate. Questa è l’eredità che dobbiamo essere in grado di cogliere per garantire alle generazioni future un mondo più vivibile e meglio gestito. Piergiorgio Pescali è un ricercatore scientifico e giornalista e collabora con radio, riviste, quotidiani e network radiotelevisivi in Europa ed in Asia. Sud Est Asiatico, Corea del Nord e Giappone sono le zone geografiche che frequenta con più assiduità, anche se non disdegna il Medio Oriente e il Sudtirolo.

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Fukushima: un reportage di Piergiorgio Pescali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Oggi, con un pezzo pubblicato su Avvenire e un fotoreportage sul numero di questo mese del mensile Missioni Piergiorgio Pescali inizia una serie di articoli dedicati all’incidente di Fukushima e alle sue conseguenze. L’11 marzo 2011 la costa orientale della nazione fu sconvolta da un terremoto a cui seguì uno tsunami con onde alte fino a 15 metri.Circa 20.000 persone morirono a causa principalmente della marea che penetrò nell’entroterra per decine di chilometri. I danni furono enormi, stimati l’equivalente di centinaia di miliardi di euro.Due centrali nucleari, quella di Fukushima Daini e Fukushima Daiichi (Fukushima 2 e Fukushima 1) furono inondate. A Fukushima Daini entrarono in funzione i generatori di emergenza, ma a Fukushima Daiichi l’acqua inondò le sale dove questi erano stati installati impedendo il ripristino dell’acqua di raffreddamento dei tre reattori allora in funzione che subirono una fusione.Una successiva serie di esplosioni di idrogeno formatosi per la reazione tra l’acqua e lo zirconio di cui erano rivestite le barre di combustibile, scoperchiò i contenitori secondari di alcune unità liberando radioisotopi che vennero sparsi dai venti sull’oceano sui villaggi limitrofi la centrale.
A breve uscirà il libro di Piergiorgio Pescali che cercherà di spiegare non solo cosa sia avvenuto quel terribile 11 marzo 2011, ma percorrerà la storia della fissione nucleare attraverso le scoperte di scienziati tentando di spiegare, oltre al modo in cui il nucleo atomico si fissiona, cosa è la radioattività.

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Neurochirurgia: collaborazione tra il San Filippo Neri di Roma e il grande Fukushima

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2015

Takanori FukushimaSono pronti e in uso all’ospedale San Filippo Neri di Roma i primi due dispositivi da sala operatoria di neurochirurgia. Si tratta di dispositivi “single use”, vale a dire uncini – divaricatori usa e getta e canne di aspirazione con tubo flessibile, anche esse usa e getta. Idee semplici quanto efficaci. In linea con la ricerca e l’esperienza di chi nel mondo rappresenta la punta avanzata delle tecniche meno invasive: Takanori Fukushima. L’utilizzo dei due dispositivi è solo l’inizio di un programma più ampio e ambizioso, nato dalla collaborazione tra Fukushima e Luciano Mastronardi, primario della neurochirurgia del San Filippo Neri, centro che si conferma d’eccellenza per gli interventi su patologie cerebrali e vertebrali complesse.
Fukushima è riconosciuto come uno dei migliori neurochirurghi al mondo, per numero di casi trattati e percentuale di successo. Le sue specializzazioni riguardano tumori alla base del cranio, aneurismi, spasmi emifacciali, nevralgia trigeminale e malformazioni arteriovenose del cervello, oltre ai disturbi dell’ipofisi. Professore al Duke University Medical Center e al West Virginia University Medical Center, in Europa è stato nominato professore onorario all’istituto Karolinska di Stoccolma, all’università di Francoforte e all’università di Marsiglia. Mastronardi, che ne è stato allievo, è oggi nel consiglio di amministrazione della sua Inerf (International Neurosurgical Education and Research Foundation).Questa fondazione, in accordo con la gemellata Pensa (Progetto Evoluzione della Neurochirugia del San Filippo Neri) diretta da Mastronardi, è impegnata nella divulgazione della tecnica microchirurgica di Fukushima, detta “key-hole”, tramite stage, pubblicazioni, meeting, corsi. E anche nella creazioni di nuovi dispositivi e strumenti chirurgici per queste sofisticate procedure, come i due in funzione all’ospedale romano. C’è peraltro un notevole interesse di molti ospedali italiani per il programma cui appartengono questi primi dispositivi disegnati da Fukushima e Mastronardi.

