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Grande successo di pubblico in omaggio a Fulvio Roiter

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Jessica Roiter e Ermelinda Damiano. Foto di Paolo ZanettiBy Paola Saba. Venezia, Arena Giardini della Biennale di Venezia, ieri vi è stato un grande successo di pubblico per il filmato – omaggio al celebre fotografo veneziano Fulvio Roiter: alcune tra le più belle foto in bianco e nero e a colori del celebre fotografo hanno incantato il pubblico presente mentre la colonna sonora con la musica dei Pink Floyd, come una malìa incantata e magica, accompagnava lo scorrere delle splendide immagini di una città lagunare splendida e vagheggiata. La proiezione del filmato, in collaborazione con la Fondazione Fulvio Roiter e il Comune di Venezia, ha preceduto la proiezione di Fat City (Città amara, 1971) di John Huston in occasione della rassegna di film classici restaurati intitolata Classici fuori Mostra.
La figlia Jessica Roiter, Presidente della Fondazione Fulvio Roiter, emozionata ed elegantissima in tailleur bianco, sul palco ha così raccontato la genesi di questo filmato: “Io sono circondata dalle foto del mio papà. E io vivo ogni giorno l’emozione di Venezia dove vedo quello che l’uomo è riuscito a creare, a costruire; la perfezione e l’armonia tra pietra e acqua: ogni riflesso sul Canale è un gioco di luce, ogni facciata trasmette un pezzo di storia. Quindi mi sono detta: voglio creare qualcosa che sia un fuoco di artificio di immagini, un po’ come il Redentore di Venezia; la Rinascita. Auguriamoci la Rinascita dopo questo periodo così triste per Venezia e anche per l’Italia. Mi è venuta l’idea di creare un video per creare uno shock di immagini.” E così Jessica Roiter continua a raccontare di come, sull’onda dell’emozione di questo video realizzato da Paolo Zanetti, archivista e compagno di vita, abbia voluto mandarlo al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che si è subito attivato. “Questa sera il mio sogno si avvera…”. E dopo aver ringraziato il Comune di Venezia, il Sindaco Luigi Brugnaro, la Biennale e la Società La Vela con il Direttore Fabrizio D’Oria, ecco che Jessica Roiter dà il via alla proiezione del filmato. Davanti agli occhi dello spettatore scorrono le suggestive immagini in bianco e nero di ponti, gondole, canali, riflessi di acqua nella bruma e poi l’esplosione delle foto a colori con il Carnevale, la Regata Storica, la festa del Redentore. Il fluire delle foto di Fulvio Roiter è scandito dalla musica dei Pink Floyd. Sul palco è poi intervenuta Ermelinda Damiano, Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, che, a nome del Sindaco Luigi Brugnaro, di tutta l’Amministrazione Comunale di Venezia e di tutta la città ha voluto ringraziare la figlia di Fulvio Roiter e omaggiare, a nome di tutta la città “un grande uomo, parte integrante della storia della Venezia, un uomo che ha consegnato al mondo attraverso le sue meravigliose fotografie un’immagine di Venezia unica in tutto il suo splendore.” Un ringraziamento particolare a Le Macchine Effimere per la collaborazione all’evento. (nella foto: Jessica Roiter e Ermelinda Damiano. Foto di Paolo Zanetti in copyright)

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Venezia: Prima della proiezione di “Fat City” le foto di Fulvio Roiter