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Le césium amer de Fukushima

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2011

Cesium in incinerator dust across east Japan #9217

Image by Nemo's great uncle via Flickr

Le est un génotoxique avéré et un poison radioactif mortel d’origine artificielle. C’est l’une des parts maudites de l’industrie atomique et c’est l’une de celles qui aujourd’hui ou demain nous emportera. Fragment d’un atome d’uranium éclaté, le Cs137 est un produit de fission du cycle atomique qui compte pour environ 3,6% de la masse de matière fissionnée d’un combustible nucléaire. Par exemple dans un carburant consommé à 35 GwJ/t on en trouve au déchargement environ 1210 grammes par tonne (environ 105210 Ci/t). Il est si dangereux que l’AIEA dans ses tables publiques signale en catimini dans son argot abscons qu’une déposition de 175 milligrammes pulvérisés par km2 (15 Ci par km2 donc 555000 Bq/m2) est une calamité sans remède qui oblige au relogement immédiat des habitants, à l’abandon sans appel de tous les biens matériels, des terres et des cultures; à l’abattage systématique des animaux domestiques et sauvages qui quittent la zone maudite. Vecteurs de contamination radioactive ces bêtes nous deviennent ennemies car leurs poils, leurs plumes et leurs pattes accumulent des poussières radioactives hautement nuisibles à l’homme. Ce Cs137 a une longue période atomique de 30,07 ans durant laquelle il décroit en mode bêta négatif avec une constante de désintégration s-1 de 7,30946E-10. Son activité spécifique s’élève à 3,2130E12 Bq/gr -86,84 Ci/gr.- Son facteur de dose officiel par ingestion étant de 1,30E-8 Sv/Bq, une dose létale par ingestion de 5 Sievert vaut approximativement, selon l’ICRP, 850 millions de Becquerel (5/1,3E-8 = 3,8462E8) et pèse 119,705 microgrammes. (3,8462E8 Bq/3,2130E12 Bq/gr = 0,000119705 gr). 1 gramme de Cs137 contient alors un potentiel officiel de 8353 doses létales par ingestion (1/0,000119705 gr = 8353,89). Selon l’IRSN Fukushima en a libéré en mer 2,70E16 Bq à savoir 8,4 kg. C’est là certes 28 fois plus que ce que les autorités nippones avancent mais c’est toutefois un chiffre également loin du véritable compte. A notre sens pas moins de 350 kg de césium, un fallout atomique militaire mondial, ont fui Fukushima notamment lors des explosions. Il incombe néanmoins de souligner que l’estimation de l’IRSN équivaut tout de même à plus de 70 millions de doses létales potentielles par ingestion. Cette émisssion est en outre théoriquement capable dans une retombée parfaite de produire 48000 km2 de fonds de mer interdits aux espèces (8400 gr/0,175 gr/km2 = 48000 km2). Ce sont des remarquables potentialités qu’il faut savoir élever à leur juste horreur.De Tokyo à Los Angeles les particules radioactives de Fukushima polluent ainsi désormais les eaux du Pacifique. Plusieurs milliards de Sievert éparpillés en plusieurs milliards de milliards de particules nourrissent maintenant poissons et planctons. Les jardins de la mer produisent des aliments toxiques. Des hommes mourront de s’en nourrir. La population marine connaitra sa seconde grande extinction « anthropique » après celle des essais atomiques (voir Sternglass). Les cimetières marins enfleront à nouveau inexorablement. La pire calamité atomique qui puisse être consume l’humanité en silence.(from Paolo Scampa http://www.aipri.blogspot.com)

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Cassazione: validità del referendum

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

La legge truffa approvata dal Parlamento contro la celebrazione del referendum sul nucleare non ha funzionato. La Consulta restituisce ai cittadini il diritto di decidere sul nucleare e del proprio futuro. L’Ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare.
Il Governo parla di nucleare sicuro ma non dice che un bimbo che abita a 5 chilometri da una centrale rischia 2,2 volte di più di ammalarsi di leucemia. Il Presidente delle Regione Piemonte Cota e l’assessore Giordano hanno dichiarato di non essere contrari all’insediamento di una centrale nucleare nella nostra Regione. Sostengono che non possiamo fare a meno nel nucleare ma è un energia in declino da anni, nel 1999 rappresentava il 17% della produzione elettrica mondiale oggi meno del 13%. In Italia, in 3 anni, i nuovi impianti eolici, quelli fotovoltaici e il risparmio energetico hanno dato elettricità come 3 centrali. Vogliono farci credere che il nucleare è conveniente ma nel 2020, quando sarà forse pronto il primo impianto italiano, costerà il 75% in più del gas e il 27% in più dell’eolico. In Germania gli occupati nel nucleare sono 30mila quelli nelle rinnovabili 340mila. Dicevano che Chernobyl non si sarebbe ripetuto invece a Fukushima, come 25 anni fa, è la reazione nucleare stessa ad essere incontrollabile. Le centrali Giapponesi erano considerate le più sicure del mondo e anche i nuovi impianti francesi non risolvono i problemi di sicurezza. In questi ultimi giorni è necessario moltiplicare gli sforzi per fare in modo che i cittadini siano informati circa i contenuti dei referendum e partecipino alla consultazione per fare in modo che sia superato il quorum. A quel punto non ci saranno dubbi sul fatto che gli italiani impediranno il piano del Governo di riattivare o aprire nuove centrali nucleari spente oltre 20 anni fa.
Il Partito Democratico del Piemonte è impegnato con i propri dirigenti e amministratori a sostegno del SI’ attraverso le tantissime tavole rotonde organizzate dai circoli del partito in tutta la regione. (Gianfranco Morgando Segretario Regionale PD Piemonte)

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Fukushima: fermare raccolta alghe radioattive

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Tokyo A seguito dei risultati delle analisi condotte nei giorni scorsi dalla Rainbow Warrior e da un team terrestre, Greenpeace rivela che i campioni di alghe prelevati nell’area di Fukushima sono altamente contaminati e chiede al Governo giapponese di non consentirne la raccolta e di avviare un’indagine approfondita sui rischi a cui vengono esposti i cittadini. I risultati preliminari delle analisi effettuate da Greenpeace impongono che il governo proceda con un campionamento più approfondito prima di consentire la tradizionale raccolta delle alghe lungo la costa della Prefettura di Fukushima e nelle aree limitrofe. Dal 20 maggio infatti le comunità di pescatori della costa di Ibaraki inizieranno la raccolta delle alghe, cibo molto consumato dalla popolazione locale. Complessivamente, sono stati prelevati 22 campioni di alghe raccolte a nord e a sud della centrale di Fukushima Daiichi e fino a 65 km al largo della costa. I livelli di contaminazione registrati da Greenpeace raggiungono valori di oltre 10.000 Bequerel per chilogrammo (Bq/kg), oltre cinque volte i limiti ufficiali di sicurezza.
Greenpeace sta conducendo ulteriori analisi su campioni di pesci, acqua marina e alghe raccolti a oltre 12 miglia dalla costa dalla Rainbow Warrior. Altri campioni di pesci, molluschi e alghe sono stati raccolti lungo la costa della Prefettura di Fukushima. I risultati di queste analisi, che saranno verificati da laboratori indipendenti, dovrebbero essere diffusi il prossimo 20 maggio.

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Greenpeace è a Fukushima

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Nel villaggio di Iitate, a 40 km a Nord-Ovest della centrale – e a 20 km oltre la zona ufficiale di evacuazione – abbiamo trovato livelli di contaminazione tali da richiedere l’immediata evacuazione della popolazione, soprattutto donne incinte e bambini. La Tepco, la societa’ che gestisce l’impianto, ha ammesso che tracce di Plutonio, un elemento altamente radioattivo e tossico, sono state rilevate in cinque punti nei pressi della centrale di Fukushima. Le autorità giapponesi cercano di minimizzare il problema; ma intanto hanno vietato la pesca in quell’area. La IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha sostanzialmente confermato i risultati della squadra di radioprotezione di Greenpeace: la contaminazione è estesa a un raggio largamente maggiore dei 30 km dalla centrale indicati dal governo giapponese. I controlli sui prodotti alimentari mostrano le prime tracce di  contaminazione nella carne. E’ stato individuato un primo campione con valori di Cesio-137 eccedenti la norma, proveniente dalla Prefettura di Fukushima. La contaminazione da Cesio-137 decade molto lentamente: ci vorranno 3 secoli per annullarne gli effetti.