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Venezia sabato 25 luglio alle ore 21.00 all’Arena Giardini della Biennale di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Fulvio Roiter e il Comune di Venezia, prima della proiezione di Fat City (Città amara, 1971) di John Huston in occasione della rassegna di film classici restaurati intitolata Classici fuori Mostra. La Fondazione Fulvio Roiter, attraverso la proiezione di un filmato con alcune tra le più belle foto in bianco e nero e a colori del celebre fotografo, un vero e proprio inno alla amatissima città lagunare, vuole così rendere omaggio a Fulvio Roiter mostrando Venezia in tutto il suo incanto mediante l’occhio penetrante del fotografo scomparso quattro anni fa. Per il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: “E’ un onore per tutti omaggiare il grande fotografo veneziano in uno dei luoghi più affascinanti e magici della città. Farlo poi, prima della proiezione di un grande classico come Fat City, capolavoro di Huston, non può che essere la cornice perfetta per onorare Fulvio Roiter, un uomo che, attraverso le sue vedute, è ancora presente in mezzo a noi..”
La figlia Jessica, Presidente della Fondazione Fulvio Roiter sottolinea come: “Nell’immaginario collettivo quando si parla di Venezia si pensa all’acqua alta oppure alle orde di turisti che invadono la città. Quando invece entro nell’Archivio con le foto realizzate da mio padre gli occhi mi brillano e il cuore si rigenera nel ritrovare la vera Venezia che è perfezione assoluta nella sua magica armonia tra pietra e acqua. Proprio per scuotere gli animi ho voluto creare un filmato di immagini che fosse come un fuoco di artificio, un inno allo splendore di Venezia da parte di mio padre. Anche la scelta di dare una colonna sonora a questo video sottolinea il profondo connubio tra i sensi della vista e dell’udito nel creare un’emozione. Queste foto vogliono essere un inno alla città lagunare, alla sua bellezza nella perfetta armonia.”
E così, davanti agli occhi dello spettatore, scorrono prima le suggestive immagini in bianco e nero di ponti, gondole, canali, riflessi di acqua nella bruma. “Foto delicatissime, elegantissime nella loro apparente semplicità, composizioni da pelle d’oca, raffinatezza, gusto, equilibrio e originalità.” (L. Bertolucci). Sembra quasi di poter respirare l’aria umida in piazza San Marco mentre tre suore camminano sotto un porticato oppure un bambino gioca felice con i colombi. “Nessuno sa cogliere come lui, oltre le cose, anche il senso delle cose” (I. Montanelli). Poi esplode il colore. La laguna blu si confonde con il cielo. I profili merlettati dei palazzi si rispecchiano nelle pozzanghere di acqua e i fiocchi di neve rendono Venezia ancora più fatata mentre ci sembra di sentire il gelo dell’inverno. Ma di colpo irrompe il Carnevale con le sue maschere, i Pierrot, gli Arlecchini, i fuochi di artificio che scintillano sulla laguna e illuminano a giorno il Leone di San Marco. E, ancora, le immagini potenti della Regata Storica con il corteo di barche, il Doge, i figuranti in costume. “Ritenerlo un fotografo illustratore è un insulto. Egli è un rabdomante, e i rabdomanti non ubbidiscono alla logica […] Scrive versi con la macchina fotografica, Roiter.” (A. Bevilacqua).
Nato a Meolo in provincia di Venezia nel 1926, Roiter si diploma come perito chimico, ma dal 1947 si dedica alla fotografia che diviene la sua attività professionale dal 1953. Nel 1949 aderisce al circolo fotografico La Gondola di Venezia, fondato dall’amico Paolo Monti. Nel 1953 parte per la Sicilia nel suo primo viaggio fotografico, il primo di molti in tutto il mondo. Dopo avere realizzato numerosi reportage per alcune riviste, pubblica nel 1954 il suo primo libro fotografico, il volume in bianco e nero Venise à fleur d’eau. Nel 1956 Roiter vince il premio internazionale francese Nadar con il libro di sole foto bianco e nero Umbria. Terra di San Francesco. Proveniente dalla scuola della fotografia neorealista, Roiter sviluppa e raffina la “forza narrativa e l’occhio poetico” con le sue foto in bianco e nero inventando un formato fino ad allora inusuale, quello rettangolare, in cui colloca personaggi ed oggetti della vita di ogni giorno in un contesto dove vengono rigorosamente privilegiate “le forme della composizione”. Un metodo per il bianco nero quello di Roiter, dove “l’essenzialità e il rigore del bianco nero prevaleva sul trionfo del colore”, questa è infatti la motivazione della giuria che fa vincere al fotografo veneziano il premio Nadar. La sua consacrazione sulla scena internazionale l’ottiene con gli scatti sulla sua Venezia da cui trae il libro Essere Venezia del 1977, stampato in quattro lingue con una tiratura di circa un milione di copie, un best seller unico per l’editoria fotografica. Negli anni Settanta, sull’onda del successo ottenuto, abbandona la fotografia in bianco e nero per dedicarsi al colore, modificando anche radicalmente il suo stile e i soggetti delle sue ricerche.Durante la sua carriera, Roiter pubblica circa un centinaio di volumi di fotografie compiendo numerosi viaggi in ogni parte del mondo. Muore il 18 aprile 2016 a Venezia. Biglietto: intero 8 euro, ridotto studenti 2,50 euro