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Fukushima: monitoraggio su latte e verdure

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Il gruppo di esperti in contaminazione radioattiva di Greenpeace, ritornato a Tokyo dopo una prima missione di ricerca a Fukushima, ha annunciato l’intenzione di aumentare le attività di monitoraggio nella regione e ha chiesto al governo giapponese di mettere in sicurezza la popolazione locale, ampliando la zona ufficiale di evacuazione. Il team di monitoraggio ha riscontrato livelli tali di radiazione da richiedere l’evacuazione di diverse località, compresa la cittadina di Iitate, 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima/Daiichi e 20 chilometri oltre la zona di evacuazione ufficiale. “Mentre le nostre prime misurazioni confermano i dati delle autorità giapponesi, le stesse autorità non riescono a proteggere adeguatamente la popolazione e non forniscono sufficienti informazioni”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa a Tokyo, Jan van de Putte, esperto in sicurezza da radiazioni, “È nostro obbligo morale comunicare adesso i nostri risultati. La maggior parte delle persone vive ancora in aree contaminate come Iitate, dove bastano pochi giorni per essere esposti alla dose massima di radiazione consentita in un anno.” “Il Governo deve agire immediatamente per evacuare le zone più contaminate, a cominciare  dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza. Questa settimana torneremo nella zona di Fukushima per continuare a testimoniare la reale situazione e per fornire alla popolazione  un’analisi indipendente sugli impatti dell’incidente nucleare”. La seconda parte del lavoro di monitoraggio di Greenpeace vedrà il team impegnato fino a metà aprile in una valutazione più dettagliata sui rischi per la popolazione che vive fuori dalla zona di evacuazione. Verranno presi ulteriori campioni e analizzati latte e verdure. Greenpeace accoglie con favore l’annuncio di oggi del Capo di gabinetto giapponese Yukio Edano, secondo il quale il Giappone sarebbe intenzionato a investire in fonti di energia rinnovabile nel quadro del piano di ricostruzione.

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Nucleare. Fukushima e il Plutonio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Si è poco o punto parlato del reattore 3 della centrale di Fukushima (Giappone), forse perche’ faceva paura. Dov’è l’allarme? Nel tipo di combustibile che veniva usato: uranio e plutonio (MOX). Si continua a parlare dei pericolosi radioisotopi Cesio137 e Iodio131 ma poco di plutonio del quale basta inalarne quantità millesimali per avere il cancro ai polmoni o quello al fegato e alle ossa per ingestione. Per inciso ricordiamo che il plutonio239 ha un decadimento di 24.100 anni (!) e viene usato per produrre bombe atomiche. Perchè veniva usata la miscela MOX? Risposta: costa di meno del semplice uranio. In Italia dovrebbero essere costruite centrali nucleari del tipo EPR (European Pressurized Reactor), si dice con criteri di sicurezza intrinseca, ma tre agenzie europee per la sicurezza nucleare, la HSE’sND (Gran Bretagna), la STUK (Finlandia) e l’ ASN (Francia) in una presa di posizione comune hanno espresso un parere non proprio positivo sull’EPR. Il governo Berlusconi ha deciso una pausa di riflessione sulle scelte energetiche nucleari e ha rinviato il tutto di un anno. Speriamo che l’anno porti consiglio. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Plutonio a Fukushima

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

“La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato.” denuncia Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace. Questa notizia rende ancora più urgente l’immediata necessità di evacuare i cittadini giapponesi dalle aree circostanti la centrale. “Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo – continua Onufrio – i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima ” . Il 27 marzo scorso, infatti, nello stesso villaggio di Iitate dove Greenpeace ha misurato questi tassi inaccettabili di radiazioni, la Prefettura di Fukushima rilevava livelli di 8,2 microSievert/ora. Il 15 marzo i valori erano di ben 44,7 microSievert/ora ( http://www.pref.fukushima.jp/j/20-30km18.pdf ). L’unica differenza tra Greenpeace e il governo del Giappone è sul livello di protezione da garantire a chi vive in aree dove in pochi giorni si supera la soglia (1000 microSievert) massima di radiazioni tollerabili in un anno, considerando la sola esposizione esterna alle radiazioni e non considerando quelle delle particelle che che vengono inalate o ingerite. Inoltre, la squadra di radioprotezione di Greenpeace ha potuto verificare che solo una piccola proporzione degli abitanti dell’area si è allontanata, mentre gli altri continuano a restare in una zona pericolosa, soprattutto per bambini e donne in gravidanza.

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Fukushima già di scala 7 come Cernobyl

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima,  ha già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES). Lo studio del Dr. Hirsch, che si basa sui dati pubblicati dall’Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall’Istituto Centrale di Meteorologia  Austriaco (ZAMG) [2], ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l’11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES. 7 è il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l’incidente a Cernobyl del 1986. Greenpeace ha inviato in Giappone un gruppo di esperti che da oggi inizieranno a monitorare i livelli di contaminazione radioattiva intorno alla zona di evacuazione per valutare la reale portata di rischio per la popolazione locale. “Fin dall’inizio della crisi nucleare a Fukushima, sembra che le autorità stiano sottovalutando sia i rischi che l’estensione della contaminazione radioattiva. Siamo venuti qui a Fukushima per fare un’analisi trasparente e indipendente sulla reale contaminazione radioattiva dell’area e sui rischi per la salute pubblica” afferma Jan van de Putte, team leader di Greenpeace e consulente in sicurezza radioattività. Mentre a Cernobyl l’incidente aveva coinvolto un solo reattore, a Fukushima si è avuto rilascio di radioattività da quattro reattori. I reattori 1, 2 e 3 hanno subito perdita di liquido refrigerante che ha portato alla fusione del combustibile nucleare. La piscina del reattore 4, contenente combustibile nucleare esausto, ha perso liquido refrigerante fino a produrre un incendio che ha coinvolto il combustibile. Un’esplosione di idrogeno ha infine distrutto la struttura del reattore 4.L’IAEA ha sempre dichiarato che un incidente di questa scala non sarebbe mai stato possibile in un reattore occidentale, e invece ce ne sono stati tre in una volta. Greenpeace è particolarmente preoccupata per gli effetti che la ricaduta radioattiva avrà su un paese ad alta densità di popolazione come il Giappone. La maggior parte della radioattività di Cernobyl è ricaduta sulla Bielorussia, con una densità abitativa di 40 persone per chilometro quadrato. Il Giappone ha una densità media di 800 persone per chilometro quadrato. L’area metropolitana di Tokyo ha densità di oltre 1200 persone per chilometro quadro. Le implicazioni per la dose collettiva di radiazione sulla popolazione potrebbero essere enormi.

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Nucleare: il trucco della pausa di riflessione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Il governo sta pensando di prendere una ‘pausa di riflessione’ sul nucleare. Scoprono ora, dopo aver spinto sull’acceleratore, sordi ad ogni critica, l’esigenza di riflettere. L’apocalisse di Fukushima (definizione della Ue) ha fatto cambiare improvvisamente le strategie del governo (e della lobby nuclearista). Strategie politiche? No. Energetiche? Neanche. Di comunicazione. Semplicemente. Ragioni di opportunità comunicativa spingono gli alfieri dell’atomo ad una ritirata tattica, solo momentanea. La ragione è semplice: la tragedia giapponese rischia di diventare una catastrofe atomica planetaria e l’opinione pubblica potrebbe sommergere con il voto referendario il piano nucleare del governo. Sanno che, mantenendo la posizione nuclearista, sarebbero travolti dal referendum. E temono anche per le amministrative. Molto. La loro ‘pausa di riflessione’ serve solo ad una cosa: far passare la buriana, far placare il flusso di informazioni provenienti dal Giappone per aggirare il referendum e attuare il piano nucleare in un secondo momento. Adottano un profilo basso oggi per poter avere le mani libere domani. Sono i soliti imbroglioni, di questa gente non ci si può fidare. Parlano anche di centrali costruite con il consenso della popolazione e delle regioni, ma hanno approvato norme che bypassano il confronto con le regioni ed i territori, militarizzando le centrali. Non è una pausa di riflessione, ma un’arma di distrazione di massa. Vogliamo essere chiari per una volta? La domanda al governo è una sola: il nucleare va definitivamente in soffitta sì o no? Se la risposta è no (perché ci sono interessi enormi…) la risposta sarà una soltanto: il voto al referendum che spazzerà via l’incubo atomico dal nostro paese. (Massimo Donadi Parlamentare Idv)

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Fukushima: ultimi aggiornamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Map of Fukushima Prefecture.