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Mostra retrospettiva Fulvio Roiter: Fotografie 1948 – 2007

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

Genova Palazzo Ducale Loggia degli Abati Piazza Matteotti 9, 8 settembre 2018 – 24 febbraio 2019 anteprima stampa Venerdì 7 settembre 2018, ore 11.30. da martedì a domenica 10.00 – 19.00 Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima Biglietti € 10,00 intero.
Circa 150 scatti, per la maggior parte vintage, selezionati dal curatore Denis Curti con il prezioso contributo della moglie Lou Embo, raccontano l’intera vicenda artistica del grande fotografo scomparso nel 2016, e fanno emergere tutta l’ampiezza e l’internazionalità del lavoro di Roiter, collocandolo tra i fotografi più significativi dei nostri giorni.Il percorso espositivo racconta gli immaginari inediti e stupefacenti che rappresentano la Sicilia ed i suoi paesaggi, Venezia e la laguna, ma anche i viaggi a New Orleans, in Belgio, in Portogallo, in Andalusia ed in Brasile che hanno determinato i primi approcci alla fotografia di Roiter, nel pieno della stagione neorealista, di cui il fotografo veneziano ha ereditato la finezza compositiva.“Foto in bianconero, delicatissime, elegantissime nella loro apparente semplicità, composizioni da pelle d’oca, raffinatezza, gusto, equilibrio e originalità. Gioielli buoni anche per gli occhi più esigenti” (Leonello Bertolucci, I Grandi Fotografi – Fulvio Roiter, Milano 1982).
“Un bianco e nero aspro, contrastato, ruvido. Un desiderio di raccontare il mondo attraverso un attrito costante, senza mediazioni e senza menzogne. È questa la fotografia di Fulvio Roiter. Un modo particolare di guardare il mondo che ha ispirato l’opera del grande autore vene­ziano, fino alla fine dei suoi giorni, in una linea di racconto dinamica, ricca di sfumature, sorprese e colpi di scena, vicina a un approccio intimo alla fotografia” afferma Denis Curti.Ne derivano 9 sezioni di mostra, ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande fotografo: L’armonia del racconto; Tra stupore e meraviglia: l’Italia a colori; Venezia in bianco e nero: un autoritratto; L’altra Venezia; L’infinita bellezza; Oltre la realtà; Oltre i confini; Omaggio alla natura; L’uomo senza desideri. In tal modo, il percorso espositivo, fluido e coerente, scandisce le tappe di una vita interamente dedicata alla fotografia e alla ricerca di quei luoghi dell’anima che ne hanno ispirato la poetica, assumendo come unico punto di riferimento la pura e sincera passione, vissuta dall’autore tra scenari di viaggi, scoperte e amori incondizionati.Roiter non tralasciava alcun passaggio della produzione fotografica, per queste ragioni, le stampe (come anche i libri) doveva realizzarle lui personalmente, nella camera oscura allestita in casa sua, per poi timbrarle e firmarle, al fine di esaltarne e tramandarne il valore. Un valore che per l’autore poteva essere misurato solo attraverso amore e passione, e la cui grandezza risuona nelle parole della nipote Jasmine come una promessa e una speranza: “Può una parola così piccola, foto, diventare così grande? Possono due sillabe riuscire a portarti in mondi lontani, in posti segreti, possono raccontarti una favola intima e silenziosa? Sì, possono. Le fotografie del Nonno, però, sembrano voler graffiare le pagine dei libri per poter uscire e diventare, se possibile, ancora più reali” (Jasmine Moro Roiter, Essere Roiter, 22.04.2016)

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