Image via Wikipedia

Tokyo. Greenpeace ha elaborato questo aggiornamento sulla base di dichiarazioni e informazioni diffuse dai media. La situazione é in continua evoluzione e queste informazioni possono essere non del tutto attendibili. Nelle ultime 24 ore non si segnalano nuove esplosioni e picchi di emissioni radioattive. Al riguardo, il dato fornito ieri di un massimo di radioattività di 1000 mSv/h ((milli sievert/ora) è stato ridotto a 400 mSv/h. Gli esperti concordano che le prossime 24/48 ore saranno cruciali: se gli eroici operatori che lavorano a Fukushima, correndo gravissimi rischi, riusciranno a raffreddare le barre di combustibile, si eviterà la fusione totale dei noccioli dei reattori e i danni alle barre di combustibile esausto stoccato nelle piscine di raffreddamento. Al momento, questa tragica ipotesi non può essere esclusa. É noto che si sta usando acqua di mare per il raffreddamento ma, come prevedibile, ci sono problemi di corrosione e danneggiamento delle pompe. Alcuni elicotteri sono riusciti a scaricare acqua sulle piscine dei reattori 3 e 4. Impossibile avere conferme sull’esito di tali lanci. Le piscine hanno un’area di c.a. 150-200m2: per aumentare il livello di un metro ci vogliono 200 tonnellate d’acqua mentre solo una parte delle 40 tonnellate scaricate sui reattori hanno raggiunto l’obiettivo. Stato dei reattori
• N. 1: mancano c.a. 1,8 m d’acqua;
• N. 2: mancano c.a. 1,4 m d’acqua. Il contenitore del reattore sarebbe danneggiato;
• N. 3: mancano (ore 3:00) 2 m d’acqua: livello in diminuzione. È confermato il danno al contenitore del reattore. È confermato che il reattore é caricato con MOX e contiene, quindi, Plutonio oltre che Uranio. La piscina con combustibile esausto di questa unità non contiene MOX: le barre sono state parzialmente esposte e gli elicotteri hanno provato a lanciare acqua di mare. Secondo fonti governative il livello dell’acqua deve essere ripristinato in giornata per prevenire la fusione. Si sospettano anche fessurazioni della piscina;
• N. 4: la piscina con combustibile esausto sarebbe a secco (fonte US NRC), emettendo elevati livelli di radiazione. Praticamente fermata la produzione di vapore (che confermerebbe che l’acqua è quasi finita). Sempre secondo NRC, le barre sarebbero state stoccate a dicembre e sarebbero, quindi, particolarmente “calde”;
• N. 5: pressione e temperatura della piscina di stoccaggio del combustibile esausto sarebbero in aumento per assenza di refrigerazione;
• N. 6: non funzionerebbe la refrigerazione della piscina di stoccaggio del combustibile esausto;Ulteriori notizie:
• Oltre agli elicotteri, si é pensato all’uso di idranti anti sommossa della polizia per raffreddare gli impianti. Difficoltà a praticare questa soluzione per gli elevati livelli di radioattività;
• Si sta cercando di istallare una nuova linea elettrica per riattivare le pompe di raffreddamento: dovrebbe essere pronta nel pomeriggio;
• Sui livelli di radiazione ci sono notizie contrastanti. Sopra i reattori ci sarebbero valori intorno a  4,13 mSv a 300 m e 87,7 mSv a 100 m. Tuttavia, gli elicotteri che dovevano versare acqua sono stati allontanati dopo 15 minuti per le radiazioni eccessive: questi elicotteri sono dotati di strutture per schermare la radioattività. La dose autorizzata ieri dal governo (250 mSv/ora) dovrebbe permettere la permanenza a 300 m per 48 ore anche senza schermi!
• La direzione dei venti dovrebbe mantenersi da Nord Ovest, portando gran parte della radioattività in mare, fino a sabato.

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Emergenza nucleare in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Tokyo Jan Beranek, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace International, commenta le ultime notizie provenienti dalla centrale di Fukushima, che riportano continui problemi ai sistemi di raffreddamento e rilascio di materiale radioattivo dai reattori Fukushima I (Daiichi) e Fukushima II (Diani):”Siamo vicini al popolo giapponese, che a seguito del terremoto e dello tsunami è ora di fronte a una situazione tremenda perchè il Governo, invece di concentrare tutte le risorse in operazioni di soccorso, è costretto ad affrontare una crisi nucleare”. “Le ultime notizie suggeriscono che ci sono gravi problemi con il sistema di raffreddamento di almeno due reattori, le unità uno e tre di Fukushima I-Daiichi. Sembra che entrambi abbiano subito una fusione parziale delle barre di combustibile, causando un rilascio di radiazioni che è stato rilevato all’esterno dell’impianto. La terza unità  tra l’altro utilizza combustibile MOX che contiene anche ossido di plutonio e rilascia molto più calore anche dopo che il reattore è stato spento. In caso di fusione o danneggiamento del combustibile nel reattore si libererebbe molto più gas radioattivo rispetto alla stessa quantità di combustibile a uranio normale usato nella prima unità. Ciò è estremamente preoccupante ed è chiaro che la crisi è tutt’altro che finita”. “Greenpeace lamenta la mancanza di informazioni e trasparenza sulla quantità totale di radiazioni che è stata già rilasciata, sullo stato dei sistemi di raffreddamento di tutti i reattori e sul livello di sicurezza delle piscine di raffreddamento del combustibile irraggiato. Queste ultime contengono grandi quantità di radiazioni e sono posizionate al di fuori dell’edificio di contenimento: un loro danneggiamento provocherebbe rilascio di radiazioni direttamente in atmosfera. Chiediamo che il Governo giapponese dia immediatamente queste informazioni al pubblico. “L’energia nucleare è una fonte di energia sporca e pericolosa, e sarà sempre vulnerabile per la combinazione di errori umani, errori di progettazione e disastri naturali. Greenpeace – conclude Beranek – chiede la chiusura graduale di tutti i reattori esistenti e il blocco della costruzione di nuovi reattori. I Governi dovrebbero puntare sulle fonti rinnovabili che, oltre a essere ambientalmente sostenibili, sono già a disposizione e a costi più convenienti del nucleare.”

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Nucleare: Umberto Mengoni a Tokyo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Giappone\Fukushima – Radio 24 – Alberto Mengoni, esperto di fisica nucleare all’ambasciata italiana a Tokyo, raggiunto da Radio 24. “Ultima notizia:  “il raggio di evacuazione è stato alzato da 10 a 20 chilometri in seguito all’esplosione al reattore numero 1 dell’impianto di Fukushima che è avvenuta intorno alle 16.00 ora locale.” Lo ha detto al telefono da Tokio a Radio 24 l’esperto di fisica nucleare Alberto Mengoni. “Il raggio di evacuazione è stato disteso a 20 chilometri perchè c’è stata una fuoriuscita di radioattività. Non si sa ancora la quantità del rilascio di radioattività. In tutta la zona è stato consigliato di osservare le norme base per quanto riguarda il contagio radioattivo. I reattori che hanno problemi sono due nell’impianto di Fukushima 1 e uno nell’impianto di Fukushima 2 e si sta intervenendo. La situazione è in evoluzione: per il momento si sa che c’è stato un rilascio di radioattività ma non si sa il livello. In ogni caso stanno intervenendo sui diversi reattori: si pensava la situazione fosse sotto controllo, ma poi il primo reattore ha avuto problemi.. è tutto in evoluzione” ha detto a Radio 24.

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Reattore di Fukushima: evitare “rilasci di radioattività”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

In relazione alla notizia che l’incidente al reattore giapponese di Fukushima avrebbe rilasciato elementi radioattivi, incluso il Cesio-137, e che un aumento dei livelli di radioattività è stato rilevato nei pressi dell’impianto, Jan Beranek, responsabile della Campagna nucleare di Greenpeace International dichiara che: “Siamo vicini alla popolazione giapponese che sta affrontando anche la minaccia di un disastro nucleare, oltre a un devastante terremoto e al conseguente tsunami. Le autorità devono concentrarsi sul salvataggio delle persone e sull’evitare ulteriori rilasci di radioattività”. Gli sviluppi dell’incidente appaiono lontani dall’essere chiari. Quello che sappiamo è che la contaminazione da Cesio-137 pone un rischio sanitario per chiunque venga esposto ed è il radioelemento che sta causando il maggiore impatto sanitario dall’incidente di Cernobyl, poiché può rimanere pericoloso nell’ambiente e nella catena alimentare per trecento anni. “Il reattore di Fukushima rimane ancora a rischio di fusione del nocciolo”, continua Beranek: “Questo potrebbe creare una nuvola di Iodio-131 che può elevare i livelli di radioattività sia sulla popolazione che sull’ambiente per decine di chilometri. Anche solo chiedendo alla popolazione di rimanere chiusi in casa il governo può ridurre i rischi di un fattore da 2 a 5”. Greenpeace chiede la chiusura dei reattori esistenti e il blocco della costruzione di nuovi reattori. I Governi dovrebbero puntare sulle fonti rinnovabili di energia che, oltre a essere ambientalmente sostenibili, sono disponibili e fattibili.

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